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22/05/2012 - "DELLA MONETA", "STRATEGIA DEL TERRORE" e altri scritti, di Giuseppe TURRISI

Tra gli scrittori della lista di europeanconsumers, particolare rilievo ha Giuseppe Turrisi del quale riproduciamo gli scritti dell'ultimo mese

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"DELLA MONETA"

"Da quanto s'è finora detto si conchiude che la moneta, utilissima come il sangue nel corpo dello stato, vi si ha da mantenere fra certi limiti, che sieno alle vene per cui corre proporzionati; oltre ai quali accrescendosi, o diminuendosi diviene mortifera al corpo ch' ella reggeva. Non è dunque degna d'essere accumulata indefinitamente da' principi, e tesoreggiata. Quello che dee essere il solo oggetto della loro virtuosa avidità, perché è vera ricchezza, è l'uomo, creatura assai più degna d'essere amata e tenuta cara da' suoi simili, di quel ch'ella non è. L'uomo solo dovunque abbondi fa prosperare uno stato." Questo passo è stato scritto dall'abate Ferdinando Galliano nel quarto libro della sua opera chiamata "Della Moneta"del 1751. Racchiude tutta l'essenza della crisi economica di oggi che si basa su una finanza imperocratica  speculativa, lontana da ogni umanesimo socialie e sola intenta al puro profitto sopra ogni casa. La moneta è uno strumento creato dall'uomo e come ogni strumento dell'uomo deve essere governato dall''uomo e funzionale  per l'uomo;  quando questa diventa fine di accumulo, arricchendo una parte sempre più piccola ed impoverendo una parte sempre maggiore, o peggio usandola come strumento di potere, di manovra, di controllo e di oppressione, questa perde di etica, ma soprattutto l'uomo perde la sua dignità di esistere fino a portare al suicidio come ultimo atto di sovranità. Il senso della misura o buon senso deve sempre governare la civiltà umana che ne tempo deve trasformarsi in saggezza, ma questo non potrà mai avvenire se  non si vuole imparare dagli errori e quindi a non commettere nuovamente, ma in economia questa è l'unica cosa certa fare sempre gli stessi errori. Giuseppe Turrisi.

"STRATEGIA DEL TERRORE"

Stanno applicando forse la strategia del terrore come negli anni settanta o come nel  1992/93? Non lo sappiamo ma certo è che con l'aiuto di internet e con la stampa alternativa il plagio delle masse comincia a non riuscirgli più bene, anche se i sistemi di "ingegneria sociale" sono sempre più sofisticati. Lasciare che la popolazioni pensi di "essere libera", ma di fatto non lo è. Lasciare liberi tutti di pensare "la stessa cosa", dando la convinzione che ogni uno abbia realmente il "suo pensiero". Quando invece è stato preparato per l'occasione. Tutto ciò purtroppo è frutto di una lunga programmazione mentale che abbiamo ricevuto fin da piccoli. Pensiamo di reagire sempre razionalmente nelle cose, di fatto reagiamo al 70%  solo con le emozioni agli eventi. Non c'è ne accorgiamo ma la nostra vita è fatta continuamente di scelte inconsapevoli che vengono fuori solo dalla intelligenza emozionale che non ha niente a che vedere con la intelligenza razionale. Le massa (studi di G. Le Bon e S. Freud) si governano solo con le emozioni forti, attacco alle torri gemelle, e simili. Quando ci sono questi eventi mediatici di forte impatto emozionale si costringe l'emotività collettiva, livellata verso basso a convergere su un elemento che serve da polarizzatore e allo stesso tempo per deconcentrare (spostare l'attenzione dalle cose serie all'evento polarizzatore). L'attentato di Brindisi qualunque sia la matrice è colpa comunque dello stato, o per negligenza e non controllo del territorio, o per strategia della tensione direttamente o indirettamente indotta, (uno degli scopi fondamentali dello stato è la sicurezza dei suoi cittadini) dominando le masse sull'onda della emozionalità ed immedesimazione sulle "vittime" portate sotto i riflettori, come se le altre vittime ed i suicidi non avessero lo stesso diritto di risposta emozionale. A questo punto diventa quasi necessario instaurare lo stato di polizia è controllo (obbiettivo vero), ma questo è solo l'alibi per fare accettare tutto e di più ad un popolo insicuro, depresso, solo, ansioso, ecc (tutte espressioni della emozionalità) diverso sarebbe per un popolo colto consapevole e sovrano. Giuseppe Turrisi

ENERGIA E MONETA

La ricchezza è espressione del valore di un individuo (ciò che è, ciò che sa, ciò che sa fare)  anche in relazione alla sua comunità. Il bene materiale è certo una espressione della ricchezza ma che si elude nell'unità materiale, il saper fare un oggetto  è una ricchezza che si può perpetrare. Dando un pesce all'affamato lo si sfama per un giorno, se si insegna a pescare forse lo si sfama per tutta la vita. Il principio della autonomia e della sovranità passa anche per questi concetti banali. In Italia per fortuna sono ancora forti le maestranze ed il Know How (il saper fare) ma la globalizzazione e l'economia finanziaria che specula sulla economia reale sta riducendo e rovinando questa forza e questa energia. Una delle soluzioni per la crisi è proprio focalizzare al massimo il saper fare e rafforzare al  massimo l'autonomia il più possibile. Produrre solo quello che serve e possibilmente dove serve cominciando dalla energia e dalla monete. Ma questo non basta se non si cambia l'attuale paradigma della crescita che impone il sistema capitalistico e neoliberista che vuole la rincorsa del profitto per coprire il buco che crea la moneta debito con l'imposizione dell'interesse.  Nella nuova politica  di demonetizzazione e di de-energizzazione è fondamentale realizzare comunità a basso impatto monetario ed energetico. Il residuo di energia e di moneta che ancora "serve" deve essere ottimizzata con il "risparmio" (energetico e monetari). Tutto questo non è semplice realizzarlo poiché l'intera società è strutturata sulla economia del debito. Sarà necessario un periodo di transizione ed i disintossicazione. Una disinfestazione delle idee malsane, curare quelle poche curabili, e poi una rieducazione alla nuova economia umana e sociale. Giuseppe Turrisi

MARO' L'ENNESIMA STORIA CHE NON TORNA

Possibile che tra tanti problemi che la india ha nel suo interno, una nazione con quasi un miliardo di abitanti che muoiono ogni giorno, nel mare, nel Gange, per fame, per mancanza di igiene, ecc sia saltata agli occhi la storia di due militari italiani "marò" che avrebbero ucciso due pescatori! I nostri militari che non hanno nemmeno sparato tanto è vero che le pallottole che hanno portato come prove non corrispondono minimamente alle armi in dotazione ai marò, possibile che questo caso, con tutto quello che sta succedendo in Italia  e nel mondo per la crisi economica tiene banco sui media? Come al solito la storia è sempre un'altra non certo quella che ci vogliono far credere. Allora proviamo a fare delle "ipotesi". All'Italia tolgono la Libia come fornitura privilegiata di petrolio, uccidendo Gheddafi, in un contesto di democrazia obbligatoria militarizzata dal potere internazionale (o meglio i padroni del mondo). Il petrolio sale, ma anche perché si paga in dollari, e sono le oscillazioni del dollaro che determina anche le fluttuazione del petrolio. Nel piano del WAR MAP ossia di imposizione obbligatoria della democrazia americana, ricordiamo che dopo Irak, Libia ci sono la Siria e l'Iran (con migliaia di Morti, ma sono importati due pescatori indiani!???). L'Iran ha avuto l'embargo perché disubbidiente e cattivo (esercita la sua sovranità si potrebbe dire). L'Italia si trova scoperta di fornitura di petrolio, la Libia italica non c'è più, e non lo può comprare direttamente dall'Iran, perché essendo una colonia statunitense deve obbedire ai suoi "liberatori". L'Italia fortemente energivora di petrolio chiede all'India di comprarlo per lei. L'India perché dovrebbe fare questo perdendo la faccia internazionale? Allora l'India se lo fa ci vuole guadagnare e chiede all'Italia, se vuoi che faccia questo, allora passarmi la tua "tecnologia nucleare", e l'Italia tituba ed esita a rispondere in quanto nulla si fa in Italia se l'America non vuole. La situazione va in stallo, allora l'India si inventa o fa (non cambia)  il caso "Marò" per sbloccare la situazione. Ma l'Italia con l'indole da coniglio che si ritrova da sempre, continua a titubare. Nei casi i cui si tituba solitamente ci sono i "facility manager" che realizzano azioni per sbloccare situazioni di stallo. Viene gambizzato il dirigente dell'ANSALDO nucleare. Ora sia stata la parte che voleva accelerare la cessione del Know How nucleare all'India o la parte che invece vuole che tale Konw How non venga ceduta in quanto avere energia significa essere autonomi e sovrani, non si comprende, ma se fosse cosi sarà interessante vedere come finisce tutta la storia. Giuseppe Turrisi