Continua la guerra del prosecco: solidarietà di European Consumers a cittadini e associazioni

 

Diffondiamo per informazione una nota spedita alla Commissione  ICOMOS-UNESCO Gianluigi Salvador del direttivo PAN Italia (Pesticide Action Network) concordando con l’auspicio che si smetta, da parte del progettisti per la certificazione UNESCO della DOCG prosecco, di parlare di “conservazione dei caratteri di integrità e autenticità del sito” e che “il territorio è compatto e sta collaborando”, mentre viene sistematicamente ignorato l’utilizzo di migliaia di tonnellate di pesticidi di sintesi tossico nocivi che l’UNESCO stesso ha definito una “minaccia”.

Al gentile Presidente ICOMOS Italia (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei siti) UNESCO

Con questa nota (la 21^ in due anni) comunichiamo all’ICOMOS-UNESCO che, dopo la bocciatura tecnica ICOMOS e il rinvio politico avvenuto a luglio 2018, nell’area DOCG prosecco non sono stati prodotti dei cambiamenti per “conservare i caratteri di integrità e autenticità del sito”, come è richiesto dalla commissione UNESCO, ma ci si è limitati a ridefinire più volte, in un nuovo disciplinare, l’area in esame.

 1 – Disattese nell’area DOCG prosecco le regole dell’UNESCO e dell’ONU di cui l’UNESCO è organizzazione sussidiaria

A proposito dell’integrità del sito, facciamo notare che Le Linee Guida Operative, al paragrafo 178/18, definiscono i criteri in base ai quali un sito naturale può essere dichiarato in pericolo.

Questi criteri sono:

“PERICOLO ACCERTATO: Il sito si trova in uno specifico e imminente pericolo, come per esempio:

(ii) severo deterioramento della bellezza naturale o del valore scientifico del sito a causa di insediamenti umani, costruzione di bacini idrici che inondano parti importanti del sito, sviluppo industriale o agricolo, che include: uso di pesticidi e fertilizzanti, importanti opere pubbliche, attività minerarie, inquinamento, disboscamento, raccolta di legna da ardere,etc.”

Questo elenco di criteri di accertato pericolo per i siti naturali UNESCO è ripetuto in altri tre documenti ufficiali UNESCO:

Resource Manual – Managing Natural World Heritage – 2017:

http://whc.unesco.org/en/managing-natural-world-heritage/

Operational Guidelines for the Implementation of the World Heritage Convention (2016): http://whc.unesco.org/en/guidelines/

World Heritage in Danger – 2017:

http://whc.unesco.org/en/158/

Nell’area DOCG prosecco in esame sono presenti tutte le minacce elencate nei documenti UNESCO, compresi gli sbancamenti (che continuano anche nelle aree SIC e ZPS), gli inquinamenti di parecchi torrenti da parte delle cantine, l’uso di pesticidi di sintesi nei nuovi vigneti vicino alle scuole

(vedi ALLEGATO:  DOCG prosecco – Inquinamento torrenti, sbancamenti …).

DOCG prosecco – Inquinamento torrenti, sbancamenti aree SIC-ZPS, nuovi vigneti vicino scuole. 12.2018

Anche l’ONU condanna più volte severamente l’utilizzo dei pesticidi di sintesi in uno dei suoi Rapporti ufficiali:

 A/HRC/34/48 – Report of the Special Rapporteur on the right to food:

https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G17/017/85/PDF/G1701785.pdf?OpenElement

Per un breve estratto del rapporto si veda l’ALLEGATO: ONU – lista di voci sulla 

2 – Modifiche di puro maquillage previste dal nuovo disciplinare della DOCG prosecco

Purtroppo nel nuovo disciplinare, che avrebbe dovuto affrontare il problema dell’inquinamento e dell’eccessiva urbanizzazione, ci si è limitati a parlare di “opportunità valoriali”, cioè di mera riduzione dell’impatto visivo alla ricerca di un semplice maquillage del paesaggio come la mascheratura delle cantine (che dovrebbero essere invece spostate nelle aree industriali), la mimetizzazione dei movimenti terra, la valorizzazione dei ciglioni girocolle, l’uso di pali di castagno invece del cemento, la collocazione di rosai sulle testate dei filari, etc.

(vedi ALLEGATO:

UNESCO – Cantine nascoste e freno ai cantieri. Ecco gli obblighi imposti da UNESCO – La Tribuna 30.11.2018).

Per ridurre da un lato il rischio di una nuova bocciatura e per accontentare nel contempo il maggior numero possibile di comuni, nel nuovo disciplinare sono stati ufficializzati 3 settori diversi. I 15 comuni centrali “core” sono stati ridotti a 11. I 6 comuni iniziali cuscinetto  “buffer” sono diventati 4, e il settore con impegno “commitment” è stato allargato a 14 comuni. In totale l’area interessata, seppure con tre regole diverse, copre un totale di 29 comuni.

 

3 – Disagio della popolazione e opposizione delle associazioni ambientaliste

Non sappiamo a quale collaborazione si riferisca Maurizio Agnoletti, nuovo coordinatore del Comitato scientifico, il quale nell’ultimo Dossier del Comitato dichiara: “Il territorio è compatto e sta collaborando

(vedi ALLEGATO: UNESCO – Colline UNESCO, Agnoletti…)

UNESCO – Colline UNESCO, Agnoletti i requisiti ci sono – Il Gazzettino 4.12.2018 (1).

In realtà l’uso di centinaia di tonnellate di pesticidi di sintesi autorizzati con il protocollo viticolo DOCG prosecco 2018 (sono in totale 155 tipi diversi!) crea disagio nella popolazione residente, preoccupata per la propria salute e per gli irreversibili danni ambientali.

Come abbiamo già precisato nelle nostre precedenti note, l’associazione locale Colli Puri e PAN Italia, ma anche altre decine di associazioni, hanno da tempo preso posizione contro l’utilizzo dei pesticidi di sintesi con marce (una terza annuale è in piano per maggio 2019), petizioni, fiaccolate, richieste referendarie e interviste televisive.

Due mesi fa anche il WWF locale con nota del 22.10.2018 ha scritto: “Questa candidatura “non s’ha da fare”, perché è nemica della popolazione e, per contrasto, è molto generosa con i portatori di conflitti di interesse, gli unici che hanno potuto partecipare alla sua stesura. Senza la risoluzione del problema “fitofarmaci” questa candidatura è da combattere in ogni sede italiana e presso le rappresentanze UNESCO di ogni Stato.”

Recentemente “Fare Rete per l’UNESCO”, un raggruppamento di sei associazioni ambientaliste che comprende anche WWF e Legambiente locali, e che inizialmente collaborava col gruppo di Certificazione UNESCO, ha scritto all’ICOMOS una lettera che denuncia tra l’altro “l’uso massiccio e insostenibile dei pesticidi in agricoltura, la monocoltura e gli sbancamenti collinari eccessivi” e afferma la gravità della situazione in prospettiva: “Gli stessi soggetti che per anni hanno praticato una gestione insostenibile del territorio, sono gli stessi che adesso si propongono di candidarlo (e successivamente proteggerlo) come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.”

Vedi ALLEGATO: (DOCG prosecco – SOS Legambiente e Fare Rete scrive all’UNESCO…)

DOCG prosecco – SOS Legambiente e Fare Rete scrive all’UNESCO 10-12.2018

4 – Il problema dell’alcoolismo nel Veneto

Vogliamo infine denunciare come, nelle province di Treviso e Padova, l’alcolismo dilagante tra i giovani, stimolato anche dalla continua pubblicità delle vendite di vino, si sta trasformando in un’epidemia, come denunciano i responsabili della salute

(vedi ALLEGATO: Treviso un processo su due…).

Treviso – Un processo su due per alcool alla guida – ubriachi a 15 anni – Il Gazzettino 27.11.2018 – 28.11.2018

Oltre ad essere la causa di molti incidenti stradali, l’alcool è sempre, a qualunque dose, associato a un aumento del rischio di molti tumori, come afferma l’OMS attraverso lo IARC (International Agency for the Research on Cancer) che ha classificato fin dal 1988 l’alcool nel gruppo 1, cioè con sufficienti evidenze di cancerogenicità, ponendolo nella stessa categoria di rischio del tabacco.

Forse, per promuovere un consumo consapevole ed invitare tutti alla moderazione e a un corretto stile di vita, si potrebbero stampare sulle etichette delle bottiglie di vino, ma anche dei super alcoolici, delle frasi ad effetto, analoghe a quelle che vengono poste sui pacchetti delle sigarette (vedi ALLEGATO: Sigarette avvertenze pericolo sui …).

Sigarette – Avvertenze pericolo su pacchetti sigarette – 2.12.2018

Sarebbe anche opportuno vietare, come si fa per le sigarette, la pubblicità degli alcoolici nei luoghi pubblici e nei mass media.

 

E’ tempo che, per evitare gli enormi costi esterni indotti da un cattivo e irresponsabile consumismo, si adotti il proattivo “Principio di precauzione” invece del reattivo principio: “Chi inquina paga”, anche perché i risarcimenti sono sempre inferiori ai costi esterni rappresentati dai danni procurati alla collettività.

 

Cordiali saluti Gianluigi Salvador t. 0438.894072

del direttivo PAN Italia (Pesticide Action Network)

 

HARD PESTEXIT: Stop a tutti i pesticidi di sintesi

link: http://andiamoavantitornandoindietro.jimdo.com

 

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