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giovedì 09 settembre 2010 - 13:22
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vino, birra e alcolici

11/03/2010 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 11 marzo 2010 ( di redazione )

  

POCHE TERRIBILI RIGHE!

UNA RAGAZZA DI 17 ANNI RISCHIA DI MORIRE CONGELATA PER AVER BEVUTO BEVANDE ALCOLICHE.

 

CORRIERE DELL’UMBRIA

Rischia di morire congelata.

A Bastia Umbra una diciassettenne ubriaca salvata per miracolo.

BASTIA UMBRA 11.03.2010

Si è ubriacata in un locale di Bastia Umbra, è uscita all’aperto per smaltire la sbornia, ma ha perso i sensi cadendo tra alcune auto in sosta rischiando di morire assiderata: è successo ad una ragazza di 17 anni, salvata dai carabinieri. La ragazza, a terra priva di sensi, è stata casualmente notata da una pattuglia dei carabinieri. I militari le hanno prestato i primi soccorsi nell’attesa del 118. La diciassettenne è stata quindi trasportata all’ospedale di Assisi dove le è stato riscontrato un principio di assideramento. Il medico che l’ha visitata ha spiegato ai militari che un’altra mezz’ora al gelo sarebbe potuta esserle fatale.

 

CON PIACERE PUBBLICHIAMO QUESTO ARTICOLO SEGNALATOCI DA STEFANIA CON LA RELATIVA NOTA

 

DA IL SALVAGENTE.IT

Tumore allo stomaco: sotto accusa insaccati e carne rossa alla brace

marzo 2010  

Il 70% è a rischio. Alta incidenza nel triangolo Arezzo-Forlì-Città di Castello.

L'accusa non è nuova, ma - proprio perché ripetuta per l'ennesima volta - incomincia a dover esser presa sul serio.

La dieta di 6 italiani su 10 è rischiosa per il tumore allo stomaco. A sostenerlo, per ultima, è una ricerca dell'Aiom - l'Associazione italiana di oncologia medica - condotta su un campione di 600 cittadini e resa nota ieri.

Gli italiani mangiano troppi insaccati e carne rossa alla brace: il 9% tutti i giorni; il 56% tre o quattro volte alla settimana. Solo il 10% mangia frutta e verdura correttamente.

Ma, nonostante queste cattive abitudini, il 70% non si considera a rischio.

Sarà perché solo il 42% degli italiani considera l'alimentazione scorretta e la mancanza di attività fisica dei fattori di rischio, anteponendo a essi l'inquinamento (49%), l'età (51%), l'obesità (61%) e i casi di tumore in famiglia (66%).

È la seconda causa di morte al mondo

Non solo: il 7% degli italiani non ha mai sentito parlare di tumore allo stomaco, e per il 79% è inguaribile.

Invece, il tumore allo stomaco è la seconda causa di morte associata al cancro nel mondo; ogni anno uccide circa 800mila persone, pur essendo solo il quarto tumore diagnosticato con maggior frequenza.

In Italia è il quarto "big killer", con 10.620 decessi nel 2006 e 12.600 nuovi casi nel 2008. Sono più esposti i Paesi Orientali rispetto a quelli Occidentali, ma in Italia c'è un "triangolo" Arezzo-Forlì-Città di Castello dove l'incidenza raggiunge i livelli del Giappone.

Nuove speranze da un farmaco

Tra i fattori che aumentano il rischio ci sono: il fumo, l'obesità, l'elevato consumo di cibi salati e di carne conservata(*). Inoltre gli uomini tendono ad ammalarsi di più delle donne e l'incidenza aumenta con l'età.

Nuove speranze di sopravvivenza, secondo l'Aiom, sono però date da un nuovo farmaco: il Trastuzumab.

Sulla base dei risultati degli studi e delle sperimentazioni finora effettuati, il farmaco ha evidenziato un prolungamento della sopravvivenza globale dei pazienti di 16 mesi, contro gli 11,8 osservati nei pazienti trattati solo con la chemioterapia.

(*) Nota di Stefania: "Noto con rammarico una  grave mancanza  nell'elenco di fattori che aumenterebbero il rischio: l'uso di ALCOL, che è la seconda causa "evitabile" di tumore assieme al fumo di sigaretta.

Mi piace pensare che sia una semplice dimenticanza nella stesura dell'articolo, se così non fosse sarebbe bello sapere perchè non viene citata.

buona giornata a tutti

 

 

ECCO COSA SUCCEDE A CONSUMARE BEVANDE ALCOLCIHE

 

VIOLENZA CON CONSEGUENTE DENUCIA

 

SICILIA

LASICILIAONLINE

Aggredisce poliziotto, arrestato  

11.3.10  Massimo Favata, sorvegliato speciale trentacinquenne di Vittoria, con il "vizietto" dell'aggressione ai tutori dell'ordine, è tornato in carcere. L'accusa nei suoi confronti, ancora una volta, è di inosservanza delle prescrizioni previste e violenza a pubblico ufficiale. Si trovava in compagnia del figlio quindicenne intorno alle 22,00 all'interno di un bar di piazza del Popolo, probabilmente lo stesso che aveva quasi devastato qualche mese addietro, quando è stato avvicinato da due agenti che gli hanno contestato la sua permanenza fuori casa oltre l'orario previsto delle 21,00 per quanti sono sottoposti al regime della sorveglianza speciale.

Per tutta risposta, l'uomo e il figlio, entrambi in preda ai fumi dell'alcol, hanno aggredito a calci e pugni gli agenti, procurando loro lesioni giudicate guaribili in 5 giorni salvo complicazioni. Massimo Favata è stato arrestato e condotto alla casa circondariale di Ragusa e il figlio minore affidato alla madre.

 

TOSCANA

IL TIRRENO

Barbone picchiato per strada 

Rumeno lo aggredisce, poi manda in ospedale due agenti 

11.3.10 LIVORNO. Picchia selvaggiamente un barbone, poi manda ko due agenti, quindi sfascia una volante. Una notte di follia per un rumeno che, fuori di sé per l’alcol, ha dato in escandescenza prima in piazza Attias e poi in questura in viale Boccaccio.

 Tutto inizia ieri alle 3 all’angolo tra piazza Attias e corso Amedeo, sotto le logge. Lì sta dormendo un giovane senza tetto, un milanese trasferito in città di 37; accanto a lui c’è il suo cane. In quel momento, come accertato dalla polizia, passa un rumeno di 30 anni, Ioan Gabriel Ursache, operaio in una ditta di Modena che fa gallerie ad alta velocità, e residente a Medigli (Milano), in città da amici. Il giovane è con un connazionale, che resta in disparte. Il rumeno comincia a dare fastidio al cagnolino. Il barbone si sveglia e chiede al rumeno di smetterla di toccare la sua bestiola, ma questi reagisce con violenza. Gli si scaglia contro e lo picchia con forza. Una scena che viene vista da una pattuglia delle volanti. I poliziotti salvano il barbone. Il rumeno viene arrestato per lesioni, minacce e resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento, oltraggio e disturbo della quiete pubblica. Scarcerato dal giudice, ha l’obbligo di firma.

 

INCIDENTI STRADALI

 

SICILIA

SICILIAONLINE       

Guidava ubriaco niscemese segnalato  

g.d.g.) S. N. ventinovenne di Niscemi, è stato segnalato, dalla polizia di Stato di Vittoria, all'autorità giudiziaria per guida di autovettura in stato di ebrezza. Nel corso della notte tra martedì e mercoledì, gli agenti in servizio su una volante, hanno fermato in via cavalieri di Vittorio Veneto, un fuoristrada condotto da S.N. lo stesso fuoristrada segnalato poco prima alla polizia, in quanto era entrato in collisione con un'altra auto parcheggiata. Da lì ne era nata una rissa e per questo motivo gli agenti si erano posti alla ricerca del fuoristrada. Dopo avere fermato l'uomo, questo è stato sottoposto al test alcolemico ed è risultato con un tasso alcolico, 4 volte superiore rispetto a quello consentito.

 

TOSCANA

IL TIRRENO 

Tre incidenti stradali causati dall’alcol 

Automobilisti in stato di ebbrezza 

11.3.10 LUCCA. Tre persone sono state denunciate per guida in stato di ebbrezza con sospensione della patente in altrettanti sinistri stradali avvenuti a Lucca e Capannori e rilevati da pattuglie della polstrada. Nei due incidenti avvenuti a Lucca sono rimasti feriti 4 giovani, tra i 22 e i 30 anni, mentre rientravo da una serata trascorsa in discoteca. In entrambi i casi (auto nella scarpata e macchina contro un albero) gli automobilisti avevano nel sangue un tasso alcolemico superiore al doppio del consentito. A Capannori un operaio di 46 anni, che in auto stava andando a lavoro, è finito in ospedale dopo un incidente. Nel sangue un tasso alcolemico altissimo.

 

IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE

 

CAMPANIA

LA CITTA’ DI SALERNO

Aumentano i controlli anti-alcol

10 marzo 2010   pagina 19   sezione: NAZIONALE

Si intensificano i controlli della polizia locale per l’osservanza dell’ordinanza sindacale emessa il 30 giugno 2009 dall’amministrazione Gravagnuolo in sinergia con l’ex assessore alla Sicurezza Vincenzo Servalli, per il divieto di somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni. In otto mesi sono stati 4 i verbali elevati (*). Due sono stati elevati agli esercenti che hanno somministrato bevande alcoliche ai minori di 16 anni. Altrettanti verbali ai consumatori scoperti a bere per strade o in aree di pubblico passaggio, sui sagrati delle chiese e in tutte le aree verdi cittadine, nei parchi storici o nei parchi naturalistici. Le violazioni dell’ordinanza saranno perseguite mediante l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 25 a 500 euro. Proprio nella scorsa settimana i caschi bianchi, guidati dal comandante Giuseppe Ferrara, hanno predisposto dei servizi speciali per il divieto di vendita degli alcolici ai minori, con uscite delle pattuglie nelle ore serali. Previste due sere diverse a settimana durante le quali la polizia locale perlustra le zone dove si trovano gli esercizi pubblici. I controlli effettuati in questi ultimi sette giorni non hanno fatto registrare alcuna violazione all’ordinanza ma d’ora in avanti saranno sempre più monitorati i minorenni che entrano nei bar. La tesi della polizia locale è: prevenire meglio che curare, nel senso che lo scopo di questa operazione mira a scongiurare le morti sulle strade a causa dell’alta velocitá. Altro filone importante che i caschi bianchi stanno seguendo con l’ufficio tecnico, è la multa comminata agli autori delle affissioni elettorali "selvagge" a cui sará ordinata la defissione a proprie spese.

(*) Nota: mi sembrano un po’ pochini per una città come Salerno di 140.000 abitanti!

 

EMILIA ROMAGNA

LA GAZZETTA DI MODENA

Ubriachi in auto, linea dura

10 marzo 2010   pagina 16   sezione: PROVINCIA

  In un mese 11 automobilisti denunciati per guida in stato di ebbrezza sul territorio dell’Unione. Di questi 7 solo a Carpi. «Un dato molto preoccupante - dice il vicesindaco Lorena Borsari - che deve richiamare tutti a un maggiore senso di responsabilità».  Le sanzioni sono state elevate nell’arco di 4 settimane, dal 25 gennaio al 25 febbraio. Un periodo che i vigili delle Terre d’Argine hanno dedicato alla sicurezza sulle strade. Purtroppo l’esito dei controlli fa supporre tutto il contrario: se tanta gente è al volante in stato di ebbrezza, infatti, c’è poco da stare tranquilli in strada. Le pattuglie hanno fermato 1867 veicoli e 1598 conducenti sono stati sottoposti al pre-test. Undici le persone denunciate, tre delle quali a seguito di sinistro stradale: tre dei fermati avevano nel sangue un tasso di alcool di oltre 1,50 g/l (il che prevede un’ammenda da 1500 a 6.000 euro e perfino l’arresto da 3 mesi ad un anno, oltre alla sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni più il sequestro del veicolo se appartiene al conducente, altrimenti 2 anni di sospensione della patente se il veicolo è di persona diversa da questa). Per 8 conducenti invece il tasso alcolemico nel sangue era compreso tra lo 0.80 e 1.50 grammi/litro. Sette i reati accertati a Carpi, tre a Soliera e uno a Campogalliano, cinque in serata, cinque nel pomeriggio e l’undicesimo alle otto di mattina. I denunciati sono sette cittadini italiani, due stranieri comunitari e due stranieri extracomunitari, tutti di sesso maschile, e ben quattro avevano meno di 30 anni di età. Vale la pena sottolineare come nel 2009 siano stati in tutto 46 i conducenti denunciati per guida in stato di ebbrezza dalla Polizia municipale delle Terre d’argine.  «Se moltiplichiamo per 12 mesi l’esito degli ultimi controlli - dice Lorena Borsari, assessore alla Sicurezza - avremo numeri impressionanti. In questa situazione non è difficile immaginare di quanto aumentino i rischi sulle nostre strade. Per questo tutti, compresi gli esercenti, devono essere chiamati alla massima responsabilità: con l’alcol non si scherza». «L’ordinanza anti-alcol del mio assessorato - conclude la Borsari - è quindi più attuale e giusta che mai».  «I vigili dell’Unione nell’ambito di queste campagne trimestrali di controllo e sensibilizzazione - sottolinea poi l’assessore delle terre d’Argine, Turci - da metà aprile in poi e fino al 10 luglio punterà a scoraggiare la guida con il cellulare, mentre in estate e fino ad ottobre si occuperà dei mancati stop davanti alle strisce pedonali: infine da ottobre a fine 2010 concluderà l’attività puntando sulla verifica del rispetto dei limiti di velocità. L’obiettivo - conclude - è tutelare tutti gli utenti della strada». - Rino Filippin

 

I POLITICI DELL’ALTO ADIGE SONO SEMPRE IN PRIMA FILA QUANDO SI TRATTA DI PROMUOVERE E DIFENDERE LA VENDITA DI BEVANDE ALCOLICHE.

FORSE QUESTE SONO LE DIRETTE CONSEGUENZE?

 

ALTO ADIGE

Danni alla casa delle associazioni

10 marzo 2010   pagina 20   sezione: PROVINCIA

  ORA. È la seconda volta in un meno di un mese che a Ora si verificano casi di abuso di alcol da parte di minorenni. In occasione della festa di Carnevale «Rosenmontag» infatti cinque giovani erano stati denunciati per ubriachezza molesta (e due segnalati per consumo di sostanze stupefacenti) al termine dei controlli effettuati dai carabinieri nei pressi del tendone allestito presso il campo sportivo. L’alcol per altro era stato bandito dal tendone stesso e avevano predisposto un servizio d’ordine. per ubriachezza molesta. E pochi giorni prima alcuni adolescenti ubriachi avevano provocato non pochi danni alla casa delle associazioni, sempre nel corso di una festa. Immediata e molto severa la reazione del sindaco Pichler, che non si nasconde l’esistenza del problema e ha annunciato un regolamento apposito che sarà discusso in consiglio comunale. Nel dibattito saranno coinvolte anche le famiglie.

 

ALTO ADIGE

Alcol ai ragazzini, barista denunciata

10 marzo 2010   pagina 20   sezione: PROVINCIA

ORA. Sono stati alcuni genitori, comprensibilmente allarmati, a lanciare l’allarme. E al primo controllo la segnalazione si è rivelata fondata. Nel mirino degli inquirenti è finita la gerente di uno dei ritrovi giovanili più in voga nella zona di Ora. Si tratta del «Petra’s Pub», bar ristorante nel cuore della zona sportiva di Ora. La richiesta di controlli era stata fatta pervenire alla Questura proprio in relazione alla presunta somministrazione di superalcolici a giovanissimi. In effetti sabato sera una squadra della polizia amministrativa della Questura ha effettuato un intervento di controllo e, come già accennato, la segnalazione si è rivelata fondata. La gerente che si trovava al bancone di mescita è stata vista più volte vendere e somministrare bicchierini di liquore a ragazzi di età visibilmente inferiore ai 16 anni. Da parte della gerente non sarebbe stata messa in atto alcuna precauzione soprattutto in relazione alla giovanissima età della clientela. Insomma, la donna non ha mai ritenuto opportuno chiedere la carta d’identità a chi si avvicinava al bancone di mescita chiedendo superalcolici. I primi controlli sono iniziati verso le 21. Poco dopo da una vicina discoteca (lo «Zoom») ove era in corso una festa si sono riversati al bar una cinquantina di ragazzini quattordicenni.  Tutti sapevano che al «Petra’s Pub» avrebbero potuto ottenere superalcolici. In realtà sabato sera, dopo i primi quattro casi documentati, la polizia è intervenuta diffidando la gerente e annunciandole che sarebbe stata denunciata alla Procura della Repubblica. Il bar è rimasto aperto ma la donna che si trovava al bancone di mescita ha ovviamente cambiato registro, iniziando a controllare adeguatamente - come da disposizioni di legge - i ragazzi che chiedevano da bere alcolici. La gerente è stata comunque denunciata per il caso dei quattro ragazzini (tutti quindicenni) individuati dopo aver ottenuto da bere. La donna deve rispondere di “somministrazione di bevande alcoliche a minori” (art. 689 del codice penale) e rischia l’arresto sino ad un anno. Verrà inoltre segnalata al sindaco per eventuali conseguenze amministrative sulla licenza. (ma.be.)

 

 

ECCO LA RISPOSTA AI DIFENSORI DEL VINO, DELLA BIRRA E DELLE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE

 

IL MATTINO DI PADOVA

Tanti giovani in coma etilico

10 marzo 2010   pagina 15   sezione: ALTRE

Bulli, droga, adolescenti in affanno e adulti in preda al panico, comunicazione balbuziente e mala gestione dei conflitti che degenerano, insomma un effetto trascinamento che non assolve nessuno, anzi crea le basi per sempre nuove drammaticità.  Siamo abituati a vedere e pensare agli effetti causati dalla droga, quella dei composti chimici, dei derivati, delle sostanze dai nomi bizzarri, e non ci accorgiamo di quanto sta accadendo e sbancando alle fondamenta la nostra società di primi della classe.  Forse è il momento di affermare che l’alcol è una droga proprio come qualsiasi altra consorella, colpisce la mente, il cuore e il corpo, come ogni maledetta sostanza.  Alle fermate degli autobus, al pub, in discoteca, stanno con la bottiglia in mano, con lo spinello in bocca, con la bustina negli slip, senza bisogno di coprirsi il volto, gli occhi arrossati, c’è libertà di mostrare quel che non si è, c’è libero suicidio e c’è libero omicidio, insomma c’è libertà come una prostituta.  E’ una rappresentazione teatrale in cui gli attori recitano senza copione, il «regista» di turno non fa caso a questo andazzo collettivo, quando è un po’ allarmato, mette qualche paletto, regola, norma, così gli attori diventati improvvisamente bambini, perdono il controllo, bicchieri adolescenti e bottiglie adulte si scambiano di posto, ognuno veste i panni dell’altro, nessuno è capace di consigliare l’altro, quanto meno di accompagnarlo a casa, se non proprio al sicuro.  L’alcol non è considerato alla stregua di una vera e propria droga, non c’è consapevolezza dei guasti fisici e psichici che procura, delle scomparse numerose provocate dal suo uso e abuso, eppure si tratta di un problema urgente da prendere di petto, non solamente attraverso la solita cartellonistica virtuale, una sorta di pizzo da pagare al sul consumo, al suo commercio, alla sua vendita pressoché smisurata.  La droga-alcol non si limita a consumare fino alle ossa le persone, nelle comunità terapeutiche piene di utenti alcolisti, nelle carceri stracolme di persone da doppia diagnosi, dalla devastazione psichica, alle depressioni dirompenti, ci sono i riscontri di questa vera e propria piaga sociale.  Abbiamo cultura del rischio insito nella droga, ne abbiamo molto meno delle bevande alcoliche, slogan e coretti da stadio esaltano il buon vino, la buona birra, intrugli e altre composizioni, come a dire «bere e campare cent’anni».  E’ sufficiente varcare i cancelli di una comunità terapeutica, dedicare una visita agli spazi e i corridoi della Casa del Giovane (per questo motivo insisto a dire che è importante continuare a invitare le scuole, dalle elementari, alle superiori, alle università), per renderci conto di quale nemico stiamo parlando, di quale killer stiamo discutendo, a quale macabro gioco al massacro stiamo assistendo.  Forse è giunto il momento di ritrovare un possibile equilibrio, cominciando da una corretta comunicazione, che non faccia abituare alle «circostanze critiche, agli eventi critici» declinazioni criptate, di non facile lettura, per non allarmare l’opinione pubblica quando un giovanissimo entra in coma etilico o ci ha abbandonati per sempre.

 

 

NON E’ UNO SCHERZO: E’ IL RISULTATO DELLO STILE DI VITA ODIERNO

 

A.S.A.P.S.

 “Attenzione ubriachi”, un segnale stradale per evitare i pedoni sbronzi
Pecica (Romania)
L’iniziativa è nata dopo numerosi incidenti causati proprio da pedoni un po’ “alticci”
(ASAPS), 11 marzo 2010 – “Attraversamento sbronzi”. Di primo acchito potrebbe sembrare uno scherzo, e invece, si tratta della segnaletica stradale predisposta dai responsabili della sicurezza stradale di Pecica, in Romania. I cartelli con la scritta dovranno avvertire gli automobilisti della possibile presenza di pedoni ubriachi. Nell’ultimo periodo, infatti, sono stati numerosi i sinistri causati da pedoni in stato di ebbrezza. Così, il sindaco della città rumena, Petru Antal, ha ordinato di installare i segnali “Attenzione ubriachi”, nei quali c'è l'immagine di un uomo che cammina sulle ginocchia con una bottiglia in mano. “Siamo una città di frontiera e ci sono molte automobili che sfrecciano qui continuamente - ha spiegato il primo cittadino. Ma siamo anche una città con una vita notturna molto intensa e le due cose non vanno d'accordo. Per questo dobbiamo avvertire gli automobilisti dei possibili 'bersagli' perché siano consapevoli di questa condizione dei pedoni”. (ASAPS)

 

GLI ALCOLISTI ANONIMI FESTEGGIANO LA LORO RINASCITA

 

IL CORRIERE DELLE ALPI

Una festa per i 30 anni

10 marzo 2010   pagina 31   sezione: AGENDA

  BELLUNO. Il gruppo di alcolisti anonimi festeggerà domenica i 30 anni della fondazione del gruppo di Belluno, nato nel 1980, con sedi anche a Feltre e Agordo. Per l’occasione il gruppo, insieme al gruppo dei famigliari ed amici degli alcolisti “Al-anon”, terrà una riunione aperta a tutti, nella quale verrà spiegato come funziona il metodo di recupero; interverranno medici, famigliari e alcolisti che porteranno la loro testimonianza. L’incontro si terrà alle 9.30 nella sala del centro Giovanni XXIII.  Alcolisti Anonimi è un’associazione di uomini e di donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza per risolvere il loro problema comune e aiutare altri a recuperarsi dall’ alcolismo. Parliamo di un’associazione di autoaiuto: l’alcolista che ha smesso di bere mantiene e consolida la propria sobrietà, utilizzando la sua capacità di aiutare un altro alcolista che ancora beve a uscire dalla dipendenza dall’alcol. Il gruppo è l’entità tramite la quale si realizza il recupero: nelle riunioni, in assoluta libertà, vengono raccontate le proprie storie, condivisi i problemi personali ed insegnato il programma di recupero, conosciuto come “Metodo dei dodici passi”.  Uno dei punti fermi dell’associazione è l’anonimato: qualora lo si desideri è possibile non rivelare la propria identità, e allo stesso tempo ci si deve impegnare a non divulgare discorsi e storie personali uditi all’interno del gruppo. L’anonimato riveste, peraltro, un ben più profondo significato, facendo sì che i princìpi che ispirano il gruppo vengano sempre anteposti alle personalità dei singoli.

 

E ANCHE UN GRANDE CICLISTA FESTEGGIA LA SUA VITTORIA SUL VINO E SULLA BIRRA!

 

LA GAZZETTA DELLO SPORT

L'alcol è alle spalle Grabovskyy è rinato

Storia di un talento che rischiava di perdersi tra vino, birra e depressione.

La Isd-Neri di Scinto ha fatto di tutto per recuperarlo. E alla Tirreno-Adriatico è sbocciata una giornata da protagonista

MILANO, 10 MARZO 2010 - Toh, chi si rivede: Dmytro Grabovskyy in fuga solitaria per oltre 120 km nella prima tappa della Tirreno. Gli è andata male, ma la sua è stata una prestazione eccellente. Il talento ucraino sembrava perso, non solo per il ciclismo di vertice. Anche come uomo, Grabo ha rischiato grosso in passato per colpa dell’alcol: un incidente automobilistico da cui è uscito quasi illeso per un miracolo, due coma etilici lo scorso anno più qualche sbornia varia. Birra e vino come se piovesse, lui giurava niente superalcolici.

L'AIUTO DELLA ISD — Era passato pro’ con la Quick Step nel 2007, dopo che da dilettante era stato oro nella cronometro e argento in linea ai Mondiali 2005. Nel 2006 ha vinto il Regioni ed è finito secondo al Giro Baby. Suoi anche 2 titoli europei a crono. Lui dice di essere stato sfortunato con la salute nella delicata fase del passaggio, di certo non ha fatto la vita del corridore. Persino Luca Scinto, che lo segue quasi come un padre da quando era dilettante e che lo aveva ripreso in squadra per il 2009, quest’inverno aveva perso la pazienza. Non ce la faceva più delle bugie e dei problemi del ragazzo il cui comportamento minava anche la serenità della squadra. La Isd è una specie di grande famiglia che vive attorno a San Baronto, e ha fatto di tutto per aiutare il ragazzo.

DEPRESSIONE — Toccava a lui rimboccarsi le maniche e cambiare mentalità. "Mi sono attaccato alla bottiglia per depressione - aveva confidato alla Gazzetta a inizio gennaio - ma ora che ho toccato il fondo penso solo a pedalare e risalire". Scinto, con una mano (anzi due) sul cuore, gli ha ridato un’opportunità. Quella di oggi potrebbe essere solo la prima forma di ricompensa di Grabo. Se ha capito davvero la lezione, i mezzi per rifarsi li ha. Claudio Ghisalberti

 

SEMBRA CHE ANCHE UN CANTANTE SIA RITORNATO SULLA BUONA STRADA

 

ASCA

MUSICA: TAKE THAT, MARK OWEN AMMETTE DI ESSERE UN TRADITORE ALCOLIZZATO

- Roma, 11 mar - Il cantante dei Take That Mark Owen, noto per essere ''la faccia pulita'' del gruppo, in realta' era un alcolizzato ed ha tradito la moglie diverse volte.

Lo ha ammesso lui stesso in un'intervista al Sun.

''Lei mi ama ed io l'ho delusa moltissimo'', ha detto Owen riferendosi alla moglie Emma Ferguson - sposata lo scorso anno - dalla quale ha avuto due bambini, Elwood di tre anni e Willow Rose di un anno.

Le nozze, da quanto ha dichiarato Owen, sono state l'occasione per segnare un nuovo inizio con la compagna che da 5 anni gli sta accanto e che fino a poco tempo fa era ignara dei numerosi flirt del marito.

Una delle donne con cui il cantante ha avuto una storia si chiamerebbe Neva Hanley e la loro storia clandestina sarebbe durata per 4 anni.

''Sono stato egoista e testardo, sono un idiota, ho deluso Emma e sono stato la causa dei miei guai'', ha aggiunto il cantante pentito spiegando che la sua storia con la moglie ha avuto dei ripetuti alti e bassi a causa della sua dipendenza dall'alcol e che adesso si sente pronto ''a fare il meglio per Emma e per i bambini''.

red/uda/ss

 

IN TUTTA ITALIA, COME SI PUO’ VEDERE DAI TITOLI, SBOCCIANO INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE SUI PROBLEMI ALCOLCORRELATI

 

FRIULI

MESSAGGERO VENETO

Tavolo tecnico e incontri a scuola per combattere la droga e l alcol

10 marzo 2010   pagina 03   sezione: PORDENONE

Droga e alcol, entra nel vivo il progetto di sensibilizzazione di Prefettura, Provincia, Comuni, Scuole del Friuli occidentale. Istituito il tavolo tecnico che avrà il compito di valutare la qualità della vita degli studenti, il progetto prevede occasioni di riflessione sui temi delle dipendenze attraverso uno spettacolo teatrale riservato alle classi seconde degli istituti secondari della provincia di Pordenone. Lo spettacolo “Rideremo fra vent’anni” andrà in scena il 23 marzo all’auditorium di San Vito per le scuole di San Vito al Tagliamento; il 25 marzo con due spettacoli al Concordia di Pordenone per le scuole di Pordenone e Cordenons; il 30 marzo con uno spettacolo allo Zancanaro di Sacile per le scuole di Sacile, Brugnera e la scuola alberghiera Ial di Aviano; e infine il 27 aprile con uno spettacolo al teatro Verdi di Maniago per le scuole di Maniago e Spilimbergo. Agli studenti sarà quindi somministrato un questionario per indagare stili di vita e abitudini, le cui risposte saranno elaborate. L’esito della ricerca con le riflessioni del tavolo tecnico sarà funzionale «all’individuazione di percorsi di promozione della salute da attuarsi nelle scuole il prossimo anno scolastico», spiega la prefettura.

 

FRIULI

MESSAGGERO VENETO

Per Adolescenti oggi stasera si parla di alcol e stupefacenti

10 marzo 2010   pagina 12   sezione: PORDENONE

AVIANO. Nuovo appuntamento ad Aviano con gli incontri di formazione e informazione rivolti a genitori, insegnanti, educatori e alla comunità, sul tema “Adolescenti oggi”, promossi dal Dipartimento delle dipendenze dell’Azienda sanitaria in collaborazione con i servizi educativi del Comune di Aviano, l’istituto comprensivo e l’associazione Giovani in movimento. «Nel primo incontro – afferma Marco Grollo, responsabile del servizio educativo – si è affrontato il tema dell’adolescenza, delle difficoltà e dei conflitti che accompagnano il rapporto genitori-figli in questa fase di passaggio così delicata e insieme straordinaria della vita». Il percorso formativo continuerà oggi alle 20.30 alla casa dello studente con l’analisi delle problematiche legate all’uso di sostanze (dall’acol agli stupefacenti, ai nuovi mix). L’incontro, tenuto da Elena Caccamo, infermiera professionale del Sert, affronterà il tema delle sostanze più diffuse tra i giovani. L’ultimo incontro, mercoledì 24, farà infine sintesi sui due precedenti. (d.s.)

 

FRIULI

MESSAGGERO VENETO

Sabato a Villa Dora un convegno sul disagio giovanile e la droga

10 marzo 2010   pagina 12   sezione: UDINE

SAN GIORGIO. «Disagio Giovanile e non solo: alcol e droghe - percorsi riabilitativi, reinserimento sociale e lavorativo», è il tema del convegno organizzato dal Rotary Club Cervignano-Palmanova, per sabato, ore 16.30, a Villa Dora di San Giorgio di Nogaro. Al convegno, fortemente voluto dal presidente del Rotary, Elia Bolzan, interverranno come relatori Don Davide Larice, presidente del Centro Solidarietà Giovani “Giovanni Micelio” di Udine; don Gianni Arduini, presidente della Fondazione Casa dell’Immacolata di don Emilio De Roja di Udine; Diego Cinello, operatore volontario della stessa Casa dell’Immacolata; e Licio Bodocco, amministratore delegato della Società Cooperativa sociale “Nascente” di Udine. Moderatore sarà il giornalista Gennaro Coretti

 

EMILIA ROMAGNA

ROMAGNAOGGI

Cesena: Claudia Penoni e Paolo Cevoli sul palco del Teatro Verdi contro l'alcol

10.3.10 Direttamente dal palco di Zelig Claudia Penoni e Paolo Cevoli vanno in scena al Teatro Verdi per promuovere un divertimento intelligente. E' già possibile prenotarsi per lo spettacolo benefico con le gag del duo comico,  in programma giovedì 18 marzo 2010, alle ore 21,  al Teatro Verdi di Cesena. La serata è promossa nell'ambito della campagna di comunicazione e prevenzione "Se guidi non bevi", che vede impegnate le quattro aziende sanitarie di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini.

Una campagna voluta per contrastare i comportamenti a rischio, in particolare l'abuso di alcol e l'uso di droghe.

Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto all'acquisto di un'apparecchiatura biomedicale portatile, in dotazione al Ser.T di Cesena, per le analisi al fine di riscontrare la presenza di sostanze intossicanti. All'entrata del teatro verranno distribuiti materiali informativi ed etilometri monouso.

La campagna di comunicazione e prevenzione "Se guidi non bevi" è promossa dal Coordinamento dei Programmi Dipendenze Patologiche delle quattro aziende sanitarie di Area Vasta Romagna nell'ambito del progetto "Notti Sicure 2009" ed è patrocinata dalla Regione Emilia Romagna, dalla Banca di Cesena, dall'Avis dall'Istituto Oncologico Romagnolo  e da Coop Adriatica. Obiettivo principale della campagna è promuovere la salute e la consapevolezza nei contesti del divertimento notturno e di aggregazione giovanile sui rischi associati alla guida in stato di ebbrezza alcolica, al fine di incentivare comportamenti responsabili di guida.

Per informazioni e prenotazioni, è possibile rivolgersi alla segreteria Avis di Cesena (tel. 0547/613193, da lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 12.30) e al Teatro Verdi di Cesena (tel. 0547 613888, dal martedì al venerdì, dalle 14.30 alle 18.30).

 

EMILIA ROMAGNA

SASSUOLONLINE

Un’idea salutare tra creatività e teatro

10/03/2010    Dopo il successo della tre giorni in Sala Biasin, “Don’t drink’n’drive” replica e cambia sede trasferendosi negli spazi del Temple Bar, presso la Casa nel Parco in largo Bezzi 4. L’esposizione, nata per mostrare e promuovere la nuova campagna di comunicazione contro l’abuso di sostanze alcoliche del Comune di Sassuolo, inaugurerà domenica 14 marzo alle ore 18.00. Il momento inaugurale è organizzato in sinergia con le associazioni Sottospirito e Temple Bar che dalle ore 19.00 proporranno il secondo appuntamento di “Theatrespritz”, rassegna di improvvisazione teatrale che offre un’alternativa al classico aperitivo: frizzante, allegro ma non per forza alcolico. In programma “Theatresports”, spettacolo a squadre importato da Sottospirito e presentato per la prima volta in Italia.

La mostra, visitabile fino al 18 aprile, comprende uno spot video e quattro soggetti stampa in formato cartolina ed è stata interamente realizzata all’interno di un workshop che ha coinvolto i partecipanti al corso di creatività e comunicazione pubblicitaria tenuto dal copywriter Diego Fontana. Sassolese, Fontana si occupa di comunicazione e pubblicità da quasi un decennio: è stato copywriter nella multinazionale Lowe Pirella, poi  senior copywriter in Saatchi & Saatchi. Dal 2004 al 2008 è stato membro dell’Art Director Club Italia, l’associazione che riunisce i migliori talenti creativi del Paese. Nella sua carriera campagne nazionali e internazionali per clienti come Sector, Maserati, Renault, Coop, Carlsberg, La Repubblica, Alpitour, La7 e molti altri. Tra i riconoscimenti, diverse Nomination sull’Annual dell’Art Director Club Italia, un Key Award per la campagna Alpitour 2007, una Shortlist al Galà della Pubblicità 2004.  Ora è tornato nella sua città natale, dove lavora per Exprimo Comunicazione. Lo scorso autunno ha tenuto, presso il teatrino del Temple Bar, un corso dal titolo “Come si concepisce un’idea, senza impiegare nove mesi” che ha coinvolto una trentina di ragazzi. Al termine, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di realizzare una campagna contro l’abuso di sostanze alcoliche diretta a un pubblico di coetanei o quasi: questo ha permesso di affrontare il delicato tema senza inutile retorica, mantenendo un tono di voce immediato, onesto e puntuale, e individuando 4 temi fondamentali che risultassero realmente interessanti per dissuadere dall’abuso di alcol ovvero la pericolosità della guida in stato di ebbrezza, la notevole diminuzione dei riflessi e del campo visivo, gli effetti negativi sul fisico e sull’apparato riproduttivo.

In mostra al piano terra della Casa nel Parco i 4 annunci (stampa a cura di Punto Jpeg), il backstage fotografico che documenta la realizzazione dei lavori e altri materiali realizzati all’interno del corso. Lo spot sarà invece proiettato al primo piano, presso il teatrino, dove sarà offerto l'aperitivo e si potrà assistere allo spettacolo di improvvisazione teatrale. Paola Gemelli

 

SICILIA

SICILIAONLINE

Un progetto nelle scuole contro l'abuso d'alcol e fumo  

Prende il via oggi il progetto “Brindo alla vita…perché non vada in fumo”, finanziato dalla Regione Siciliana.

Giunto al suo secondo anno di svolgimento e già svolto con successo in sette delle nove province siciliane, il progetto mira, attraverso la conoscenza, una precisa formazione ed un'adeguata informazione, a predisporre, secondo gli orientamenti pedagogici, i giovani ad un comportamento corretto e responsabile nella relazione con le sostanze alcoliche e con il fumo.

L'iniziativa vedrà il coinvolgimento in un primo momento (fino alla metà di aprile 2010) di cinque istituti scolastici superiori (uno di primo grado e quattro di secondo) del capoluogo provinciale e un istituto della città di Caltagirone; poi (a fine aprile 2010) di due discoteche operanti nell'hinterland catanese.

Presso gli istituti, gli operatori del progetto effettueranno incontri divulgativi e conoscitivi del problema con gli studenti, che, in esito agli stessi, compileranno un questionario che costituirà la base di una ricerca che sarà presentata al pubblico nel corso di un convegno, con svolgimento a maggio di quest'anno.

Nelle discoteche, altri operatori svolgeranno le stesse attività, entrando in contatto con i giovani in uno dei momenti della loro vita in cui hanno maggiore possibilità di entrare in relazione con l'alcol ed il fumo.

Ad ospitare il primo incontro scolastico è l'Istituto Tecnico Industriale “Archimede” di Catania che, attraverso il proprio preside, la prof. Romana Romano ha manifestato tra i primi interesse per il progetto, che vede come referente provinciale una propria docente, la prof. Giusi Castello.

Gli incontri successivi, si svolgeranno a cadenza settimanale nei seguenti Istituti: Tecnico Nautico “Duca Degli Abruzzi”, Liceo Classico "Mario Cutelli", Industriale, Geometra e Scientifico “Vaccarini”, Comprensivo “Capuana-Pirandello”.

Nel Calatino, saranno ospitati dal Liceo Classico “Secusio”, presso la sede centrale a Caltagirone e quella distaccata a Vizzini.

 

VENETO

L’ADIGE DI VERONA

Se guido non bevo

di Redazione Web (del 10/03/2010 @ 12:45:56, Sezione Attualità)

Successo per l’iniziativa sulla prevenzione degli incidenti stradali della Regione Veneto “Il pilota: se guido non bevo”, organizzata a Verona dalla società Nuova Media Italia, produttrice del film contro l’alcolismo “I giorni perduti”. Il messaggio arrivato ai giovani nell’ora dello spritz, o del drink in discoteca è stato forte e chiaro: al volante si deve essere sobri. Questa volta niente prediche, ma un’originale ‘lezione sul campo’ con distribuzione di materiale informativo e una copia in Dvd del film.

L’idea è stata della società di produzione Nuova Media Italia, organizzatrice dell’iniziativa, che nei locali più frequentati di Verona ha programmato, durante mese scorso, quattro serate per sensibilizzare i giovani veronesi durante le ore di più alto consumo di alcolici: l’aperitivo e le ore passate a ballare in discoteca. Non proibizionismo, ma divertimento responsabile alla discoteca Excalibur Club (il 20 febbraio scorso), al Tiffany Bar (Golosine, domenica 21 febbraio scorso) e alla discoteca Berfi’s Club (il 26 e 27 febbraio scorsi). “Questa campagna sulla prevenzione degli incidenti stradali è il naturale percorso che abbiamo intrapreso dopo “I giorni perduti” – spiega Michele Calì, produttore del film -. Il riscontro ottenuto da parte dei ragazzi è stato molto positivo, con grande interesse e partecipazione da parte loro”. Complice anche la presenza alle serate di Federica Andreoli, la bella protagonista del film “I giorni perduti” girato nel 2006, pellicola di Bruno Gaburro che vanta un cast di eccezione, da Giancarlo Giannini a Sergio Múñiz. Durante le serate, presente anche l’assessore regionale alle Politiche Sociali Stefano Valdegamberi “Bisogna tenere alta l’attenzione sull’abuso di alcol nella popolazione adulta ed in particolare tra i giovani. L’alcol non è meno dannoso di altre sostanze che creano dipendenza. Questo progetto, insieme agli altri, risponde ad una logica di sistema: tutti i soggetti che operano nel settore sono coinvolti in modo coordinato e continuativo”.

 

VENETO

IL GAZZETTINO

Roveredo: «Non ho l’altezza morale per insegnare»

Giovedì 11 Marzo 2010,

Pino Roveredo ieri ha raccontato ai ragazzi delle superiori bellunesi la sua storia, nella cornice della 7. edizione di “Lettura pensata” promossa dall’ufficio scolastico provinciale.

      L’autore di “Mandami a dire”, libro che gli è valso un premio Campiello, ha parlato di fronte a 150 studenti. «Non ho l’altezza morale di insegnare qualcosa, visto che ho sbagliato per oltre 20 anni - ha esordito nel suo intervento - e sono un praticante non un pratico del disagio».

      Una vita fatta di «capriole in salita», come recita il titolo di un suo racconto, che passa anche per il carcere e l’alcolismo.

      «Non sei tu che scegli di bere, ma è l'alcol che beve te, se ne esci è perché hai deciso di pagare un prezzo e il conto è sempre esagerato» ha detto ai tanti ragazzi presenti in sala. Occuparsi degli altri l’ha aiutato a salvare anche se stesso. Con il teatro, l’hip hop e la “Casa della parola” ha dato una mano ai ragazzi giudicati irrecuperabili. C’è chi si è messo in proprio e chi ha superato da tempo ormai i cinque mesi di vita pronosticati da un medico: è «la forza dell’abbraccio» ha detto Roveredo, che fa stare bene le persone. Sa meglio di altri quanto possano fare i gesti e il silenzio, anche perché i suoi genitori erano sordomuti. Alla domanda di un ragazzo sulla tv di oggi ha risposto concludendo l’incontro: «C’è bisogno di riempire il niente da fare e la tv lo riempie con un niente da dire. La verità sta oltre».      Roberta De Salvador

 

LOMBARDIA

VARESENEWS

Una cartolina contro l'alcool

11/03/2010  Varese

Verrà presentata sabato 13 al Twiggy la nuova campagna “Bada a Te!” per aumentare la consapevolezza dei giovani su rischi e pene dovute alla guida sotto alcolici.(*) A Varese, il 15% degli unidicenni beve alcolici

L'ammonimento è noto: “Bada a te!”. Ma stavolta non è la mamma a dirlo al giovane, per incitare a una maggiore responsabilità di sabato sera.

A dirlo è un manichino dal nome Dummy, quello che guida la campagna che porta questo nome e che verrà presentata sabato sera, 13 marzo 2010, al Twiggy café, con una serata multimediale che prevede video, dj set e quattro band scelte on line.

Una serata dedicata al 40% dei diciannovenni varesini, secondo i dati Asl comunicati all'assessorato dei servizi sociali,  che beve alcol, nella speranza che cambi i comportamenti anche di quel 15% di undicenni (avete letto bene: 11 anni) varesini che l'alcol l'hanno già assaggiato.

«Per mettere in pratica il progetto, che è finanziato dalla Regione Lombardia, abbiamo collaborato con il comune di Malnate, il rugby Varese, la Uisp di Varese – spiega Elena Emilitri, responsabile di Informagiovani - Ci siamo inoltre avvalsi della collaborazione della Cooperativa lotta contro l'emarginazione: con loro abbiamo realizzato due spot con i ragazzi, che verranno presentati sabato, oltre al materiale cartaceo e informativo».

«”Manichino? Ma anche no...fai guidare qualcun altro” è lo slogan della campagna, sia cartacea che video che punta a rendere i ragazzi più consapevoli di quello che bevono – sottolinea la rappresentante di Cooperativa Lotta contro L'emarginazione, che ha lavorato con Informagiovani a questo progetto – E sabato si esibiranno quattro band, che hanno collaborato alla colonna sonora della campagna.L'ordine di esibizione l'hanno scelto su you tube».

La serata, che partirà dalle 21 prevede oltre l'esibizione di Minuta H, Kapolinea, Hat of Jester e The Killerfreaks nel locale di via De Cristoforis, anche materiale per tutti: spillette e cartoline, zona chillout, etilometro. Particolarmente interessante la cartolina che riporta la gradazione alcoolica dei cocktail ma ce n'è una che riporta le normative e una che insegna come si calcola il tasso di alcol nel corpo. L'ultima invece è un monito: “fai guidare qualcun altro” nel caso non ci si senta sobri.  Tutto questo sarà a disposizione dei partecipanti: la maglietta ufficiale però potrà averla solo chi, alla fine della serata, avrà il tasso alcolemico al disotto del limite.

«Con queste iniziative vogliamo insistere in modo particolare sulla prevenzione, su un cambiamento culturale, su un modo diverso di fare divertimento - commenta Gregorio Navarro, assessore ai servizi sociali del comune - Perchè vogliamo che i nostri ragazzi abbiano la possibilità di divertirsi ma anche di ritornare a casa responsabilmente, con lucidità»  Stefania Radmanstefania.radman@varesenews.it

 

(*) Nota: secondo me si punta troppo su ALCOL E GUIDA e si tralascia ALCOL E SALUTE!!!

 

 

ECCO UN MODO POSITIVO DI CONSUMARE IL VINO

           

LASICILIAONLINE

«L'alcool ecologico»  

Progetto per l'utilizzo di energia alternativa derivante dai sottoprodotti della vitivinicoltura  

Una vecchia idea sempre avversata dalle compagnie petrolifere e mai presa in seria considerazione dalle grandi case automobilistiche. Si tratta della possibilità di utilizzare l'alcool ottenuto dalla distillazione delle vinacce dell'uva (ma anche del vino) come ''additivo'', per altro ecologico, alla benzina e al diesel. E in un momento di grande crisi del settore vitivinicolo, questa sarebbe una grande boccata d'ossigeno per l'intero comparto. Una ventina d'anni fa, in Senato, fu Pietro Pizzo a lanciare l'idea. Ma la proposta non ebbe seguito. Nell'ottobre 2001, poi, una delegazione dei presidenti delle principali Cantine sociali della Sicilia occidentale si recò a Roma per incontrare il ministro per le Politiche agricole Gianni Alemanno e consegnargli un documento con il quale si chiedeva «l'approvazione urgente di un programma ambientale di carburazione con l'utilizzo di alcol da vino, presupposto necessario per accedere alla distillazione facoltativa autorizzata dall'Unione Europea».

Ad organizzare quell'incontro furono l'on. Massimo Grillo e il sen. Giuseppe Bongiorno, allora componenti delle commissioni Agricoltura. Ma neppure quel tentativo ebbe successo.

Adesso, a riaccendere questa miccia ci prova l'amministrazione del sindaco Carini, con un progetto che, per il momento, è limitato al territorio marsalese e prevede l'utilizzo di «energia alternativa derivante dai sottoprodotti della vitivinicoltura, ovvero vinacce e sarmenti, per il trasporto pubblico urbano». L'alcool estraibile da questi sottoprodotti, si evidenzia nella nota del Comune, «è assolutamente miscelabile con il diesel, dando vita, con l'aggiunta di un additivo di origine agricola e non chimica, ad un biocarburante che può tradursi in reddito aggiuntivo per il comparto vitivinicolo''.

E il sindaco Renzo Carini dichiara: ''Il sostegno al comparto vitivinicolo è da sempre prioritario nell'agenda di lavoro di questa amministrazione. Per questo, siamo alla ricerca di soluzioni autenticamente innovative, tali da creare prospettive di concreto rilancio del settore, nonché coerenti con l'esigenza di tutela e valorizzazione del contesto ambientale. Il concreto aiuto ai nostri agricoltori - conclude - vuole altresì evitare l'abbandono dei terreni''. Nei prossimi giorni, sarà indetta una conferenza stampa per illustrare i dettagli del ''progetto biocarburante». Antonio Pizzo

 

 

PER DOVERE DI CRONACA, ANCHE SE NON MI PIACCIONO ALCUNI TERMINI COME “AIUTARE CHI ABUSA DI ALCOL” PERCHE’ PONE LE PERSONE SU DUE PIANI DIVERSI: IO, SUPERIORE, AIUTO TE POVERO DIAVOLO!

 

SALUTE 24 IL SOLE 24 ORE

«Il problema alcol»: un libro per aiutare chi beve troppo

10-03-2010   -  Il bere eccessivo è un problema diffuso ma ancora sottovalutato e poco conosciuto. Esprime un dolore non compreso ed è causa di sofferenza per le persone stesse, per le loro famiglie, per i loro amici. Per poter aiutare chi abusa di alcol è indispensabile conoscere e comprendere il problema fino in fondo(*), e sia la comprensione che l`aiuto necessitano di uno sguardo multidisciplinare integrato, che sia un insieme di conoscenze mediche, psicologiche e sociali. Sono i temi trattati in "Il problema alcol. Comprendere e aiutare chi beve troppo", scritto a più mani da Paola Gini, medico con formazione specifica in medicina generale, Maria Gabriella Giunta, assistente sociale, Maria Raffaella Rossin, psicologa e presidente della sezione lombarda della Società Italiana di Alcologia e da Beatrice Longoni, assistente sociale specialista che si occupa di formazione.

Il testo è pensato per tutti coloro che hanno a che fare, in ambito professionale o privato, con il problema del bere eccessivo. La prima parte presenta il problema dell`abuso di alcol e della dipendenza. Nella seconda parte vengono descritte le possibili soluzioni: i trattamenti, i luoghi di cura, i gruppi di auto-aiuto (Alcolisti Anonimi e Club Alcolisti in Trattamento), il fondamentale ruolo della famiglia e la necessità di un percorso che sia non solo individuale, ma comune a tutti i componenti del nucleo familiare. La terza parte del volume è infine dedicata a una serie di strumenti pratici che possono essere d`aiuto a chi è vicino a una persona con problemi di abuso alcolico: guida all’amministrazione di sostegno, test di screening, diario alcologico e una serie di risorse di approfondimento per saperne di più. In particolare, poi, un capitolo affronta e analizza un aspetto spesso poco riconosciuto o sottovalutato: il dolore dell’alcolista e della sua famiglia.

Frutto della collaborazione di diverse competenze e professionalità, il libro si presta a essere utilizzato come manuale di formazione per operatori sanitari, operatori sociali, volontari impegnati in servizi socio-sanitari e insegnanti o come testo di consultazione. Il lettore potrà trovare dati epidemiologici, nozioni teoriche, spunti di riflessione, testimonianze, strategie e indicazioni operative, informazioni sui servizi specialistici e sui gruppi di auto-aiuto e suggerimenti pratici: tutto quanto è necessario per comprendere ed essere in condizione di aiutare in modo competente ed efficace.

 

(*) Nota: solo chi ha avuto il problema può conoscerlo fino in fondo!!!

 

QUARANT’ANNI FA GIOCAVO ANCH’IO A RUGBY MA NON ABBIAMO MAI FATTO IL RITO DEL TERZO TEMPO.

ANCHE QUI E’ ARRIVATA LA BIRRA!!!

MENO MALE CHE SI SUGGERISCE AI GIOVANI DI FARE SPORT PER AVERE MENO TENTAZIONI!

 

CORRIERE DELLA SERA

Fadima: io, islamica gioco a rugby col velo

E' la prima ragazza musulmana che pratica questo sport a Milano: «Una passione nata vedendolo giocare in tv»

MILANO - Il problema non è giocare con l'hijab, il velo che le copre il capo. Il problema è il terzo tempo, uno dei rituali che rendono famoso il rugby: i boccali di birra da bere a fine partita al pub con gli avversari. «Infatti, non potendo bere alcol sono quella addetta a riaccompagnare a casa le compagne di squadra. Il mio è un rugby sobrio». Fadima Abdi Odman, 18 anni, origini somale, di religione islamica-sunnita, è la prima e unica ragazza musulmana che gioca a rugby a Milano. Da due anni milita nella squadra femminile dell'Amatori Rugby. Il suo ruolo è ala. «La passione per questo sport è nata quando ero ancora alle medie vedendolo in tv ma solo l'anno scorso mi sono decisa a cercare una squadra». Fa niente se il rugby non è uno sport per signorine, anche perché, in campo, Fadima picchia come un fabbro. «Mi piace il contatto con la terra, i contrasti con le avversarie durante le mischie, ma anche la correttezza e il rispetto delle regole tipiche di questa disciplina».

Fadima Abdi Odman, 18 anni, origini somale, di religione islamica-sunnita. Il padre fa l'autotrasportatore, la madre è commerciante, in famiglia ci sono altri tre fratelli («Giocano tutti a calcio») e due sorelle «che non capiscono il mio amore per la palla ovale». Gli Odman vivono in zona piazza Wagner: «Quando ho detto ai miei che avrei giocato a rugby, la loro prima reazione è stata di sgomento. Non ne conoscevano l'esistenza. Li ho portati al campo perché potessero capire come funziona questo sport. Non hanno fatto i salti di gioia ma nemmeno mi hanno ostacolato. Però, in casa, mamma non mi lascia appendere il calendario dei fratelli Bergamasco, due sex symbol, i miei idoli».

Al quinto anno di Scienze Sociali al «Carlo Tenca»,Fadima sogna un futuro da avvocato senza dimenticare il rugby: «Vorrei impegnarmi a diffonderlo in Africa dove, tranne che in Sudafrica, è un gioco completamente sconosciuto ». Il fatto di allenarsi e giocare con il velo non fa la differenza: «Lo porto perché l'ho deciso io, non perché me l'ha imposto la mia famiglia. È una scelta consapevole, sono musulmana praticante ma nessun fanatismo religioso. In campo mai avuto problemi. Nella vita di tutti i giorni, nonostante ci sia abituata, qualche commento o occhiata storta non manca. Era meglio qualche anno fa, oggi c'è un razzismo strisciante che prima era assente».

Le ragazze dell'Amatori Rugby si allenano due volte alla settimana, il martedì e giovedì sera, al campo Crespi di via Valvassori Peroni, zona Lambrate. Poi ci sono le partite di Coppa Italia. Gli allenamenti delle ragazze si svolgono in contemporanea con quelli delle altre squadre giovanili dell'Amatori. Come si conviene a uno sport per uomini veri, volano urla, parolacce e contrasti al limite della frattura ossea. Nessuna paura di rovinare la propria femminilità? «Penso che proprio impegnandomi in uno sport maschile noi ragazze apprezziamo la nostra femminilità. Nelle borse sportive, oltre che la tenuta da gioco, c'è sempre un vestito carino. Non si sa mai come può proseguire la serata».  Roberto Rizzo

 

SU SEGNALAZIONE DEL DOTT. PANCHERI ROBERTO, DIRETTORE SERVIZIO DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE E DI RIFERIMENTO PER LE ATTIVITA’ ALCOLOGICHE DELL’AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, RIPORTIAMO IL SEGUENTE ARTICOLO

 

American Journal of Epidemiology © The Author 2010. Published by Oxford University Press on behalf of the Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health. All rights reserved. For permissions, please e-mail: journals.permissions@oxfordjournals.org.

Irregular Heavy Drinking Occasions and Risk of Ischemic Heart Disease: A Systematic Review and Meta-Analysis

Michael Roerecke and Jürgen Rehm

Correspondence to Michael Roerecke, Centre for Addiction and Mental Health, Public Health and Regulatory Policies Section, 33 Russell Street, Room T425, Toronto, Ontario, Canada M5S 2S1 (e-mail: m.roerecke@web.de ).

Received for publication July 28, 2009. Accepted for publication December 15, 2009.

Contrary to a cardioprotective effect of moderate regular alcohol consumption, accumulating evidence points to a detrimental effect of irregular heavy drinking occasions (>60 g of pure alcohol or  5 drinks per occasion at least monthly) on ischemic heart disease risk, even for drinkers whose average consumption is moderate. The authors systematically searched electronic databases from 1980 to 2009 for case-control or cohort studies examining the association of irregular heavy drinking occasions with ischemic heart disease risk. Studies were included if they reported either a relative risk estimate for intoxication or frequency of  5 drinks stratified by or adjusted for total average alcohol consumption. The search identified 14 studies (including 31 risk estimates) containing 4,718 ischemic heart disease events (morbidity and mortality). Using a standardized protocol, the authors extracted relative risk estimates and their variance, in addition to study characteristics. In a random-effects model, the pooled relative risk of irregular heavy drinking occasions compared with regular moderate drinking was 1.45 (95% confidence interval: 1.24, 1.70), with significant between-study heterogeneity (I2 = 53.9%). Results were robust in several sensitivity analyses. The authors concluded that the cardioprotective effect of moderate alcohol consumption disappears when, on average, light to moderate drinking is mixed with irregular heavy drinking occasions.