10 marzo 2019 – Non devi guidare se hai bevuto

CORRIERE DELLA SERA

MAROSTICA

La birra, i post no-gay e i forconi: i venerdì di Pietro Del Santo che ha travolto madre e bambino

L’uomo si è schiantato col camion su un bimbo a Thiene. La moglie: «Lo impiccherei»

di Andrea Pasqualetto

«Sono disperata per quel bambino, Piero invece lo appenderei a un albero». Sarà anche la reazione del momento, ma neppure la moglie difende il pirata. «Troppo grave quel che ha fatto, troppe volte ne avevamo parlato, che stia in galera». Maurizia non cerca attenuanti per il marito, nessun «se», nessun «ma». La sua è una ferma, dura, impietosa condanna. Dopo una notte insonne e una giornata chiusa nel silenzio della casetta di Thiene, nelle campagne del profondo Veneto, decide di aprire la porta per dare sfogo a tutta la sua rabbia nei confronti del marito Pietro Dal Santo, 58 anni, muratore e piccolo impresario.

Aperto il gas

Venerdì sera, dopo aver bevuto troppa birra in un locale di Marostica, nel tentativo di sottrarsi a un controllo di polizia, temendo l’alcol test ha aperto il gas e si è messo in fuga con il camioncino, subito inseguito dalla pattuglia. Trecento metri più in là è uscito di strada e ha travolto una famiglia a passeggio: genitori e due figli piccoli. Il più grave è Thiago, quattordici mesi, che ha subito l’amputazione parziale di una gamba e sta lottando per sopravvivere. Dal Santo è stato arrestato per lesioni stradali gravissime in stato di ebbrezza alcolica. «Abbiamo fatto un prelievo forzato il cui esito è atteso fra qualche giorno ma in ogni caso lo stato di ubriachezza era evidente e di sicuro superiore a 1.5 grammi, soglia di legge. Era così ubriaco che non riusciva a dire nulla», hanno spiegato i carabinieri di Bassano che seguono il caso.

Sapevo che era stato lui

«Ieri mi ha chiamato — racconta la moglie fra un sospiro e l’altro —. Mi ha detto “Maurizia mi hanno arrestato e mi stanno portando dentro”. Io già sapevo che era stato lui perché avevo visto le immagini del furgone su Google, c’era la targa. “Cos’hai combinato brutto cogl…!?”, gli ho urlato. E lui “Eh sì, lo so…”. Non lo accetto, non lo ammetto, “hai rovinato la vita di un bambino e di una famiglia”. “Lo so…”. Mi ha detto “ciao, ora devo andare, ci vediamo”. Ma io non lo voglio più vedere». Quel che può essere successo Maurizia lo sa. «Ha avuto paura che gli togliessero la patente perché senza patente lui non può più lavorare e ha detto scappo. Il problema è a monte: non devi guidare se hai bevuto. Ne abbiamo parlato mille volte, perché ogni tanto veniva a casa alticcio. Non ubriaco fradicio eh, diciamo un po’ alterato. Cioè, si capiva che era passato al bar». Succedeva soprattutto il venerdì sera, quando chiudeva il cantiere e andava da Max, un locale della zona. Lì trova gli amici e, soprattutto, la birra. «Sì, Piero beve birra, vino poco, superalcolici solo quando usciamo insieme a qualche cena. All’andata guida lui, al ritorno guido io che sono mezza astemia. Quando va da Max è da solo e mi manda in bestia».

Debole per la birra

Che abbia un debole per la birra lo si capisce anche da Facebook. Boccali, fusti, evviva: «La Forst si respira». Al Max c’è la compagnia di giro. Solo Elia, con qualche difficoltà, dice qualcosa: «I muratori fanno così il venerdì, quando hanno finito di faticare. E lui è uno che ha sempre lavorato molto, sempre da muratore. Stavolta però ha proprio sbagliato». La signora Maurizia indica la loro casa: «L’ha fatta lui, anche quella fontana e anche quel muso di leone, ogni tanto gli viene la vena artistica». In questo periodo seguiva il cantiere del cinema Politeama della vicina Marostica, con la sua microimpresa. «Cerco manovale, no gay, no sfaticato, no rompiballe… ultimamente mi hanno dato belle soddisfazioni gli extracomunitari», scriveva sul suo profilo Facebook preso d’assalto ieri dal popolo della rete: «Assassino», «omofobo», «razzista». Sbotta la moglie: «Che cretino. Sgobbi per una vita, sei buono come il pane e per non stare attento col bere rovini tutto… quella famiglia, quel bambino, ma povero, ma come si fa adesso». Cuore autonomista, Dal Santo ha avuto trascorsi da venetista, poi confluito fra i forconi del veronese Lucio Chiavegato. «Era nel gruppo 9 dicembre di Thiene, anch’io sono andata un po’, poi mi sono allontanata». Oggi è salviniano di ferro, dice. «Ma non ha più senso niente, dopo quello che ha fatto. La vedo nerissima: il mio primo pensiero ora va a quel piccolo». Dal Santo ha rischiato il linciaggio. «Voleva vedere il bimbo ma era in uno stato pietoso e la madre lo allontanava, mentre la gente si faceva intorno», spiega una testimone. «Anche il padre del bambino voleva menarlo, ha rotto un vetro del furgone con un cazzotto — aggiunge la moglie —. È il minimo che poteva fare. Glielo darei anch’io un cazzotto a Piero. Anzi, lo impiccherei proprio».

 

FROSINONETODAY

“Credevo fosse un cinghiale”. Fermato e arrestato il ‘pirata della strada’

A perdere la vita, nella tarda serata di ieri, è stato un uomo che percorreva a piedi una strada di periferia nel comune di San Donato Val Comino. A guidare ubriaco un imprenditore di Gallinaro.

Angela Nicoletti 10 marzo 2019

E’ stato travolto ed ucciso da una macchina (foto in alto) che è poi fuggita a velocità folle senza prestare soccorso. Il incidente ha visto come vittima un uomo, un cittadino rumeno di cinquantatrè anni residente in paese da tempo, che è morto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso del ‘Santissima Trinità’ di Sora.

Il fatto

I Carabinieri, che hanno dato vita ad una vera e propria caccia all’auto pirata, stanno indagando anche per ricostruire la dinamica dell’investimento avvenuto in via Valanziera alla periferia del paese.

Aggiornamento alle 13

E’ stato fermato il pirata della strada che ieri sera ha investito ed ucciso un uomo di 53 anni a San Donato Val Comino. Si tratta di C. B. imprenditore del 1943 di Gallinaro che è stato trovato positivo all’alcol test. Ora dovrà rispondere di omicidio stradale. La sua auto un’Alfa Romeo 147 è stata sequestrata. L’uomo ha provato a giustificarsi dicendo di aver investito un cinghiale.

 

QUICOMO

Ubriachi nella notte a Como e Tavernerio: all’ospedale anche un ragazzino di 17 anni

Ambulanza anche in via Mentana a Como

Redazione

Ubriachi del venerdì sera: tre persone soccorse dall’ambulanza in provincia

10 febbraio 2019 – Ancora un sabato notte alcolico in provincia di Como, protagonisti ancora una volta dei giovanissimi: per abuso di alcol un ragazzino di 17 anni è finito in ospedale nella notte tra sabato 9 e domenica 10 marzo. Soccorso a Tavernerio, sulla Statale 342, per intossicazione etilica poco dopo le 2.30. Sul posto è arrivata un’ambulanza del Sos di Appiano che ha portato il ragazzo in codice giallo all’ospedale di Erba. Allertati anche i carabinieri.

Soccorsi anche a Como, in via Mentana, dove un uomo, di cui non sono state rese note le generalità, si è sentito male sempre per abuso di alcol verso mezzanotte e mezza. Anche qui è intervenuta un’ambulanza che ha trasportato l’uomo in codice verde al Valduce.

 

NEWSBIELLA

CRONACA – 10 marzo 2019

Guida ubriaco a grande velocità in superstrada, in corpo alcol quasi 5 volte superiore ai limiti

Nota un auto che procede a zigzag sulla superstrada a grande velocità e, preoccupato, segnala l’accaduto alla forze dell’ordine. È successo ieri, sabato 9 marzo, sulla strada provinciale 142 in direzione Cossato.

In breve tempo, i militari dell’Arma hanno intercettato il mezzo in via Maffei, a Cossato, e sottoposto all’alcoltest l’uomo alla guida: si tratta di un 52enne, residente a Strona, trovato positivo con un tasso di 2,3 (quasi cinque volte il limite consentito). Per questo motivo, è stato deferito per guida in stato di ebbrezza.

 

ALTRA CRONACA ALCOLICA

 

BRINDISIREPORT

Auto contro albero: denunciato per guida in stato di ebbrezza

 

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Donna ubriaca in scooter, multa record da seimila euro e fermo del mezzo

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