|
vino, birra e alcolici
06/02/2010 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 6 febbraio 2010 ( di redazione )
CORRIERE DELLA SERA – FORUM NUTRIZIONE
Aiutiamo Morgan, ma anche Bruno Vespa e Giorgia Meloni!
Bruno Vespa ha dedicato un'intera puntata di "Porta a porta" alla vicenda di Morgan e al suo rapporto con le droghe illegali.
Il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha accusato il cantante di "fare apologia del crack".
Nessuno in trasmissione ha ricordato i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità secondo i quali la prima causa di mortalità per i giovani europei tra i 15 e i 29 anni è sì una droga, ma si chiama alcol.
Numerosi autorevoli studi internazionali classificano infatti l'alcol tra le droghe più pesanti a livello neurobiologico, e più devastanti per le ripercussioni sociali e per gli effetti sulla salute.
La trasmissione è andata in onda proprio nella giornata mondiale dedicata alla lotta al cancro: l'alcol è la seconda causa evitabile di tumore dopo la nicotina, ma questo in Italia non si può dire, perché nel nostro paese il principale veicolo di assunzione di questa droga si chiama vino.
Fa un certo effetto vedere proprio Bruno Vespa nel ruolo di giudice severo contro tutte le droghe, lui che quando c'è da parlare di vino e salute chiama nel suo studio Lino Toffolo, Antonella Clerici, Marisa Laurito e Al Bano, lui che di fronte a chi si dichiara astemio replica: "E' una tragedia, come le è successa?".
Fa un certo effetto vedere il ministro Giorgia Meloni dire che abbiamo commesso un gravissimo errore culturale, quando abbiamo fatto dei distinguo tra droghe più o meno nocive, più o meno pesanti, mentre va detto in modo chiaro che tutte le droghe fanno male e vanno evitate.
Eppure, quando le è stato conferito il titolo di sommelier onorario, il Ministro per la Gioventù non ha pensato che in quel bicchiere che stava bevendo c'era la droga "killer number one" per i
giovani, e che la foto che la ritraeva nell'occasione, sorridente e soddisfatta, è un messaggio ai giovani non meno inquietante e diseducativo delle esternazioni di Morgan.
Noi crediamo che Morgan, Bruno Vespa e Giorgia Meloni non siano da condannare, ma da aiutare e che l'aiuto si chiami "corretta informazione".
Perché una persona correttamente informata può decidere con maggiore consapevolezza il suo stile di vita rispetto alle sostanze, leggere o pesanti che siano, legali o illegali che siano.
All'informazione sull'alcol ci abbiamo pensato noi, per questo spediremo loro una copia di "Vino e bufale".
Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada - autori del libro "Vino e bufale. Tutto quello che vi hanno dato da bere a proposito delle bevande alcoliche" -
Risponde Andrea Ghiselli
Le droghe legali (alcol e tabacco) evidentemente hanno un trattamento di favore rispetto alle droghe illegali
IL GAZZETTINO (Pordenone)
PROGETTO Party la domenica pomeriggio. I mezzi della Cri faranno da bus navetta col centro
Giordani, debutta la festa analcolica
PORDENONE. Sabato 6 Febbraio 2010 - Tra le iniziative per i giovani sfornate a getto continuo dal Deposito Giordani, gestito per conto del Comune da Virus concerti e Nuove tecniche, la coop che coordina anche i Centri di aggregazione, ieri è stata presentata "Un’altra tribù". Una tribù per i giovanissimi, dai 12-14 ai 17 anni, che promuove party/feste la domenica pomeriggio, durante i quali i ragazzi potranno divertirsi tra dj set, esibizioni live, proiezioni video, Karaoke e tanta musica. Il tutto senza consumare alcol. Proprio allo scopo di divulgare il messaggio: "è la musica al centro del divertimento non l’alcol nè altre sostanze". Le feste in programma, organizzate da "una tribù" di giovani volenterosi - oltre a Nuove tecniche collaborano al progetto anche le associazioni IoDeposito e Krystal e gli studenti dello Ial di Aviano, che prepareranno i cocktail analcolici - per ora sono quattro, la prima delle quali "The new generation party", si terrà il 14 febbraio, dalle 16 alle 20. Il costo del biglietto sarà di 7 euro e comprenderà la consumazione della bevanda. «Si tratta - ha spiegato Stefano Bertolo dello Ial - della riproduzione dei cocktail più famosi, ma in versione analcolica, studiati da Mario Frausin». E poichè il consumo, nella sua accezione più ampia, è al centro dell’attività di IoDeposito, Chiara Artico, ha sottolineato «che i bicchieri di plastica dura adoperati nei party saranno riutilizzati e non gettati», mentre si sta progettando «di proporre durante le feste future anche un concorso di arte con materiali di risulta, in collaborazione con l’Isa, e una sfilata di moda con abiti e materiali riciclati assieme all’Ipsia moda». In sostanza, come ha evidenziato l’assessore comunale Gianni Zanolin, durante la presentazione del progetto, sostenuto dalla Bcc (che lo scorso anno ha avviato una politica ad hoc per i giovani, sostenendo sport e prevenzione), «in questo modo si promuove la sobrietà non solo intesa come lucidità, ma anche come stile di vita. È finita la fase dello sballo. Ora la crisi economica ci obbliga a ripensare alle modalità della relazione a capire su cosa dobbiamo concentraci. Si deve essere lucidi e consapevoli nel fare le scelte, perchè altrimenti ci si gioca il futuro». Infine, altra cosa degna di nota, la Croce rossa si è messa a disposizione per fare da bus navetta (tra il centro e via Prasecco) per accompagnare i ragazzi che non riusciranno a raggiungere autonomamente il Giordani.
Antonella Santarelli
IL GAZZETINO (Treviso)
Le chiamano bing drinking o abbuffate
Bere fino a stordirsi ed ubriacarsi. Un fenomeno che, su larga scala, rischia di aprire le porte alla dipendenza da alcol. Tra 100 ragazzi 2 o 3 svilupperanno problematiche correlate all’alcol
Sabato 6 Febbraio 2010 - Miscele di spriz e cocktail trangugiati nel week-end o in occasione di feste. È l’ultima moda sbarcata anche tra i giovanissimi del coneglianese.
Il 16enne fermato giovedì mattina dalla Polizia con una bottiglia di spriz e una di vodka nella cartella con libri e quaderni, ne è un esempio. Il quadro della situazione viene dal Servizio tossicodipendenze di Conegliano: «L’abitudine, piuttosto modaiola, del bere è passata dai capoluoghi di provincia alle nostre zone – spiega il direttore Marco Capuani. In gergo le chiamano bing drinking, o abbuffate alcoliche: bere fino a stordirsi ed ubriacarsi». Insomma delle sbronze concentrate in occasioni conviviali e nel fine settimana di sera con gli amici: «E questo poco ha a che vedere con la cultura del vino. Piuttosto si tratta di miscele di spriz, cocktail assunti in una serata». (*)
Un fenomeno che, su larga scala, rischia di aprire le porte alla dipendenza da alcol. «Tra 100 ragazzi ce ne potranno essere 2, 3 che poi svilupperanno delle problematiche correlate all’alcol». (**) Sull’episodio che vede al centro lo studente 16enne, Capuani spiega: «Il ragazzo aveva con se una quantità di alcol ingente ed inappropriata anche per la sua qualità. Il caso si commenta da sé; è probabile che fossero destinate ad esser consumate nel pomeriggio, più che in classe. Se così fosse, i professori si accorgerebbero che il ragazzino è sotto l’influsso di un’intossicazione da alcol. Il consumo nel pomeriggio resta comunque una modalità di assunzione deleteria e pericolosa».
Come prevenire? «È importante l’educazione e la conoscenza dell’alcol. No alla sua demonizzazione, né alla censura. Piuttosto sì a campagne per un bere responsabile. Così che il giovane abbia le istruzioni per l’uso da utilizzare quando verrà a contatto con l’alcol, si spera il più tardi possibile». Alle problematiche cliniche legate a sostanze illegali, talvolta connesse all’abuso e alla dipendenza alcolica è dedicato il Centro per le dipendenze giovanili di Parè, attivo da anni e dedicato ai giovani tra i 16 e i 24 anni. A fine 2009 era emerso come fossero in aumento le persone che si rivolgono al Sert per problemi di dipendenza non dalle droghe ma dall’alcol: 361 nel 2007, 503 nel 2008 e oltre 600 nel 2009. Delle 503 persone che si sono rivolte al Sert per problemi legati all’alcol nel 2008, 296 erano già seguite dal servizio mentre 207 sono stati nuovi utenti.
Erica Bet
(*) Nota: la cultura del vino non è diversa dalla cultura del bere. Molti di coloro che bevono vino credono che lo sia, ma questo è un altro discorso. Come potrebbe esserlo? Tanto per cominciare lo spritz è a base di vino…
(**) Nota: la percentuale delle persone che hanno problemi alcol correlati è più alta. Affinché ci siano problemi alcol correlati occorre la presenza di alcolici. È una banalità, ma, a volte, sembra proprio necessario ribadirlo.
CORRIERE DEL VENETO
La vicenda
A scuola con superalcolici e kit per lo spritz
Un 16enne trovato con lo zaino pieno di bevande proibite «Festini fra un’ora di lezione e l’altra»
CONEGLIANO - Alcol fra i banchi per «sballare» anche a scuola. Una scoperta-choc, quella compiuta ieri mattina dai poliziotti del commissariato di Conegliano, impegnati in un’operazione di prevenzione rispetto al rischio della diffusione di sostanze fra gli studenti. Nello zaino di un sedicenne gli agenti hanno trovato due bottiglie di superalcolici, che lo stesso ragazzo ha ammesso di aver portato con sé per divertirsi coi compagni già di prima mattina. Sono ormai diverse settimane che la sezione di polizia giudiziaria, in collaborazione con il nucleo cinofili di Padova, è mobilitata in una serie di controlli a campione fra i giovani che quotidianamente raggiungono la città del Cima in corriera o in treno. Com’era già capitato nei giorni scorsi, perciò, prima delle 8 i poliziotti e i cani hanno perlustrato lo scalo ferroviario, la stazione dei pullman al Biscione e pure due istituti superiori. Verifiche in cui, com’era successo in occasione di analoghe operazioni effettuate dai carabinieri, gli investigatori potevano aspettarsi di trovare qualche spinello.
Alla fine invece non è stata rinvenuta droga, (*) ma il risultato del blitz è stato comunque sconfortante, se si pensa che degli adolescenti abbiano bisogno di bere liquori all’ora del cappuccino. Nella sacca di un allievo, infatti, sono state trovate due bottiglie già aperte. Una conteneva vodka alla pesca, l’altra un intruglio rossastro simile ad uno spritz, di cui peraltro scimmiottava il nome con la scritta «Aperitiff Sprizz» stampigliata sull’etichetta. Materiale che è stato sequestrato e portato negli uffici di via Maggior Piovesana, dove il dirigente Giovanni Di Matteo ha commentato i risultati dell’attività esprimendo l’amarezza ma non certo lo stupore per quel ritrovamento. «Purtroppo - ha commentato il vicequestore - con questo episodio abbiamo avuto conferma di quello che temevamo. Alcuni ragazzi si recano a scuola beatamente con le bottiglie di superalcolici nello zainetto e ne fanno consumo durante le pause tra una lezione e l’altra». Dunque neanche alla fine della mattinata, o durante la ricreazione, ma già al cambio dell’ora, a quanto pare senza alcun timore di essere visti dagli insegnanti in uscita o in entrata. Un fenomeno più diffuso di quanto lascerebbe pensare questo singolo fatto. «Alcune segnalazioni ci erano arrivate dal territorio - ha aggiunto Di Matteo - e ci sono poi state confermate anche dagli organi scolastici ». Mercoledì sera i controlli straordinari nel Coneglianese avevano visto mobilitate cinque volanti, che in sette posti di controllo avevano ispezionato 44 veicoli e identificato 97 persone.
(*) Nota: stando alle indicazioni e definizioni dell’Oms quella rinvenuta nella perquisizione era droga a tutti gli effetti.
TRENTINO
Il dirigente promette severità: «Ma il problema va affrontato insieme, scuola, famiglie, baristi e negozianti»
Niente lezioni, vanno a sbronzarsi
Nei guai sette studenti dell’alberghiero di Levico. Rischiano la sospensione
LEVICO. Mattinata alcolica - e per questo foriera di guai - per sette studenti dell’istituto professionale alberghiero di Levico che, mercoledì scorso, hanno approfittato di un’assemblea sindacale per prendere una sonora sbronza. Uno in particolare, l’unico a rientrare a scuola, s’è presentato agli insegnanti in condizioni davvero pietose e così la bravata del gruppetto è stata scoperta.
Quella mattina, i teen-ager erano usciti di casa come gli altri giorni, ma anziché recarsi all’istituto di via Ziehl si sono recati in un negozio del paese e hanno fatto rifornimento di alcolici - vino in particolare - poi, si sono recati in un edificio deserto e appartato dove, in un clima di comprensibile allegria, hanno abbondato con le libagioni. Una mattinata divertente, non c’è dubbio, di cui forse nessuno avrebbe saputo nulla se uno dei sette - ahilui, quello che ha retto meno bene gli effetti dell’alcol - non avesse deciso di tornare a scuola. Alterato, sporco di fango e pallidissimo in volto, lo studente ha subito attirato l’attenzione degli insegnanti, i quali gli hanno chiesto le ragioni di quello stato. E così, tutta la vicenda è venuta a galla.
Ora i ragazzi, di cui sono state avvisate le famiglie, rischiano pesanti provvedimenti disciplinari, addirittura la sospensione. Provvedimenti che per altro sono ancora al vaglio del consiglio di classe e saranno decisi nei prossimi giorni. Certo è che non la passeranno liscia e che nei loro confronti sarà applicato il pugno di ferro. Ad assicurarlo è Federico Samaden, dirigente dell’istituto, che pur invita a mantenere un basso profilo sulla vicenda. «Non sarà una punizione fine a sé stessa, intendiamoci - spiega Samaden - ma sarà finalizzata a responsabilizzare i ragazzi, ad aiutarli a capire la pericolosità di certi atteggiamenti, a convincerli che tutto quello che loro ritengono scontato nella vita, come la stessa possibilità di studiare e imparare una professione, invece non lo è affatto. Tecnicamente, l’episodio è accaduto fuori dalle mura scolastiche, ma l’istituto non può, non deve far finta di nulla».
Samaden, però, ritiene che il problema, purtroppo ormai diffusissimo ovunque, non possa essere affrontato solo dalla scuola. «Occorre fare rete - spiega - coinvolgendo anche le famiglie, i gestori di bar e di negozi. Occorre cambiare la cultura della gente per far sì che il problema possa essere affrontato in maniera approfondita e non se ne parli solo occasionalmente sulle pagine dei giornali. Troppo spesso, infatti, episodi come questi suscitano grande clamore, ma poi cadono nell’oblio senza che nessuno si preoccupi di sviscerare il problema. Non è raro, infatti, al mattino presto così come alla sera, nei paesi così come nelle città, imbattersi in gruppi di giovanissimi che stringono in mano bottiglie di superalcolici, acquistati senza alcun problema al supermarket, o che se ne stanno riuniti in qualche bar a trangugiare litri di birra o a impasticcarsi. «Serve più responsabilità da parte di tutti - conclude Samaden - se si vuole davvero aiutare i nostri giovani. E sarebbe bene anche che chi vende con leggerezza alcolici a questi ragazzi pensasse per un istante che quelli potrebbero essere i suoi figli». (p.t.)
IL TICINO
I minorenni spendono oltre 200 milioni in alcol
Losanna – Ogni anno i giovani tra gli 11 e i 17 anni acquistano alcolici per 220 milioni di franchi, stima l’Istituto svizzero per la prevenzione dell’alcolismo e altre tossicomanie. E 150 milioni sono spesi da ragazzi cui per legge è vietato vendere alcol. Un risultato che, dice l’Ispa, mostra come le misure d protezione della gioventù non siano applicate correttamente. L’inchiesta commissionata dall’Ufficio federale della sanità pubblica, si basa su dati del 2007. la legge vieta la vendita di birra e vino ai minori di 16 anni e di superalcolici a chi ha meno di 18 anni. A 15 anni i ragazzini bevono in media mezzo bicchiere di alcol al giorno, a la quantità aumenta a un bicchiere per i diciassettenni.
IL GAZZETTINO (Rovigo)
IN TRANSPOLESANA
Guida ubriaco, fermato. Giovane nomade scappa dalla comunità
Sabato 6 Febbraio 2010 - (c.fo) Viaggiavano sulla Transpolesana, verso le 17.30 di giovedì pomeriggio, quando i poliziotti del reparto Volanti li hanno fermati per un controllo. Alla guida dell’auto c’era un nomade ventitreenne, P.N., e al suo fianco sedeva un ragazzino appena tredicenne. Alla richiesta degli agenti di esibire la patente il ventitreenne ha mostrato un documento di guida serbo. E’ stato subito evidente, peraltro, che il giovane era completamente ubriaco.
Ad un accertamento seguente è risultato che P.N. era nato a San Gavino Monreale, mentre il tredicenne è originario di Sesto San Giovanni. Quest’ultimo, tra l’altro è risultato essere il destinatario di un provvedimento di “rintraccio”. A questo punto, sentita la Procura della Repubblica del tribunale per i minori, è stato predisposto l’accompagnamento del ragazzino in una casa di accoglienza.
P.N., intanto, è stato denunciato per aver guidato l’auto senza un documento valido e, oltretutto, in stato di ebbrezza. Quanto al ragazzino, espetate le formalità, è stato portato alla comunità alloggio Murialdo di Treviso, dove si sperava sarebbe rimasto. Ma ieri mattina, a poche ore dal suo arrivo, il responsabile del centro trevigiano ha avvertito la questura: il tredicenne era già scappato.
IL GAZZETTINO (Padova)
UDIENZE PRELIMINARI
Ubriaco alla guida causò due incidenti e offese gli agenti, condannato a 1 anno
Sabato 6 Febbraio 2010 - Guidava con un tasso alcolico nel sangue di 3,5. Ha provocato due incidenti. Poi ha insultato e offeso due poliziotti. Tommaso Magarotto, trentasettenne, residente in città è starto giudicato con il rito abbreviato. Il pubblico ministero Silvia Scamurra aveva chiesto una pena di 20 mesi di reclusione. Il giudice dell’udeinza preliminare, Mariella Fino, lo ha condannato a 12 mesi. L’imputato era difeso dall’avvocato Diego Bonavina. Il fatto risale allo scorso giugno. Intorno all’una di notte due poliziotti stavano tornando a casa dopo il turno al seggio elettorale quando all’altezza del cavalcavia di Brusegana avevano incrociato una Panda che procedeva a velocità elevata. L’utilitaria aveva centrato in pieno una Peugeot 206 con due ragazze a bordo. Dopo un testacoda, la Panda aveva proseguito la marcia. Una cinquantina di metri più avanti si era scontrata contro una Punto, guidata da un giovane. I poliziotti l’avevano inseguita con l’auto privata e bloccata. Il conducente, ubriaco, aveva insultato gli agenti.
CORRIERE DI SIENA
Botte da orbi tra ubriachi.
Contro il lavoro nero controlli ai cantieri con polizia, Inam e Inps. Non basta l’intervento degli uomini del commissariato.
CHIUSI, 06.02.2010 - La lite, nata per futili motivi e amplificata dagli effetti dell’alcol, è degenerata in aggressione. Quando gli agenti della Volante del commissariato di pubblica sicurezza di Chiusi - Chianciano Terme sono intervenuti all'interno di un bar della cittadina etrusca, in seguito ad una segnalazione giunta al 113, hanno trovato uno straniero con il volto sanguinante e l'altro lievemente ferito. I due, entrambi cittadini romeni di 36 e 42 anni residenti a Chiusi, vistosamente ubriachi, durante il controllo hanno ripreso a spintonarsi, e la lite tra i due è proseguita finché i poliziotti non sono riusciti a separarli. Subito dopo gli agenti hanno provveduto a far accompagnare i due al pronto soccorso per essere sottoposti a cure. In seguito alla lite hanno infatti riportato rispettivamente 30 e 10 giorni di prognosi. Scatterà la denuncia solo se presenteranno querela. Proprio per tenere sotto controllo il fenomeno della presenza di stranieri sul territorio, i poliziotti della sezione amministrativa del commissariato di Chiusi, coordinati dal dirigente Antonello Calderini, hanno effettuato alcuni controlli in tre cantieri edili della zona di Chianciano Terme, nell'ambito delle attività di prevenzione e contrasto al lavoro nero e agli incidenti sul lavoro. I controlli sono stati svolti in collaborazione con il personale ispettivo dell'Inps e specialisti dell'Inail di Siena che hanno verificato anche il rispetto delle norme antinfortunistiche. Sono stati inoltre identificati tutti gli stranieri impiegati nelle ditte edili senza riscontrare anomalie o irregolarità. Tutti, infatti, erano in possesso del permesso di soggiorno
VARESENEWS
Busto Arsizio
Gli negano la birra e dà fuoco alle auto nel parcheggio
Denunciato per danneggiamenti e incendio doloso un uomo di 32 anni a cui in un pub è stato negato l’alcolico perché già piuttosto alterato
6/02/2010 - Prima ha preteso una birra che un dipendente del pub gli ha negato, poi ha bucato i copertoni delle auto nel parcheggio e ha dato fuoco ad alcune vetture come ritorsione. È finito nei guai con la giustizia un pregiudicato di 32 anni che venerdì sera ha creato non pochi problemi a un pub di Busto Arsizio. Tutto è iniziato con una telefonata al commissariato della città da parte di un cittadino che ha segnalato un’aggressione subita ad opera di ignoti e minacciava di gravi conseguenze gli autori.
Successivamente, alle 02.00 la volante è intervenuta in un pub del centro per un incendio doloso di un’autovettura ed il danneggiamento di altre autovetture in sosta nella stessa via.
Un dipendente del pub ha raccontato agli Agenti che nel corso della serata e precisamente verso le ore 23.30 era entrato nel locale un ragazzo in evidente stato di ebbrezza che richiedeva una birra, negatagli per lo stato di evidente alterazione. Il ragazzo avrebbe minacciato il dipendente del pub pretendendo la consumazione. Dopo alcuni minuti si era poi allontanato comunque dal locale.
Dopo circa un’ora alcuni clienti hanno raccontato che alcune autovetture posteggiate all’esterno del locale presentavano i pneumatici squarciati.
Verso le 2 lo stesso dipendente ha udito una moto di grossa cilindrata che si fermava in prossimità del Pub e dopo aver dato gas ripetutamente ripartiva a forte velocità; incuriosito è uscito dal locale ed ha notato che il vano motore di un’autovettura Hunday Atos Prime di colore rosso era in fiamme e richiesto perciò l’intervento della volante.
A seguito delle indagini degli uomini del Commissariato, hanno accertato il nesso tra la telefonata delle 23.30, la lite nel PUB, il danneggiamento delle gomme ed infine l’incendio delle due autovetture, veniva acquisito il filmato dell’impianto di video-sorveglianza, da cui venivano tratte le immagini di un ragazzo, che in un primo tempo forava i copertoni delle autovetture e successivamente dava fuoco all’autovettura. L’autore degli atti criminosi è stato identificato, si tratta di un pregiudicato di 32 anni, proprio la persona che aveva preannunciato al 113, seppur senza indicare il luogo esatto, le azioni poi realizzate; nel corso della perquisizione domiciliare è stato riscontrato che la moto in suo possesso era quella ripresa dalle telecamere e veniva rinvenuto anche il casco bianco da lui indossato. È stato quindi denunciato per danneggiamento ed incendio doloso.
CORRIERE DI AREZZO
Tampona un’auto e scappa Era ubriaco e senza patente.
Camionista pirata preso da vigili e carabinieri.
AREZZO, 06.02.2010 - Ubriaco al volante di un camion e con la patente revocata, tampona un’auto, poi scappa. Ma nella fuga il “pirata” viene visto attraverso le telecamere e intercettato più avanti. Un rumeno di 34 anni è stato arrestato al termine del movimentato episodio avvenuto tra Castiglion Fiorentino e il passo della Foce. Sono stati i carabinieri della stazione di Palazzo del Pero a sbarrare la strada all’Iveco Daily. L’incidente è successo verso mezzogiorno in via Marconi, la salita che collega la zona dei giardini fuori Porta Fiorentina a Piazzale Garibaldi. Il rumeno ha urtato una Fiat Punto che si era soffermata, e nell’urto il conducente della vettura ha riportato leggere lesioni (sette giorni di prognosi). Invece di fermarsi a prestare soccorso, il camionista (dipendente di una impresa alla quale appartiene il mezzo) ha accelerato e, bnenché fosse giorno di mercato, con molte persone ai lati della strada, si è dato alla fuga. Il comandante della polizia municipale, Emanuela Valli, praticamente in tempo reale ha seguito sui monitor gli spostamenti del camion, che ha imboccato la provinciale della Foce. Il territorio di Castiglion Fiorentino è coperto da una rete di 35 telecamere wi-fi che consentono di avere costantemente sott’occhio strade e piazze. La polizia municipale ha segnalato il fatto ai carabinieri e una pattuglia di Palazzo del Pero ha chiuso il cerchio. Il rumeno 34enne è stato arrestato per omissione di soccorso. Al controllo dell’alcol test è risultato con un tasso alcolico superiore al consentito. I successivi accertamenti hanno consentito di verificare che all’uomo era già stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza
AGI
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA, A TARANTO RITIRO PATENTE
Taranto, 6 feb.- Gli agenti delle Volanti sono intervenuti nella notte per un incidente stradale tra un autovettura ed una macchina idropulitrice dell'AMIU. Sin dal un primo controllo i poliziotti hanno verificato che uno dei conducenti era in evidente stato di ebbrezza, come peraltro confermato dai successivi accertamenti presso il locale nosocomio dove e' stato rilevato un tasso alcolemico ben 3 volte superiore ai limiti previsti dalla normativa. Pertanto al trentunenne tarantino, C.G., e' stata ritirata la patente di guida e successivamente deferito all'autorita' giudiziaria per guida in stato di ebbrezza.
Cli
|