13 marzo 2019 – Fermiamo le stragi alcoliche sulle strade!

GIORNALE DI SICILIA

Lotta all’alcol, Francia introduce etilotest anti-avviamento

La Francia, per risolvere l’emergenza alcol al volante (123.926 sanzioni gravi erogate nel 2017) ha deciso un importante cambiamento nella strategia per evitare rischi agli utenti della strada ed evitare che gli alcolisti abituali si mettano al volante anche dopo il ritiro della patente.

Con una decisione del ministro degli Interni Christophe Castaner, in questi giorni tutte le prefetture francesi hanno reso obbligatorio l’etilotest anti-avviamento (EAD), un dispositivo che controlla il tasso dell’alcol nel sangue e che impedisce di mettere in moto la vettura, quale alternativa al provvedimento della sospensione della patente. Collaudato in alcuni dipartimenti (Drme, Finistère, La Réunion, Loiret, Manche, Nord et Vendée) l’EAD richiede che il guidatore soffi in un sensore e solo se non verrà rilevato un tasso sotto alle norme il sistema darà il consenso elettronico alla messa in moto.

 

BLASTING NEWS

Sardegna, schianto mortale a Sassari: l’autista era ubriaco

La vittima un giovane sassarese di 27 anni: una donna è in rianimazione in coma farmacologico.

Gli accertamenti disposti dalla Procura della Repubblica di Sassari parlano chiaro. E.L., 35 anni, sassarese, era completamente ubriaco, domenica sera, quando si è messo alla guida della sua auto e si è schiantato contro un’altra vettura. In via Caniga, a Sassari. Per questo motivo è stato infatti indagato per “omicidio stradale”, si legge nelle carte. Nel terribile incidente infatti ha perso la vita Manuel Manca: un giovane operaio sassarese di 27 anni, che quella maledetta sera viaggiava nel sedile accanto all’autista. Per lui non c’è stato niente da fare: è morto sul colpo. Troppo gravi le ferite riportate nello schianto. Tutti gli accertamenti – disposti dal sostituto procuratore della Repubblica di Sassari, Paolo Pira – hanno stabilito che il tasso alcolemico di E.L., che era alla guida dell’auto che ha provocato l’incidente, era altissimo: sfiorava i 2 grammi.

 

WINENEWS

VINO E LEGGE

Ue e tasse sugli alcolici: resta lo status quo, ma la partita sul cambio di regime non è chiusa

Solo Italia, Spagna, Portogallo e Grecia apertamente contrari alla proposta della presidenza romena di trovare un solo parametro per tutte le bevande

Nulla di fatto, ma solo per ora: l’Ecofin, il Consiglio dei Ministri delle Finanze dell’Unione Europea, non ha dato il via libera alla proposta di revisione della direttiva 92/83 sull’armonizzazione delle accise e delle tasse sulle bevande alcoliche avanzata dalla presidenza di turno romena, che, come già riportato da WineNews, vorrebbe consentire agli Stati membri di adottare un sistema unico di tassazione delle bevande alcoliche, ovvero la tassazione a grado alcolico, che sarebbe decisamente penalizzante per il vino, per il quale le accise oggi sono stabilite a volume. Tutto resta com’è, dunque, per il momento (oggi la tassazione è stabilità a volume per i prodotti fermentati, come il vino, e per gli intermedi, a grado per gli spiriti, e a grado plato per la birra), ma la partita non è chiusa. Solo Italia, Spagna, Grecia e Portogallo si sono opposti apertamente alla proposta, e se la Germania ha proposto una valutazione più approfondita dell’impatto possibile del cambiamento proposto, Paesi come Austria, Romania, Estonia, Svezia Irlanda, Lussemburgo, Slovenia e Slovacchia, tra gli altri, hanno manifestato il loro supporto alla proposta, seppur con qualche sfumatura, e tutto sommato favorevole pare essere anche la Francia. Tra i punti più controversi della proposta, in ogni caso, ci sono i parametri per definire i “piccoli produttori”, che dovrebbero beneficiare di agevolazioni fiscali. Salvo, dunque, per ora, il vino, che secondo molti sarebbe fortemente penalizzato da una tassazione stabilita sul grado, soprattutto nei Paesi del Nord Europa. Ma, secondo alcuni, anche gli spiriti vedrebbero schizzare in alto le accise da un cambio di normativa come quello proposto.

 

ALTO ADIGE

VINO E ALCOLICI TRA PIACERE, SALUTE E RISCHI

Giorgio Dobrilla

“Un bicchiere di buon vino non ha mai fatto del male a nessuno” è un refrain che circola da secoli. I produttori sono…più che d’accordo e non cercano certo di limitarne promozione e consumo. I dati scientifici, tuttavia, suonano un’altra campana. Il prof. Silvio Garattini, nella NEWS 179 dell’Istituto Mario Negri, rileva che mentre ricerche più datate suggerivano che uno o due bicchieri al giorno di vino possono far bene, dati più aggiornati suggeriscono che vino e alcolici, pur in quantità moderata, vanno evitati. Ciò farà gongolare due miei cari amici astemi ostinati (nomi di fantasia Berto e Giulio). In effetti, studi recenti dimostrano che quantità ridotte di alcol etilico non migliorano affatto la salute, mentre i danni da abuso sono ben noti (fegato e cervello). Da qui la raccomandazione dei ricercatori di evitare non solo l’abuso ma anche l’uso abituale di vino. I produttori torcono il naso a questa conclusione e insistono sul cosiddetto “paradosso francese” (già ricordato in rubrica): anni fa in Francia la bassa frequenza di infarti nonostante l’alto consumo di grassi saturi la si è correlata con il consumo di vino rosso ricco di “resveratrolo” che ostacola la formazione di coaguli intracoronarici. Grande bufala, perché sono necessari più di 10 litri di vino al giorno per ridurre il rischio di trombosi coronarica. Linee guida di società autorevoli indicano che si dovrebbero assumere non più di 100 g di alcol alla settimana, il che corrisponde grosso modo a un litro di vino di media gradazione alcolica. La lotta istituzionale contro l’abuso (ma molto meno contro l’uso!) alcolico non è mancata, pur risultando ancora insufficiente e non favorita certo dai produttori. Ma qualche progresso c’è. Scrive Garattini che nel 1990 i maschi bevevano in media 6,1 bicchieri di vino al giorno contro i 4 nel 2016, mentre le donne son passate da 3,5  bicchieri al giorno a 2,1. A questo calo nel consumo di vino, corrisponde però un aumento dell’abuso alcolico specie nei giovanissimi, che al vino preferiscono dei superalcolici (contenuto di alcol etilico 4 volte maggiore), assunti poi in modo “acuto” durante i weekend, allo scopo prefissato di sbronzarsi. Ne sanno qualcosa i Pronto Soccorso degli ospedali. Tornando al vino, altri amici miei non astemi come quelli citati, ma neanche etilisti cronici, leggendo in confidenziale anteprima questi dati, mi ricordano molti i rischi esistenziali inevitabili (aria inquinata, gas di scarico, incidenti stradali, cibo spazzatura, etc), obiettando: “E noi dovremmo rinunciare all’unico rischio che ci soddisfa il palato?” Difficile controbattere a questo edonismo spicciolo, perché anche il piacere fa parte del nostro vivere. Sempre che il vino piaccia, naturalmente, come a chi scrive, ma senza abusare come invece ha fatto il Noè biblico, con conseguenze famigliari… su cui si sorvola spesso e volentieri.

 

CITTA’ DELLA SPEZIA

Notte Bianca: alcol soltanto nei locali e negli spazi di pertinenza

Il sindaco Peracchini ha emanato l’ordinanza che vieta la vendita di alcolici nel centro cittadino. Multe fino a 5mila euro ai gestori che violeranno le regole

La Spezia – Il Comune della Spezia informa che – in occasione della Notte Bianca di San Giuseppe prevista per sabato 16 marzo – il Sindaco Pierluigi Peracchini ha disposto con ordinanza il divieto di vendita, anche per asporto, di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione e di bevande in contenitori di vetro. Il divieto sarà in vigore a partire dalle ore 21 di sabato 16 marzo fino alle 6 di domenica 17 marzo. Sarà ammessa la somministrazione di bevande alcoliche nei locali e negli spazi di pertinenza, anche a carattere stagionale, destinati a esercizio pubblico.

La finalità del provvedimento, condiviso con l’Autorità di Pubblica Sicurezza nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, è quella di consentire l’ordinato svolgimento degli eventi previsti durante la Notte Bianca, che vedono un grande afflusso di persone nel centro cittadino. Non a caso l’ordinanza sarà in vigore da viale Garibaldi sino a via Crispi, entro i confini laterali tra Via e Galleria Spallanzani da un lato e Viale Amendola e Viale Italia dall’altro.

In caso di inosservanza il gestore dell’attività commerciale responsabile della violazione è punito con una sanzione da € 500,00 a € 5.000,00. Il Comando di Polizia Municipale provvederà in questi giorni a comunicare il contenuto dell’ordinanza alle attività commerciali che si trovano nelle aree interessate dal divieto, e concorrerà ai servizi di controllo nell’ambito delle disposizioni di ordine pubblico messe a punto dalla Questura in occasione dell’evento.

 

BSNEWS

Controlli sulle strade: in Valsabbia neopatentato con alcol tre volte oltre il limite

Alla fine, il giovane, si è visto ritirare la patente e ricevere un verbale per fuga da posto di blocco

Come ogni fine settimana sono stati numerosi i controlli effettuati dalla Polizia Locale valsabbina al fine di contrastare la gente che si mette al volante sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.

In particolare è da segnalare quanto avvenuto in Valle Sabbia nella notte tra sabato 9 e domenica 10 marzo. Gli agenti, infatti, hanno fermato un 18enne che, a seguito dell’alcol test, ha fatto registrare un valore di alcol in corpo di ben tre volte superiore rispetto ai limiti consentiti. (*) Il neopatentato, prima di essere fermato definitivamente, aveva deciso di accelerare all’alt, facendo così scattare un inseguimento che si è concluso poco dopo.

Alla fine, il giovane, si è visto ritirare la patente e ha ricevuto una pesante sanzione.

 

(*) Nota: il limite consentito per un neopatentato è zero. Tre per zero uguale a zero. Quindi non è vero che “ha fatto registrare un valore di alcol in corpo di ben tre volte superiore ai limiti consentiti”.

 

LA VOCE DI VENEZIA

Ubriaco fa il finimondo a San Donà perchè non gli servono più da bere

Ubriaco fa il finimondo a San Donà all’interno di un noto pub. In evidente stato di alterazione alcolica, chiedendo insistentemente che gli venisse dato da bere, all’ennesimo rifiuto del barista, ha dato in escandescenza fino all’arrivo di una pattuglia dell’Arma intervenuta su richiesta dei proprietari del locale.

I fatti risalgono a questa notte, alle 24 circa, quando i militari intervengono per allontanare il soggetto, noto pluripregiudicato del posto con precedenti per ubriachezza, guida in stato di ebbrezza violenza e resistenza a P.U., che stava infastidendo gli avventori a causa di una smodata assunzione di sostanze alcoliche.

Alla vista dei militari, che con calma hanno cercato di accompagnarlo fuori, ha cominciato a dare in escandescenza in maniera violenta, spintonando i militari che a quel punto per tutelare l’incolumità anche dei presenti si son visti costretti ad ammanettarlo e condurlo in caserma.

Condotto in camera di sicurezza è dovuta intervenire successivamente anche un autoambulanza del Suem 118 poiché il soggetto, in forte stato di agitazione, continuava costantemente a dare calci, pugni e testate alla porta ed alle pareti della camera di sicurezza, procurandosi delle lievi lesioni. Curato e sedato, al termine delle formalità di rito è stato dichiarato in stato di arresto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e questa mattina è stato condotto presso il Tribunale di Venezia per lo svolgimento del processo per direttissima al termine del quale I.C., 50enne del luogo, è stato condannato alla pena di 6 mesi e 20 giorni di reclusione, senza l’applicazione di misura cautelare in attesa di condanna definitiva.

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