|
||||||||||||
|
ALTRE AREE
Necessario Aggiornare Flash Player
( scaricalo ora ) |
vino, birra e alcolici 31/01/2010 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 29 gennaio 2010 ( di redazione )
INIZIAMO LA RASSEGNA CON UNA INTERESSANTE INTERVISTA CHE CI DOVREBBE FAR RIFLETTERE …
LA NAZIONE "L'alcol fa più paura della droga I genitori non lo sanno" Il centro di recupero di Villa Lorenzi. Zaira Conti: "Abbiamo 38 ragazzi, il più piccolo ha 9 anni. L'allarme è il crollo del rendimento a scuola" Firenze, 28 gennaio 2010 - «Sono 38 i ragazzi dai 9 ai 18 anni che stiamo seguendo». Affermazione cruda che Zaira Conti dice con voce sottile dalla quale, però, traspare tutta la determinazione per mettere un freno a due piaghe sempre più profonde della società di oggi: alcolismo e tossicodipendenza. Lascia disorientati, e preoccupati, da quanto inizi presto il cosiddetto disagio giovanile. Nove anni sono veramente pochi, ma danno l’esatta dimensione di un problema che tocca il suo apice tra i 14 e i 16 anni. Da Villa Lorenzi a Careggi, dove si trova il centro di recupero dove lavora (la sua è una vera e propria missione, iniziata negli anni Settanta), Zaira Conti traccia un quadro davvero preoccupante del fenomeno. «Nel corso degli anni è diventato sempre più facile venire a contatto con sostanze proibite e alcol». I ragazzi hanno più problemi con alcol o con la droga? «L’alcol. Non ci sono dubbi, soprattutto tra gli adolescenti. E’ troppo più facile, con rischi assai minori, trovare birra o superalcolici. Le dico di più». «E’ sempre più frequente che i ragazzi mettano da parte i soldi della cosiddetta paghetta per comprare, il sabato, le bottiglie. Quindi si ritrovano con gli amici a bere ai giardini o in piazza. L’alcol è davvero devastante negli ultimi anni». Ci sono alcuni segnali che possono essere interpretati come spia di un problema ben più radicato? «La cartina di tornasole più chiara è la scuola. Spesso il rendimento scolastico ha un picco verso il basso proprio quando le difficoltà diventano più evidenti. In molti casi si arriva ad abbandonare la scuola, perdendo qualunque tipo di interesse verso lo studio e quello che ruota intorno alle attività scolastiche». E’ il momento più critico? «Direi quello che crea maggiori difficoltà. Da lì intervenire è sempre più complesso. Quando si perde interesse per qualunque cosa il nostro lavoro è tutto in salita». In base alla sua esperienza, perché i ragazzi si rifugiano nella ‘sbornia’ del sabato? «C’è tanta solitudine. Troppa. E gli obiettivi da raggiungere non esistono più, ci sono pochi modelli da imitare e non si hanno più punti di riferimento. Si vuole provare tutto e l’alcol resta il rifugio più comodo: basta andare in un qualsiasi supermercato...». Ma come si è arrivati a questo? «Il problema è stato troppo sottovalutato. E la prima a sottovalutarlo è la famiglia. Si tende sempre a far passare tutto come una ragazzata o qualcosa che capita una volta. Spesso, non è così. Sono sempre più numerose le persone che si rivolgono a noi e mi immagino che anche altri centri siano nelle nostre stesse condizioni». Parlava di famiglia... «Sì, il suo ruolo è decisivo e purtroppo lo è in negativo». In che senso? «Forse non c’è la consapevolezza di quello che accade tra le mura domestiche, si tende, come detto, a lasciare correre. Poi, quando il problema è evidente si corre ai ripari pensando però che gli altri, da soli, risolvano la situazione. Non è così». Un esempio? «Non è raro che i genitori arrivino da noi consegnandoci il ragazzo come se fosse un pacco, lavandosene poi le mani. Le dirò di più. Dopo il colloquio, alcuni, continuano a sottovalutare i segnali che arrivano. Il primo intervento deve essere fatto proprio in famiglia. Ma purtroppo ci si scontra anche con realtà difficili. I disagi si risolvono tutti insieme, riportando il giovane al centro. Si deve sentire importante e considerato. Ripeto, la solitudine è l’aspetto più grave». E se la famiglia resta ‘assente’? «Se manca la collaborazione tra noi e la famiglia si rischia davvero che sia troppo tardi. La depressione è dietro l’angolo e uscirne è un’impresa anche per chi non ha problemi di dipendenza da alcol o droga». Diamo anche un segnale di speranza. «Tanti ragazzi sono riusciti a superare le loro difficoltà, riscattandosi e ritrovando il proprio equilibrio. Uscirne si può, ma non bisogna lasciarli soli». Il centro di Villa Lorenzi non segue solo adolescenti, però. «Si, abbiamo anche una ventina di adulti che hanno problemi con la cocaina, un’altra piaga della nostra società». Ma cosa è cambiato rispetto agli anni in cui ha iniziato la sua ‘missione’? «Rispetto ad allora i ragazzi sono più vuoti. Non hanno ideali e si lasciano andare». Dove si deve intervenire? «Soprattutto nella prevenzione avendo un dialogo con i ragazzi e non pensare che una ubriacatura è solo una ragazzata e che il giorno dopo non lascerà tracce». Come si può fare per contattarvi? «Al numero 335/394992 (dalle 9 alle 19, ndr) si possono avere tutte le informazioni». GIAMPAOLO MARCHINI
ANCHE DA QUESTO ARTICOLO C’E’ DI CHE PREOCCUPARSI….
BRESCIAOGGI Il «Mago di Oz» raddoppia gli sforzi contro le dipendenze REZZATO. Dopo Ospitaletto, apre in via Garibaldi il nuovo centro della cooperativa Fraternità e Pinocchio Group 29.1.10 Le persone assistite hanno superato il migliaio: dalla cocaina all'alcool, dall'eroina al gioco patologico. Gli operatori: «Sgomenta la crescita del numero di utenti» Gli utenti raddoppiano e «Il Mago di Oz»… raddoppia. Nell'ultimo anno il Servizio multidisciplinare integrato (Smi) per il trattamento delle dipendenze (alcool, droga, gioco) del Mago di Oz di Ospitaletto, la cooperativa sociale creata da Fraternità di Ospitaletto e Pinocchio group, ha registrato un forte incremento degli utenti affetti da dipendenze presi in carico fino ad oggi: sono quasi raddoppiati, salendo dagli 625 di fine 2008 fino agli attuali 1.115. E così quest'oggi a Rezzato verrà inaugurato un nuovo centro in via Garibaldi (ex Tempini). Nel 2009 Mago di Oz ha accolto e preso in carico 490 nuovi assuntori di sostanze. «Non sappiamo neanche noi se gioire per il successo del nostro servizio o se se restare sgomenti per il forte incremento del numero di utenti, segno inequivocabile della sempre più grande e preoccupante diffusione del fenomeno» spiega Ermete Cominelli, amministratore delegato del Mago di Oz, da vent'anni nel settore anche come educatore. DANDO un'occhiata ai dati, emerge il forte aumento del consumo di alcool. «Dall'avvocato all'operaio, dal libero professionista all'artigiano: è un problema dilagante che non ha confini sociali e che sta emergendo in tutta la sua gravità anche in seguito al nuovo Codice della strada, che impone ai soggetti sorpresi alla guida con tasso alcoolemico superiore al consentito che si ritrovano con la patente sospesa di seguire anche un percorso di rieducazione e recupero in strutture come la nostra - aggiunge Cominelli. - Parlando di cifre, il totale di nuovi soggetti alcoolizzati che abbiamo preso in carico nel 2009 è di ben 229 persone, portando il totale a 416 contro i 187 del 2008». L'analisi degli altri dati del 2009 rivela che sul totale di 1.115 soggetti in carico, 970 sono uomini e 145 donne. La fascia d'età più colpita è quella dai 26 ai 35 anni (364 casi), seguita da quella 36-45 (300 casi) e quella dai 19-25 (208 casi). 78 gli utenti stranieri. 702 gli utenti al primo trattamento e 413 seguono pluritrattamenti. CIRCA IL TIPO di dipendenza, oltre ai 416 in carico per problemi con l'alcool, 386 hanno problemi con la cocaina (erano 244 nel 2008), 138 con l'eroina, 107 con i cannabinoidi e 68 con il gioco patologico. Dei 1.115 soggetti presi in carico a partire dal gennaio 2007, 561 casi sono ancora aperti e in fase di trattamento, 269 quelli conclusi, 282 gli abbandoni e 3 i decessi. Dei 561 casi aperti, 458 sono curati ambulatorialmente, 95 in Comunità e 8 direttamente in carcere. Per quanto attiene i servizi invianti, 200 pazienti sono arrivati su segnalazione o intervento dei loro familiari, 198 in maniera autonoma, 190 inviati dall'Asl, 120 dalla Prefettura, 105 dai Servizi sociali, 97 dalle comunità, 80 dal Gruppo Fraternità, 68 dal mondo del volontariato, 23 dai Nuclei operativi di alcoologia, dagli alcoolisti anonimi, dal club alcoolisti e dai giocatori anonimi, 22 dai Sert e 12 dalla coop sociale Pinocchio. Emblematica della qualità e importanza del servizio anche la provenienza dei pazienti presi in carico finora: 925 arrivano praticamente da ogni capo della nostra provincia, 123 da altre province lombarde, 49 da altre regioni, 18 sono senza fissa dimora. Paolo Tedeschi
ANCHE QUESTA TESTIMONIANZA CI RICHIAMA AD UNA MAGGIOR PRESA DI COSCIENZA DEL PROBLEMA ALCOL
http://blog.libero.it/HIBISCUS/8345462.html L'alcol è come l'amore: il primo bacio è magico, il secondo è intimo, il terzo è routine.. (Raymond Chandler) Post n°216 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da vespa.primavera125 Seduta ad un tavolino di un punto ristoro in un frequentatissimo centro commerciale genovese, oggi pomeriggio sono stata spettatrice di una avvilente scena di ordinaria indifferenza umana......... altri tavolini erano occupati...... poco oltre una festa di compleanno e un allegro schiamazzo di piccole pesti che si rincorrevano tra palloncini e nastrini colorati..... distratta da quella innocente gioia non mi sono accorta del ridacchiare dei ragazzi seduti vicino a me...... stavano scommettendo su quando "qualcuno" sarebbe precipitato a terra..... ma cosa blateravano????? Seguo con il mio, i loro sguardi e improvvisamente noto un uomo, tre tavoli avanti. Barcolla spaventosamente sulla sedia..... sembra addormentato.... la mano destra pende in maniera innaturale lungo il fianco.... sul tavolo c'è un piattino con i resti di un panino..... un bicchiere mezzo vuoto di birra.... indossa un piumino beige una sciarpa con doppio giro sul collo e un berrettino di lana grigio.... non è trasandato, tutt'altro..... potrebbe avere una cinquantina d'anni , portati male, ma non di più, uno "schifoso ubriacone repellente" stando alla definizione di una ragazza del gruppo..... l'uomo oscilla sempre di più e proprio mentre pensi che stia davvero crollando dalla seggiola, con scatto improvviso, il corpo recupera una dignitosa postura.... ed ogni volta che ciò accade i ragazzi si esibiscono in cori di delusione....... li osservo allibita cercando nei loro sguardi una qualsiasi giustificazione a tanto scherno...... se non vogliamo farne un'analisi sulle motivazioni che portano un individuo all'oblio dell'alcool, è così assurdo pensare di nutrire sentimenti di compassione???? Come trovare divertente la sofferenza altrui? riosservo l'uomo..... nel frattempo si è avvicinato a lui , con un carrellino, la donna che pulisce ai tavoli...... allunga la mano preleva il piattino di carta rimuove le briciole con un panno blu e ...... si allontana come se niente fosse........ alle mie orecchie la sua indifferenza fa rumore esattamente come le risate dei ragazzi.......... in quel momento ho provato vergogna...... mi sono alzata e l'ho raggiunto....... "mi scusi...signore? mi scusi......tutto bene?" niente. I commenti dei ragazzi creano il ottofondo..... decido di appoggiare la mano sulla sua spalla esercitando una certa pressione "mi scusi?" l'uomo si scuote improvvisamente , apre gli occhi..... è stralunato.... si guarda intorno guarda me prova a mettermi meglio a fuoco... il suo respiro odora tremendamente d'alcool..... "cosa dice"? fa lui... "mi scusi, sta bene? vuole che chiami qualcuno?" ora sembra che mi osservi davvero...... e dopo un istante che mi è parso un'eternità "si, la ringrazio"..............
UN'ALTRA TESTIMONIANZA DI CHI LOTTA PER CONQUISTARE LA SOBRIETA’
IL GAZZETTINO «Da sedici giorni di fila sono sobrio» Venerdì 29 Gennaio 2010, (Fe.Be.) È partito tutto dall’abitudine di prendere qualche “balla” durante il week end in compagnia degli amici. Poi la situazione è sfuggita di mano fino a precipitare. E l’alcol è diventato indispensabile anche durante la settimana. Marco, lo chiameremo con questo nome di fantasia, ha ventotto anni e da qualche tempo frequenta le riunioni dell’associazione Alcolisti anonimi di Piove di Sacco. Con soddisfazione, nel corso dell’ultimo incontro ha dichiarato: «Da sedici giorni sono sobrio, non ho più toccato l’alcol». La sua parziale vittoria è la vittoria di tutto il gruppo, compresi i famigliari e gli specialisti del Sert che lo seguono nel percorso di disintossicazione. «Le nostre riunioni, che si svolgono ogni giovedì e sabato, dalle 18 alle 20, nella sede di via Dante Alighieri – spiegano i referenti dell’associazione – iniziano sempre con la conta dei giorni di sobrietà da parte di ognuno dei partecipanti. Ogni ora è una conquista, un passo in più verso la meta». Da marzo Alcolisti anonimi e Alanon si trasferiranno nei locali della scuola dell’infanzia di Piovega.
ECCO COSA COMBINANO IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE
VANDALISMI
VENETO IL CORRIERE DELLE ALPI Turista stacca un braccio a una statua di ghiaccio: bloccato dai carabinieri 28 gennaio 2010 pagina 25 sezione: PROVINCIA CORTINA. Annebbiato dai fumi dell’alcol, se l’è presa con una delle statue di ghiaccio di Corso Italia, «L’atleta», staccandole un braccio. Ma i carabinieri della compagnia di Cortina facevano buona guardia e il ragazzo, un casertano di 24 anni, è stato bloccato e identificato. E’ la seconda volta in due anni che le statue in centro vengono prese di mira e che i carabinieri bloccano subito i responsabili. L’ultimo episodio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica: erano appena passate le 3 e ad entrare in scena è stata una pattuglia del nucleo radiomobile, che transitava a passo d’uomo per controllare negozi e locali pubblici. I militari dell’Arma, durante il giro di pattuglia, stanno controllando che gli esercizi siano chiusi e che nulla turbi il sonno di turisti e residenti, quando notano un uomo all’interno di una delle staccionate in legno che proteggono le opere di ghiaccio, intento a rompere quella intitolata “L’Atleta”. Subito scendono dalla macchina e lo raggiungono: l’uomo non cerca neppure di fuggire. Lo identificano e scoprono che si tratta di un ragazzo della provincia di Caserta, classe 1986, ubriaco. L’uomo viene accompagnato alla sede della compagnia carabinieri di via delle Guide dove viene multato per ubriachezza molesta e segnalato per il danneggiamento ai danni del Comune. Esattamente un anno fa un altro turista era stato rintracciato nella notte e denunciato dai carabinieri per il danneggiamento e furto di una delle statue in tasselli di mosaico raffiguranti degli animali che il Comune aveva posizionato per abbellire il centro storico. Allora fu semplice per i carabinieri arrivare all’autore del reato: quella sera, infatti, c’era un’abbondante nevicata e l’uomo, portando via la statua in mosaico a forma di pinguino, aveva lasciato evidentissime tracce di scarpe sulla neve. Sabato notte si è ripetuto lo stesso copione: il vandalo dovrà ora ripagare i danni, oltre alla multa di 102 euro per essere andato a spasso così ubriaco.
SQUILIBRI PSICHICI
EMILIAROMAGNA LA GAZZETTA DI REGGIO Indiano scompare dopo un controllo Gli amici in ansia 28 gennaio 2010 pagina 19 sezione: PROVINCIA FABBRICO. Appello alla comunità indiana della provincia di Reggio per ritrovare Gurmukh Singh Sarkaria, 37 anni, residente a Fabbrico, dipendente della Landini e giornalista on-line, di cui non si hanno più notizie dal 19 gennaio. Il giovane viaggiava in compagnia di un amico sulla Statale 415 Paullese di ritorno dall’aeroporto di Milano. Nei pressi di Cremona, ad un controllo della Polstrada, il 37enne è sceso dall’auto perché non aveva la patente di guida, ritiratagli tempo fa per guida in stato d’ebbrezza. Anche la sera del 19 gennaio Gurmukh Singh, aveva alzato un po’ il gomito. Per questo, alla vista della pattuglia della Polstrada, con la complicità della fitta nebbia, si era fermato per cambiarsi, al posto di guida, con il suo amico. Forse Gurmukh Singh ha avuto paura e ha cercato di nascondersi tra i campi. Difficile capire se abbia perso l’orientamento, vuoi per i fumi dell’alcol vuoi per la nebbia ma da quel momento, di lui, si è persa ogni traccia. Gli amici sono preoccupati e temono per la sua incolumità. Chiunque lo avesse visto o avesse notizie, è pregato di chiamare urgentemente il numero 339/3050093. (m.p.)
VIOLENZA
TOSCANA CORRIERE DI SIENA Tifoso ubriaco allo stadio. E’ stato denunciato in occasione della partita Siena-Cagliari. Daspo e divieto di accesso nel comune di Siena per 3 anni. SIENA29.01.2010 Si è presentato ai cancelli dello stadio "Artemio Franchi - Arena Montepaschi", prima dell'inizio della gara Siena-Cagliari disputatasi domenica scorsa, e, in evidente stato di ebbrezza alcolica, seppur privo di titolo di accesso, ha tentato ripetutamente di superare il varco d'ingresso per assistere all'incontro. Ai poliziotti in servizio di ordine pubblico, che, coadiuvati dagli steward, si sono opposti ai ripetuti tentativi di varcare l'ingresso, l'uomo, un trentacinquenne residente a Montevarchi, tifoso di calcio ma né del Siena né del Cagliari, ha cominciato a rivolgere frasi oltraggiose, apostrofando i poliziotti con le parole "nazisti" e "fascisti" e gli steward con altri epiteti offensivi, tutto ciò alla presenza di decine di persone via via radunatesi in prossimità dei tornelli di accesso all'impianto, creando anche notevole intralcio alle operazioni di prefiltraggio. Lo stesso tifoso, peraltro, era già stato identificato in occasione della partita Siena-Fiorentina, in analogo atteggiamento di disturbo, ma in quella circostanza, essendo stati i toni più smorzati, non erano stati adottati provvedimenti. Domenica, il comportamento è andato oltre ogni ragionevole tolleranza e il personale presente ha proceduto alla identificazione e alla denuncia in stato di libertà dell'uomo per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, nonché per l'analoga fattispecie di reato prevista dalla normativa in materia di manifestazioni sportive nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove di svolgono manifestazioni sportive. Per il tifoso è scattato immediatamente anche il Daspo: il questore di Siena, Massimo Bontempi, ha disposto infatti nei suoi confronti il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive per il periodo di tre anni. Contestualmente, gli accertamenti condotti dagli uomini della Divisione Anticrimine diretti dal dottor Giuseppe Mauceri, hanno determinato il questore ad adottare nei confronti dell'uomo anche un provvedimento di divieto di ritorno nel Comune di Siena per il periodo di 3 anni. Pertanto, l'uomo non solo non potrà assistere a tutti gli incontri di calcio, ufficiali ed amichevoli, dei campionati o tornei nazionali, professionisti e dilettanti, dei tornei internazionali, delle Nazionali di calcio che verranno disputati nel territorio nazionale, né potrà accedere ai luoghi interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che si recano allo stadio, ma non potrà entrare nel territorio del Comune di Siena per i prossimi 3 anni
LAZIO ADNKRONOS Roma, cameriere accoltellato in via dei Giubbonari: denunciati 2 giovani Roma, 29 gen. - (Adnkronos) - Si tratta di un pregiudicato minorenne di 15 anni e un pluripregiudicato di 21: secondo la ricostruzione dei militari, la vittima aveva rimproverato più volte i due giovani che, ubriachi, stavano infastidendo gli altri clienti del locale. Già dieci giorni prima i due pregiudicati erano stati arrestati dopo aver preso parte ad una violenta rissa
EMILIAROMAGNA GAZZETTA DI PARMA Vandali al Barilla Center 29.1.10 Per gli abitanti di largo Luigi Calza non c'è pace. Dopo le bottiglie di birra spaccate sotto il porticato del palazzo, gli schiamazzi e la sporcizia dei giorni scorsi, ieri sera la banda di teppisti che sta rovinando la tranquillità della zona ha alzato il tiro, arrivando a sfondare la porta a vetri di uno dei palazzi di fronte al Barilla center. I vandali sono entrati in azione ieri sera poco prima delle 20, spaccando il vetro, forse con una mazza di metallo.
I CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE
IL GAZZETTINO Ventiquattrenne ubriaco al volante, patente ritirata Venerdì 29 Gennaio 2010, (C.Arc.) Un’altra "vittima" dell’etilometro è cascata nella "rete" dei controlli della polizia. Aveva trascorso una serata con amici, passando da un bar all’altro di Padova. Alle 3.30 della scorsa notte, mentre si trovava con la sua auto in via Melette è stato fermato per un controllo da una Volante della questura. A.R., 24 anni, residente a Noventa Padovana ha subito manifestato un certo nervosismo. All’esame dell’alcoltest è risultato ben oltre il livello di 0.50 consentito dal codice della strada. È stato denunciato per guida in stato d’ebbrezza e gli è stato ritirato il documento di guida.
MARCHE IL CORRIERE ADRIATICO I controlli dei militari dell’Arma Alcolici a un ubriaco denunciato un barista Esanatoglia Un esercente di Esanatoglia, di cui non sono state rese note le generalità, è stato denunciato dai carabinieri di Camerino per somministrazione di alcolici a persona in evidente stato di ubriachezza. Il provvedimento è stato adottato nell’ambito di un servizio di prevenzione e controllo che ha portato anche alla denuncia di un cittadino albanese, il cliente del bar a cui erano stati venduti alcolici, per ubriachezza molesta. La vendita di alcolici, dunque, torna a far parlare di Esanatoglia, già famosa per l’ordinanza emessa alcuni mesi fa dal sindaco della piccola cittadina che vieta la somministrazione di questo tipo di bevande dopo la mezzanotte. A Camerino, invece, nell’ambito dello stesso servizio di controllo e prevenzione attivato su tutto il territorio di competenza, i carabinieri del nucleo operativo hanno denunciato un ventiduenne per detenzione di sostanze stupefacenti. Si tratta di E.F., originario di Porto Recanati, trovato, a seguito di perquisizione personale e veicolare, in possesso di oltre un grammo di eroina. Denunicata, ma per l’ipotesi di reato di guida in stato di ubriachezza, anche una studentessa universitaria di Camerino di ventotto anni. L.S., queste le iniziali della giovane, oltre al ritiro della patente, dovrà rispondere del reato di guida in stato di ebbrezza. Come da prassi in questi casi verrà aperta un’inchiesta da parte della procura della Repubblica presso il Tribunale di Camerino
L’ANGOLO DELLA SCIENZA NEWSFOOD.com Una ricerca dell'Institute of La Jolla, diretta dalla dottoressa Roberto e pubblicata da "Biological Psychiatry" Alcolismo: colpire un ormone per eliminare la dipendenza "Bloccando" la corticotropina si riducono i sintomi di Matteo Clerici/ 28/01/2010 - La corticotropina, (CRF,Corticotropin Releasing Factor) è corresponsabile dell'alcolismo. Colpendo perciò tale ormone, è quindi possibile aiutare i malati a liberarsi dalla dipendenza. Lo dice una ricerca dell'Institute of La Jolla (California), diretta dalla dottoressa Marisa Roberto e pubblicata da "Biological Psychiatry". I ricercatori hanno lavorato con alcuni topi da laboratorio, trattati per sviluppare la dipendenza da alcol. Se a tali animali veniva bloccato l'ormone in questione, si riducevano i sintomi della dipendenza. Secondo gli scienziati, il loro lavoro (ancora in corso) è un passo avanti per capire i meccanismi del cervello quando s'instaura la dipendenza da alcol, quando cioè lo stimolo a bere non è un piacere, ma un modo per fuggire al timore d'astinenza.
DGMag.it Le donne manager bevono più alcol delle altre 29/01/10 ore 14:56 in donne Le donne in carriera bevono molte più bevande alcoliche rispetto alle donne che lavorano in maniera normale almeno stando allo studio condotto dai ricercatori inglesi dell'Office for National Statistics. L'analisi, condotta su un campione di 14.000 persone, ha dimostrato che le donne in carriera consumano quasi un litro e mezzo di vino a settimana, ovvero circa 10,2 drink da 125 ml rispetto alle 6,5 consumazioni delle donne che svolgono impieghi Dalla ricerca è anche emerso che una donna su cinque assume più di 15 drink a settimana e che, rispetto al 2008, mentre il consumo di alcol si è ridotto fra gli uomini, quello femminile è cresciuto da 7,7 a 9,5 consumazioni a settimana. Di fronte a questa emergente classe di donne che amano gli alcolici i proprietari dei locali inglesi si stanno attrezzando per cavalcare l'ondaL*) una catena di pub ha infatti introdotto l'uso di bicchieri da vino più grandi ed eleganti e ha decorato i tavolini con fiori, riviste patinate e campioni omaggio di articoli da bagno, nel tentativo di soddisfare e incrementare ulteriormente la clientela femminile.
(*) Nota: volevo ben dire che non ne approffittassero!
PURTROPPO I PROBLEMI ALCOLCORRELATI NON GUARDANO IN FACCIA A NESSUNO
GOSSIPBLOG Ben Affleck ha sete...di alcol pubblicato: giovedì 28 gennaio 2010 da il_Superficiale in: Gossip Estero Hollywood Ben Affleck Ben “Padre Perfetto” Affleck è stato fotografato mentre beveva vodka al Sundance Film Festival, nello Utah. Niente di grave, se non fosse che l’attuale marito di Jennifer Garner ha avuto in passato problemi con l’alcol. Nel 2001 Ben fece una capatina in rehab per mettere la parola fine alla sua dipendenza. In molti adesso si chiedono cosa succederà: riprenderà a bere oppure era solo una tantum? C’è qualcosa che non va nella sua vita? Il matrimonio? E i pargoli? Insomma, che le danze abbiamo inizio. Noi ci auguriamo soltanto che tutte queste voci non danneggino la sua deliziosa famigliola. Non se lo meritano!
UNA INTERESSANTE LEZIONCINA SU ALCOL E…
SVIZZERA Alcol, "cattivo compagno" d'inverno 28.1.10 SVIZZERA - Sfidare il freddo invernale ricorrendo all'alcol non è una buona idea. Il vin brulé o il grog possono darci un'illusoria sensazione di calore, ma in realtà sotto l'influsso dell'alcol il corpo si raffredda di più. Altrettanto inutile è il tentativo di risollevarsi il morale con l'alcol durante la stagione più buia dell'anno. L'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie (ISPA) vi spiega il perché e vi dà qualche consiglio preventivo per i giorni freddi. In queste giornate corte e fredde può capitare di venir assaliti da quello che gli anglosassoni chiamano "winterblues", ossia una sensazione di malinconia tipica della stagione più buia dell'anno. D'inverno, il 10% circa della popolazione si sente stanco, giù di morale, senza energie e fatica a concentrarsi. Le cause sono da ricercare nella scarsa luce diurna e nelle giornate brevi e gelide. Per rilassarsi, per risollevarsi il morale o semplicemente per scaldarsi, alcuni ricorrono alle bevande alcoliche. L'alcol, infatti, può attutire le sensazioni negative e infondere un gradevole senso di calore. L'apparenza, però, inganna. Dopo poco tempo la tristezza torna, spesso più profonda di prima. La sensazione di calore dipende dal fatto che l'alcol dilata i vasi sanguigni e la pelle risulta quindi maggiormente irrorata. Tuttavia, quando le gelide temperature esterne aumentano la perdita di calore del nostro corpo, il tentativo di tirarsi su di giri o di scaldarsi ricorrendo al mobile bar (o, quando si va a sciare, al bar sulle piste), è destinato a fallire. Calore senza rischi - Che fare allora? L'importante è non eccedere con l'alcol, neanche quando fa freddo e ci si sente giù. Per un uomo adulto un consumo alcolico a basso rischio significa bere al massimo due bicchieri al giorno, per le donne la quantità giornaliera non dovrebbe superare un bicchiere. Chi si sente triste e vorrebbe risollevarsi il morale, farebbe meglio a stare alla larga dall'alcol. "Il rischio è di bere sempre di più", spiega Irene Abderhalden, esperta di prevenzione all'ISPA. È molto meglio fare movimento, uscire all'aria aperta tutti i giorni, gustarsi un buon pasto equilibrato, dedicarsi ad un hobby, fare una sauna o vedere gente. In tal modo il calore e il buon umore sono garantiti, senza correre rischi. L'attività dell'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie (ISPA) è imperniata sulla protezione della salute. L'ISPA intende prevenire o diminuire i problemi causati dal consumo di alcol e di altre sostanze psicoattive o da determinati comportamenti che potrebbero potenzialmente creare dipendenza. L'ISPA studia e realizza progetti di prevenzione, si impegna nella politica sanitaria e nella ricerca psicosociale.
L’ANGOLO DELLA SALUTE E’ UNA BELLA RIFLESSIONE E SOPRATTUTTO NON AFFERMA CHE BISOGNA BERE IL VINO PER PREVENIRE I TUMORI
L’ESPRESSO Ecco la dieta anticancro di Umberto Veronesi Un'alimentazione ricca di grassi, dolci e bevande gassate favorisce tutti i big killer del nostro mondo. Ma fa anche male al pianeta. Eppure si può cambiare registro per salvare la nostra vita e quella della Terra Qualche secolo fa, anche le nazioni che adesso chiamiamo i paesi del benessere, facevano la fame. C'erano gli happy few, i pochi felici che mangiavano sontuosamente, e c'era la quasi totalità della popolazione che stringeva la cinghia. Oggi c'è ancora metà del pianeta in quelle condizioni, ma ci si comincia a chiedere se la povertà e la fame dei Paesi sottosviluppati non sia in relazione diretta con il consumismo delle nazioni industrializzate, lo stesso consumismo alimentare, spesso guidato da scelte alimentare sbagliate, che causa i big killer del nostro mondo. Secondo Jean Mayer, nutrizionista dell'università di Harvard, riducendo del solo 10 per cento l'allevamento del bestiame destinato alle bistecche si potrebbero nutrire con grano e legumi 60 milioni di persone nel mondo. E penso, come molti economisti, che il vegetarianesimo potrebbe essere una delle possibili soluzioni per combattere la fame nel mondo. Intanto, come per una specie di legge del taglione, sono proprio le popolazioni dei paesi ricchi ad ammalarsi per gli stili di vita scorretti (poco movimento, alcol, fumo) e per le cattive abitudini alimentari, le quali sono responsabili addirittura del 30 per cento dei tumori, senza parlare di patologie cardiovascolari come infarto ed ictus. Credo che sia giusto inquadrare in questo contesto iniziative come quella che l'Airc, l'Associazione per la ricerca contro il cancro, riproporrà anche quest'anno con le Arance della Salute, distribuite il 30 gennaio nelle piazze italiane per finanziare i progetti di ricerca, circa 140, e per richiamare tutti al progetto di una vita più sana, in cui l'alimentazione divenga la base della prevenzione. La relazione tra alimentazione e stato di salute è riconosciuta fin dalla preistoria dall'uomo, che aveva imparato a comprendere l'effetto dei diversi alimenti sull'organismo, evitando l'assunzione di cibi nocivi o tossici, perché l'alimentazione è atto cosciente di assunzione selettiva di alimenti. Bisogna tornare a questa funzione di salvaguardia fornita dall'esperienza e dalla ragione, perché purtroppo negli ultimi decenni è successo proprio il contrario, e il modo di vivere delle società sviluppate minaccia di mandare a male i principi di un'alimentazione sana. Tra le abitudini nefaste per la salute, c'è la consumazione di bevande gasate, creme ghiacciate, eccesso di dolci, e c'è - soprattutto tra i più giovani - il continuo sgranocchiare di alimenti grassi, che tolgono l'appetito per gli alimenti utili. Intanto si va perdendo l'abitudine ai cibi freschi che forniscono vitamine, come la frutta e la verdura. Le Arance della Salute, arance rosse di Sicilia, servono anche a ricordarci che per stare in salute, secondo le linee-guida dell'Organizzazione mondiale della sanità, è importante mangiare ogni giorno cinque porzioni di frutta e verdura. Purtroppo possiamo constatare che soprattutto i più giovani non mangiano quasi mai la frutta, ma non è troppo tardi per rilanciare la cultura dei prodotti freschi della terra, dell'olio di oliva al posto dei grassi, e in genere di tutti quei cibi della 'dieta mediterranea' con cui l'Italia ha fatto scuola nel mondo. La nuova sensibilità ecologica può essere volta a una riflessione collettiva sul nostro benessere, perché è un progetto che si pone all'interno di un sistema complesso: riguarda l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, il suolo su cui viviamo, e il cibo che introduciamo nel nostro organismo. Dobbiamo essere consapevoli non solo che ci sono stili di vita dannosi per la salute, ma che i troppi consumi impoveriscono il resto del mondo. Non si tratta di acconsentire a una banale colpevolizzazione, ma di acquisire una mentalità aperta e onnicomprensiva, che ci faccia vedere la vita sul pianeta come una rete di interrelazioni, spronandoci a fare la nostra parte. È questo il senso degli allarmati rapporti delle Nazioni Unite sulla fame nel mondo. Sono rimasto pensieroso e ammirato, nel maggio del 2009, quando mi è arrivata la notizia che la città belga di Gand per prima al mondo aveva deciso di essere vegetariana almeno una volta alla settimana, come riconoscimento dei problemi affrontati da un rapporto dell'Onu. Nelle strade sono comparsi manifesti che invitavano la popolazione a questo appuntamento almeno settimanale, e nelle mense scolastiche c'è da settembre la giornata del pasto vegetariano. Scettici per storia e per cultura come siamo noi italiani, possiamo, beninteso, svalutare l'iniziativa con un'alzata di spalle e con un sorriso ironico, ma io desidererei tanto che non lo facessimo: la storia ha dimostrato molte volte che le 'nuove idee' possiedono spesso una forza inaspettata, e che tante iniziative isolate possono alla fine confluire in un cambio di cultura e di mentalità, che apre la strada ai grandi cambiamenti. Cambiamenti di cui davvero c'è bisogno, e che per ora fermentano nell'inquieto mondo dei giovani, ancora non riconosciuti. Come ho avuto modo di dire recentemente al primo Forum Internazionale del Barilla Center for Food and Nutrition, tra i giovani si sta diffondendo un maggiore sentimento di solidarietà verso l'ambiente e un atteggiamento più maturo verso la natura. Come sarà il mondo che verrà noi non possiamo saperlo, perché i nostri figli, come dice il poeta Kahlil Gibran: "Abitano nella casa del futuro, dove voi non potete entrare, neppure in sogno". Lo so bene, ma ciò non m'impedisce di sperare che questo mondo che noi non vedremo possa essere una casa accogliente per tutti. In armonia e in pace, con l'aiuto della scienza e della ragione.
INIZIATIVE DI PREVENZIONE E DI INFORMAZIONE
VENETO IL GAZZETTINO Tutte le bufale sul vino: l’alcol ai raggi X Venerdì 29 Gennaio 2010, POVE DEL GRAPPA - Proseguono gli incontri sul vino, organizzati dall’assessorato alla cultura e dal comitato biblioteca. Il secondo incontro, in collaborazione con Marco Bernardi della libreria “la Bassanese” di Bassano, questa sera alle 20,30 nella sala polivalente di piazza Europa sul tema “Tutte le … bufale sul vino”. Si discuterà di tutto ciò che non si dice sui problemi dell’alcol e dei danni che procura alla collettività e ai giovani. Conduce l’assessore Rita De Marco, relatori Enrico Baraldi, psichiatra e giornalista, e l’esperto Alessandro Sbarbada. L’incontro verrà ripetuto domattina alle 9 a Bassano, in saletta Bellavitis, a beneficio degli studenti del liceo Brocchi.
IL FRIULI Liberi dall’alcol Disponibile on line un manuale gratuito ideato da l’Azienda Sanitaria n.6 del Friuli occidentale e n. 5 Bassa Friulana, in collaborazione con la Polizia Stradale di Udine Il tema dell’assunzione di alcool sulla guida e sul lavoro e dei rischi che tale pratica comporta è all’ordine del giorno, anche in relazione alle ultime disposizioni previste dalle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Nell’ambito della loro attività di prevenzione l’Azienda Sanitaria n.6 del Friuli occidentale e n. 5 Bassa Friulana, in collaborazione con la Polizia Stradale di Udine – sottosezione di Palmanova, hanno recentemente predisposto il manuale informativo dal titolo “Annotazioni per una guida sicura durante il lavoro (e non solo) libera dall’alcol” allo scopo di sensibilizzare lavoratori e datori di lavoro e contribuire al miglioramento delle condizioni di sicurezza in sede lavorativa e non solo. Il manuale è disponibile, e pronto per essere scaricato, sul sito di Confartigianato Pordenone.
LIGURIAOGGI Genova – Un convegno per conoscere e combattere l’alcolismo 29.1.10 Genova – Un convegno contro il fenomeno dell’alcolismo alla Biblioteca Berio. Venerdì 29 gennaio, alle 17, in Sala Chierici, il terrà il convegno “Mai più un goccio! Incontro sulle problematiche mediche e sociali correlate all’abuso di alcol”. Partendo dall’esperienza di Marco Martinetti, autore di due libri, con problemi di alcol-dipendenza, che lo hanno portato anche in carcere, l’iniziativa sarà l’occasione per approfondire le problematiche mediche e sociali correlate all’abuso di alcol. Moderatore: Giovanna Rosi, giornalista Interventi di: Milò Bertolotto, assessore Organizzazione e Sviluppo con delega alle Carceri della Provincia di Genova Gianni Testino, direttore del Centro Alcologia Ospedale San Martino e presidente ligure Società Italiana Alcologia Alessandro Sumberaz, direttore medico Centro di Alcologia Ospedale San Martino e segretario ligure SIA Elena Ducci, direttore SERT Centro Levante Annabella Muckermann, vice presidente regionale ARCAT, Club Alcolisti in trattamento Marco Martinetti, autore dei libri “Fuori dalla porta” e “Messinscena”- Ed. Chinaski
VENETO IL GAZZETTINO La sicurezza stradale entra a scuola Incontro con gli studenti promosso dalla Provincia e dall’associazione Pasav Venerdì 29 Gennaio 2010, Immagini reali di incidenti, sangue, auto distrutte in cui il contachilometri si è fermato a 260, a 220, a 160. Foto di auto riprese dopo un incidente: vetri rotti da corpi umani sbalzati fuori dall’auto perché le cinture non erano allacciate. Ma anche video ironici per dire: ragazzi fate attenzione a quando si guida l’auto, si va in moto o anche solo in bicicletta. L’incontro organizzato ieri dalla Provincia assieme all’associazione Pasav di Mestre (Precedenza alla sicurezza associazione Venezia), e alla Polizia stradale per i ragazzi delle scuole superiori ha raggiunto lo scopo. «Parlare di sicurezza per far aprire gli occhi soprattutto ai più giovani sui pericoli della strada», ha affermato l’assessore alla viabilità Emanuele Prataviera. All’incontro hanno partecipato le classi quarte e quinte degli istituti superiori Mozzoni e Parini di Mestre. A parlare dall’alto dei suoi 25 anni di lavoro in strada è stato Lorenzo Lo Conte, ispettore capo della polizia stradale di Mestre con il collega Federico Sabbadin. Un saluto è stato portato anche dal presidente Pasav Cristiano Invaso coadiuvato dai volontari della stessa associazione Roberto Poli e Lavinia Alzetta. Durante l’incontro è stato tra l’altro spiegato come funziona l’alcol test. Toccante la testimonianza di Federica Zago, una ragazza di Mestre che ha testimoniato «che le cose non succedono sempre agli altri», in quanto a causa di un incidente stradale, la sua vita è cambiata in un secondo catapultandola in un universo completamente diverso: quello della disabilità. «Sono uscita a 18 anni in aiuto con alcune amiche - ha raccontato - Lungo un rettilineo l’auto contro un platano. Lesione midollare, non avrei più camminato. Due mesi all’ospedale specializzato, poi un anno e mezzo di ospedale. Oggi ho due lame che tengono su la schiena. Quando mi sono risvegliata non ho realizzato subito quella che sarebbe stata la mia vita». «Tutti sono capaci di spingere sull’acceleratore - ha aggiunto Federica - non tutti sanno quando va staccato il piede dall’acceleratore. Ma io sono qui per dirvi che l’essere umano ha mille risorse, che oggi la mia vita è piena. Ho la patente, faccio sport, vivo la vita a 360 gradi».
VENETO IL GAZZETTINO Il mio perchè Venerdì 29 Gennaio 2010, La prima causa di morte tra i giovani sono gli incidenti stradali. Il principale motivo che li determina è l’alcol. Nella sempre più stretta necessità di evidenziarne la gravità e nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica, verrà presentato oggi alle 18 alla Sala Arzenton del Palazzetto Campagne Vecchie in Piazza Garibaldi a Rovigo il libro “Il mio perché. Una storia vera” di Leros Pittoni. Il testo, edito nel 2008, viene proposto nel quadro della collaborazione istituita tra la Banca di credito cooperativo del Polesine, il Comune e la Provincia, per capire i meccanismi secondo i quali un piacere spesso diviene regista delle vite e causa di morte. Condurrà l’incontro Marcello Mazzo, direttore del Sert rodigino, per il quale l’alcolismo è un fenomeno culturale che coinvolge sempre più i giovanissimi e che quindi va affrontato offrendo adeguato supporto alle famiglie. Ci saranno anche Luigi Gallimberti, psichiatra e tossicologo, che sostiene la necessità di capire la dimensione dei drammi dell’alcolismo, specie nell’universo femminile; un ex alcolista, la pittrice Fiamma Zagara con alcuni dipinti ispirati al libro e Nina Naselli, che ha trasposto le parole di Pittoni in forma poetica. Il romanzo “Il mio perché” tratta la vicenda di un’alcolista: è testimonianza di umanità in una società dove prevalgono rapporti disumanizzati; mostra con delicatezza e sincerità il graduale sprofondare della donna dell’abiezione. Il testo è l’occasione per trattare un problema tanto presente in tutte le società occidentali e anche l’input perché la collaborazione tra le istituzioni e la Bcc si trasformi in iniziative capillari a scopo sociale. Sofia Teresa Bisi
VENETO IL GAZZETTINO Dopo il caso Martignoni la Virtus Corno insegna ai suoi atleti a dire no alla droga Venerdì 29 Gennaio 2010, A metà dicembre era scoppiato il caso, come un fulmine a ciel sereno: il bomber Fabio Martignoni, che con la maglia della Virtus Corno era appena riapprodato in Eccellenza, restò implicato in una brutta storia di traffico di droga. La vicenda coinvolse anche il tornante Moreno Caruso. Per la Virtus, sfiorata suo malgrado, un colpo duro e una reazione condivisibile: l’allontanamento dei due atleti anche a costo di impoverire tecnicamente la rosa. Un atto moralmente dovuto, ma adesso la società fa anche di più: la prevenzione. E la prossima settimana, martedì 2 e giovedì 4 febbraio (alle 20 in municipio) propone “Non giochiamo con la vita”, due workshop di informazione e sensibilizzazione sul consumo non solo di sostanze stupefacenti, ma anche di alcol e tabacco, spingendo verso i giusti stili di vita in età giovanile. Gusto per fare un esempio, solo sabato scorso a un giovanissimo attaccante che gioca in Promozione è stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza. Un problema reale che la Virtus Corno vuole contribuire a prevenire. Peraltro, caso Martignoni a parte, da tempo il club calcistico ha avviato una serie di attività di informazione verso i ragazzi del suo settore giovanile e in questo caso chiama a supporto sia l’azienda sanitaria, sia la società nata dall’esperienza di Vladmir Hudolin, lo psichiatra croato padre del cosiddetto metodo ecologico-sociale che portò a considerare l’alcolismo non una malattia, ma uno stile di vita da correggere. I due workshop saranno animati dalle relatrici Fabiola Lozer e Paola Gasparini.
CAMPANIA IL MATTINO Educare più che vietare Giuseppe Maiello 29/01/2010 Afragola. Educare più che vietare l'uso di alcool, sempre più diffuso, tra i giovani anche al di sotto dei 16 anni. È questo l'obiettivo del meeting che vedrà a confronto esperti e tecnici, domani, alle ore 10,30, presso la biblioteca comunale di via Firenze 33. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione «Impegno per Afragola» e avrà per tema «alcool e giovani». Al dibattito, moderato, da Giacomo Russo e Domenico Capone, medici, prenderanno parte Vincenzo Basile, docente di farmacologia dell'Università Federico II, Goffredo Miano, sociologo, dirigente presso il Sert della Asl Napoli 1, Mario Romano psichiatra, dirigente in servizio presso il Servizio di prevenzione diagnosi e cura dell'ospedale di San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, Mariangela Barra, psicologa dirigente del Sert di Caivano della ASL Napoli 2 nord. I l convegno, come spiegano i promotori nasce dalla esigenza di avviare una politica di prevenzione, ridurre se non cancellare un fenomeno che va assumendo contorni sempre più inquietanti: la media dei consumatori di sostanza alcoliche ha subito un nuovo abbassamento verso il basso, tra i giovanissimi si va consolidando l'uso, o meglio l'abuso di alcool, non tanto dovuto ad una dipendenza quanto ad uno stile di vita. Secondo lo studio che sarà presentato domani, anche nel napoletano i giovani fanno abuso di alcool, soprattutto quando sono fuori casa, con rischi per l’ incolumità. «Attenzione particolare sarà data alla prevenzione, che al momento sembra rappresentare l'unica possibilità per arginare il fenomeno - dicono gli organizzatori -. Il convegno vuole rappresenta non solo un momento di riflessione e di comunicazione ma l'inizio di un percorso operativo concreto che possa attuarsi sul territorio coinvolgendo le istituzioni politiche e sanitarie».
INCHIESTE E DOSSIER
APCom Salute/ Eurispes: Il 53,4% di chi beve poi si mette alla guida Oltre un italiano su 3 ignora quali siano tassi alcolici di legge Roma, 29 gen. (Apcom) - Bere troppo e poi mettersi alla guida di un'auto o di una moto. Capita al 53,4% degli italiani. Lo rileva l'Eurispes. Il 42,2% dichiara che non gli è mai capitato, il 34,3% ha guidato raramente dopo aver ecceduto nel bere, il 16,9% qualche volta, il 2,2% addirittura spesso. A meno di un cittadino su dieci, il 9,2%, è capitato di essere fermato mentre era alla guida e sottoposto al controllo per alcol e droga. Le sorprese non mancano. Interrogati sul tasso alcolemico consentito attualmente dalla legge italiana, solo il 38,7% del campione risponde correttamente ed indica 0,5 g/l; ma oltre un terzo degli italiani (34,8%) ammette di non conoscere il tasso consentito, la parte restante risponde in modo errato. Il 19,5%, in particolare, sottostima il reale tasso alcolemico indicando il valore di 0,2 grammi per litro. L'alcol rappresenta il terzo fattore di rischio per la salute nell'Unione europea, dopo il fumo e l'ipertensione. Il consumo di alcol causa ogni anno 195mila decessi nei paesi dell'Ue, per patologie, incidenti stradali, domestici o sul lavoro, omicidi e suicidi. L'incidentalità stradale legata all'alcol è la prima causa di morte giovanile in Europa ed in Italia. I costi tangibili dell'alcol in Europa sono stimati intorno ai 125 miliardi di euro: 36 miliardi legati alla mortalità, 33 al crimine, 17 alla sanità, 14 alla disoccupazione, 10 agli incidenti stradali, 9 all'assenteismo, 5 a cura e prevenzione, secondo il Report on alcohol in Europe-2006.
SUPERABILE Inail Umbria: la vita si allunga per uomini e donne La fotografia scattata dal progetto "Passi dell'Umbria": dal 2005 al 2008 si è passati dai 78 ai 79 anni per gli uomini e dagli 84 agli 85 per le donne. Ma sono duri a morire i "vizi" del fumo e dell'alcol (28 gennaio 2010) PERUGIA - Longevi, ma in sovrappeso, attenti alla prevenzione ma con alcuni "vizi" duri a morire, come il fumo e l'alcol. E' la fotografia scattata dal rapporto "Passi dell'Umbria 2008", mirato ad individuare il "guadagno" in salute dei cittadini della regione negli ultimi cinque anni. Il dossier è stato al centro dei lavori del convegno "La salute degli umbri", promosso dalla Regione, dalle Asl, da docenti e ricercatori universitari. Un guadagno in salute che è riscontrabile nell'allungamento della vita tanto degli uomini che delle donne, nella diminuzione percentuale di malattie cardio-vascolari e di tumori come cause di morte. "Su una popolazione che al primo gennaio 2009 è di 894.222 persone - spiega Stefania Pardini, della Direzione sanità e servizi sociali della regione - il 52% è donna ed il 23% è over 65. Significativo anche l'aumento della speranza di vita: in tre anni, dal 2005 al 2008, si è passati dai 78 ai 79 anni per gli uomini e dagli 84 agli 85 per le donne". Questi i dati più significativi. Solo il 25% degli intervistati dice di condurre una vita sedentaria, mentre il 34% ha dichiarato di svolgere un livello di attività fisica conforme a quanto indicato dalle raccomandazioni internazionali. Sul fronte nutrizionale e delle abitudini alimentari il 34% degli intervistati è in sovrappeso mentre la condizione di obesità riguarda il 10% del campione. Per quanto riguarda l'alimentazione, il consumo di frutta e verdura è molto diffuso, sebbene solo l'8% dichiara di assumere le quantità raccomandate. Le cose cambiano rispetto al consumo di alcol: i bevitori a rischio sono il 18% del campione, di cui il 7% risulta bevitore fuori pasto, nel 7% si riscontra il cosiddetto "binge", il disturbo dell'assunzione incontrollata, e il 4% è un forte bevitore. L'abitudine al fumo coinvolge il 29% degli intervistati, tra i 18 e i 69 anni. Le percentuali di fumatori tra uomini e donne sono sempre più vicine e per la prima volta non significativamente diverse. Nel corso dell'ultimo anno circa il 37% ha tentato di smettere. Ancora, il 20% degli intervistati ha dichiarato di essere iperteso e tra questi l'85% è in trattamento farmacologico, percentuale maggiore rispetto al dato medio nazionale (73%). La percentuale di coloro che riferiscono di essere affetti da diabete nella popolazione tra i 18 e i 69 anni è circa del 5%. Dal rapporto emergono anche dati relativi alla sicurezza stradale: il 74% delle persone intervistate ha dichiarato di utilizzare in modo sistematico la cintura di sicurezza anteriore e solo il 14% ha utilizzato sempre la cintura posteriore. Queste percentuali risultano significativamente più basse rispetto al dato medio nazionale. L'11% ha dichiarato inoltre di aver guidato sotto l'effetto dell'alcol, mentre l'8% di essere stato trasportato da un conducente che guidava in stato di ebbrezza. Altro dato da non sottovalutare è che, nonostante la frequenza degli infortuni, la percezione del rischio infortunistico in ambito domestico non è elevata visto che il 90% degli intervistati ritiene questo rischio basso o assente. Sul fronte della prevenzione, l'81% delle donne tra i 50 e i 69 anni ha effettuato una mammografia negli ultimi due anni; un dato, quest'ultimo, maggiore rispetto alla media nazionale (71%). Per la diagnosi precoce del tumore del collo dell'utero l'81% delle donne tra i 25 e i 64 anni ha effettuato almeno un pap test negli ultimi tre anni; anche in questo caso il dato supera quello nazionale (75%). Infine, riguardo la percezione del proprio stato di salute, il 65% delle persone intervistate ha dichiarato di ritenere buone le proprie condizioni, ma le persone più anziane, con una o più patologie croniche, con un basso livello di istruzione o con molte difficoltà economiche hanno una percezione molto meno positiva della loro situazione generale. Circa il 10% del campione riferisce di aver avuto sintomi di depressione. Tra questi il 41% si è rivolto ad un medico, mentre il 37% non ha chiesto aiuto a nessuno. "Il campione di intervistati è costituito da 1270 persone, selezionate in modo casuale dalle liste delle anagrafi sanitarie delle Asl regionali - spiega Maria Donata Giamo, della Direzione regionale sanità e servizi sociali - ed è costituito in uguale percentuale da donne e uomini, mentre l'età media complessiva è di 44 anni. Il 64% ha un titolo di studio superiore o la laurea e il 67% di coloro che hanno tra 18 e 65 anni ha un lavoro regolare". "Il sistema Passi ci permette di monitorare in modo dettagliato la realtà - prosegue la Giamo - perché, se sul fronte della prevenzione e delle vaccinazioni siamo molto avanti anche grazie al sistema informativo, ci sfuggono quel numero di soggetti che per effettuare alcuni screening, si rivolgono alle strutture private. Ormai da tempo - conclude Giamo - abbiamo creato una rete stretta con interlocutori esterni per coordinare le varie attività di prevenzione. In particolare con l'Ufficio scolastico regionale abbiamo sottoscritto un protocollo per tutta una serie di attività di prevenzione e informazione nelle scuole". (mtm)
TARGATOCN Cuneo: Come stiamo? risponde l'indagine dell’Asl CN1 Circa il 70% dei Cuneesi ritiene soddisfacente il proprio stato di salute. La sorpresa emerge dai dati 2008 di 'Passi' (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), uno studio che ha come obiettivo la sorveglianza continua degli stili di vita e dei comportamenti a rischio, ma anche delle malattie croniche, in un campione rappresentativo della popolazione. Dal campione casuale intervistato (da 220 a 270 persone, a seconda degli ambiti coinvolti, 50% uomini e 50% donne, con un’età media di 43-44 anni, nella maggior parte dei casi con un livello di istruzione alto e un lavoro regolare), si possono ottenere stime attendibili dei fenomeni di interesse per la salute pubblica della popolazione dell’Asl. Dall’elaborazione delle risposte emergono riscontri interessanti. Si dichiara fumatore il 27-29% del campione (un altro 16-20% è ormai un ex); il consumo di bevande alcoliche, nella fascia di età tra i 18 ed i 69 anni, rappresenta una percentuale compresa tra il 66 (area monregalese) ed il 74% (territorio di Saluzzo, Savigliano e Fossano); l’uso dei dispositivi di sicurezza alla guida è abbastanza soddisfacente: il 90% utilizza con continuità le cinture anteriori, mentre una percentuale compresa tra il 9 e il 16% dichiara di aver guidato in stato di ebbrezza nel mese precedente all’intervista. I Cuneesi si muovono di più, solo il 14% dichiara di essere completamente sedentario e il 40% aderisce alle raccomandazioni sull’attività fisica; la percentuale di sedentarietà sale al 16% nell’area monregalese e cebana, mentre i veri 'bogia nen' li troviamo sul territorio di Saluzzo-Savigliano-Fossano (24%). Quest’ultima area presenta tuttavia una più bassa percentuale di soggetti in sovrappeso (24%) e di obesi (7%); un dato che passa al 33% nel cuneese (29% in sovrappeso e 4% di obesi) e al 37% nel monregalese (28% e 9%). Circa un quinto degli intervistati, in media, dichiara di essere iperteso e il 70% di questi è in trattamento farmacologico; un quarto del campione (un quinto nell’area ex Asl 17) ha valori alti di colesterolemia, ma solo una percentuale che varia dal 10 al 20% assume farmaci; un quinto degli intervistati non ha mai misurato il valore del colesterolo nel sangue. Risulta scarso il ricorso da parte dei medici alla valutazione del rischio cardiovascolare attraverso l’uso del 'punteggio' o della 'carta del rischio'. Sono il 92% nell’area Cuneese (percentuale che scende all’81% nel monregalese e al 78% sul territorio Saluzzo-Savigliano-Fossano) le donne tra i 25 ed i 64 anni che hanno effettuato almeno un Pap test per lo screening della neoplasia al collo dell’utero negli ultimi tre anni; dal 78% a scendere fino al 72%, invece, le donne tra i 50 ed i 69 anni che hanno effettuato almeno una mammografia preventiva. Scarsa la percezione del rischio infortunistico in ambito domestico: oltre il 90% degli intervistati lo ritiene basso o assente, nonostante la frequenza degli infortuni.
LA SACRA ROTA PUO’ ANNULLARE IL MATRIMONIO ANCHE PER ABUSO DI ALCOL
SICILIAONLINE nuovo anno giudiziario Dalla finta impotenza al «dongiovannismo» i casi della Sacra Rota 291.10 Città del Vaticano. Simulare l'impotenza per ottenere l'annullamento del matrimonio davanti alla Rota Romana. Hanno dovuto trattare anche casi di questo genere i giudici rotali, che oggi in Vaticano inaugureranno il nuovo anno giudiziario nella cerimonia presieduta da Benedetto XVI. Nella giurisprudenza dell'anno 2008 (192 le sentenze di nullità emesse in quell'anno, secondo i dati pubblicati nell'ultimo volume delle Attività della Santa Sede), si registra anche una sentenza che ha rigettato un'ipotesi di «impotentia coeundi»: l'uomo ne era stato accusato dalla controparte ma sono emerse prove, anche documentali, di diversi aborti spontanei subiti dalla moglie. Non solo: l'uomo ha anche avuto figli da una successiva unione. Il perito rotale ha quindi escluso l'impotenza, anche se il matrimonio è stato ugualmente annullato per l'incapacità della donna di assumere gli obblighi coniugali («incapacitas assumendi»). Proprio quest'ultimo tipo di impedimento è uno dei motivi più ricorrenti di nullità, spesso legati a incapacità psichica. Ricorre nella casistica tutto lo spettro dei disturbi della personalità, dalla psicosi schizofrenica, alla depressione, all'isteria, alle varie forme di nevrosi, ai disturbi del desiderio sessuale (compreso il «dongiovannismo»), fino alle immaturità psicoaffettive, talvolta associate alla «dipendenza dalla figura materna» o anche all'abuso di alcol o di sostanze stupefacenti. In una causa, il matrimonio è stato annullato per il disturbo di personalità ossessivo-compulsivo dell'uomo, dal «singolare percorso biografico»: indirizzato al sacerdozio fin dall'infanzia dal padre, «affetto da una sorta di mania religiosa». Un'altra sentenza si fonda invece sul disturbo del desiderio sessuale «ipoattivo», nato da una situazione di stress dovuto alle difficoltà dell'uomo a confrontarsi con la moglie, verso cui provava sensi di inadeguatezza e inferiorità sociale. Annullati anche casi di matrimonio «pro forma», magari accettato dall'uomo «dopo il rifiuto della donna di abortire, solo per dare legittimità alla prole». Oppure casi di «simulazione» della fede nell'indissolubilità del legame o della propensione a generare figli. Un matrimonio per cui è stato decretato l'annullamento era stato contratto solo per le «minacce di suicidio della donna». In un altro caso, invece, l'uomo ha confessato di essersi riservato, all'atto delle nozze, di condurre una «doppia vita», non rinunciando alle «avventure matrimoniali» che gli sarebbero capitate. Alla fine del 2008 (queste le ultime statistiche disponibili) le cause pendenti davanti alla Rota erano 1.118, con provenienza da tutti e cinque i continenti. Fausto Gasparroni
MI HA INCURIOSITO IL TITOLO E DOPO AVER LETTO L’ARTICOLO HO PENSATO DI INSERIRLO UGUALMENTE NELLA RASSEGNA PER POTER SCRIVERE: “ MA QUANTO SIAMO CADUTI IN BASSO!!!”
PANORAMA.IT Grande Fratello: è il momento delle sbronze acchiappa audience? 29.1.10 Prevedibile: dopo le bestemmie, è arrivato anche il momento delle sbronze che generano liti, nella casa del Grande Fratello. Questa volta ad innescare la miccia è stato Maicol: dopo aver bevuto troppo si è abbandonato a un attacco di gelosia acuta ed è insorto contro quasi tutti i compagni di reclusione. A scatenare la crisi sarebbe stato la sensazione di incomprensione del ragazzo innamorato di Giorgio, che invece concede le sue attenzioni alla giovane Carmen. E ovviamente sono volate parole grosse, pianti e grida. In questo scenario, già discutibile per i contenuti, si inserisce Mauro: anche lui abbastanza ubriaco se l’è presa con Maicol, venendo però investito da improperi da parte di tutti gli inquilini della casa. Tutti elementi che saranno, sicuramente e prevedibilmente, oggetto di discussione nella diretta di lunedì sera condotta da Alessia Marcuzzi. La verità, a mio parere, è questa: uscita, lunedì scorso, Sarah Nile compagna di effusioni saffiche della disinibita Veronica, c’era bisogno di un altro elemento di appeal omosex su cui puntare l’attenzione. E chi meglio di Maicol, innamorato di Giorgio, poteva prestarsi? Eccolo, dunque, Maicol, entrare di prepotenza nella sceneggiatura delle prossime puntate del reality. Con tutto il carico di sofferenza (vera?) che sta vivendo. A fare da cornice al triangolo amoroso Maicol-Giorgio-Carmen, la lite tra Mauro e Nicola che tenta di difendere Maicol dal salumiere trevigiano in cerca di scontri fisici. E se gli autori del GF invece vietassero agli inquilini della casa le bevande alcoliche? Se mettessero nel frigo solo acqua, coca cola e qualche soft-drink? Si eviterebbero situazioni sgradevoli e di cattivo gusto, purtroppo mai mancate nella decennale storia del GF. La domanda, allora sorge spontanea: il vino serve a far allentare i freni inibitori a uso e consumo dello spettacolo e dell’audience?
UNA VERGOGNOSA BEFFA
IL GAZZETTINO Il cavillo dei cavilli Venerdì 29 Gennaio 2010, Ha riavuto la patente ritirata dai carabinieri perchè era risultato positivo all’alcoltest. L’auto però resta sequestrata nel garage di casa. Il valore di 1,6 rilevato dalla macchinetta gli aveva procurato, a ridosso dello scorso Natale, la perdita della patente, il sequestro della macchina, la denuncia penale e una valangata di sgradita pubblicità sui mass media. Flavio Bacchiega, consigliere comunale del Pne di Montebelluna, ex esponente di punta della Lega, il 20 dicembre, ben dopo la mezzanotte, era incappato in centro a Montebelluna in un posto di blocco dei carabinieri. La velocità, l’andamento della traiettoria dell’auto sull’asfalto, avevano giustificato l’entrata in scena della pattuglia dell’Arma. Appena terminato il consiglio comunale Bacchiega, una delle voci più autorevoli dell’opposizione, si era soffermato con un collega consigliere a far cena e bere qualche cosa in una pizzeria della città, poi il bicchiere della staffa a Biadene e infine il ritorno a casa. Nel tragitto di rientro verso via Solferino 5 dove c’è la sua abitazione, il colpo di scena. Infatti i carabinieri diedero il via ad un vero e proprio inseguimento con tanto di gioco di abbaglianti per farlo fermare. Risultato ottenuto solo inserendo la sirena. Bacchiega giurò e spergiurò di non essersi accorto di nulla. Sta di fatto che i carabinieri riuscirono a parlargli solo quando ormai il consigliere comunale era sul cancello di casa. E lì il consigliere comunale fu inviato a soffiare nel rilevatore di alcol, con un risultato decisamente fuori legge. Nei giorni scorsi però, la sorpresa. Flavio Bacchiega, con il supporto dell’avv. Benedetto Pinto, ha impugnato il provvedimento di ritiro della patente. Trovando nel magistrato onorario attenzione e una sentenza a suo favore. Il busillis ha dell’incredibile. Bacchiega, con il supporto di due testimoni, è riuscito a dimostrare che al momento in cui avenne il ritiro del documento di guida dopo l’esame dell’alcoltest fatto in strada, la temperatura era di meno due gradi. Valori e situazione confermati dai due testi. Una temperatura da brividi... anche per lo stesso rilevatore della presenza di alcol nell’organismo. Infatti, Bacchiega ed il suo legale hanno scoperto il cavillo dei cavilli: che l’apparato per l’alcoltest è omologato per una temperatura da zero a quarantadue gradi. E così, se c’erano meno due gradi a Biadene di Montebelluna, è possibile che il livello di 1,6 di alcol rilevato in Bacchiega non fosse un dato ottenuto da una macchina perfettamente funzionante. Così se la macchina è a rischio, anche i risultati forniti non sono assolutamente certi. E così per il sacrosanto principio della certezza del diritto il giudice di pace di Montebelluna ha intimato alla Prefettura di restituire la patente di guida visto che non è certo che il valore rilevato fosse corretto. A maggio ci sarà il processo. |
|
||||||||||
|
CHI SIAMO | MISSION | INFO | LE ASSOCIAZIONI | LINK | FAQ European Consumers.it | Copyright 2007 © Tutti i diritti riservati. | Viale G. Sirtori, 56 • 00149 Roma | E-mail: info@europeanconsumers.it |
||||||||||||