Sfilate di distrazione di massa

Le politiche agricole comunitarie non rispondono alle necessità dei lavoratori agricoli e dei consumatori, mentre favoriscono la grande industria dei pesticidi e delle sementi transgeniche lasciando nelle mani di privati stranieri la produzione alimentare, alla base della sovranità di un paese. Land grabbing e oligopolio minano alla base la ricchezza e la biodiversità in Europa. In tutta la UE e in Gran Bretagna si sono svolte negli ultimi mesi e sono in corso numerose manifestazioni di agricoltori. Le evocative sfilate dei trattori sottraggono, però, attenzione sul cuore e le origini della questione.

Gli agricoltori belgi sono stati i primi a scendere in piazza nel febbraio 2023 guidati da Cepifruit[1] e Actiegroep Fruittelers[2] per protestare contro i prezzi troppo bassi che pagano i supermercati ai frutticoltori per i loro prodotti[3]. A marzo hanno poi bloccato le strade di Bruxelles e del quartiere europeo con oltre duemila trattori per esprimere dissenso sui piani del governo regionale fiammingo su concimi azotati e politica agricola europea. Zuhal Demir, ministro fiammingo dell’Ambiente, ha sostenuto la protesta dei contadini[4].

Pochi giorni dopo anche gli agricoltori dei Paesi Bassi, sostenuti dai leader nazionalisti di estrema destra Geerd Wilders (Partito per la Libertà) e Thierry Baudet (Forum per la Democrazia), hanno contestato i piani del loro governo per limitare le emissioni di azoto, una politica che secondo loro segnerà la fine di molte aziende agricole e colpirà la produzione alimentare[5].

Belgio e Paesi Bassi hanno un livello di ossidi di azoto nell’aria e un inquinamento da nitrati nelle acque ben superiori alle normative previste dell’Unione Europea a causa di un’alta densità di bestiame e uso massiccio di fertilizzanti[6]. Le autorità governative puntano a ridurne quindi l’emissione con una misura che prevede l’acuirsi degli oneri finanziari per gli agricoltori e allevatori che fanno ricorso a fertilizzanti e reflussi zootecnici contenenti azoto.

Gli agricoltori della Vallonia sono scesi in strada nuovamente nel gennaio 2024 con i loro trattori per bloccare le frontiere chiedendo “prezzi equi per la loro produzione” e “norme più adatte alla realtà”.

In Germania il governo di Schulz per finanziare la guerra in Ucraina, deve ridurre il deficit finanziario  pur continuando a mantenere gli impegni presi a riguardo. A fine dicembre ha quindi annunciato un aumento delle tasse e un taglio nei sussidi agricoli, eliminando i principali privilegi fiscali per gli agricoltori, tra cui un’agevolazione fiscale sul gasolio[7]. L’Associazione degli agricoltori tedeschi ha quindi deciso una serie di mobilitazioni che si stanno svolgendo dal dicembre 2023 in varie città tedesche.

Nel Regno Unito, che non ha nessun rapporto con la PAC della UE, i coltivatori britannici di frutta e verdura hanno protestato nel gennaio 2024 davanti al Parlamento di Londra, a somiglianza dei belgi, contro i contratti di acquisto “iniqui” imposti dai sei principali supermercati (Tesco, Sainsbury’s, Asda, Morrisons, Aldi e Lidl). I manifestanti chiedono che si rispettino impegni equi in termini di volumi di prodotti acquistati e di prezzi e chiedono una regolamentazione governativa per consentire agli agricoltori di ottenere offerte migliori dai rivenditori[8].

In Francia gli agricoltori contestano al governo pratiche burocratiche insostenibili, tagli ai sussidi, aumento delle tasse sul diesel agricolo e gli standard ambientali della PAC UE considerati troppo elevati. Le aziende agricole francesi lamentano il rischio della concorrenza straniera, in particolare extra-Ue, su cui non graverebbero le limitazioni ambientali richieste dal Green Deal Inoltre intendono sia applicata una serie di normative gia approvate dal Governo Francese per garantire equità nei rapporti con la grande distribuzione[9].

In Polonia gli agricoltori sono scesi in piazze contro le norme del Green Deal relative all’uso dei fitofarmaci e contro le “misure commerciali autonome” (come la sospensione dei dazi all’importazione, le quote e le misure di difesa commerciale) a sostegno delle esportazioni ucraine verso l’Unione europea. Il capo dell’Associazione polacca dei frutticoltori, Mirosław Maliszewski (deputato del Partito Popolare polacco PSL, PPE che fa parte della maggioranza al governo), ha citato l’esclusione di alcuni prodotti fitosanitari che, in Polonia, sono ampiamente utilizzati nel settore della produzione di frutta, la cui limitazione comporterebbe un aumento dei prezzi con diminuzione della concorrenza nei confronti di altri paesi produttori[10].

Analizzando le motivazioni delle proteste si notano significative differenze pur essendo evidente la grave crisi dell’intero settore agricolo europeo. Diverso è anche il grado di coinvolgimento della politica locale e degli stessi governi.

Sullo sfondo l’evidenza che l’applicazione di sensate norme ambientali da parte della UE non è stata accompagnata da adeguate garanzie unionali e nazionali a favore degli agricoltori in relazione a costi di produzione, rapporti con la grande distribuzione e importazioni selvagge di prodotti di bassa qualità extra-UE. Oltre al fatto che molti stati europei devono rendere conto di deficit di bilancio aggravati dalla politica di appoggio all’Ucraina nella guerra con la Russia ed hanno finito per tagliare tra gli altri i sussidi agli agricoltori.

In questo contesto generale si sta sviluppando anche in Italia la protesta degli agricoltori genericamente a difesa dei territori, del lavoro e delle piccole imprese contro le politiche agricole dell’Europa e le scelte dei governi in materia di sussidi, importazioni, tasse e gasolio, ma anche contro carne coltivata, farine d’insetti, sindacati, banche e Confederazioni agricole.

In varie città italiane, sono scesi in piazza gli agricoltori autonomi sotto la sigla del Comitato degli Agricoltori Traditi (C.R.A.). Mobilitazioni si sono segnalate a Frosinone[11], Latina, Torino[12], Reggio Emilia[13], Modena, Bologna, Ferrara[14], Firenze[15], Milano[16], Orte[17], in varie città dell’Umbria[18] e della Puglia. In Calabria[19] e Sicilia[20] gli operatori agricoli hanno protestato in particolare contro l’aumento dei costi, dai carburanti alle materie prime.

Il tutto però senza un programma puntuale di  critiche specifiche e controproposte rispetto alle singole norme UE, Regionali e Nazionali come accaduto in altri Stati e, naturalmente in similitudine con altre organizzazioni di agricoltori europei attualmente in mobilitazione e senza alcun riferimento alla minaccia per la biodiversità agricola italiana rappresentata da OGM e NBT[21], approvati dalla UE o alla protezione del ricchissimo panorama varietale autoctono italiano.

Alcuni striscioni, dichiarazioni e slogan contestano genericamente anche alcune strategie europee di sostenibilità ambientale del tutto razionali dal punto di vista ecologico. In particolare allevatori e agricoltori della Val Padana (il territorio italiano più contaminato da pesticidi e nitrati) si oppongono alla decurtazione dei finanziamenti diretti in assenza di rotazione agricola[22] intendendo continuare con i regimi di monosuccessione in particolare del mais[23]. L’assenza di rotazione impoverisce e costringe all’uso di fertilizzanti, banalizzando inoltre il paesaggio ed è stata già affrontata da European Consumers[24].

Il ministro Lollobrigida, noto per essere favorevole agli NBT[25], sembra appoggiare alcune posizioni della rivolta[26].

Per capire i retroscena su cui si inseriscono le proteste degli agricoltori, è opportuno soffermarsi sulla PAC, la politica agricola europea recentemente riformata anche in conseguenza del Green Deal Europeo.

La riforma della politica agricola comune (PAC), entrata in vigore il 1° gennaio 2023,  secondo la UE “Cerca di garantire un futuro sostenibile per gli agricoltori europei, fornirà un sostegno più mirato alle aziende agricole più piccole e offrirà maggiore flessibilità ai paesi dell’UE per adattare le misure alle condizioni locali”.

Nel calderone del Green Deal troviamo, invece, la strategia Farm to Fork[27], che dovrebbe accelerare la transizione verso un sistema alimentare sostenibile con un impatto ambientale neutro o positivo, contribuendo a mitigare il cambiamento climatico e ad adattarsi ai suoi impatti, invertire la perdita di biodiversità, garantire sicurezza alimentare, nutrizione e salute pubblica, assicurando che tutti abbiano accesso a cibo sufficiente, sicuro, nutriente e sostenibile, preservare l’accessibilità economica dei prodotti alimentari generando ritorni economici più equi, favorendo la competitività del settore dell’approvvigionamento dell’UE e promuovendo il commercio equo.

I dispositivi in realtà non prevedono obblighi significativi affinché vi sia un cambiamento radicale rispetto alle precedenti versioni nelle attività agricole per favorire la sostenibilità ambientale e sociale, ma una transizione che dovrà essere stimolata creando condizioni per cui convenga, economicamente, investire verso un’agricoltura più equa[28]. Sta ai paesi membri la realizzazione di piani strategici nazionali secondo le Linee Guida di PAC e Green Deal.

Il settore agricolo della Ue dà lavoro a 9 milioni e mezzo di persone, quello addetto alla produzione di cibo 3 milioni e settecentomila. Rispetto agli occupati nell’Unione (193 milioni: dato 2022) chi lavora nei campi e nell’agroindustria rappresenta il 6,74% del totale. Per quanto concerne i due settori contribuiscono ad un modesto 1,3% del PIL.

Di fatto l’agricoltura europea sopravvive alla globalizzazione e al dogma del libero mercato solo grazie ai sussidi: il 30% dell’intero budget comunitario è destinato alla Politica Agricola Comune, per un totale che supera i 54 miliardi.[29]. Ma queste ingenti somme vanno a beneficio di un’esigua minoranza di imprenditori del settore agricolo. Circa l’80% del totale dei sussidi va al 20% degli agricoltori e allevatori europei più grandi, agevolati da politiche pubbliche a discapito dei piccoli imprenditori, potendo contare su un continuo afflusso di denaro. Inoltre le sovvenzioni al settore, non guardano al rapporto fra domanda e offerta di beni, finendo col produrre spesso un surplus di prodotti che devono essere buttati via[30].

Per quanto riguarda l’Italia la Commissione europea ha confermato nelle sue osservazioni molti dei punti critici già evidenziati nelle osservazioni delle Associazioni Ambientaliste e biologiche al Piano nazionale strategico italiano per la programmazione 2023-2027 della Politica Agricola Comune (PSP)[31].

Secondo i valutatori della Commissione Ue, il flusso di sussidi europei favorirà i territori più premiati dalla Pac ed in particolare le grandi aziende zootecniche della Pianura Padana, accentuando i divari di reddito rispetto alle aree più svantaggiate della penisola, con il rischio di un abbandono delle aree interne.

Il Piano italiano non quantifica gli obiettivi da perseguire, benché tale indicazione sia obbligatoria, con l’aggravante che le misure impostate hanno un’efficacia incerta ed indimostrabile, ad esempio per ridurre l’impronta idrica e climatica dell’agricoltura.

Appaiono, inoltre, evanescenti e incoerenti le misure per perseguire diversi obiettivi delle strategie Farm to fork e Biodiversità 2030, ad esempio relativi alla riduzione dell’uso di fertilizzanti e pesticidi o per il raggiungimento del 10% di aree naturali negli agroecosistemi.

La Commissione non ritiene evidenti i benefici che gli eco-schemi proposti dal Psn potranno apportare per la tutela della biodiversità naturale, poiché gli impegni richiesti sembrano non rispettare la condizionalità secondo la quale i beneficiari della Pac devono già rispettare alcuni requisiti ambientali per ricevere i fondi europei.

Secondo la Commissione, l’ammodernamento del settore si consegue promuovendo le conoscenze, l’innovazione e la digitalizzazione nell’agricoltura e nelle zone rurali, incoraggiandone l’utilizzo da parte degli agricoltori attraverso un migliore accesso alla ricerca, all’innovazione, allo scambio di conoscenze e alla formazione.

Rispetto sia alla produzione nazionale che alle regole relative alla vendita di prodotti agroalimentari European Consumers APS ritiene che sia assolutamente necessario porre dei paletti alle grandi multinazionali e imprese di distribuzione che favoriscano i produttori locali e limitare nello stesso tempo le importazioni extra-UE, che per altro sono spesso non salutari oltre ad avere un elevato costo energetico.

Inoltre, posto che le agevolazioni e i sussidi ai piccoli ed ai medi produttori non vadano aboliti, essi dovrebbero essere vincolati alla produzione di cibo sano ed al rispetto dell’ambiente.

È, infatti, inaccettabile proseguire con un’agricoltura che favorisce il consumo e il degrado del suolo (da alcune stime il 70% dei suoli in Europa è in condizioni pessime) e l’inquinamento delle acque da nitrati e pesticidi (in Italia sono contaminati il 77 % dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e il 23 % di quelle sotterranee[32]).

Non si può accettare l’uso micidiale di prodotti sintetici per accrescere la produttività a danno della terra e della salute pubblica, non si può tollerare l’uso di OGM, non si può difendere l’attuale sistema degli allevamenti zootecnici intensivi con annesso e spropositato uso di esiziali prodotti farmaceutici.

Combattere la concentrazione oligopolistica (che appunto le normative dell’eurocrazia, la distribuzione dei sussidi e tutta la politica economica liberista favoriscono), dovrebbe essere, nella scala delle rivendicazioni degli agricoltori, il primo punto di attacco, senza negare la riconversione agro-ecologica sottesa da alcuni punti delle Normative CE.

Occorre una profonda riconversione agro-ecologica di tutto il settore per offrire un’alternativa all’attuale sistema che si basa sul profitto privato come scopo dell’economia, prevedendo la distruzione della biodiversità, lo sfruttamento dell’essere umano, il consumismo e lo spreco di risorse.

Inoltre andrebbe scongiurato il rischio ambientale rappresentato da OGM e NBT che minacciano direttamente sia la biodiversità naturale che quella agricola, di cui l’Italia detiene record a livello europeo nonostante il consumo di suolo e l’inquinamento da pesticidi.

Ma di tutto questo gli agricoltori scesi in piazza non sembrano voler parlare. Anzi il leader italiano della protesta Danilo Calvani ha contestato in un’intervista[33] le politiche green della Ue affermando “ti pagano 20 anni per non seminare perché ti dicono che inquini”, riferendosi evidentemente, oltre che alla decurtazione dei finanziamenti per gli agricoltori che non praticano la rotazione o il greenings (una superficie del 4 % aziendale lasciata ai servizi ecosistemici), anche a un recente bando dell’Emilia Romagna per il ritiro dalla coltivazione di terreni per venti anni emesso in cambio di 500 – 1500 euro all’anno, per ogni ettaro non coltivato. Su questo punto recentemente vari social media hanno pubblicati articoli particolarmente allarmistici e decontestualizzati[34].

In realtà la misura a cui si fa riferimento fa fronte a impegni già presi nelle programmazioni precedenti della Regione a copertura delle scelte fatte da poche imprese agricole, che accanto alle produzioni tradizionali, hanno deciso di realizzare piccoli boschetti o aree umide nelle zone del Delta del Po, cioè un insieme di servizi ecosistemici a beneficio della collettività oltre che della biodiversità.

La misura citata, residuale dagli anni ’90, vale meno dello 0,1% delle risorse messe in campo nei prossimi anni, ed è finanziata da risorse europee per il 40% e da risorse nazionali per il 60%, per un importo di circa 840mila euro a fronte del valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro del Programma di Sviluppo Rurale 2023-2027. Sono rivolti esclusivamente a terreni già ritirati dalla produzione da più di 20 anni e riguarderanno solo 200 ettari in tutta la regione.

Ma il populismo evidentemente non guarda a sottigliezze per cavalcare il disagio e la disperazione degli agricoltori italiani.

Riferimenti

[1] Cepifruit. https://centrespilotes.be/cp/cepifruit/

[2] Actiegroep Fruittelers. https://www.facebook.com/p/Actiegroep-Fruittelers-100082453396323/?paipv=0&eav=AfY_VNjsLvtC9J8QzcBEr7I1JsXog5AA12hWZOaLczmpF_3ZEYYaME3fP1I2kMOpPLU&_rdr

[3] “Se continua così, tra un anno o due non ci saranno più pomacee olandesi o belghe”. https://www.freshplaza.it/article/9501453/se-continua-cosi-tra-un-anno-o-due-non-ci-saranno-piu-pomacee-olandesi-o-belghe/

[4] Tractor protest: Fruit growers on their way to Brussels to call out ‘unequal profits’. https://www.brusselstimes.com/365053/tractor-protest-fruit-growers-on-their-way-to-brussels-to-call-out-unequal-profits

[5] Olanda: oltre 10mila agricoltori in protesta contro governo. https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2023/03/12/olanda-oltre-10mila-agricoltori-in-protesta-contro-governo_6cb60b09-2b91-4e9c-b99d-21e83a835773.html#:~:text=(ANSA)%20%2D%20BRUXELLES%2C%2012,e%20colpir%C3%A0%20la%20produzione%20alimentare.

[6] Belgio, gli agricoltori protestano contro i tagli alle emissioni: Bruxelles è invasa dai trattori. https://www.dissapore.com/notizie/belgio-gli-agricoltori-protestano-contro-i-tagli-alle-emissioni-bruxelles-e-invasa-dai-trattori/

[7] La rivolta dei trattori: ecco perché dilaga la protesta degli agricoltori. https://www.repubblica.it/il-gusto/2024/01/24/news/la_rivolta_dei_trattori_ecco_perche_dilaga_la_protesta_degli_agricoltori-421972856/

[8] UK,gli agricoltori manifestano per contratti più equi con i supermercati https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/uk-agricoltori-manifestano-per-contratti-piu–equi-con-i-supermercati-nRC_22012024_1605_497881751.html

[9] Perché l’agricoltura “arrabbiata” paralizza la Francia. https://europa.today.it/attualita/francia-proteste-agricoltori-arrabbiati-blocchi.html

[10] Gli agricoltori polacchi si mobilitano contro il Green Deal e le importazioni dall’Ucraina. https://euractiv.it/section/capitali/news/gli-agricoltori-polacchi-si-mobilitano-contro-il-green-deal-e-le-importazioni-dallucraina/

[11] https://anagnia.com/2024/01/22/la-protesta-degli-agricoltori-arriva-a-frosinone-trattori-in-piazza-nel-capoluogo/

[12] Agricoltori: cresce la protesta. https://www.corrieredisaluzzo.it/nws/34833/2024/1/21/Attualit%C3%A0/Agricoltori-cresce-la-protesta

[13] Gli agricoltori reggiani protestano in trattore a Masone. https://www.reggionline.com/gli-agricoltori-reggiani-protestano-trattore-masone-video/

[14] Da Modena a Bologna per la protesta dei trattori. https://www.modenaindiretta.it/modena-bologna-la-protesta-dei-trattori-video/

[15] Piazzale Michelangelo, la protesta degli “agricoltori traditi”. https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/protesta-agricoltori-fi35pvrx

[16] Milano, agricoltori protestano al grattacielo della Regione: “L’Europa vuole distruggerci”. https://www.youtube.com/watch?v=t_v5rv62uKI

[17] Orte, protesta dei trattori: oltre 100 mezzi fermi alla rotatoria, casello dell’A1 chiuso per due ore. https://www.ilmessaggero.it/viterbo/orte_trattori_protesta_agricoltori_chiuso_casello_autostrada_cosa_e_successo_ultime_notizie-7898324.html

[18] Agricoltori protestano con i trattori in provincia di Perugia. https://www.ansa.it/umbria/notizie/2024/01/24/agricoltori-protestano-con-i-trattori-in-provincia-di-perugia_5b84368d-1fe3-4535-9fda-475aa4570d21.html

[19] La protesta degli agricoltori in Calabria contro l’aumento di gasolio e materie prime. https://video.corriere.it/protesta-agricoltori-calabria-contro-l-aumento-gasolio-materie-prime/fe725fcc-b8fa-11ee-8aa6-3680458504a6

[20] Sicilia, protesta degli agricoltori: trattori in marcia per il rincaro materie prime e concorrenza. https://www.rainews.it/video/2024/01/sicilia-protesta-agricoltori-trattori-in-marcia-per-il-rincaro-delle-materie-prime-e-concorrenza-874f0938-7a1f-47a9-8331-93892ec7e42f.html

[21] European Consumers scrive al Parlamento Europeo e al Governo Italiano per impedire l’ingresso degli OGM in agricoltura. https://www.europeanconsumers.it/2023/11/12/european-consumers-scrive-al-parlamento-europeo-e-al-governo-italiano-per-impedire-lingresso-degli-ogm-in-agricoltura/#:~:text=Il%20Regolamento%20sui%20prodotti%20biologici,nel%20suo%20campo%20di%20applicazione

[22] Bcaa 7, ecco le sanzioni per le rotazioni mancate. https://terraevita.edagricole.it/pac-psr-csr/bcaa-7-rotazioni-mancate-ecco-le-sanzioni/

[23] Gli agricoltori della Pianura Padana chiedono flessibilità sull’obbligo di rotazione annuale imposto dalla Pac. https://euractiv.it/section/economia-e-sociale/news/gli-agricoltori-della-pianura-padana-chiedono-flessibilita-sullobbligo-di-rotazione-annuale-imposto-dalla-pac/

[24] La rotazione delle colture è una necessità ecologica, non un obbligo! https://www.europeanconsumers.it/2023/10/29/la-rotazione-delle-colture-e-una-necessita-ecologica-non-un-obbligo/

[25] Il Governo Meloni sdogana le piante modificate geneticamente. https://www.europeanconsumers.it/2023/03/16/il-governo-meloni-sdogana-le-piante-modificate-geneticamente/

[26] Agricoltori abruzzesi fermano Lollobrigida ad Avezzano. Confronto su loro difficolt?, poi l’applauso. https://www.dailymotion.com/video/x8rtl69

[27] Strategia “Dal produttore al consumatore”. https://food.ec.europa.eu/horizontal-topics/farm-fork-strategy_en

[28] La politica agricola comune: 2023-2027. https://agriculture.ec.europa.eu/common-agricultural-policy/cap-overview/cap-2023-27_it

[29] Agricoltura: protesta contro chi e per che cosa. https://www.liberiamolitalia.org/2024/01/21/agricoltura-protesta-contro-chi-e-per-che-cosa/

 

[30] Dopo quasi due anni di trattative, lo scorso giugno il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno raggiunto un accordo per la riforma della Politica Agricola Comune (PAC). Varie le novità e non sono mancate forti critiche. https://www.balcanicaucaso.org/aree/Europa/La-nuova-politica-agricola-comune-green-o-greenwashing-212952

[31] La commissione europea chiede correzione di rotta sulla pac. https://www.wwf.it/pandanews/societa/politica/la-commissione-europea-chiede-correzione-di-rotta-sulla-pac/

[32] ISPRA pubblica il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque. https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2020/12/su-426-sostanze-inquinanti-cercate-nelle-acque-trovate-299-insetticidi-quelle-piu-diffuse

[33] Agricoltori, chi sono i leader della protesta e perché c’entrano i Forconi. Danilo Calvani: “Un patto con i contadini francesi”. https://www.quotidiano.net/economia/agricoltori-proteste-italia-francia-danilo-calvani-q2sumflq

[34] https://www.youtube.com/shorts/d1wfBTFF_HU; Bando Emilia Romagna: soldi a chi ferma la produzione agricola. la regione si difende con una nota. https://www.byoblu.com/2023/12/26/emilia-romagna-offre-denaro-a-chi-ferma-la-produzione-agricola/#:~:text=Stop%20alla%20produzione%20agricola%20in,per%20ogni%20ettaro%20non%20coltivato.

 

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