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giovedì 09 settembre 2010 - 03:15
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vino, birra e alcolici

01/02/2010 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 1 febbraio 2010 ( di redazione )

L’ANALISI DEL QUESTORE DI TRENTO E’ VALIDA IN TUTTA L’ITALIA. DA SOTTOLINEARE CHE QUANDO PARLA DI DROGA E DELLE SUE CONSEGUENZE, PARLA ANCHE DELLA DROGA ALCOL.

 

L’ADIGE

Alcol e droga, veri drammi in Trentino

roberta boccardi

01/02/2010  Alcol e droga, due piaghe dalle quali il Trentino è tutt'altro che immune. Il monito è venuto dal Procuratore generale di Corte d'appello, Bartolomeo Costantini, all'inaugurazione dell'anno giudiziario. «I cittadini chiedono più sicurezza», ha detto ricordando i dati dei processi per spaccio e il numero di incidenti stradali. Un allarme condiviso dal Questore di Trento, Angelo Caldarola, che spiega quali azioni vengono messe in atto per prevenire e contrastare questi fenomeni. «Troppe persone hanno perso la vita o la salute a seguito di incidenti stradali provocati da irresponsabili postisi alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti», un richiamo forte e un'analisi che lei condivide? Purtroppo esiste in Trentino, come in Alto Adige e in tutto il Nord Est, un diffuso fenomeno di alcolismo, che deriva da un aspetto atavico, da una consuetudine difficile da estirpare. E spesso non si è in condizioni di capire quando si supera il tasso alcolimetrico di 0,50. Proprio per questo stiamo facendo, con il Commissariato del Governo, una campagna articolata e diffusa per far capire a tutti i giovani che l'uso, o meglio l'abuso, di alcol alla guida è un reato, con risvolti di carattere penale e conseguenze accessorie quali sospensione di patente e confisca dei veicoli (se supera un certo limite). Non c'è tra i giovani questa consapevolezza? Sono in molti a pensare che bere qualche birra non può essere poi così grave... Ma se poi si è coinvolti in un incidente stradale si va incontro a seri problemi di carattere penale. La richiesta è quella di una severa attività di prevenzione e repressione; che cosa si sta facendo? Per dare un'attuazione ancor più rigorosa alle leggi che ci sono, si stanno usando i cosiddetti precursori, una sorta di pre-alcoltest che permettono alle forze dell'ordine di capire subito, dal colore, se il conducente ha superato il limite, e questo consente di passare subito dopo al controllo con l'alcoltest. Questo precursore è già in uso? Certamente ce l'abbiamo tutti, polizia e carabinieri, e rende più veloci i controlli, soprattutto all'uscita delle discoteche o lungo le rotte, le strade che portano ai locali notturni. Non s'impone a tutti di fare l'alcoltest, ci deve essere una sintomatologia, alito, occhio lucido, tremolio o barcollamento... Ecco adesso abbiamo i precursori e in presenza di una sintomatologia, siamo subito in grado di sapere se si è oltre i limiti. Non reprimere sempre, ma prevenire. È questo lo spirito? Infatti, tutti gli esercizi pubblici dovrebbero già esporre le tabelle con gli effetti alcolimetrici di uno o due bicchieri di vino, di tre birre e così via. E nei locali potrebbero essere messi a disposizione anche questi precursori, strumenti che avvicinati all'alito cambiano colore: verde è ok, giallo sta a significare che si sta andando oltre il limite. Se prima di uscire dal locale effettuo questa prova, so già se sono in condizioni di poter incorrere nel reato di guida in stato di ebbrezza. Questo è il concetto che va diffuso a spron battuto, se vogliamo ridurre gli incidenti. L'altro allarme riguarda la diffusione della droga, e l'aumento delle indagini sull'attività di spaccio. Stiamo assistendo effettivamente negli ultimi anni ad un aumento degli arresti e dei sequestri di partite di droga. E sono soprattutto extracomunitari maghrebini che gestiscono questo fenomeno. Ragazzini sempre più giovani vengono a contatto con droghe leggere, diffusissime a quanto pare e facilmente reperibili. E così? L'uso deriva da un fenomeno di noia, da un fenomeno di bullismo, e anche dal fatto che il costo di queste sostanze è in forte ribasso. C'è una concorrenza, ce n'è tanta e viene immessa sul mercato a prezzi che non sono più proibitivi come poteva essere dieci anni fa. Sono cifre alla portata anche di un ragazzino. Ma i controlli ci sono? Anche fuori delle scuole? Nelle scuole contrastiamo questo fenomeno con i nostri funzionari che sono presenti e incontrano i ragazzi per far loro capire che assumere droga non è vero che fa sentire bene, perché dopo, con l'assuefazione, gli effetti diventano devastanti. Ma, soprattutto, stiamo cercando di far capire ai genitori di fare attenzione a qualsiasi anomalia nel comportamento dei figli, una risposta sbagliata, un nervosismo del ragazzo, sono tutti segnali. Perché gli arresti non bastano.. In che senso signor questore? Se arrestiamo uno spacciatore in piazza Dante, lo spaccio si sposta in piazza Venezia, a Mattarello o a Gardolo; se ripuliamo la piazza di Trento i consumatori si spostano a Bolzano, a Verona. Noi assistiamo continuamente a queste lotte per la conquista delle varie piazze dello smercio. Avete sentore di un abbassamento dell'età di chi si spinella? È un fenomeno abbastanza diffuso tra i ragazzi delle prime classi delle superiori, specie negli istituti professionali e nelle scuole «bene». È un fenomeno di comparazione, di gruppo. Voi siete presenti, però, anche alle scuole medie? Certamente, noi siamo sistematicamente nelle scuole, a partire dalle medie, ma soprattutto alle superiori, dove cerchiamo di fare un'azione di prevenzione nel modo più asfissiante. Ma è chiaro che noi abbiamo bisogno, e lo abbiamo detto chiaramente a tutti i presidi degli istituti, anche di essere informati non appena hanno sentore che nell'ambito della scuola vi sia un'attività che dia dei sospetti. In quel caso parte un'attività investigativa che può durare anche diversi mesi. E il coinvolgimento dei genitori? Importantissima è anche l'opera che facciamo di sensibilizzazione delle famiglie, la droga è un problema sociale, che ha costi altissimi, e un dramma famigliare. All'inizio non ci rende conto del danno, ma quando si arriva all'assuefazione, l'azione terapeutica non è facile. Bisogna intervenire ai primi sintomi, per chiudere l'inizio di un percorso, prima di arrivare allo sfascio.

 

 

DAL FORUM NUTRIZIONE DEL CORRIERE DELLA SERA

 

DOMANDA

Domenica, 31 Gennaio 2010

gruppo di amici

semel in settimana

dottore settimana senza alcool, palestra tutti i giorni ad esclusione della domenica,ma il sabato cena al ristorante e cibo e vino senza grandi limiti, talvolta un po’ allegri.

facciamo molti danni ? alcool una volta a settimana è così dannoso ?

 

RISPONDE ANDREA GHISELLI 

Domenica, 31 Gennaio 2010

Non c'è differenza tra alcol tutti i giorni poco e alcol una volta a settimana tutto insieme. E' il tipico comportamento dei paesi nordici, nei quali si è "astemi" dal lunedì al venerdì e sotto il tavolino gli altri due giorni...insomma i danni sono gli stessi, se non peggiori.

 

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

 

http://www.romeninitalia.com/2010/01/alcool-sos-est-ovest-invito-tavolo-di.html

INVITO AD UN TAVOLO DI LAVORO

La scrivente Fondazione è lieta di invitarVi al prossimo incontro del tavolo permanente di lavoro e collaborazione internazionale"ALCOOL: SOS EST-OVEST".

L’alcolismo è un fenomeno molto diffuso nei paesi settentrionali e centro-orientali dell’Europa. Per tale ragione saranno presenti ai tavoli i Presidenti o loro delegati delle diverse associazioni dei Paesi dell'Est presenti sul territorio nazionale.

Hanno aderito formalmente al tavolo permanente di lavoro :

1) Centro Alcologico di Riferimento della Regione Lazio

2) Agenzia Comunale per le tossicodipendenze (Presidente Massimo Canu)

3) FARI, Federazione delle Ass.ni dei Romeni in Italia

4) FIRI, Forum degli Intellettuali Romeni in Italia

5) IRFI , Italia Romania Futuro Insieme,

6) Associazione Romania chiama Parma

L'APPUNTAMENTO è PER LUNEDI 8 febbraio ORE 10,30 presso la sede legale della FISPA in via Domenico Lupatelli 62-E a Roma.

Per confermare la partecipazione contattare il coordinatore del Tavolo dr.ssa Azzimonti al numero 349.4050195.

Dr.ssa Iris Azzimonti

0655263316 3494050195

psicologa-psicoterapeuta FISPA

www.fispa.too.it

 

L’APPELLO DEL PRESIDENTE DELLA CORTE D’APPELLO DI ROMA

 

IL MESSAGGERO.IT

Alcol e droga: più incidenti stradali

ROMA (31 gennaio) - Ci sono anche l’alcool e la droga nel drammatico bilancio della giustizia romana, nel capitolo che riguarda i decessi di giovani nella relazione di Giorgio Santacroce: «E’ allarmante l’aumento degli incidenti stradali mortali che derivano spesso dall’assunzione di sostanze stupefacenti e dall’abuso di bevande alcoliche», ha detto ieri il presidente della Corte d’Appello di Roma. E la conferma arriva dai bollettini della stradale, pieni di morti e feriti in incidenti stradali provocati da automobilisti che si sono messi alla guida ubriachi o drogati.

Gli ultimi due sono recentissimi: domenica scorsa in via di Santa Maria del Buon Consiglio, al Tuscolano dove un 33enne ubriaco è finito contro un’altra macchina fuggendo senza prestare soccorso. Ed era ubriaco e drogato il 47enne che a settembre, in via Prenestina Nuova, tra Zagarolo e Palestrina, piombò su una macchina alla guida della quale c’era una 23enne mamma di un bimbo di 5 anni morta durante i soccorsi.

R.Pum.

 

CE LA PRENDIAMO CON GLI ESERCENTI?  nOOOOO!!!

SONO I RAGAZZI CHE SI PORTANO GLI ALCOLICI DA CASA!!!

 

LEGGO

FIRENZE, "TROPPO ALCOL"  MINORENNE RICOVERATA

1.2.10 Una diciassettenne è stata ricoverata la scorsa notte in ospedale a Firenze per uno stato di 'etilismo acutò. Nel giro di una settimana è il terzo caso a Firenze di minori costretti a ricorrere alle cure mediche per eccessiva assunzione di alcol. La diciassettenne è stata soccorsa in via del Fosso Macinante, a Firenze, nei pressi di una discoteca, da personale del 118, che ha dato poi l'allarme alle volanti della polizia. Secondo quanto si apprende, la ragazza è già stata dimessa dall'ospedale di Ponte a Niccheri, dove è arrivata con un tasso alcolemico di 1.90 g/l e un trauma cranico minore, dovuto, probabilmente, ad una caduta. Sono in corso indagini della polizia per stabilire eventuali responsabilità di locali notturni della zona. Lo scorso fine settimana in ospedale erano state invece portate, dopo essersi sentite male perchè avevano bevuto troppo, due ragazze di 16 e 15 anni, che avevano trascorso la serata in un pub del centro della città. Al locale è stata poi sospesa la licenza per 15 giorni dopo che la polizia ha accertato che alle due minorenni erano stati somministrati superalcolici. L'episodio ha comportato un giro di vite nei controlli ai locali, con altre due licenze sospese dal questore Francesco Tagliente per irregolarità dovute sempre alla somministrazioni di alcol, in particolare a persone già ubriache. Durante i controlli dell'altra notte, la polizia ha anche scoperto che in un pub si tenevano 'garè di bevute.

 

QUESTA VOLTA LA LEGGE HA GIA’ FATTO LA SUA PARTE

 

VIRGILIO

Firenze,minore in ospedale per abuso alcol: chiuso locale

Salgono a quattro le licenze sospese dal questore

Roma, 1 feb. - Ancora malori e ricoveri per abuso di alcol nei locali fiorentini e ancora chiusure disposte dal questore. Salgono a quattro le licenze sospese. La nuova chiusura, di 10 giorni, è stata disposta nella mattinata odierna a carico di un locale notturno di via Del Fosso Macinante, all'interno del quale una giovanissima ragazza si è sentita male nella notte tra sabato e domenica. Soccorsa da personale del 118, le è stata diagnosticata una intossicazione da abuso di bevande alcoliche, con un tasso alcolemico pari a 1,90 g/l.

L'ufficio minori della divisione anticrimine della Questura si è attivato già dalla mattina di ieri per ricostruire la dinamica di quanto accaduto, anche sentendo le minori coinvolte. Dalle informazioni acquisite, è emerso che all'interno del locale alle minori sono stati somministrati superalcolici in assenza di qualsiasi controllo e assistenza da parte del personale addetto.

 

ECCO DIMOSTRATO: SONO I MINIMARKET CHE VENDONO ALCOLICI AI RAGAZZI E NON I BAR, LE SALE DA BALLO O LE DISCOTECHE!!!

 

LA NAZIONE

Sulle sbronze accuse respinte

Un boom in tre anni. Sono più di 300, avamposti di catene o negozi etnici. «Ma non vendiamo bottiglie ai minorenni»

GIOVANI E ALCOL: Quali sono le cause del fenomeno? E chi ne è responsabile? Scriveteci la vostra opinione

Firenze, 31 gennaio 2010 - I MINIMARKET sono sotto accusa. Perché vendono alcool ai minorenni, non rispettano le norme igieniche, né gli orari di chiusura. Ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Il mondo dei supermercati di piccole-medie dimensioni (oltre 300 su tutto il territorio comunale) è variegato. Ci sono le catene italiane della media distribuzione, come i vari Meta (uno si trova in via Orti Oricellari), Despar (ce n’è uno al mercato di San Lorenzo, che ha preso il posto della Casa del Tappezziere), Conad, Il Centro, che hanno ormai invaso il centro storico. Un boom dovuto a esigenze di mercato. «C’è una popolazione fatta di anziani – spiega Lapo Cantini, di Confesercenti Firenze – che non si muove più, che fa la spesa sotto casa, nei piccoli negozi. Con la crisi, poi, la gente si sposta meno. Così, molte catene hanno pensato bene di aprire questi minimarket, che sono comodi, ma rappresentano un danno per le già poche botteghe di alimentari che sono rimaste aperte nella zona». Il vantaggio è, però, che questi supermarket spesso sono aperti di domenica. E i fiorentini che lavorano, così come i turisti, li prediligono, anche se pagano i prodotti qualche euro in più. Ma c’è anche lo svantaggio di una estetica non sempre rispettosa, di luci al neon un po’ eccessive, di architetture troppo spartane per trovare posto in luoghi delicati della città. Ci sono, poi, gli ‘altri’ minimarket. Quelli nati per offrire un servizio alla comunità straniera, come le kebab house, le macellerie ‘halal’, i piccoli supermercati asiatici e africani che vendono carni confezionate, ma anche frutta, verdura, bibite. Solo di kebab house, ad oggi, in città ce ne sono 50. Di macellerie halal, cioè quelle islamiche, una decina. Una è in via dell’Oriuolo, un’altra in via dei Neri, piazza del mercato centrale, via Baracca. Anche in questo caso, la proliferazione di queste attività commerciali è dovuta al fatto che il mercato tira. Le comunità etniche aumentano, aumenta la domanda. Gran parte di questi minimarket, concentrati in particolare nella zona di San Lorenzo, è gestita dai cingalesi, i più bravi nel commercio. Seguono gli iraniani e qualche senegalese. Pochi, invece, i cinesi. I loro ‘Asia market’ sono presenti soprattutto in periferia, tra Brozzi e Le Piagge. In centro preferiscono vendere pelletteria e abbigliamento.

CONTRO QUESTE realtà spesso si levano le proteste dei cittadini. Ma loro si difendono. «Noi diamo da bere ai minorenni? No, non è vero», dice il gestore di un minimarket in corso Tintori. Che però, quando gli viene chiesto se richiede l’esibizione della carta di identità, risponde: «Carta? Quale carta? Io non capisco, non parlo italiano e comunque non sono proprietario del negozio». Ma che l’abuso di alcool non sia colpa dei minimarket lo pensa anche Izzedin Elzir, l’imam di Firenze. «E’ una questione sociale e culturale», spiega. «I nostri giovani non trovano gli sfoghi giusti. Nostro dovere è lavorare insieme per dare loro un futuro». «E’ ovvio che se i ragazzi – sottolinea – trovano un negozio che vende loro alcolici, ne approfittano. Io credo che mettere delle regole e farle rispettare sia importante». Anche dal punto di vista di orari e norme igieniche, Elzir non ha dubbi. «L’Asl e gli organi competenti hanno gli strumenti per far rispettare le regole. Spero dunque che controllino anche i minimarket». Monica Pieraccini

 

IL COMUNE DI FIRENZE ORA CERCA I CORRERE AI RIPARI

 

QUOTIDIANO DEL NORD

Alcol e minori, Comune Firenze: "Rivedere orari dei negozi e codice di autoregolamentazione dei locali"

- Firenze - 1 febbraio 2010 -Aggiornare il codice di autoregolamentazione dei pubblici esercizi e rivedere gli orari notturni dei negozi per la vendita di alcolici: sono queste le due iniziative su cui sta lavorando l’amministrazione comunale, dopo i tre casi di minorenni ricoverate per coma etilico nelle ultime notti. “Bene fa il questore Tagliente a intervenire sull’emergenza e a prendere provvedimenti” afferma il vicesindaco Dario Nardella, commentando la decisione di sospendere la licenza ai locali che hanno somministrato alcolici alle ragazze che poi si sono sentite male. “Ma la situazione è grave e richiede una gestione anche nel lungo periodo, ed è proprio in quest’ottica che ci stiamo muovendo – spiega Nardella – Per prima cosa, abbiamo ripreso in mano il codice di autoregolamentazione di discoteche, locali da ballo e pubblici esercizi: l’idea è quella di integrarli con l’impegno a promuovere nei locali iniziative di sensibilizzazione contro l’abuso di alcol e sul divieto di consumo per gli under 16.(*) Su questa base abbiamo già fatto una riunione con le categorie a continueremo il lavoro. Inoltre, vogliamo verificare gli orari di quegli esercizi che vendono alcolici, per regolamentarne la chiusura ed evitare che da questo tipo di vendita si possa attingere all'alcol troppo facilmente anche durante le ore notturne”.

 

(*)Nota: sarebbe utile promuovere corsi di sensibilizzazione agli esercenti e al personale delle discoteche, locali da ballo e pubblici esercizi!

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

 

TOSCANA

IL TIRRENO

«Mi ubriaco, poi guido e me ne vanto» 

Abuso dell’alcol tra i ragazzi, parte la campagna educativa dell’Aci nelle scuole 

1.2.10  MASSA. «E’ sconfortante constatare che, quando qualcuno si dichiara astemio, tutti gli altri ridono. Anche perché parliamo di ragazzi che hanno appena 14 anni». È una delle dichiarazioni chiave dello psicologo e psicoterapeuta Vittorio Arcolini, formatore per l’Aci nell’ambito del progetto “Bacco e droga al volante... rendono la vita pericolante!”

 L’Aci ha da poco avviato gli incontri con i ragazzi delle scuole superiori nell’ambito di questo progetto che, spiega il direttore dell’Automobil club apuano, Enrico Cerretti, affronta un problema gravissimi, se è vero che «stando alle prime elaborazioni dell’Asaps su dati 2009 risulta che siano stati ben 35.000 in Italia gli incidenti dovuti ad alcol e droga durante l’anno passato, vittime del “sabato sera” di cui il 40% riconducibili all’abuso di alcol o sostanze, che hanno causato 900 vittime, di cui ben il 30% giovani».

 Con l’aiuto della Asl, Aci ha realizzato per le classi IV e V delle scuole superiori della provincia le tabelle informative che spiegano qual è il tasso alcolico in seguito al tipo ed alla quantità di bevanda assunta. Un esperto di educazione stradale, l’ingegner Marco Bonanni evidenzia gli effetti del bere sulla guida, ed il dottor Arcolini, invece, cerca di dissuadere i ragazzi smascherando l’inutilità di ubriacarsi.

 «Quello che colpisce», commenta ancora Arcolini «è che tutti, più o meno, bevono. Tutti ammettono di farlo, e quasi si vantano di esagerare. Cerchiamo di far capire che bere è inutile e dannoso. In ogni caso, però, non bisognerebbe mai guidare dopo aver bevuto. Ascoltiamo i giovani, ascoltiamo il loro malessere, cerchiamo con forza di evidenziare questo solo concetto, su cui, devo dire, si trova accordo. L’esempio del guidatore designato, della scelta di qualcuno del gruppo che rimane sobrio per portare gli altri a casa, trova ampio consenso(*), e speriamo che non sia un accordo solo di facciata. Il nostro non vuole essere solo un messaggio di paura, ma anche educativo. Bisogna capire perché si beve, e che questo non è una soluzione all’ansia ed all’incertezza che ci attanagliano».

 

(*) Nota: trova ampio consenso perché gli altri possono ubriacarsi tranquillamente!

 

FRIULI

PUNTODIALOGO.IT

PIACERE MI CHIAMO DALL'ACQUA ALVINO

L’Idea di questo progetto nasce da una serie di considerazioni circa le conseguenze dell’abuso alcolico sugli aspetti psichici e psicodinamici dei giovani bevitori e delle loro famiglie. Nel nostro paese si può ritenere che le persone coinvolte in problemi di alcol siano tra il 5% ed il 10% della popolazione globale. Il che significa che le persone coinvolte, direttamente o indirettamente, nel problema sono milioni e sempre più in età adolescenziale.

Il ricorso all’alcool nei giovani avviene principalmente per noia, per sentirsi protagonisti, per un meccanismo di trasgressione/identificazione, per provare sensazioni forti, per sfuggire da una realtà inaccettata.

L’alcol non provoca sempre danni nei consumatori: perché dunque in alcune persone il bere non provoca mai problemi ed in altre devastanti conseguenze? E come mai può succedere che una stessa persona consumi alcolici per molto tempo in modo sano e poi il suo consumo esploda in patologia?

Questa progetto permette di chiarificare ed identificare il percorso che può condurre alcuni giovani a passare da un uso normale ad un uso patologico dell’alcol … senza fare leva sul proibizionismo o il moralismo ma focalizzandosi piuttosto sull’uso consapevole dell’alcol ponendo al centro la persona e le sua capacità di scelta.

L’obiettivo del progetto è quello di illustrare, passo dopo passo, questo percorso: che in alcune persone si verifica in modo lento, subdolo e nascosto. Una corretta informazione sulla sostanza alcol, sia nel suo uso normale sia in quello problematico, aiuta a prevenire i danni.

Gli obiettivi sono:

• Fornire informazioni corrette sull’alcol ed i suoi effetti: è previsto l’uso di tabelle informative ed un test di autovalutazione (test MALT);

• Promuovere il dialogo, la discussione ed il confronto all’interno di un clima caldo ed accogliente caratterizzato da accettazione empatica e rispetto grazie all’uso del Circle time.

• Dare concretezza alla problematica attraverso la discussione di storie, “casi clinci” e la visione di brevi “videoclip”.

• promuovere messaggi di prevenzione per i coetanei

 

VENETO

IL GAZZETTINO

Bere consapevole col Leo club

Lunedì 1 Febbraio 2010,

VITTORIO VENETO - (tb) Contro gli ubriachi al volante il Leo Club di Vittorio Veneto ha organizzato un concorso per gli studenti dell'alberghiero Beltrame, futuri barman: creare un cocktail compatibile alla guida. La giuria ha premiato “Rose Cat” di Francesco Gatto. Sul tema del bere consapevole il Leo organizzerà un convegno sabato 13 al Mavv con tecnici dell’Uls, forze dell'ordine, barman e autorità, spiega il presidente De Marchi.

 

VENETO

FONZASO Affollato dibattito sabato sera in sala Luciani sulla sicurezza stradale nel Bellunese

«Incidenti, troppo alta la percentuale di morti»

Lunedì 1 Febbraio 2010,

E’ stato un tema molto dibattuto sabato sera in sala Papa Luciani quello sulla "Sicurezza stradale in provincia di Belluno". Nella disamina a trecentosessanta gradi ci sono stati diversi relatori importanti, tra cui Giampalo Bottacin, presidente della Provincia, Marco Losego dell'Associazione vittime della strada, Tiziano Speranza della Polizia stradale, lo psicologo Paolo Bello, il consigliere della Comunità montana Danilo Moretton, il sindaco Gianluigi Furlin. Erano pure presenti tante altre autorità, dal comandante dei carabinieri Cavalera, al parroco don Alberto Vallotto, che ha concesso la sala a una tanto importante iniziativa.

      A organizzare l’evento è stato Enzo Slongo insieme con gli amici del gruppo di appassionati del trofeo La Velocità della Speranza, Sfida ai Campioni, gara con simulatori che si è svolta ieri pomeriggio al locale centro polifunzionale. Si è visto pure il consigliere regionale Guido Trento.

      «Purtroppo è altissima la percentuale di morti in provincia di Belluno - ha detto Bottacin - e le statistiche ci dicono che la nostra percentuale negativa è del 2,9% rispetto al 2,2% nazionale. Le cause? L'alcool, le sostanze stupefacenti, le strade malridotte, la segnaletica, il buio. Siamo terzi in Italia per numero di vittime in rapporto agli incidenti. La Provincia di Trento, invece, ha dimezzato i morti».

      Quello di arrivare a diminuire il numero di incidenti e di morti sulle strade si è dimostrato un obiettivo comune. In sala alla minore velocità non tutti ci stavano.

 

 

ECCO COSA COMBINANO IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE

 

INCIDENTI STRADALI

 

TOSCANA

IL TIRRENO 

Ebbro alla guida sulla superstrada 

1.2.10 È sbandato sulla Fi-Pi-Li ma stavolta l’asfalto bagnato non c’entra. L’uomo che guidava la macchina che poteva provocare un grave incidente aveva un tasso alcolemico tre volte superiore al massimo consentito dalla legge. Per questo gli è stata immediatamente ritirata la patente dalla polizia stradale ed è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.

 L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio all’altezza della svincolo Empoli Centro della superstrada.

 

MARCHE

IL CORRIERE ADRIATICO

Ubriaco si ribalta con l’auto

1.2.10 Porto Recanati Si è ribaltato con l’auto, andando a schiantarsi contro la recinzione della concessionaria Casali Cars. E’ successo nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 4. Al volante della macchina c’era un uomo di Teramo, che fortunatamente, nonostante la spettacolarità dell’incidente, non ha riportato gravi lesioni. Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia stradale della sezione di Macerata, che ha effettuato i rilievi di rito. Gli agenti hanno sottoposto il conducente alla prova dell’etilometro. L’uomo al volante dell’auto, infatti, aveva un tasso alcolemico superiore a quello previsto dalla legge. Per questo, come da prassi in questi casi, è scattato il ritiro della patente di guida e la denuncia alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per l’ipotesi di reato di guida in stato di ebbrezza.

L’incidente è avvenuto lungo la strada statale adriatica, al chilometro 326,2, al confine tra i comuni di Porto Recanati e Loreto, nei pressi del casello dell’autostrada. La recinzione della concessionaria di auto ha subito dei danni.

 

RICOVERI OSPEDALIERI

 

TOSCANA

IL TIRRENO

Sedicenne ubriaca si sente male Ricoverata al pronto soccorso 

1.2.10 LIVORNO. Una ragazza di 16 anni completamente fuori di sé per aver bevuto. Un episodio strano(*) che s’è verificato venerdì sera in via del Ponte, vicino a Villa Mimbelli.

La ragazza l’altra sera era in casa con altre persone ha assunto una quantità eccessiva di alcol fino a ubriacarsi e sentirsi male. Una bravata forse, che comunque le è costata un ricovero in ospedale. Per farla riprendere è stato necessario chiamare il 118 che ha inviato un’ambulanza della Svs. I volontari l’hanno portata in pronto soccorso, dove è stata trattenuta.

 

(*)Nota: descritto così è veramente strano!!!

 

LIGURIA

RIVIERA24.IT

Soccorso in mezzo alla strada in preda ai fumi dell'alcol aggredisce il personale sanitario

di Fabrizio Tenerelli

31.1.10 Bordighera - Alla fine sono intervenuti anche i carabinieri e il giovane dovra’ rispondere ora di guida in stato di ebbrezza. Per un po’ e’ probabile che non rivedra’ la patente.

Mobilitazione di soccorsi, la scorsa notte, in via Coggiola, a Bordighera, per un ragazzo trovato fermo in auto (una Volkswagen Polo di colore nero), sul ciglio della strada, che stava male per colpa dell’eccessiva ingestione di alcol. I primi a soccorrerlo sono stati i militi della Croce Rossa di Bordighera, che di ritorno da un servizio ad Asti, dopo aver visto un’auto con motore acceso, a bordo strada, con un giovane con la testa fuori dal finestrino che stava rimettendo, si sono fermati per prestare aiuto. A quel punto sono intervenuti anche i militi di Ponente Emergenza e il personale sanitario di Alfa 3 del 118.

Le condizioni del giovane - che lavora da un noto meccanico di Bordighera - erano piuttosto disperate, ma quando il personale sanitario ha tolto le chiavi dall’auto per impedirgli di ripartire - in quel caso avrebbe compromesso la propria sicurezza e quella degli altri, visto come era conciato - lui (di nome Manuel) ha dato in escandescenze ed ha aggredito un milite. Alla fine sono intervenuti anche i carabinieri e il giovane e' stato sottoposto a ricovero coatto. Essendo fermo in auto, a quanto pare, non gli e' stata ritirata la patente.

 

DENUNCE PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

 

LOMBARDIA

IL GIORNALE DEL FRIULI

Recordman dell’etilometro pizzicato a Bergamo: quasi otto volte il limite consentito

Bergamo: guida con alcol otto volte oltre i limiti, denunciato

30 Gennaio 2010 21:24 CRONACHE

BERGAMO – Era alla guida al limite del coma etilico: nel sangue una quantita’ di alcol quasi otto volte superiore i limiti di legge. Per questo un imprenditore bergamasco di 37 anni, fermato nella notte dai carabinieri vicino a Grumello del Monte (Bergamo), e’ stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. All’uomo e’ stata ritirata la patente e sequestrata l’automobile. (RCD)

 

VIOLENZA

 

REPUBBLICA.IT

Asashoryu il gigante del sumo, rissa per ubriachezza

1.2.10

E' di nuovo nei guai il campione di sumo ('yokozunà) Asashoryu, il lottatore mongolo più contestato e amato dell'antico sport nipponico: appena vinta la sua 25/a coppa dell'Imperatore, rischia una denuncia e pesanti provvedimenti disciplinari dopo la notte brava trascorsa in un night club e finita con una rissa e un uomo malmenato. La polizia giapponese sembra intenzionata a interrogare il lottatore sulla vicenda e a seguire un percorso che era all'inizio considerato come un'ipotesi, in mancanza di denuncia da parte della 'vittima', un uomo che lavora nel locale nel centro di Tokyo teatro della performance di Asashoryu. Secondo le notizie riportate dalla stampa, il campione, in stato di ebbrezza, avrebbe avuto una discussione per motivi non chiari passando presto alle maniere forti: il dipendente del night club ha riportato la frattura del naso, lacerazioni alle labbra ed escoriazioni alla nuca, ma non avrebbe ancora sporto denuncia formale in attesa di scuse e di un possibile accordo privato con il lottatore. A peggiorare il quadro anche la falsa testimonianza del manager, che aveva indicato il lottatore come colui che aveva subito di violenza

 

SICILIA

GIORNALE NISSENO.COM

Ubriaco vuole bere gratis, nisseno aggredisce poliziotti           

01 febbraio 2010

Sabato sera movimentato per i poliziotti delle Volanti, che nel capoluogo hanno arrestato Giuseppe Maurizio Scimonelli, di 23 anni, accusato di resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e rifiuto di fornire le proprie generalità. Sabato notte la titolare di un pub di via Barone di Figlia ha chiesto l’intervento della Polizia per l’allontanarsi di un giovane ubriaco che sferrava calci e pugni contro la porta del locale. Era Scimonelli che, alla vista dei poliziotti, li ha aggrediti colpendo un agente con una pedata. Giuseppe Maurizio Scimonelli si sarebbe presentato già ubriaco al pub con alcuni amici, pretendendo di bere alcolici senza pagare. Una prima volta sarebbe stato accontentato, ma quando s’è fatto insistente è stato allontanato. E sempre dentro il pub, secondo la titolare, Scimonelli avrebbe pure sferrato una testata ad un cliente. Il raptus del nisseno è proseguito anche a bordo della Volante, colpendo con testate e pugni il vetro separatore dell’auto di servizio, danneggiandolo. Neanche in Questura Scimonelli s’è calmato, colpendo una sedia e rompendo il battiscopa del corridoio. Adesso Giuseppe Maurizio Scimonelli è in carcere. Oggi sarà processato per direttissima. 

 

VENETO

IL GAZZETTINO

Violenta rissa

Lunedì 1 Febbraio 2010,

SAN FIOR - Una violenta rissa s’è conclusa con l’intervento della polizia l’altra sera al locale lap dance "Alibi" di San Fior sulla Pontebbana.

      Tre sudamericani hanno malmenato gli addetti alla sicurezza del locale.La furiosa lite è scoppiata alle prime luci dell'alba presso il locale di lap dance “Alibi” di San Fior lungo la Pontebbana.

      A scatenare le scene da "far west" sarebbero stati tre avventori sudamericani, che erano ubriachi: alla richiesta di abbandonare il locale da parte della direzione il gruppo avrebbe dato in escandescenze menando calci, rompendo alcune sedie ed un tavolino.

      Il gestore ha subito avvertito le forze dell'ordine: gli agenti delle Volanti di Conegliano, giunti sul posto, hanno identificato i tre invitando poi il proprietario dell'Alibi a sporgere denuncia. Il locale di lap dance è tra l’altro sponsor delle squadre giovanili della Sanfiorese calcio, una iniziativa che ha provocato vibranti proteste tra i genitori dei giovani atleti.

 

LAZIO

ASCA

ROMA: UBRIACO MOLESTA PASSEGGERI BUS. ARRESTATO BRASILIANO

- Roma, 1 feb - Sotto l'effetto dell'alcol, scalzo ed in abiti succinti e' salito ieri mattina su di un autobus di linea fermo al capolinea a piazzale Pier Luigi Nervi infastidendo i passeggeri con spinte e parole poco garbate e prendendo il veicolo a calci e ad ombrellate.

Una donna ha telefonato al 113 richiedendo sul posto l'intervento della Polizia di Stato ed al loro arrivo L.S.C. brasiliano di 23 anni, ha aggredito gli agenti del Commissariato Spinaceto, causando loro contusioni giudicate guaribili in 7 e 5 giorni da personale medico del Sant'Eugenio, ed infranto il finestrino della Volante con l'ombrello.

L'energico straniero e' stato pertanto arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento dei beni dello Stato. res-mpd/sam/bra

 

ALCOL E ORDINE PUBBLICO

 

LAZIO

IL TEMPO

Il rione San Rufo insorge «Qui sabato notte è caos»

Abusivismo «Nessuno controlla che i locali rispettino gli orari di chiusura e nelle strade si moltiplicano risse e atti violenti»

01/02/2010

Giulio Polidori Sabato notte ancora danneggiamenti in molti palazzi del centro storico e locali notturni aperti abusivamente sino all'alba. Chi doveva controllare? Un comitato di residenti del rione San Rufo ha già depositato un esposto al Comune, alle forze di polizia e alla Procura della Repubblica e critica pesantemente l'operato dei Vigili urbani. Ztl ignorata, risse in strada alle 3 del mattino, vomito e bottiglie rotte negli angoli del centro, nonostante gli impegni verbali del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico in fatto di locali di intrattenimento. L'elevato tasso alcolico di molti e l'uso di droghe mandano fuori di testa decine di giovani. Chi e come dovrebbe vigilare? «Lo avete scritto tante volte – dicono dal Comitato San Rufo - non è un mistero, di giorno il centro storico è tirato al lucido e super controllato da polizia, carabinieri e vigili urbani, mentre il sabato notte si trasforma in un "saloon". Troppo alcol, troppa droga, troppi locali notturni che vendono di tutto sino alle 5 del mattino. Che fine ha fatto l'ordinanza del Comune sugli orari di chiusura anticipati per i locali in centro e sul divieto di vendere alcolici dopo una certa ora? E le telecamere a circuito chiuso che dovevano essere piazzate a ridosso di vicoli strategici? È una farsa. E le regole vengono fatte rispettare solo se qualcuno denuncia. Perché i vigili urbani, come accade in altre città serie del nord, non controllano sul posto, di notte, le licenze, le capienze, gli orari di chiusura?». In via dei Crispolti l'episodio più grave. Due gruppi di giovani, usciti da una vicina discoteca, si sono messi a litigare e uno di loro, in fuga con la macchina in retromarcia, ha centrato un paletto di ferro piazzato dal settore segnaletica in cima alle Scalette di San Rufo. «In Prefettura ci hanno detto che il primo controllo su licenze e orari dei locali notturni spetta al Comando dei Vigili urbani di Rieti – oseervano da via dei Crispolti- poi, se serve, c'è il coordinamento con polizia e carabinieri. Ma qui il sabato notte non c'è mai stato controllo dei vigili. Ieri abbiamo chiamato, disperati, alle 3 del mattino ma alla centrale non rispondeva nessuno. Ora abbiamo chiesto un incontro al sindaco Emili e all'assessore Perelli. Poi andremo dal prefetto e attendiamo con fiducia le indagini dell'Arpa e della Procura della Repubblica».

 

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

LOMBARDIA

CITTAOGGIWEB

Denunce per cassonetti incendiati ed ubriachi alla guida

01 Febbraio 2010

Settimo Milanese L’azione di controllo sulle strade del centro e della periferia del territorio da parte dei militari della Compagnia di Rho ha permesso la segnalazione di numerose persone con conseguenti denunce a piede libero: 3 ragazzi di 19 anni, operai residenti a Settimo Milanese, sono stati denunciati per incendio di un cassonetto; fatale gli è risultato il desiderio di guardarsi lo spettacolo: tornati indietro dopo la fuga hanno infatti trovato ad attenderli i Carabinieri, i quali acquisita nel mentre la loro descrizione non hanno potuto far altro che denunciarli;

5 persone sono state denunciate per guida in stato di ebbrezza, tutte con età compresa tra i 20 ed i 30 anni, studenti, operai ed impiegati, provenienti dalle Province di Milano, Como e Varese, controllati nelle principali arterie stradali del territorio e risultati positivi al test dell’etilometro. Oltre alla denuncia, per loro sono scattati il ritiro della patente ed il sequestro delle autovetture.

Un 16enne novarese ed un 18enne lainatese sono stati infine denunciati per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere. I coltelli in loro possesso risultavano infatti di genere proibito.

 

MARCHE

CORRIERE ADRIATICO

Polizia stradale in azione sulla Statale

Guidano ubriachi Cinque denunce

1.2.10 Fermo Anche l’ultimo fine settimana si è caratterizzato per una serie di controlli sugli automobilisti in transito lungo le principali arterie del Fermano. E il risultato parla di ben 5 patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza alcolica su 72 conducenti controllati. Poco meno del dieci per cento degli automobilisti guida dopo aver assunto alcolici. Una percentuale ancora troppo alta, quella segnalata nell’ultimo bollettono della polizia stradale di Fermo. Tre le pattuglie in servizio nella notte tra sabato e domenica. E’ stato il primo servizio contro le stragi del sabato sera dell’anno 2010. I controlli si sono concentrati lungo la statale tra Porto Sant’Elpidio e Pedaso. Nonostante la temperatura rigida e la pioggia, sono stati controllati 72 conducenti e rispettivi veicoli. Cinque sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza con relativo ritiro di patente. Durante lo stesso servizio sono state elevate anche nove sanzioni amministrative e ritirate quattro carte di circolazione per omessa revisione.

 

LAZIO

ASCA

ROMA: NEL FINE SETTIMANA RITIRATE 10 PATENTI. 4 DENUNCIATI

- Roma, 1 feb - Quattro persone denunciate, 10 patenti sequestrate e 100 violazioni accertate al codice della strada e' il bilancio dei controlli eseguiti nel week-end dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, lungo le strade della Capitale. I militari, avvalendosi degli etilometri e di ''drug-test'', hanno effettuato numerosi accertamenti volti a verificare lo stato psico-fisico degli automobilisti.

Posti di controllo sono stati effettuati sulle principali vie di comunicazione come viale Tor di Quinto, via Laurentina, viale Palmiro Togliatti, viale Oceano Pacifico e viale Aventino.

Nel corso dei servizi sono stati sorpresi un romano e due cittadini stranieri alla guida di autovetture senza patente, perche' mai conseguita. Dieci le patenti ritirate ad altrettanti automobilisti sorpresi alla guida, poiche' risultati positivi al test dell'alcool o al drug test. Cento le contravvenzioni elevate al Codice della Strada ad automobilisti ''indisciplinati'', mentre sono 21 le carte di circolazione ritirate. Infine due giovani romani di 18 e 17 anni, sono stati sorpresi con pochi grammi di hashish e segnalati alla competente Autorita' come assuntori di sostanze stupefacenti. res-mpd/sam/lv

 

SICILIA

AGRIGENTONOTIZIE

Circola ubriaco e senza assicurazione, denunciato 54enne

1 Feb 2010 | 11:29

Gli uomini della sezione Volanti del Commissariato di Licata, hanno denunciato un 54enne licatese per guida senza assicurazione e per circolazione in stato di ebbrezza alcolica. Gli agenti hanno fermato l'uomo mentre circolava a bordo di un Gilera Runner in via Campobello. Il tasso alcolico nel sangue, accertato dall'etilometro, era di ben 10.89 grammi/litro. L'intestatario del mezzo, R. G., di 56 anni, è stato sanzionato amministrativamente per incauto affidamento.

 

NON SAREBBE UNA BRUTTA IDEA!

 

AUTOMOTOKIT – NEWS MOTORI

Il Tutor copiato dalla Francia? Allora noi copiamo la lotta all'alcol dei francesi...

Mi piace l'enfasi con cui i mass media hanno ripreso la seguente notizia: anche in Francia arriva il Tutor, strumento che controlla la velocità media in autostrada. Secondo i mass media, questo vuol dire che il Tutor funziona bene.

Mah... Anzitutto, va detto che in Francia i controlli sulle strade sono più numerosi: in confronto all'Italia, ci sono più pattuglie rispetto alle auto. I gendarmi non fanno sconti. E secondo, in Francia si combatte seriamente la lotta alla guida in stato d'ebbrezza. Coi controlli e gli alcoltest non si scherza sulle strade francesi.

Purtroppo da noi, la Polstrada fa quel che può: non ha mezzi abbastanza per contrastare il fenomeno. In questo senso, il Tutor va ad arricchire il movimento a favore della sicurezza francese. Dovremmo copiare noi loro; e non viceversa.

In Italia, invece, anziché pensare agli alcolizzati e ai drogati e ai pirati della strada di ogni etnia, si pensa al Tutor e alla velocità. Poi non lamentiamoci se l'Italia non raggiunge l'obiettivo di far calare i sinistri, restando indietro rispetto ad altri Paesi.

 

INTERESSANTI SENTENZE

 

TARGATOCN

Guida in stato di ebbrezza: condanne per due cuneesi

1.2.10

Si sono svolti questa mattina al tribunale di Cuneo due processi per guida in stato di ebbrezza nei confronti di due signori cuneesi. Il primo episodio risale al luglio del 2008 a Busca: verso le due del mattino i carabinieri notarono l’auto di D.D.M. che procedeva a zig zag lungo la strada. Quando fermarono la vettura si resero conto immediatamente che il conducente aveva alzato parecchio il gomito: l’alito era vinoso e l’uomo barcollava. Sottoposto all’etilometro risultò positivo con una concentrazione di alcol nel sangue pari a 2,13 g/l al primo test e 2,20 al secondo test. Il suo difensore ha chiesto al giudice di considerare, al momento della decisione, che l’uomo venne fermato proprio a poche centinaia di metri da casa e che l’episodio si verificò a tarda notte, quando la pericolosità era minore. A fronte di una richiesta di condanna a sei mesi di arresto il giudice ha condannato l’uomo a 4 mesi di arresto e 2600 euro di ammenda, pena convertita in 7920 euro di ammenda, con la sospensione della patente per due anni, dal momento che l’uomo era recidivo.

Il secondo processo contro D.F. è stato più complesso, dal momento che a giustificazione del fatto che la sera del 20 aprile del 2008 venne trovato positivo all’etilomentro con un tasso di alcol nel sangue pari a 1,26 g/l al primo test e di 1,35 g/l alla seconda prova, disse di aver usato poco prima di mettersi al volante un collutorio che gli era stato prescritto dal medico a causa dei disturbi che gli provocavano le sostanze chimiche con le quali lavorava durante il giorno. Al processo sono stati ascoltati il medico curante, la moglie, un amico e un consulente di parte chiamato a dichiarare quali possono essere i possibili effetti dell’utilizzo di un collutorio in casi del genere. Il medico ha dichiarato che, dal momento che nel collutorio c’è una percentuale di alcol, non è da escludere che questa possa incidere sui risultati dell’etilometro. Essendo però l’azione del medicinale di tipo locale (il collutorio non viene ingerito e quindi non circola nel sangue), l’effetto si può verificare a breve distanza di tempo dall’assunzione, sicuramente il suo utilizzo non può essere additato a causa dell’aumento del tasso alcolemico, così come viene registrato nei due test dall’etilometro. L’uomo è stato quindi condannato a 1 mese di arresto convertito in un ammenda di 3700 euro più sei mesi di sospensione della patente.

La vicenda però non si è chiusa qui, poiché il giudice ha trasmesso al pubblico ministero gli atti del processo affinché si proceda per falsa testimonianza nei confronti della moglie dell’imputato: la donna infatti aveva dichiarato sotto giuramento che nel corso della serata lei aveva bevuto una coca cola e il marito due birre a bassa gradazione alcolica. La testimonianza del carabiniere che ha eseguito il test ha però smentito tale circostanza, poiché agli atti risulta che l’auto venne consegnata ad una terza persona, un’amica dei due, poiché anche la moglie, che era in macchina con D.F., era risultata positiva al test e non avrebbe potuto guidare. Camilla Pallavicino

 

RIFLESSIONI DI UN PROCURATORE

IL GAZZETTINO

Indicazioni del Procuratore del Tribunale di Belluno

Lunedì 1 Febbraio 2010,

«Non vedo perché una guida in stato di ebbrezza debba essere trattata alla stessa stregua di omicidio. Far intervenire un giudice, una corte d’appello su un fatto simile non è certo un modo per semplificare le cose. Sarebbe sicuramente molto più efficace infliggere una sanzione amministrativa nell’immediatezza del fatto, evitando così che in molti casi si arrivi anche alla prescrizione».

      Domenico Labozzetta, procuratore presso il tribunale di Belluno, il giorno dopo l’inaugurazione dell’anno giudiziario, indica in una «buona depenalizzazione», che includa ad esempio anche i tanti processi agli extracomunitari irreperibili, uno dei passaggi chiave per velocizzare la giustizia, anche se Belluno, a differenza di molte altre realtà, presenta tempi che molto si avvicinano agli obiettivi perseguiti dal disegno di legge sul "processo breve".

      Come riferito ieri, riportando i passaggi chiave della relazione annuale di Labozzetta, un grande quantità di procedimenti, nel circondario di Belluno, è legata proprio all’alcolismo e alla forte litigiosità.

      «Le guide in stato di ebbrezza e i fatti di violenza correlati all’assunzione di alcol - spiega il procuratore - sono un numero decisamente rilevante rispetto alla totalità dei procedimenti. Del resto è risaputo che negli ambienti freddi si tende a bere di più. È un fenomeno legato all’ambiente».

      Abbondano anche le querele dovute a cattivi rapporti di vicinato. Ma sono fatti che, comunque, spiega il togato, non costituiscono allarme sociale. Belluno resta un territorio sano, ancora inesplorato dalla grande criminalità.

      Interessante il dato sui procedimenti che si chiudono con richiesta di archiviazione, una sorte che spetta a quasi il 50 per cento dei fascicoli. E ciò è dovuto, secondo, il procuratore ai tanti piccoli incidenti, come quelli sulle piste da sci, che spesso si chiudono per mancanza di querela.

 

CONTRIBUTI PER ORGANIZZARE PROGETTI DI PREVENZIONE E DI INFORMAZIONE

 

L’ARENA

REGIONE. Arriveranno quasi 700mila euro

Lotta alla droga un contributo alle Ulss veronesi

Valdegamberi: «L’obiettivo è gestire al meglio le strategie»

1.2.10 Gli sforzi nella lotta alla droga delle Ulss veronesi sono stati «premiati» dalla giunta regionale. Su proposta dell'assessore ai Servizi sociali, Stefano Valdegamberi, qualche giorno fa da Venezia è stato deliberato un contributo di 2,2 milioni di euro, cui si sono aggiunti altri 950mila euro per «progetti innovativi di interesse regionale». In totale, quindi, arriveranno 3 milioni e 150 mila euro per proseguire i piani annuali d'intervento per la lotta alle dipendenze di tutte le Asl del Veneto. Di questi soldi, una discreta fetta, circa 700mila euro, arriverà a Verona grazie ai progetti portati avanti dalle Ulss 20, 21 e 22.

«L'obiettivo», spiega Valdegamberi, «è gestire al meglio le azioni regionali in questo settore. Il provvedimento è inserito nel "Progetto Dipendenze" con cui la Regione ha definito le strategie per combattere l'abuso di alcool, di tabacco, e altre sostanze psicoattive in particolare tra i giovani e giovanissimi». E prosegue: «I progetti dovranno puntare a una reale integrazione delle risorse sul territorio», conclude. Per quanto riguarda le Ulss veronesi, alla 20 andrà il contributo più cospicuo: 232mila euro, alla Ulss 21 il più basso, poco meno di 71mila euro, alla 22 quasi 100mila euro, mentre al dipartimento per le Dipendenze della stessa Ulss, andranno anche 85 mila euro per «Siamo...sicuri?».

Altro denaro è stato pure stanziato a favore della Fondazione Exodus, che riceverà 20mila euro per il «Programma di prevenzione dalla droga in ambito scolastico», altri 85mila euro al Sert di Legnago per il progetto «Safe-Night» e, infine, 85mila euro sono stati destinati al Coordinamento Veneto strutture terapeutiche di Verona per il progetto «Veneto Workfare». G.M.

 

 

 

MARKETPRESS

L’INCHIESTA DI QUATTRORUOTE SULLE MULTE: COSA C’È DAVVERO DIETRO AL BUSINESS DELLE CONTRAVVENZIONI? IL MENSILE LANCIA UNA RACCOLTA DI FIRME SUL SUO SITO PER FERMARE I NUOVI EMENDAMENTI DELLA CAMERA E DEL SENATO SULLE GIÀ ESAGERATE SANZIONI CHE IL PARLAMENTO VUOLE AUMENTARE

              Rozzano, 1 febbraio 2010 - L´italia è il paese delle sanzioni esagerate. Che il Parlamento vuole aumentare. Ma la sicurezza non è questione di soldi: chi sbaglia va punito e chi viola gravemente il Codice non deve guidare. Quattroruote ha indagato su cosa c’è dietro il business delle contravvenzioni con una lunga inchiesta in uscita sul mensile in edicola dal 27 gennaio. E lo fa attraverso studi e testimonianze davvero sconcertanti. Eccone una: Anna è un’impiegata di 28 anni: sta guidando un’utilitaria, comprata usata per 5. 000 euro. Le sue finanze, del resto, non le permettono di più. Marco, invece, è dirigente in una multinazionale: è al volante di una berlina tedesca da 40. 000 euro, messagli a disposizione dall’azienda. La strada che stanno percorrendo a breve distanza l’una dall’altro, larga e sicura, è la stessa, la trappola anche: un autovelox, messo a bella posta da un Comune bisognoso di sanare il bilancio deficitario proprio là dove, improvvisamente, il limite di velocità scende da 90 a 50 km/h. Ci cascano entrambi e, dopo molti mesi (l’amministrazione - si sa - ha il diritto di prendersela comoda, a differenza dei cittadini), tutti e due ricevono un verbale: 370 euro da pagare sull’unghia, perché superavano di oltre 40 km/h un limite inutile e irrealistico. Anna paga e si autodenuncia perdendo, oltre alla patente per un mese, 10 punti: non può fare diversamente, perché i 263 euro supplementari richiesti a chi si trincera dietro un «non ricordo» di fronte alla richiesta d’identificazione del conducente formulata dalle autorità, proprio non se li può permettere. Marco no, invece, non rinuncerà a nulla: versando i 633 euro, che si può permettere tranquillamente, non perderà né i punti né la patente. E probabilmente continuerà ad andare forte, anche quando le condizioni della strada lo renderanno pericoloso, con la certezza che la legge, a fronte di un obolo più o meno cospicuo, permette a molti di farla franca. Questa è l’equità sociale delle sanzioni per chi trasgredisce le norme di comportamento al volante nel nostro Paese: l’importante è «fare cassa» con l’alibi della sicurezza, permettere ai Comuni di mettere a bilancio cifre spropositate e surrogati di «dazi» prelevati dalle tasche dai cittadini. La vera educazione stradale e i principi di giustizia passano, invece, serenamente in secondo piano. Ma c’è di peggio ed è proprio la strada che il Parlamento sta seguendo nel modificare il Codice. A riforma approvata, infatti, Anna si troverebbe a dover pagare, invece di 370, ben 500 euro, ovvero quasi metà del suo reddito, ma perderebbe solo sei punti patente invece di dieci. Tutto questo non piace a Quattroruote che si attiva con una grande inchiesta e chiede ai suoi lettori di dire la loro e di fermare il Senato (che sta esaminando in Commissione Lavori pubblici il provvedimento) e la Camera (che dovrà tornare ad approvare il testo emendato) prima che la nuova legge diventi definitiva. Sul sito www. Quattroruote. It <http://www. Quattroruote. It/> si attiverà presto una raccolta di firme che verranno poi portate a Roma: nei Palazzi del potere, in tutte le sedi competenti e cercherà di coinvolgere i politici più sensibili al tema, senza distinzione di schieramento, perché la giustizia sociale è quanto mai «bipartisan». La verità è che le multe, in Italia, sono già troppo alte: è vero, ci sono altri Paesi in cui si registrano sanzioni anche da record (come la Finlandia o la Svizzera), ma sono proporzionali al reddito di chi commette l’infrazione. Da noi, no: in teoria la legge è uguale per tutti, ma in realtà l’ammenda penalizza i meno abbienti. 150 euro per chi passa per sbaglio con un semaforo giallo (neppure rosso), 155 euro per chi supera di dieci km/h un limite assurdo, 200 euro per chi sosta con il motore acceso e l’aria condizionata inserita o da 500 a 2. 000 euro (decide il giudice) per chi ha un tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l sono già sanzioni esagerate, senza bisogno che il legislatore infierisca ancora. Anche perché le multe salgono regolarmente, con adeguamenti biennali all’inflazione previsti dalla legge stessa. Fra il 2007 e il 2009 la spesa globale, che include anche le contravvenzioni verbalizzate da Carabinieri, Polizia stradale e Guardia di finanza, secondo l’ultimo Rapporto Aci-censis è aumentata addirittura del 57,9%, passando da 57 a 90 euro pro capite. Nessun altro capitolo di spesa, tolto quello per i parcheggi (altra nota dolente: +54,3%), ha conosciuto una simile impennata: l’esborso per i pedaggi autostradali, spesso giustamente criticato, è aumentato dell’11,3%, quello per la manutenzione del 5,8%, mentre le voci relative a carburanti, assicurazione e bollo sono addirittura diminuite (rispettivamente del 5,2, 8,5 e 11,2%). Del resto, a «campare» sulle spalle degli automobilisti sono soprattutto gli enti locali, con incassi da capogiro: Roma, nel 2007, ha accertato infrazioni per 339,53 milioni di euro, Milano per 134,34 milioni, Napoli per 74,92 milioni. Ci sono Comuni, come quello di Genova, che hanno già messo a bilancio per il 2010 accertamenti per 38 milioni di euro contro i 30,8 del 2007; Bologna, invece, ha confermato il preventivo di 36 milioni di euro perché, parola di Giunta del sindaco Delbono, «il tasso di violazioni è altissimo» ed «è colpa della gente che continua a prenderle, le multe». Insomma: un business gigantesco e milionario, che con la sicurezza stradale ha ben poco a che fare. Del resto, la legge italiana, oltre ad ammende esagerate, prevede per gli automobilisti altre sanzioni a dir poco draconiane. Chi eccede con l’alcol (e fa male, non si discute), superando il valore di 1,5 g/l, si vede prima sequestrata, poi definitivamente confiscata e messa all’asta l’automobile: a patto che sia sua, perché se si è scambiato al volante con un amico, la norma non vale. Ma che senso ha rivalersi su un bene e non limitarsi a privare della patente per un periodo prolungato chi, col suo comportamento, ha messo in pericolo sé e gli altri? . .