Covid-19 e le stranezze geografico-statistiche italiane

                                                 «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».  Agatha Christie

A livello globale è del tutto anomala l’elevatissima mortalità italiana, un vero e proprio record mondiale sul quale sembrerebbe lecito concentrare l’attenzione delle autorità impegnate, a quanto pare, più a seminare ingiustificato panico tra la popolazione, che ad analizzare geo-statisticamente il problema.

A livello nazionale di fatto la maggior parte dei casi e dei morti si concentra in Lombardia. Un elemento ancora più statisticamente rilevante è l’elevata virulenza in alcune provincie italiane come ad esempio quella di Bergamo (6471 casi e 608 morti al 29/03/2020) e in generale in Lombardia con quasi il 40 % dei casi sintomatici nazionali e il 58.4 % dei decessi (al 12 aprile 2020)[1].

Altra caratteristica essenziale è la mortalità concentrata in poche aree con le provincie lombarde che emergono anche a livello globale. Caratteristica anomala per un virus che dovrebbe, se particolarmente virulento, determinare una mortalità media che non rispetta i limiti amministrativi.

 

Inoltre il virus è particolarmente nocivo per le persone anziane, l’83 % dei deceduti ha più di 80 anni di cui il 25,1% presenta 1 patologia, il 26% presenta 2 patologie e il 48% presentava 3 o più patologie. Prima del ricovero in ospedale, il 25% dei pazienti deceduti COVID-19 positivi seguiva una terapia con ACE-inibitori e il 15% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l’angiotensina)[2].

 

È particolarmente interessante la nota cofattorialità tra inquinamento dell’aria e malattie respiratorie se applicata all’area della Val Padana, una tra le zone più inquinate d’Europa[3], dove, sulla base dei dati disponibili, si osserva la maggiore patogenicità del Covid-19.

L’Italia è la peggiore in Europa, ed è undicesima nel mondo, per morti premature da esposizione alle “polveri sottili PM2.5”. Solo nel 2016 sono state ben 45.600, con una perdita economica di oltre 20 milioni di euro. Capofila delle città che nel 2018 hanno registrato il maggior numero di giornate fuorilegge è Brescia con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono), Monza (140), Venezia (139), Alessandria (136), Milano (135), Torino (134), Padova (130), Bergamo e Cremona (127) e Rovigo (121). Non sembra un caso che molte di esse siano anche maggiormente interessate da decessi con Covid-19.

È ampiamente documentato che per ogni incremento di 10 mg/m3 di PM10 si hanno eccessi di mortalità per cause respiratorie e per cause cardio-polmonari ed eccessi di ricoveri per cause cardiache e respiratorie. Un recente studio della Societa Italiana di Medicina Ambientale ha di fatto evidenziato come la specificità della velocità di incremento dei casi di contagio che ha interessato in particolare alcune zone del Nord Italia potrebbe essere legata alle condizioni di inquinamento da particolato atmosferico che ha esercitato un’azione di carrier e di boost[4].

 

Come già riportato in casi precedenti di elevata diffusione di infezione virale in relazione ad elevati livelli di contaminazione da particolato atmosferico, si suggerisce di tenere conto di questo contributo sollecitando misure restrittive di contenimento dell’inquinamento.

Secondo alcuni[5] il ridotto numero di casi COVID-19 nella popolazione infantile appare non suffragare l’ipotesi di una azione favorente degli inquinanti. Ma in realtà va tenuto presente che molti anziani sono stati esposti più a lungo all’inquinamento atmosferico e ambientale e per altro in periodi dove non esistevano le norme attuali maggiormente restrittive, almeno per alcuni composti.

Un indizio di cofattorialità può essere rappresentato dal fatto che in Lombardia si registravano già in precedenza dei record significativi relativi alle malattie respiratorie. Le malattie respiratorie in Italia (dati Istat) sono la terza causa di morte per gli uomini (77,1 morti per 100 mila abitanti); tra le donne, invece, sono la quinta causa di morte, con un tasso di 61,8 eventi per 100 mila abitanti[6].

Il presidente dell’ISTAT, Gian Carlo Blangiardo, ha fatto presente che i morti per malattie respiratorie sono stati a marzo del 2017 15.189 e a marzo 2018 16.220. Tra le regioni con i maggiori decessi in valori assoluti emerge la Lombardia (6.529), seguita da Piemonte (3.886), Lazio (3.724), Emilia Romagna (3.612), Campania (3.195)[7]. Attualmente (11 aprile 2020) il numero di decessi per Covid è stimato a 18.849 di cui 10.238 in Lombardia.

Dai dati della stagione influenzale 2018-2019 diffusi dai sistemi di sorveglianza  (casi gravi, Sismg, Influweb, Influnet-Epi, Influnet-Vir) risulta che i virus influenzali hanno avuto gli esiti peggiori in persone con una salute già compromessa: l’84% dei casi gravi e l’89% dei deceduti aveva almeno una condizione di rischio preesistente come diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, obesità).

Dall’inizio della sorveglianza sono stati stimati 4.780.000 casi di sindrome influenzale in tutto il paese[8]. Come nel Covid-19 al sud si registrano casi molti meno gravi e meno decessi rispetto al nord, la Lombardia è stata la regione in assoluto più colpita, gli esiti peggiori hanno riguardato persone anziane con una salute già compromessa. L’unica differenza statisticamente significativa è che in generale l’influenza 2018-2019 ha colpito significativamente le età pediatriche.

Un altro importante indizio per comprendere lo strano caso delle provincie lombarde proviene dall’analisi dei dati vaccinali. Un recente studio ha dimostrato che il personale militare che ha ricevuto il vaccino antinfluenzale ha aumentato del 36% il rischio di coronavirus[9]. Lo stesso studio evidenzia il valore della capacità del corpo umano di combattere i virus. Apparentemente, contraendo l’influenza, l’organismo naturalmente può ridurre il rischio di virus respiratori non influenzali[10]. Per cui paradossalmente sembrerebbe che prendersi l’influenza migliora l’efficienza del sistema immunitario nel difendersi da altri virus. Per cui la vaccinazione potrebbe, debilitando la capacità immunitaria individuale, favorire l’insorgenza di patologie virali[11].

A tal proposito è interessante constatare che Bergamo e Brescia sono tra le città più vaccinate d’Italia. A Brescia sono state quasi 34mila le persone vaccinate contro il meningococco[12]. a Bergamo per il 2020 sono state ordinate oltre 185.000 dosi di vaccino anti-influenzale. Lo scorso anno sono state acquistate 154.000 dosi di vaccino antinfluenzale e sono state somministrate circa 141.000 dosi di vaccino, di cui circa 129.000 a soggetti di età over 65 anni, con una copertura vaccinale pari al 56,2%[13].

Ci sembra anche interessante annotare che la Lombardia sia la regione più irradiata d’Italia[14]. Ricordiamo che in generale le Rf-Emf, classificate come “possibile cancerogena per l’uomo” dallo Iarc, promuovono lo stress ossidativo, una condizione coinvolta nell’insorgenza del cancro, in diverse malattie acute e croniche, nell’omeostasi vascolare. vari studi recenti hanno suggerito effetti riproduttivi, metabolici e neurologici della Rf-Emf, che sono anche in grado di alterare la resistenza batterica agli antibiotici. osservazioni preliminari hanno dimostrato che le onde millimetriche (Mmw, utilizzate per le trasmissioni 5G) aumentano la temperatura cutanea, alterano la lettura genica, promuovono la proliferazione cellulare e la sintesi di proteine legate allo stress ossidativo, ai processi infiammatori e metabolici, possono generare danni oculari e influenzare la dinamica neuro-muscolare[15]. Il 5G non è affatto un obbligo di legge per gli stati membri d’Europa ma, adottarlo, rappresenta né più né meno che una mera decisione politica[16].

Come altre comuni esposizioni tossiche, sarà problematico analizzare compiutamente dal punto di vista epidemiologico gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza (Rf Emr) in quanto non rimane più un gruppo di controllo non esposto. Ciò è particolarmente importante se si considera che questi effetti sono amplificati da esposizioni tossiche sinergiche (come nel caso dei comuni record per la mortalità e virulenza del Covid-19) e altri comportamenti a rischio per la salute.

Vi sono prove che le frequenze utilizzate dalla tecnologia di rete mobile 5G possano influenzare non solo la pelle e gli occhi, ma avere altri effetti sistemici negativi[17] compreso l’indebolimento del sistema immunitario. Numerose organizzazioni e istituzioni si sono pronunciate per tutelare ecosistema, privacy e salute pubblica. Da Cipro all’Australia, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti d’America, dalle moratorie in Svizzera, a Papua Nuova Guinea e Slovenia e in Italia sono in atto significative mobilitazioni contro i pericoli del 5G e, più in generale, dei Campi Elettromagnetici Artificiali[18]. Anche la nostra associazione si è ripetutamente occupata dell’argomento.

Ci sembra opportuna ricordare in conclusione la mortalità causata dalle infezioni ospedaliere: si è passati dai 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016. L’Italia conta il 30% di tutte le morti per sepsi nei 28 Paesi Ue[19]. La sepsi ha un’incidenza in Lombardia fra l’1,5 e il 2.4/1.000 abitanti e ogni anno si verificano dai 1.000 ai 2.000 decessi per sepsi grave/shock settico.

Strettamente correlati sono al 10 aprile 15.314 operatori, tra medici e infermieri, infettati da COVID-18 che dimostrano lo stato di disastro della Sanità pubblica italiana vittima di decennali tagli a favore di interessi privati e attualmente non in grado di difendere né i pazienti, né gli operatori.

Sulla base degli stessi dati epidemiologici diffusi dall’ISS i fattori ambientali dovrebbero avere un maggior peso nell’analisi dei comportamenti virali al di là del sensazionalismo allarmistico e della dittatura sanitaria di fatto imposta dall’OMS[20], organizzazione che ricordiamo essere ormai finanziata in prevalenza da enti privati[21], che potrebbero trarre notevole giovamento sia diretto (vaccini) che indiretto (speculazioni economiche) dalle misure draconiane imposte agli stati.

Dai dati che sono emersi è necessario fare una distinzione tra decessi da Covid-19 e decessi a causa di altri fattori e patologie. Un’analisi delle cartelle cliniche è stata effettuata solo in parte e da quanto emerso sembrerebbe che le cause dei decessi siano varie e solo una piccola percentuale riferibile all’azione del solo coronavirus.

Per avere dati statisticamente corretti bisognerebbe effettuare le autopsie, ma, stante la cremazione dei cadaveri, anche un’analisi accurata di tutte le cartelle cliniche potrebbe aiutare. In condizioni normali tutte le patologie hanno un periodo di insorgenza, picco e remissione spontanea. Auspichiamo che una volta avvenuta la remissione naturale della patologia le giuste verifiche siano effettuate in modo da fornire dati corretti, senza andare incontro a falsi allarmi e sensazionalismi mediatici che hanno notevolmente danneggiato l’economia nazionale.

A cura di: Giorgio Iachella, Pietro Massimiliano Bianco

[1] http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?area=nuovoCoronavirus&id=5351&lingua=italiano&menu=vuoto

[2] Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

[3] La Pianura padana è fra le aree più inquinate d’Europa. https://www.wired.it/attualita/ambiente/2018/02/16/pianura-padana-aree-inquinate-europa/

[4] Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di

virus nella popolazione http://www.simaonlus.it/wpsima/wp-content/uploads/2020/03/COVID19_Position-Paper_Relazione-circa-l%E2%80%99effetto-dell%E2%80%99inquinamento-da-particolato-atmosferico-e-la-diffusione-di-virus-nella-popolazione.pdf

[5] Inquinamento atmosferico e COVID-19. https://www.scienzainrete.it/articolo/inquinamento-atmosferico-e-covid-19/rete-italiana-ambiente-e-salute/2020-04-13?fbclid=IwAR1JlxWX588V_scTJcJnigcKsuJJZuK0q1R95w5jUBJCCrkq-pZlqyXllhY

[6] Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

[7] Malattie respiratorie: Lombardia tra regioni con maggiori decessi https://www.telecolor.net/2018/06/malattie-respiratorie-la-lombardia-le-regioni-maggiori-decessi/

[8] Come è andata la stagione influenzale? Tutti i numeri in Italia.         https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/08/22/andata-la-stagione-influenzale-tutti-numeri-italia/

[9] Flu Vaccine Increases Coronavirus Risk 36% Says Military Study. https://www.disabledveterans.org/2020/03/11/flu-vaccine-increases-coronavirus-risk/?fbclid=IwAR2_dseQZSdTQaFAd6yXaqftjWhKhF7ORyFgDUIMFSpjyyL_WbhINqObB_M

https://www.ecodibergamo.it/?fbclid=IwAR2w809A_pz8MRrtr0TprBruUHoK0bzfMtDkp0EX08poX4zhDyFteKQkd2Y

[10] Greg G. Wolff, Influenza vaccination and respiratory virus interference among Department of Defense personnel during the 2017–2018 influenza season, Vaccine, Volume 38, Issue 2, 2020, Pages 350-354, ISSN 0264-410X, https://doi.org/10.1016/j.vaccine.2019.10.005. (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0264410X19313647)

[11] Greg G. Wolff, Influenza vaccination and respiratory virus interference among Department of Defense personnel during the 2017–2018 influenza season, Vaccine, Volume 38, Issue 2, 2020, Pages 350-354, ISSN 0264-410X, https://doi.org/10.1016/j.vaccine.2019.10.005.

[12] Vaccino antinfluenzale: a Bergamo ordinate 185.000 dosi

https://www.bergamonews.it/2019/10/21/vaccinazione-antinfluenzale-a-bergamo-ordinate-185-000-dosi-di-vaccino/332164/?fbclid=IwAR1glyhj6RQOqOp8YbBf5oLMrknl8P4DyQ-k_GsVicLA-vWuTFwiITSUnzM

[13] Emergenza Meningite, Vaccinate 34mila persone tra Brescia e Bergamo. https://www.bsnews.it/2020/01/18/meningite-vaccinate-34mila-persone-tra-brescia-e-bergamo/?fbclid=IwAR1bsaQy4Ppd21k4WLPkYYMnpiBY5tEtdk5gEH25rZfrGjTDyI_RnxNytNU

[14] Il 5G di Tim arriva in Lombardia, prima accensione all’Autodromo di Monza https://www.repubblica.it/economia/rapporti/mondo5g/rete-per-italia/2019/12/06/news/il_5g_di_tim_arriva_in_lombardia_prima_accensione_all_autodromo_di_monza-242748211/

[15] Di Ciaula A. Towards 5G communication systems: Are there health implications? Int J Hyg Environ Health. 2018 Apr;221(3):367-375. doi: 10.1016/j.ijheh.2018.01.011. Epub 2018 Feb 2. Review. PubMed PMID: 29402696.

[16] L’Europa conferma: “il 5G non è un obbligo di legge ma una scelta politica” https://oasisana.com/2020/04/02/leuropa-conferma-il-5g-non-e-un-obbligo-di-legge-ma-una-scelta-politica/

[17] Kostoff RN, Heroux P, Aschner M, Tsatsakis A. Adverse health effects of 5G mobile networking technology under real-life conditions. Toxicol Lett. 2020 May 1;323:35-40. doi: 10.1016/j.toxlet.2020.01.020. Epub 2020 Jan 25. PubMed PMID: 31991167.

[18] Stop 5G nel mondo: ecco la lista di governi, parlamenti, contee e comuni con tutti gli atti ufficialmente approvati  https://oasisana.com/2020/03/28/stop-5g-nel-mondo-ecco-la-lista-di-governi-parlamenti-contee-e-comuni-con-gli-atti-ufficialmente-approvati/

[19] Rapporto Osservasalute 2018. https://www.osservatoriosullasalute.it/osservasalute/rapporto-osservatorio-2018

[20] L’OMS ci avvia verso la stato di emergenza globale e dittatura sanitaria (per il “nostro bene”). https://www.controinformazione.info/loms-ci-avvia-verso-la-stato-di-emergenza-globale-e-dittatura-sanitaria-per-il-nostro-bene/

[21] Così funziona l’OMS : i privati decidono dove investire. http://www.medicinapiccoledosi.it/medicina-convenzionale/cosi-funziona-loms/; Quando il privato governa il pubblico: OMS e dintorni. https://www.patriziascanu.it/2020/02/24/quando-il-privato-governa-il-pubblico-oms-e-dintorni/

5 Risposte

  1. “…. e a marzo 16220.”
    Correggete questo e controllate pur altro.

  2. Elio Corrado Mignini ha detto:

    Ma perchè nessuno considera l’incidenza del contagio da parte delle persone (Cinesi e Non) arrivati dalla Cina nel periodo pre ed immediate-post al 1° caso Italiano? Una mia indagine statistica multivariata (PCA) ha evidenziato la significatività della correlazione fra casi Lombardi e % di interscambi con la Cina (47% del totale Italia)! Poi vengono le altre regioni più “contaminate” (Veneto, Emilia Romagna, Piemonte); sarà un caso?

  1. 18 Maggio 2020

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