Lettera al professor Livio Giuliani in risposta a quanto dichiarato su Oasi Sana

 

 

Caro Livio Giuliani non è meglio unire che dividere? O c’è dell’altro?

Ci dispiace constatare come la nostra volontà di chiarire le problematiche sui campi elettromagnetici artificiali partecipando al dibattito in modo del tutto costruttivo e indipendente, peraltro in modo assolutamente volontario e gratuito ed al di fuori di interessi politici o economici, sia stata del tutto fraintesa, come sembra evincersi dalle dure frasi lanciate da Livio Giuliani, famoso combattente in numerose lotte contro l’elettrosmog, in un post diffuso da alcuni social network e da Oasi Sana che sembra accusare noi e ISDE di far parte di complotti, addirittura per alzare i limiti di legge, quando è vero l’esatto contrario[1].

Nel post[2] si afferma, riferendosi al nostro Rapporto sul 5G:

Lasciano credere che il PACE proponga il limite di 0,2 V/m, e omettono di dire che propongono invece il limite di 0,6 V/m, mentre il PACE avanza solo come valore tendenziale quello di 0,2 V/m.”

Ma si legge nel nostro Rapporto.

 “Per tutelare la salute pubblica si rende indispensabile recepire gli studi scientifici più recenti ed attuare quanto indicato dalla Raccomandazione 1815 dell’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa del 2011[3], volta ad abbassare i limiti di esposizione alle radiofrequenza in relazione all’uso privato di telefoni mobili, telefoni DECT (cordless), WiFi, WLAN e WIMAX per computer, Baby Phones a 0,2 V/m sul “lungo termine”, inoltre, come confermato dalle evidenze sperimentali e dal principio di precauzione deve essere portato a 0,6 V/m nell’immediato”.

A titolo di pura informazione, dettagliamo che la Commissione internazionale per la sicurezza dei campi elettromagnetici (ICEMS) sin dal 1999 ha chiesto la diminuzione del limite di legge a 0,6 V/m. La stessa raccomandazione è supportata dai Rapporti del Gruppo Bioinitiative e dalla importantissima monografia ICEMS (curata dallo stesso Giuliani) pubblicata nel 2010[4], nonché dal Consenso di Seletun (2010).

Il professore terminava la sua riflessione sulla perplessità di inviare lo studio Isde – European Consumers ai Sindaci italiani, con la frase:

Quanto a Isde, è stata oggetto di una scalata ostile e i famosi medici per l’ambiente come Burgio se ne sono andati.”

Alla domanda : “in che senso scalata ostile?” posta da una ascoltatrice, il professor Giuliani ha risposto : “Nel senso ufficiale del termine. Quando un nuovo gruppo si impossessa di un ente – in questo caso Isde- sostituendo il precedente gruppo dirigente e fondatore. L’epigenetista Burgio, a lungo tempo “coordinatore scientifico” di Isde, non è un caso, ha dato subito le sue dimissioni.

Un po’ come è successo al Cochrane[5]. In ogni caso questi nuovi dirigenti di Isde, che si alleano ad una poco conosciuta associazione di consumatori “europei”, almeno sull’elettrosmog, sembrano degli orecchianti: a cominciare dalla castroneria che dicono sulla Risoluzione PACE 1815/1999 del Consiglio d’Europa. Castroneria per omissione.

Lasciano credere che il PACE proponga il limite di 0,2 V/m, e omettono di dire che propongono invece il limite di 0,6 V/m, mentre il PACE avanza solo come valore tendenziale quello di 0,2 V/m. Basta leggere la Risoluzione sul sito del Consiglio d’Europa (c’è in italiano, poche pagine, non serve leggere gli allegati)”

Affermano che il limite di 0,6 V/m è stato proposto da Bioinitiative e invece è stato proposto dalla Conferenza di Salisburgo “Cell Tower Siting”, giugno 2000 (si veda il sito del Land di Salisburgo, ovvero quello dell’ICEMS, che ne riporta la risoluzione, per parte Italiana firmata dal dott. Fiorenzo Marinelli e da me) ed è stato rilanciato dalla Conferenza di Catania (settembre 2002) istitutiva dell’ICEMS (www.icems.eu) quattro anni prima che nascesse Bioinitiative”.

E, infatti, nel rapporto[6] si può leggere:

Concordiamo, sulla base dei dati relativi alla salute umana e ambientale raccolti nei rapporti ICEMS 2010 e Bioinitiative 2012, con la Conferenza di Salisburgo “Cell Tower Siting”, con la Conferenza di Catania (settembre 2002) istitutiva dell’ICEMS e la maggior parte delle Associazioni impegnate nella lotta all’elettrosmog che sia necessario portare nell’immediato i limiti per esposizione RF cumulativa all’aperto dagli attuali da 6 V/m a 0,6 V/m e a 0.3-0.6 nanowatt per centimetro quadro[7] e 0.2 V/m in ambienti interni[8]. Sulla base di un ampio numero di studi le intensità dei campi nelle zone dedicate al riposo notturno devono essere quanto più basse possibile anche al di sotto di 0.05 V/m.””

Come abbiamo detto sopra, non ci sembra che il prof. Giuliani contraddica nel merito quanto diciamo. Peraltro, il dettaglio dell’origine della proposta di limite pubblicato da Bioinitiative e da vari siti di Associazioni[9] impegnate nel contrasto all’elettrosmog è del tutto secondario rispetto al valore del dato in sé. L’aggiunta della citazione dei pregressi che hanno portato alla conferma della proposta da parte di successivi gruppi di ricerca avrebbe potuto essere posta con ben altro tono, se l’intento fosse stato realmente costruttivo.

L’attacco continua violento:

Ma tutto ciò sarebbe perdonabile se non fosse che la loro diffida alla PA (?) -e la pretesa che il limite di 6 V/m vada rimosso – mostra di non comprendere il quadro normativo italiano né il risk assessment alla base delle affermazioni poco sensate che portano alla pretesa di un limite di 0,2 V/m.”

Da nessuna parte abbiamo scritto di rimuovere il limite di 6 v/mt verso l’alto, come sembra temere Giuliani, ma abbiamo semplicemente fatto notare come vari documenti affermino la necessità, sulla base di dati scientifici, di abbassare ulteriormente tale limite e di emendare la legge in relazione anche all’esistenza di persone a rischio, come propone ad esempio Europaem.

Riguardo alla nostra diffida ai sindaci[10] scrive:

fa una diffida penale alla PA cui scrive perché estenda la sua stessa diffida a tutte le PA competenti, ma scrive al Sindaco, per adempimenti che riguardano lo Stato (la normativa sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici), come accertato dalla Corte Costituzionale con sentenza 307 del 7 ottobre 2003 e come ribadito più volte dal Consiglio di Stato.

Scrive al Sindaco ma diffida la sua PA – il Comune – dimenticando che la responsabilità penale è personale. È vero che anni fa è stata introdotta la responsabilità penale delle persone giuridiche, ma non si è mai vista una PA, meno che mai un Comune, chiamato a rispondere di una condotta penalmente rilevante.

Pretende pure che la PA indirizzataria estenda la diffida ricevuta ad altre amministrazioni, secondo lui, responsabili, ma non dice quali.

Se fossi il sindaco che la riceve, la sua diffida, gli farei causa per aver procurato un danno erariale pari alla retribuzione relativa al tempo necessario per stracciare e cestinare la sua diffida”.

Vorremo ricordare al prof. Giuliani che i Sindaci sono responsabili della salute dei cittadini; proprio su queste basi li abbiamo diffidati dall’arrecare potenziale danno alla popolazione non intervenendo con un attento monitoraggio della situazione attuale, prima di consentire l’installazione di un significativa quantità di nuovi dispositivi a radioonde a frequenze peraltro a dir poco inquietanti dal punto di vista ambientale. Inoltre una Normativa Generale non contesta di certo una Normativa particolare che comunque senza particolare asprezza, poteva ben essere proposta come aggiuntiva.

Naturalmente, se possibile, estenderemo la diffida, con i miglioramenti costruttivamente proposti da specialisti disposti a collaborare e non a sopraffare, e le azioni legali necessarie a tutti gli amministratori pubblici responsabili nell’esercizio delle loro funzioni di attentato alla salute pubblica, violazione della Costituzione e contaminazione ambientale attraverso l’eccessivo permissivismo a favore dell’aumento esponenziale dei campi elettromagnetici artificiali, già ora troppo elevati.

Ci dispiace che il nostro impegno per la salute pubblica sia condannato invece che essere implementato attraverso un tranquillo confronto dialettico, con l’aggiunta del proprio innegabile bagaglio culturale e scientifico.

Continua il professor Giuliani:

Ma se la sua diffida è così inutile, qual è lo scopo? Questa associazione European Consumers cosa si prefigge? Per conto di chi? Attaccare la normativa italiana dei 6 V/m e quella dei Paesi che hanno seguito l’Italia adottandone il limite – 8 nella UE, Svizzera, Russia e parzialmente Cina – per sostenerne l’inutilità.

Ottima tesi per i Governi, che dal Monti al Gentiloni (inclusa la parentesi Di Maio al Mise) hanno tramato per rimuovere quel limite, voluto dal Parlamento in presenza della combinazione di Buon Governo Bindi-Ronchi nella XIII legislatura, tanto da concordare con l’Agcom la richiesta di rimozione del limite e l’adozione dei 61 V/m -limite previsto dalla Racc. 1999/519/CE- per lo sviluppo del 5G![11]

Ci sembra di capire da quanto rileva il prof. Giuliani che il limite 6 volt/mt sia sufficiente a garantire la salute dei cittadini e a contrastare l’ulteriore implementazione dei campi elettromagnetici conseguente allo sviluppo del 5g e ai nuovi sistemi di contabilità dei consumi (smart meter).

Naturalmente siamo del tutto favorevoli ad un’applicazione della Legge attuale, che il professore peraltro giudica assai disattesa, per bloccare il 5g e favorire interventi dei Sindaci a tutela della Salute pubblica, ad esempio richiedendo adeguate campagne di monitoraggio dello stato di fatto. Sono del resto temi ampiamente trattati nelle conclusioni del nostro Rapporto. Ma di certo non rientra nelle nostre strategie favorire chi vuole portare i limiti addirittura a 61 V/m !!!

Riteniamo, come altre associazioni, che per il Principio di Precauzione e in base al Principio ALARA[12] essendosi aggiunta vasta letteratura scientifica sul danno da esposizione eccessiva a campi elettromagnetici artificiali, devono tendenzialmente essere applicati i limiti più bassi possibili, fermo restando l’applicazione delle tutele attuali in sede giuridica.

Allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica è nostra opinione che il limite di 0,2 v/m tendenziale 0,6 v/m nell’attuale, oltre alle ulteriori specifiche tratte dal rapporto Europaem[13] per cui rimandiamo al nostro Rapporto, siano del tutto auspicabili e dovrebbero rappresentare un obiettivo nel finanziamento della ricerca scientifica, anche riducendo l’uso delle radioonde nel trasporto di informazione e favorendo sistemi a minor impatto come le fibre ottiche, almeno in area urbana. Riteniamo opportuno un atteggiamento costruttivo e sinergico nel condurre le necessarie dure lotte contro l’avanzata dell’elettrosmog e consideriamo negativamente atteggiamenti che tendono a seminare zizzania, anziché aggiungere informazioni.

Ricordiamo che è grazie ai volontari di European Consumers, che continuano ad impegnare tempo e risorse gratuitamente a vantaggio di tutti i cittadini, che gli elettrodotti e le antenne Italia sono state tolte; gli atti e le diffide per conto del Codacons sono stati firmati da Vittorio Marinelli, nostro vicepresidente e Marco Tiberti[14], nostro presidente, con l’ausilio dell’ing. Paolo Cioppa, che purtroppo ci ha recentemente lasciati.

Naturalmente non ci riteniamo “poveri di Spirito che si auto-propongono alla guida del movimento antielettrosmog”; anzi, respingiamo fermamente simili asserzioni. Ci siamo limitati a rispondere alle richieste di centinaia di iscritti e simpatizzanti che ci chiedevano di approfondire la questione in modo indipendente. Il nostro atteggiamento è di apertura e collaborazione con chiunque abbia a cuore la salute umana e non abbiamo mai rivendicato leadership ma, anzi, ci siamo sempre sforzati di edificare paritetiche e costruttive reti neurali.

Citiamo infine, e facciamo nostra, l’affermazione di un Consumatore in una discussione riguardante il sistema legislativo inerente i CEM: “la normativa, assolutamente incomprensibile, è stata fatta apposta per creare una nuova casta di sacerdoti-sapienti che dall’alto del loro esoterismo, dettano formule magiche incomprensibili a chi di lavoro non fa lo scienziato ma il consumatore”.

[1] https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=366385170968577&id=202055544068208

[2] https://oasisana.com/2019/11/23/lindiscrezione-livio-giuliani-tra-la-gazzarra-di-vicovaro-e-lipotesi-di-una-commissione-5g-del-ministero-della-salute/

[3] Assemblea Parlamentare – Consiglio d’Europa Risoluzione 1815 DEL 27 maggio 2011 http://www.elettrosmogsicilia.org/pdf/norme/europa/risoluzione1815_italiano.pdf

[4] ICEMS’ Monograph, “Non-Thermal Effects and Mechanisms of Interaction Between Electromagnetic Fields and Living Matter”, edited by Livio Giuliani and Morando Soffritti for the “European Journal of Oncology” – Library Vol. 5 of the National Institute for the Study and Control of Cancer and Environmental Diseases “Bernardo Ramazzini”, Bologna, Italy, 2010, Part I and Part II.

[5] Sulla questione si veda. https://www.sostenibilitaesalute.org/la-posizione-della-rete-sostenibilita-e-salute-sulla-gravissima-crisi-della-cochrane/

[6] http://www.europeanconsumers.it/wp-content/uploads/2019/09/Rapporto-indipendente-isde_ec-sui-campi-elettromagnetici-1.pdf

[7] BioInitiative Working Group 2012. A Rationale for Biologically-based Exposure Standards for Low-Intensity Electromagnetic Radiation, pag. 26. https://bioinitiative.org/table-of-contents/

Il rapporto BioInitiative 2012 è stato preparato da 29 autori di dieci paesi, dieci (MD), 21 dottorati di ricerca e tre MsC, MA o MPH. Tra gli autori tre ex presidenti della Bioelectromagnetics Society e cinque membri a pieno titolo della BEMS. Partecipano il presidente del Comitato nazionale russo per le radiazioni non ionizzanti ed un consulente senior dell’Agenzia europea dell’ambiente. Per la lista dei partecipanti si veda: https://bioinitiative.org/participants/

[8] Si veda anche: Iniziativa dei cittadini europei: “Radiazioni elettromagnetiche”. http://www.associazioneacu.org/wp-content/uploads/sites/4/2014/02/European-Manifesto-Vers.-Italian_Final.pdf. Raccomandati anche dai punti 8.2.1 del 1815 PACE Resolution 2011

[9] https://www.ilmamilio.it/m/it/attualita/primo-piano/38422-antenne,-la-relazione-del-comitato-tutela-ambiente-sulle-emissioni-29-i-siti-rilevati.html;

[10] http://www.europeanconsumers.it/2019/09/14/european-consumers-diffida-comuni-e-governo-sui-campi-elettromagnetici-e-il-5g/

[11] https://www.facebook.com/grazia.ruggiero.1088/posts/144189486808753

[12] Ogni esposizione alle radiazioni deve essere tenuta tanto bassa quanto è ragionevolmente ottenibile sulla base di considerazioni sia economiche sia sociali.

[13] LINEE GUIDA DI EUROPAEM 2016 per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle malattie e dei problemi sanitari legati ai C.E.M.

http://www.isde.it/wp-content/uploads/2018/03/EUROPAEM_EMF_2016_Italiano.pdf

[14] Vedi ad es. https://codacons.it/le-antenne-della-discordia/; https://codacons.it/comitato-e-codacons-a-braccetto-per-convincere-il-comune-a-fare-marcia-indietro-sullantenna-h3g/; https://codacons.it/il-codacons-contro-i-ripetitori-di-calcariola/

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