Il presidente della Regione Lazio bocciato sui vaccini antinfluenzali impone senza ragioni le mascherine anche all’aperto

 

 

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal dottor Mariano Amici, medico romano, in cui viene richiesta la sospensione dell’ordinanza della Regione Lazio che rendeva obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale e anti pneumococcica per gli over 65 e per tutto il personale sanitario[1]. L’ordinanza, firmata il 5 agosto 2020 dal presidente della Regione Nicola Zingaretti su proposta dell’Assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, avrebbe dovuto rendere obbligatoria la vaccinazione a partire dal 15 settembre in concomitanza con l’inizio della campagna di vaccinazione regionale.

Zingaretti aveva commentato: “Con questa ordinanza il Lazio raccoglie l’appello lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ridurre i fattori confondenti per il COVID-19 in presenza di sintomi analoghi”. Mentre D’Amato: “Una grande operazione di tutela della salute pubblica. Ricordiamo inoltre che ogni anno sono numerosi i decessi per complicanze soprattutto nelle persone più fragili e croniche”

La mancata vaccinazione per il personale sanitario avrebbe comportato l’inidoneità allo svolgimento della mansione lavorativa ai sensi del Dg. 81 e per le persone ultra 65 anni l’impossibilità di accedere a centri anziani o altri luoghi di aggregazione che non consentano di garantire il distanziamento sociale. Vi è una forte raccomandazione per effettuare il vaccino antinfluenzale per tutti i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni attraverso il coinvolgimento dei pediatri.

Nelle motivazioni della sentenza, il Tar ha spiegato che la “normativa emergenziale Covid-19 non ammette interventi regionali in materia di vaccinazioni obbligatorie. Inoltre le disposizioni in materia di igiene e sanità nonché di protezione civile non recano previsioni che possano autorizzare le regioni ad adottare questo tipo di ordinanze allorché il fenomeno assuma, come nella specie, un rilievo di carattere nazionale. Secondo il tribunale amministrativo regionale l’ordinamento costituzionale non tollera interventi regionali di questo genere. In conclusione si deve affermare che la sua introduzione non rientra nella sfera di attribuzioni regionale ma, semmai, soltanto in quella statale”.

In precedenza il Tar Calabria, con sentenza pubblicata il 15 settembre 2020[2], ha annullato l’ordinanza numero 47 del 27 maggio 2020[3] nella parte in cui il presidente della Regione, nell’ambito delle misure anti-Covid, aveva disposto l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale nei confronto di soggetti di età superiore a 65 anni e di medici e personale sanitario, sociosanitario di assistenza, operatori di servizio delle strutture di assistenza, anche se volontario.

L’ordinanza prevedeva che l’obbligo decorresse dal 15 settembre, previa disponibilità dei vaccini. Contro l’ordinanza avevano proposto ricorso una serie di soggetti e associazioni, che avevano eccepito un difetto di competenza e di attribuzione da parte del presidente della Regione e anche un difetto di istruttoria «non essendo sufficientemente verificata l’efficacia della vaccinazione”[4].

Il Tar Calabria, accogliendo in parte il ricorso, ha osservato che «le vaccinazioni obbligatorie, così come tutti i trattamenti sanitari, sono coperti di riserva statale, che, a sua volta, è connessa al principio di eguaglianza previsto dall’art. 3 Costituzione» e all’articolo 117 terzo comma Costituzione. Il Tar Calabria ha concluso: «Sul piano processuale, benché parte ricorrente abbia dedotto il vizio al ne di ottenere una pronuncia declaratoria di nullità dell’atto, ben può il Tribunale adottare una pronuncia demolitoria, riscontrando un vizio che genera l’annullabilità del provvedimento»

Oltre all’illegalità delle Ordinanze Regionali è proprio l’opinione per cui l’obbligo vaccinale ridurrebbe i fattori confondenti ad essere priva di sostegno scientifico alla luce dei precisi metodi ecografici, clinici e laboratoristici che distinguono le due malattie.

In realtà i vaccini anti-influenzali, per l’alto livello di mutazione che contraddistingue i ceppi virali, sono considerati del tutto inutili per proteggere la popolazione mentre sono estremamente profittevoli alle grandi Multinazionali del Farmaco.

Il Prof. Sabin ha parlato della vaccinazione antinfluenzale, così spesso raccomandata dalla Autorità Sanitarie, specialmente nelle persone anziane, con malattie coronariche o respiratorie, con diabete o altre malattie croniche ed ha espresso con decisione il suo giudizio d’inutilità: “Abbiamo vaccinato tanta gente da più di 40 anni e, secondo me, i vaccini non hanno assolutamente funzionato”.

Negli Stati Uniti, come anche altrove, dal 1970 in poi vi è stata una costante diminuzione del tasso di mortalità per complicanze influenzali, ma questo non è dovuto ai vaccini, ma alla migliore assistenza verso i meno abbienti.

Riteniamo che la cosa migliore per difendersi dai virus è aiutare il proprio sistema immunitario a funzionare. La gravità dell’infezione indica un cattivo funzionamento dello stesso che, come il COVID 19, è spesso causato dall’uso continuativo di farmaci immunosoppressori come cortisonici e anti-ACE e probabilmente anche da alcune vaccinazioni. Ricordiamo che prima del ricovero in ospedale, il 23% dei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi in Italia seguiva una terapia con ACE-inibitori e il 16% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l’angiotensina).

Oltre 200 virus causano influenza e malattie simil-influenzali che producono gli stessi sintomi (febbre, mal di testa, dolori, tosse e naso che cola). Senza test di laboratorio, i medici non possono individuarne l’esatta causa. Tutte le infezioni da virus durano generalmente pochi giorni e raramente portano a morte o malattia grave. Solo nella migliore delle ipotesi, i vaccini potrebbero essere efficaci contro l’influenza A e B, che rappresentano circa il 10% di tutti i virus circolanti.

Nella vulgata terroristica massmediatica l’uso della parola “immunizzazione” per descrivere la vaccinazione è fuorviante. Il modo in cui la parola viene usata, presuppone l’efficacia e fa apparire come se i non vaccinatori fossero anti-immunità, invece di ciò che realmente sono: pro-immunità (attraverso aria pulita, cibo, acqua e luce solare), ma riluttanti a sottoporre se stessi o i loro bambini sani a procedure mediche “inevitabilmente non sicure” con benefici di scarsa probabilità teorica.

Va tenuto presente che i vaccini potrebbero spingere gli agenti patogeni ad evolversi aumentando il tasso di mutazione. Proprio come gli antibiotici aumentano la resistenza nei batteri, i vaccini possono incitare cambiamenti che consentono alle malattie di sfuggire al loro controllo.

I produttori di vaccini non possono predire il ceppo patogeno dominante che ogni persona dovrà affrontare, ma possono inventare nuovi vaccini per esporre il sistema immunitario della popolazione a nuovi ceppi patogeni. Questo metodo universale è una congettura che favorisce enormi interessi privati che poco hanno a che fare con la pubblica utilità.

Inoltre risulta da recenti ricerche[5] che, come gli esosomi, i virus possono essere un mezzo di comunicazione extracellulare tra le cellule, anziché semplicemente un’entità patologica. Questo spiega perché ricerche sul ruolo del viroma nella salute umana indica che alcuni agenti infettivi, inclusi virus come il morbillo, conferiscono benefici alla salute.

Con la scoperta del ruolo indispensabile del microbioma e della sottopopolazione di virus al suo interno, il viromo, si conferma che l’ecologia, del corpo e dei suoi dintorni sono fondamentalmente inseparabili[6]. La malattia indica la rottura di un’omeostasi, ma può anche essere un metodo per migliorare il funzionamento del sistema immunitario anche nei confronti di altri squilibri esogeni ed endogeni[7].

I soldi spesi dalle regioni da nord a sud per vaccini inutili e potenzialmente dannosi potrebbe rappresentare un clamoroso caso di danno erariale e di aumento del rischio per la popolazione oltre che di una regalia alle multinazionali del farmaco per loro natura dedite al profitto e minacciate da un buon funzionamento del sistema immunitario.

Evidentemente non soddisfatto della sentenza del TAR Zingaretti è tornato alla carica contro la salute dei suoi cittadini il 2 ottobre quando ha dichiarato l’obbligatorietà anche all’aperto per le mascherine[8].

I provvedimenti del DPCM, Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri e quelli a livello regionale e comunale da esso derivanti che obbligano all’uso della mascherina dichiarando “lo stato di emergenza” non sono motivati da eventi previsti né dalla legge, (Legge 225 del 1992, articolo 2, si esprime solo in termini di catastrofe naturali), né dalla Costituzione e non possono essere messi in deroga, né alla legge, né alla Costituzione.

L’uso della mascherina è vietato dalla legge 152 del 1975, articolo 5 (vietato girare con il volto coperto in luoghi pubblici) e dal D.L 155 del 2005 (divieto di uscire in luogo pubblico con ridotta possibilità di identificazione), Leggi di sicurezza tuttora in vigore.

Ne consegue che chiunque intimidi, per conto proprio o di terzi ad indossare mascherine rischia una denuncia per Art. 414 CPP Istigazione a delinquere, Art. 658 CPP Procurato allarme, Art. 640 CPP Truffa aggravata, Art. 608CPP Abuso di autorità, Art 610 CPP Violenza privata, Violazione Art. 1,2,4,10,16 ,32, 41, 54, 78 della Costituzione Italiana, Violazione Diritti Umani, Art 3, Violazione trattato di Oviedo. Art 5.

Inoltre l’utilizzo prolungato delle mascherine potrebbe provoca danni alla salute: mal di testa, aumento dell’insufficienza respiratoria, ipercapnia, ovvero l’aumento dell’anidride carbonica nel sangue perché viene inspirata nuovamente, ipossia, insomma, malattie che possono portare ad altre patologie più gravi, come crollo delle difese immunitarie e situazione favorevole al tumore.

Quelle chirurgiche e quelle fatte in casa con la stoffa sarebbero meno pericolose. La maschera respiratoria N95, se da una parte filtra il 95% delle particelle dall’altra compromette la respirazione molto di più di una maschera morbida e provoca mal di testa[9]. Il suo uso continuo porta anche a una riduzione dell’ossigenazione del sangue pari al 20%.

Come ha ricordato Montanari in un’intervista a ByoBlu[10], censurata da you-tube, se una persona è malata con le goccioline di saliva espelle virus e la mascherina le può bloccare. Ma se non si è contagiati e inutile pensare che con la mascherina si sia protetti dai virus: il virus è infinitamente più piccolo dei filtri che si possono creare per le mascherine. Le mascherine per i non malati non servono a nulla e i malati dovrebbero buttarle ogni 5 minuti perché si riempiono rapidamente di virus.

Anche Walter Ricciardi, già direttore dell’ISS, rappresentante italiano presso il board dell’Oms e docente di Igiene e Medicina preventiva presso l’università Cattolica di Roma, ha affermato: «Servono a difendere i pazienti dall’eventuale vociferazione e servono poi per proteggere gli altri dai pazienti. Quelle mascherine devo essere date solo al personale sanitario e ai malati … Ai sani non servono assolutamente a niente, non danno nessuna protezione nei confronti dei virus che penetrano attraverso quei fogli di garza. È solo una paranoia che la gente utilizza in maniera impropria»[11].

L’immunologo Anthony Stephen Fauci [12], membro della task force del Governo USA per affrontare l’epidemia, ipervaccinista, ha dichiarato: «Quando sei nel mezzo di un’epidemia, indossare una mascherina può far sentire le persone un po’ meglio e potrebbe eventualmente bloccare le goccioline ma non fornisce la protezione perfetta che la gente immagina e spesso può causare conseguenze indesiderate … Le mascherine sono importanti per evitare che le persone infette infettino qualcun altro”.

Ma oltre a non servire a difendersi dal virus, a differenza di un sistema immunitario efficiente a cui tutti dovrebbero tenere e conoscere, le mascherine possono certamente diventare dannose. Quando respiriamo emettiamo del vapore con cui bagniamo la mascherina che diventa ottimo terreno di coltura per virus, batteri, funghi e parassiti nell’aria. Questi si appiccicano alla mascherina e vengono respirati per tutto il periodo in cui la indossiamo.

Inoltre mentre respiriamo espelliamo anidride carbonica e altri scarti del nostro metabolismo. Se si usa la mascherina una volta ogni tanto non succede niente, ma quando la si indossa a lungo tutti i giorni, non avendo una respirazione libera, l’anidride carbonica e le altre sostanze tossiche rientrano in circolo e finiscono per accumularsi nelle cellule. Questo porta ipercapnia, un accumulo di anidride carbonica nel sangue con conseguente acidosi. Una condizione ideale per molte malattie, come quasi tutti i tipi di cancro.

La sola presenza di sparuti focolai, peraltro circoscritti in alcune zone e ad oggi perfettamente gestibili dal Servizio Sanitario, non costituisce di certo requisito sufficiente a introdurre un regime di eccezione che consenta di derogare alla dialettica democratica di uno Stato di Diritto e a mettere a rischio la salute collettiva. Di fatto lo Stato di emergenza per motivi sanitari non trova spazio nel dettato costituzionale. L’articolo 78 della Costituzione Italiana, lo prevede solamente nello “stato di guerra”.

Nella regione Lazio i dati statistici indicano infatti che non vi è attualmente nessuna emergenza sanitaria e il COVID-19 ha una mortalità e viralità molto blanda (vedi figure).

                                                                                                                                                       

Neppure si può giustificare lo stato di emergenza con la presenza di focolai in Paesi stranieri, essendo sufficienti le ordinarie misure di contenimento dei flussi in entrata e uscita del Paese per arginare qualunque pericolo in tal senso.

Che dello stato di emergenza, inoltre, mai si possa abusare lo conferma anche l’art. 25 comma I del Codice di protezione Civile, laddove impone anche in questi frangenti “il rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e delle norme dell’Unione europea.”

In conclusione, qualora lo “stato di emergenza” venisse prorogato nella attuale situazione, in carenza di qualsivoglia presupposto, ci troveremmo di fronte a un abuso di potere contro cui faremo di tutto per resistere in ogni forma compatibile con i principi della lotta democratica.

Non si può infatti celare al popolo l’esistenza di un “diritto /dovere di resistenza all’oppressione ogni qual volta i poteri pubblici violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione”, principio che condivide con lo stato di Emergenza il fatto di non aver trovato collocazione ufficiale all’interno della Carta Costituzionale, ma che fu spesso richiamato dai Padri Costituenti e rappresenta, oggi più che mai, un monito in qualunque Stato di Diritto.

Nonostante le evidenze legislative anche il presidente della Regione Marche[13] Francesco Acquaroli ha deciso di violare i diritti dei suoi cittadini. Speriamo in un’adeguata risposta del TAR locale. Purtoppo è possibile che queste iniziative locali mirino a una legislazione nazionale.

Mettiamo in risalto che nell’ordinanza della Regione Lazio si parla di Attività motoria e/o sportiva come esonero dalle mascherine all’aperto. Per “motoria” s’intende ogni attività che coinvolga la mobilità del corpo. Dunque anche camminare. Invitiamo quindi, a tutela della propria salute, a non indossare la mascherina quando si fa qualsiasi attività fisica.

Confermiamo la totale disapprovazione per l’attuale sistema regionalista che attribuisce poteri ai governatori tali da favorire di fatto conflitti di interesse e comportamenti non solo anti-costituziuonali ma dannossi per l’interesse della popolazione italiana.

Note e riferimenti bibliografici

[1] Il dottor Mariano Amici ha vinto il ricorso al Tar contro l’ordinanza di Zingaretti sulla vaccinazione obbligatoria. https://www.italiasera.it/il-dottor-mariano-amici-ha-vinto-il-ricorso-al-tar-contro-lordinanza-di-zingaretti-sulla-vaccinazione-obbligatoria/

[2] Vaccino obbligatorio per anziani e sanitari, Tar annulla ordinanza della Santelli. https://www.zoom24.it/2020/09/15/vaccino-obbligatorio-per-anziani-e-sanitari-tar-annulla-ordinanza-della-santelli/

[3] COVID-2019_Ordinanza del Presidente della Regione N.47 Del 27 Maggio 2020. https://www.regione.calabria.it/website/portaltemplates/view/view.cfm?17971

[4] Il Tar annulla l’obbligo di vaccinazione per ultra 65enni e medici – Corriere della Calabria. https://www.corrieredellacalabria.it/regione/cosenza/item/264658-il-tar-annulla-lobbligo-di-vaccinazione-per-ultra-65enni-e-medici/ 3/4 antinuenzale in ottica di lotta all’epidemia di Covid»

[5] Hutchinson EC, Charles PD, Hester SS, et al. Conserved and host-specific features of influenza virion architecture [published correction appears in Nat Commun. 2015;6:6446]. Nat Commun. 2014;5:4816. Published 2014 Sep 16. doi:10.1038/ncomms5816

[6] Per approfondire il tema del viromo si veda: The mammalian virome in genetic analysis of health and disease pathogenesis. https://youtu.be/TRVxTBuvChU

[7] Cadwell K. The virome in host health and disease. Immunity. 2015;42(5):805‐813. doi:10.1016/j.immuni.2015.05.003

[8] Coronavirus: obbligo mascherina anche nei luoghi all’aperto http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsdettaglio&id=5812

[9] Lim EC, Seet RC, Lee KH, Wilder-Smith EP, Chuah BY, Ong BK. Headaches and the N95 face-mask amongst healthcare providers. Acta Neurol Scand. 2006 Mar;113(3):199-202. doi: 10.1111/j.1600-0404.2005.00560.x. PMID: 16441251; PMCID: PMC7159726.

[10] Così, diventeremo immunodepressi per legge. https://www.byoblu.com/2020/03/19/immunodepressi-per-legge-stefano-montanari-byoblu24/

[11] Ricciardi sulla mascherina: «Solo una paranoia, i virus la penetrano» https://www.oltre.tv/ricciardi-mascherina-paranoia-virus-penetrano-video/

[12] Mascherine: «Non servono e possono causare conseguenze indesiderate» https://www.oltre.tv/mascherine-non-servono-causare-conseguenze-indesiderate/

[13]Obbligo mascherina Marche, Acquaroli firma l’ordinanza. https://www.ilrestodelcarlino.it/cronaca/obbligo-mascherina-marche-1.5572793.

L’ordinanza della Regione Lazio: http://www.regione.lazio.it/rl/coronavirus/emanata-ordinanza-ulteriori-misure-per-la-prevenzione-e-gestione-dellemergenza-covid-fase-2/

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