Bibbiano: non un caso isolato ma punta di un iceberg

Lo scandalo di Bibbiano è solo un’evidenza del sistema marcio e malato che riguarda l’affidamento dei minori provenienti da supposte “condizioni disagiate” e destinati ad alimentare le reti di efficienti business. Questo sistema è sostanzialmente stato sviluppato in ambito privato nei primi anni novanta su iniziativa di centri privati di assistenza minorile i cui professionisti entravano in tribunale come periti del pubblico ministero o del giudice. Quindi il conflitto di interesse era già determinato a priori e da anni denunciato, per altro senza che esista un supporto normativo che giustifichi il prelievo dalla famiglia del bambino contro la sua volontà [1].

Nell’ordinanza firmata dal gip, il direttore scientifico della onlus Hansel e Gretel di Torino Claudio Foti, e la compagna Nadia Bolognini, psicoterapeuta, sono definiti il perno del metodo adottato per gli allontanamenti. Insieme a loro sono indagate altre 25 persone.

Per movimentare soldi pubblici, si sarebbe ricorsi alla produzione di documenti falsi, con dichiarazioni infondate, al fine di ottenere fondi da far arrivare alla onlus Hansel e Gretel o alla Sviluppo Intelligenza Emotiva srl (sempre riconducibile a Foti e Bolognini) tramite il centro La Cura di Bibbiano[2].

I metodi adottati per strappare i bambini dalle famiglie includono disegni falsificati attraverso l’aggiunta di dettagli a carattere sessuale, abitazioni descritte falsamente come fatiscenti, stati emotivi dei piccoli distorti nelle relazioni, travestimenti dei terapeuti da personaggi “cattivi” delle fiabe in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, denigrazione della figura paterna e materna, scosse elettriche. Il fine era allontanare i bambini dai genitori, per mantenerli in affido e sottoporli a un circuito di cure private a pagamento di una Onlus piemontese.

Un affare di centinaia di migliaia di euro a vantaggio diretto di alcuni indagati, mentre altri si avvantaggiavano dell’indotto derivante dalla gestione dei minori attraverso finanziamenti regionali, grazie ai quali venivano organizzati anche corsi di formazione e convegni ad appannaggio della Onlus, in elusione del codice degli appalti e delle disposizioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione[3].

Sono anche stati trovati dai Carabinieri in un magazzino decine di regali e lettere di affetto dei genitori naturali, che gli appartenenti ai Servizi Sociali omettevano di consegnare ai piccoli.

L’inchiesta Angeli e Demoni ha fatto, inoltre, emergere metodi di programmazione mentale dei bambini che rimandano al Progetto della CIA “MKULTRA” per il controllo della mente, testimoniato da documenti ufficiali desecretati e ufficialmente interrotto nel 1973, anche se si presume che sia ancora in atto come “Progetto Monarch”.

Come in Monarch vi è l’impiego di stimolazioni elettriche per la riprogrammazione mentale e l’alterazione dello lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari. Anche nell’inchiesta ricorre l’uso di messaggi subliminali a sfondo fiabesco: i “terapeuti”, si travestono o impersonano personaggi cattivi delle fiabe in rappresentazione dei genitori, per manipolare, a livello inconscio, la percezione della propria famiglia naturale. I traumi psicologici risultano indotti dai “terapeuti” stessi più che dal contesto familiare, che spesso è semplicemente in condizione di indigenza.

A questi orribili fatti si affianca un’organizzazione del Tribunale dei Minori altrettanto inquietante. L’affidamento e la sottrazione dalla famiglia di origine sono decisi da un collegio giudicante di cui fanno parte due magistrati, un giudice presidente e un giudice di tribunale, e due giudici onorari (un uomo e una donna) che possono essere psicologi, neuropsichiatri infantili, assistenti sociali, psicoterapeuti, educatori. La composizione del Tribunale per i minorenni nell’udienza preliminare (GUP) è diversa e le decisioni sono prese da tre giudici: un giudice togato e due giudici onorari (un uomo e una donna) [4].

L’ex-giudice, ora avvocato, Francesco Morcavallo in un intervista a Panorama[5] ha spiegato che tali collegi si compongono «a geometria variabile» con l’obiettivo di fare prevalere l’impostazione dei servizi sociali, sempre e inevitabilmente favorevoli all’allontanamento del minore. La linea «meno invasiva», seguita dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, e che l’interesse del minore debba prevalere, e il suo restare in famiglia, se possibile, coincida con questo interesse.

Nella maggioranza dei casi si tratta di allontanamenti dalle famiglie per motivi economici o perché i genitori sono ritenuti «inadeguati». Solo per una quota inferiore al 5 per cento ci sono denunce di abusi sessuali in famiglia. In molti casi le cause di questo tipo si sono aperte a causa di lettere anonime che dovrebbero essere cestinate e invece bastavano a giustificare l’affido. I tribunali dei minori non scelgono dove collocare i minori sottratti alle famiglie, ma guarda caso quella scelta spetta ai servizi sociali.

Premettiamo che le strutture ricevono da 70 a 400 euro per bambino al giorno e il giro d’affari delle case famiglia dove vengono ospitati i bambini allontanati dai genitori si aggira sui 2 miliardi di euro all’anno. Soldi pubblici drenati prevalentemente verso organismi privati. L’affidamento a terzi di bambini è un buon affare per psicologi, strutture private di accoglienza e affidatari e il sospetto di interessi economici prevalenti rispetto a considerazioni di merito ha ottime basi oggettive. Si parla di ben 50.000 bambini affidati e non esiste un loro Registro ufficiale.

Una normativa del CSM impedisce che membri della commissione giudicante siano anche, in palese conflitto di interesse, responsabili della gestione di strutture d’accoglienza dove i minori sottratti alle famiglie sono internati. Di fatto, come denunciato per primi dalle Iene in una trasmissione del 21 maggio 2014[6] ci sono stati decine di casi di palese conflitto d’interesse in cui un giudice onorario, che decide l’allontanamento del bambino dai genitori, è anche gestore di case famiglia.

L’intervistatore delle Iene ha consegnato il fascicolo dell’inchiesta al Segretario del Consiglio Superiore della Magistratura che, intervistato, ha dichiarato che sarebbe stato preso in considerazione e che entro un mese e mezzo le Iene avrebbe avuto risposte a proposito.

Nel marzo 2015 il settimanale Panorama ha rivelato che nei 291 Tribunali per i minorenni italiani, e nelle Corti d’appello minorili, su un migliaio di magistrati “onorari”, ben 156 giudici onorari nei Tribunali, più 55 nelle Corti d’appello, operavano in pieno conflitto d’interessi. 211 giudici, che ogni giorno decidono sull’affidamento di bambini a una casa-famiglia o a un centro per la protezione dei minori, dipendono da quelle stesse strutture, prestano loro consulenza; in altri casi hanno contribuito a fondarle, o ne sono soci, fanno parte dei loro consigli d’amministrazione[7].

Nell’ottobre 2015, dopo la campagna d’opinione condotta da Panorama, il Csm aveva emanato una circolare che stabiliva criteri d’incompatibilità: veniva deciso che non possa diventare giudice onorario minorile chi amministra o lavora a qualunque titolo in centri d’affido o in strutture dove l’autorità giudiziaria inserisce i minori, e per i funzionari dei servizi sociali comunali.

L’ombra di tali conflitti di interesse grava anche su orribili tragedie: a Veleno, nella Bassa Modenese, 16 minori furono sottratti alle famiglie nel ’97 per il sospetto che fossero utilizzati in riti satanici con omicidi rituali: la giustizia penale non se ne occupò mai. Non c’erano prove dell’esistenza di una setta, ma i bambini furono portati via e nessuno tornò dai suoi genitori. Sintomatico è che due degli assistenti sociali che gestirono il primo caso sono indagati per le vicende della Val D’Enza e della Onlus Hansel e Gretel che ne gestiva i servizi.

Dato lo scandalo di Bibbiano pone evidenti connessioni con le problematiche trattate. Chiediamo alle Iene: come è finita la questione?

Riteniamo che esista uno strapotere dei servizi sociali, spesso contaminati da pericolose derive ideologiche e si sia dimostrato per l’ennesima volta che questioni strategiche, come la tutela dei bambini, devono essere in mani completamente pubbliche per evitare qualsiasi conflitto di interesse e dedizione al mero profitto.

A questo proposito ci sembra assai rilevante che l’ex-sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (PD), delegato ai servizi sociali dell’Unione Val D’Enza, per il quale sono stati confermati i domiciliari, risulta indagato perché, insieme ad Federica Aghinolfi (responsabile del servizio sociale integrato dell’Unione di Comuni della Val d’Enza), Francesco Monopoli (assistente sociale considerato tra i “deux ex machina” dell’inchiesta), Nadia Campani (responsabile ufficio di piano Unione Val d’Enza) e Barbara Canei del servizio sociale (tutti “in concorso tra loro” e “unitamente ad altri membri della giunta” in “corso di individuazione”) avrebbe omesso la procedura ad evidenza pubblica “per l’assegnazione del servizio di psicoterapia avente un importo superiore a 40.000 euro”, procurando un “ingiusto vantaggio al centro studi Hansel e Gretel”. I membri del centro studi, che collaboravano con La Cura, ne utilizzavano gratuitamente i locali per le terapie pagate a prezzi gonfiati rispetto al mercato (135 euro l’ora contro 60-70 euro). Tutto ciò nonostante la Asl di Reggio Emilia potesse farsi carico dello stesso servizio, evitando un danno “per la pubblica amministrazione ad oggi stimato in oltre 200.000 euro”.

Il coinvolgimento del sindaco riguarderebbe anche affidamenti diretti di incarichi ad un avvocato (Marco Scarpati, anche lui indagato) come consulente giuridico e “difensore di fiducia dei minori affidati ai servizi” (incassando oltre 70.000 euro dal 2014 al 2018). Nell’ordinanza si spiega che era consapevole del coinvolgimento della associazione Hansel e Gretel nel progetto dello spazio La Cura, tanto da darne ampia pubblicità. Ne parlava come “uno dei centri maggiormente qualificati su questi temi”, partecipava a convegni con Foti e Bolognini e “forniva copertura politica, omettendo di indicare il costo di tale collaborazione e le modalità illegittime della corresponsione dei compensi, anzi falsamente e subdolamente facendo intendere che si trattasse di una mera collaborazione scientifica a titolo gratuito”[8].

Nell’ottobre 2018 il Csm ha dato il via all’acquisizione delle domande per la nomina e la conferma dei “giudici onorari minorili” nel triennio 2020-2022. Stiamo controllando gli elenchi disponibili e segnaleremo eventuali conflitti di interessi attendendo anche delle risposte significative dal presidente del CSM Sergio Mattarella, fino ad adesso alquanto latitante anche in altri scandali che hanno coinvolto numerosi magistrati. Riteniamo, inoltre, indispensabile l’istituzione di un registro degli affidati, come accade in quasi tutti i paesi occidentali.

[1] https://scenarieconomici.it/genesi-e-sviluppo-delsistema-bibbiano-di-valentina-morana/

[2] https://www.fanpage.it/attualita/inchiesta-angeli-e-demoni-i-casi-piu-clamorosi-dei-bimbi-strappati-di-bibbiano-seconda-puntata/

[3] https://www.parmapress24.it/2019/06/28/infanzia-violata-anche-quattro-parmigiani-nellinchiesta-horror-i-nomi/

[4] http://www.giustizia.lazio.it/appello.it/base.php?sx=sx_trm.php&inf=competenze_trib_min.php&bc=176

[5] https://www.panorama.it/news/in-giustizia/scandalo-affidi-minori-bologna/

[6] https://www.iene.mediaset.it/video/viviani-come-funziona-il-business-dei-bambini_67774.shtml

[7] http://www.affaritaliani.it/blog/zoom/tribunali-dei-minori-stop-allo-scandalo-dei-giudici-onorari-incompatibili-565750.html

[8] https://www.fanpage.it/attualita/inchiesta-angeli-e-demoni-i-casi-piu-clamorosi-dei-bimbi-strappati-di-bibbiano-seconda-puntata/

 

http://www.europeanconsumers.it/2019/01/18/perche-iscriversi-a-european-consumers/

 

http://www.europeanconsumers.it/2018/09/07/tesseramento-donazioni-affiliazioni/

 

 

Una risposta

  1. Raffaella Mazzarino ha detto:

    Quando si smetterà di speculare sulle spalle di minori o di adulti in posizione svantaggiata? È davvero terribile e triste che professionisti preposti alla tutela di soggetti deboli, invece di fare gli interessi di quest’ultimi, pensino a riempire le proprie tasche!!!

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