NGT: tra deregolamentazione e invenzioni non brevettate

NGT si attende il responso del Parlamento Europeo

 Si attende il responso del Parlamento Europeo

Il 19 dicembre è stato raggiunto un accordo già formalizzato in via provvisoria il 4 novembre[1] tra il Consiglio d’Europa e il Parlamento Europeo in materia di Nuove Tecniche Genomiche, NGT. I termini della questione potranno essere ribaltati solo dal Parlamento Europeo che si avvia all’approvazione definitiva.

Il documento desta apprensione tra le associazioni ambientaliste tra cui European Consumers APS in quanto, in sostanza, si sta lavorando a deregolamentare il settore agroalimentare e garantire processi semplificati per gli impianti NGT dichiarandoli ‘altro’ rispetto agli OGM che sono vietati in Italia

La nuova normativa impedirebbe anche il riconoscimento di un prodotto NGT da parte dei consumatori in quanto l’informazione non verrebbe riportata in etichetta.

Secondo l’accordo i nuovi OGM sarebbero divisi in due diverse categorie: i derivati degli impianti NGT-1, considerati equivalenti a quelli convenzionali, non necessitano di verifiche e controlli e non sono etichettati, in base al principio di equivalenza.

Vi sono, poi, gli impianti NGT-2 per i quali la Commissione ha deciso di mantenere la legislazione valida per gli OGM, compresa l’etichettatura dei prodotti e la possibilità per gli Stati di non coltivarli[2].

Si tratta di una distinzione utile solo a sfondare qualche possibile resistenza e confondere le acque in quanto, come vedremo, le tecnologie usate per produrre NGT sono capaci di produrre modificazioni mutageniche a catena in tempi brevissimi e, una volta introdotta la mutazione, sarebbe praticamente impossibile distinguere una pianta o insetto o microrganismo naturale da uno modificato[3].

Ma di cosa si tratta e perché gli ambientalisti sono così preoccupati?

Gli NGT, in Italia conosciuti anche come TEA, Tecniche di Evoluzione Assistita, sono tecniche usate per manipolare geneticamente piante, animali o microrganismi e si basano su tecnologie di editing genetico note come CRISPR/Cas (ne abbiamo parlato qui[4]).

I concetti alla base della ‘forbice genetica’ CRISPR/Cas sono stati pubblicati per la prima volta su Nature nel 2011[5]. Si tratta, in sintesi, di driver genetici (gene drive) ovvero meccanismi di autopropagazione attraverso cui una variante desiderata può essere diffusa ad una intera popolazione in tempi rapidi; dalla genetica degli individui, alla genetica delle popolazioni[6].

L’anno successivo, nel 2012, due giovani ricercatrici, Jennifer Doudna e Emmanuelle Charpentier trovano il modo per adattare questi meccanismi genetici in modo da usarli come terapie geniche capaci di riscrivere il codice genetico. La scoperta vale il Nobel per la Chimica.

Il nodo dei brevetti

Uno degli autori dell’articolo di Nature del 2011 è l’italiano Andrea Crisanti, che in seguito si occuperà di driver genetici per DARPA, Defense Advanced Research Projects Agency (Agenzia militare statunitense per progetti di ricerca avanzata) con un contratto da 2,5 milioni di dollari[7].

La generosità paga nel mondo della scienza. Crisanti spiega, infatti, di essere l’inventore dei driver genetici insieme all’evoluzionista Burt e un team internazionale di ricercatori[8]. Una invenzione rimasta volutamente senza brevetto: “(…) abbiamo deciso di non brevettare l’idea per renderla accessibile a tutti[9].

Oggi in merito ai brevetti si discute tanto, in gioco ci sono due materie regolate in sede UE da due diverse direttive: la 2001/18 sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio[10] a garanzia di consumatori e ambiente e la 98/44[11] sulla proprietà intellettuale del prodotto da cui derivano riconoscimenti economici e commerciali all’inventore della pianta modificata.

Più di recente, nel febbraio 2024, il Parlamento europeo introduce un emendamento[12] che vieta la brevettazione degli NGT e introducendo la distinzione tra NGT-1 e 2. In questo modo le piante non brevettate sarebbero approvate più facilmente: gli inventori delle compagnie biotech rinuncerebbero alle royalty ma in cambio il prodotto verrebbe introdotto sul mercato senza impedimenti e così pure ogni intralcio alle mutazioni genetiche avanzate.

Come abbiamo visto, c’è chi ha precorso i tempi guadagnando comunque cifre da capogiro con un po’ di pazienza in più: d’altra parte, una volta che il mercato si apre e la platea dei ricercatori si amplia, tentare di fermare il fenomeno risulterebbe inutile, impossibile come togliere acqua da una falla con un bicchiere.

Il nodo della salute: perché gli NGT sono dannosi

Se dalla Commissione abbiamo parole incoraggianti e rassicuranti, si parla di sostenibilità ambientale, sicurezza, competitività, affrancamento dalle colture straniere[13], tra le associazioni ambientaliste permane una certa preoccupazione.

Le moderne tecnologie hanno effettivamente compiuto un balzo in avanti ma la natura ha le sue regole insondabili e imprevedibili rendendo questo strumento impreciso. Si è visto, ad esempio, che può modificare parti sbagliate innescando problemi di sicurezza. I ricercatori hanno capito come: la proteina Cas9 cerca una sequenza specifica di 20 lettere nel codice del DNA. Ma se trova una sequenza di 18 su 20, apporta ugualmente la sua modifica[14]. Inoltre i ricercatori hanno osservato[15] che il CRISPR, imprevedibilmente, dopo aver effettuato il primo taglio, continua a tagliuzzare altre porzioni circostanti riorganizzandole o invertendone l’ordine.

Il campo dei possibili effetti avversi è insondato, non sufficientemente studiato.

L’interazione tra geni, lo scambio di informazioni che avviene nel nostro organismo, è un universo che ancora non conosciamo. Giocare a spegnere e attivare geni ci espone a rischi non prevedibili.

Lecito chiedersi come sia possibile brevettare in un campo così delicato un’invenzione instabile e che genera reazioni imprevedibili e incontrollabili.

La corsa alla commercializzazione della genetica di sintesi nel campo alimentare ha già provocato allergie e intolleranze, difficoltà a sintetizzare alcune sostanze che ingeriamo, malattie infiammatorie.

Una posizione prudente è condivisa da molti scienziati che chiedono – da tempo – maggiore dialogo in merito a ‘geni genocidi’[16].

Navdanya, associazione operante a livello internazionale, nata su impulso di Vandana Shiva, ha recentemente divulgato una pubblicazione, ‘Seeds of Resistance. GMO deregulation and grassroots mobilization’ in cui denuncia, tra l’altro, i rischi della biopirateria digitale (ne abbiamo parlato qui[17]).

In un  documento[18]_elaborato dall’International Civil Society Working Group On Synthetic Biology, un movimento che raggruppa organismi quali Ecoropa, EcoNexus, ETC Group, Friends of the Earth, GeneEthics, Heinrich Boell Foundation e il Third World Network si afferma come la Biologia Sintetica vada ben oltre la prima generazione di organismi transgenici ingegnerizzati e può essere usata non solo in fragranze o nella cosmetica, nel cibo, ma anche in coltivazioni e animali attraverso cui i geni sintetizzati possono auto-replicarsi.

La deregolamentazione del settore agricolo determinerebbe un effetto domino in ogni altro campo e sfera d’uso e applicazione degli NGT.

Da un punto di vista politico ed economico la diffusione di NGT comporterebbe qualcosa di peggio rispetto alla dipendenza alimentare da altri paesi produttori: l’agricoltura e i settori ad essa collegati dipenderebbero dai pochi privati che già oggi detengono un potere enorme nei campi interdipendenti del settore farmaceutico, dei pesticidi e della genetica di sintesi. Navdanya parla di nuove forme di colonialismo alimentare, appunto (ne abbiamo parlato qui).

Singolare a dir poco, quindi, che il ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Lollobrigida con il sostegno del governo e delle associazioni di categoria abbia spinto fortemente sui TEA[20] per rimuovere quelle resistenze che in Europa permangono in Austria, Croazia, Slovacchia, Ungheria, Germania, Bulgaria, Grecia, Polonia, Romania, e Slovenia.

Jennifer Doudna afferma: “Il potere di controllare il futuro genetico della nostra specie è fantastico e terrificante. Decidere come gestirlo potrebbe essere la sfida più grande che abbiamo mai affrontato”[21].

E’ un potere che genera e alimenta la circolazione di cifre enormi, gestite da un ristretto oligopolio in grado di far pressione, lobbying e ottenere leggi ritagliate su misura.

A chi stiamo affidando la responsabilità di tutto questo?

di Chiara Madaro, 30 gennaio 2025

[1] European Council, ‘New genomic techniques: Council and Parliament strike deal to boost the competitiveness and sustainability of our food systems’, 4 dicembre 2025, in: https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2025/12/04/new-genomic-techniques-council-and-parliament-strike-deal-to-boost-the-competitiveness-and-sustainability-of-our-food-systems/

[2] Council of the EU, ‘New genomic techniques: Council and Parliament strike deal to boost the competitiveness and sustainability of our food systems’, 4 dicembre 2025, in: https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2025/12/04/new-genomic-techniques-council-and-parliament-strike-deal-to-boost-the-competitiveness-and-sustainability-of-our-food-systems/

[3] Anna Meldolesi, Le Scienze, ‘Brevettare le piante TEA sarà possibile?”, 13 giugno 2025, in: https://www.lescienze.it/news/2025/06/13/news/brevettare_piante_tea-19434975/

[4] European Consumers, Chiara Madaro, ‘Moratoria sugli hacker del Codice della Vita’, 6 marzo 2022, in: https://www.europeanconsumers.it/2022/03/06/moratoria-sugli-hacker-del-codice-della-vita/

[5] Nikolai Windbichler, Miriam Menichelli, Philippos Aris Papathanos, Summer B. Thyme, Hui Li, Umut Y. Ulge, Blake T. Hovde, David Baker, Raymond J. Monnat, Austin Burt, Andrea Crisanti, ‘A synthetic homing endonuclease-based gene drive system in the human malaria mosquito’, 20 aprile 2011, disponibile in: https://www.nature.com/articles/nature09937#affil-auth

[6] Nikolai Windbichler, Miriam Menichelli, Philippos Aris Papathanos, Summer B. Thyme, Hui Li, Umut Y. Ulge, Blake T. Hovde, David Baker, Raymond J. Monnat, Austin Burt, Andrea Crisanti, ‘A synthetic homing endonuclease-based gene drive system in the human malaria mosquito’, 20 aprile 2011, disponibile in: https://www.nature.com/articles/nature09937#affil-auth

[7] Arthur Nelsen, ‘US military agency invests $100m in genetic extinction technologies’,  4 dicembre 2017, disponible in: https://www.theguardian.com/science/2017/dec/04/us-military-agency-invests-100m-in-genetic-extinction-technologies

[8] Anna Midolesi, ‘Reazioni genetiche a catena. La frontiera dei ‘gene drive’ parla italiano’, 29 giugno 2017, disponibile in: https://www.lescienze.it/news/2017/06/28/news/crispr_gene_drive_intervista_crisanti-3585582/

[9] Anna Midolesi, ‘Reazioni genetiche a catena. La frontiera dei ‘gene drive’ parla italiano’, 29 giugno 2017, disponibile in: https://www.lescienze.it/news/2017/06/28/news/crispr_gene_drive_intervista_crisanti-3585582/

[10] European Union, Direttiva 2001/18 sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio, in: https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2001/18/oj/ita

[11] European Union, Direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 1998 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, in: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:31998L0044

[12] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C_202406358

[13] European Commission, ‘New techniques in biotechnology. Commission proposal on plants obtained by certain new genomic techniques’, in: https://food.ec.europa.eu/plants/genetically-modified-organisms/new-techniques-biotechnology_en

[14] Michael Irving, ‘Protein tweak makes CRISPR gene editing 4.000 times less error-prone’, 3 marzo 2022, disponibile in: https://newatlas.com/science/crispr-gene-editing-error-correction-protein/

[15] Rich Haridy, ‘Controversial study raises new doubts over unwanted genetic damage caused by CRISPR’, 16 luglio 2018, disponibile in: https://newatlas.com/crispr-gene-editing-dna-damage-controversy/55480/?itm_source=newatlas&itm_medium=article-body

[16] ‘A call for conservation with a conscience: no place for gene drives’, 16 novembre 2016, Disponibile in: https://www.boell.de/en/2016/11/16/offener-brief-fur-naturschutz-mit-gewissen-kein-platz-fur-gene-drives

[17] Chiara Madaro, European Consumers, ‘Biopirateria digitale’, 11 aprile 2022, in:  https://www.europeanconsumers.it/2022/04/11/biopirateria-digitale/

[18] International Civil Society Working Group on Synthetic Biology, ‘Synthetic Biology and the CBD. Five key decision for COP 13 & COP-MOP 8’, disponibile in: https://www.boell.de/sites/default/files/2016-11-icswgsb_synbio_brief_cop13_.pdf

[19]  WWF, ‘Stallo in UE sui nuovi OGM’, 12 dicembre 2023, in: https://www.wwf.it/area-stampa/stallo-in-ue-sui-nuovi-ogm/

[20]  MASAF, ‘Tea. Lollobrigida: Italia avanguardia in Europa’, 30 maggio 2023 in: https://www.masaf.gov.it/tea-lollobrigida-italia-avanguardia

[21] Shreya Ghosh, ‘Rewriting the secret of life. The story of CRISPR’, 7 ottobre 2020, in: https://scientificlens.com/rewriting-the-secret-of-life-the-story-of-crispr/

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