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vino, birra e alcolici

09/07/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 6 luglio 2017 ( di redazione )

 

PAOLOBERRETTA.COM

HEALTH, POLITICS

No alcol di notte a Roma: ordinanza in vigore tutti i giorni dal 7 luglio

Ringraziamo la Sindaca di Roma Virginia Raggi per l’ordinanza che finalmente arriva anche quest’anno a regolamentare, pur per soli tre mesi, i comportamenti che è dimostrato ed è esperienza, non solo romana, incidono sulla sicurezza, la quiete e il decoro dei luoghi di aggregazione impattando sul ricorso a servizi e prestazioni sanitari oltre che ad impegnare spesso impropriamente, perché evitabile attraverso una cultura del rispetto da promuovere, delle Forze dell’Ordine.

E’ evidente che i romani si aspettino ora un ordine di servizio rivolto alla Municipale e alle Forze dell’Ordine, coinvolgendo il Comitato per la Sicurezza, per l’incremento dei CONTROLLI che risultano allo stato attuale assolutamente insufficienti (è ovviamente un eufemismo se si va a considerare il numero di effrazioni verbalizzate e sanzionate che sarebbe opportuno rendere pubblici alla collettività per sostanziare lo sforzo e l’attenzione del Comune al di là delle buone ordinanze) e nella sensazione dei cittadini , specie quelli che nei luoghi della “movida” ci vivono, disapplicati e possibilmente disattesi dal mancato effetto deterrente di sanzioni assolutamente inconsistenti (150 – 280 euro sono nulla rispetto al profitto derivante dal mancato rispetto che procura cifre ben più consistenti). Nessun romano ha mai visto un Vigile o un ispettore alla cassa di un supermercato , né mai si sono adottate tecniche già in uso in altre Nazioni, come quelle del “misteri shopping” istituzionale che consente sospensione e chiusura in effrazione manifesta delle norme in particolare in caso di reiterazione.

I controlli dovrebbero essere più rigorosi anche e sopratutto nei confronti di quanti vendono illegalmente le bevande alcoliche prevedendo sanzioni che vadano anche oltre la sanzione amministrativa. Ai giovani, è noto anche alla Sindaca, comprano qualunque bevanda a anche di bassa qualità purché costi poco e questa è la realtà romana che evidentemente non può passare di basso profilo essendo l’emergenza alcol legata sopratutto al mancato rispetto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche ai minori.

Sarebbe interessante far capire ai romani, inoltre, come si procederà a controllare tutti i distributori automatici della Capitale e se si obbligherà tali esercizi a temporizzatore le macchine erogatrici. Estremamente facile verificare che quanto previsto dall’ordinanza è evanescente e non possa andare al di là di una dichiarazione di principio SE non siano stati previsti meccanismi di inibizione specifici.

Sarebbe inoltre utile verificare l’intensificazione della pulizia di tutti i luoghi identificati – e non solo – considerato che i “tappeti” dell’arredo urbano sono prevalentemente costituiti da bottiglie – e non solo – che tutti sono purtroppo abituati a verificare al mattino da Ponte Milvio a Campo dei Fiori, da San Lorenzo a Piazza Bologna.

Ultimo, ma forse più rilevante di tutti una constatazione: ancora una volta non si inserisce il divieto nel Regolamento di Polizia Municipale , come andrebbe fatto, e si limita a tre mesi ciò che dovrebbe essere norma permanente al fine di garantire, come giustamente ribadito, piazze e strade sicure a Roma.

Non ci sono ragioni comunicate che consentano ai cittadini di capire il perché di certe scelte pur nelle prerogative di una Sindaca come Virginia Raggi e non ci sono elementi di giudizio – se non quelli ovvi di una logica delle convenienze che cozza con i buoni principi esposti – che possano favorire i romani nella formazione di un giudizio su una scelta basata su argomentazioni che giustifichino un opzione permanente rispetto ad una, prevedibile, ci permettiamo di segnalare obbligatoria ma poco originale, di temporanea sottrazione della collettività ai rischi derivanti dall’alcol in termini di tutela e di sicurezza.

Rispetto alle esigenze e alla passate ordinanze un passo più convincente avrebbe fatto la differenza rispetto al passato che , rileviamo, avrebbe veramente connotato e distinto come “diversamente attenta” l’amministrazione comunale introducendo la discontinuità e favorendo un più equo bilanciamento rispetto alle dinamiche di prevalenza degli interessi economici rispetto agli interessi di ordine pubblico, sicurezza , non ultimo, salute dei cittadini.

Auspichiamo che ci possano essere altre e più incisive novità che possano trasformarsi in consuetudine permanente e fare cultura più che protezione. E per questo ci vuole ben altro.

Come già dichiarato in altre occasioni la SIA, Società Italiana di Alcologia, porge le sue competenze per cercare di giungere ad una regolamentazione definitiva di ciò che, anno dopo anno, si connota come un esercizio effimero che invece richiederebbe stabilità e costanza.

Emanuele Scafato - Presidente Società Italiana di Alcologia Vice Presidente EUFAS, European Federation of Addiction Societies

 

LA REPUBBLICA

Controlli antidroga sulle strade, mano pesante della polizia. Omicidio stradale, più di un caso al giorno

Campagna straordinaria di controllo sulle condizioni psicofisiche dei conducenti di veicoli. E a 15 mesi dall'entrata in vigore dell'omicidio stradale ci sono stati 25 arresti in flagranza e 410 denunciati a piedi libero

di VINCENZO BORGOMEO

06 luglio 2017 - L'allarme è altissimo: sulla base dei dati della Polizia di Stato e dell’ Arma dei Carabinieri, relativi al primo semestre del 2017, gli incidenti stradali con esito mortale sono aumentati del 4.6% rispetto allo stesso periodo del 2016 (da 695 a 727).

E' con grande attenzione quindi che la Polizia sta lavorando al rafforzamento dei controlli anti droga sulle strade e studia gli effetti del nuovo reato di Omicidio Stradale, introdotto giusto 15 mesi fa. Per questo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ed il Comando Generale della Guardia di Finanza hanno appena sottoscritto un accordo di collaborazione interistituzionale con il Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per potenziare le dotazioni strumentali delle Forze di Polizia per il contrasto dell’incidentalità causata dall’uso di sostanze stupefacenti.

E questo darà ulteriore impulso ad una campagna davvero straordinaria di controlli sulle condizioni psicofisiche dei conducenti di veicoli, avviata a partire dal 2015 in 35 province ed estesa progressivamente in 80. Una campagna realizzata grazie al famoso protocollo operativo basato sulla effettuazione direttamente su strada, di test di screening sulla saliva.

Ed ecco i dati: sono stati sottoposti a controllo con precursori alcoltest 38.936 conducenti, dei quali 2.088 risultati positivi anche alla verifica con etilometro, con un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l.

I conducenti successivamente sottoposti ad esame comportamentale ed al test di screening sulla saliva, per verificare la presenza di sostanze stupefacenti, sono stati 2.753, dei quali 675 risultati positivi ad almeno una sostanza stupefacente.

Sono questi i numeri emersi dal convegno “Gli effetti della legge sull’omicidio stradale a quindici mesi dalla sua entrata in vigore. Il contrasto alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e psicotrope”, realizzato per celebrare il 70° anniversario della fondazione della Polizia Stradale, e tenutosi presso la Scuola Superiore di Polizia, alla presenza del Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli.

Riguardo l'omicidio stradale sappiamo che si è scelto di reprimere più efficacemente comportamenti pericolosi ed irresponsabili, nonché la condotta di chi si mette alla guida ubriaco o dopo aver consumato droghe. I reati rimangono punibili a titolo di colpa.

Dal 25 marzo 2016, data di entrata in vigore della Legge sull’omicidio stradale, al 4 giugno 2017 la Polizia Stradale ha rilevato 843 incidenti mortali e 26.812 incidenti con lesioni; 456 sono stati gli incidenti per i quali si è proceduto per il reato di omicidio stradale e fra questi in 388 casi (pari all’85%) si tratta dell’ipotesi base punita da 2 a 7 anni di reclusione. In 215 casi si è trattato di incidente plurimortale o con lesioni di una o più persone. Invece 817 sono stati gli incidenti per i quali si è proceduto per il reato di lesioni gravi o gravissime e fra questi in 182 casi si è trattato di incidente con lesioni gravi o gravissime di più persone.

Riassumento, ecco come funziona il nuovo delitto di omicidio colposo stradale che contempla ora quattro diverse ipotesi che vengono punite con pene via via più gravi:

• con la reclusione da due a sette anni, chiunque provochi la morte di una persona per violazione del codice della strada;

• con la reclusione da cinque a dieci anni chi uccide una persona a seguito di incidente stradale causato perché guidava ubriaco con un tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 g/l e nelle ipotesi in cui la morte sia la conseguenza di gravi imprudenze commesse dal conducente alla guida di un veicolo a motore: velocità elevata in relazione alla classifi cazione della strada (urbana o extraurbana), attraversamento di incrocio con semaforo rosso, circolazione contromano, inversione del senso di marcia in prossimità di intersezioni, curve o dossi, sorpasso in corrispondenza di attraversamento pedonale o in presenza di linea continua;

• con la reclusione da otto a dodici anni per chi provoca la morte di una persona perché guidava sotto l’eff etto di sostanze stupefacenti o con un tasso alcolemico nel sangue superiore a 1,5 g/l. Alla pena più grave sono sottoposti anche i conducenti professionali di tir, 589 bis morte 590 bis lesioni autobus, taxi, ecc. che guidano in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 g/l;

• l’omicidio stradale con morte di più persone, ovvero di una o più persone e di lesioni a una o più persone, è punito con la pena prevista per la più grave delle violazioni aumentata fi no al triplo, fi no ad un massimo di 18 anni di reclusione. Conseguenze pesantissime sono previste per i responsabili di omicidio stradale che si siano dati alla fuga, si siano posti alla guida privi di patente o con patente sospesa o revocata, o di un veicolo sprovvisto di copertura assicurativa.

Per il delitto di omicidio stradale, inoltre, sono previste conseguenze molto gravi per la patente: è previsto il ritiro immediato della patente e la sospensione cautelare per un tempo che varia in relazione alla gravità della colpa e che nell’ipotesi più grave può arrivare fi no a 10 anni. Con la condanna defi nitiva è prevista la revoca della patente e si dovranno aspettare almeno 5 anni – 30 nel caso di fuga - per poterla conseguire una seconda volta.

Lo stesso schema sanzionatorio è previsto anche per le lesioni stradali. Le novità in questo caso riguardano le lesioni cosiddette gravi e gravissime, provocate a seguito di incidente con violazione delle norme sulla circolazione stradale. Continuano, invece, ad essere disciplinate dalle norme generali sulle lesioni colpose le lesioni lievi e lievissime.

 

CORRIERE DELLA SERA

RAGAZZI E ALCOL: LA FAMIGLIA È DECISIVA. I RISULTATI DI UNA RICERCA NAZIONALE CONDOTTA SU DUEMILA ADOLESCENTI.

Il «gruppo dei pari» può indurre al consumo di alcolici e alle ubriacature Ma per gli adolescenti il rapporto con i genitori è ancora l’argine fondamentale

Aumenta, fortunatamente, l’età del primo contatto con le bevande alcoliche, e nella prima adolescenza la famiglia si conferma un importante elemento di protezione nei confronti degli eccessi.

Sul fronte opposto però, si conferma anche l’effetto di trascinamento del gruppo dei pari nell’indurre gli adolescenti a un consumo incontrollato di alcol. Questi, in estrema sintesi, i primi risultati dell’indagine biennale su Adolescenti e alcool realizzata da Osservatorio permanente giovani e alcol, Associazione laboratorio adolescenza e Società italiana di medicina dell’adolescenza.

Lo studio, arrivato alla sua terza edizione, è stato condotto su un campione nazionale di duemila adolescenti che frequentano la terza media (fascia d’età 12-14 anni).

In questa fascia d’età il rapporto con l’alcol non si è ancora strutturato e quindi si ha ancora la possibilità di intervenire con efficacia, per indurre i giovanissimi a comportamenti e abitudini corrette.

Gli adolescenti italiani, da quanto emerge dalla ricerca, appaiono tutt’altro che “bevitori”: ad avere un consumo più o meno quotidiano, essenzialmente durante i pasti, di bevande alcoliche (nei tre mesi precedenti l’intervista) è risultato essere poco più del 3% del campione considerato.

Le cose cambiano, purtroppo, quando il bere – all’interno del gruppo dei pari – diventa una questione di “look” : si beve perché gli altri lo fanno e chi non lo fa, in qualche modo, si “chiama fuori”.

Molti sono in grado di resistere, ma parecchi altri, in un momento in cui autostima e sicurezza di sé non sono merce che abbonda, si fanno trascinare.

Il dato che ci viene dall’esperienza dell’ubriacatura (il 13,7% del campione ha affermato di aver avuto questa esperienza una sola volta e il 7,1% più volte) è indicativo: più gli amici bevono ed eccedono, più si beve e ci si ubriaca.

A non essere mai “andato oltre” è il 56% degli adolescenti che hanno detto di non avere amici che si ubriacano, mentre tra chi frequenta in maggioranza amici che si ubriacano solo il 3% non ha mai avuto esperienza diretta di eccessi alcolici.

A casa I ragazzi che hanno rapporti familiari critici si ubriacano il doppio rispetto a chi è sereno Con gli amici All’aumentare dell’età, sarà invece il legame col partner a giocare un ruolo importante più facile rifiutare una sigaretta che un chupito»: lo ha detto la maggioranza degli adolescenti nei focus group durante la ricerca su alcol e adolescenti. Le pressioni del gruppo a bere sono più insistenti di quelle a fumare ed è più difficile opporre resistenza. Alessandra Marazzani, psicologa di Laboratorio Adolescenza, spiega: «Bere è un rito collettivo, molto più di quanto lo sia fumare una sigaretta; la percezione dei danni da bevande alcoliche avviene prevalentemente in famiglia, anche solo occasionalmente (e comunque in modo controllato e scevro da connotati trasgressivi), la tendenza a provare l’esperienza dell’ubriacatura risulta nettamente meno frequente. Non si è mai ubriacato l’84% degli adolescenti che ha contatto con bevande alcoliche soprattutto in famiglia contro il 48% di chi si avvicina all’alcol prevalentemente con gli amici.

«Il problema maggiore relativo al consumo di alcol in età adolescenziale — afferma Gabriella Pozzobon, Presidente della Società italiana di medicina dell’adolescenza— è che i ragazzi considerano socialmente accettabile il bere alla loro età e, soprattutto, non pericoloso. Ubriacarsi, per loro, è fonte di evasione e divertimento, senza considerare tutti i gravi effetti che ne derivano e senza rendersi conto che il bere può rappresentare (e spesso rappresenta) un primo passo verso altri comportamenti Qui e ora Tutti gli adolescenti di si dicono convinti che l’alcol fa male, ma il tipo di “male” è circoscritto all’evento singolo. «Se esagero con l’alcol e non lo reggo posso sentirmi male e collassare, ma se so controllarmi non ci sono problemi». Una visione legata al “qui e ora”, senza riflettere sugli effetti nel tempo, un tipico tratto adolescenziale. fumo – frutto di provvidenziali campagne di comunicazione – è più alta della percezione dei danni da alcol. La scelta di fumare o non fumare è riconosciuta come difficilmente influenzabile dalle scelte del gruppo, molto più del bere o non bere (a meno che non si sia noti come astemi). La differenza tra le bevande alcoliche è poi maggiore di quella fra marche di sigarette, il che induce a proporle in alternativa e con maggiore insistenza. a rischio o vere e proprie dipendenze. Ed è a una sempre maggiore informazione, diretta specificatamente ai ragazzi, che la Società italiana di medicina dell’adolescenza e noi “pediatri -adolescentologi” ci stiamo dedicando e continueremo a dedicarci con sempre maggiori energie».

Se adeguarsi al gruppo e divertirsi sono – secondo i diretti interessati e indipendentemente dal loro comportamento individuale – le ragioni più indicate (49%) tra quelle per le quali un adolescente consuma bevande alcoliche, subito dopo troviamo il “dimenticare i problemi” (44,6%).

E le difficoltà, per un adolescente, sono spesso legate al rapporto con la famiglia. Dai dati dell’indagine emerge chiara questa correlazione: la percentuale di ragazzini che dichiara di essersi ubriacato più volte raddoppia passando da chi afferma di avere una vita familiare piacevole e serena (6,1% ) a chi riferisce di avere rapporti con i genitori critici o francamente conflittuali (11,8%).

«Un’esperienza singola di ubriacatura, benché mai apprezzabile, può essere considerata quasi una sorta di tappa obbligata per un adolescente – sostiene Fulvio Scaparro, psicologo e psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza, referente per l’area psicologica di Laboratorio Adolescenza – e può verificarsi anche in contesti familiari assolutamente sereni. Se però ubriacarsi a quattordici anni comincia a non essere un evento isolato allora può essere espressione di un disagio conseguente a rapporti familiari critici. Genitori conflittuali tra loro, che quindi turbano la serenità familiare, o forti carenze affettive percepite dai ragazzi, possono indurre a ricercare altrove e con mezzi impropri, vie di fuga. All’aumentare dell’età, quando cambiano anche i pesi delle relazioni affettive, lo stesso può verificarsi in conseguenza a difficoltà di rapporti tra giovani pantere”.

Maurizio Tucci

 

CUFRAD

LA RISPOSTA DEL SISTEMA IMMUNITARIO ALL’ALCOL

Analisi degli effetti del consumo di alcol sull’attivazione di monociti in circolo.

L’endotossina (o lipopolisaccaride, LPS) è un fattore chiave nella patogenesi del danno epatico indotto da alcol nei modelli murini e umani. Un eccessivo consumo di alcol porta al danneggiamento della permeabilità intestinale e successivo trasferimento di batteri dall’intestino alla circolazione sistemica. Una volta in circolo, LPS può legarsi ai recettori toll-like (TLR) su molti tipi cellulari, solitamente monociti e macrofagi, portando all’attivazione di citochine infiammatorie.

CD163 è un recettore scavenger per il complesso emoglobina-aptoglobina metre la sua forma solubile (sCD163) viene liberata in circolo a seguito dell’attivazione monocitaria. CD14 è anch’esso presente sulla superficie del monocita e agisce come co-recettore di TLR per il riconoscimento dell’LPS batterico. Anche la forma solubile di CD14 (sCD14) si ritrova in circolo dopo l’attivazione monocitaria.

Una recente pubblicazione ha mostrato che l’eccesso di alcol da solo incrementa l’endotossina sierica, influenza la risposta immunitaria e altera l’espressione delle citochine infiammatorie.

Un’altro lavoro ha invece riportato effetti opposti di un abuso di alcol in acuto o in cronico sull’infiammazione monocitaria indotta da LPS. Ad ogni modo, non è noto se LPS e i marker sCD13 e sCD14 siano o meno associati alla quantità di alcol che si assume.

Suthat Liangpunsakul et al. si sono proposti di determinare:

gli effetti del consumo di alcol cronico sui livelli sierici di LPS e sui marker di attivazione dei monociti (sCD14 e sCD163) comparando un gruppo di soggetti che facevano un uso eccessivo di alcol (n=97) con soggetti che non presentavano la stessa dipendenza (51).

se l’uso eccessivo di alcol sensibilizza i monociti alla stimolazione da LPS

la relazione tra l’LPS sierico e sCD14/sCD163 negli uomini con o senza dipendenza da alcol

i livelli di batteri circolanti

il legame tra LPS sierico e i marcatori di attivazione monocitaria e la quantità di alcol assunto durante gli ultimi 30 giorni

i livelli di LPS sierico e marcatori di attivazione dei monociti in risposta ad astinenza da alcol

É emerso così che i soggetti che avevano assunto una grande quantità di alcol nei 30 giorni prima dell’analisi mostravano elevati livelli di LPS, sCD14 e sCD13.

Fonte: Suthat Liangpunsakul et al. Quantity of alcohol drinking positively correlates with serum levels of endotoxin and markers of monocyte activation. Scientific Reports | 7: 4462.

 

ILDESK

Terzigno, travolge auto e scappa: ferite 2 sorelle, preso pirata stradale

Il 41enne accusato di omissione di soccorso e guida sotto l’influenza di alcool. Per le vittime contusioni guaribili in 15 giorni

5 luglio 2017 - Stanotte mentre percorreva via Zabatta in direzione di Trecase alla guida di una monovolume lanciata a velocità sostenuta, effettuando un sorpasso ha impattato lateralmente contro un’utilitaria proveniente dal senso di marcia opposto condotta da una 28enne e con a bordo la sorella 25enne. I carabinieri del radiomobile di Torre Annunziata hanno arrestato per omissione di soccorso e guida sotto l’influenza di alcool un cittadino cinese 41enne residente a Terzigno. L’utilitaria con a bordo le due donne ha terminato la sua corsa contro il muretto di un’abitazione; l’autista del monovolume non ha prestato soccorso alle giovani e ha tentato di far perdere le sue tracce. Dopo una richiesta di intervento al 112, i carabinieri sono velocemente intervenuti riuscendo a rintracciare e bloccare l’uomo in una traversa a circa 500 metri dal luogo dell’incidente: non era andato lontano, avendo forato un pneumatico. Era in evidente stato di ebbrezza, come confermato dall’esame tossicologico che ha restituito il risultato di un tasso alcolemico pari a 1,3 g/l: è stato arrestato e tradotto ai domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo, è stato inoltre contravvenzionato per la mancanza della revisione e dell’assicurazione sul veicolo, sottoposto a sequestro penale. Le due ragazze, visitate dai medici di Boscotrecase, hanno riportato contusioni guaribili in 15 giorni.

 

SULPANARO

81enne guida ubriaco: “Alla mia età faccio quello che mi pare”

La saggezza non è una virtù che si sviluppa automaticamente con l’avanzare dell’età, è l’intelligenza (o il senso civico o il senso di responsabilità) nemmeno. Prova ne è quanto capitato a Carpi, dove i Carabinieri hanno fermato un uomo di 81 anni che non solo si era ubriacato e poi si era messo a guidare, ma ha fatto anche lo sfacciato dicendo ai militari: “Alla mia età faccio quello che voglio”.

L’uomo è stato fermato la sera di martedì in Strada Romana Nord, e aveva un tasso alcolemico alto: 2.02.

Per lui, quindi, denuncia per guida in stato di ebbrezza, ritiro della patente, sequestro dell’auto. Perché neanche a 81 anni si può fare quello che si vuole.

 

LEGGO

Si ubriaca e picchia a morte la figlia di 6 mesi, papà condannato a 15 anni

Ubriaco viene colto da un attacco d'ira e uccide la figlioletta durante il loro primo Natale insieme.

INGHILTERRA - Lee Parker, 33 anni, ha pestato a morte la figlioletta di 6 mesi Aya dopo che la madre di lei era uscita con il suo nuovo compagno. L'uomo, rimasto solo in casa, si sarebbe ubriacato e per motivi non ancora chiari si sarebbe poi violentemente accanito sulla bimba.

Parker e la compagna avevano deciso di separarsi pur continuando a vivere nella stessa casa, così la giovane mamma, la sera della viglilia ha festeggiato con il suo nuovo partner lasciando il papà e la bimba da soli. L'autopsia ha mostrato delle ferite molto gravi, una di addirittura 8 centimetri al cranio e una rottura della mascella, lesioni a cui la piccola non sarebbe mai potuta sopravvivere.

La mamma della piccola si è detta sconvolta, convinta che l'ex adorasse la bambina e dopo averlo considerato un padre fiero e amorevole. L'uomo ha dichiarato di non ricordare bene cosa è accaduto, ha ammesso di aver bevuto diverse bottiglie di alcolici, come riporta anche la stampa locale, e di aver fatto uso di droghe. In aula però ha ammesso le sue colpe dicendo di aver chiamato i soccorsi dopo aver notato che la figlia non respirava. Il giudice lo ha condannato a 15 anni di carcere.

 

ALTRA CRONACA ALCOLICA

 

TORINOTODAY

Si ubriaca e litiga con i bagnanti, poi aggredisce i carabinieri e viene arrestato

 

NEWSBIELLA

Viverone: Notte movimentata tra risse, macchine colpite da sassi e ragazzi ubriachi

 

CRONACAQUI

Il quartiere si ribella agli ubriachi. E loro devastano le auto in sosta

 

TISCIAWEB

Ubriaco minaccia di morte il padre con un coltello

 

GAZZETTA DI REGGIO

Guastalla: ubriaco minaccia la moglie con la pistola, arrestato

 

ANSA

Silvi, alcolista picchia madre e zia e finisce in manette

 

CORRIERE ADRIATICO

Pesaro, ubriaco deruba il capotreno minaccia e assale tutti: arrestato



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