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giovedì 09 settembre 2010 - 03:40
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Antiplagio e anti-Ebay

02/01/2010 - al via la class action contro AAMS e CNL (Consorzio Lotterie Nazionali)

le altre class action fanno ridere i polli che, conducendo una vita abbastanza triste [i polli] hanno in effetti diritto di ridere un po'. Basti pensare che ognuno di loro vive all'interno di un foglio A4. Ma a parte i polli, sono i polli italiani quelli che devono essere tutelati in questo caso: "

European Consumers, Associazione delle Associazioni, comunica che, a seguito di segnalazione di Osservatorio Antiplagio, comitato di vigilanza sulla tv e sui media, all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ed alla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, sulla pubblicizzazione e la gestione del gioco d'azzardo, in particolare dei Gratta&Vinci (G&V), ha avviato una "class action" contro l'AAMS (Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato) e contro il CLN (Consorzio Lotterie Nazionali), entrambi ubicati a Roma.

MOTIVI
- In Italia il G&V, gioco d’azzardo, è venduto dallo Stato, attraverso il Concessionario CLN (Consorzio Lotterie Nazionali), che cura l’ideazione e la stampa dei prodotti, la pubblicità nonché la tesoreria e la distribuzione ai punti vendita finali. Come qualsivoglia gioco d’azzardo, è vietata la partecipazione ai minorenni (art. 719 c.p.), ma nonostante ciò, sono centinaia in tutta Italia i distributori automatici di G&V a cui possono accedere persone di ogni età, compresi i bambini. E sono decine i siti internet dove chiunque può giocare. Qualsiasi forma di gioco o scommessa assume la natura di un contratto tra Concessionario e giocatore, questo fatto esclude la possibilità di accedere al gioco da parte di un minore che, secondo la legge, non ha facoltà di stipulare contratti. Sulla base di queste considerazioni, diventa reato far partecipare un minore a qualsivoglia gioco d’azzardo, G&V incluso. Di conseguenza diventa anche un danno economico, soprattutto in base ad un contratto non applicabile, in quanto non stipulabile.
- La logica commerciale del G&V è quella di offrire, rispetto alla tiratura di stampa, una serie di vincite distribuite in premi di diverso taglio. Sul frontespizio del tagliando è sempre riportato, come pubblicità di prodotto e quindi come leva commerciale, il premio maggiore. Tra tutti i giochi il G&V rischia, se non è gestito in modo corretto, di non essere un gioco equo. Un gioco è equo, a prescindere dalle percentuali del ritorno a vincite, quando il giocatore conosce i premi che può vincere e quanti sono esattamente. In quasi tutti i regolamenti di gioco e scommesse è previsto l’obbligo del gestore del punto-vendita di pubblicizzare il regolamento del gioco stesso. Non è il caso del G&V, dove il giocatore, per conoscere il numero dei premi per ogni importo di vincita, deve comprare la Gazzetta Ufficiale del giorno di pubblicazione del Decreto da parte dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS). Il gioco diventa non equo quando i premi maggiori sono stati già tutti pagati ed il giocatore non ne è a conoscenza: modo molto particolare di interpretare e garantire il cosiddetto “gioco sicuro”, espressione presente nel logo di AAMS. In fase di vendita può accadere che i premi maggiori siano stati tutti pagati e che rimangano in vendita solo tagliandi con premi minori. Questo comporta che la vendita di un prodotto G&V, se gestita in piena correttezza commerciale, così come avviene in molte parti del mondo civile, è un’attività di gioco a rischio per il venditore, che nel caso specifico italiano è lo Stato, cioè il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nei paesi civili, ovvero in quelli che hanno il totale rispetto del cittadino acquirente, è data massima pubblicità al regolamento, al numero di premi offerti ed al numero dei premi già pagati. Sempre nei paesi civili, un G&V viene ritirato dalla vendita quando i premi maggiori offerti dal gioco sono stati già assegnati; ovviamente in questo caso il margine realizzato dal venditore non è più il margine teorico d’emissione, ma quello realizzato al momento del ritiro dalla vendita. In Italia manca la trasparenza sui prodotti-gioco: ad esempio, viene riportata la pagina pubblicata sul sito www.aams.it per uno specifico G&V, ma non sono indicati il numero di premi per categoria, né ovviamente i premi già assegnati. Non è neanche riportato il regolamento del gioco, ma solo il riferimento alla Gazzetta Ufficiale sulla quale detto regolamento è pubblicato. Neppure il tagliando fornisce i dati necessari al giocatore per effettuare un acquisto consapevole; infatti lo stesso tagliando riporta, sul retro, i premi che si possono vincere solo in termini d’importo, ma non fornisce nessuna informazione relativamente al numero di premi per ogni categoria di vincita. Quando i premi maggiori (vincita massima) sono stati già pagati, la pubblicità del prodotto non è veritiera, perché il tagliando promette premi che in realtà non sono più disponibili, essendo già stati vinti. Se i premi sono stati già assegnati, l’informazione sul tagliando è una informazione falsa e quindi il cliente viene ingannato. Lo stesso identico discorso può essere fatto per i G&V online. Chi vende pubblicità ingannevole, in questo caso, è lo Stato, che ha invece il dovere di tutelare i giocatori. Pure qui ci troviamo in presenza di un danno economico per un considerevole numero di cittadini, danno che si ripete ogni giorno, anche attraverso lo slogan "vinci spesso, vinci adesso".
- Il CLN gestisce i pagamenti attraverso un sistema online. Per ogni pagamento effettuato esegue, utilizzando un POS, una transazione con i server del CLN. Pertanto AAMS dispone in tempo reale di tutte le informazioni necessarie per dare pubblicità ai premi già assegnati ed eventualmente sospendere la vendita di un prodotto. Dalla lettura del bando di gara del 2009 emerge che AAMS non obbliga i nuovi concessionari del G&V ad attivare, a tutela degli acquirenti, un sistema di informazione (presso il punto-vendita) che fornisca notizie sui premi ancora da assegnare e, nel contempo, consenta ai giocatori un acquisto consapevole.

CONCLUSIONI
Tenendo presente che l'esclusione della retroattività nella Legge sulla "class action", entrata in vigore in data 01/01/2010, è irrilevante in tale circostanza, vista la ripetitività giornaliera del pregiudizio, European Consumers chiederà al Tribunale di Roma di quantificare un danno forfettario a discapito dei minori che possono avere accesso ai G&V attraverso gli appositi distributori automatici, senza godere di alcuna tutela contrattuale e senza poter incassare le vincite, e un danno pari agli importi spesi dai consumatori, dopo l'assegnazione dei premi dei G&V di maggior valore, a partire dal giorno 1 gennaio 2010. European Consumers chiederà una compatta adesione alla "class action" ai cittadini interessati, i quali non dovranno far altro che essere in possesso di un G&V di qualsiasi importo. I risarcimenti verranno utilizzati per due finalità ben precise: la cura dal gioco compulsivo, per quanti vorranno disintossicarsi, e campagne informative contro la pubblicità di scommesse e giochi d'azzardo che in un Paese civile dovrebbe essere vietata, così come accade per il fumo. European Consumers ricorda che: gli italiani spendono 52 miliardi di euro all'anno nel gioco d'azzardo, il 20% è rappresentato dai G&V; l'incasso totale per lo Stato è di 8 miliardi; sono 30 milioni gli italiani che giocano almeno una volta all'anno, per una spesa media annua a persona di 900 euro; il 7% dei giocatori sono minorenni, il 40%, ovvero 12 milioni, sono "consumatori" abituali; di questi ultimi la metà (6 milioni) è affetta da gioco patologico.