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vino, birra e alcolici

11/04/2012 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 11 aprile 2012 ( di redazione )

DOMANI A ROMA PRESSO ISS L’ALCOHOL PREVENTION DAY

 

ARTICOLOTRE.COM

Alcol & Co, a Roma il Prevention Day presso l’Istituto Superiore Sanità

L'utilizzo di alcol e le tematiche ad esso correlate saranno oggetto di un convegno a Roma giovedi 12 aprile presso la sede Istituto Superiore Sanità.

Redazione -10 aprile 2012-La fotografia dei consumi di alcol in Italia ed Europa, i costi sociali e sanitari che il consumo di alcol provoca, le opzioni politiche fornite dal Piano Europeo di Azione 2012-2020 per la lotta all'alcolismo, sono alcuni dei temi che verranno affrontati, il prossimo 12 aprile a Roma nell'ambito dell'Alcohol Prevention Day, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, Osservatorio Nazionale Alcol, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute.

Il convegno è dedicato all’aggiornamento tecnico-scientifico ed epidemiologico delle tendenze in atto a livello nazionale, europeo ed internazionale,  offrendo un’occasione di confronto e dibattito interistituzionale sulle tematiche alcol-correlate e sulle problematiche emergenti connesse al fenomeno dell’uso dannoso e rischioso di bevande alcoliche, nella popolazione italiana e europea, al fine di favorire l’adozione di politiche e strategie sull’alcol eque, efficaci ed efficienti e di politiche di prevenzione e di controllo, di tutela della salute, di sicurezza, e soprattutto di protezione dei più deboli.

Maggiori informazioni è possibile reperirli sul sito istituzionale dell'Istituto Superiore della Sanità www.iss.it. La sede dell'evento è quella dell'Istituto Superiore della Sanità in viale Regina Elena, 299. con inizio alle ore 9,00 circa.

 

SEGRETERIA TECNICA

Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione

della Salute

Istituto Superiore di Sanità

Tel. 06.49904029 –             06 499904191     

Fax 06.49904193

E-mail: sonia.martire@iss.it, lucilla.dipasquale@iss.it

 

 

DAL REPORT DELL’ISTAT “L’USO E L’ABUSO DI ALCOL IN ITALIA” DIFFUSO OGGI.

 

ASCA

Alcol: Istat, 8 mln italiani a rischio. Sono over 65 e adolescenti

11 Aprile 2012 - 11:58

Roma, 11 apr - Otto milioni di italiani hanno un comportamento a rischio nei confronti dell'alcol. E' quanto emerge dal report dell'Istat ''L'uso e l'abuso di alcol in italia''(*), diffuso oggi.

Nel 2011, si legge, le persone di 11 anni e piu' con almeno un comportamento a rischio sono 8 milioni e 179 mila, di cui 6 milioni e 237 mila maschi e 1 milione 942 mila femmine.

Rispetto al 2010, per la prima volta le persone con almeno un comportamento a rischio presentano una riduzione significativa, pari a circa un punto percentuale. Questa si osserva principalmente tra i maschi e tra coloro che risiedono nelle regioni dell'Italia Nord-orientale e meridionale. La diminuzione si deve principalmente alla riduzione nella quota di chi ha l'abitudine al binge drinking che passa dal 8,3% al 7,5%.

Il consumo giornaliero non moderato riguarda il 13,6% degli uomini e il 3,6% delle donne. Il binge drinking riguarda il 12,2% degli uomini e il 3,2% delle donne.

Le fasce di popolazione in cui i comportamenti a rischio sono piu' diffusi sono gli anziani di 65 anni e piu' (il 43,0% degli uomini contro l'10,9% delle donne), i giovani di 18-24 anni (il 22,8% dei maschi e l'8,4% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l'8,4% delle femmine).

Il modello di consumo degli anziani e' di tipo essenzialmente tradizionale, caratterizzato, in particolare, dal consumo di vino durante i pasti. Per questo motivo, in queste fasce di popolazione il tipo prevalente di comportamento a rischio e' pressoche' coincidente con un consumo giornaliero non moderato, soprattutto durante il pasto (81,9% degli uomini e 66,4% delle donne). La presenza molto elevata di anziani tra i consumatori a rischio va anche messa in relazione alla possibile non conoscenza da parte di questo segmento di popolazione della quantita' di alcol da consumare senza incorrere in rischi per la salute. Gli anziani probabilmente mantengono comportamenti acquisiti nel corso della vita, non consapevoli degli aumentati rischi per la salute all'avanzare dell'eta'. Infatti, le unita' alcoliche considerate a rischio per la popolazione adulta fino a 64 anni sono 4 o piu' per i maschi e 3 o piu' per le femmine, mentre per la popolazione 65 anni e piu' gia' una quantita' di 2 o piu' unita' e' considerata a rischio.

E' comunque importante sottolineare il trend discendente che si osserva negli ultimi anni nella quota di popolazione di 65 anni e piu' con un consumo giornaliero non moderato di bevande alcoliche (piu' di 1 unita' al giorno). Infatti, tra il 2003 e il 2011 tale quota passa dal 49,8% al 42% per gli uomini e dal 13% al 10,3% per le donne.

Dopo gli anziani, i giovani di 18-24 anni rappresentano il segmento di popolazione in cui la diffusione di comportamenti a rischio e' piu' alta. In particolare, il modello di consumo dei giovani vede un elevato peso del binge drinking (21,8% dei maschi e 7,9% delle femmine), che rappresenta la quasi totalita' del rischio complessivo e che e' ormai in questa fascia di popolazione un'abitudine consolidata.

Peraltro, l'Oms raccomanda la totale astensione dal consumo di alcol fino ai 15 anni: per questo, nei giovani di 11-15 anni viene considerato un comportamento a rischio il consumo anche di una sola bevanda alcolica durante l'anno.

Tra i giovanissimi la quota di quanti ha almeno un comportamento a rischio e' molto rilevante e con differenze di genere meno evidenti che nel resto della popolazione: le percentuali rilevati sono pari al 14,0% per i maschi e al 9,7% per le femmine.

Anche tra i ragazzi di 16-17 anni il quadro della diffusione di comportamenti di consumo a rischio e' piuttosto critico, interessando il 14,3% dei ragazzi e il 5,1% delle ragazze.

Inoltre, gia' a questa eta' il binge drinking raggiunge livelli prossimi a quelli medi della popolazione. Dal punto di vista territoriale, i comportamenti a rischio sono maggiormente diffusi tra la popolazione residente nel Nord-est e nel Nord-ovest, mentre nelle Isole la percentuale si riduce notevolmente. I comportamenti a rischio sono piu' diffusi nei piccoli comuni fino a due mila abitanti e diminuiscono al crescere della dimensione demografica del comune di residenza.

Analizzando i comportamenti a rischio e mettendo a confronto le regioni, se da un lato nella ripartizione centrale e in quella meridionale il dato nel complesso e' inferiore a quello medio nazionale, in alcune regioni come Molise, Abruzzo, Sardegna e Lazio si hanno quote di popolazione a rischio sopra la media.

Considerando la componente del consumo giornaliero non moderato e quella del binge drinking, si osserva che la mappa territoriale di queste due componenti del rischio e' simile a quella dell'insieme dei comportamenti a rischio. Tuttavia, il Trentino-Alto Adige e la Sardegna, che si trovano ai livelli piu' alti nella classifica del binge drinking, hanno valori al di sotto della media per quanto riguarda il consumo giornaliero non moderato. In queste regioni gli episodi di ubriacatura rappresentano la quasi totalita' del rischio complessivo. red/map/mau

 

(*)Nota: come suona male quell’uso ed abuso!!!

 

ASCA

Alcol: Coldiretti, dimezzato consumo vino in 30 anni

11 Aprile 2012 - 12:29

- Roma, 11 apr - Si e' praticamente dimezzato negli ultimi 30 anni in Italia il consumo di vino che e' sceso a meno di 40 litri a persona per un totale inferiore ai 21 milioni di ettolitri. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al report dell'Istat sull'uso e abuso di alcol in Italia nel sottolineare che nel 2011 gli italiani hanno speso addirittura piu' per acquistare acqua che per il vino.

''Il forte calo nelle quantita' di vino acquistate dagli italiani, e' stato accompagnato - sottolinea la Coldiretti - dalla preoccupante crescita fra i giovani e gli adulti dell'abitudine al consumo di superalcolici, aperitivi e amari lontano dai pasti e con frequenza occasionale al posto del vino. Il vino che e' in realta' caratterizzato da un piu' responsabile consumo abbinato ai pasti che non ha nulla a che fare con i binge drinking(*) del fine settimana ed e' oggi invece sempre piu' l'espressione di uno stile di vita 'lento', attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi(**) da contrapporre proprio all'assunzione sregolata di alcol''.

''Si tratta di un cambiamento che - conclude la Coldiretti - occorre riconoscere per evitare il rischio di una dannosa criminalizzazione, mentre e' necessario investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino con il suo legame con il territorio e la cultura, a partire proprio dalle giovani generazioni''(***). com-dab/mau

 

(*)Nota: il vino è ancora la sostanza alcolica più consumata dagli italiani. (rapporto del ministro al Parlamento di quest’anno)

 

(**)Nota: come si fa a stare bene con se stessi bevendo una sostanza cancerogena?

 

(***)Nota: neanche le giovani generazioni non hanno bisogno del vino, sostanza cancerogena, per stare bene!

 

 

INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE

 

CORRIERENAZIONALE.IT

Droghe e alcol, campagna di sensibilizzazione nelle scuole elementari

Mercoledì, 11 Aprile 2012 12:15

Uno studente su 4 ha provato la cannabis, uno si 33 la cocaina

Roma - Uno studente su quattro ha sperimentato il consumo di cannabis, uno su trentatré ha assunto cocaina almeno una volta nella vita e uno su cento eroina. Il 13,4% dei ricoveri per intossicazioni alcoliche, poi, riguarda giovani al di sotto dei 14 anni e l’1% degli alcol dipendenti ha meno di 20 anni. Questi dati allarmanti sono stati presentati nei giorni scorsi a Roma in occasione della presentazione del progetto “Elementare, ma non troppo”  promosso da Dipartimento politiche antidroga (Dpa), Istituto superiore di sanità (Iss) e Moige-Movimento italiano genitori.

Obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare e informare minori, genitori e docenti delle scuole elementari italiane sui rischi connessi all’uso di cannabis e alcol, e sui fattori che favoriscono l’inizio del consumo. I dati relativi al consumo di sostanze psicoattive, legali e illegali, nella popolazione studentesca nazionale tra i 15 e i 19 anni, riportati nello studio Sps-Ita 2011 del Dpa, indicano infatti la necessità di intervenire sui bambini tra i 6 e gli 11 anni e le loro famiglie, al fine di ridurre il numero di nuovi consumatori di alcol e droga.

Per quanto riguarda il consumo di cannabis, l’età rappresenta una variabile determinante: tra i maschi le prevalenze di consumo passano dal 7,8% dei 15enni al 33,9% dei 19enni, mentre tra le studentesse si passa dal 4,8% al 20%. Inoltre su 10 studenti, 8,4 riferiscono di aver consumato una bevanda alcolica almeno una volta nella vita, 8 su 10 nel corso dell'ultimo anno. L’uso di alcol e di droghe, è tra le cause principali di incidenti stradali fatali e non fatali nei giovani in Italia. “L’attenzione verso questo fenomeno, deve sempre essere viva – ha spiegato Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige - proprio perché gli effetti sono spesso sottovalutati e ciò vale in  particolare nelle scuole e in tutti quei luoghi che rappresentano un punto di incontro e di socializzazione dei ragazzi. Per lavorare sulla prevenzione abbiamo scelto il target delle elementari, sicuramente il più sensibile a recepire il discorso”. "I progetti di prevenzione del Dpa – ha aggiunto Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroghe della Presidenza del Consiglio dei ministri – sono rivolti anche a genitori e insegnanti, per renderli consapevoli dei rischi che corrono i giovanissimi. Questa è la formula vincente"

Le cifre sono allarmanti:  330.000 minori, 220.000 ragazzi e 170.000 ragazze di 11-15 anni,  abusano dell’alcol rischiando la propria salute. Il progetto avviato per l’ informazione e la sensibilizzazione a partire fin dalla prima scolarizzazione, ha già preso il via, durerà 2 anni e prevede un target di 50 scuole elementari in tutta Italia con il coinvolgimento di circa 15 mila bambini, 30 mila genitori e 2 mila insegnanti.

 

GONEWS.IT

Un flash mob per dire no all'abuso di alcol. Ecco come bisogna presentarsi: video

L'appuntamento è fissato per venerdì 13 in piazza Farinata degli Uberti. Si partecipa con maglia rossa, jeans e una poesia in tasca

11/04/2012 - 10:17

Zero Gradi all’orizzonte è un progetto dedicato alle problematiche del mondo giovanile e mira a coinvolgere i ragazzi perché riflettino sulle tematiche del rischio e del divertimento attraverso attività creative, ludiche e artistiche.

Il progetto, sostenuto dalla Regione Toscana, è realizzato dall’Educazione alla salute dell’Asl 11, da Giallo Mare Minimal Teatro, e dagli istituti superiori “Enriques” di Castelfiorentino, “Virgilio” di Empoli,  “Cattaneo” di San Miniato, e dalla scuola secondaria di primo grado “Bacci-Ridolfi” di Castelfiorentino.Come media partner il progetto ha trovato la collaborazione di Radio Lady, storica emittente di Empoli.                       

Attraverso l’intervento di professionisti esperti delle differenti discipline legate alla molteplicità dei linguaggi teatrali e alla comunicazione creata dai giovani si vuole offrire un riferimento di attività creative che possano aiutare i ragazzi nei momenti critici della loro crescita.

Venerdì 13 aprile, alle 18, si terrà in piazza Farinata degli Uberti (piazza dei Leoni) a Empoli un flash mob contro i rischi da abuso di alcol.

«Per partecipare bisogna presentarsi alle ore 17.50,  indossando maglia rossa, jeans e in tasca  un foglio con una poesia, una canzone, un breve brano letterario che abbia come tema il mettersi in gioco, l’osare, il rischio - spiegano gli organizzatori dell’evento -  fermarsi  ad aspettare e quando la campana batte le 18 disporsi dietro uno dei due gruppi che si formeranno o davanti al fioraio o all’angolo opposto, sotto i portici. Tutti i gruppi si avvicineranno alla fontana del Pampaloni e da lì verrà srotolato un grande telo con la scritta “Niente panico!”, dopodiché tutti insieme grideranno “Dobbiamo avere il coraggio di essere felici”. Infine, verranno regalati ai passanti i fogli con le poesie». E’ stato realizzato anche un video che ne descrive gli intenti.

L’evento intende richiamare l’attenzione su un tema importantissimo: il rischio di abuso di alcol e sostanze stupefacenti fra i giovani. Si è scelto il flash mob come forma di manifestazione perché vicina alla sensibilità dei ragazzi, ma Zero Gradi all’orizzonte si propone molti altri obiettivi: dall’apertura e la gestione di un blog alla creazione di un drink analcolico; dalla realizzazione di spot radiofonici e televisivi contro l’abuso di alcol alla campagna informativa e pubblicitaria cartacea sui temi del progetto.

Per informazioni è possibile telefonare all’Educazione alla salute dell’Asl 11 (tel. 0571 704552) oppure a Giallo Mare Minimal Teatro (tel. 0571 81629      ).

 

UN COMMENTO DI SICURAUTO SUL TICKET DI 200 EURO PER L’AMBULANZA

 

SICURAUTO

La tassa sull'alcol: finalmente

11.4.12

Il Trentino metterà una tassa sull'alcol: chi verrà pizzicato con un tasso superiore all'1,5% pagherà un ticket di 200 euro per l'ambulanza

Ecco una tassa che ci piace: quella sull'alcol. Infatti, dal 1° maggio, la Regione Trentino farà pagare ticket di 200 euro agli ubriachi al volante che avranno bisogno di un'ambulanza per tornare a casa. I tassati saranno quelli con oltre 1,5 grammi di alcol per litro di sangue, contro un limite di mezzo grammo consentito dal Codice della strada (articolo 186), cui fanno eccezione i neopatentati, per i quali c'è la tolleranza zero.

PER LA SICUREZZA - È una misura, spiega l'assessore alla Sanità del Trentino Alto-Adige Ugo Rossi, volta a favorire la diminuzione di un pericoloso fenomeno legato al consumo dell'alcol che nella Regione assume aspetti e numeri preoccupanti: "Il provvedimento - illustra l'assessore - essenzialmente educativo e fa parte delle molte iniziative volte a scoraggiare l'eccesso di alcol che, soprattutto tra i giovani, è purtroppo molto diffuso. Abbiamo ritenuto importante inserire anche questo ticket per responsabilizzare maggiormente i cittadini che sanno a cosa possono andare incontro se esagerano con i drink". Nel Trentino il consumo di alcol è tra i più alti d'Italia: gli accessi al pronto soccorso per problemi di ebbrezza sono in media 700 l'anno, con 1.200 ricoveri.

DIVERSE BATOSTE - Quindi, oltre alle normali multe del Codice della strada (fra l'altro, 1.500 euro per chi guida con oltre 1,5 grammi/litro), c'è pure il rischio di dover pagare il trasporto in ospedale rimborsando 200 euro per lo spostamento dell'ambulanza. Infatti, la macchina dei soccorsi viene attivata in seguito allo stato di ebbrezza che non è un evento casuale come un incidente, ma una condizione cercata. È giusto che il costo per la collettività venga pagato da chi non è rispettoso delle regole. Un provvedimento, una specie di franchigia così condivisibile che andrebbe estesa a chi fa incidenti senza cintura o senza casco.

ALTRI CAMPI - D'altronde, la stessa regola viene applicata all'intervento con l'elisoccorso in aiuto degli alpinisti che rimangono bloccati in una arrampicata affrontata con troppa leggerezza. E allora, perché non per chi mette a repentaglio la propria sicurezza e quella degli altri in auto?

 

APRILE MESE DELLA PREVENZIONE ALCOLOGICA

 

L’ADIGE

Si può essere giovani trentini senza «sballare» a ogni festa

11 Aprile 2012   

Di noi trentini, appena si varcano i confini provinciali, si parla spesso anche associandoci all'elevato consumo di alcol. La decisione, ad esempio, di istituire un super-ticket sanitario sui ricoveri in pronto soccorso di persone in stato di grave alterazione alcolica (dovranno pagare fino a 200 euro se a recuperarli sarà l'ambulanza) è rimbalzata subito sui giornali nazionali, da un lato per l'aspetto forse propedeutico e dissuasivo della cifra, dall'altra anche per sottolineare come in Trentino i ricoveri per coma etilico siano più frequenti che altrove.

Da tempo le istituzioni locali, gli specialisti della sanità e della prevenzione, puntano sui giovani per sradicare la cultura dell'alcol nelle nuove generazioni. E lo fanno prima di tutto attraverso iniziative culturali e associative che servono per far capire ai ragazzi che ci si può divertire, si può stare in compagnia, si può fare la corte al ragazzo o alla ragazza che ci piace anche senza "caricarsi" di birra, vino o superalcolici.

Circa 470 ragazzi per questo partecipano tra oggi e domani a «Mi sento inFORMAto» e «Ballo senza sballo», terza edizione di una fortunata iniziativa che consiste in un incontro informativo di sensibilizzazione, al mattino; e in una grande festa «alcol free», alla sera, con autobus navetta gratuito.

È la proposta organizzata congiuntamente dal Servizio di Alcologia del Distretto Alto Garda e Ledro, dall'Unita Riabilitativa Alcologica dell'ospedale San Pancrazio e dal Coordinamento Alcol e Sicurezza, patrocinata e finanziata dalle amministrazioni comunali di Arco, di Riva del Garda e (per la prima volta) di Ledro, nonché dalla Comunità Alto Garda e Ledro, nell'àmbito di un progetto rivolto ai ragazzi delle terze medie, in collaborazione con gli Istituti Comprensivi di Arco, di Riva del Garda «Riva 1» e «Riva 2», di Ledro, E con l'Istituto Gardascuola.

Un'iniziativa di sensibilizzazione e di informazione organizzata nell'àmbito di «Aprile mese della prevenzione delle problematiche alcool correlate» che punta a proporre un evento "scientifico" con cui veicolare un'adeguata informazione su temi socialmente rilevanti e di tutela della salute nei giovani rispetto al tema dell'uso dell'alcol, tramite la promozione di comportamenti alternativi e funzionali di divertimento ed aggregazione giovanile.

In relazione all'alto numero dei partecipanti, sia l'incontro informativo, sia la festa «alcol free» si svolgono in due fasi. L'incontro informativo è previsto per oggi dalle 9 alle 12.15 nel Salone delle feste del Casinò di Arco per gli alunni delle terze medie dell'Istituto Comprensivo di Arco e di Gardascuola; e domani dalle 9 alle 12.15 nella sala assembleare della Comunità Alto Garda e Ledro per gli alunni delle terze medie dell'Istituto Comprensivo «Riva 1», «Riva 2» e Ledro.

La festa si svolge (sempre nel Salone delle feste del Casinò municipale di Arco dalle 20.30 alle 23) domani sera per gli studenti della terze medie degli Istituti Comprensivi «Riva 1» e «Riva 2»; e venerdì per gli studenti delle terze medie degli Istituti comprensivi di Arco e di Ledro, e di Gardascuola.  D.P.

 

SOLITA CONFUSIONE CON I DATI ISTAT

 

ASAPS

Caos incidenti stradali  mistero sul numero di vittime

di Vincenzo Borgomeo

 da Repubblica.it/motori

Mercoledì, 11 Aprile 2012

I morti nel 2010 potrebbero essere 4700 e non 4000. Clamorosa scoperta dell'associazione Lorenzo Guarnieri. Nelle province di Firenze e di Forlì-Cesena ci sono prove di errori. E nel resto d'Italia?

Colpo di scena: il dato più importante sulla sicurezza stradale, quello relativo al numero di morti, potrebbe essere falso. Clamorosamente falso. Ossia nel 2010 non ci sarebbero stati 4090 morti come sostiene l'ISTAT, ma più di 4700. Un errore di oltre seicento persone, per l'ISTAT vive e per lo Stato scomparse per cause naturali.

Il dato arriva analizzando quanto ha appena provato Stefano Guarnieri, papà di Lorenzo, ucciso nel 2010 da una persona che guidava un motorino sotto l'effetto di alcol e droga. Stefano ha infatti scoperto che per l'ISTAT, suo figlio è uscito incolume dallo scontro nel quale è morto sul colpo. Da questa clamorosa scoperta l'associazione Lorenzo Guarnieri ha fatto partire un'indagine molto approfondita, in collaborazione con l'Istituto di Ricerca e Programmazione Economica per la Toscana (IRPET), scoprendo che l'errore fatto nei confronti  di Lorenzo non è un caso isolato. In provincia di Firenze nel 2010 sono morte 69 persone, mentre l'Istat ne riporta 58 e il sistema SIRSS della regione Toscana (sistema di rilevazione costato al contribuente circa 2 milioni di euro dal 2008 ad oggi) ne riporta 59. Nella provincia di Forlì-Cesena nel 2010 i morti per scontri stradali sono stati 39 (fonte ASAPS) e non 34 come indicato dall'Istat.

Questo significa che riportando a livello nazionale i dati - provati - della Toscana e della provincia di Forlì-Cesena (i dati arrivano dalla battagliera Asaps, associazione amici polizia stradale, guarda caso...) si arriva ai famosi 4700 morti  e non 4090, visto che parliamo di uno scarto statistico del 15%.

Non è corretto generalizzare? Va bene. Ma allora delle due l'una: o in quelle zone l'Istat lavora malissimo (per usare un sottile eufemismo...) o il dato si può riportare a livello nazionale. E' assai probabile - spiega infatti lo stesso Guarnieri - che quanto accaduto nelle province di Firenze e di Forlì-Cesena sia accaduto in tutte le altre province italiane:  ne consegue che la mortalità sulle nostre strade a causa di violenza stradale non è in calo - come ha affermato il 4 Aprile in Commissione Trasporti il Ministro Cancellieri - ma è in aumento ( come si può evincere dal grafico allegato). Dunque i morti nel 2010 si stimano in 4703, in netto aumento rispetto ai 4237 del 2009 (+11%). L'Italia si conferma la maglia nera d'Europa come paese con il maggior numero di morti sulle strade (uno spread sulla Germania di 1.052 deceduti).

Come venirne a capo? L'associazione Lorenzo Guarnieri ha fatto quello che Stefano consiglia di fare a tutti i familiari delle Vittime: Invito tutte le famiglie a richiedere i dati che riguardano la morte o la disabilità dei loro congiunti a tutte le istituzioni coinvolte nella raccolta (polizia municipale o polizia stradale o carabinieri e Istat), per verificarne la veridicità e per far capire che la morte o l'invalidità sono cose importanti e come tali devono essere trattate.

Ma c'è dell'altro: la cialtronaggine di questa raccolta dati non è solo sulla quantità dei numeri ma anche sulla qualità. Sempre secondo l'Istat, intatti, l'incidente che ha coinvolto il povero Lorenzo Guarnieri è stato provocato da distrazione: Lorenzo invece è stato vittima innocente di alcool e droga passivi sulla strada. Pretendiamo delle scuse formali - spiega Stefano Guarnieri - da parte dello stato, della regione, della provincia e della polizia municipale per avere trattato l'omicidio di nostro figlio con approssimazione, così come purtroppo è accaduto in tanti altri casi.

Difficile dare torto a Stefano Guarnieri. Ma se a lui il governo dovrebbe delle scuse, a tutti noi servirebbero delle risposte. Anzi, una sola risposta: ma come si fa a parlare di sicurezza stradale se lo Stato non sa nemmeno contare i morti sulla strada?

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

 

IL RESTO DEL CALRINO

'Ho ucciso Marco ma non ricordo perché. Eravamo ubriachi'

Il racconto choc di Federico Fantoni, ora in cella. Dopo aver accoltellato l'amico è tornato a cercarlo e gli ha pure telefonato

di Nicola Bianchi

La confessione dell'amico: "L'ho ucciso io" Omicidio di Cento, fermato amico della vittima Accoltellato e sfigurato dopo grigliata tra amici

Ferrara, 11 aprile 2012 - Prima lo ha accoltellato, finendolo con un colpo alla giugulare. Poi, dopo aver drammaticamente rimosso ognuno di quegli istanti, è tornato a cercarlo, nella casa di via Torricelli come se nulla fosse successo. Attimi, flash offuscatissimi nella testa di Federico Fantoni, 39 anni libero professionista di Dosso di Sant’Agostino, per carabinieri e procura sarebbe lui l’assassino di Marco Paltrinieri, il 45enne trovato in una pozza di sangue la mattina di Pasquetta davanti all’ingresso del palazzo di via Gavioli 1. «Sono stato io — è crollato davanti al pm Filippo Di Benedetto che lunedì notte ha disposto un fermo per omicidio nei suoi confronti — ma non ricordo nulla. Eravamo tutti ubriachi fradici».

Alcol e droga. Domenica di Pasqua, Marco organizza una cena nella sua abitazione di via Torricelli con quattro amici tra cui Federico Fantoni. I due si conoscono da un paio d’anni e sono soliti trovarsi per qualche grigliata in compagnia. Alle 20.15, racconterà agli inquirenti, l’omicida arriva da Marco con la sua Fiat 500. Il gruppo è formato da altre tre persone, «due delle quali le ho conosciute lì, il terzo lo conosco con il soprannome di Branda». La cena ha inizio, il vino scorre a fiumi.

Nella villetta verrà ritrovata una damigiana di vino, altro alcol invece sul pavimento. Qualcuno esagera sniffando qualche riga di cocaina. «Me l’hanno offerta — riprende Fantoni — ma io l’ho rifiutata». Tra lui e Marco, all’improvviso, nasce una piccola discussione: i due escono in giardino una trentina di minuti. «Nessuna discussione, si è trattato di uno scambio di idee per una persona non invitata — dirà ancora l’indagato — Tutto però era stato subito chiarito».

Dopo la mezzanotte il gruppo si scioglie, è tardi, è ora di andare a dormire. In via Torricelli rimangono così solo Marco e il suo futuro assassino. «Ciò che è successo in casa non lo sappiamo ancora — confidano il pm Di Benedetto e il colonnello Labianco —, sappiamo che ci sono macchie di sangue che portano fino al luogo dove è stato trovato il cadavere». Via Torricelli, via Einstein, via Pacinotti, via Galvani: una sessantina le tracce repertate. Marco viene colpito, è sanguinante, forse cerca di scappare inseguito da Fantoni il quale riporterà una lacerazione al mento, una alle mani e una importante sul torace. Segni di una colluttazione avvenuta con armi affilate.

Io, l'omicida. Davanti al palazzo di via Gavioli 1 Marco viene finito con un fendente alla giugulare (sei in tutto le coltellate sul corpo). Fantoni, di quei momenti, ha continui flash. Troppo pesante l’ubriacatura. «Dice di ricordarsi di una persona, che non sarebbe Marco, — spiega l’avvocato Claudia Balboni — che viene accoltellata sotto i portici del palazzo di via Gavioli da un secondo soggetto, ma che non sarebbe lui». La morte dell’autotrasportatore di Cento è avvenuta tra le 2 e le 5.

Il 45enne rimane a terra, ormai senza vita mentre il suo assassino, in preda ai fumi dell’alcol cammina fino a Dosso per raggiungere l’abitazione dei genitori. Qui si lava poi prende l’auto della madre e torna a Cento. Torna in via Torricelli a cercare Marco. Lo chiama anche al cellulare. Nella sua testa nulla è accaduto. Dirà di ricordarsi di aver parcheggiata la Fiat 500 alle 20,15 in via Torricelli ma di averla ritrovata poi in via Mameli. Senza risposte, Fantoni torna a casa e il pomeriggio sente il padre parlare di un uomo trovato assassinato in via Galvani.

«Subito ha cercato notizie su internet — continua l’avvocato — e leggendo quei particolari è come se si fosse aperto uno squarcio nella sua mente». In quel momento, ormai braccato dai carabinieri, confesserà: «L’ho ucciso io».