» European Consumers membro del C.R.U.C. (Comitato Regionale Utenti e Consumatori), decreto n. T0421

European Consumers
CHI SIAMO | MISSION | INFO | LE ASSOCIAZIONI | LINK | FAQ  
AREE TEMATICHE
martedý 22 maggio 2018 - 14:34
GOOGLE
vino, birra e alcolici

08/05/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 7 maggio 2018 ( di redazione )

CASTEDDUONLINE Le urla di un bimbo undicenne allertano la Polizia: arrestato per violenza sulla compagna L'inquietante episodio a Nuoro. Giunti sul posto, gli agenti di polizia hanno udito ancora le grida di aiuto provenienti dal primo piano di una palazzina e, dopo essere entrati nell’appartamento, hanno constatato la presenza della donna e di tre bambini della coppia in lacrime, mentre l’uomo se ne stava in disparte, in evidente stato di alterazione per abuso di sostanze alcoliche Nel weekend scorso gli agenti della Squadra Volanti della Questura di Nuoro hanno tratto in arresto un cinquantatreenne nuorese F.M., per il reato di maltrattamenti in famiglia contro la convivente. I poliziotti sono intervenuti presso l’appartamento della famiglia, nel centro di Nuoro, su segnalazione di un anonimo che ha chiesto aiuto alla Polizia, allarmato dalle urla del figlio undicenne della donna. Giunti sul posto, gli agenti di polizia hanno udito ancora le grida di aiuto provenienti dal primo piano di una palazzina e, dopo essere entrati nell’appartamento, hanno constatato la presenza della donna e di tre bambini della coppia in lacrime, mentre l’uomo se ne stava in disparte, in evidente stato di alterazione per abuso di sostanze alcoliche. Trasportata all’ospedale di Nuoro, la donna ha riportato varie contusioni ed escoriazioni mentre i suoi bambini, tranquillizzati dagli operatori, sono stati momentaneamente affidati ad una amica della donna. L’uomo è stato tratto in arresto e ristretto presso le celle di sicurezza della Questura di Nuoro a disposizione dell’A.G.. Nella mattina odierna l’arresto è stato convalidato dal GIP, che ha disposto la misura dell’allontanamento dalla casa familiare. Anche per prevenire tali episodi di violenza familiare diventa sempre più indispensabile proseguire la campagna di sensibilizzazione “Questo non è amore”, dove la Polizia di Stato mette in campo le sue migliori competenze e risorse specialistiche per essere sempre più vicino alle persone più deboli ed indifese.

HUMANITASALUTE.IT Alcol, un consumo elevato da adolescenti è collegato alla cirrosi epatica Dott. Roberto Ceriani Responsabile Day Hospital epatologico ed Epatologia interventistica di Humanitas Un nuovo studio ha scoperto che gli uomini che hanno bevuto alcol nella tarda adolescenza sono più suscettibili allo sviluppo di malattie del fegato. Le attuali linee guida internazionali sul bere in sicurezza sono troppo permissive e ottimistiche? Ne parliamo con il dottor Roberto Ceriani, epatologo di Humanitas. Le ricerche dell’ospedale universitario Karolinska di Stoccolma I ricercatori che lavorano presso il centro per le malattie dell’apparato digerente della divisione di epatologia nell’ospedale universitario Karolinska di Stoccolma, in Svezia, hanno condotto uno studio retrospettivo su larga scala per studiare come il consumo di alcol durante l’adolescenza possa influenzare la salute di una persona nella sua vita adulta. Analizzando i dati, i ricercatori hanno notato alcuni preoccupanti collegamenti tra il consumo di alcol negli uomini e l’insorgenza di patologie del fegato dopo la mezza età. Secondo Hannes Hagström, lo studio dimostra che quanto si beve in tarda adolescenza si sviluppa un rischio maggiore di sviluppare la cirrosi epatica. L’alcol come fattore di rischio importante Il consumo di alcol in generale è noto per essere un importante fattore di rischio per le malattie del fegato, così come per le patologie cardiache e alcuni tipi di tumore. Attualmente, negli Stati Uniti, il limite raccomandato per l’uso di alcol non è più di due bicchieri al giorno per gli uomini e un “drink” al giorno per le donne (per un “drink” si intende circa 0,6 once o 14 grammi di alcol puro). Secondo il nuovo studio, pubblicato sul Journal of Hepatology, queste raccomandazioni potrebbero dover essere modificate, poiché l’alcol sembra influenzare la salute degli uomini più fortemente di quanto si credesse in precedenza. Lo studio di Hagström e del gruppo è stato retrospettivo: incentrato principalmente sul legame tra il consumo di alcol in tarda adolescenza e gli esiti di salute nell’età adulta, in particolare il rischio di malattie del fegato, ha analizzato i dati provenienti da uno studio sulla popolazione nazionale condotto tra il 1969 e il 1970, prendendo in considerazione tutti gli uomini svedesi reclutati per il servizio militare. La ricerca ha raccolto i dati di oltre 49 mila uomini di età compresa tra i 18 e i 20 anni. Ciò ha permesso ai ricercatori di rintracciare tutti i partecipanti a cui era stata diagnosticata una grave malattia del fegato entro la fine del 2009. È stato scoperto che i giovani uomini che sembravano aver assecondato il consumo di alcol nella tarda adolescenza avevano un elevato rischio di sviluppare gravi patologie epatiche in età avanzata. Dopo un periodo di follow-up di 39 anni, un totale di 383 uomini aveva sviluppato una delle seguenti condizioni: cirrosi, che è caratterizzata da un progressivo deterioramento del fegato, che porta a un’alterata circolazione del sangue in questo organo; malattia epatica scompensata, che può insorgere come complicanza della cirrosi e può includere carcinoma epatocellulare: ascite (o eccesso di accumulo di liquido nella cavità addominale); varici esofagee; sindrome epatorenale (deterioramento della funzionalità renale) ed encefalopatia epatica (il deterioramento di funzione cerebrale associata a grave malattia del fegato); insufficienza epatica. “Già in passato, agli inizi degli anni ’90, in Italia, alcuni ricercatori presero in esame la prevalenza delle malattie epatiche croniche di fegato in una coorte di 7000 persone arruolate in 2 comuni del nord Italia: Campogagliano (MO) e Cormons (GO) – ha aggiunto Ceriani -. Il progetto che prendeva il nome di Dyonisos, poi Dionysos1, dimostrò allora che il sovrappeso e l’obesità portavano più facilmente dell’alcool alla steatosi epatica (sovraccarico di sostanze grasse nel fegato) e allora si documentò che il danno epatico si aveva per un consumo superiore di 30 g al giorno corrispondenti alle 3 unità, ovvero 3 bicchieri di vino o 3 lattine di birra o 3 piccoli superalcolici”. Le quantità nel mirino degli scienziati Secondo i ricercatori, il rischio di sviluppare malattie del fegato dipendeva dalla quantità di alcol che gli uomini avevano consumato. Quindi, due bicchieri al giorno (circa 20 grammi) erano associati a un più alto rischio di malattia epatica. Altre bevande erano legate a un rischio ancora più evidente. Inoltre gli scienziati hanno riscontrato un alto rischio di esiti negativi per la salute anche per un consumo di alcol basso, di circa 6 grammi al giorno. Alla luce di ciò è importante anche per gli uomini rivedere le proprie abitudini alimentari, riducendo il consumo di alcol al minimo, poiché questa è sempre la migliore politica di prevenzione. “Lo studio suggerisce come il rischio di sviluppare malattia epatica in età avanzata, dipenda dal consumo di alcol in giovane età e che sia probabile che l’aumentato rischio dipenda da una esposizione più prolungata rispetto a quanto si inizia a bere più tardi nella vita – ha commentato lo specialista -. Pertanto, è possibile che i livelli raccomandati in passato, per un’assunzione sicura di alcol debbano essere rivisti e questo avrà chiare implicazioni per i processi decisionali sulla salute. Vorrei ricordare però, che nonostante questo, ci sono persone che bevono quotidianamente anche discrete quantità di alcolici senza dimostrare segni evidenti di malattia epatica poiché è probabile che esistano fattori genetici ed ambientali che permettano al fegato di non ammalarsi”.

AMALFI NOTIZIE Salerno: ubriaco alla guida si lancia con l’auto in un locale. Dieci feriti E’ stata sfiorata la tragedia sabato notte a Salerno quando un uomo si è lanciato con la sua auto all’interno di un noto locale della movida Salernitana in via Generale Clark provocando dieci feriti. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, l’uomo, originario del Napoletano, si è presentato all’ingresso del locale ubriacoe chiedendo con insistenza ai bodyguards di entrare nel locale per incontrare i suoi amici. Dopo essere stato respinto più volte dalla sicurezza alla fine è riuscito ad entrare in un momento di distrazione di questi ultimi. Una volta entrato, l’uomo ha iniziato ad urlare ed importunare i presenti. Per allontanarlo dal locale sono dovuti intervenire non solo i bodyguards ma anche la polizia che ha cercato di calmarlo e di farlo allontanare dalla discoteca. Dal canto suo l’uomo ha lamentato agli agenti di essere stato ferito al volto dagli addetti alla sicurezza e di aver riportato dei problemi ad una protesi dentaria. In seguito l’uomo è salito a bordo della sua auto e, in preda ad un raptus di follia e all’alcool, si si è diretto contro le vetrate del locale sfondandole e travolgendo le persone che si trovavano all’ingresso. Inevitabili di momenti di paura tra la folla alla vista anche dei dieci feriti che sono stati prontamente trasportati dai sanitari del 118 all’azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona”. Delle dieci persone in quattro hanno riportato ferite gravi ma non sono in pericolo di vita. L’uomo invece è stato nuovamente fermato e denunciato all’autorità giudiziaria.

GRAVIDANZAONLINE.IT “L’alcol in gravidanza aumenta il rischio di alcolismo nel nascituro” Tra i primi accorgimenti suggeriti ad una donna che scopre di essere incinta c’è l’eliminazione del consumo di bevande alcoliche, che possono influire negativamente sulla salute del feto. Diversi studi hanno confermato la correlazione tra l’alcol assunto dalla madre durante le settimane di gestazione e alcuni disturbi che possono interessare il nascituro. Una ricerca realizzata dalla Facoltà di Bioscienze dell’Università di Teramo in collaborazione con l’Università di Cordoba in Argentina ha evidenziato inoltre come il consumo di alcol possa aumentare la predisposizione dei nascituri a soffrire di ansia. E non solo: aumenterebbe infatti anche il rischio di sviluppare forme di alcolismo durante l’adolescenza. La ricerca è stata pubblicata dalla rivista Progress in Neuro Psychopharmacologyand biological psychiatry e coordinata da Claudio D’Addario, docente di Biologia molecolare dell’Università di Teramo. D’Addario ha spiegato, come riporta il sito dell’Università: Secondo studi recenti il 75% delle donne incinte consuma alcol almeno una volta durante la gravidanza. È noto che l’esposizione prenatale all’etanolo è associata a difetti alla nascita e studi epidemiologici hanno dimostrato che anche un’assunzione moderata di alcool in gravidanza può promuovere i disturbi dell’alcol nei figli. Il nostro studio dimostra che l’esposizione prenatale all’alcol in animali da esperimento induce nella progenie un fenotipo ansioso che potrebbe indurre i soggetti a essere più predisposti a sviluppare alcolismo già in età adolescenziale. L’esperimento condotto dal gruppo di ricerca, spiega ancora D’Addario, mostra la correlazione tra l’assunzione di alcol durante la gravidanza e l’insorgenza di disturbi nei bambini. Poiché le alterazioni fenotipiche sono associate a variazioni precoci della regolazione di alcuni geni i risultati scientifici di questo studio saranno utili anche a diagnosticare precocemente una possibile predisposizione all’alcolismo, e quindi a trovare una cura preventiva con metodi non necessariamente farmacologici. Si tratta dunque di un’ulteriore conferma rispetto alla pericolosità dell’assunzione di bevande alcoliche nel corso della gestazione. A mettere in guardia rispetto alle possibili conseguenze sulla salute del bambino è lo stesso Ministero della Salute, che ha stilato un elenco delle criticità legate all’alcol in gravidanza: ·         Consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio di danni alla salute del bambino ·         durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto ·         il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione ·         l’alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre ·         il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione ·         l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza ·         se si pianifica una gravidanza è opportuno non bere alcolici e si è già in gravidanza è opportuno interromperne l’assunzione sino alla nascita ·         è opportuno non consumare bevande alcoliche durante l’allattamento ·         i danni causati dall’esposizione prenatale dall’alcol, e conseguentemente manifestati nel bambino, sono irreversibili e non curabili ·         si possono prevenire i danni e i difetti al bambino causati dal consumo di alcol in gravidanza evitando di consumare bevande alcoliche

IL CITTADINO Camionista ubriaco semina il panico a San Giuliano Il mezzo pesante abbatta un muro di cinta e finisce contro le auto in sosta Un camionista ha seminato il panico sabato mattina a San Giuliano. Il conducente, in preda ai fumi dell’alcol, ha perso il controllo del tir ed è finito contro le auto in sosta, dopo aver abbattuto un muro di cinta nella zona industriale di Sesto Ulteriano. L’uomo, un lituano di 55 anni, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, mentre il mezzo pesante è stato posto sotto sequestro dalla polizia locale di San Giuliano che è intervenuta per eseguire i rilievi di rito nelle prime ore della mattinata di sabato. Sottoposto all’etilometro, il camionista lituano è risultato in stato di ebbrezza con livelli di alcol nel sangue pari 2,64 grammi per litro, quattro volte più del limite consentito. Gli è stata conseguentemente sospesa la patente. L’autoarticolato, che trasportava 12 tonnellate di latte in polvere, è stato rimosso a dal soccorso stradale. Il serbatoio del tir, invece, nell’impatto con le auto parcheggiate si è rotto completamente e il gasolio è fuoriuscito inondando l’asfalto e confluendo nelle fognature di fronte al parcheggio tra via Settembrini e via Manara.

LA NUOVA SARDEGNA Alla guida ubriaco forza il blocco giovane finisce in manette OLIENA. Al volante ubriaco, per evitare di essere sorpreso dai militari ha forzato un posto di blocco e una volta fermato dopo un breve inseguimento si è opposto ai controlli aggredendo i militari. Un giovane di Oliena è così finito in manette per resistenza a pubblico ufficiale. Non solo, l’intensa attività messa in atto dal comando provinciale dei carabinieri di Nuoro nel centro barbaricino, che ha visto l’organizzazione di numerosi controlli, oltre 3mila dai primi mesi dell’anno ad oggi, ha portato a identificare 4mila persone e controllare 2.900 veicoli; per 270 automobilisti sono scattate contravvenzioni per inosservanza del codice della strada, in alcuni casi di natura penale. I carabinieri hanno anche segnalato all’Ag 10 persone per detenzione illegale di armi, di oggetti atti ad offendere, di stupefacenti o per guida in stato di ebrezza alcolica. Diverse anche le attività commerciali e gli esercizi pubblici controllati: a tre di questi è stata applicata una sanzione amministrativa di 400 euro per inosservanza delle prescrizioni in materia di divieto di fumo nei locali pubblici.

GAZZETTA DI REGGIO «Tanti minorenni ubriachi al concerto del loro idolo Sfera Ebbasta» Rubiera: la denuncia di una mamma per la serata al Patio. Gli organizzatori: «Controlliamo, ma l’alcol se lo passano e lo portano da fuori» di Miriam Figliuolo RUBIERA. «Ragazzi ubriachi ovunque, una ragazzina di 13 anni recuperata dalla mamma e finita in ospedale, 2 ragazzi finiti in ambulanza nell’area del parcheggio. Giravano canne e alcol in ogni angolo e a ogni tavolo ceste con bottiglie di vodka e prosecco... poi il classico spray al peperoncino in pista prima dell’inizio del concerto. Ma i controlli che avevano garantito?». A denunciarlo è una mamma (di cui non facciamo il nome per tutelare i figli minorenni), che sabato sera ha partecipato con la figlia 12enne al concerto di Sfera Ebbasta, rapper italiano molto in voga tra i teenagers, che si è svolto nella discoteca “Il Patio”. Il concerto è stato organizzato dalla Yago srl che per l’occasione ha preso in affitto il locale gestito da Davide Rossi. Hanno partecipato centinaia di giovani e giovanissimi. L’ingresso è stato aperto anche ai minori di 16 anni (età al di sotto della quale non è consentito l’accesso in discoteca), ma con l’obbligo dell’accompagnamento da parte di un genitore. Da precisare che nessun episodio anomalo è stato registrato dalle forze dell’ordine e il concerto si è svolto regolarmente. Sentiti a stretto giro sia Yago srl sia Rossi smentiscono nel modo più categorico che siano intervenute ambulanze, dentro e fuori dal locale («C’erano sei parcheggiatori e nessuno ha registrato l’intervento del 118», precisa Rossi), e che siano stati serviti alcolici ai minori. Ma un problema nell’uso smodato di alcol tra i giovanissimi, in queste occasioni, sono i primi a registrarlo. «Vi racconto quanto successo – dice la mamma preoccupata – perché mi sembra giusto che gli altri genitori sappiano la situazione in cui i ragazzi si trovano quando escono per andare a ballare. Io sono rimasta tutta la sera con mia figlia. L’ingresso ai più piccoli sarebbe dovuto avvenire solo in presenza di un adulto, ma i genitori erano meno di una decina. Mi avevano garantito che all’ingresso avrebbero messo braccialetti di colore diverso a minorenni e maggiorenni, ma così non è stato. Il bilancio è stato tragico. Ho quarant’anni e so come vanno queste cose. So che i maggiorenni passano l’alcol agli amici più piccoli e che circolano anche documenti falsi per guadagnare l’ingresso senza mamma o papà. Ma i controlli? Nessuno fa nulla?». «La serata non l’ho organizzata io – replica Rossi – ma ero ugualmente presente per accertarmi che tutto andasse bene. Ed è stato così. Non ci sono stati problemi. I minori dovevano essere accompagnati dai genitori. E chi arrivava con il “figlio di amici” doveva esibire la delega. Siamo stati intransigenti. L’alcol? Il problema vero è che i ragazzi, purtroppo, lo portano da fuori e, se non riescono a farlo passare, lo bevono all’esterno. All’ingresso facciamo aprire le borse e spesso ci troviamo le bottiglie. Ai tavoli? Se ci sono minori l’alcol non arriva». In merito ai controlli: «Ci sono sempre. Eccome! – spiegano il gestore e la società organizzatrice del concerto – Sia all’ingresso e sia per la vendita di alcolici all’interno. Chiediamo sempre il documento e, se non c’è o anche in caso di dubbio, l’alcol non viene dato. Su questo la legge ci impone rigore. Poi però non riusciamo a impedire sempre che un maggiorenne passi l’alcolico a un minorenne». «Porto avanti la mia attività ormai da 40 anni e non è mai successo niente – prosegue Rossi – Questo vorrà pure dire qualcosa, no? Facciamo sempre il massimo perché la sicurezza sia al primo posto».

QUI NEWS FIRENZE Ubriaca prende a pugni 118 e carabinieri La donna ha rotto due vetrate di un condominio in via Erbosa e ha aggredito alcuni residenti. Poi si è accanita contro sanitari e militari. Denunciata FIRENZE — Prima ha rotto la vetrata di un condominio in via Erbosa e ha minacciato di morte alcuni residenti nell'androne del palazzo, poi si è scagliata con calci e pugni contro i sanitari del 118 e i carabinieri intervenuti per calmarla. Così la notte agitata di una donna fiorentina di 47 anni, pregiudicata, denunciata per danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale dal Nucleo Radiomobile. La donna, sotto l'effetto dell'alcol, ha colpito con un pugno al volto un soccorritore e poi ha tirato calci ai militari. Successivamente, è stata trasportata all'ospedale Santa Maria Annunziata per gli accertamenti ed è risultata sotto l’effetto di sostanze alcoliche con un tasso alcolemico pari a 2,35 g/l.

WINENEWS Grandi aziende e piccoli artigiani, lo stato dell’arte del vino italiano, le quotazioni stellari nelle Langhe, la politica: a WineNews parla “le roi” Angelo Gaja (*) La complementarietà delle grandi aziende del vino e dei tanti piccoli artigiani, un settore italiano in salute ma che deve guardarsi dalla concorrenza, anche del Nuovo Mondo, le quotazioni dei vigneti di Langa alle stelle da leggere come un segnale positivo, un basso voto alla politica “applicata” ad agricoltura e vino: c’è tutto questo nei pensieri e nelle parole di Angelo Gaja, uno dei produttori italiani più ammirati nel mondo, con i suoi vini della cantina di Barbaresco, ma anche grazie alle bottiglie prodotte in due cantine in altri grandi territorio del vino italiano, come Cà Marcanda, a Bolgheri, e Pieve Santa Restituta, a Montalcino, non prima però di aver ricordato che “il vino è ambasciatore di sogni, di progetti, di passione e di idee, e che la mia è una famiglia di artigiani del vino a Barbaresco, Montalcino e Bolgheri, con coerenza artigiani”, e il suo orgoglio di padre “per tre figli (Gaia, Rossana e Giovanni, ndr) che lavorano in azienda, e che hanno il futuro di fronte”. Che, a WineNews, riflettendo sulla “dicotomia” sempre più accentuata nel mondo del vino italiano, che vede le grandi cantine crescere, mettendo insieme qualità e quantità, con qualche perla nella loro offerta, e i piccoli veri artigiani emergere grazie alla particolarità e alla qualità dei loro vini, ha detto: “le grandi aziende sono importanti, perchè aprono i mercati e sono in grado di avere una presenza significativa nell’export, che è indispensabile. Se penso al ruolo degli artigiani, dico che su 30.000 cantine che abbiamo in Italia, più di 20.000 sono medio piccole, con fatturati che spesso non superano il milione di euro, e che non danno lavoro a più di 4-5 dipendenti. L’importanza di queste aziende è trascurata, e per di più sono caricate e “bastonate” dalla burocrazia. Dobbiamo liberarle da questo peso, perchè hanno una funzione complementare alle grandi aziende, che è molto importante. Se si pensa di voler far crescere il vino italiano, diventa importantissimo aiutare a decollare le Pmi, che sono capaci di accogliere sul territorio, e sono in grado di pensare in maniera diversa, ed il mercato del vino ne ha bisogno. Pensiamo al passato, quando Ferruccio Biondi Santi pensava di poter fare un grande Chianti con il Sangiovese, quando tutti dicevano che era impossibile, o Mario Incisa della Rocchetta che fece lo stesso con il Cabernet Sauvignon a Bolgheri (dando vita al Sassicaia, ndr), o a quanto fatto da Valentini in Abruzzo. Oggi ce ne sono molti di soggetti piccoli che danno degli esempi da seguire, di cui c’è bisogno per l’agricoltura e per il vino”. Nel complesso, però, il vino italiano appare in salute, anche all’export, dove però, forse, il successo del Prosecco “maschera” qualche difficoltà maggiore in alcuni territori. “Il settore non sta male - dice Gaja - ma dobbiamo attenderci la competizione, che arriva specialmente dai Paesi del “Nuovo Mondo”, sempre più anche esportatori di vino, che sanno fare marketing. Non sono pessimista per il futuro, ma dobbiamo rimboccarci sempre le maniche e lavorare sodo per mantenere le nostre posizioni. Poi, dobbiamo capire che è una nuova epoca. In Italia il 55% del vino è controllato dalle cantine sociali, nate in passato perchè dovevano fornire un vino che era considerato bevanda alimentare, e proteggere della aree viticole, non lasciando che i produttori d’uva cadessero nelle mani dei commercianti. Questa funzione l’hanno svolta, e molto bene, ma oggi si deve capire che il vino non è più bevanda alimentare, ma bevanda di lusso, e quindi si deve fare un marketing diverso dal passato, aggredire i mercati esteri nel modo adeguato, e ne abbiamo tutte le possibilità. Avere oltre 30.000 cantine che operano nel settore, anche con progetti e visioni diverse, è una fortuna, una ricchezza, e un patrimonio che dobbiamo mettere a frutto, e su questo dobbiamo lavorare”. Da “langarolo doc”, Gaja dice la sua anche sulle quotazioni stellari raggiunte dai vigneti per Barbaresco e, soprattutto, di Barolo, con ettari, nei migliori cru, che valgono oltre 1,5 milioni di euro, e con il caso clamoroso dell’ultimo mezzo ettaro di Cerequio, passato di mano per 2 milioni di euro “A me stupisce il fatto che nelle Langhe questi investitori siano arrivati solo adesso. È una terra magica, ricca di cultura, tradizione, storia, percepita dal mercato come territorio di vini unici e di alta qualità. Non capisco perchè a Montalcino questi investitori sono arrivati già 30 anni fa e da noi solo adesso, ma non dobbiamo spaventarci. Anzi, sono ancora pochi al momento. È vero che non è facile acquisire proprietà in Langa, anche perchè chi possiede i vigneti ha un’affezione particolare. Non sono solo ex mezzadri che non hanno più figli che si prendano cura dell’azienda: molte realtà sono in mano a persone che ci hanno messo il cuore, e che vedono nella terra ha un valore che ti può aiutare in qualsiasi momento, anche se arrivassero delle grosse crisi, e sono remittenti a vendere. Ma credo che tutto questo significhi semplicemente che sta aumentando la considerazione dei vini italiani e dei vini delle Langhe, e questo si riflette anche nelle quotazioni dei terreni”. Qualcuno, però, obietta che si stia passando da una logica di investimento legata ad un’economia reale, ad una logica di tipo più finanziario. “Può essere, ma in fin dei conti quotazioni così si sono già raggiunte in Borgogna, a Bordeaux, a Montalcino, e anche in Napa Valley. Ci sono diverse aree in cui i valori fondiari dei vigneti sono saliti molto, non è una sorpresa e non dobbiamo essere preoccupati. Le Langhe poi hanno una grande ricchezza, che sta nel fatto che, al di là di Barolo e Barbaresco, ad un’altezza tra 500 ed 800 metri c’è una vastità di terre idonee alla viticoltura, che noi chiamiamo “terre bianche”, che si prestano a produrre vini di grande qualità, bianchi, rossi e bollicine, ed è una zona vastissima. Dobbiamo essere in grado di valorizzare questa ricchezza”. Immancabile, in chiusura, un pensiero, un voto sulla politica del vino, anche alla luce di tante situazioni sospese, dall’Ocm di oggi, pensando anche ai pasticci del recente passato, o ad un Testo Unico del Vino che ancora, dopo oltre un anno dalla sua approvazione, aspetta ancora molti ed importanti decreti attuativi. “Il voto alla politica - dice Gaja - è basso. Inoltre, l’assistenzialismo di cui l’agricoltura e il vino hanno sempre goduto, in Italia, non ha aiutato la crescita, e molte volte ha permesso ad imprenditori incapaci di stare sul mercato. Secondo me saremmo potuti crescere di più, agendo in modo diverso- Una cosa è l’assistenza, offerta di tanto in tanto. Ma l’assistenzialismo garantito con continuità, non fa bene all’agricoltura e al vino”. Parola di Angelo Gaja.

(*) Nota: ho scelto di inserire questo articolo in rassegna perché Angelo Gaja fa molte riflessioni interessanti. In particolare un paio: quella sul vino che non è più da considerare un alimento e, in fondo, quella sull’assistenzialismo garantito con continuità dalla politica italiana al mondo del vino.

All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti. Europeanconsumers non vuole mettere alla gogna nessuno, pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrÓ farlo semplicemente mandando una mail a info@europeanconsumers.it indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione.