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vino, birra e alcolici 04/03/2010 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 4 marzo 2010 ( di redazione ) LA STAMPA – GIRO DI VITE Blog a cura di Sergio Miravalle GIOVANI E ALCOL Il problema esiste ed è grave ma la ciucca giovane non è al vino Il binge drinking arriva da un'altro modo di intendere il bere SERGIO MIRAVALLE http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=262 Già il nome dovrebbe far capire che il vino è da un'altra parte: binge drinking, ovvero ubriacarsi consapevolmente per il gusto di stordirsi. Capita sempre più ai giovani e l'allarme lanciato non è da sottovalutare. Ma va anche detto che queste pratiche appartengono ad una cultura dell'omologazione e dell'imitazione che non mi pare appartengono a chi frequenta con intelligenza il mondo del vino. Non nascondiamolo le ciucche giovanili sono sempre esistite: servivano ai timidi per farsi forza, alle compagnie per giocare a fare i grandi e scoprire così il valore del vino come "lubrificante sociale". Ma oggi emergono scelte diverse che mi paiono più cupe e disperate. Le statistiche dicono che i tra i ragazzi il 16% esagera con il bicchiere e che il 34% dei bevitori almeno una volta la settimana si ubriaca consapevolmente. Però le stesse statistiche non dicono o non sanno dire che cosa c'è in quei bicchieri. Quali drink mandano in sballo alcolico i giovani oggi?. Quali miscugli tra superalcolici, vodke energizzanti vari finiscono in una serata nello stomaco di un ragazzo o una ragazza? Mi viene difficile immaginare che la ciucca dei giovani sia di Barolo, Brunello o Chianti o delle pur amate bollicine (alias spumanti, prosecchi e champagne più o meno di marca) . (*) La sbornia colma un vuoto nella consapevole lucidità di chi vuole sentirsi più figo. Il vino deve stare da un'altra parte e il suo mondo non può però far finta di niente come se il problema non lo rigurdasse. Bisogna proporre modelli e consumi corretti e consapevoli, parlare nelle scuole, far conoscere. Mi ha fatto piacere leggere che l'olimpionico dello sci Giuliano Razzoli, salvatore della nostra astemia (nel senso della medaglie) spedizione a Vancouver, ha dichiarato di essere un gran intenditore di vini. Bravo Giuliano: ha fatto lo slalom giusto senza alzare il gomito.
(*) Nota: è vero, il vino non è il principale responsabile dei problemi alcol correlati dei giovani. Ma – forse perché gli articoli li scrivono gli adulti e il bere sbagliato è sempre quello altrui - ci si dimentica di dire che in Italia i giovani non sono - per età - la fascia di popolazione più colpita dalle sofferenze alcolcorrelate. Ieri è stata diffusa la relazione al Parlamento del Ministro della Salute riguardo all’alcol e ai problemi alcol correlati (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1180_allegato.pdf ). La tabella 11 a pagina 137 analizza le persone che in Italia sono in trattamento nei servizi pubblici a seguito di sofferenze legate al bere: il 56,9 % consuma prevalentemente (se non esclusivamente) vino. E’ un dato numerico che conferma quello che chi, come me, lavora al fianco di persone e famiglie con problemi alcol correlati sa bene e tocca con mano tutti i giorni: ancora oggi in Italia le sofferenze legate al bere sono per la gran parte vinocorrelate.
IL TEMPO Codacons e Moige «Innalzare a diciotto anni l'età minima per l'acquisto» «Il vero problema è che mancano del tutto i controlli e nei locali vige l'anarchia più assoluta in fatto di vendita di alcolici ai minori. Bisogna innalzare da 16 a 18 anni l'età minima per la vendita di alcolici, associata a controlli serrati su tutto il territorio e sanzioni severe contro i trasgressori». Così Carlo Rienzi, presidente Codacons, commenta i dati diffusi dal ministero della Salute sul consumo di alcol in Italia. «Per tutelare i giovani dai rischi dell'alcol - sottolinea Rienzi - è inoltre indispensabile un giro di vite contro le cosiddette bevande "alcolpop", ossia bevande con gradazione alcolica compresa tra 5 e 6 gradi travestite da innocui succhi di frutta, dirette a colpire proprio i più giovani e a creare assuefazione. Infine - conclude Rienzi - chiediamo di vietare anche in Italia la pubblicità dei prodotti alcolici, così come avviene in altri Paesi. Pubblicità immorale che spesso enfatizza improbabili effetti positivi dell'alcol». Per i genitori del Moige, «i dati del ministero della Salute dimostrano ancora una volta la necessità di intraprendere azioni concrete, anche con un aumento dei fondi a disposizione, per la prevenzione dell'abuso di alcol tra i minori. Fondi che consentano di realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione nelle scuole». Anche secondo Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Movimento italiano genitori, «è urgente realizzare una normativa a livello nazionale riguardo il divieto di vendita ai minori, innalzandolo da 16 a 18 anni. E varare «una regolamentazione relativa alla pubblicità degli alcolici sui mezzi di comunicazione, soprattutto in tv, che vada a vietare questo tipo di spot durante le ore di fascia protetta».
ASCA ALCOL: COLDIRETTI, PREVENZIONE CON BOOM GIOVANI SOMMELIER (+15%) (ASCA) - Roma, 3 mar - L' aumento stimato pari al 15% dei giovani di eta' compresa tra i 18 ed i 35 anni che frequentano corsi da sommelier significa che investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino a partire dalle giovani generazioni puo' contribuire a fermare gli abusi che negli adolescenti. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare Relazione al Parlamento che il Ministero della Salute ha trasmesso il 14 gennaio scorso ai presidenti di Camera e Senato sugli interventi realizzati da ministero e Regioni in attuazione della 'Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati'. Una realta' che conferma l'efficacia della formazione poiche' tra molti giovani si sta anche affermando un consumo responsabile di vino che e' divenuto l'espressione di uno stile di vita ''lento'' attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a ''stare bene con se stessi''. E il fatto che si stima che una percentuale crescente degli oltre 10mila sommelier italiani sono giovani, dimostra, sottolinea la Coldiretti, che cresce tra le nuove generazioni la cultura della degustazione consapevole del vino, da contrapporre al consumo sregolato di alcol. Occorre investire nella prevenzione, conclude la Coldiretti, promuovendo la conoscenza del vino a partire dalle giovani generazioni per fermare gli abusi che negli adolescenti sono spesso provocati dal consumo di bevande alcoliche mascherate da bibite alla frutta.
WINENEWS “IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE IN ITALIA RESTA SALDAMENTE LEGATO AD UNO STILE E A UNA TRADIZIONE DI CONVIVIALITÀ, ALLA BUONA TAVOLA E ALLA MODERAZIONE”: LO SOTTOLINEA FEDERVINI, DI FRONTE AI DATI SUL CONSUMO DI ALCOL DEL MINISTERO DELLA SALUTE I dati contenuti nella relazione del Ministero della Salute in materia di alcol e problemi alcol-correlati negli anni 2007-2008, presentata nei giorni scorsi al Parlamento, “dimostrano come il nostro Paese se confrontato col resto degli Stati dell’Unione registra livelli medi di consumo delle bevande alcoliche inferiori alla media europea. Nonostante l’esistenza di comportamenti a rischio che non vanno sottovalutati, il consumo di bevande alcoliche in Italia resta saldamente legato ad uno stile e a una tradizione legata alla convivialità, alla buona tavola e alla moderazione”. Lo sottolinea Federvini, che ribadisce l’impegno dell’intero comparto dei produttori di vino e spirits nella divulgazione di quello che è possibile chiamare “Stile mediterraneo” di consumo delle bevande alcoliche. Per Federvini, infatti, è necessario “adottare un approccio positivo che eviti di demonizzare le bevande alcoliche e imponga inutili divieti, spesso facilmente aggirati, come unico modo per evitare il fenomeno dello sballo”, un modello educativo “basato più sull’importanza del buon bere che sulle logiche del proibizionismo, che deve però partire dalle famiglie e dalle scuole”. Secondo Federvini i risultati evidenziati dal rapporto del Ministero della Salute dimostrano, inoltre, quanto rilevato dallo studio dell’Ispo, l’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione, di Renato Mannheimer, commissionato dalla Federazione sul rapporto tra i giovani e l’alcol, presentato a maggio 2009. In base all’indagine risultava, infatti, che la tendenza ad eccedere con l’alcol tocca una parte minoritaria di popolazione e varia molto al variare dell’età. In Italia, quindi, secondo Federvini, contrariamente a quanto succede negli altri Paesi europei (e cioè in quelli del Nord, Regno unito e Germania) la tendenza ad eccedere con l’alcol riguarda una piccola parte della popolazione. In particolare poi, il “binge drinking”, il bere non spesso ma molto, nel nostro Paese è un fenomeno meno frequente e riguarda un segmento molto ristretto di giovani, solo 1 su 10. Nonostante ciò, Federvini “condivide la necessità di agire, soprattutto nei confronti dei giovani, nella promozione di stili di consumo mediterranei, e cioè moderati, conviviali e ai pasti, tipici della nostra cultura secolare e garanzia di responsabilità e misura”.
LA PROVINCIA DI COMO retromarcia Nella battaglia all'alcol si alza bandiera bianca la situazione Lapenna: senza la collaborazione dei bar diventa tutto vano E intanto sfiora il fallimento anche l'iniziativa del discobus CANTU' Sul ponte della lotta all'alcol sventola bandiera bianca. Sta per iniziare un'altra stagione primavera-estate. E alcuni bar hanno pensato di ripartire con le promozioni sugli alcolici. Bevi due birre e ne paghi una. Oppure, rum e succo di pera - il cosiddetto chupito - al prezzo accessibile, davvero per chiunque, di un euro soltanto. Destinatari, come ammette senza problemi qualche barista, i ragazzi. Tutto questo, stride con la battaglia contro il consumo di alcol tra i giovani, ingaggiata l'estate scorsa dall'assessore alla sicurezza. Andrea Lapenna promette, per l'ennesima volta, controlli. Ma si rende conto che senza la collaborazione dei baristi si può fare ben poco. Pare tramontata anche l'idea del discobus: il comune, primo promotore dell'iniziativa - una navetta per andare a ballare fuori città, ed evitare il rischio di prendere l'auto - anche qui preferisce aspettare input dai baristi. Rimane la vigilanza sul consumo di alcol, per i minori di 16 anni. Forse non così semplice da mettere in pratica. L'"assessore di ferro" si dice deluso da quanto riscontra anche lui stesso in prima persona. «Capita che si vedano ancora queste serate, come le chiama qualcuno, "a tutta birra": due birre cinque euro, una in omaggio - ravvisa Lapenna -: così si fa un torto ai giovani. Iniziative come questa, fanno dispiacere». L'amministrazione pare aver cambiato registro: sembra che non si possa arrivare dappertutto. «Qualche bar lo teniamo d'occhio, per queste promozioni - dichiara Lapenna - ho dato disposizioni alla polizia locale. Non abbiamo dato multe: purtroppo, per come è la legge, se uno vuole regalare da bere può anche farlo». Rimane il vincolo di non servire alcolici ai minori di sedici anni. Ma anche qui, per il comune non esistono casi. «Multe, negli ultimi mesi, non ce ne sono state», dice lo stesso Lapenna. Sempre in tema di alcol e dintorni, sfiora il fallimento l'iniziativa del discobus. Il comune si giustifica. «Abbiamo in mente altri progetti di prevenzione - dice Lapenna - ma per quanto riguarda il discobus, aspettavo che qualche bar ritornasse sull'argomento, con qualche sua proposta. Un incontro l'avevo fatto: dopo, nessuno si è fatto più vedere». Era stato il comune a mettere a un tavolo i baristi e i titolari dei locali. Per una navetta "una tantum" da Cantù alle piste ballerine del circondario. Il ritorno delle promozioni sull'alcol sembra complicare tutto. «I baristi ascoltano ben poco - l'opinione dell'assessore - anche io ascolterò di meno loro». Sempre a proposito di bar e consumo di alcolici, rimane in vigore l'ordinanza antivetro. Dalla scorsa estate, era stato sempre Lapenna a imporre, dopo le 22 e per tutta la notte, il divieto di uscire dai locali con bottiglie o bicchieri di vetro. Chi non consuma ai tavolini, è costretto a farsi servire anche una semplice bibita in un contenitore di plastica. Visto quanto sta succedendo, con gli "happy hour" che riescono a vanificare qualsiasi buona intenzione, per il comune sembra l'unico fronte vittorioso. Christian Galimberti
LA PROVINCIA DI COMO sotto accusa I titolari dei locali si difendono: «Noi dobbiamo lavorare» CANTÙ (ch. g.) Nulla da nascondere, al bar Chocolat di piazza Garibaldi. Uno dei locali dove, a partire da questo mese, si parte con le promozioni pro-alcol. Il perché, lo dice chiaramente il barista, Daniele Calì. «Devo lavorare. E queste serate, attirano i ragazzi». Il volantino sembra uscito dal paese delle feste. Per i salutisti, è una beffa. Martedì, serata chupito a un euro. Mercoledì, uno più uno. Giovedì, serata birra. Venerdì, serata donna. Serate in cui è sempre l'alcol il protagonista. Si parte alle 21, e si chiude alla 1 di notte, dice sempre il volantino. «Ho deciso di cambiare orario al bar - la motivazione più approfondita del barista - la mattina, da qualche giorno, rimaniamo chiusi. Iniziamo al pomeriggio, alle 15. E, purtroppo, prima di sera si fatica a lavorare, qui in piazza. Per tutto l'inverno, ho pagato una persona per stare dietro al bancone. E mi costava più di quanto incassavo. Sono andato in perdita per mesi. Non si può stare qui in questa piazza, durante la giornata. D'estate va bene, d'inverno per niente». Perciò, quanto dice l'assessore Lapenna, per chi guarda con apprensione il contenuto del registratore di cassa, è opinione di poco conto. «L'unico modo per andare avanti - prosegue Calì - è di lavorare con i ragazzi alla sera. Ci sono loro. Per il resto, la mattina non c'è movimento: attorno non ci sono i parcheggi. Terrò aperto solo il sabato e la domenica mattina, quando si vede in giro qualcuno». Preferisce non entrare più di tanto nel merito della questione Giovanni Bellasio, rappresentante dei pubblici esercizi per Confcommercio. Al bar Baffo di viale Madonna, non si fanno promozioni del genere. «Non ho un pubblico giovane - dice a titolo personale - non vendo ai 16enni, e tutti dovrebbero fare così. Ma sulle promozioni, non rispondo di quello che fanno altri bar. L'altro giorno, due ragazzi volevano un bis di sambuca. Gli ho detto «no, basta». Prima di andarsene, mi hanno risposto così: "Abbiamo diciotto anni: noi possiamo bere"».
VARESENEWS Milano A tutta birra al Palalido Dal 5 all'8 marzo la quinta edizione dell'Italia Beer Festival: degustazioni di birre artigianali da tutta la penisola con qualche escursione all'estero Arriva alla quinta edizione l'Italia Beer Festival, già "Salone della birra artigianale e di qualità", organizzato dall'Associazione Degustatori Birra: per il secondo anno consecutivo l'appuntamento è al Palalido di Milano, in piazzale Stuparich, dove la fiera aprirà i battenti venerdì alle 17. In esposizione, ma soprattutto in degustazione (a pagamento), oltre 200 birre provenienti da 30 birrifici di tutta Italia: massiccia la rappresentanza lombarda, ma ci saranno anche stand da Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Lazio, Veneto e tre ospiti stranieri (Germania, Irlanda e Belgio). Le caratteristiche comuni a tutti sono la natura artigianale della produzione e la qualità degli ingredienti utilizzati, che danno origine a un prodotto ben diverso da quelli abitualmente in commercio nel circuito della grande distribuzione o in bar e ristoranti. Tra le tante aziende presenti non manca un rappresentante della provincia di Varese: il birrificio L'Orso Verde di Busto Arsizio, già premiato in più occasioni al festival e vincitore nel 2006, con la sua birra scura Nubia, del primo premio nella categoria porter-stout al primo campionato italiano di birre artigianali. Nel programma del festival ci sono anche numerosi laboratori gratuiti di degustazione e abbinamenti tra birra e cibo: è necessario però affrettarsi perché in molti casi i posti sono già esauriti. Tra gli eventi collaterali, spettacoli e musica, ma anche alcune curiosità: la presentazione della birra afrodisiaca La30, alla presenza del pornoattore Franco Trentalance, e le gare di freccette organizzate dalla Federazione della specialità. Questi gli orari della manifestazione: venerdì dalle 17 alle 2, sabato dalle 12 alle 2 e domenica dalle 12 a mezzanotte. Il biglietto di ingresso costa 8 euro, ma è previsto uno sconto di 2 euro per chi entra prima delle 19 il venerdì, prima delle 17 il sabato o prima delle 15 la domenica. Le singole degustazioni, invece si pagano tramite gettoni da 1 euro acquistabili all'ingresso: con un gettone si ha diritto a un assaggio da 0,10 cl, con due a una più "corposa" 0,20. Il salone si concluderà poi lunedì 8 marzo al "BQ" di via Losanna con una giornata riservata ai soli operatori.
IL TIRRENO Uno più ubriaco dell’altro Chiamato dalla Polstrada in aiuto dell’amico che guidava brillo arriva in auto in preda ai fumi dell’alcol: denunciati tutti e due PISA. Lo trovano a guidare completamente ubriaco e lo invitano a farsi venire a prendere da qualcuno che possa guidare la sua auto. L’automobilista alticcio chiama al cellulare un amico, ma quando questi arriva appare più offuscato dall’alcol dell’altro. Alla fine sono stati denunciati tutti e due per guida in stato di ebbrezza ed è stata ritirata loro la patente di guida. Il primo, un trentenne livornese, è stato fermato dagli agenti della polizia stradale alcune notti fa intorno alle 3 sull’Aurelia, in località Mortellini. Era alla guida di una Smart che procedeva a zig-zag. Appena sceso appariva chiaramente ubriaco: occhi lucidi, alito fortemente alcolico, linguaggio sconnesso, frasi senza senso. Per l’etilometro aveva nel sangue un valore due volte superiore al limite consentito. Dato che non poteva mettersi alla guida, gli è stato consigliato, come prevede il codice in questi casi, di chiamare qualcuno che prendesse in custodia l’auto. Ma l’amico chiamato, un altro trentenne, pure lui livornese, è arrivato nelle stesse condizioni sue. Poiché appariva alticcio è stato sottoposto anche lui all’etilometro che ha dato le stesse risposte: valori due volte superiori al limite consentito. Bloccati quindi e denunciati tutti e due, con sospensione di patente e perdita di punti e conseguente strascico penale. Il terzo amico chiamato sul posto, fortunatamente sobrio, come ha potuto chiarire anche l’etilometro, a questo punto chiamato in causa dagli agenti, ha preso in carico i due e in custodia le altre auto. Per portar via auto ed amici - raccontano gli agenti della Polstrada - ha dovuto fare due viaggi... Per i due non è scattata la confisca dei mezzi che guidavano in quanto le vetture non risultavano intestate a loro, altrimenti avrebbero perso anche la proprietà delle due auto. (*)
(*) Nota: questo non è vero. Se il valore davvero era doppio al consentito, non superava 1,5, valore a partire del quale può essere prevista la confisca della vettura.
IL MATTINO C'era tutto il paese a salutare la bara di Maria… RUTINO. C'era tutto il paese a salutare la bara di Maria Giuseppina Monzo, la pensionata di 71 anni investita domenica pomeriggio da un'automobilista che non si è fermato a soccorrerla. Ieri mattina si sono svolti, infatti, i funerali nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangeloa Rutino. Una folla commossa ha dato l'addio all'anziana, stringendosi nel dolore all'anziano marito, ai figli e ai familiari tutti. Oggi al tribunale di Vallo si celebrerà invece la convalida dell'arresto per P.P., l'imprenditore di 52 anni che ha investito l'anziana. L'uomo, incensurato, è stato rintracciato dai carabinieri qualche ora dopo l'incidente per i frammenti del fanale rotto trovati sull'asfalto. È accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza.
SAVONA NEWS Altare: malmena la moglie e i carabinieri, arrestato Ha malmenato con violenza la moglie 26enne davanti ai figli di 4 e 8 anni. Poi, una volta che la donna è riuscita ad avvertire i Carabinieri, ha malmenato anche due militari procurando loro contusioni giudicate guaribili in venti giorni dai medici del Pronto Soccorso di Cairo Montenotte. E’ accaduto la scorsa notte in una abitazione di Altare. M.D., 32 anni, originario di Savona ma residente in Valbormida, è finito in manette con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata e ubriachezza molesta. L’uomo, che già in passato aveva avuto precedenti specifici e aveva completamente demolito un appartamento a Savona, si trova ora detenuto nel carcere S. Agostino di Savona a disposizione dell’autorità giudiziaria.
VARESE NEWS Magnago “Genitori al timone” contro l'alcol tra i giovani Per creare una cultura dell’indipendenza, e per arginare fenomeni sempre più pervasivi di dipendenza, l’Amministrazione comunale di Magnago ha deciso di dare vita ad un progetto, dal titolo “Genitori al timone” Sottoposti quotidianamente a mille proposte, sollecitazioni, stimoli, “tentazioni”, i giovani e i giovanissimi rischiano di cadere nella trappola dell’uso e dell’abuso di sostanze e strumenti che provocano dipendenza, dall’alcool agli stupefacenti, dai videogiochi alle slot machine, allo stesso internet. Per questo, per creare una cultura dell’indipendenza, e per arginare fenomeni sempre più pervasivi di dipendenza, l’Amministrazione comunale di Magnago ha deciso di dare vita ad un progetto, dal titolo “Genitori al timone”, rivolto ai genitori, in particolare di preadolescenti e adolescenti dai 13 ai 18 anni, di Magnago e Bienate, e poi a giovani, insegnanti, educatori, responsabili degli oratori e dei centri aggregativi, culturali, sociali e sportivi operanti a Magnago e Bienate. L’iniziativa fa seguito a quella dello scorso anno, dal titolo “Non togliere il sorriso a chi ti aspetta”, con la quale l’Amministrazione comunale magnaghese aveva voluto sensibilizzare i giovani sui pericoli derivanti dall’uso di alcolici e droghe, soprattutto quando ci si mette al volante. Il progetto “Genitori al timone” è organizzato dal settore Servizi alla persona del Comune di Magnago, in collaborazione con gli esperti del Sert (Servizio territoriale per le tossicodipendenze) di Parabiago e con la responsabilità scientifica dello psicologo Mario Grimoldi, che gestisce anche lo “Spazio ascolto” del Comune, dedicato ad aiutare le famiglie a comprendere meglio le problematiche della fase adolescenziale. Il progetto prevede innanzitutto quattro incontri, che si terranno tutti presso la sala conferenze della Biblioteca comunale in via Lambruschini a Magnago, con inizio sempre alle 21. Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 10 marzo, quando Don Chino Pezzoli parlerà sul tema “Fattori di dipendenza e segni predittivi della situazione di disagio giovanile”. Don Pezzoli è impegnato fin dalla fine degli anni ’70 nell’aiuto agli emarginati; ha fondato nei primi anni ’80 la cooperativa sociale “Promozione e solidarietà umana”, tra San Donato e San Giuliano Milanese, e ha scritto numerosi libri, l’ultimo dei quali, edito nel 2009, si intitola proprio “Genitori al timone”. Giovedì 25 marzo sarà la volta del dottor Mario Grimoldi, che parlerà di “Dipendenza e indipendenza. Un continuum della struttura individuale e sociale della persona”. Giovedì 15 aprile la dottoressa Eleonora Rancan, medico del Servizio territoriale per le tossicodipendenze (Sert) di Parabiago, interverrà sul tema “Dipendenza, dimensione malattia e bisogno di cura”. |
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