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giovedì 09 settembre 2010 - 03:37
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vino, birra e alcolici

03/02/2010 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 3 febbraio 2010 ( di redazione )

COMUNICAZIONI LETTERARIE

Dove dorme l’ornitorinco

L'Acat di Modena ha organizzato per il 18 febbraio alle 18.30  presso la Palazzina Pucci in via Canaletto 110, l'incontro con Franco Baldo, autore del romanzo DOVE DORME L'ORNITORINCO.

Informazioni presso l'Acat 388 6066996.

 

GAZZETTA DI MANTOVA

ASOLA Venerdì “Vino e bufale”

Vino e bufale, questo è il libro che venerdì 5 febbraio alle 20.45 sarà presentato in Sala dei Dieci del Comune dagli autori Enrico Baraldi, primario di psichiatria a Mantova e Alessandro Sbarbada, esperto ricercatore di temi alcolcorrelati. Libro è stato finalista del concorso “libro dell’anno 2009 dei mantovani”. Senza nessun intento proibizionista, i due autori espongono un’informazione seria e corretta su un argomento che interessa da vicino tutti. La serata è stata organizzata a favore del Gruppo di Volontariato.

 

CRONACA QUI Milano

Lungo interrogatorio in Questura

Botte e tre pugnalate ma ora piagnucolano «Noi non volevamo»

TORINO - «Siamo stati noi, ma non lo volevamo uccidere. Avevamo bevuto, eravamo ubriachi». Sono state le prime parole di Catalin Marcelin, 26 anni e di Cosmin, di 17, due fratelli romeni, presunti assassini di Giorgio Monteanu. Sono stati inchiodati «da quel video che - riferisce chi l’ha visto - guardato ora, dopo tutto quello che è accaduto, emerge in modo chiaro l’eccitazione di quei due bulli e quelle che potevano essere le loro intenzioni. Già lì, in quel negozio di liquori, mimavano gesti violenti tra loro. Era come si eccitassero a vicenda». Certamente ubriachi, i due fratelli, lo sospettano gli inquirenti, potevano essere anche sotto l’effetto degli stupefacenti. Per loro si trattava di trascorrere un pomeriggio diverso dagli altri, di divertimento. « Da Nichelino erano andati a Borgo Vittoria perché sapevano di incontrare lì connazionali che avevano conosciuto di recente». Volevano sballarsi, ubriacarsi e per questo avevano comprato il vino. Nelle loro tasche quel coltello serramanico che ha colpito Giorgio per tre volte e che gli ha tagliato la gola. Uno dei due lo avrebbe impugnato già prima di colpire la vittima, «facevano davvero gli sbruffoni - ha riferito un testimone alla polizia - e cercavano la rissa, ogni scusa era buona per bisticciare con qualcuno ». Avevano bevuto, si erano scolati tutti quei cartocci di vino, ne avevano offerto anche agli altri ma «volevano farsi vedere da tutti come i più forti, i più fighi». Forse un modo per farsi accettare come nuovi amici di quei gruppetti di ragazzini che trascorrono lì, in via Vibò, gran parte delle giornate. «Nessuno gli ha dato retta più di tanto e, dopo un po’, anche quelli che sembravano essere loro amici si sono allontanati». Così i due fratelli se la sono presa con quel ragazzino schivo, perbene, timido e silenzioso che se ne stava per conto suo, seduto su una panchina vicino alla fontanella. Si sono sentiti forti, se la sono presa con il più debole, fino ad ammazzarlo. Ieri, però, deboli si sono sentiti loro, davanti ai poliziotti: tremavano, singhiozzavano e cercavano uno il conforto dell’altro. Fino ad assumersi in Questura, davanti al magistrato, in un lungo interrogatorio durato fino a notte fonda, prima il più grande, poi il più piccolo, la responsabilità dell’omicidio: «Sono stato io a colpire». [m.bar.]

http://www.cronacaqui.it/news-botte-e-tre-pugnalate-ma-ora-piagnucolano-noi-non-volevamo-_32085.html

 

L’ARENA di Verona

SAN PIETRO IN CARIANO.

Il sindaco: «Accolgo malvolentieri la rinuncia di una persona valida oltre che serissima»

Sterza pizzicato dall’alcol test lascia la carica di assessore

Sfogo dopo le dimissioni: «Tutti possono sbagliare pagherò le conseguenze ma non meritavo il dileggio su giornali e tv e l’invasione della mia vita privata»

Un bicchiere di troppo costa caro all'assessore. La notte di Capodanno il leghista Alessandro Sterza, vigile a Pescantina e assessore alla sicurezza e alla polizia municipale a San Pietro in Cariano aveva brindato al 2010 in compagnia di amici. Una serata che avrebbe dovuto essere allegra, ma finita nel peggiore dei modi ancora prima di cominciare. L'incontro con una pattuglia dei carabinieri, avvenuto a Pedemonte alle 21 30, e l'alcolemia a 0,80 grammi per litro, gli sono costati il ritiro della patente, lo sbeffeggio su tg e carta stampata nazionali e ora la delega alla sicurezza e alla polizia locale. Dimissioni che il sindaco di San Pietro, Gabriele Maestrelli, ha inizialmente respinto, ma poi ha accettato il 25 gennaio scorso, su insistenza dello stesso assessore, assumendo temporaneamente le relative deleghe.

«Ho accolto le indicazioni di Sterza mal volentieri», ammette il primo cittadino, «perchè in realtà Alessandro è una persona validissima, seria, istruita oltre che un ottimo interlocutore nella mia amministrazione». Ottenuta la revoca del mandato, il diretto interessato coglie l'occasione per esternare alcune considerazioni. «Non intendendo censurare il legittimo operato della stampa nel riportare un fatto di cronaca», premette Sterza, «ma devo tuttavia di evidenziare come il rilievo, francamente esorbitante, abbia condotto a una diversa, più grave, connotazione dell'episodio».

E prosegue: «Se da una parte c'è il palese errore commesso, dall'altra ritengo inaccettabile che, per effetto degli sproporzionati corollari di attenzioni che la stampa ha accanitamente associato all'accaduto, la contravvenzione assurga a delitto, tale da meritare giorni e giorni di inchiostro, che ha finito per macchiare gravemente anche il decoro della mia persona». «Nemmeno la mia carica pubblica di assessore ritengo possa impunemente giustificare l'attenzione riservatami, al punto di spingersi a indagare la mia vita privata, le mie relazioni e le amicizie, comprese quelle apparse su un noto social network».

Gli approfondimenti sul suo orientamento politico, secondo Sterza sono «tanto superflui e gratuiti, tanto lesivi per l'immagine e l'onore della mia persona, che non è certo quella del vigile-assessore che scorrazza “alticcio” in auto per le vie del paese. Sebbene integri un facile e vile strumento di detrazione, soprattutto politica, il quadretto non corrisponde per nulla alla realtà, che mi vede invece impegnato a svolgere al meglio delle mie possibilità una funzione che possa portare beneficio alla collettività».

Per Sterza insomma, la gravità dell'infrazione commessa sarebbe giunta mediata «anche omettendo alcuni particolari che nulla hanno a che vedere col diritto di cronaca e offrendo al lettore una rappresentazione distorta o infedele della realtà». Sterza conclude quindi il suo sfogo sottolineando: «Tutti possono sbagliare e io pagherò ogni conseguenza per l'errore commesso, ma ciò non deve né può autorizzare alcuno a promuovere una lapidazione personale quale quella ignobilmente condotta su di me».

 

LEGGO Torino

Cinquanta tassisti contro cinque ragazzi rom…

di Elisabetta Graziani

Cinquanta tassisti contro cinque ragazzi rom. È successo domenica notte all’una di fronte al campo nomadi di Collegno. La rissa non è scattata per un pelo. Soltanto l’intervento tempestivo dei carabinieri ha evitato il peggio. I tassisti infuriati erano arrivati per portare aiuto a due colleghi che poco prima erano stati aggrediti da cinque adolescenti completamente ubriachi.

V.C. e P.V., entrambi di 29 anni, avevano caricato i minorenni sui loro taxi - una Passat e una Multipla - di fronte a una discoteca in via Barbania alle porte di Barriera di Milano. Una volta a Collegno i ragazzi hanno circondato una delle vetture prendendola a calci. I tassisti spaventati sono corsi via abbandonando le auto. Racconta V.C.: «Avevo capito subito che erano ubriachi: avevano l’alito che puzzava di alcool. Quando poi hanno iniziato ad aggredirci e a chiederci i soldi ho pensato a mettermi in salvo, anche perché avevo paura che arrivassero altri rom. Così, ho tolto le chiavi dal quadro e sono scappato, vedendoli rovistare». Dopo aver frugato negli abitacoli e rubato 150 euro, i rom si sono dispersi nel campo nomadi. Ma nel frattempo i due tassisti avevano avvisato carabinieri e colleghi.

Con un rapido tam-tam decine di taxi si sono radunati all’ingresso del campo, assediandolo. Pochi minuti dopo, l’arrivo dei militari ha smorzato la tensione. I carabinieri hanno arrestato M.R, 15 anni, e D.T, 14: entrambi sono stati trasferiti al Ferrante Aporti. Gli altri due sono fuggiti, ma sono stato identificati: G.M., 16 anni, e E.D., 15. Il quinto non è imputabile, perché ha solo 13 anni. In caserma i genitori dei fermati hanno restituito ai tassisti i 150 euro sottratti e i 40 della corsa non pagata.

 

MARKETPRESS.INFO

LA SICUREZZA STRADALE SI FA A SCUOLA

REGIONE PIEMONTE E STUDENTI PER COMBATTERE LE VITTIME SULLE STRADE

Torino 3 febbraio 2010 - Parte la campagna della Regione Piemonte per la sicurezza stradale sulle radio e televisioni locali del Piemonte. Dall’8 al 14 febbraio sulle televisioni e dal 7 al 13 sulle radio sarà trasmesso lo spot ideato e realizzato dai ragazzi dell’Istituto tecnico di Torino A. Avogadro, “Se bevo alcol non guido”, realizzato grazie a un contributo regionale di 4 mila euro. “Si tratta di un breve spot – spiega l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Daniele Borioli - che coglie perfettamente il senso del lavoro che in questi anni abbiamo portato avanti con le attività nelle scuole e con i ragazzi. Quella della sicurezza stradale è una “educazione” che si fa tra i ragazzi e per i ragazzi, cercando di parlare il loro linguaggio e entrare nel loro mondo”. Da qui la scelta di affidare ai ragazzi la realizzazione dello spot, che hanno già realizzato con successo numerosi prodotti multimediali, compreso il cortometraggio “Quel coraggio di cambiare strada”, che gli stessi ragazzi hanno realizzato tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 e si è aggiudicato il premio speciale della giuria al concorso Sottodiciottofilmfestival di Torino. “Contestualmente all’avvio della campagna su radio e televisioni – aggiunge l’assessore all’Istruzione Gianna Pentenero – abbiamo deciso di inviare una copia del cortometraggio “Quel coraggio di cambiare strada” a tutte le scuole del Piemonte, anche in considerazione delle molte problematiche che coinvolgono oggi il mondo della scuola, non ultima quella del bullismo”. Quello della diffusione della sicurezza stradale tra i giovani è un tema al centro dell’azione di della Regione Piemonte: i numeri parlano chiaro. Su un totale di 392 morti sulle strade piemontesi nel 2007, ben 86, il 22% del totale, hanno meno di 25 anni. “Sono numeri preoccupanti – concludono Borioli e Pentenero – che ci dicono che dobbiamo continuare a lavorare, ma che i risultati iniziano a vedersi. Dal 2001 al 2007 le vittime tra i ragazzi con meno di 25 anni sono calate del 53%, più del dato generale che vede un diminuzione dei morti sulle strade di oltre 31%”. Proseguono infatti anche quest’anno le attività di promozione della sicurezza stradale della Regione Piemonte, in collaborazione con le scuole. Sono oltre 4000 le classi dei diversi cicli scolastici, per un totale di 100 mila ragazzi, che hanno aderito ai programmi del Cress collegati al progetto “Ti Muovi”. Attività formative, concorsi, percorsi casa-scuola, educazione stradale e convivenza civile, seminari volti tutti alla riduzione dell’incidentalità stradale e alla diffusione di comportamenti sicuri sulla strada.

 

ASCA.IT

TUMORI: OMS, SENZA PREVENZIONE 17 MLN DI MORTI ENTRO IL 2030 

 (ASCA) - Roma, 3 feb - I morti per tumore nel mondo potrebbero aumentare dai 7,6 milioni attuali a 17 milioni entro il 2030: un numero di vittime piu' che raddoppiato nei prossimi 20 anni, senza un impegno globale sul fronte della prevenzione. E' l'allarme, rilanciato oggi da DoctorNews, dell'Organizzazione mondiale della Sanita', in vista del World Cancer Day che si celebrera' domani. La guerra ai fattori di rischio oncologici e' l'unico modo per vincere la battaglia contro i tumori, avverte l'Ufficio regionale Ovest Pacifico dell'agenzia Onu, che ricorda come oltre il 30% dei casi di cancro (praticamente un terzo) potrebbe essere evitato adottando stili di vita piu' sani. Oggi il cancro fa registrare oltre 12 milioni di nuovi casi all'anno in tutto il pianeta ed e' responsabile di un decesso su 8, piu' delle morti per Aids, tubercolosi e malaria messe insieme, avverte l'Oms. Solo nella regione dell'Ovest Pacifico, i tumori hanno colpito nel 2008 circa 3,7 milioni di persone (2,2 milioni di uomini e 1,5 milioni di donne), con quasi 2,6 milioni di decessi.

''C'e' una preoccupazione universale sul cancro'', sottolinea Shin Young-soo, direttore dell'Ufficio regionale Oms. Ma bisogna fare ancora molto per migliorare la consapevolezza del problema, perche' ''con la giusta disposizione d'animo, e attraverso azioni appropriate - assicura - alcuni tumori possono essere evitati'' e altri ''diagnosticati precocemente, trattati e curati''. Non fumare, non bere alcol, seguire un'alimentazione corretta, fare esercizio fisico, prevenire le infezioni che potrebbero dare origine a un tumore. Sono queste le mosse vincenti per 'dare scacco matto' al cancro, ricorda l'Oms. Che mette l'accento soprattutto sulle insidie del fumo e della vita sedentaria. Le sigarette, ricorda, sono la prima causa evitabile di cancro (*), mentre 30 minuti al giorno di esercizio fisico moderato possono ridurre il rischio di tumori a seno e colon.

 

(*) Nota: vino, birra e altri alcolici sono la seconda.

 

DENARO.IT

Al via Artemis, contro malattie del cuore e tumori

In Campania nasce Artemis, un gruppo di lavoro della Società italiana di Diabetologia (Sid) e della Società italiana di Endocrinologia (SIie), con lo scopo di prevenire le malattie cardiovascolari e neoplastiche.

L'iniziativa, nata dal lavoro di Annamaria Colao che coordina il gruppo 'Artemis' insieme a Carla Giordano, intende promuovere una campagna nazionale di prevenzione primaria vera che, oltre a garantire un abbassamento delle percentuali di malati, riduca anche i costi per la sanità pubblica.

"La maggior parte delle malattie che portano alla morte in Occidente ha natura endocrino-metabolica. Noi vogliamo puntare a una grande presa di coscienza del fatto che l'esercizio fisico, il dormire bene, una dieta appropriata, l'assenza di alcool e fumo, rappresentano il principale strumento di prevenzione - spiega Colao, ordinario di Endocrinologia della Federico II - lo stile di vita corretto è fondamentale per ridurre le malattie. La conoscenza di questi benefici non è ancora adeguatamente diffusa e noi ci proponiamo di portare lo stile di vita nella cultura degli italiani, in particolar modo attraverso le donne. Se una donna conduce un adeguato stile di vita e ne è consapevole è più probabile che curerà allo stesso modo l'intera famiglia".

 

IL SOLE 24 ORE

Canali di vendita

Da Ikea si compra anche il vino

Alcuni store italiani propongono un'enoteca con bottiglie della Franciacorta. Intanto Auchan porta all'estero la tradizione vinicola italiana

Qualcosa si muove nel mondo internazionale del retail. Grandi e piccole manovre che coinvolgono il vino, ormai ritenuto anche dalle principali multinazionali distributive come un prodotto-chiave per attrarre i consumatori. Perché, a dispetto della crisi dei consumi, il vino è sempre di più una bevanda che fa status e che, soprattutto sui mercati più giovani (come quello statunitense), detta gusti e mode. In questo modo si aprono nuovi canali commerciali che possono rivelarsi un'opportunità interessante anche per il vino made in Italy.

La sperimentazione di Starbucks

La prima notizia che ha attratto l'interesse dei mass-media è la caduta di un tabù: Starbucks, la catena di caffetterie più grande del mondo con oltre 16mila punti vendita in una cinquantina di paesi, ha sdoganato l'alcol. Si tratta solo di un test, ma, viste le dimensioni e la potenza del gruppo, è un segnale da non sottovalutare. Starbucks ha scelto la sua città natale, Seattle, per verificare un nuovo format, trasformando uno dei suoi locali storici in “15th Avenue Coffee and Tea”. Se l'insegna non lascia presagire molto di nuovo, in realtà all'interno le novità non mancano: a cominciare dall'offerta di vini e birre, con menu del giorno, che si affiancano ai classici te e caffè. E poi musica dal vivo con dj set per un locale che si dichiara “ispirato da Starbuck'” ma che calca soprattutto la mano sull'atmosfera europea, cibi e bevande comprese.

Franciacorta in salsa svedese

Starbucks non è solo sulla strada della valorizzazione del vino. Anche Ikea ha novità in questa direzione. Nei bar di alcuni store italiani viene proposto il prosecco biologico, mentre in altri nella zona ristorante è comparsa l'enoteca Ikea, con bottiglie di vino bianco, rosso e prosecco fornite da un produttore della Franciacorta e in vendita nel banco frigorifero del ristorante. Insieme al vino, Ikea suggerisce anche i calici perfetti per la degustazione.

Anche in questo caso vale la pena contestualizzare la notizia: Ikea non è solo il leader mondiale nell'arredamento di design a basso costo, ma anche uno dei principali operatori internazionali della ristorazione commerciale. Quest'azienda, fondata nel 1943 in un piccolo borgo agricolo della Svezia, oggi conta 301 negozi distribuiti in 37 paesi. E in ognuno di questi punti vendita c'è un'area espressamente dedicata alla ristorazione, che gioca un ruolo sempre più importante nel pacchetto di offerta poiché viene considerata uno dei settori più redditizi e fidelizzanti.

Ecco spiegato perché bistrot e ristorante occupino spazi sempre più ampi all'interno dei punti vendita. Ad esempio, il ristorante del rinnovato punto vendita di Sesto Fiorentino può ospitare ora fino a 450 persone sedute, cento in più rispetto alla vecchia struttura.

Non solo. Lo scorso ottobre è stato inaugurato l'Ikea di Villesse, in provincia di Gorizia, che rappresenta la base di quello che, nell'arco di due anni, sarà il primo shopping center italiano gestito da Inter Ikea Centre Group, che ha il compito di sviluppare centri commerciali nei mercati dove Ikea già opera e che già oggi gestisce 22 shopping center in 7 paesi europei e ha in cantiere la progettazione e la realizzazione di altri 12. "Si tratta di centri commerciali pensati innanzitutto per la famiglia - spiega Roberto Monti, amministratore delegato di Ikea Italia Retail - con solide infrastrutture a disposizione dei partner di vendita al dettaglio, finalizzate ad un'esperienza coinvolgente per tutti i clienti". Dunque, un nuovo competitor di taglia internazionale si appresta a scendere in campo nello scenario della distribuzione italiana, dove molti retailer (soprattutto di taglia internazionale) stanno veicolando nel mondo il meglio del food& beverage tricolore.

Chianti e Lambrusco sugli scaffali di mezzo mondo

È il caso di Auchan (presente in 13 paesi e con 39,5 miliardi di euro di fatturato 2008) che ha varato di recente l'Operazione Prodotti Paesi Latini nel Mondo per promuovere prodotti, sapori e stili alimentari dei principali paesi europei. Nell'iniziativa commerciale, che ha preso il via in settembre, è coinvolto un assortimento di referenze provenienti da Spagna, Portogallo, Francia del Sud e Italia. Gli “ambasciatori” del food&beverage italiano sono circa 200, perlopiù private label, in rappresentanza delle principali merceologie, a partire proprio dal vino. La catena distributiva ha aspettative positive su questo progetto internazionale, che è stato messo a punto sulla base del successo riscosso da Operazione Prodotti Italiani 2008, un altro mega-evento promozionale che ha visto 171 referenze italiane sbarcare nei punti vendita della catena presenti in sette paesi (Francia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Romania, Polonia e Cina).

Una particolare attenzione viene dedicata al prodotto forse più nobile della tradizione alimentare italiana: il vino, che attualmente rappresenta il 5% del fatturato export realizzato dall'insegna. Dal 2008 Auchan porta la cultura vinicola italiana in Ungheria, Romania, Polonia, Cina, Francia, Spagna, e Portogallo con i prodotti che partecipano all'Operazione Vini dal Mondo. La collezione, che oggi comprende un Chianti, due Lambrusco e un Primitivo di Manduria, viene etichettata per l'occasione con la traduzione nelle lingue dei Paesi di destinazione. Inoltre, in occasione di Vinitaly 2009, Auchan Italia ha presentato alle strutture acquisti di 13 Paesi la produzione vinicola italiana e li ha messi in contatto con fornitori potenzialmente interessati all'esportazione diretta verso altri paesi della rete Auchan. Così 10 etichette italiane, fra cui un Nero d'Avola, un Valpolicella e un Barolo, entreranno nell'assortimento continuativo degli ipermercati Auchan in 9 paesi europei.

 

IL GIORNALE

Il premio Grinzane subito “suicidato” da chi voleva salvarlo

di Paolo Granzotto

Caro Granzotto,

essendo di carattere provinciale e tutto sommato non così interessante, le sarà sfuggita la notizia del furto della “cantina” dell’ex Premio Grinzane il cui presidente Giulio Soria, finito in carcere, è tuttora oggetto di cure da parte della Procura torinese. Nell’alloggio che fu regno e abitazione di Soria i soliti ignoti hanno sottratto un diecimila bottiglie - conservate in undici locali - di Barolo e Barbaresco per un valore, si dice, tra i 150 e i 200mila euro. Questo furto fa seguito a quello, eseguito qualche mese fa, di un quadro e di molte carte relative al Premio sempre conservate nell’alloggio di Soria. Centocinquanta-duecento mila euro sono una bella cifra considerando che il Premio Grinzane è stato rilevato, previa asta, dalla signora Caterina Bottari Lattes per 336mila euro che si riducevano, se avesse potuto contare sulla cantina, a soli l86mila euro. Furti, arresti, aste plurime e ora la signora Lattes che dichiara di voler chiudere, di far cessare il Premio che ha appena rilevato. Strana vicenda, lei cosa ne dice, caro Granzotto? Non sente puzza di bruciato?

D. Ferrari

 

Puzza di bruciato no, ma un sentore di marciume sì, caro Ferrari. La faccenda che più stupisce è che dopo una combattuta gara per rilevare il Premio con la discesa in campo della più rinomata società culturale e politica (di sinistra) torinese in difesa della “piemontesità” del Grinzane; dopo appassionate prese di posizione (se finisce nelle mani di un non piemontese la Regione non darà più un euro al Grinzane, minacciò la Governatora Mercedes Bresso), al termine di un tira molla giudiziario il premio resta sì in mani piemontesi, ma per essere archiviato. Sostituito, come ebbe a dire la signora Bottari Lattes, con iniziative nel campo della musica e dell’arte. Del premificio di Soria resterà in piedi, a quanto pare, solo il Parco Culturale “Piemonte Paesaggio Umano” che già nel nome denuncia il suo essere una di quelle bischerate, forse la più bischera, che Soria dava in pasto ai gonzi. E sì che il Grinzane Cavour era magnificato come il vertice del l’eccellenza piemontese nel campo della cultura, il fiore intellettuale all’occhiello della Regione che infatti non lesinava palanche per farlo sempre più ricco e fastoso. E perché le pratiche di finanziamento e dunque la cuccagna non subisse ritardi burocratici o intoppi frutto di incomprensioni, la Regione aveva destinato quale ufficiale pagatore nientemeno che il fratello di Giuliano Soria. A dir il vero, più trasparenza di così si muore. Sì, il Grinzane è pieno di misteri, ma il mistero più grande resta il suo esser sempre stato testardamente provinciale. Non si spiega infatti perché un premio letterario fra i più ricchi se non il più ricco in assoluto, un premio che veniva assegnato a qualsiasi Nobel gli venisse alla portata, ad autori superstar d’ogni angolo del mondo, un premio che scarrozzava giuria e premiati e ospiti e cari nei più esclusivi alberghi e ristoranti dei quattro continenti, che aveva a disposizione un paio di Castelli e una cantina con 10mila bottiglie di Barolo e di Barbaresco, non avesse eco, non avesse “visibilità” al di fuori dell’asse Torino-Asti. Non dico un palermitano o un romano, ma nemmeno la classica casalinga di Voghera, che pure è a due passi, ne ha mai saputo niente. E questo quando la causale del contributo monetario corrisposto dalla Regione era che con il suo dispendioso daffare il Grinzane esportava, in patria e nel mondo, “l’idea del Piemonte”. Lo stesso Piemonte che dopo averlo difeso con le unghie e i denti, ha deciso di suicidarlo.

 

IL SOLE 24 ORE

Le accise colpiranno gli acquisti via internet di tabacchi e alcolici

Uno schema di decreto per limitare gli abusi

di Marco Mobili e Elena Simonetti

Stretta fiscale in arrivo per le vendite online di bevande alcoliche e tabacchi lavorati provenienti da altri paesi dell’Unione europea. Dal 1° aprile chi acquista su internet stecche di sigarette, bottiglie di vodka o vini d’annata non potrà più contare sull’eventuale sconto applicato dal venditore approfittando delle maglie fin troppo larghe che sino a oggi hanno consentito, secondo il fisco, di aggirare o eludere le imposte sulla produzione e il consumo di questi prodotti. Il governo esaminerà, in via preliminare, nella riunione convocata domani a Palazzo Chigi, uno schema di decreto che recepisce la direttiva 2009/11/Ce sul nuovo regime generale delle accise destinato a entrare in vigore nel mercato unico. Il testo messo a punto da Politiche europee ed Economia ha ottenuto ieri il via libera nella riunione preparatoria di pre-consiglio e introduce una serie di novità alla disciplina dettata dal Testo Unico delle disposizioni legislative sulle imposte relative alla produzione e ai consumi (Dlgs 504/95). Lo schema di decreto che si compone di 62 articoli introduce di fatto un giro di vite nel settore dell’e-commerce e della vendita a distanza dei prodotti a regime d’accisa anche nel caso in cui siano già stati immessi in consumo. Per evitare il dribbling delle accise imponibili sulla merce che entra nel territorio nazionale la bozza di decreto impone ora l’obbligo ai venditori di nominare un proprio rappresentante fiscale che dovrà essere preventivamente autorizzato dall’amministrazione finanziaria e sarà tenuto a garantire il pagamento dell’imposta entro il primo giorno lavorativo seguente a quello di arrivo del prodotto, con tanto di contabilità separata delle forniture. Chi vende dovrà inoltre depositare una cauzione secondo modalità stabilite dai Monopoli di stato per i tabacchi lavorati e dall’agenzia delle dogane per le altre categorie di merci interessate dalla direttiva comunitaria. Un’ulteriore disposizione affianca ai limiti quantitativi massimi già imposti per vini, spumanti e superalcolici acquistati, ovvero trasportati per uso proprio e quindi per finalità diverse da quelle commerciali, un tetto anche ai tabacchi lavorati e cioè sigarette (800 pezzi), sigari (tra 200 e 400 pezzi a seconda delle dimensioni), e tabacco da fumo (un chilogrammo). Questi ultimi, se oggetto di transazioni perfezionate via internet, dovranno inoltre rispettare le norme nazionali in materia tariffaria, etichettatura e apposizione di bolli. Il decreto incide anche in modo significativo sulla disciplina del cosiddetto “regime sospensivo” delle accise applicate a prodotti energetici, elettricità e alcool etilico. Per continuare a godere dei benefici fiscali che consentono ai produttori di pagare l’imposta di fabbricazione solo quando il prodotto passa alla fase di commercializzazione, le aziende dovranno infatti registrarsi in un apposito sistema informatizzato gestito dalle Dogane. La registrazione, infine, consentirà di attribuire un “codice di accisa” alle singole forniture che saranno associate a un documento di accompagnamento elettronico e subordinate - salvo deroghe concesse dal fisco a “ditte affidabili e di notoria solvibilità” - al deposito di una cauzione pari al 10% dell’imposta mediamente pagata dal produttore al momento dello svincolo della merce.

 

IL SOLE 24 ORE

Nuovo vertice al Giv-Riunite

Consolidato a 430 milioni nel 2010

di Dante Basile

Decolla con un nuovo vertice il mega gruppo vinicolo sorto un anno fa con la fusione tra Cantine Riunite & Civ di Reggio Emilia e il Gruppo Italiano Vini di Calmasino (Verona): decine di aziende di produzione in tutta la Penisola, 1.300 dipendenti, 200 milioni di bottiglie e 430 milioni di euro di fatturato, per il 60% realizzato sui mercati esteri. Ieri il cda del Giv ha ratificato il passaggio di testimone tra il presidente uscente Vanis Bruni e l’entrante Corrado Casoli, che riveste la stessa carica anche alle Riunite. Contemporaneamente anche l’a.d. Emilio Pedron, da oltre tre decenni al vertice operativo del Civ, ha fatto un passo indietro, pur restando nel consiglio. La sua posizione è stata sdoppiata, con la nomina di un vice presidente con delega all’area finanza affidata a Rolando Chiossi (per lui si tratta di un ritorno, avendo già ricoperto la posizione di presidente). La gestione operativa è stata affidata a Davide Mascalzone, un giovane manager formatosi al Price ma da dieci anni nel gruppo, dove ha seguito tutte le principali operazioni degli ultimi anni: dalla nascita di Civ Sud all’acquisizione di Bolla, ma anche alla riorganizzazione della rete di distribuzione internazionale. “Con questa nuova squadra - ha detto il presidente Casoli - ora il Civ è pronto a ripartire e affrontare le nuove sfide che il mercato offre”. Come a dire che una nuova stagione di acquisizioni potrebbe essere alle porte. Casoli non si sbilancia, ma assicura che nel 2010 arriverà il primo bilancio consolidato.

 

LA REPUBBLICA VIAGGI

L’iniziativa

Fontanafredda dichiara guerra ai solfiti

Una dichiarazione di guerra ai solfiti nel vino. Usati per evitare l’ossidazione, ma al tempo stesso responsabili di sgradevoli mal di testa. La sfida la lancia una storica cantina piemontese, Fontanafredda (anzi Mirafiore & Fontanafredda, come è stata rinominata dopo essere stata acquistata dalla cordata di Oscar Farinetti, fondatore di UniEuro e Eataly). L’obiettivo è ambizioso: ridurre del 75 per cento, rispetto al limite di legge, il contenuto dei solfiti nelle bottiglie. La strada scelta per il progetto “Vino pulito” è ipertecnologica: la collaborazione con la società Air Liquide permetterà nelle varie fasi di vinificazione di lavorare in totale assenza di ossigeno, eliminando quindi la necessità di aggiungere anidride solforosa.

Mirafiore & Fontanafredda

Via Alba, 15 - 12050 Serralunga d’Alba (Cuneo)

Tel. 0173-626111 - www.fontanafredda.it

 

GOMARCHE.IT

Fano: tenta di violentare una trentenne, arrestato un operaio

Una serata trascorsa insieme, poi l'invito a bere un drink a casa e per un operaio residente a Fano l'equazione doveva essere matematica. La serata doveva concludersi con un rapporto sessuale, ad ogni costo.

A finire in manette con l'accusa di tentata violenza sessuale e lesioni personali è stato un 35enne, operaio, proveniente da fuori regione ma da tempo residente a Fano. L’uomo, dopo aver trascorso una serata con una 30enne, amica, di nazionalità dominicana, l'ha prima salutata all'uscita da un locale ma poi c'ha ripensato. L'ha raggiunta a casa chiedendole di bere un drink. La ragazza ha accettato ma l’alcol ha giocato un brutto scherzo al 35enne. L'operaio voleva a tutti costi consumare un rapporto sessuale con la ragazza. Al rifiuto di lei, l'uomo è andato su tutte le furie. Le ha strappato i vestiti e ha cercato di violentarla. La ragazza è riuscita a divincolarsi e a chiedere aiuto. Proprio dei conoscenti della dominicana hanno avvertito i Carabinieri. L'uomo, rintracciato e fermato dai militari, è stato arrestato domenica mattina con l'accusa di tentata violenza sessuale e lesioni. La giovane infatti nel tentativo di divincolarsi ha riportato ferite guaribili in dieci giorni. Dal carcere di Pesaro, dopo la convalida del fermo, il 35 ha ottenuto gli arresti domiciliari in attesa del processo.

 

CORRIERE ADRIATICO

Gruppo di difesa su Facebook. Si fanno avanti le città della costa

Enoteca, pioggia di proteste “Persa una nostra eccellenza”

Jesi L’Enoteca regionale di via Conti ha chiuso i battenti domenica notte, come previsto. Non c’è stato, invece, l’annunciato incontro tra l’assessore al Commercio Olivi e il presidente dell’Istituto marchigiano di tutela (Imt). Previsto per ieri, è stato posticipato a domani. I due interlocutori, e i loro staff, si incontrano con l’intenzione dichiarata di trovare un accordo per la prosecuzione della gestione dell’enoteca. Oppure per rompere il sodalizio e trovare entrambi altre soluzioni.

Ma l’assessore regionale all’Agricoltura è stato categorico: Imt è l’unico entre autorizzato a promuovere i vini nelle province di Ancona e Macerata (presto anche Pesaro) per cui gestisce lui l’Enoteca regionale, a Jesi o dove altro luogo vuole. Alessandro Moroder ha detto chiaro e tondo che non intende pagare il canone d’affitto al Comune “perché l’Enoteca regionale dà lustro e ritorno alla città che la ospita”. Olivi ribatte che quel contratto risale a qualche anno fa, e mai era stato contestato. Allora ci si confronta, si tratta, e un accordo si raggiunge, sempre che esista realmente la volontà di raggiungerlo, e non ci siano altri scopi più o meno celati, ma già confezionati. Anche perché, nel frattempo, alcune amministrazioni comunali, tra cui quelle di alcune città della costa, stanno lanciando all’Imt segnali di disponibilità ad ospitare la struttura.

Intanto sale la protesta contro la chiusura. Giancarlo Rossi, direttore dell’Enoteca, s’è cucito la bocca e ci dice che sta cucinando a casa sua. Sara Graziosi è sommelier e lavorava all’Enoteca. “Chiudere l'Enoteca regionale di Jesi è come chiudere casa Leopardi a Recanati. Insomma, è una roba da matti - dice Sara -. Speriamo tutti quanti per una prossima riapertura”. Intanto si è creato addirittura un gruppo su Facebook : “Non chiudete l’Enoteca regionale” dove la volontà della gente viene espressa con ricordi e rammarico per le belle serate passate insieme, ascoltando musica dal vivo, meditando e gustando un buon calice di vino marchigiano. “Lasciateci l’Enoteca - conclude Sara -. Così si rischia di perdere una delle eccellenze della nostra città. Ricordo ancora il corso di sommelier che ho frequentato qualche anno fa, la competenza di chi lavora, l’immagine positiva...”.

 

CORRIERE ADRIATICO

Aggrediscono i vicini, arrestati

Due italiani e un marocchino tutti in preda all’alcol bloccati dai carabinieri

Marotta

Li hanno aggrediti prima con una raffica di insulti e minacce, poi sono arrivati a sfondare le porta della loro abitazione. A fermarli sono stati i carabinieri, messi in allarme dai vicini di casa degli aggrediti e per due uomini di 32 e 28 anni, la serata si è conclusa nelle celle di sicurezza della caserma dell’Arma, in attesa di smaltire la sbornia e di essere giudicati con rito direttissimo per l’accusa di violazione di domicilio aggravata e lesioni personali.

L’episodio si è verificato l’altra sera a Marotta, nell’area di un condominio. Qui i due arrestati hanno iniziato a litigare tra loro per una banale questione di parcheggio. Urla e insulti reciproci, aggravati dal fatto che entrambi si trovavano in un evidente stato di ebbrezza. Alcuni residenti nel condominio hanno protestato per gli schiamazzi, chiedendo ai due di smetterla. Questi, per tutta risposta, hanno iniziato a prendersela con chi chiedeva un comportamento più civile, data la situazione. Non si sono però limitati agli insulti, ma sono arrivati addirittura davanti all’appartamento degli ignari inquilini e qui hanno sfondato la porta, aggredendoli al punto che, successivamente, i malcapitati hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici per numerose lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Nel frattempo però c’è chi ha telefonato ai carabinieri. Sul posto sono arrivati i militari, che hanno immobilizzato i due aggressori, che sono stati condotti in caserma e dichiarati in arresto.

Altro arresto è stato invece eseguito, sempre dai militari della stazione di Marotta, nei confronti di un uomo di 40 anni di nazionalità marocchina, con le accuse di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Anche in questo caso il protagonista era in preda all’alcol e anche in questo caso ha iniziato a minacciare i propri vicini di casa. Contemporaneamente ha iniziato a distruggere i mobili della propria abitazione. Nuovo allarme ai carabinieri e sul posto è arrivata una pattuglia, che con non poche difficoltà è riuscito a bloccare l’uomo e ad arrestarlo.

Da sottolineare come in tutti e due gli episodi gli uomini dell’Arma siano intervenuti tempestivamente, nell’arco di pochissimi minuti da quando alla centrale del 112 è arrivata la richiesta dei cittadini. Un particolare che testimonia della costante presenza dei militari nell’attività di controllo del territorio, che nel caso di Marotta è particolarmente esteso e presenta un sensibile ricambio di residenti, in particolare per quanto riguarda la presenza di cittadini stranieri o di chi lavora temporaneamente in imprese della zona.

 

LA SICILIA

Ragusa  

Ragazza in stato d'ebbrezza con l'auto nella scarpata  

Giù, lungo una scarpata, a causa della perdita di controllo del veicolo sul quale viaggiava. E' accaduto ieri ad una ragazza di 29 anni trovata successivamente dai vigili del fuoco e dai carabinieri della Stazione di Ibla che hanno proceduto per competenza. L'incidente è avvenuto intorno alle 3 di notte sulla strada ex 115, Ragusa-Modica, poco dopo via Risorgimento e nei pressi dell'ospedale Maria Paternò Arezzo. Un incidente autonomo dovuto però all'eccessiva ubriachezza della ragazza che era al volante.

La giovane, immediatamente soccorsa, grazie anche all'intervento delle squadre dei vigili del fuoco che l'hanno recuperata dalla scarpata, è stata trasportata al Pronto soccorso dell'ospedale Civile di Ragusa. Sottoposta ad accertamenti medici dall'equipe sanitaria, le sono state accertate le fratture dello zigomo e delle ossa nasali, con una prognosi di 25 giorni. La conducente, su richiesta dei carabinieri, è stata sottoposta agli esami tossicologici, risultati positivi con un tasso alcolemico pari a 2,5 grammi a litro nel sangue, dunque cinque volte superiore al limite massimo consentito. Per questo motivo nei confronti della giovane è scattata una denuncia per guida in stato di ebbrezza con l'immediato ritiro della patente. La donna è stata trattenuta per qualche ora per effettuare gli accertamenti sanitari prima di essere poi dimessa.

M. B.

 

IL GAZZETTINO (Padova)

L’anziana dice che è stata maltrattata dalla figlia…

Lino Lava

L’anziana dice che è stata maltrattata dalla figlia in tutti i sensi. Le botte le hanno persino lesionato gli occhi. È stata portata in ospedale solo all’ultimo ed è diventata quasi cieca. L’hanno salvata i Servizi sociali del Comune di Rovolon. Questa mattina la figlia comparirà davanti ai giudici del Tribunale collegiale. Deve difendersi dalle accuse di maltrattamenti e lesioni gravissime nei confronti della madre. L’imputata è Laura Prosdocimi, quarantanovenne, residente a Campo San Martino. Sarà difesa dall’avvocato Lorenzo Gollin. A rappresentare l’accusa in aula sarà il pubblico ministero Vartan Giacomelli.

      Era la vigilia di ferragosto 2004 quando l’anziana chiese aiuto ai servizi sociali del Comune di Rovolon, dove risiede. E venne subito soccorsa e accompagnata all’ospedale. Purtroppo le lesioni agli occhi erano ormai molto gravi. E la donna è rimasta quasi cieca. Il racconto che l’anziana ha fatto agli operatori dei Servizi sociali è drammatico e ha fatto avviare l’inchiesta da parte del pubblico ministero Maria D’Arpa.

      L’accusa sostiene che Laura Prosdocimi faceva vivere la madre in condizioni igieniche pessime. E la loro convivenza era diventata ossessionante per la signora. Era vittima di continue aggressioni verbali e fisiche.

      Nel capo d’imputazione si afferma che l’imputata non nutriva la madre con pasti regolari. Anzi, le faceva bere solo bevande alcoliche e la faceva fumare in maniera smisurata.

      Ma veniamo all’accusa più grave, quella delle lesioni gravissime. L’anziana ha raccontato che la figlia l’aveva picchiata molto duramente e lei aveva perso la vista. I medici le hanno riscontrato il distacco bilaterale della retina e la lussazione del cristallino di un occhio. Se fosse stata portata subito all’ospedale i medici avrebbero potuto intervenire. Invece no. Il ricovero ormai tardivo fatto dagli operatori dei Servizi sociali di Rovolon è avvenuto quando ormai la signora era diventata quasi cieca.

 

IL GAZZETTINO (Pordenone)

ALCOLISMO

LE RIFLESSIONI DI UNA RAGAZZA

      Capita raramente di commuoversi correggendo un compito di italiano: è quello che è accaduto al professor Silvio Ornella con il tema di questa sua allieva. Lo spunto era offerto da un’inchiesta del "Gazzettino" (28/10/09) dal titolo "Fino all’ultimo bicchiere", a partire dalla quale i ragazzi dovevano confezionare un saggio breve.

L’alcol. Una tragedia

Per i giovani ma non solo    

      Certo, come dice l’articolo "Fino all’ultimo bicchiere", ci sono dei ragazzi che bevono solo per divertirsi o per il proprio piacere, ma io penso che chi beve veramente tanto lo fa per sostituire con l’alcol qualcosa che gli manca, la frase "Bevo per amore e per disperazione" è il riassunto di ciò che penso io.

      Tanti ragazzi bevono perché non sanno le conseguenze di quello che fanno, ma la colpa non è solo loro.

      Come fa un genitore a non accorgersi che il figlio torna a casa ubriaco?

      Molti genitori lo tollerano perché tanto pensano che bere una volta alla settimana e tornare a casa ubriachi non abbia nessun tipo di conseguenze. Ma invece le ha, nel loro futuro. Se l’alcol diventa una malattia, loro non rovineranno la vita solo a loro stessi, ma anche a tutte le persone che hanno intorno.

      Per fortuna sono una minoranza i ragazzi che bevono, ma nonostante ciò è una percentuale in aumento. Come dice il dottor Giovanni Serpelloni, "Bere troppo è una tragedia per alcuni, ma pur sempre una tragedia".

      Solo in Italia ci sono circa sessantaduemila persone (adulti e giovani) in trattamento di disintossicazione, peccato che la maggior parte degli alcolisti nega il problema e, a volte, una sola terapia, anche se dura anni, non basta.

      Iniziare è facile, riprendere è ancora più facile, smettere è la cosa più difficile. Soprattutto se un ragazzo non vuole smettere e se la sua famiglia nega il problema.

      L’alcol è paragonabile ad una droga, come dice l’articolo, "una droga a basso costo", una droga che ti uccide il fegato e ti fa andare fuori di testa, una droga che assume una persona, ma le conseguenze maggiori sono gli altri ad averle, soprattutto le persone che sono vicine a chi ha il problema...

      Come si può vedere dai grafici, secondo i giovani l’alcol ha come pericolo massimo il fatto che può provocare incidenti... e la salute mentale e fisica della persona? Hanno mai visto una persona alcolizzata? Si sono mai chieste perché le persone alcolizzate sono magre e molto spesso nervose? Ma i genitori, mi chiedo, perché non spiegano ai loro figli che l’alcol crea una bestia e non una persona?! Non c’è bisogno di diventare dei tossici per capire che l’alcol ti distrugge!

      Certo anche gli incidenti causati dall’alcol sono un problema grave per chi beve, perché chi beve non è più disinibito come dicono i ragazzi nell’articolo "Con l’alcol nelle vene"... è semplicemente più volgare, con la voce impastata e, a volte, arriva ad essere aggressivo con tutti senza motivo.

      Chi è un alcolizzato da adulto, ha iniziato a bere da giovane.

      Ed è vero, come dice l’articolo, che, per esempio, il martedì gli sballati non si trovano perché devono ancora finire di smaltire il week end... gli sballati smaltiscono l’ubriacatura solo dopo tre o quattro giorni... molto spesso ritornano a bere verso il giovedì o il venerdì sera...

      Non sono d’accordo con la lettera nella terza pagina.

      Non si beve per dimenticare il futuro.

      L’alcol distrugge il futuro di una persona, lo segna indelebilmente, lo scalfisce e lo rovina.

      Ok, la vita è difficile, ma lo è sempre stata, non è che perché c’è la crisi bisogna tuffarsi nell’alcol e rovinarsi definitivamente la vita.

      Questa lettera non la trovo giusta praticamente in nessun punto.

      Anche gli adulti hanno i loro problemi, ma non vuol dire che siano tutti degli alcolizzati! E come si fa a paragonare l’ubriacatura del sabato sera con il fatto che un ragazzo per dimenticare, beve?!? E paragonare l’uso di droghe pesanti con lo stress?!? Se uno vuole un antistress che vada a fare yoga o che so io... Non è che una persona beve per dimenticare i problemi... sennò le persone come me che hanno un padre alcolizzato e che passano un terzo della loro vita a cercare di aiutarlo che dovrebbero fare?! Fumarsi canne tutto il giorno? No, questa non è la vita che voglio per me! I problemi non si risolvono con l’alcol. Io non bevo perché bere ti distrugge... e mi disgusta sapere che i miei amici e le mie amiche bevono solo per divertirsi.

      Fa male vedere anche le ragazze ubriache... e soprattutto sapere che anche loro sono in aumento.

      Una ragazza regge l’alcol ancora meno di un ragazzo.

      E la cosa più brutta è che è più facile provarci con una ragazza ubriaca piuttosto che con una sobria... perché tanto, si sa, una ragazza ubriaca non ti dice mai di no, o al massimo la si fa bere un po’ di più e lei fa tutto quello che si vuole, e al mattino dopo, gli unici resti di una notte brava sono un gran mal di testa e una stanchezza enorme...

      Ma come si fa a reggere tutto questo?

      Personalmente non credo che solo l’otto percento dei giovani si ubriachi almeno una volta l’anno. Penso siano molti di più purtroppo.

      E saper che la zona in cui vivo è la zona in Italia in cui si beve di più fa riflettere.

      La cosa peggiore è, come si può dedurre dall’ultimo articolo, la leggerezza con cui si compra da bere, e il menefreghismo con cui gli amici vedono gli altri bere...

      Mi dà fastidio che molta gente pensi che tutti i giovani bevono.

      Non è vero.

      E pensare che fino ai vent’anni nel corpo non sono neppure presenti gli enzimi che metabolizzano l’alcol... e quindi che fine fa l’alcol che beve un sedicenne? Direttamente nel sangue... per cui direttamente nei comportamenti.

      Il tema di questa ragazza è una riflessione per così dire "dall’interno", di esemplare forza e pacatezza. (Non pubblichiamo il nome dell’allieva per motivi di privacy).

      Silvio Ornella

      Itis "Kennedy"

      Pordenone

 

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