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vino, birra e alcolici

11/07/2017 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 11 luglio 2017 ( di redazione )

ANSA Guida ubriaco, va contro furgone, 2 morti Deceduto anche anziano imprenditore. Automobilista arrestato Sale a due vittime il bilancio dell'incidente stradale provocato sabato sera da un automobilista che, sotto l'effetto dell'alcol, a Calcinelli di Saltara (Pesaro Urbino) non si era fermato ad uno stop andandosi a schiantare contro un furgoncino con una coppia di anziani coniugi a bordo. Oggi è morto Remo Fraticelli, 82 anni, detto Loris, imprenditore nel settore delle carni rimasto gravemente ferito. L'uomo viaggiava accanto alla moglie Adriana, 74 anni, deceduta sul colpo nell'incidente. Fraticelli è morto nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Pesaro, dove era stato ricoverato con un gravissimo trauma cranico.     A centrare in pieno il furgone era stata una Lancia Delta condotta da Enrico Turchi, 30 anni, di Senigallia, che non si era fermato allo stop: il giovane era poi risultato positivo all'alcoltest per un valore superiore ad 1,50 g/l(*), e i carabinieri lo avevano arrestato in flagranza di reato per omicidio stradale.

QUOTIDIANO DI PUGLIA Picchiata dal compagno, muore dopo una notte di agonia: «Non aveva lavato i piatti» BARI - Una morte orribile, dopo una notte intera di agonia, lo scorso 6 luglio. Il fatto è accaduto in un casolare abbandonato in via di Cagno Abbrescia, nel quartiere Japigia alla periferia di Bari, dove la vittima, una ragazza trentenne di nome Anita, viveva con il compagno e alcuni connazionali romeni. Sulla vicenda indagano i Carabinieri di Bari, coordinati dal pm di turno Savina Toscani. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, la mattina del 6 luglio la donna sarebbe stata minacciata di morte dal compagno durante l'ennesimo litigio tra i due per questioni banali riguardanti faccende domestiche. Quella stessa sera l'uomo, ubriaco, approfittando del fatto che in casa non c'era nessuno, l'avrebbe schiaffeggiata con violenza, facendola cadere per terra, così da procurarle un gravissimo trauma cranico. Successivamente, nonostante lei avesse ormai perso conoscenza, l'avrebbe intenzionalmente lasciata in stato di abbandono, riversa per terra, per ore, continuando a bere sostanze alcoliche. (*) Soltanto al rientro di un coinquilino, nella tarda serata di giovedì, è stato chiamato il 118. La donna è stata ricoverata in condizioni disperate all'ospedale Di Venere di Carbonara è sottoposta ad intervento chirurgico ma è morta dopo circa 24 ore di agonia. «Tua figlia merita tutto questo perché non aveva lavato i piatti così come le avevo detto». Avrebbe risposto così alla mamma della vittima il 44enne rumeno Sima Marian, attualmente in carcere a Bari in stato di fermo per l'omicidio volontario della compagna, la 30enne polacca Anita Betata Rzepecka. Lo ha riferito la donna ai carabinieri spiegando anche che le violenze andavano avanti da due anni ma che la giovane non denunciava il compagno per paura. Quando la madre di Anita, la sera dell'aggressione, giunse nel casolare dove i due vivevano trovando la figlia sulla lettiga dell'ambulanza priva di sensi, avrebbe chiesto al 44enne «cosa hai fatto a mia figlia?» e lui le avrebbe risposto ridendo, stando a quanto riferito ai Carabinieri dalla signora, «tua figlia meritava quello che le è accaduto». La madre della vittima ha raccontato agli investigatori degli ultimi due anni di violenze subite dalla figlia, «bastava un ritardo nell'esecuzione delle faccende domestiche per farlo andare su tutte le furie» ha detto, spiegando però «mia figlia non ha mai inteso sporgere alcuna denuncia nei confronti del suo compagno, che frequenta da quando è uscito dalla galera, perché lui anche in mia presenza la minacciava col coltello di morte, qualora lo avesse denunciato».

TORINOSTAR "MAURIZIO NON VOLEVA UCCIDERE" MA IL KILLER UBRIACO NON HA FRENATO La compagna, minacciata e insultata sui social, lo difende. Testimoni sicuri: "Moto investita volontariamente" Rischia di aggravarsi la posizione di Maurizio De Giulio, l'artigiano 50enne di Nichelino che, per vendicarsi di una lite stradale, ha inseguito e travolto due motociclisti. Elisa Ferrero, 27 anni, laureanda in Medicina, di Moncalieri, papà farmacista e madre pediatra, è morta sul colpo, mentre il fidanzato Matteo Penna, 29, ingegnere informatico, è in coma farmacologico al Cto, dove sarà operato nelle prossime ore per ridurre le fratture e le gravissime lesioni riportate nell'impatto contro il guard rail. Nel frattempo le indagini dei carabinieri stanno chiarendo i dettagli di un'atroce e assurdo incidente-omicidio. De Giorgio, che è già stato arrestato sette anni fa, di nuovo ubriaco al volante come lo era domenica, è in stato di fermo con l'accusa di omicidio stradale. Ma se i periti confermeranno le dichiarazioni dei testi, cioè che avrebbe volontariamente investito la Ktm 1000 di Penna, reo di avere colpito il finestrino del suo Ford Transit per una mancata precedenza lungo la Statale 24, all'altezza della rotatoria del Gravio a Condove, potrebbe finire imputato di un reato ben più grave.  "TORNAVAMO DA UN PICNIC" La sua compagna, che era con lui sul furgone con la figlia minorenne nata da un precedente matrimonio, M.L, di origine peruviana, ha però raccontato agli inquirenti un'altra storia. "Quella moto ci ha urtato e Maurizio voleva raggiungerli per prendere il numero di targa, si era rotto lo specchietto…non voleva certo investirli, è stato un incidente, la moto ha frenato di colpo. L'ha tamponata. Di più non so perché stavo scrivendo messaggi sul telefono". I carabinieri controlleranno i tabulati telefonici per verificare se veramente, in quei tragici minuti, nella memoria dello smartphone ci fossero o no tracce di traffico dati. In caso contrario pure lei rischia una denuncia per falsa testimonianza. Il killer sembra invece più consapevole di quanto ha fatto. Secondo i suoi legali di fiduca, ha pianto per ore in preda al rimorso. "L'ho fatta e la pago", ha detto prima di essere avviato agli arresti la notte di domenica. Le famiglie delle vittime sono sconvolte. I genitori di Matteo sono al Cto in preda alla disperazione, anche per la morte di Elisa, prossima al matrimonio con il figlio. Un fratello di Matteo, anni fa, riportò gravissime lesioni in un incidente stradale (in moto fu travolto a Torino da un automobilista che non aveva rispettato una precedenza) e racchiudono in una frase il senso di un dolore senza fine: "Ci ha tolto tutto". "PERCHE' NON LI HAI SALVATI?"  Intanto sui social infuria una polemica crudele e segnata dalla rabbia e dal lutto. Nel mirino c'è la campagna di De Giulio. La notte dell'incidente ha pubblicato sul suo profilo Faceook la foto di due cigni innamorati. La reazione è stata violenta, tra insulti, anche razzisti, maledizioni, minacce, a lei e al suo convivente, e qualche sporadica difesa. "Sei una pè....stanotte hai messo a posto il profilo, hai tolto un paio di post, e messo nuove foto con il top verde...vergognati", scrive una donna. "Perchè non hai preso il volante e non hai salvato i ragazzi? Stavi telefonando...maledetti". E via di seguito. IMPROVVISO RAPTUS OMICIDA  Emergono nuovi particolari raccapriccianti. De Giulio, la donna e la bambina erano andati da amici per un pic-nic in Val Susa e stavano tornando a casa a Nichelino; l'uomo aveva bevuto molto, tanto che il suo tasso alcolico era il doppio, 1,50, di quello consentito dalla legge.(*) Il contatto sarebbe avvenuto durante il sorpasso della Ktm da parte del mini-van che si sarebbe allargato all'improvviso verso sinistra, sfiorando così i centauri. La reazione di Matteo Penna è stata naturale, una manata sul vetro, lato guidatore, una frase tipo "Ma cosa fai?", un gesto di stizza, poi aveva ripreso tranquillamente la strada, senza neanche accelerare troppo. Non si era accorto che quell'uomo era stato colto da un raptus omicida, sennò lo avrebbe facilmente distanziato. Ha schiacciato l'acceleratore, in pochi secondi lo ha raggiunto e, invece di frenare (nessuno dei testimoni ha sentito il rumore della frenata, ma solo il botto dello schianto e sull'asfalto i carabinieri non hanno trovato alcun segno), li ha stritolati, usando l'affilato guard rail metallico come un maglio. ADDIO AD ELISA, VITA STRONCATA PER NIENTE  Questa è la storia così come appare ora. A Moncalieri, nei prossimi giorni, ci sarà il funerale di Elisa. Fra pochi giorni avrebbe dovuto partire per la Svizzera per iniziare la sua specializzazione. Un vita stroncata. Per uno specchio rotto e per una bottiglia di birra trovata vuota tra i rottami del furgone. La famiglia s'è chiusa in un doloroso silenzio. Sta già muovendo i primi passi per seguire l'evolversi della vicenda giudiziaria, nonostante lo choc. Non hanno niente da dire a nessuno, per ora. Ma per loro parlano gli amici della coppia. "De Giulio deve finire in carcere e buttare via la chiave". "E' un assassino senza scrupoli, con precedenti penali legati ad incidenti. Perchè aveva ancora la patente? Lo avevano già sorpreso ubriaco al volante. Di lui resta l'autoritratto sui social. Gli piace Vasco Rossi e gli U2, i libri gialli e i comici, le patatine fritte, quasi tutti i film e nessuno in particolare. Scorrono immagini di vacanze, il 10 luglio 2016 era al mare con la compagna. Sorridente e in infradito. Un anno dopo agli arresti con una accusa gravissima e infamante. Poi cuoricini, fiori baci e abbracci con la giovane peruviana conosciuta nel 2011. Un mondo distante da quello di Matteo ed Elisa. Si sono incrociati per un attimo. E nulla tornerà come prima.

(*) Nota: l’inizio dell’odierna rassegna stampa dimostra, per l’ennesima volta, come il bere sia fattore determinante in gran parte dei più gravi episodi di cronaca nera che flagellano le nostre comunità. Le risposte della politica spaziano dai Comuni che concedono il patrocinio a Feste della Birra, dove si celebra la cultura (dalle nefaste conseguenze) che associa divertimento ed alcol, a quelli che emettono ordinanze a cercare di limitare i consumi. Pare difficile capire l’ovvio: la prima prevenzione è smettere di promuovere. In tanta schizofrenia, si distinguono iniziative lodevoli e virtuose, a celebrare la bellezza del bere analcolico, come, per esempio, quella rappresentata dai due articoli che seguono.

IL GAZZETTINO del 29/06/2017 Quattro cocktail analcolici: ecco l'estate senza lo sballo. Iniziativa promossa dagli studenti delle scuole superiori Monselice (Ferdinando Garavello) Su tutti regna il Moonlime, un mojito decisamente estivo. Ma c'è anche il Bosquito. E ci sono pure il Peach sensation e il Taste of summer: non si tratta di normali aperitivi o di cocktail da sorseggiare durante le calde serate dell'estate monselicense. Le quattro bibite sono infatti rigorosamente analcoliche, e da sabato si potranno trovare in molti locali della cittadina. Con il primo giorno di luglio scatta infatti a Monselice la campagna Happyours, organizzata per sensibilizzare la popolazione e i giovani in particolare sui temi del consumo di alcol. Il progetto, che rientra nel bando comunale “Abbiamo idee brillanti”, è stato portato nelle scuole e i ragazzi hanno inventato i quattro bibitoni analcolici che si potranno gustare nei prossimi giorni. «Ciò che rende ulteriormente speciale l'iniziativa – spiegano i promotori di happyours - è il fatto che i quattro cocktail proposti nella campagna sono il frutto di un percorso laboratoriale realizzato dalle volontarie dell'associazione Melià con il progetto “È bene” all'interno di alcune classi del Duca D'Aosta e del Kennedy». Durante i laboratori i ragazzi sono stati coinvolti in un processo di riflessione sulle abitudini del bere nei diversi contesti giovanili, e sono state messe in luce le motivazioni che li spingono all'utilizzo di alcol. «Ma i laboratori non si sono limitati al confronto e alle parole – fanno sapere dal Municipio monselicense - sono andati oltre, sperimentando soluzioni alternative ai cocktail alcolici degustando e scegliendo, grazie all'insostituibile aiuto di due esperti barman, i quattro cocktail che questa estate troveremo nei bar aderenti alla campagna». Da sabato le bevande si potranno trovare al Bibenda, al Caveau, allo Chignon, alla Diva, al Kairos, alle Stazioni del Gusto, alla Misticanza, all'Osteria Mazzini e allo Stuzzico. «Un'opportunità per rimettere al centro ciò che davvero conta e fa la differenza nell'incontro con gli amici – dicono gli organizzatori del progetto - il gusto di stare insieme e la qualità delle relazioni senza rinunciare ad essere cool».

IL MATTINO DI PADOVA del 29/06/2017 Cool anche senza alcol, i ragazzi scoprono come si fa MONSELICE. Al via la campagna HappyOurs per un’estate cool anche senza alcool: da sabato sarà possibile gustare nei locali di Monselice aderenti all’iniziativa i quattro nuovi cocktail analcolici preparati dai ragazzi delle scuole Duca d’Aosta e J.F. Kennedy all’interno del progetto “È bene” finanziato dal bando comunale “Abbiamo idee frizzanti”. Si tratta di offrire, in aggiunta al percorso informativo contro gli effetti dell’utilizzo dell’alcool che spesso colpisce l’opinione pubblica con le devastanti immagini delle stragi del sabato sera, un’alternativa capace di creare aggregazione nei locali nel segno di un divertimento sano, che sfrutti il gusto di stare insieme e la qualità delle relazioni senza rinunciare ad essere trendy. Sono quattro i cocktail che verranno proposti a partire da sabato grazie alla collaborazione dei locali aderenti (Bibenda, Caveau, Chignon, Diva, Kairos, Le Stazioni del Gusto, Misticanza, Osteria Mazzini e Stuzzico 19.26). I nomi sono originali e accattivanti, pensati per attrarre un pubblico di giovani e adulti: essi sono il Moonlime (mojto analcolico), già sperimentato con successo in anteprima alla festa di fine anno del Kennedy, il Taste of Summer, il Bosquito e il Peach Sensation. I cocktail proposti sono frutto di un percorso laboratoriale che è stato realizzato in due appuntamenti dalle volontarie dell’associazione Melià all’interno di alcune classi del Duca d’Aosta e del Kennedy: in un primo momento i ragazzi sono stati coinvolti in un processo di riflessione sulle abitudini del bere, cercando di capire le motivazioni che li spingono all’uso dell’alcool, per poi sperimentare soluzioni alternative ai cocktail alcolici degustando e scegliendo, aiutati da due esperti barman (Sara Stefanelli di Planet One e Luigi Moressa del Kairos), i cocktail che verranno proposti quest’estate nei bar aderenti alla campagna. (Camilla Bottin)

VVOX Treviso, spese alcoliche vietate nei supermarket La giunta di Giovanni Manildo consegnerà oggi al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica un’ordinanza per vietare il consumo di alcol nelle zone sensibili della città. Come scrive La Tribuna a pagina 16, le zone interessate saranno Sant’Andrea, le riviere, il lungosile Mattei e il quadrante fra via Roma e la stazione ferroviaria. Il documento intende combattere il degrado in queste zone con misure più puntuali di controllo e pattugliamento e disincentivare il consumo di bevande alcoliche nei pressi di supermercati e giardinetti. Ma il punto forse più controverso del pacchetto, è un articolo apposito contro le spese di soli alcolici effettuati nei supermercati. L’ordinanza punta infatti a dare la possibilità ai negozianti e ai cassieri di negare l’acquisto al singolo cliente di solo vino, birra e altri alcolici.

LA STAMPA Asti Ubriaco violenta una donna di 82 anni ad Agliano Terme, arrestato manuela macario agliano terme Un macedone di 32 anni, residente ad Agliano Terme è stato arrestato per violenza sessuale nei confronti di una donna di 82 anni. I carabinieri di Agliano e Canelli lo hanno sorpreso ancora in casa della vittima ad Agliano. L’anziana non ha riportato lesioni.  È stata la badante a chiamare il 112, riuscendo a sfuggire all’uomo che ha tentato di palpeggiarla e di approfittare anche di lei. È riuscita a divincolarsi e a chiudersi in una stanza, dove ha chiamato il 112. L’uomo, ubriaco, è stato arrestato e portato nel carcere di Quarto.  

CORRIERE.IT – Brescia Investe donna incinta e scappa: 23enne positivo all’alcol test Con una Jeep Renegade aveva investito un gruppo di amici milanesi che camminavano verso un parcheggio dopo essere stati ad un festival musicale di Redazione Online E’ risultato positivo al test dell’etilometro il 23enne bergamasco residente a Paratico che sabato notte, in paese, ha travolto un gruppo di persone, tra cui una donna incinta di 33 anni, senza fermarsi a prestare soccorso. La Polizia Stradale di Iseo lo ha rintracciato e arrestato la mattina dopo: è risultato positivo al test dell’etilometro. (*) Con una Jeep Renegade, ha investito un gruppo di amici milanesi che camminavano verso un parcheggio dopo essere stati ad un festival musicale. La donna incinta resta in prognosi riservata all’ospedale di Chiari. Il suo amico, un ragazzo di 28 anni, è ricoverato alla Poliambulanza.

(*) Nota: se era positivo la mattina dopo, chissà l’alcolemia al momento dell’ivestimento quale poteva essere. Ma sicuramente dirà che ha bevuto solo dopo essere tornato a casa…

WINENEWS Il costo in termini di salute che il mondo del vino ha sui suoi professionisti è argomento ancora oggi inspiegabilmente inevaso. Rebecca Hopkins alza il velo e scopre un diffuso bisogno di confronto sul tema, accolto dalla Women of the Vine & Spirits L’influenza (positiva e negativa) che il vino ha sulla salute umana, è un tema oggi ampiamente dibattuto e sviluppato. Con un limite, però: la prospettiva da cui lo si affronta è generalmente quello del consumatore. Rebecca Hopkins, esperta eno-comunicatrice, ha recentemente puntato l’attenzione sul difficile equilibrio che le persone che lavorano nel mondo del vino devono trovare fra la loro salute e la quantità di alcool che ingeriscono quotidianamente: dagli enologi ai venditori, dal marketing all’imprenditoria, tutti mangiano e bevono ogni giorno una quantità e una qualità di alimenti che le persone normalmente si concedono solo una o due volte al mese. Questo ha delle conseguenze sul benessere psico-fisico degli eno-professionisti che nessuno, tranne rare eccezioni, sta affrontando. Reduce dal simposio annuale delle Women of the Vine & Spirits a Napa, Rebecca Hopkins si domanda su Meininger’s Wine Business International (www.meininger.de ) perché, fra tutti i temi interessanti trattati basati su esperienze personali, come il valore che le donne apportano al settore, come riuscire a rompere gli schemi, essere tenaci e gestire il tempo e il conflitto per arrivare al successo, e come superare la gabbia di padri famosi, non si sia affrontata la questione della salute. “Come facciamo - scrive Rebecca Hopkins - ad insegnare alle nuove generazioni che il bicchiere giornaliero raccomandato non equivale a “due bicchieri industriali” e che puoi avere una carriera di successo nell’industria del vino e dei liquori, se proprio coloro che sono considerati “di successo” dimostrano di avere problemi già esistenti o emergenti, o di avere abitudini malsane che potrebbero causare problemi in futuro?”. La preoccupazione da lei esternata ha evidentemente toccato un nervo: molti professionisti del settore le hanno infatti scritto, raccontando di pressioni psicologiche da parte di colleghi, di matrimoni in crisi, di soluzioni trovate o da trovare da soli, anche a costo di lasciare definitivamente il mestiere. Perché giorni e settimane senza sosta passati a mangiare, bere e viaggiare per miglia e miglia non pesano solo sulla salute ma anche sulle relazioni personali: come rifiutare l’ennesimo piatto di uno chef stellato? Come non offrire quella bottiglia preziosa ai clienti rimasti fino alle ore piccole? Come affrontare la legittima richiesta del partner di uscire a cena insieme quando si è appena tornati da una di quelle impegnative maratone enogastronomiche? Perché è questo è ciò che l’ambiente richiede: un incessante pavoneggiarsi (soprattutto dall’avvento dei social) di “cene esotiche, degustazioni verticali di vini, cascate di magnum e facce famose; una serie di immagini fortemente modificate, curate e filtrate che rappresentano una realtà altrimenti irraggiungibili e che mascherano la pressione che subiscono gli addetti al commercio per portare risultati di vendita”. Questi racconti confidati a Rebecca Hopkins hanno spesso però chiesto l’anonimato per la paura di subire ritorsioni sul posto di lavoro: segno che si è ancora lontani dal poter affrontare una conversazione a riguardo con serenità ed onestà, a viso aperto. (*) D’altronde nel mondo del vino, astinenza e sobrietà non sono propriamente valori premianti. Alcuni piccoli passi sono stati fatti: dall’offerta di cibo sano e leggero ai meeting, alle indicazioni di moderazione da parte di alcuni imprenditori illuminati a cui sta a cuore la salute dei propri collaboratori. La stessa presidente delle Women of Vine & Spirits, Deborah Brenner, ha deciso di dedicare una parte della prossima conferenza annuale al tema del wellness e wellbeing. Chissà che quest’accenno di consapevolezza partita dagli Stati Uniti non riesca a superare i suoi confini e incoraggiare al confronto un business ormai globale, ancora evidentemente incapace di fare i conti con i suoi costi in termine di benessere.

(*) Nota: suggerisco a tutti la lettura di questo articolo, veramente interessante e ricco di spunti.

ALTOVICENTINONLINE.IT Schio. Ubriaca alla guida centra tre auto: nei guai una 62enne E’ finita con il ritiro della patente e sanzioni di vario tipo la ‘bravata’ in auto di una 62enne scledense che in preda ai fumi dell’alcol è andata a sbattere con la sua vettura contro tre auto ferme in sosta. Un tasso alcolico di quattro volte superiore al limite consentito è stato riscontrato nel sangue della donna, sottoposta ad alcol test non appena gli agenti si sono resi conto che chi aveva causato quell’incidente presentava i sintomi tipici di chi si è messo al volante dopo aver bevuto troppo.  Alle 22 del 7 luglio una pattuglia del Consorzio Polizia Locale Alto Vicentino di Schio è intervenuta in via Toaldi DI Schio per capire come fosse possibile che un’autovettura avesse urtato ben tre auto vetture in sosta lungo il margine destro della carreggiata. Immediato l’accertamento nei confronti della donna, risultata positiva all’alcol test. Inevitabile il ritiro della patente di guida ai fini della revoca, la decurtazione di 10 punti dalla patente di guida, il sequestro del veicolo ai fini della confisca e varie sanzioni di carattere amministrativo.

REPUBBLICA Nelsan Ellis morto per la sindrome da astinenza da alcol La famiglia ha rivelato i veri motivi del decesso a 39 anni dell'attore di "True Blood": "Era impegnato nel tentativo di disintossicarsi da solo, dopo che vari ricoveri in centri di assistenza non avevano dato i frutti sperati" Nelsan Ellis, l’attore di True Blood deceduto sabato scorso a 39 anni per un arresto cardiaco, al quarto giorno di ricovero nel Woodhull Hospital di Brooklyn, è morto per le conseguenze della sindrome da astinenza da alcol. Lo ha rivelato la famiglia della star della serie HBO in un comunicato diffuso dalla manager dell’attore, Emily Gerson Saines. «Erano anni che Nelsan soffriva di dipendenza da alcol e droga, e dopo molti tentativi di riabilitazione in centri specializzati stava tentando di disintossicarsi con le proprie forze», ha raccontato la Saines. «Il padre mi ha rivelato che durante questo tentativo ha avuto un’infezione al sangue che ha compromesso il funzionamento dei reni e il cuore non ha retto al crollo dei valori della pressione sanguigna».   Nelsan Ellis aveva recitato in Un maggiordomo alla Casa Bianca, Il solista, La storia di James Brown e nella serie tv della Cbs Elementary. Con il personaggio del cuoco Lafayette Reynolds aveva recitato nella serie HBO True Blood fino all’ultima serie realizzata nel 2014. Lascia un figlio, Breon, e sette fratelli.

GAZZETTA DI MANTOVA In quindici per una spedizione punitiva contro un ubriaco a Cerese. L'episodio sotto gli occhi di decine di testimoni Linciaggio sventato da due carabinieri di Giancarlo Oliani Quindici contro uno: lo avrebbero fatto a pezzi. Ma per sua fortuna l'ondata di aggressori è stata bloccata da due coraggiosi carabinieri ai quali si sono aggiunti, in un secondo momento, numerose altre pattuglie anche della Polizia. Tutto è accaduto sabato sera, poco prima delle ventitré, in via Fratelli Cervi a Cerese di Borgo Virgilio, di fronte a decine di testimoni. Un tentativo di linciaggio sul quale ora si sta indagando per cercare di scoprirne cosa può averlo provocato. Le conseguenze, lo ripetiamo, potevano essere drammatiche. Sono da poco passate le 22.30. Via Fratelli Cervi, la strada principale che attraversa il paese, è particolarmente affollata. Ma c'è un qualcuno che disturba e molesta i passanti. È un marocchino di trent'anni. Completamente alterato per aver bevuto e forse anche assunto stupefacenti, si aggira tra la gente insultando e minacciando. Qualcuno si stanca e chiama i carabinieri che arrivano velocemente sul posto. All'arrivo dei militari l'uomo anziché spegnersi si riaccende tra urla e gesti scomposti. I militari lo bloccano ma lui si getta a terra. Anche in quella posizione reagisce ai carabinieri. Ed ecco che improvvisamente cinque auto inchiodano a poca distanza. Le portiere si spalancano e scendono una quindicina di persone. Sono tutti pakistani che, senza indugio corrono verso l'uomo ubriaco. Ce l'hanno con lui. Non si fermano nemmeno davanti ai carabinieri che, con grande coraggio, bloccano il primo assalto. Al marocchino qualche calcio arriva ma per fortuna uno dei militari riesce a chiamare rinforzi. Tutto questo sotto gli occhi di decine di testimoni. In breve sul posto accorrono anche le pattuglie della polizia. I pakistani cominciano a disperdersi ma qualcuno viene bloccato e identificato. Nel frattempo anche il marocchino viene messo in condizioni di non muoversi e portato in caserma. Cosa può aver scatenato la furia dei pakistani nei suoi confronti non è possibile stabilirlo con precisione, ma è molto probabile che abbia pronunciato parole offensive all'indirizzo di qualche donna appartenente a quell'etnia. A stabilirlo saranno comunque le indagini. Inutile dire che per un'oltre un'ora la gente di Cerese ha convissuto con la paura che qualcosa di grave potesse succedere.

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