Il progetto FAST: studio sulla fertilità maschile e gli stili di vita

 

Venerdì 21 febbraio alle ore 17.30 teatro Italia di Acerra, si è svolta la prima tappa del tour scientifico divulgativo di EcoFoodFertility sui risultati di biomonitoraggio del progetto Fast (fertilità, ambiente, alimentazione, stili di vita) “Un modello di intervento per la prevenzione dell’infertilita in adolescenti sani residenti in aree a forte impatto ambientale”.

Obiettivo dell’incontro è stata la comunicazione dei risultati dello studio di confronto su contaminanti sangue e sperma (metalli, Ipa, Pcb, diossine), stato di fertilità maschile, biomarcatori ossidativi ed epigenetici nei giovani di Brescia-Caffaro, Valle del Sacco nel Frusinate e Area Nord di Napoli ed i risultati sulle modifiche dello stile di vita e dell’intervento nutrizionale basato sulla dieta mediterranea con prevalenza di prodotti biologici e biodinamici al fine di migliorare gli indici di fertilità e mitigare l’effetto degli inquinanti ambientali sulla salute umana (“bonifica uomo inquinato”).

Nel progetto finanziato dal Ministero della Salute all’Asl Salerno e svolto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università di Brescia, il Cnr di Avellino, l’Enea di Casaccia, l’Izsm, l’Università di Milano e Napoli Federico II, è stato utilizzato il seme maschile come sensibile e precoce indicatore di salute ambientale e generale, “Seme Sentinella”, per valutare quanto l’ambiente, l’alimentazione e gli stili di vita influenzino la salute umana e quali misure di prevenzione adottare per ridurre il rischio di patologie riproduttive e cronico-degenerative nelle popolazioni più a rischio.

Lo studio è stato condotto negli ultimi due anni su oltre 400 giovani maschi sani dai 18 ai 22 anni non fumatori, non bevitori abituali, non esposti professionalmente, con indici di massa corporea omogenei, di tre aree ad alto impatto d’Italia: Brescia-Caffaro, Valle del Sacco nel Frusinate e Area Nord di Napoli.

Sono stati esaminati in modo sistematico, diversi parametri biologici, biomolecolari e tossicologici nel seme e nel sangue al primo tempo (T0) per valutare le differenze nei gruppi reclutati fra le tre aree e i cambiamenti degli stessi parametri a 4 mesi dopo randomizzazione dei soggetti in un gruppo che ha osservato modifiche di stili di vita (attività fisica e alimentazione) ed un gruppo di controllo che non ha seguito modifiche di stili di vita. Prossima tappa della presentazione sarà a Brescia il 9 marzo.

Confronto tra i valori di vanadio nel siero ematico dei volontari provenienti dai territori analizzati e i valori medi indicati dall’Istituto Superiore di Sanità nello studio Probe (2011). L’Esposizione cronica ad alti livelli di vanadio provoca effetti avversi soprattutto sulla riproduzione e sullo sviluppo, sia nei maschi che nelle femmine.

Alla presentazione del progetto ha partecipato anche Pietro Massimiliano Bianco, responsabile del comitato tecnico-scientifico di European Consumers in rappresentanza di ISPRA, che ha analizzato i dati forniti dal progetto in relazione alla contaminazione ambientale effettivamente riscontrata nei territori analizzati. Per molti elementi tali valori sono risultati molto al di sopra dei valori medi nel siero ematico riscontrati dall’Istituto Superiore di Sanita nell’ambito del Progetto Probe (Alimonti et al., 2011).

Seme (µg/l) Siero ematico (µg/l) Valori medi nel siero ematico(μg/L)
Elemento chimico Brescia Terra dei Fuochi Valle del Sacco Brescia Terra dei Fuochi Valle del Sacco  (ISS Probe, 2011)
Cobalto (CO) 360.1 109.5 23.7 45.3 99.1 32.1 ≤ 0,21*
Cromo (Cr) 174,5 61,2 32,6 36,4 74,3 34,6 ≤0,17*
Nichel (Ni) 108,3 48,8 32,7 38,9 43,5 34,7 0,23-1,03*
Manganese (Mn) 12.77 8.89 7.87 1.8 6.4 0.2 ≤0,62
Vanadio (V) 76,5 74,7 151,3 10,2 12,8 8,9 0,06*

La presenza di queste sostanze in quantità così significative è collegabile ad eventi ben precisi che sono stati sinteticamente illustrati. European Consumers osserva che molte di queste sostanze sono purtroppo spesso presenti anche negli apparati dentali artificiali.

In Provincia di Brescia riscontrata alta presenza di manganese in campioni di suoli e di ortaggi mostrando che l’attività storica degli impianti per la produzione di ferrolega, cessata 15 anni fa, ha contribuito alla persistenza di elevati livelli di Mn nelle verdure coltivate localmente(Ferri et al., 2012). Trovato in quantità significative in acque superficiali del Lago Maggiore (ARPA Lombardia). A Brescia il cromo è tra i fattori di Inquinamento nel Sito di interesse nazionale “Caffaro” e sono stati Registrati livelli significativi di Cromo esavalente negli acquiferi circostanti Brescia (Pili et al., 2017). Sempre nel Bresciano sono state fuse in fonderie e acciaierie fonti di Cobalto 60 (ma anche di Cesio 137, di Radio 226) provenienti dall’Europa Orientale. Non risulta ricercato nelle acque da Arpa Lombardia.

In provincia di Caserta il manganese è stato trovato sopra i limiti di qualità ambientale in vari siti. Per il Cromo significativi superamenti dei limiti in suoli agricoli a Saviano e Villa Literno (ARPA Campania).

La Valle del Sacco è tristemente nota per una poli-contaminazione dovuta all’alta concentrazione industriale e a sversamenti chimici protratti per decenni. Secondo i dati ARPA nel fiume Sacco nel triennio 2015-2017 sono stati rinvenuti valori eccessivi di Beta-esaclorocicloesano e nichel mentre nel Torrente Alabro 2 di piombo.

Oltre a evidenziare le gravi situazioni di contaminazione ambientale in molti territori italiani e la diretta relazione con la sterilità maschile e gravi alterazioni nelle caratteristiche del seme umano, durante l’incontro sono state presentate le numerose aziende biologiche certificate che partecipano agli studi sperimentali fornendo cibo di qualità a gruppi esposti o meno a significative fonti di contaminazione.

I risultati della sperimentazione confermano che una dieta a base biologica è in grado di detossificare l’organismo confermando il maggiore valore nutraceutico di tale cibo che, non ci stancheremo mai di ricordarlo, va preferito anche in relazione alla salute ambientale, oltre che a quella individuale.

E’, inoltre, emersa la necessità di estendere nelle matrici (cibo, acqua, aria) i rilevamenti a tutti gli elementi chimici di interesse sanitario almeno dove evidenziate significative presenze negli esseri umani e, più in generale, a tutti gli elementi di interesse ambientale.

RIferimenti bibliografici

Alimonti A, Bocca B, Mattei D, Pino A. Programme for biomonitoring the Italian population exposure (PROBE): internal dose of metals. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2011. http://old.iss.it/binary/publ/cont/11_9IT_web.pdf

Ferri R, Donna F, Smith DR, Guazzetti S, Zacco A, Rizzo L, Bontempi E, Zimmerman NJ, Lucchini RG. Heavy metals in soil and salad in the proximity of historical ferroalloy emission. J Environ Prot 2012;3:374–85.

Pili N., Alberico E., Confalonieri M., Pastore M., Bortoletto R., Molinari A., 2017. SIN Brescia – Caffaro: risultati monitoraggio acque sotterranee. Indagine geochimica e piezometrica, Gennaio 2015.

Per approfondire: http://www.ecofoodfertility.it/

 

 

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