Cure a base di cortisone utilizzati su pazienti con polmonite interstiziale

 

Si è molto parlato di polmonite interstiziale negli ultimi tempi riferendola solitamente come conseguenza a un’infezione acuta da COVID19. Poco si è detto sull’uso sconsiderato (controindicato dalla stessa medicina) di farmaci cortisonici su malati di polmonite interstiziale e in generale su persone con sistema immunitario già compromesso.

Ricordiamo che questo proposito il ministro francese della Salute, Olivier Véran che ha dichiarato pubblicamente su Twitter: «L’assunzione di farmaci anti-infiammatori (ibuprofene, cortisone) potrebbe essere un fattore aggravante dell’infezione. Se avete la febbre, prendete il paracetamolo. Se state già assumendo farmaci antinfiammatori o in caso di dubbio, chiedete consiglio al medico»[1].

Molto si vanta delle proprietà di antinfiammatori dei prodotti cortisonici, ma molta meno pubblicità viene data al fatto che almeno parte della loro azione è data dalla parallela soppressione del sistema immunitario. Barriera prima per la difesa da qualsiasi virus o batterio.

Infezioni causate da qualsiasi agente patogeno, comprese le infezioni virali, batteriche, fungine o causate da protozoi o elminti, localizzate in ogni parte del corpo possono essere associate all’uso dei corticosteroidi da soli o in associazione con altri agenti immunosoppressori che hanno effetto sull’immunità cellulare, umorale e sulla funzione neutrofila.

Dosi farmacologiche di corticosteroidi somministrati per periodi prolungati possono condurre a soppressione del sistema ipotalamo-pituitario-surrenalico (HPA) (insufficienza corticosurrenale secondaria). L’interferenza con il sistema immunitario è tale che la somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati è controindicata in pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi[2].

L’inalazione di cortisone può causare infiammazioni della gola, nella maggior parte dei casi provocate da micosi. Queste infezioni possono essere lievi, ma anche gravi ed in alcuni casi fatali. All’aumentare delle dosi di corticosteroidi aumenta l’incidenza delle infezioni.

Gli effetti sulla salute sono significativi e deleteri per tutti i prodotti. La maggior parte di essi, secondo ECHA sono sospettati di nuocere alla fertilità o al feto e provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

Si tratta quindi farmaci tossici che non possono essere utilizzati a lungo.

Sostanza attiva Prodotto Effetti
Beclometasone Clenil® Sospettata di nuocere alla fertilità o al feto (ECHA, Substance Infocard).

Sospetto cancerogeno, pericoloso per l’ambiente acquatico, mutageno, persistente nell’ambiente,  Sospettato sensibilizzante cutaneo, tossico per la riproduzione (ECHA, all. 3).

Betametasone Bentelan® Può danneggiare la fertilità o il nascituro e può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta (ECHA, Substance Infocard).
Cortisone 21-Acetate Cortone acetato® Sospettato di nuocere alla fertilità o al feto e può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta (ECHA, Substance Infocard).
Desametasone Decadron® Sospettato di nuocere alla fertilità o al feto e può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta (ECHA, Substance Infocard). Sospetto mutageno (ECHA, all. 3).
Flunisolide Forbest® Fatale se ingerito (ECHA, Substance Infocard). Sospetto tossico per la riproduzione (ECHA, all. 3).
Idrocortisone Flebocortid® Sospettato di nuocere alla fertilità o al feto e può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta (ECHA, Substance Infocard).
Metilprednisolone Medrol® Può danneggiare la fertilità o il nascituro e può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta (ECHA, Substance Infocard).
Prednisone Deltacortone® Provoca danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta, può danneggiare la fertilità o il nascituro ed è sospettata di danneggiare la fertilità o il nascituro (ECHA, Substance Infocard).

Sospetto cancerogeno, pericoloso per l’ambiente acquatico, mutageno, persistente nell’ambiente, sensibilizzante cutaneo, Sospettato tossico per la riproduzione (ECHA, all. 3).

 

Sui danni cronici ricordiamo che su quattro milioni di italiani che soffrono di asma, 200.000 lo patiscono in grado severo e secondo il registro SANI (Severe Asthma Network Italy), 124.000 di essi vengono trattati con cortisonici per via orale, spesso per oltre 6 mesi con conseguenze pesanti sulla salute. Ipertensione, fratture, diabete, problemi ai reni e agli occhi sono gli effetti collaterali dell’abuso di cortisone sugli italiani che soffrono di asma. Per curarli si spendono oltre 243 milioni di euro l’anno, ben di più di quanto si spenderebbe per terapie meno dannose[3].

Quindi i cortisonici sono farmaci pericolosi da utilizzare su persone già immunodepresse e con complicazioni cardio-circolatorie e respiratorie.

Abbiamo del resto direttamente constatato un caso di persona compromessa di 91 anni, con polmonite interstiziale, che davanti ai nostri occhi, dopo una potente iniezione di cortisonici, è rapidamente deceduta. Questa persona aveva già avuto quattro infezioni batteriche, di cui tre contratte in ospedale durante un ricovero per ictus. Ricordiamo a tal proposito che si calcolano quasi 50.000 decessi all’anno causati da infezioni ospedaliere (Dati di Osservasalute, 2018[4]).

Non solo, ma il responsabile delle ditte funebri ha classificato il caso come sospetto Covid 19. Infatti dalle Linee Guida del Ministero della Salute[5] risulta di poter così classificare qualsiasi caso abbia determinati sintomi (I sintomi più comuni di Covid-19 sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea). Sintomi comunissimi oltre una certa età e, almeno uno, colpisce la maggior parte della popolazione soprattutto durante il periodo invernale. Queste diagnosi di sospetto Covid-19 sembrano esulare dai pareri del medico di famiglia.

Saremo molto curiosi di sapere quante persone sono veramente morte di Covid19 e a quali cure sono state sottoposte prima di morire. Non sembra infatti solo il virus a voler uccidere gli anziani, ma anche i protocolli farmacologici ad essi imposti come “salva vita”, spesso firmati da persone in clamorosi conflitti di interesse. Ci risulta evidente già da quanto in precedenza espresso, la volontà di utilizzare il virus come alibi per coprire gravi errori farmacologici, deficienze sanitarie, psico-programmazioni di massa basate sulla menzogna per facilitare violazioni dei diritti civili e individuali.

Note

[1] Coronavirus, quali farmaci è meglio evitare e quali invece si possono usare https://www.vanityfair.it/benessere/salute-e-prevenzione/2020/03/21/coronavirus-quali-farmaci-usare-quali-evitare-paracetamolo-ibuprofene-cortisone-cura-covid-19

[2] Centers for Disease Control and Prevention. Recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP): Use of vaccines and immune globulins in persons with altered immunocompetence. MMWR 1993;42(No. RR-4):{inclusive page numbers}. https://www.cdc.gov/mmwr/pdf/rr/rr4204.pdf

[3] Asma, 243 milioni di danni dal consumo di cortisone: dal diabete all’insufficienza renale https://www.ilmessaggero.it/salute/medicina/asma_cortisone_cause_diabete_malattie_14_marzo_2019-4361558.html

[4] Rapporto Osservasalute 2018 https://www.osservatoriosullasalute.it/osservasalute/rapporto-osservatorio-2018

[5] Vedi. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

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