Grafene: rischi di una tecnologia emergente

European Consumers ha deciso di affrontare la questione del grafene e del suo ossido per la risonanza che questa ha avuto, in particolare, nei siti di opposizione a vaccini obbligatori e green pass.

Risulta evidente in questo momento storico il tentativo di rendere disponibili per la gente comune informazioni astutamente confezionate con l’obiettivo di screditare gli oppositori. Il fatto che la maggior parte degli italiani non abbia la formazione tecnico-scientifica per elaborare un giudizio imparziale su queste informazioni e che grazie all’eccessiva emotività, sia facilmente psico-programmabile, complica notevolmente la situazione.

Lo studio alla base dei meme sul grafene è uno studio microscopico su una fiala di vaccino Cominarty che fornirebbe presunte prove per la presenza di derivati del grafene[1].

Ma gli stessi autori nelle conclusioni dell’articolo affermano che:

“Lo studio microscopico del campione fornisce forti prove per la probabile presenza di derivati del grafene, sebbene la microscopia non fornisca prove conclusive. L’identificazione definitiva di grafene, grafene ossidato (GO) o grafene ossidato ridotto (rGO) nel campione RD1 richiede il CARATTERIZZAZIONE STRUTTURALE attraverso l’analisi di specifici pattern spettrali comparabili a quelli pubblicati in letteratura e a quelli ottenuti da un campione standard, ottenuti con tecniche spettroscopiche quali XPS, EDS, NMR, FTIR o Raman, tra gli altri”.

Un altro studio recentemente pubblicato dal dr. Robert Young (https://www.drrobertyoung.com/post/transmission-electron-microscopy-reveals-graphene-oxide-in-cov-19-vaccines) per mezzo della microscopia elettronica avrebbe riscontrato oltre a grafene e derivati particelle nano-metalliche, citotossiche e genotossiche e addirittura un parassita.

La presenza di grafene rappresenterebbe di fatto un reato perché non è indicato tra gli ingredienti delle terapie geniche eil suo ossido ha anche profili di interesse tossicologico. Ma l’identificazione di queste sostanze per microscopia elettronica necessiterebbe anche di opportune analisi chimiche standardizzate dei sieri e del sangue degli inoculati. Purtroppo troppe persone non leggono evidentemente gli articoli e si fanno prendere dall’entusiasmo vedendo confermate le proprie teorie. Il grafene e i suoi derivati rappresentano comunque una tecnologia emergente i cui rischi e possibilità devono essere esaminati con attenzione in tutti gli ambiti, non solo in quello medico.

I materiali a base di grafene (GBM) sono una famiglia di nuovi materiali tra cui grafene, grafene a pochi strati (FLG), ossido di grafene (GO), ossido di grafene ridotto (rGO) e nanopiastrine di grafene (GNP). Sono utilizzati e in corso di sperimentazione per numerosissime applicazioni industriali e biomediche a causa della loro rigidità e resistenza meccanica eccezionalmente elevate, eccellente conducibilità elettrica, alta trasparenza ottica e buona biocompatibilità. A seconda dell’accoppiamento geometrico tra superfici e della presenza di agenti dopanti il grafene può avere comportamenti elettrici opposti: può impedire il flusso di elettroni, agendo da isolante, oppure può far fluire la corrente elettrica senza opporre resistenza, agendo quindi da superconduttore.

I nanomateriali a base di grafene rivestono una particolare importanza come “carriers” nella somministrazione mirata di farmaci ed è previsto a tal fine l’uso dell’ossido nei vaccini[2]. Hanno anche un buon potenziale per il rilascio di farmaci attraverso la barriera ematoencefalica.

Una società chiamata Nanografi con sede in Turchia, che si occupa di  nanotecnologie che utilizzano il grafene, sta producendo la nuova versione nasale del vaccino covid da spruzzare direttamente nel naso[3].

I “quantum dots” a base di grafene (GQD) sono in fase di studio approfondito per numerose applicazioni terapeutiche, di somministrazione di farmaci, biosensori e bioimaging[4]. I quantum dots sono nanocristalli capaci di reagire ai processi biologici. Individuabili con una «luce speciale», o con la risonanza magnetica, sono in grado di “tracciare” l’efficacia di un farmaco ad esempio contro le cellule tumorali.

Sono in corso studi per accelerare lo sviluppo di impianti a base di grafene per ottimizzare il trattamento di disturbi cerebrali come il Parkinson e l’epilessia[5].

Sono previste varie applicazioni del grafene e dei suoi derivati in associazione con impianti dentali in titanio, membrane per la rigenerazione ossea, resine, cementi e adesivi, nonché procedure di sbiancamento dei denti[6].

Inoltre, il grafene viene studiato anche per applicazioni ambientali, come la pulizia di materiali pericolosi e inquinanti in acque contaminate. Queste proprietà possono essere ulteriormente modificate allegando diversi gruppi chimici alla superficie del grafene[7].

Per pulire l’acqua degli oceani sono stati sviluppati nano-bot di nuova concezione con tre componenti chiave: un ossido di grafene esterno per assorbire il piombo (o un altro metallo pesante); un nucleo di nichel che consente ai ricercatori di controllare il movimento dei nano-bot tramite un campo magnetico e un rivestimento interno in platino che funziona come un motore e spinge i robot in avanti tramite una reazione chimica con perossido di idrogeno[8].

Per la loro importanza strategica l’UE recentemente ha investito due miliardi di euro nella ricerca sul grafene e nella modellistica del cervello umano[9]. La potenziale promessa del grafene è tale che nel 2013 la Commissione Europea ha finanziato oltre 100 gruppi nel solo ambito del programma Horizon 2020.

La produzione di nanoparticelle stanno crescendo in modo esponenziale, mentre l’impatto tossicologico e il possibile rischio delle nanoparticelle per la salute umana e l’ambiente rimangono ancora molto da indagare. Il grafene, nelle modalità d’uso consentite attualmente, non risulterebbe avere una particolare tossicità secondo ECHA[10], mentre il suo ossido è considerato nocivo: provoca gravi irritazioni oculari, irritazione cutanea e può causare irritazione respiratoria[11]. Tende a indurre uno stress ossidativo dipendente dalla dose nelle cellule, causando una riduzione della vitalità riscontrato in cellule fibroblastiche umane e dei topi[12].

La dispersione nell’ambiente nelle sue varie forme può rappresentare una fonte di inquinamento dato che la sua diffusione come materiale potrebbe essere paragonabile a quello della plastica, tuttavia risulta maggiormente biodegradabile, anche se le caratteristiche nano-molecolari richiedono una particolare attenzione.

I nanomateriali di carbonio in generale sono considerati strutturalmente persistenti. Tuttavia vari enzimi ossidativi (perossidasi) sono in grado di catalizzare la degradazione dell’ossido di grafene o dei nanotubi di carbonio[13]. Indipendentemente dalla composizione del mezzo di crescita, vari funghi sono risultati in grado di ossidare few-layer graphene (FLG) in un materiale simile all’ossido di grafene[14].

Sono stati rilevati dei profili di biodegradabilità anche all’interno dello stesso organismo umano. Si è osservata la biodegradazione dell’ossido di grafene (GO) da parte dell’enzima eosinofilo perossidasi (EPO) ricombinante estratto da eosinofili umani[15].

L’estensione e il meccanismo con cui le cellule interagiscono e l’assorbimento del grafene è considerato di fondamentale importanza, poiché una volta all’interno di una cellula vivente il materiale potrebbe interagire o interrompere i processi cellulari e causare danni. Esporre il corpo ai nanomateriali di carbonio potrebbe a seconda delle caratteristiche provocare accumulo nei tessuti o eliminazione attraverso l’escrezione.

I nanomateriali accumulati potrebbero rappresentare un rischio per le funzioni degli organi e quindi per la salute[16]. Tuttavia il permanere di nanoparticelle di derivati del grafene nell’ambiente e negli organismi deve essere ancora dovutamente caratterizzato.

Attualmente, il rischio da essi rappresentato per la salute umana è associato principalmente all’esposizione professionale durante la produzione industriale o lo scarico dei rifiuti. Le vie di esposizione professionale più significative sono l’inalazione, orale, cutanea e oculare, essendo l’inalazione quella maggiormente coinvolta e più studiata. Gli studi di tossicità inalatoria in vivo che indicano effetti infiammatori/fibrotici a livello polmonare, non sempre reversibili dopo 14/90 giorni[17].

Tre linee guida generalizzate sono ritenute poter ridurre al minimo il rischio complessivo per la salute dei lavoratori coinvolti nello sviluppo di grafene e tecnologie basate sul grafene.

1) Utilizzare singoli fogli di grafene abbastanza piccoli da consentire alle cellule immunitarie di rimuoverle dal sito in cui sono stati trovati nel corpo.

2) Utilizzare fogli di grafene stabili e individuali che si disperdono facilmente in acqua per minimizzare il loro aggregazione e aggregazione nel corpo.

3) Utilizzare grafene o materiale di grafene modificato chimicamente, che può essere facilmente eliminato da o biodegradato nel corpo, per prevenire danni da accumulo cronico nei tessuti.

Tra i prodotti ufficialmente contenenti grafene e derivati vi sono mascherine descritte dalla scienza, come eccellenti dispositivi di protezione. I Ricercatori dell’Università Cattolica, campus di Roma – Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs hanno dimostrato che tessuti “imbastiti” (funzionalizzati) con il grafene e con ossido di grafene possono eliminare il Sars-CoV-2 con un’efficacia fino al 99%. I dispositivi medici stampati in 3D nella facility 3D Bioprinting del Policlinico Gemelli con materiale termoplastico funzionalizzato con il grafene sono antivirali e si possono sterilizzare con la luce del sole, in quanto il grafene assorbe l’infrarosso del sole e lo trasforma in calore e l’ipertermia disattiva il virus[18].

Inquietante dal punto di vista della salute umana sono le caratteristiche di un suo uso in alcune tipologie di mascherine Fpp2, largamente diffuse nel mercato[19]. Una nota informativa dell’Agenzia della sanità pubblica francese ha chiesto di «non utilizzare più» le mascherine FFP2 denominate “Biomass Graphene” a causa di un possibile rischio per la salute legato alla presenza di particelle di grafene. I dispositivi sono stati forniti dal produttore cinese Shandong Shengquan New Materials[20].

Sono state individuate 60,5 milioni di mascherine FFP2 con marcatura CE potenzialmente contenenti grafene, di cui 16,9 milioni distribuiti nel 2020». Responsabili del SPF (Sanità pubblica francese), hanno dichiarato che il produttore cinese non ha menzionato la «attività biocida» dei suoi prodotti[21].

Tali mascherine ad aprile sono state ritirate dal mercato dal Ministero della salute canadese, in attesa di una ricerca scientifica approfondita. Health Canada (il Dipartimento responsabile della politica sanitaria federale in Canada)[22] ha effettuato un’analisi preliminare degli studi disponibili la quale ha rilevato che l’inalazione di particelle di grafene potrebbe causare tossicità polmonare precoce negli animali. Tuttavia, non è ancora noto il potenziale di inalazione di queste particelle negli esseri umani. L’ente è intervenuto in seguito a un esposto presentato nel gennaio 2021 da una madre di Montreal, alla quale la mascherina causava difficoltà di respirazione, tosse e mal di testa. Altre segnalazioni di malessere in bambini e adulti sono emersi dopo il comunicato del Ministero che avvertiva di non usare questo tipo di mascherina[23].

Tra i fenomeni da alcuni riferiti al grafene segnaliamo alcuni video[24] che sembrano dimostrare che le braccia di alcune persone diventerebbero magnetiche nel punto in cui sono state inoculate. Il fenomeno non sarebbe esclusivo del braccio e in pochi giorni si sposterebbe verso torace, collo o parte superiore della colonna vertebrale.

Ufficialmente nei sieri inoculati non sono presenti materiali magnetici, tanto meno a base di grafene secondo i bugiardini relativi agli ingredienti. Ma a livello tecnico essi sono stati proposti per migliorare la produzione genica. L’efficienza della somministrazione dei vaccini a DNA è relativamente bassa rispetto ai vaccini proteici. L’uso di nanoparticelle di ossido di ferro superparamagnetico (SPION) mostra risultati promettenti nel migliorare l’efficienza della produzione genica sia in vitro che in vivo[25]. Purtroppo le ditte non forniscono particolari sui metodi di produzione, ma la presenza di eventuali impurità dovrebbe essere posta in evidenza nelle schede di sicurezza. Inoltre non risultano presenti, a parte foto e video diffusi in rete, studi di validità tecnico-scientifica sul fenomeno.

Recentemente il ministero della Salute del Giappone ha annunciato il blocco in via cautelativa della somministrazione di 1,63 milioni di dosi di vaccino contro la Covid-19 prodotti da Moderna, a causa del ritrovamento di “sostanze estranee” in diverse dosi del lotto in questione. L’azienda e il ministero della Salute hanno riferito che Moderna sta indagando in merito all’origine delle sostanze contaminanti. Un dirigente del ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare ha affermato “È una sostanza che reagisce con i magneti ed è un metallo. Sembra che sia stata introdotta durante il processo di fabbricazione”.

European Consumers consiglia comunque come base farmaceutica la prevenzione e l’autocura, l’uso di prodotti naturali il più possibile a chilometro zero e contrasta la diffusione di nanoparticelle e l’alterazione delle basi del DNA sia umano che animale e vegetale. Consiglia un uso minimo delle mascherine evitando quelle a base di grafene o altri materiali potenzialmente dannosi.

In attesa di prove chimico analitiche certe, che porterebbero immediatamente ad azioni legali non essendo tali sostanze indicate nelle etichette delle terapie geniche e dei vaccini attualmente in commercio, controllerà assiduamente tutti i prodotti a base di grafene che potranno avere effetti sulla salute umana e invita i lettori alla loro segnalazione.

 

Allegato. Gli ingredienti ufficiali dei vaccini attualmente autorizzati

Comirnaty concentrato per dispersione iniettabile Vaccino a mRNA anti-COVID-19 (modificato a livello dei nucleosidi) – Pfizer-BioNTech (mRNA)+

 L’mRna (cioè il frammento di materiale genetico che serve a conferire immunità) è avvolto da nanoparticelle lipidiche (Lnp) e Peg2000 che servono a favorire l’ingresso dell’mRna nelle cellule mentre il Peg aumenta la stabilità e la durata delle nanoparticelle[26].

Caratteristiche del Prodotto

Ingredienti Funzioni Note
Nucleoside-modified mRNA encoding the viral spike (S) glycoprotein of SARS-CoV-2 Ingrediente attivo. Informazione genetica estranea all’organismo di cui non si conoscono effetti acuti e cronici a lungo termine.
2[(polyethylene glycol (PEG))-2000]-N,N-ditetradecylacetamide

CAS Number:  816-94-4

EC Number: 212-440-2

Sottoforma di nanolipide protegge l’mRNA e aiuta lo scorrimento dell’mRNA all’interno delle cellule. PEG non è stato utilizzato in alcun vaccino approvato in passato. Il suo uso ha quindi valore del tutto sperimentale. Alcuni scienziati hanno suggerito che il PEG potrebbe causarere azioni di tipo allergico.

Uno studio del 2016 riporta che il 72% delle persone possiede qualche tipo di anticorpi contro il Peg, forse proprio per l’ampio uso che se ne fa per la cosmesi. Solo nel 7% dei casi la presenza di questi anticorpi sarebbe abbastanza elevata da predisporre all’insorgenza di reazioni anafilattiche. Gli anticorpi contro Peg sarebbero del tipo IgM e IgG, che non danno reazioni allergiche e anafilattiche (dovute invece a IgE)[27].

1,2-distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine

CAS Number: 816-94-4

EC Number:  212-440-2

Sottoforma di nanolipide protegge l’mRNA e aiuta la penetrazione dell’mRNA all’interno delle cellule. Nessun pericolo è stato classificato da ECHA.

 

Cholesterol

CAS Number: 57-88-5;

EC Number: 200-353-2

Sottoforma di nanolipide protegge l’mRNA e aiuta  la penetrazione  dell’mRNA all’interno delle cellule. Nessun pericolo è stato classificato da ECHA.

 

ALC-0315, (4-hydroxybutyl)azanediyl)bis(hexane-6,1-diyl)bis(2-hexyldecanoate),

CAS Number: 2036272-55-4

EC Number:  211-438-9

Sottoforma di nanolipide protegge l’mRNA e aiuta  la penetrazione dell’mRNA all’interno delle cellule. Nessun pericolo è stato classificato da ECHA.

 

Sodium chloride

CAS Number: 7647-14-5

EC Number: 231-598-3

È il comune sale raffinato. Ha funzioni conservanti. Nessun pericolo classificato.

 

Monobasic potassium phosphate, Potassium dihydrogen phosphate

CAS Number: 7778-77-0

EC Number: 231-913-4

Ha funzioni conservanti. Nessun rischio classificato da ECHA. Dai dettagli si osserva che 22 Notificatori

su 786 hanno segnalato H314 (Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari), 20 H315 (Provoca irritazione cutanea), 18 H318 (Provoca gravi lesioni oculari), 15 H319 (Provoca grave irritazione oculare, 11 H335 (Può irritare le vie respiratorie)[28].

Potassium chloride

CAS Number: 7447-40-7

EC Number: 231-211-8

Ha funzioni conservanti. Nessun pericolo è stato classificato da ECHA.

 

Dibasic sodium phosphate dihydrate,  Phosphoric acid, disodium salt, dihydrate

CAS Number: 10028-24-7

EC Number:  231-448-7

Ha funzioni conservanti. Questa sostanza provoca grave irritazione oculare[29].
Sucrose

CAS Number: 57-50-1

EC Number: 200-334-9

Ha funzioni conservanti. Nessun pericolo è stato classificato da ECHA.

 

Spikevax (ex COVID-19 Moderna mRNA -1273)

Moderna utilizza la tecnologia mRNA per costruire anticorpi contro COVID-19.I nanolipidi aiutano a fornire l’mRNA alle cellule del destinatario del vaccino. I componenti nanolipidi del vaccino Moderna includono: (SM-102, 1,2-dimiristoil-rac-glicero3-metossipolietilenglicole-2000 [PEG2000-DMG], colesterolo e 1,2-distearoil-snglycero-3-fosfocolina [DSPC]). Gli ingredienti rimanenti, acido acetico, stabilizzanti acidi (trometamina e trometamina cloridrato), sale (acetato di sodio) e zucchero (saccarosio) agiscono sinergicamente per mantenere la stabilità del vaccino dopo la produzione.

Caratteristiche del prodotto

Ingrediente Funzioni Note
Nucleoside-modified mRNA encoding the viral spike (S) glycoprotein of SARS-CoV-2 Ingrediente attivo Si tratta di una terapia genica: utilizza un segmento genetico che va a inserirsi nelle nostre cellule obbligandole a produrre una parte del virus la quale, ritrovandosi nell’organismo, stimolerà la produzione di anticorpi.
PEG2000-DMG: 1,2-dimyristoyl-rac-glycerol, methoxypolyethylene glycol

N. CAS: 160743-62-4

È adatto per l’uso nella preparazione di nanoparticelle lipidiche per microRNA e RNA interferente breve[30].

 

Nessun pericolo classificato.

 

1,2-distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine

N. CAS: 816-94-4

EC Number: 212-440-2

Fa parte del sistema di somministrazione dell’ingrediente attivo. Nessun pericolo classificato.

 

Cholesterol

N. CAS: 57-88-5;

EC Number: 200-353-2

Sottoforma di nanolipide protegge l’mRNA e aiuta la penetrazione dell’mRNA all’interno delle cellule. Nessun pericolo classificato.

 

SM-102, heptadecan-9-yl 8-((2-hydroxyethyl) (6-oxo-6-(undecyloxy) hexyl) amino) octanoate

N. CAS: 2089251-47-6

EC Number:

Le formulazioni contenenti SM-102 sono utilizzate nello sviluppo di nanoparticelle lipidiche per la somministrazione di vaccini a base di mRNA.

 

Nessun pericolo classificato.

 

2-amino-2-(hydroxymethyl)propane-1,3-diol, Tromethamine, THAM

N. CAS: 77-86-1

EC Number: 201-064-4

Ingrediente sintetico che viene utilizzato come regolatore del pH. Presente anche in cosmetici e prodotti per la cura personale. H315 (99,9%): Provoca irritazione cutanea [Attenzione Corrosione/irritazione cutanea]

H319 (100%): Provoca grave irritazione oculare [Attenzione Gravi danni oculari/irritazione oculare]

H335 (88,25%): Può irritare le vie respiratorie [Attenzione Tossicità specifica per organi bersaglio, esposizione singola; Irritazione delle vie respiratorie][31]

Tromethamine hydrochloride, 2-Amino-2-(hydroxymethyl)propane-1,3-diol hydrochlorid

N. CAS: 1185-53-1

Contribuisce alla conservazione del prodotto H315 (99,09%): Provoca irritazione cutanea [Attenzione Corrosione/irritazione cutanea]

H319 (99,09%): Provoca grave irritazione oculare [Attenzione Gravi danni oculari/irritazione oculare]

H335 (96,36%): Può irritare le vie respiratorie [Attenzione Tossicità specifica per organi bersaglio, esposizione singola; Irritazione delle vie respiratorie]

 

Acetic acid

N. CAS: 64-19-7

EC Number: 200-580-7

 

Contribuisce alla conservazione del prodotto Questa sostanza provoca gravi ustioni alla pelle e danni agli occhi
Sodium acetate

N. CAS:127-09-3

EC Number: 204-823-8

Contribuisce alla conservazione del prodotto Nessun rischio classificato da ECHA.
Sucrose

N. CAS: 57-50-1

EC Number: 200-334-9

Contribuisce alla conservazione del prodotto Nessun rischio classificato da ECHA

Caratteristiche del prodotto

Janssen (viral vector)

Una dose (0,5 ml) contiene Adenovirus di tipo 26 che codifica per la glicoproteina spike di SARS-CoV-2* (Ad26.COV2-S), non meno di 8,92 log10 unità infettanti (U.Inf.). Prodotto nella linea cellulare PER.C6 TetR e mediante tecnologia del DNA ricombinante. Il prodotto contiene organismi geneticamente modificati (OGM). La linea cellulare PER.C6 TetR su cui è coltivato il virus deriva da cellule retiniche embrionali umane, di un feto di 18 settimane abortito nel 1985. Questa linea cellulare è stata utilizzata principalmente per la produzione di vettori di adenovirus umani da utilizzare nello sviluppo di vaccini e nella terapia genica

Sono stati osservati dopo l’inoculazione coaguli di sangue in associazione a bassi livelli di piastrine nel sangue, Sindrome da perdita capillare, Sindrome di Guillain-Barré[32].

Ingrediente Funzioni Note
Recombinant, replication-incompetent Ad26 vector, encoding a stabilized variant of the SARS-CoV-2 Spike (S) protein Active ingredient Si tratta di un prodotto OGM derivato da cellule di aborti.
Polysorbate-80

N. CAS: 9005-65-6

EC Number: 500-019-9

Tensioattivo non ionico (HLB 15) ed emulsionante: aiuta l’olio a mescolarsi con l’acqua per formare emulsioni, consente ad altri ingredienti di dissolversi meglio (solubilizzante). È utilizzato in più prodotti cosmetici e viene sfruttato come additivo alimentare (E433). Nessun rischio classificato da ECHA.

Al pari di altri derivati etossilati, potenziali pericoli per la salute umana sono rappresentati da impurità residue del processo di etossilazione (1,4-diossano e ossido di etilene). L’assunzione potrebbe consentire a sostanze chimiche tossiche di passare attraverso la barriera emato-encefalica[33].

2-hydroxypropyl-β-cyclodextrin

N. CAS: 128446-35-5

EC Number: 603-269-8

Migliora notevolmente le risposte immunitarie umorali a un vaccino senza effetti avversi. Nessun rischio classificato da ECHA.
Citric acid monohydrate

N. CAS: 5949-29-1

EC Number: 691-328-9

Ha funzioni conservanti. Questa sostanza può causare irritazione della pelle[34].
Trisodium citrate dihydrate

EC Number: 200-675-3

N. CAS: 68-04-2

Ha funzioni conservanti. Nessun rischio classificato da ECHA. Facilmente biodegradabile.
Sodium chloride

CAS Number: 7647-14-5

EC Number: 231-598-3

È il comune sale raffinato. Ha funzioni conservanti. Nessun pericolo classificato.

 

Ethanol

CAS Number: 64-17-5

EC Number: 200-578-6

Ha funzioni conservanti. Provoca danni agli organi, è tossica se ingerita, può provocare il cancro, è tossica a contatto con la pelle, è tossica se inalata, provoca gravi lesioni oculari e provoca irritazione cutanea[35].

Vaxzevria (COVID-19 Vaccine Astrazeneca, Chadox1 Ncov-19)

Il 29 gennaio è stato autorizzato dall’EMA e il 30 gennaio dall’AIFA. Il vaccino è composto da un adenovirus di scimpanzé incapace di replicarsi (ChAdOx1 – Chimpanzee Adenovirus Oxford 1) e modificato per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus SARS-CoV-2.

Ingrediente Funzioni Note
Adenovirus di scimpanzé che codifica per la glicoproteina spike del SARS-CoV-2 ChAdOx1-S* Prodotto in cellule renali embrionali umane geneticamente modificate (HEK) 293 e mediante tecnologia del DNA ricombinante.
L-istidina cloridrato

N.CAS 5934-29-2

 

L’istidina è un Aminoacido precursore della sintesi di altri composti biologici come l’istamina (agendo come modulatore del sistema immunitario) e la carnosina (un potente antiossidante endogeno). L’istidina è coinvolta nella catalisi di un ampio numero di reazioni biosintesi di composti organici intermediari  genomici e non-genomici. Questa sostanza non risponde ai criteri di classificazione di cui al Regolamento n. 1272/2008/CE.
L-istidina, monoidrato L’istidina è coinvolta nella catalisi di un ampio numero di reazioni biosintesi di composti organici intermediari  genomici e non-genomici.
Cloruro di magnesio esaidrato

N. CAS: 7791-18-6

EC Number: 616-575-1

Conservante Nessun rischio classificato da ECHA
Polisorbato 80 (E 433), Sorbitan monooleate, ethoxylated

N. CAS: 9005-65-6

EC Number: 500-019-9

Utilizzato come emulsionante anche nell’industria alimentare. Nessun rischio classificato da ECHA.

Come addittivo alimentare può aumentare la permeabilità intestinale. Le persone intolleranti al glicole proprilenico dovrebbero evitarlo. In soggetti predisposti può causare reazioni cutanee, disturbi digestivi, calcoli alla vescica e ai reni, aumento di peso, infezioni urinarie[1] (Schwartzberg & Navari, 2018). A dosi elevate causa cattiva assimilazione del ferro.

Saccarosio

N. CAS: 57-50-1

È il comune zucchero da cucina. Nessun rischio significativo nelle dosi consentite.
Acido etilendiaminatetraacetico (EDTA) Additivo negli alimenti e nella medicina per rimuovere metalli pesanti, come anticoagulante e per prevenire la formazione di biofilm.
Disodio edetato (diidrato)

 

Riferimenti

[1]   Rilevazione di grafene in campione in sospensione acquosa. https://agenziastampaitalia.it/images/MICROSCOPIA_DE_VIAL_CORMINATY_DR_CAMPRA_FIRMA_E_1_fusionado_es_it.pdf;

Si Veda anche: CONTENIDO REAL DE LAS “VACUNAS” AL MICROSCOPIO ELECTRÓNICO – PROGRAMA 63. https://odysee.com/@laquintacolumna:8/CONTENIDOREALDELASVACUNASALMICROSCOPIOELECTR%C3%93NICO-PROGRAMA63-:d

[2] Cao W, He L, Cao W, Huang X, Jia K, Dai J. Recent progress of graphene oxide as a potential vaccine carrier and adjuvant. Acta Biomater. 2020 Aug;112:14-28. doi: 10.1016/j.actbio.2020.06.009. Epub 2020 Jun 10. PMID: 32531395. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32531395/

[3] Turkey developing intranasal COVID-19 vaccine. https://www.aa.com.tr/en/economy/turkey-developing-intranasal-covid-19-vaccine/2192492;

[4] Henna TK, Pramod K. Graphene quantum dots redefine nanobiomedicine. Mater Sci Eng C Mater Biol Appl. 2020 May;110:110651. doi: 10.1016/j.msec.2020.110651. Epub 2020 Jan 8. PMID: 32204078.

[5] Graphene Flagship spin-off INBRAIN receives €1M investment. https://graphene-flagship.eu/graphene/news/graphene-flagship-spin-off-inbrain-receives-one-million-euro-investment/

[6] Tahriri M, Del Monico M, Moghanian A, Tavakkoli Yaraki M, Torres R, Yadegari A, Tayebi L. Graphene and its derivatives: Opportunities and challenges in dentistry. Mater Sci Eng C Mater Biol Appl. 2019 Sep;102:171-185. doi: 10.1016/j.msec.2019.04.051. Epub 2019 Apr 16. PMID: 31146988.

[7] Studio Università Cattolica, mascherine al grafene efficaci al 99% contro il Covid-19. https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2021-07-21/studio-universita-cattolica-mascherine-grafene-efficaci-99percento-contro-covid-19-143810.php?uuid=AECGSQY&refresh_ce=1

[8] These Graphene-Based Nanobots Can Suck Pollutants From Our Oceans in Under an Hour. https://www.sciencealert.com/graphene-based-nanobots-could-clean-up-the-metal-from-our-oceans

[9] Graphene and Human Brain Project win largest research excellence award in history, as battle for sustained science funding continues https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/ca/IP_13_54

[10] ECHA. Substance Information. Graphene. https://echa.europa.eu/substance-information/-/substanceinfo/100.227.924

[11] .ECHA. Substance information. Graphene oxide. https://echa.europa.eu/it/substance-information/-/substanceinfo/100.240.983

[12] Chang Y, Y ang ST, Liu JH, Dong E, Wang Y, Cao A, Liu Y, Wang H. In vitro toxicity evaluation of graphene oxide on A549 cellsToxicol Lett. 2011 Feb 5; 200(3):201-10; Wang K., Ruan J., Song H., Zhang J., Wo Y., Guo S., Cui D. Biocompatibility of graphene oxide. Nanoscale Res. Lett. 2011;6:8. doi: 10.1007/s11671-010-9751-6.

[13] J. Russier, L. Oudjedi, M. Piponnier, C. Bussy, M. Prato, K. Kostarelos, B. Lounis, A. Bianco and L. Cognet, Direct visualization of carbon nanotube degradation in primary cells by photothermal imaging, Nanoscale, 2017, 9, 4642–4645; G. P. Kotchey, B. L. Allen, H. Vedala, N. Yanamala, A. A. Kapralov, Y. Y. Tyurina, J. Klein-Seetharaman, V. E. Kagan and A. Star, The Enzymatic Oxidation of Graphene Oxide, ACS Nano, 2011, 5, 2098–2108; G. P. Kotchey, S. A. Hasan, A. A. Kapralov, S. H. Ha, K. Kim, A. A. Shvedova, V. E. Kagan and A. Star, A Natural Vanishing Act: The Enzyme-Catalyzed Degradation of Carbon Nanomaterials, Acc. Chem. Res., 2012, 45, 1770–1781; K. Bhattacharya, S. P. Mukherjee, A. Gallud, S. C. Burkert, S. Bistarelli, S. Bellucci, M. Bottini, A. Star and B. Fadeel, Biological interactions of carbon-based nanomaterials: From coronation to degradation, Nanomedicine, 2016, 12, 333–351.

[14] Candotto Carniel F., Fortuna L., Zanelli D., Marina Garrido, Ester Vázquez, Viviana Jehová González, Maurizio Prato, Mauro Tretiach, Graphene environmental biodegradation: Wood degrading and saprotrophic fungi oxidize few-layer graphene, Journal of Hazardous Materials, Volume 414, 2021, 125553, ISSN 0304-3894, https://doi.org/10.1016/j.jhazmat.2021.125553.

[15] Kurapati R, Jiménez M, Palermo V, Nisina Y, Bianco A. Biodegradation of Graphene Materials Catalyzed by Eosinophil Peroxidase from Human Immune Cells. Faraday Discussions, 2020. 227. 10.1039/C9FD00094A.

[16] European Commission. Graphene’s health effects summarised in  new guide. https://ec.europa.eu/environment/integration/research/newsalert/pdf/graphenes_health_effects_summarised_in_new_guide_48si8_en.pdf

[17] Pelin M, Sosa, S Prato M, Tubaro A.,Occupational exposure to graphene based nanomaterials: risk assessment.. Nanoscale, 2018, 10, 15894-15903. https://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2018/nr/c8nr04950e

[18] Covid. Mascherine con il grafene per annientare il virus. La ricerca dall’Università Cattolica. https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=97515

[19] Mascherine FFP2 in Grafene Certificata CE • FFP2 40 Pezzi. https://www.gmedicalitalia.it/prodotto/mascherina-ffp2-in-grafene/; Mascherina Filtrante FFP2 con Grafene Certificata CE 2 Pezzi. https://www.tuttofarma.it/prodotti-per-gola-e-bocca/30130-mascherina-filtrante-ffp2-con-grafene-certificata-ce-2-pezzi.html

[20] Tipo di mascherina: FFP” Nome : FFP2 Particle filtering half mask Modelli : SNN200647, SNN70369B et SNN70370B

Lotti: tutti Produttore: Shandong Shengquan New Materials

[21] Possibili danni da inalazione di grafene: la Francia sconsiglia le mascherine FFP2. https://www.lindipendente.online/2021/06/08/possibili-danni-da-inalazione-di-grafene-la-francia-sconsiglia-le-mascherine-ffp2/

[22] Mise à jour: Les masques contenant du graphène de la Shandong Shengquan New Materials Co. Ltée peuvent de nouveau être vendus au Canada; Santé Canada n’a trouvé aucun risque pour la santé préoccupant associé à ces produits. https://canadiensensante.gc.ca/recall-alert-rappel-avis/hc-sc/2021/75309a-fra.php

[23] Mascherine senza nano-materiali. https://comune-info.net/mascherine-senza-nano-materiali/

[24] Covid Vaccine & Magnets Sticking To Arm (Many Examples). https://rumble.com/vgycj7-more-people-magnets-sticks-arm-vaccinated.html

[25] Al-Deen FN, Selomulya C, Ma C, Coppel RL. Superparamagnetic nanoparticle delivery of DNA vaccine. Methods Mol Biol. 2014;1143:181-94. doi: 10.1007/978-1-4939-0410-5_12. PMID: 24715289.

[26] Ndeupen S, Qin Z, Jacobsen S, Estanbouli H, Bouteau A, Igyártó BZ. The mRNA-LNP platform’s lipid nanoparticle component used in preclinical vaccine studies is highly inflammatory. bioRxiv [Preprint]. 2021 Jul 23:2021.03.04.430128. doi: 10.1101/2021.03.04.430128. PMID: 33688649; PMCID: PMC7941620.

[27]Povsic, Thomas J. et al Pre-existing anti-PEG antibodies are associated with severe immediate allergic reactions to pegnivacogin, a PEGylated aptamer. Journal of Allergy and Clinical Immunology, Volume 138, Issue 6, 1712 – 1715

[28] https://echa.europa.eu/information-on-chemicals/cl-inventory-database/-/discli/details/31910

[29] ECHA, Substance infocard. Phosphoric acid, disodium salt, dihydrate https://echa.europa.eu/it/substance-information/-/substanceinfo/100.133.828

[30] Gli scienziati hanno imparato ad utilizzare la tecnica dell’RNA interferente per rompere specifiche sequenze di RNA nelle cellule animali e vegetali. Oggi è possibile sintetizzare sequenze artificiali di RNA interferente che, inserite nella cellula, possono rompere qualsiasi RNA si voglia disattivare. Questa è diventata una tecnica veloce ed efficace per determinare la funzione di un gene: si distrugge la maggior parte dell’RNA messaggero che quel gene produce usando un RNA interferente opportuno, in questo modo si arresta quasi completamente la produzione della proteina codificata da quel gene e si osservano le conseguenze. Alcuni ricercatori stanno provando ad usare queste piccole molecole di RNA per combattere malattie, per esempio disattivando alcuni geni legati al cancro.

[31] PubChem. 2-Amino-2-hydroxymethyl-propane-1,3-diol (compound). https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compound/2-Amino-2-hydroxymethyl-propane-1_3-diol#section=Safety-and-Hazards

[32] Foglio illustrativo: informazioni per l’utilizzatore COVID-19 Vaccine Janssen sospensione iniettabile vaccino anti-COVID-19 (Ad26.COV2-S [ricombinante]) https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_001306_049395_FI.pdf&retry=0&sys=m0b1l3

[33] Polysorbate 80 | Uso in Alimenti e Cosmetici | Fa Male? https://magazine.x115.it/x115/polysorbate-80/

[34] ECHA Substance Infocard.Citric Acid Monohydrate. https://echa.europa.eu/it/substance-information/-/substanceinfo/100.218.961

[35] ECHA Substance Infocard. Ethanol. https://echa.europa.eu/it/substance-information/-/substanceinfo/100.000.526

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