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vino, birra e alcolici
07/02/2010 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 7 febbraio 2010 ( di redazione )
IL TIRRENO
Adolescenti e alcol, è allarme
Ricerca della Società della salute: bevono il 50% dei ragazzi intervistati L’assessore Mondanelli corre ai ripari. Parte l’Sos giovani
PRATO. L’allarme nasce da un dato, registrato da una ricerca della Società della salute effettuata con l’Osservatorio della Provincia, che ha tracciato il profilo della città: un adolescente su due, della quota degli intervistati nella fascia tra i 15 e i 18 anni, ha ammesso di essersi ubriacato nei quindici giorni precedenti il colloquio. Uno “spaccato” della gioventù pratese che ha fatto balzare sulla sedia l’assessore al Sociale Dante Mondanelli. Che è corso ai ripari. La traccia del progetto per la prevenzione alcolica nei giovani c’è già. «Anche se è ancora da riempire di contenuti - spiega Mondanelli - cosa che verrà fatta assieme alla Società della salute». L’intenzione è quella di intervenire subito e quindi utilizzare ciò che si ha a disposizione. «Credo che un primo approccio interno della famiglia - continua l’assessore - si possa fare utilizzando i canali già aperti dalla sperimentazione Sos famiglia, la rete di psicologici che operano negli ambienti messi a disposizione dal Comune, dedicata fino a oggi al disagio nel mondo del lavoro, artigiani e imprenditori, ma che si può allargare al disagio dei giovani». Per ora è un’ idea ma che potrebbe trovare presto attuazione. Anche perchè il gabinetto psicologico - una sperimentazione di sei mesi - ha già dato qualche risultato: sono due i pratesi che si sono rivolti agli psicologi solo nel mese di gennaio. «Un numero non piccolo - commenta Mondanelli - se si considera quanto coraggio è stato necessario per arrivare a chiedere un aiuto». L’Sos famiglia si può contattare telefonando al numero verde di Telefono amico 800018679 e prenotando un colloquio. «Ci tengo a dire - continua Mondanelli - che il servizio può ricevere chiamate anche dai familiari o dalle persone vicine al soggetto in difficoltà».
(…)
CRI.OR.
IL TIRRENO
Giovani schiavi di alcol e droga
Asl 11: nel comprensorio la media dei consumatori è doppia di quella Toscana
NICOLÒ COLOMBINI
SANTA CROCE. Oltre 127mila persone, in Toscana, sono affette da dipendenza; quasi 60mila ragazzi tra i 14 e i 19 anni hanno provato almeno una volta sostanze stupefacenti; e all’interno del territorio monitorato dall’Asl 11 (di cui fanno parte anche i comuni di Santa Croce, San Miniato, Montopoli e Castelfranco) la media dei consumatori di sostanze psicoattive è quasi doppia rispetto alla media regionale.
Numeri pesanti, quelli snocciolati da Luigi Rossi del servizio attività distrettuali e medicina territoriale dell’Asl 11 all’interno dell’incontro pubblico “Gratta e vinci, alcool e... palloncino” tenutosi mercoledì sera nella sala consiliare del palazzo comunale e organizzato dalla commissione pari opportunità in collaborazione con le sedi locali di Fidapa e Aidm.
Statistiche e analisi, dicevamo, che inducono a non sottovalutare il problema delle dipendenze patologiche anche in zone generalmente non ritenute a rischio. «Naturalmente nel novero dei comportamenti a rischio e delle dipendenze - spiega il sindaco Osvaldo Ciaponi - bisogna considerare molte variazioni: fumo, alcol e droghe innanzitutto, ma anche gioco d’azzardo, scommesse, lotterie e altri esempi di comportamenti eccessivi molto simili per sintomi e ricadute sulla vita sociale ed economica di chi ne è afflitto».
Un altro fenomeno preoccupante esposto da Rossi è quello dell’espansione dei comportamenti a rischio a tutte le fasce di età, a tutte le classi sociali e a entrambi i sessi, sempre comunque mantenendo caratteristiche riconoscibili: «Negli ultimi anni si è verificato un incremento del livello di rischio - spiega Rossi - anche nei confronti di categorie prima più sicure: è diminuita l’età media del primo contatto con alcolici, fumo e droghe, i comportamenti pericolosi riguardano sia le classi agiate (prevalentemente droghe) che quelle popolari (alcol e gioco d’azzardo), è aumentato il numero di donne fumatrici e quello di ragazze consumatrici abituali di alcolici». Una espansione che probabilmente è dovuta alla proposta di modelli di riferimento sbagliati e alla mancanza di informazione: queste le riflessioni dei numerosi presenti intervenuti, che hanno puntato il dito contro le mancate politiche di informazione e sensibilizzazione dei giovani, al contrario quotidianamente invogliati ad atteggiamenti rischiosi da personaggi noti e pubblicità.
Nell’ambito proprio dell’informazione, molto interessanti sono state la analisi scientifiche di Marina Zazo, psichiatra e psicoterapeuta di Pisa, e Francesca Calella, gastroenterologa dell’Asl 11, che hanno spiegato caratteristiche e sintomi rispettivamente delle dipendenze da gioco e da alcol, evidenziandone i numerosi punti di contatto. L’incontro si è concluso con la lettura, da parte di Cristina Gori, studentessa dell’Itc “Carlo Cattaneo” di San Miniato, della poesia che le ha permesso di conquistare il terzo premio del concorso letterario nazionale organizzato annualmente dalla fondazione “Elisabetta e Maria Chiara Casini”, intitolata alle due giovani sorelle fiorentine decedute in un incidente stradale sei anni fa. Una poesia toccante, che rispecchia fedelmente l’invito della madre delle ragazze, organizzatrice del concorso, a «riflettere sul valore della vita, a quanto sia preziosa e sull’assurdità di perderla o di farla perdere a tante altre persone a volte per la banalità di una piccola distrazione, altre per comportamenti colpevoli».
LA NAZIONE
Cannabis e alcol
La prima volta a 14 anni In sei mesi oltre 160 i ricoveri ospedalieri provocati dall’assunzione di sostanze
La Spezia, 6 febbraio 2010 - Continua ad abbassarsi l’età media dei giovani al primo contatto con le sostanze stupefacenti. «I ragazzi sono sempre più precoci - spiega Vico Rosolino Ricci, direttore del dipartimento di salute mentale e tossicodipendenze dell’Asl 5 -: la prima esperienza si colloca attualmente a cavallo tra la fine delle scuole medie e i primi due anni delle superiori e cresce il numero di chi, tra gli adolescenti fa uso di cannabis e alcol, soprattutto nel finesettimana e nelle occasioni di svago».
Sono alcune delle considerazione emerse a margine dell’incontro che si è tenuto ieri mattina in Provincia e durante il quale sono stati presentati i dati del report sulla diffusione delle sostanze stupefacenti nel nostro territorio. Dati estrapolati grazie al progetto ‘local monitoring’, giocato sulla valutazione quantitativa e qualitativa delle politiche messe in atto nella lotta alla droga e realizzato grazie alla collaborazione tra Prefettura, enti locali, Asl, distretti sociosanitari, forze di polizia e provveditorato agli studi.
I numeri, che scaturiscono dall’incrocio tra indagini sulla popolazione, schede di dimissioni ospedaliere e cifre relative alle prestazioni offerte dai servizi territoriali di contrasto alle dipendenze, non sono incoraggianti, soprattutto per quanto riguarda il consumo di sostanze tra giovani e giovanissimi. Nei primi sei mesi del 2009 i soggetti in carico ai servizi - Sert territoriali, Sert carcerario, Nucleo operativo alcologia e Centro adolescenza - sono stati in tutto 1.599 e ben 174, pari a circa l’11%, sono stati gli spezzini che hanno inoltrato domanda di trattamento per la prima volta.
Anche i dati relativi al genere sono interessanti: se nel 2004 gli uomini erano l’83,7%, nei primi sei mesi del 2009 la percentuale di rappresentanza maschile è scesa all’82,4%; nello stesso periodo le donne sono salite invece dal 16,3 al 17,6%. Inoltre l’89,4% dei soggetti in carico è di nazionalità italiana e soltanto il 10,6% è straniero. Nella maggior parte dei casi, circa il 52%, i tossicodipendenti ammettono un abuso primario di eroina. La seconda sostanza illegale maggiormente utilizzata (13%) è la cocaina. Anzi, si può dire negli anni l’uso di questa sostanza stupefacente sia più che raddoppiato: nel 2009 gli spezzini che hanno presentato domanda di trattamento sono stati 150, contro i 67 del 2004.
I cannabinoidi rappresentano la sostanza di abuso primario per il 9% dei soggetti in carico ai servizi, mentre l’1,8% dei tossicodipendenti fa uso di stimolanti, ipnotici, sedativi e allucinogeni. Nella classifica di ‘gradimento’ delle sostanze l’alcol occupa comunque un posto di primo piano: l’abuso riguarda in questo caso il 24% delle domande di trattamento. Nel caso dell’eroina (593 casi trattati nel 2009 contro i 629 del 2004) il 45% dei consumatori ha tra i 35 e i 44 anni; il 50% di chi fa uso di coca ha invece un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. I più esposti al rischio di sviluppare forme di dipendenza dai cannabinoidi (nel primo semestre del 2009 sono stati trattati 104 casi contro i 63 del 2004) sono i più giovani: il 37,5% appartiene alla fascia di età compresa tra i 20 e i 24 anni, mentre il 24%, un quarto circa del totale, ha tra i 15 e i 19 anni.
L’uso problematico di alcol riguarda soprattutto gli ultraquarantenni. I soggetti in carico presso il Nucleo operativo alcologia dell’Asl 5 della Spezia da gennaio a giugno del 2009 sono stati infatti 276 (uomini nel 71,6% dei casi) e l’età media di coloro che dichiarano un uso problematico delle sostanze alcoliche è di 48 anni. Anche in questo caso il problema è in crescita: i soggetti sotto trattamento nel 2004 erano infatti 201, a giugno del 2009 il numero era salito a 276, con un incremento di circa il 37%.
Roberta Della Maggesa
TRENTINO
L’INIZIATIVA
Dopo la cena il taxi è scontato
TRENTO. Andare a cena, consumare un aperitivo e poi un paio di bicchieri di buon vino. A fine pasto, gustare una grappa o un digestivo e infine tornare a casa, senza il patema del ritiro della patente. Da oggi si può, grazie alla collaborazione tra la Confesercenti del Trentino e l’Associazione artigiani. L’accordo verrà presentato nei dettagli in una conferenza stampa che si terrà martedì prossimo alle 10.30 a Palazzo Geremia. In che cosa consiste l’iniziativa? In un servizio di trasporto taxi scontato per chi lo richiede al termine di una cena o di una consumazione all’interno di uno dei 400 esercizi commerciali affiliati a Confesercenti. Basterà chiedere un taxi e l’auto vi raccoglierà all’uscita del locale, applicandovi una tariffa 9 agevolata. (*)
(*) Nota: il rischio di incidenti stradali non è l’unico pericolo correlato al consumo di alcolici. Il trasporto sobrio è sicuramente efficace per gli incidenti stradali, ma, in qualche misura, facilita tutti gli altri rischi. Il vero problema è dare per scontata la presenza di alcolici. Nessuno organizzerebbe mai un trasporto alternativo per i fumatori, si penserebbe di sconsigliare o proibire la sigaretta in auto.
IL TIRRENO
La polemica. I giovani del Pd presentano una contro-mozione e criticano l’idea dei consiglieri del Pdl
«La lotta all’alcol? Si fa con l’informazione»
Sì alla navetta notturna nel weekend. «Ma devono pagarla i locali, non il Comune»
CECINA. Battaglia a colpi di mozioni tra i giovani consiglieri comunali del Pdl e del Pd. Al centro la lotta contro l’abuso di alcol. Il 29 gennaio, Dario Marzini e Lorenzo Gasperini del Pdl hanno presentato una mozione in cui chiedono alla giunta comunale di farsi carico dell’istituzione di un bus navetta per i locali durante il weekend, oltre a una campagna di sensibilizzazione. Anche Vito De Cunzolo, presidente della Consulta giovanile, ha dato il suo sostegno all’iniziativa.
Ora il Pd rilancia con una contro-mozione firmata dai consiglieri giovani Samuele Di Lascio, Nicola Imbroglia e Sabrina Giannini.
«La mozione presentata dal Pdl - dice Di Lascio - è molto superficiale e così com’è non la possiamo certo votare. Invece serve informazione. L’idea di chiedere forme di prevenzione contro l’alcol l’avevamo già da diverso tempo e si concretizzano in questo documento. Come consigliere con delega alle politiche giovanili ho avuto molti incontri con le forze dell’ordine per cercare di interessarle ad un percorso di sensibilizzazione che riguardi anche le sostanze stupefacenti, non solo gli alcolici. Ci hanno dato il loro pieno appoggio». Nella mozione si suggeriscono dei soggetti da far partecipare ad una serie di confronti sul tema: l’Asl, l’Acat, la Consulta giovanile, i gestori dei locali, le scuole e la Società della salute.
Critiche anche alla navetta notturna, non tanto per l’istituzione, quanto per gli oneri di gestione. «Non pensiamo che il bus debba essere un servizio a carico del Comune - dice Nicola Imbroglia -: devono essere i privati a farsi carico di questa iniziativa, magari con la supervisione dell’amministrazione».
Una stoccata anche a Vito De Cunzulo. «Nel suo intervento - spiega Giannini - ha parlato a nome dei giovani della Consulta, ma a noi non risulta che abbia parlato con nessuno. Quello che ha detto è solo frutto del suo pensiero personale».
Insomma, nel prossimo consiglio comunale ci si confronterà su due mozioni.
RINO BUCCI
IL TIRRENO
DOMENICA, 07 FEBBRAIO 2010
Lo sballo del sabato sera
Rischio ubriacatura, l’età si abbassa: anche 11 anni
I medici: pensano di poter controllare la situazione, e invece...
ELISABETTA ARRIGHI
Un faccino pallido, due occhi troppo grandi e dentro l’anima una sconfinata paura di affrontare la vita. Così a 13 anni l’alcol è diventato protagonista dei suoi fine settimana da sballo e giorno dopo giorno ha cominciato a mangiare la sua vita di ragazzina. L’hanno salvata al Sert, dove è arrivata, nonostante l’età, con grossi problemi di alcolismo: la prima ubriacatura a 11 anni. Un caso limite, anche se «si è senza dubbio abbassata l’età del primo bicchiere di birra o di vino».
Lo spiega il dottor Henri Margaron, psichiatra, direttore del Sert dell’Asl di Livorno, un servizio dedicato alle dipendenze da sostanze stupefacenti, alcol, fumo, dove si fanno prevenzione e terapia.
Ragazzi sempre più soli, con il permesso di uscire e con una «cultura dello sballo» che li porta a bere a dismisura «anche se - dice Margaron - non si sentono dipendenti, pensano di poter controllare la situazione e sanno come ottenere il massimo dell’effetto mescolando più sostanze».
Le bevute da weekend. Non si beve tutti i giorni, ma nel fine settimana. E si va molto al pub. Sembra esserci «un’assenza di idee di divertimento sano e alternativo - dice la dottoressa Cinzia Groppi, responsabile del Sert dell’Asl di Pistoia - c’è come un vuoto di idee: si finisce per aderire ad una subcultura in base alla quale, alla fine, si fa così e basta».
Il weekend è il momento in cui lo sballo irrompe nella gestualità quotidiana e modifica, per 48 ore, la vita di studenti-modello e giovani operai. Maschi e femmine, non ci sono differenze sostanziali. «Quando di notte arrivano in ospedale persone ferite in incidenti stradali - sottolinea il dottor Mauro Pratesi, responsabile del pronto soccorso degli Spedali Riuniti di Livorno - si riscontrano in maggioranza problemi tossicologici, legati essenzialmente al consumo di alcol. E il venerdì e sabato sera i giovani sono parecchi».
I pericoli per gli under 20. Si comincia a tredici anni, dicono le statistiche, ma questi ragazzi non sono etilisti. «L’alcolismo viene più tardi - spiega il dottor Margaron - ci vogliono anni». Anche se ci sono casi borderline di under 20. Al Sert livornese i numeri delle dipendenze da alcol per quanto riguarda la sola città parlano di 150-200 soggetti.
Quei beveroni colorati. Trent’anni fa i 18-20enni si ritrovavano al bar. Oggi, invece, è il pub uno dei punti di aggregazione. L’offerta di alcolici è prevalente, dalla birra ai cocktail. «Non c’è una dipendenza istantanea da alcol - spiega la dottoressa Groppi - ma un uso che può diventare abituale e quotidiano». La subcultura dello sballo si diffonde e “normalizza” certi tipi di comportamento. «Di solito, però, i ragazzi che hanno problemi con l’alcol non vengono da soli al Sert per chiedere aiuto o portati dai genitori - prosegue Groppi - Le famiglie, semmai, li portano se sospettano che fumino o assumano sostanze stupefacenti, in quanto la droga rispetto all’alcol crea più allarme sociale. Poi invece emerge che bevono». Molti under 18 o ventenni arrivano nei Sert della Toscana su input delle prefetture e della magistratura, o dopo la patente tolta per aver superato il tasso alcolemico consentito.
La prevenzione. Proprio a Pistoia Asl e Sert, insieme anche ad altri enti, hanno lavorato e lavorano sul fronte della prevenzione con progetti mirati. Due anni fa c’è stato un concorso per le medie inferiori e superiori «Prof, oggi ti insegno io la salute», ora sta per partire il secondo bando - «C’era una vodka...».
IL TIRRENO
DOMENICA, 07 FEBBRAIO 2010
La battaglia del questore Tagliente contro chi serve alcolici agli adolescenti
Pugno duro a Firenze: chiusi cinque locali
FIRENZE. Prosegue la lotta all’abuso di alcol tra i giovanissimi, dopo che nelle scorse settimane una ragazzina di 17 anni era stata trasportata in ospedale per intossicazione da alcol e il locale dove aveva bevuto (troppo) era stata sospesa la licenza per 15 giorni. Dal primo di febbraio infatti, la questura fiorentina ha già provveduto a sospendere la licenza di cinque locali dove veniva somministrato alcol agli under 16. E un’altra operazione del genere è in programma per questi giorni. «Sono provvedimenti seri - spiega il questore di Firenze Francesco Tagliente - è vero, ma quello dell’abuso di alcol tra i giovanissimi sta diventando un vero problema sociale, che va arginato. Ci sono segni sempre più frequenti di quanto questo fenomeno stia assumendo proporzioni preoccupanti».
Tagliente sottolinea però la necessità di educare a comportamenti non eccessivi, non solo i ragazzini, ma anche le famiglie. «Per aiutare quei genitori - spiega il questore - che vogliono segnalare un figlio che abusa di alcol abbiamo riorganizzato l’ufficio minori, della divisione anticrimine. Sia la dirigente dell’ufficio che gli oltre 40 poliziotti sono stati formati per accogliere con tutte le premure necessarie, casi di genitori e figli che vogliono segnalare situazioni legate all’abuso di alcol e droghe da parte di minori. Il numero per contattare questo ufficio specializzato è 055-4977544».
Secondo il questore fiorentino però la piaga dell’alcolismo tra i giovanissimi va affrontata anche coinvolgendo i titolari dei locali notturni e, soprattutto, gli addetti alla somministrazione, quei baristi che ogni giorno si trovano davanti i ragazzi sotto i 16 anni.
«I provvedimenti di sospensione delle licenze - prosegue Francesco Tagliente - li abbiamo presi confrontandoci con i titolari degli esercizi e con le associazioni di categoria. Anche loro si rendono conto che, per arginare questo fenomeno, è necessario formare gli addetti alla somministrazione, che spesso non sanno neppure di dover chiedere la carta di identità ai clienti. Tanto è vero che abbiamo in programma una serie di appositi corsi per baristi, ai quali parteciperà un funzionario della polizia amministrativa, che spiegherà le sanzioni previste per chi serve alcolici ai ragazzi sotto 16 anni».
A.C.
IL TIRRENO
DOMENICA, 07 FEBBRAIO 2010
Al banco del bar impossibile chiedere la carta d’identità
La titolare di una discoteca a Cecina: la selezione viene fatta all’ingresso «Se uno è alticcio non entra, ci sono anche agenti in borghese»
Quando al bancone del bar c’è troppa gente è impossibile chiedere a tutti la carta di identità per capire se hanno meno di 16 anni e quindi non possono bere. Cinzia Guidi, titolare della discoteca Tinì a Cecina, spiega però che nel suo locale i controlli ci sono eccome. «Prima di tutto - dice - il personale che è all’ingresso ha l’ordine di non far entrare i giovanissimi, quelli sotto i 16. È vero che non si può chiedere la carta di identità e qualcuno quindi riesce ad entrare, ma è già una bella scrematura».
Poi al Tinì hanno studiato un modo perché i ragazzini arrivino presto così da non fare troppo tardi. Dalle undici a mezzanotte le ragazze entrano gratis e i maschi pagano dieci euro, mentre dopo mezzanotte è prevista una lista e entrano i più grandi. In questo modo i giovanissimi intorno alle due se ne vanno. E poi c’è il modo di tenerli sempre sott’occhio. Fin da quando entrano.
Oltre al controllo dell’età c’è un’altra forma per evitare le esagerazioni. Quella di osservare i comportamenti dei ragazzi più giovani durante le ore trascorse in discoteca, per vedere che non esagerino. «Se all’ingresso vedono un ragazzo che arriva già ubriaco - prosegue - non lo fanno entrare e poi c’è chi controlla dentro il locale, qui ci sono le forze dell’ordine in borghese, e a me fa piacere perché è una forma di sicurezza». Fatto sta che in tanti locali notturni quando i ragazzini si avvicinano al bancone quasi mai viene richiesta la carta di identità. «Noi facciamo la prima forma di controllo all’ingresso quindi - conclude Guidi - la percentuale delle persone sotto i 16 anni che arrivano al bar è molto ridotta. Certo mi rendo conto che, magari in locali dove all’ingresso non viene fatta nessuna scrematura, è impossibile verificare l’età di tutti al momento che ordinano una consumazione». Secondo Guidi comunque negli ultimi due anni la percentuale di ragazzini che esagerano è assai diminuita. «Alcuni anni fa la situazione era peggiore, giravano ragazzi molto più sbandati. Ora in genere i giovanissimi fanno una bevuta - conclude - non di più. Il problema è che poi, se anche non diamo loro altro da bere, escono dal locale e fuori bevono birre, vino e superalcolici che si sono portati da casa». A.C.
IL GAZZETTINO (Padova)
Alza la testa, non il gomito anche in Fiera
Domenica 7 Febbraio 2010 - Il Settore Servizi sociali del Comune parteciperà da oggi al 10 febbraio all’11° edizione di “Tecnobar&Food” in Fiera, il salone biennale professionale di prodotti alimentari, attrezzature, forniture e servizi per pubblici esercizi (ingresso gratuito riservato agli operatori). Su gentile concessione gratuita di uno spazio da parte di Padova Fiere spa, i servizi sociali saranno presenti con il materiale informativo realizzato nell’ambito della campagna di prevenzione alcologica “Alza la testa, non il gomito!”: pieghevoli sulle sostanze e sull’alcol, manifestini, tabelle di alcolemia ecc. Lo stand dove sarà possibile visionare il materiale informativo del Settore servizi sociali è al nr. 56 del padiglione 8 - corsia B, con apertura dalle 10 alle 18.30 da oggi a mercoledì.
Tecnobar&Food presenta 600 espositori su 30.000 metri quadrati e un programma collaterale forte di più di 100 eventi. Nel Veneto sono 11.000 i bar, 9.000 i ristoranti. La forza lavoro espressa è di circa 150.000 persone tra dipendenti, soci e collaboratori (con un rapporto di 6/7 persone per ogni unità). Il volume d’affari annuo sviluppato supera i 3 miliardi di euro.
TRENTINO
Paolo Caspani dopo i due allarmanti episodi
Il Marie Curie non c’entra con il caso di bullismo (e nemmeno con l’alcol)
LEVICO. L’istituto tecnico Marie Curie c’entra davvero poco con il pestaggio d’un suo studente albanese minorenne, finito all’ospedale dopo l’aggressione da parte di due ragazzi marocchini. Tiene a chiarirlo, il dirigente Paolo Caspani, ribadendo che i pugni sono volati fuori dai cancelli della sezione staccata di Levico.
«Per di più i due aggressori hanno ben oltre i vent’anni e non hanno a che fare con la scuola. Insomma, l’episodio non chiama in causa l’istituto e il suo modo di educare e lavorare». Ciò detto, va aggiunta una precisazione riguardo alla locandina del nostro giornale esposta ieri nelle rivendite giornali: il titolo accomunava due fatti (il caso di sbronza collettiva, avvenuto tra ragazzi della scuola alberghiera, e l’episodio del pestaggio) perché avvenuti entrambi a Levico, ma rispetto alla «sbronza» il Marie Curie è assolutamente estraneo.
TRENTINO
Arrestato lo stupratore: aveva tentato di aggredire un’altra donna
Ragazza violentata nel parco in pieno centro a Merano
MERANO. Una giovane meranese di 22 anni è stata violentata ieri all’alba in centro a Merano. Lo stupratore, Antonio Salsano di 34 anni, originario di Napoli, ma residente in città, è stato arrestato poco dopo. Come tutte le mattine la ragazza si stava recando al lavoro in una vicina struttura socio-sanitaria. Dopo aver attraversato il parco di Sissi, ha notato fra gli alberi la presenza sospetta di un uomo; il buio e la zona poco frequentata l’hanno così consigliata a spostarsi rapidamente sull’altro lato dell’area imboccando di buon passo il viale dell’adiacente parco Marconi. Fatti pochi metri però è stata aggredita alle spalle e scaraventata con violenza su una delle siepi.
La donna ha reagito con calci, graffi e morsi ma la prestanza fisica dell’uomo l’ha ben presto sopraffatta: una volta gettata a terra, è stata spogliata e violentata. Poi l’uomo si è allontanato di corsa imboccando le Passeggiate del Lungopassirio dove nemmeno mezz’ora dopo ha tentato di aggredire una seconda donna, che però è riuscita a mettere in fuga l’aggressore.
In pochi minuti è scattato l’allarme alle forze dell’ordine. Le descrizioni fornite dalle due donne corrispondevano in tutto, a partire dal dettaglio di un dente mancante all’aggressore. Diverse pattuglie hanno, quindi, iniziato a setacciare una vasta area della città, prelevando alcuni soggetti sospettabili tra cui c’era pure Salsano. Interrogato, ha prima tentato di accampare un alibi, poi di fronte ai vestiti trovati nascosti nel suo appartamento e sporchi di fango, ha confessato tutto, compresa l’assunzione di una forte quantità di superalcolici e di cocaina.
TARGATOCN
Albese: 3 persone denunciati per guida in stato d'ebbrezza
Durante il fine settimana i Carabinieri della Compagnia di Alba hanno intensificato i controlli sulle principali arterie stradali della zona in prossimità di discoteche e locali notturni con lo scopo di prevenire e contrastare condotte di guida illecite, in particolar modo la guida dopo aver abusato di alcool od assunto droghe.
L’operazione, conclusasi nelle prime ore di questa mattina, ha comportato la denuncia alla Procura della Repubblica di Alba di 3 automobilisti (due operai di Alba ed un impiegato di Asti, tutti 30enni) per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica. gli indagati i Carabinieri hanno immediatamente ritirato le patenti di guida in quanto risultati positivi all’accertamento dell’etilometro ed in oltre, a carico dei due operai albesi si è proceduto al sequestro delle loro auto poichè avevano entrambi superato il tasso alcolemico dell’1,5% (il primo infatti aveva un tasso del 2,3 % quasi cinque volte il consentito ed il secondo ancora superiore pari a 2,6%).
Le due auto sequestrate – come prevede la norma sulla sicurezza stradale - saranno quindi messe a disposizione del Tribunale di Alba che procederà alla confisca e perdita di possesso a carico degli ex proprietari indagati e poi le venderà durante un’asta giudiziaria.
Sono sempre meno le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza e di pari passo calano anche i sinistri stradali che si verificano nel week-end causati dall’abuso di sostanze alcoliche, è un dato confortante che stanno riscontrando con il passare del tempo i Carabinieri ed è un segnale evidente dell’accresciuta consapevolezza tra i conducenti su tale problematica rispetto agli anni scorsi.
CORRIERE DELL’UMBRIA
In fin di vita per un pugno in faccia.
Il giovane, che secondo i primi accertamenti sarebbe stato ubriaco, sopravvive grazie a una macchina. Dopo un tamponamento il parapiglia: trentenne colpito cade e batte la testa.
PERUGIA, 07.02.2010 - Un insulto, una spinta. Un pugno in faccia. Lui, Alessandro B., trent’anni, definito da alcuni testimoni “in evidente stato di alterazione”, cade a terra e batte la testa sul marciapiede. Trauma cranico, lesioni varie, stato comatoso. I medici inizialmente si trincerano dietro alla prognosi riservata. In serata dalla dirigenza del Santa Maria della Misericordia lo danno in fin di vita, appeso al filo di una macchina. Così un banale tamponamento in auto, un incidente da poco, si è trasformato in tragedia. Il fatto avviene a Pieve di Campo, nel popoloso quartiere di Ponte San Giovanni, davanti ad una scuola elementare. Subito dopo mezzogiorno, all’uscita dall’istituto, dove i genitori stanno assiepati per attendere i figli e in strada si forma la solita fisiologica coda di auto. E’ proprio per il serpentone, forse visto all’ultimo momento, che avviene l’impatto: il trentenne, alla guida all’auto che causa il sinistro, scende e inizia a dare in escandescenze. Risulterà poi, secondo le informazioni fornite dalle forze dell’ordine, in stato di ebbrezza. A questo punto volano anche gli insulti e dal gruppo di genitori fermi davanti alla scuola c’è chi interviene. Dopo uno spintone, pare proveniente dal giovane poi finito in ospedale, si è scatenata una mezza rissa e ci è scappato un pugno. Da qui la caduta, rovinosa, e la testa che impatta sull’asfalto. Così si spiega il trauma cranico. Ma sul corpo del ragazzo vengono riscontrate - in sede di primo intervento al pronto soccorso - anche altre lesioni. Per questo, a seguito del celere intervento della municipale e del reparto antinfortunistica - sotto il coordinamento del maresciallo Luigi Marconi - interviene altresì una pattuglia della polizia di Stato, in particolare della squadra mobile, guidata dalla dirigente Letizia Tommaselli. Per tutto il pomeriggio vengono ascoltati con attenzione i testimoni della vicenda, ma (almeno fino alle 22 di ieri sera) non vengono presi a carico di alcuno. Di appurato, in base alla ricostruzione degli agenti, ci sarebbe solo lo stato di alterazione dovuto all’assunzione in forti dosi di alcol, da parte di Alessandro B., il trentenne perugino protagonista e vittima dello scontro. Ma le indagini proseguono anche in nottata. Le altre lesioni - oltre al trauma cranico - diagnosticate ai danni del ragazzo inducono gli inquirenti ad approfondire le dichiarazioni rilasciate da alcuni astanti e testimoni oculari della rissa. Soprattutto, si cerca di rintracciare il “movente”, a prescindere dai futili motivi (insulti, spintoni e provocazioni varie), della violenza
Alessandro Antonini provvedimenti
IL GAZZETTINO (Treviso)
L’incidente ieri alle cinque del mattino. L’uomo era al volante dell’Audi A3 del padre
Finisce in un giardino a 180 all’ora
Miracolosamente illeso un 36enne di Farra: gli è stato riscontrato un tasso alcolico di oltre 1.50
Domenica 7 Febbraio 2010 - Sfreccia con l’auto del papà in viale Italia lungo la Pontebbana, nella circonvallazione di Conegliano. Alla guida dell’Audi A3 c’è un 36enne ubriaco che va dritto alla rotatoria e ferma la sua folle corsa solo dopo centocinquanta metri. Sottoposto ad alcoltest aveva nel sangue oltre 1,5 grammi di alcol per litro. L’incidente è avvenuto all’alba di ieri; attorno alle 5 del mattino l’Audi A3 nera sfreccia sulla Strada statale 13. Il conducente preme il pedale dell’acceleratore a tavoletta, il missile proviene da Pordenone e viaggia diretto verso Treviso.
Corre talmente veloce da non accorgersi della presenza della rotatoria all’incrocio tra via Manin e viale Italia, poco prima del cavalcavia della ferrovia. Alla guida c’è un 36enne di Farra di Soligo che, in preda ai fumi dell’alcol come riveleranno le analisi, non si rende conto della presenza del rondot. L’auto è lanciata a folle velocità, fa i 180 Km/h, non riesce a sterzare e sale sulla rotatoria. Prosegue la sua corsa senza controllo per altri centocinquanta metri, a cento metri di distanza finisce prima contro una protezione per i pedoni in metallo posta a lato della strada, poi piomba in un giardino di proprietà privata e si ferma solo una ventina di metri dopo all’altezza dei condomini di via Calabria.
Solo a quel punto il bolide si arresta, il motore è ancora fumante e c’è olio ovunque sulla strada: il conducente quando scende dall’auto è miracolosamente illeso, ma non si può dire altrettanto del mezzo. Sul posto giungono i carabinieri di Conegliano per i rilievi del caso. Il 36enne viene sottoposto all’alcoltest che rivela una presenza di alcol nel sangue ben oltre il limite consentito; più di 1,5 grammi per litro. Per lui c’è la revoca della patente di guida e il fermo dell’automobile, o di quel che ne resta dopo la corsa, per almeno tre mesi.
TRENTINO
REAZIONE SUICIDA
Guida alticcio e lancia offese ai carabinieri: condannato
TENNO. Una notte in stato d’arresto presso la caserma dei carabinieri, il processo ieri mattina per direttissima a Rovereto e la riguadagnata libertà (ma «controllata» e in alternativa a 6 mesi di condanna che il giudice riteneva «congrui»): è quanto s’è guadagnato Fabrizio Pini, un milanese di 44 anni, residente a Tenno, non nuovo ad appuntamenti con la giustizia, che venerdì pomeriggio non s’era comportato nè da automobilista modello, nè da cittadino rispettoso dell’autorità. Era successo che il Pini - al volante della sua auto - venisse intercettato da un controllo stradale dei carabinieri, a cui non era sfuggito, una volta che l’uomo s’era fermato, il suo stato di alterazione alcolica. Anzichè rassegnarsi all’etilometro e alle conseguenze sulla patente, Fabrizio Pini s’era invece scagliato sugli uomini della pattuglia, spintonandone uno e pronunciando pesanti offese. Inevitabile l’arresto, il controllo dell’etilometro (ovviamente sfavorevole all’automobilista) e la successiva denuncia per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza.
IL TIRRENO
DOMENICA, 07 FEBBRAIO 2010
Ubriaco sferra un pugno al carabiniere
PRATO. Non rischiava la sospensione della patente né una denuncia per guida in stato d’ebbrezza, ma era così ubriaco da colpire con un pugno al volto il carabiniere che gli aveva chiesto di sottoporsi all’etilometro. Nei guai, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, è finito ieri all’alba un ravennate di 40 anni. Viaggiava in auto con un amico che stava guidando quando, alle 4,30, una pattuglia di carabinieri ha fermato la vettura. Il conducente si è sottoposto alla prova etilometro senza batter ciglio ma rivelando di aver bevuto un po’ più del consentito: concentrazione pari a 0,8 contro lo 0,5 stabilito dalla legge. Quanto basta per la denuncia per guida in stato d’ebrezza, sospensione della patente e taglio di 10 punti.
Il ravennate, invece, non ne voleva proprio sapere. Così, dopo aver detto di no, ha colpito il militare. I carabinieri lo hanno immobilizzato e hanno visto correre in loro aiuto anche due volanti della polizia. Di fronte a tante uniformi, alla fine l’uomo ha ceduto dimostrando numeri alla mano la ragione dell’insano gesto: aveva un tasso alcolico nel sangue di sei volte superiore alla soglia di legge.
F.B.
ROMAGNA OGGI
Ravenna - Albanese ubriaco aggredisce divise
In un bar di Lido Adriano un 30enne straniero ingaggia una violenta colluttazione con i carabinieri
RAVENNA - Nella nottata i Carabinieri della Compagnia di Ravenna sono intervenuti in un bar di Lido Adriano dove un cittadino albanese 30enne, A.L., in compagnia di alcuni connazionali aveva evidentemente alzato troppo il gomito e aveva iniziato a tenere un comportamento deisamente “sopra le righe”.
Giunta sul posto una gazzella, i militari hanno proceduto al controllo dei documenti ricevendo in tutta risposta insulti ed offese. Portato all’esterno, invece di rinsavire con un po’ di aria fresca, ha continuato in un crescendo di azioni inconsulte, nonostante i suoi amici cercassero anch’essi di riportarlo alla calma. Ha infatti iniziato a dare in escandescenza, gridando e sferrando calci alla macchina di servizio finchè ha cercato di aggredire i militari.
Evidentemente esagitato dall’alcol in corpo, ha ingaggiato quindi breve ma violenta colluttazione con i militari, che hanno avuto infine ragione dell’uomo, anche grazie all’arrivo di una pattuglia di rinforzo e di una Volante della Questura di Ravenna giunta a dare manforte, visto che il giovane continuava a dimenarsi come un ossesso.
Due dei carabinieri intervenuti per primi hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari dell’Ospedale di Ravenna per le contusioni riportate nella colluttazione giudicate guaribili in pochi giorni. Anche il ragazzo è stato visitato dai medici per una piccola ferita che si è procurato continuando a dimenarsi anche dopo essere stato caricato sulla macchina di servizio ma i sanitari hanno poi preferito trattenerlo in osservazione, preoccupati dell’elevatissimo tasso di alcol nel sangue.
Una volta ripresosi dalla sbornia, l'albanese sarà arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
LA SICILIA
Guidava ubriaco multa di 200 euro
Dovrà pagare 200 euro di multa un giovane canicattinese scoperto alla guida della sua auto con un tasso di alcol nel sangue superiore alla norma. Il ragazzo, nonostante avesse alzato il gomito si è messo ugualmente alla guida della sua autovettura. Nell'aula penale della sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il giudice onorario, Vincenzo Ricotta ha emesso il dispositivo contenente la sentenza di condanna a 200 euro di ammenda nei confronti di G.T. di Canicattì imputato di guida in stato di ebbrezza. I fatti si riferiscono a qualche mese addietro. Il giovane, durante un normale controllo delle forze dell'ordine, è stato trovato con un tasso alcolemico nel sangue superiore ai limiti consentiti dalla legge. Il ragazzo, dopo una serata passata in compagnia di amici, si sarebbe allontanato alla guida della sua auto nonostante l'alcool assunto. L'imputato sarebbe stato fermato dagli agenti di polizia in servizio che, dopo aver eseguito il test per misurare il tasso di alcol nel sangue, avrebbero riscontrato valori superiori alla norma. Gli agenti, dopo aver espletato tutte le formalità di rito, hanno denunciato il ragazzo per guida in stato di ebbrezza. Il giudice Ricotta lo ha condannato a 200 euro di multa.
D.D.
IL GAZZETTINO (Padova)
Ad un passo dal coma etilico.
Domenica 7 Febbraio 2010, - (C. Arc.) Miracolosamente salvo dopo essere finito con la sua Alfa 156 contro una corriera. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile hanno denunciato per guida in stato d’ebbrezza V.M., 33 anni, residente a Noale. L’uomo la scorsa notte all’1.20 in via Garibaldi, a Vigonza, ha centrato in pieno una bus. È stato accompagnato al pronto soccorso in stato confusionale. Quando i carabinieri gli hanno imposto l’alcoltest, è emerso che aveva una percentuale di 2.70 g/lt. di alcol nel sangue. Cinque volte e mezzo in più del consentito. Oltre al ritiro della patente, non è stato possibile sequestrargli l’auto perché intestata a terzi. Sempre la scorsa notte è stato denunciato in corso Stati Uniti, C.A., residente a Campolongo Maggiore. Stava procedendo a bordo della sua auto Honda quando i militari gli hanno intimato l’alt. All’alcoltest è risultato positivo con una percentuale di 1.06 g/lt.
IL GAZZETTINO (Venezia)
A casa fra i liquori pure la grappa alla marijuana
Nei guai un operaio di 43 anni di Martellago. I finanzieri lo hanno fermato in auto con hashish e cocaina
Domenica 7 Febbraio 2010 - A tradire R.L. operaio di 43 anni di Martellago, denunciato per spaccio, è stata la sollecitudine. Quella con cui si è precipitato in auto alla vista dei finanzieri impegnati in un normalissimo controllo del territorio.
Di qui la decisione di fermare il veicolo e procedere a una verifica per così dire più approfondita. Ad alimentare ancor più i sospetti dei militari della Compagnia di Mestre, anche i tentativi - maldestri - di fingere calma e tranquillità di contro a un malcelato nervosismo. Il motivo di tanta agitazione lo si è scoperto mettendo le mani su un marsupio riposto nella tasca di una portiera della macchina: all’interno un piccolo bazar della droga con diversi tipi di sostanze già in dosi.
Un piccolo assaggio di quanto poi trovato in casa e precisamente nell’armadio in camera da letto dove l’uomo custodiva persino due bottiglie di grappa "corretta" alla marijuana, ottenuta facendo macerare nell’alcol rametti e foglie della pianta di Cannabis. Al termine della perquisizione domiciliare, le Fiamme gialle hanno sequestrato anche venti grammi di hashish, 60 grammi di marijuana dentro cilindri di plastica per rullini fotografici, un grammo di cocaina e 11 grammi di mistura di tabacco e "maria", un centinaio di semi di canapa indiana, due macinini per la preparazione del "fumo". (m.and.)
STAIBENE
Alcol, il whisky è più dannoso della vodka
Gli effetti di una sbronza sono più pesanti per la salute. Colpa di alcune sostanze come acetone, tannini e acetaldeide
25 DIC – Una sbronza da whisky è più pesante di una da vodka, a parità di alcol consumato. Lo ha scoperto uno studio americano condotto alla Brown University di Rhode Island (Usa) da cui si evince che la colpa è di alcune molecole chiamate "congeneri", presenti in misura molto maggiore nel whisky rispetto alla tipica bevanda russa.
I "congeneri" includono piccole quantità di sostanze chimiche come l'acetone, acetaldeide e tannini. Dando così sbornie più fastidiose e persistenti.
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