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diritti, impegni ed altre cose civili
17/12/2009 - class action contro l'elettrosmog e danni da USO DI TELEFONI MOBILI
Antonio Gagliardi, nostro amico, ci rigira questa mail: L'impegno costante nel tempo ha premiato la bravura del grande prof. A.G. Levis.
Diffondete quest' inno alla salute insieme ai brindisi di Natale.
Antonio Gagliardi-ElettrosmogVolturino"
E noi diciamo: perché non fare una class action?
PROF. LEVIS: SENTENZA CORTE D'APPELLO SU RICONOSCIMENTO DI MALATTIA PROFESSIONALE DA USO DI TELEFONI MOBILI
Inoltro il messaggio ricevuto da uno dei miei assistiti, colpiti da tumore
alla testa dopo uso prolungato di telefoni mobili (TM: cellulari e
cordless): il Sig. Marcolini da neurinoma del 5° nervo cranico (ganglio di
Gassner e nervo trigemino) dopo più di 10 anni e 15.000 ore di utilizzo dei
TM e il Sig. Stradiotti (che ha appena iniziato la causa civile contro
l'INAIL) da carcinoma alla parotide dopo più di 20 anni e 30.000 ore di
utilizzo dei TM. Entrambi destrorsi, sono stati colpiti sul lato sinistro
della testa in quanto, essendo addetti ai rapporti con i clienti delle Ditte
presso le quali lavoravano, usavano la mano destra per prendere appunti e la
sinistra per telefonare. Pertanto i loro tumori sono ipsilaterali come la
grandissima maggioranza di quelli documentati da Hardell e Coll. I tempi di
utilizzo dei TM da parte di questi due pazienti sono esorbitanti, comunque
Hardell ha riportato aumenti statisticamente significativi di tumori alla
testa (soprattutto astrocitomi cerebrali e neurinomi acustici) in
utilizzatori di TM con 500-2.000 ore di esposizione e con tempi di utilizzo
e/o di latenza di almeno 10-15 anni. Da notare che per i tumori alla
parotide da uso di TM gli unici dati positivi in letteratura sono quelli
della componente israeliana del Progetto Interphone (Sadetzki 2008),
ignorati nei rapporti più recenti di tale Progetto, mentre sui neurinomi del
trigemino non ci sono dati in letteratura.
Nella causa di Marcolini sono state presentate 3 perizie di parte
ricorrente: del sottoscritto, del Prof. B. Saia (ordinario di Medicina del
Lavoro a PD) e del Dott. G. Grasso (il neurochirurgo di Brescia che ha
operato e seguito clinicamente sia Marcolini che Stradiotti). In primo grado
il consulente del Tribunale (CTU) non ha letto nulla nè della letteratura
sull'argomento nè delle nostre perizie, negando quindi la relazione tra
malattia e uso dei TM e pertanto il Tribunale ha dato ragione all'INAIL.
Invece in appello il CTU (Dott. Ottavio Di Stefano, Primario di Medicina
Interna presso gli Osp. Civili di Brescia) ha fatto una buona ricognizione
della letteratura citando i dati degli ultimi 4 lavori di Hardell (lo studio
caso-controllo sui tumori cerebrali maligni del 2006, le due "pooled
analyses" del 2006 e quella del 2009 e la metaanalisi di Kundi del 2009) e
ha premesso che "l'analisi della letteratura non porta ad un giudizio
esaustivo ma, con tutti i limiti insiti nella tipologia degli studi, un
rischio aggiuntivo per i tumori cerebrali ed in particolare per il neurinoma
è documentato dopo esposizione per più di 10 anni alle radiofrequenze emesse
dai telefoni portatili (cordless) e dai cellulari.... Il dato anamnestico di
esposizione supera il limite dei 10 anni.... Nello studio di Hardell del
2006 l'esposizione per più di 10 anni comporta un rischio relativo di 2,9,
sicuramente significativo...Si tratta quindi di una situazione "individuale"
che gli esperti riconducono al "modello probabilistico-induttivo" ed alla
"causalità debole" che ha comunque valenza in sede previdenziale...Un ruolo
quindi almeno concausale delle radiofrequenze nella genesi della neoplasia
che ha patito il Sig. Marcolini è "probabile" (probabilità qualificata). Il
CTU ha così concluso: "Il quesito proposto può essere così svolto:
l'esposizione a radiofrequenze, anamnesticamente per un tempo efficace (più
di 10 anni), ha molto verosimilmente avuto un ruolo concausale
nell'evoluzione della neoplasia patita dal Sig. Marcolini. La menomazione
dell'integrità fisica legata alla malattia ed ai suoi esiti si stima in
misura dell'80%".
Il caso in questione ha una grande rilevanza perchè, a mia conoscenza, si
tratta della prima pronuncia, difficilmente ribaltabile in Cassazione a
detta dell'Avv. Danilo Mina del Foro di Brescia difensore di Marcolini,
sulla base del dispositivo della sentenza) con la quale viene riconosciuto
il nesso causale o almeno concausale tra esposizione professionale ai TM e
patologia neoplastica, con conseguente riconoscimento e relativo indennizzo
della menomazione dell'integrità fisica legata alla malattia e ai suoi
esiti, nel caso specifico in misura dell'80%.
Appena ne sarò in possesso invierò a tutti la sentenza che sarà pubblicata
tra una ventina di giorni. Intanto vi sarò grato se vorrete diffondere e
pubblicizzare questa notizia.
Cordialmente
Prof. Angelo Levis
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