Biossido di titanio: le ripetute segnalazioni forse porteranno a un suo bando negli alimenti

Il 7 settembre la Commissione ENVI (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare) del Parlamento europeo ha approvato una proposta di risoluzione per chiedere alla Commissione europea il bando dell’uso alimentare del biossido di titanio (E 171) in quanto pericoloso per la salute[1]. Si attende a breve la risposta della Commissione.

Il biossido di titanio (E171) è largamente impiegato come colorante negli alimenti ma soprattutto in integratori alimentari e farmaci. Il biossido di titanio viene usato come pigmento bianco ed è la base anche di molte pitture murali e dentifrici. La maggior parte del biossido di titanio (circa il 90%), viene utilizzata come pigmento bianco nella produzione di pitture, vernici, plastica e carta. Il 66% dei dentifrici per adulti e il 50% di quelli per bambini contengono biossido di titanio (per altro ritrovato in forma nanometrica non dichiarata in etichetta in Signal Kids 2-6 anni)[2].

Il 36% delle particelle di E171 negli alimenti ha dimensioni nanometriche e gli alimenti più ricchi di questa sostanza sono le gomme da masticare, le caramelle e alcuni dolciumi, alimenti consumati soprattutto dai bambini[3]. i ricercatori hanno rintracciato alti livelli di E171 in alcuni prodotti alimentari massicciamente presenti sul mercato USA come Dickinson Coconut curd, Mentos Freshmint Gum (con livelli > 0,12 ugTi/mg) e confetti al cioccolato M&M (1,25 ug/mg).

Ci siamo già occupati[4] del biossido di titanio in relazione al suo uso nelle creme solari in occasione della segnalazione di un’asserzione falsa e ingannevole sul sito di una ditta che affermava “È una crema solare utilizzata nelle formulazioni cosmetiche e considerata sicura sia dalla FDA (Food & Drug Administration) sia dall’ECHA (European Chemical Agency)” in realtà consultando il sito della ECHA si può leggere nel documento informativo sulla sostanza correlato al biossido di titanio (https://echa.europa.eu/it/substance-information/-/substanceinfo/100.033.327):

“Classificazione ed etichettatura dei pericoli: Attenzione! Secondo la classificazione fornita dalle aziende all’ECHA nelle registrazioni REACH, questa sostanza è sospettata di provocare il cancro”.

Il biossido di titanio è stato classificato cancerogeno classe 2 per inalazione (H351) dal Regolamento delegato (UE) 2020/217[5] della Commissione del 4 ottobre 2019 che modifica, ai fini dell’adeguamento al progresso tecnico e scientifico, il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele e che rettifica lo stesso regolamento del 4 ottobre 2019.

Tale classificazione, in assenza di obiezioni entro febbraio 2020, potrebbe diventare effettiva e in futuro i prodotti che contengono questa sostanza dovranno riportare una specifica avvertenza in etichetta: “cancerogeno per inalazione”[6]. Inoltre si possono liberare radicali liberi nella cute esposta, con potenziali effetti genotossici anche senza esposizione alla luce solare[7].

L’Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro (IARC) ha pubblicato[8] un’informativa molto in cui si spiega che il diossido di titanio è: “potenzialmente cancerogeno per l’uomo dopo prove sufficienti in test con animali da laboratorio”.

Uno studio condotto dall’Istituto francese INRA (National Institute for Agricultural Research)[9] mette in evidenza la possibile cancerogenicità della sostanza assunta oralmente. Una crescita precancerosa è stata riscontrata nell’intestino e nel colon del 40% dei topi esposti. È risultato inoltre che il biossido di titanio ne indeboliva il sistema immunitario. Un’altro studio dell’Università di Sydney ha scoperto che potrebbe influire negativamente sulla salute dell’intestino.

Nel 2016 l’EFSA (European Food Safety Authority) aveva emesso un parere secondo cui la sicurezza del biossido di titanio era stata riesaminata e risultava non essere geno-tossico o cancerogeno dopo l’ingestione. Sulla base di questo obsoleto parere nell’Unione Europea, pur potendo gli stati membri decidere indipendentemente, le industrie alimentari attualmente possono utilizzarlo addirittura senza specificare le quantità da usare durante la produzione.

La Francia ha comunque deciso già nell’aprile 2019[10] di proibirne l’uso negli alimenti dal gennaio 2020 in seguito alla pubblicazione del parere dell’Agenzia nazionale per la sicurezza dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro (ANSES), che, nell’incertezza riguardo a potenziali effetti negativi dell’additivo, ne raccomandava una limitazione. Oltre 150 prodotti alimentari contenenti E171 sono stati riformulati. Limiti sono stati imposti anche negli Stati Uniti.

Intanto la UE per l’ennesima volta è in contrasto con se stessa e i suoi organi scientifici e in Italia, naturalmente si è fatto finta di niente. Infatti secondo il Regolamento (CE) n. 1333/2008[11] dell’UE sugli additivi alimentari, un additivo alimentare può essere autorizzato se il suo utilizzo è sicuro, tecnologicamente giustificato e se non induce in errore ma reca benefici al consumatore. L’E171 non soddisfa nessuno dei requisiti.

Per quanto riguarda la sicurezza l’EFSA, l’ANSES e l’Ufficio olandese per la valutazione e la ricerca dei rischi (BuRO) hanno evidenziato lacune e incertezze nei dati tali da non permettere una valutazione oggettiva del rischio per la sicurezza. Non vi è poi alcuna necessità tecnologica nell’utilizzo dell’E171 nei prodotti alimentari.

E171 viene utilizzato solo a fini estetici, non ha alcun valore nutrizionale, non svolge alcuna funzione tecnologica benefica negli alimenti come prolungarne la durata o evitare la proliferazione di patogeni.

Attendendo una rapida approvazione della proposta di bando del Biossido di Titanio negli alimenti in sede di Commissione e rapidi interventi nazionali, anche sulla base delle ripetute segnalazioni di comitati e associazioni, invitiamo comunque i consumatori a evitare prodotti di qualsiasi tipo (non solo cibo ma anche integratori, vernici e dentifrici) che abbiano indicata la sigla E171 tra gli ingredienti. Ancora una volta appare anche evidente come, a livello applicativo costantemente sia bypassato il principio di precauzione dalle Autorità Europee e Nazionali.

 Alcuni prodotti che contengono E171 (biossido di titanio)

 

 

 

Riferimenti

[1] Biossido di titanio, dal Parlamento UE uno stop alla Commissione https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/biossido-di-titanio-dal-parlamento-ue-uno-stop-alla-commissione

[2] Dentifrici: ecco chi contiene il biossido di titanio. https://ilsalvagente.it/2019/03/29/dentifrici-ecco-chi-contiene-il-biossido-di-titanio/

[3] Weir A, Westerhoff P, Fabricius L, Hristovski K, von Goetz N. Titanium dioxide nanoparticles in food and personal care products. Environ Sci Technol. 2012;46(4):2242-2250. doi:10.1021/es204168d

[4] Accolta segnalazione di European Consumers all’ECHA su pubblicità ingannevole relativa ai prodotti conenenti titanium dioxide. http://www.europeanconsumers.it/2020/04/18/accolta-segnalazione-di-european-consumers-allecha-su-pubblicita-ingannevole-relativa-ai-prodotti-conenenti-titanium-dioxideaccolta-segnalazione-di-european-consumers-allecha-su-pubb/

[5] Regolamento delegato (UE) 2020/217 della Commissione del 4 ottobre 2019 che modifica, ai fini dell’adeguamento al progresso tecnico e scientifico, il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele e che rettifica lo stesso regolamento. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32020R0217

[6]  Biossido di titanio: “cancerogeno per inalazione” , da febbraio in etichetta sui prodotti che lo contengono. https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/biossido-titanio-probabilmente-cancerogeno-inalato-ue/

[7] Gurr JR, Wang AS, Chen CH, Jan KY. Ultrafine titanium dioxide particles in the absence of photoactivation can induce oxidative damage to human bronchial epithelial cells. Toxicology. 2005 Sep 15;213(1-2):66-73. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15970370/

[8] Eileen D. Kuempel, Avima Ruder. Titanium Dioxide (TiO2). IARC Monograph 93. https://monographs.iarc.fr/wp-content/uploads/2018/06/TR42-4.pdf

[9] Bettini S., Boutet-Robinet E., Cartier C. et al. Food-grade TiO2 impairs intestinal and systemic immune homeostasis, initiates preneoplastic lesions and promotes aberrant crypt development in the rat colon. Sci Rep 7, 40373 (2017). https://doi.org/10.1038/srep40373

[10] Biossido di Titanio (E171): A.E.C.I. chiede al Ministero della Salute di eliminarlo dai prodotti alimentari. https://www.euroconsumatori.eu/articolo/1411-biossido-titanio-aeci-chiede-ministero-della-salute-eliminarlo-prodotti-alimentari

[11] Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008 , relativo agli additivi alimentari (Testo rilevante ai fini del SEE). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32008R1333

2 Risposte

  1. Elisabetta Tango ha detto:

    e perche alcuni farmaci lo contengono ed altri no

    • tibertimax ha detto:

      Perchè fino ad adesso è stato approvato come agente antiagglomerante in prodotti disidratati e liofilizzati quali insaporitori, minestre, sale da tavola, estratti, bevande. Ma anche come pigmento per la colorazione limitata alla superficie degli alimenti. Chiaramente è sostituibile da altre sostanze. Ma di fatto per anni ne è stata favorita la diffusione per altro in mancanza della definizione del massimo livello di residui da parte di EFSA.

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