A Castelnuovo si tagliano alberi sani

 

Siamo venuti a conoscenza del previsto taglio di alberature di significativo valore paesaggistico presenti nel Comune di Castelnuovo di Farfa. In particolare sono previsti tagli di esemplari di Cedrus atlantica e Cupressus sempervirens.

Risulta dalle foto che gli alberi sono eretti, in buone condizioni vegetative. Unica evidente causa di sofferenza è la mancanza di spazio alla base del tronco a cui si dovrebbe provvedere. Si ricorda che il Cipresso ha radici fittonanti e tende a stabilizzarsi nel tempo mediante radici secondarie. Non risultano crolli recenti di Cipressi nell’intero territorio laziale. Per quanto riguarda i Cedri il discorso è analogo e il rischio può essere dovuto a danni corticali con conseguenti marcescenze interne. Entrambi le specie raramente spingono le radici fuori dal terreno se le stesse hanno areazione sufficiente.

 

Richiederemo, ai sensi del Decreto legislativo 03/04/2006 – Art. 3-sexie (Diritto di accesso alle informazioni ambientali e di partecipazione a scopo collaborativo) copia delle relazioni tecniche relative che hanno condotto alla decisione di operare in tal senso sulle alberature in oggetto e copia del parere favorevole dell’agronomo comunale o di un agronomo–forestale iscritto all’albo o di staff tecnico-scientifico che certifichi per ogni singolo esemplare che sia stato schedato come malato o pericoloso per l’incolumità pubblica.

In merito alla tutela di alberi monumentali e filari storici norme molto chiare vengono dettate dalla legge nazionale n.10 del 14 gennaio 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani“ e principalmente all’art.7 “Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberature di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale.”

Il punto 4 del suddetto articolo recita: “Salvo che il fatto costituisca reato, per l’abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 100.000. Sono fatti salvi gli abbattimenti, le modifiche della chioma e dell’apparato radicale effettuati per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale, previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato.”

Nel punto 1 dell’art 7 è specificato che sono sottoposti a tutela anche “i filari e le alberature di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani.” e “gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private”.

Si ricorda che tali alberi sono anche importanti habitat per la fauna selvatica, costituendo un patrimonio indisponibile dello Stato ai sensi della Legge 157/92 che recepisce convenzioni internazionali; la stessa Legge 157/92 agli articoli 3 e 21 lettera “o” tutela nidi, uova e piccoli nati degli uccelli. Si chiede a tal fine quale sia l’operato del Comune a tutela degli uccelli.

Si richiederà inoltre al Comune di Castelnuovo di Farfa quanto stia facendo in ottemperanza alla legge nazionale n.10 del 14 gennaio 2013, alle Linee guida per la gestione del verde urbano[1] prodotte dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, se ha provveduto alla stesura del Regolamento del Verde e del Piano del Verde e quali misure ha adottato per valutare lo stato fitosanitario delle alberature presenti in territorio comunale. Questa richiesta dati sarà inviata prossimamente anche ad altri Comuni Laziali per avere contezza dell’applicazione della legge.

Ricordiamo alla scala internazionale le Nazioni Unite dedicano uno degli obiettivi di sviluppo sostenibilità alle città (11. Città e comunità sostenibili[2]) e molti targets, richiamano il verde urbano e le sue funzioni e la necessità di integrare i valori della Biodiversità nella pianificazione locale.

La Convenzione per la Biodiversità delle Nazioni Unite[3] incoraggia le Parti e i governi locali e subnazionali ad incorporare nella pianificazione urbana e periurbana elementi relativi alla biodiversità, comprese le infrastrutture verdi (Decisione XII/9).

Le Nazioni Unite hanno incluso tra gli obiettivi per città più resilienti e inclusive “l’assicurare spazi verdi sicuri e accessibili” entro il 2030 (UN Sustainable development goals, 2015[4]).

La New Urban Agenda[5] adottata a Quito, Ecuador, nel 2016 promuove lo sviluppo di città con spazi pubblici e verdi di qualità (UN Habitat III, 2017).

Alla scala europea diverse Comunicazioni della Commissione europea su foreste, capitale naturale, infrastrutture verdi e consumo di suolo (COM (2006)[6]; COM (2011)[7]; COM (2013)[8] offrono elementi di riferimento per le politiche in tema di gestione sostenibile delle risorse naturali e semi-naturali anche nei contesti più antropizzati.

La strategia sulla biodiversità al 2020[9] nel target 2 dedicato all’esigenza di “Ripristinare e mantenere gli ecosistemi e i relativi servizi” evidenzia l’esigenza ripresa nell’obiettivo 2di “preservare e valorizzare entro il 2020 gli ecosistemi e i relativi servizi mediante l’infrastruttura verde e il ripristino di almeno il 15% degli ecosistemi degradati”, incorporando l’infrastruttura verde e, più in generale, le nature based solutions nella pianificazione del territorio (COM (2011) 244). Da qui il ruolo del verde per esempio nella rigenerazione urbana e nel recupero delle aree marginali1 .

Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici che prevede tra le azioni specifiche di medio-lungo periodo l’aumento della connettività territoriale e delle infrastrutture verdi per ridurre gli impatti da isole di calore, precipitazioni intense e inondazioni negli insediamenti urbani (PNACC, 2017).

La Legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi urbani”, decreta:

Art. 1 istituzione della Giornata nazionale degli alberi, per creare attenzione sull’importanza degli alberi, specie nei contesti urbanizzati;

Art. 2 obbligo per il comune di residenza, di porre a dimora un albero per ogni neonato e adottato e di realizzare un bilancio arboreo a fine mandato;

Art. 3 istituzione del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico presso il Ministero dell’ambiente, intestandogli funzioni ad ampio raggio;

Art. 4 disposizioni in ambito urbanistico e territoriale;

Art. 5 sponsorizzazione di aree verdi;

Art. 6 promozione di iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani nell’ottica del miglioramento ambientale e della sensibilizzazione della cittadinanza;

Art. 7, tutela e salvaguardia degli alberi monumentali “patriarchi verdi” di grande valore culturale, ambientale ed estetico (ritenuti meritevoli di dichiarazione di notevole interesse pubblico grazie ad una modifica al Codice dei beni culturali e del paesaggio)[10].

La strategia nazionale per il verde urbano[11] riprende questi temi così come le Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile[12].

Di fatto i Sindaci se non aumentano la superficie alberata violano la legge. E favoriscono, venendo a mancare la necessaria mitigazione climatica fornita dalla vegetazione, i consumi energetici, aumentando la produzione di inquinamento e gas serra e peggiorando la salute fisica e psicologica dei cittadini.

European Consumers, in sinergia con Comitati, Associazioni e cittadini è attiva nella salvaguardia dell’intero patrimonio arboreo nazionale. che deve essere gestito in maniera completamente sostenibile o meglio ancora lasciato, ovunque sia possibile, alla libera crescita.

Note

[1] Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/lineeguida_finale_25_maggio_17.pdf

[2] https://www.onuitalia.it/sdg/11-citta-e-comunita-sostenibili/

[3] http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/biodiversita/convenzioni-e-accordi-multilaterali/convenzione-sulla-biodiversita-convention-on-biological-diversity

[4] https://sustainabledevelopment.un.org/?menu=1300

[5] http://habitat3.org/the-new-urban-agenda/

[6] CEE. Strategia tematica per la protezione del suolo  https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2006:0231:FIN:it:PDF

[7] Programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte 2020”. http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/com/com_com(2011)0808_/com_com(2011)0808_it.pdf

[8] http://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2013/IT/1-2013-249-IT-F1-1.Pdf

[9] http://ec.europa.eu/environment/pubs/pdf/factsheets/biodiversity_2020/2020%20Biodiversity%20Factsheet_IT.pdf

[10] Una modifica al Codice dei beni culturali e del paesaggio (art. 136, comma 1 lett. a) del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, modificato dall’art. 2, comma 1, lett. f), n. 1), del d.lgs. 26 marzo 2008, n. 63

[11] Strategia nazionale per il verde urbano https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/strategia_verde_urbano.pdf

[12] Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/lineeguida_finale_25_maggio_17.pdf

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