|
||||||||||||
|
ALTRE AREE
Necessario Aggiornare Flash Player
( scaricalo ora ) |
diritti, impegni ed altre cose civili 28/06/2011 - Il binomio Battisti-Gheddafi Carmelo R. Viola dice sempre cose che noi condividiamo in pieno Il toro dà del cornuto all'asino ovvero... Il binomio Battisti-Gheddafi Le sacre oche di quest'Italia - già patria del diritto nel tempo che fu - dai due primi fino al delegato per gli esteri (la più stomachevole voce del padrone - anzi, dei padroni) hanno espresso profonda indignazione per la decisione di alta civiltà giuridica, presa dalle autorità brasiliane di non concedere l'estradizione di Cesare Battisti, già condannato all'ergastolo in Italia in quanto ritenuto autore di quattro omicidi. Ovviamente si sono anche fatti portavoce dell'intero popolo italiano. Premetto di prediligere la nonviolenza, termine usato da Aldo Capitini - al cui periodico "Azione Nonviolenta", diretto da Piero Pinna, primo obiettore militare d'Italia, ho collaborato per parecchi anni - e di essere convinto che la rivoluzione, di cui ha bisogno il nostro Paese (per non dire tutto il mondo), non può essere quella di un individuo o di alcuni individui particolarmente arrabbiati e disposti a tutto, ma quella culturale e generalizzata. Voglio dire che la specie umana può "salvarsi da sé stessa" (visto che fino ad ora è la sua peggiore nemica) solo attraverso un processo generalizzato di vera autocoscienza morale e di vera conoscenza scientifica di ciò che ha effettivamente bisogno l'umanità per realizzare il meglio possibile in alternativa alla lenta autodistruzione (che ci viene , con crescente evidenza, anche come risposta della biosfera:vedi l'ultimo batterio-killer!). E' questo il vero significato della convergenza attorno a ciò che conviene a tutti (ai proletari come ai magnati delle multinazionali) sulla base, appunto, di una vera scienza sociale, intesa come scienza del bene comune. Il che è del tutto diverso dalla dinamica dei partiti che, in nome di ideali di copertura, in realtà corrono soltanto a chi si accaparra più potere. Questo processo, che si dice democratico, democratico non è affatto e non solo perché somiglia molto all'agonismo del mercato. Certo, il governo della maggioranza (riferita a quanti vanno a votare: molto pochi in USA!) è un progresso rispetto al governo di un monarca assoluto di stampo medioevale, ma il fatto è che "questa" democrazia è tutt'altro che il governo della maggioranza. Il popolo "sovrano" non governa, nemmeno per delega. Esso è semplicemente "usato", da demagoghi di contrapposta estrazione, che pilotano, attraverso la parola, l'immagine e il giochetto elettorale, le leve comportamentali di masse che, coscienti o meno, non sanno più a che santo votarsi per vedere risolti dei problemi di fondo di uno Stato moderno, come, per prima cosa, quello della piena occupazione. Alla competizione di partiti siffatti, i cui portavoce (con le dovute eccezioni) si sentono tenuti a difenderne perfino ogni soffiata di naso (per paura dell'ostracismo) io preferisco la convergenza. So di accarezzare forse la più grande utopia ma sono altresì convinto che qualunque altro progetto porterebbe soltanto altri lutti ed altre distruzioni. Penso ad una possibile terza guerra mondiale appena una potenza emergente sarà in grado di contrastare il passo all'arrogante imperialismo pan-mondialista nordamericano anche in ordine alle armi nucleari. Ho voluto fare questa lunga premessa perché nessun lettore veda in me un avvocato d'ufficio del discusso Cesare Battisti. Io voglio semplicemente dare a ciascuno il suo. Non sono certo di tutti gli addebiti mossi ad un uomo che, tra esilio volontario, peregrinazioni, carcere e patemi d'animo - tutte cose che possono stroncare la vita di un individuo - si è già riscattato divenendo perfino uno scrittore. L'uomo è quello che diventa ed è per questo che lo si corregge con le punizioni e le pene. Di due cose certo: 1) che il Battisti non è stato un terrorista. E mi spiego subito. Per l'ultimo zar di Russia - un bonaccione! - chiunque attentasse alla sua persona era un terrorista e meritava la pena capitale, possibilmente per impiccagione. La taccia di terrorismo - la peggiore che potesse (e che possa) colpire un soggetto, contiene già la sentenza di morte perché si riferisce al crimine estremo, che è quello di sparare sul mucchio uccidendo innocenti di ogni età e di ambo i sessi, per terrorizzare (qui la parola è quella giusta) uomini di Stato e potenti: "badate che ci sono io, e che la prossima volta potrei colpire anche voi". L'intellighenzia politica e, quel ch'è peggio, poliziesca e giudiziaria, (credo non solo dell'Italia) ha fatto propria la cosciente menzogna dello zar: dà del terrorista a chiunque commetta un gesto sovversivo con la violenza. Ci sono distinzioni sociologiche, probabilmente note a lor signori, elaborate da studiosi famosi come il francese Bouboul (cito a memoria) e l'italiano Gaetano Salvemini. L'attentatore alla persona è soltantro un attentatore. L'anarchismo, a cui ho dato venti anni della mia gioventù, ha avuto molti attentatori (anche a Mussolini) ma solo al Teatro Diana di Milano (negli anni Trenta) venne consumato un atto indiscriminato, mi pare per colpire il questore, che risultò assente. I tre responsabili vennero condannati a pene pesantissime, ma si pentirono comunque e amaramente e non per la pena, dandone ampia prova con il comportamento e con gli scritti. Noto è il "Diario di un ex terrorista" di Giuseppe Mariani che, scarcerato da Ventotene, mi divenne amico. Il terrorismo è estraneo alla logica dell'anarchismo. Nemmeno Gaetano Bresci, l'uccisore di re Umberto, è considerato un terrorista. Anzi, a Carrara gli si è eretto un monumento per la memoria dei posteri. Ora, non mi risulta che Battisti abbia mai sparato sul mucchio. Non è stato pertanto un terrorista e non può essere citato con un epiteto che non gli compete senza fare torto alla logica, al buon senso e al rispetto che si deve anche ad un condannato. 2) che l'attuale dirigenza statale di questa Repubblica non ha alcuna veste morale per indignarasi contro il potere giudiziario brasiliano né di esprimere rammarico per i parenti delle vittime non vendicate, e meno che mai a nome del popolo italiano, semplicemente perché tale veste non può essere riconosciuta a chi, in atto, sta collaborando al tentativo di assassinio su commissione USA-NATO (complice una ex ONU). Non mi pare che possano avere la più pallida idea del diritto coloro che non sanno nemmeno che non si può condannare a morte nessuno senza un regolare processo, tanto meno un capo di Stato! Il binomio Battisti-Gheddafi è un po' la fotografia o la sintesi di un'umanità assurda che, da un lato, partecipa corresponsabilmente ad un'azione che è, a dir poco, gangsterismo mafioso con la doppia aggravante del terrorismo aereo, che spara (è il caso di dirlo) sul mucchio per terrorizzare il capo di quello Stato, e della viltà - del resto non nuova nella criminocrazia statunitense - dato che l'aggredito è un paese militarmente minuscolo, del tutto non in grado di competere con i dinosauri della Terra. E se non vi si partecipa, mostra una totale indifferenza. Dall'altro, esprime indignazione, tutt'altro che cristiana (che dovrebbe propendere per il perdono) per la negata estradizione di un ex-attentatore, indignazione, che diventa paradossale e massicciamente ipocrita quando espressa da un ex-tutto, affetto da protagonismo senile, secondo cui l'aggressione proditoria e immotivata allo Stato autonomo della Libia sarebbe l'esito naturale di non saprei quale processo. I notiziari padronali ci dicono che la NATO sta facendo del suo meglio di intervento umanitario - cioè di distruzione vandalica e di danni incalcolabili - perché Gheddafi se ne vada. Contemporaneamente si stanno mettendo in circolazione le balle più ridicole contro costui: secondo l'ultima delle quali - sentite! - avrebbe ordinato uno stupro di massa, perché poi non si sa! Se un consiglio potessi dare a questi soloni analfabeti di diritto (e non solo), sarebbe quello di costituirsi spontaneamente a chi di competenza, dichiarandosi non attentatori ma responsabili di crimini contro l'umanità, come mandanti o esecutori, e di farsi processare e condannare come tali. Ma costoro sanno solo recitare. E, il peggio, è che continuano ad impressionare le masse! |
|
||||||||||
|
CHI SIAMO | MISSION | INFO | LE ASSOCIAZIONI | LINK | FAQ European Consumers.it | Copyright 2007 © Tutti i diritti riservati. | Viale G. Sirtori, 56 • 00149 Roma | E-mail: info@europeanconsumers.it |
||||||||||||