Cittaducale, 26 Aprile 2026 – L’associazione European Consumers APS, in prima linea per la tutela dei diritti dei cittadini e dell’ambiente, annuncia un’importante iniziativa congiunta con le associazioni partner ALU, Associazione Liberamente Umani e Bolgan Studi & Salute.
Abbiamo inviato ai membri del Parlamento europeo delle Osservazioni critiche e istanze di riequilibrio sulla Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sulle piante ottenute mediante determinate nuove tecniche genomiche (NGT) – COM(2023) 411 final – con riferimento alla distinzione NGT 1/NGT 2, all’Allegato II e all’art. 191 TFUE (Qui il testo in ITALIANO e qui in in INGLESE)
Le tre realtà associative si sono fatte promotrici di un’azione di sensibilizzazione e informazione diretta verso le forze politiche e i rappresentanti delle istituzioni europee, in vista del voto cruciale sulla deregolamentazione delle New Genomic Techniques (NGT), un insieme di tecniche di editing genomico che permettono di modificare il DNA di piante e animali. Attualmente, una proposta di regolamento europeo mira a suddividere queste tecniche in categorie, eliminando per molte di esse i controlli previsti per gli OGM tradizionali (Direttiva 2001/18/CE) (qui e qui gli approfondimenti già pubblicati da EC APS).
Nel ribadire decisa contrarietà ai metodi delle istituzioni europee il Presidente di European Consumers APS Marco Tiberti afferma: “La nostra associazione resta fermamente contraria all’introduzione degli NGT in una logica di tutela del settore e dei consumatori. Qualora la proposta dovesse procedere – continua Tiberti – riteniamo imprescindibile che vengano garantite almeno la piena tracciabilità e l’etichettatura, le nostre proposte di riequilibrio sono ‘misure di contenimento’ necessarie”.
L’iniziativa nasce dalla profonda preoccupazione per il tentativo in atto di esentare i nuovi OGM (ottenuti tramite mutagenesi mirata e cisgenesi) dagli attuali obblighi di etichettatura, tracciabilità e valutazione del rischio previsti dalla normativa vigente.
Con le associazioni partner abbiamo inviato un documento tecnico giuridico e politico agli europarlamentari e ai rappresentanti istituzionali per evidenziare i rischi connessi a una deregolamentazione selvaggia.
In particolare chiediamo:
Diritto alla trasparenza: senza etichettatura chiara, i consumatori europei perderanno la libertà di scegliere e si mina il principio di precauzione
Sicurezza alimentare e salute: ribadiamo la necessità di studi indipendenti a lungo termine, come sottolineato dal contributo scientifico dei nostri consulenti, per escludere effetti collaterali imprevedibili sul genoma e sulla salute umana
Tutela della biodiversità: la deregolamentazione espone l’agricoltura biologica e convenzionale il probabile, ovvio rischio di contaminazione accidentale, minacciando l’integrità degli ecosistemi
Sovranità alimentare: l’introduzione di sementi brevettate rischia di concentrare il mercato nelle mani di pochi colossi dell’agrochimica, a discapito dei piccoli produttori
Non possiamo permettere che l’innovazione tecnologica diventi un pretesto per smantellare le tutele conquistate in decenni di lotte per la sicurezza alimentare pertanto chiediamo che i decisori politici agiscano con responsabilità, garantendo che ogni nuova tecnica di manipolazione genetica resti sotto un rigoroso controllo scientifico e normativo.
Ringraziamo la Dott.ssa Loretta Bolgan (qui il suo scritto in ITALIANO e INGLESE per il suo prezioso e meticoloso contributo, l’Avv. Francesco Scifo per il supporto legale in affiancamento alla nostra consulente legale, l’Avv. Antonella Rustico, i nostri consulenti scientifici, il Prof. Pietro Perrino e la Dott.ssa Marina Mariani (Qui il testo in ITALIANOe in INGLESE) e il Dott. Enrico Lucconi (qui il suo testo in italiano. e in inglese)
Le associazioni autrici di questo importante lavoro transdisciplinare di confronto auspicano che il Parlamento Europeo e il Consiglio accolgano l’appello a mantenere un quadro legislativo severo, a tutela della salute pubblica e della libertà di scelta dei cittadini europei.
Chiara Madaro, 26 aprile 2026




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