Bibbiano: la chiusura delle indagini conferma le accuse, le evidenze ci sono ma la stampa dorme

 

Nel silenzio più assordante si sono affievolite le attenzioni sul sistema Bibbiano che, oltre alla drammaticità dei fatti in se, come abbiamo ricostruito[1], denunciava grandi falle normative nel sistema di tutela dei minori, a cominciare dai gravi conflitti di interessi verificatesi in vari Tribunali.

Lo scandalo di Bibbiano è un’evidenza del sistema marcio e malato che riguarda l’affidamento di minori provenienti da supposte “condizioni disagiate” e destinati ad alimentare le reti di efficienti business, per altro senza che esista un serio supporto normativo che giustifichi il prelievo dalla famiglia del bambino contro la sua volontà.

Questo sistema è nato nei primi anni novanta su iniziativa di centri privati di assistenza minorile, i cui professionisti entravano in tribunale come periti del pubblico ministero o del giudice. Quindi il conflitto di interesse era già determinato a priori e da anni denunciato[2].

Fino agli anni novanta non esisteva in Italia una dottrina specifica sulle forme di violenza all’infanzia, ma solo linee guida sulla violenza alle donne. Dopo la legge Turco n.328/2000 che regolamenta i servizi sociali[3] comuni e aziende sanitarie entrano nel Sistema Minori. In quasi 15 anni vengono tolti tra i 30.000 e i 50.000 bambini alle famiglie in tutta Italia con un costo per bambino al giorno che varia dai 150 euro ai 400 euro in casa famiglia o comunità private. Un indotto importante per moltissimi professionisti privati, senza che vi siano cifre certe del movimento economico o una lista pubblica che raccolga case famiglie, comunità private e cooperative collegate[4].

Nel 2013 il giudice del Tribunale dei Minorenni di Bologna, dott. Francesco Morcavallo denuncia alla trasmissione “Mattino cinque” con Federica Panicucci, i metodi e le azioni di questo sistema. Dice che non esiste un supporto normativo che giustifichi il prelievo dalla famiglia del bambino contro la sua volontà, che ci sono 35.000 bambini e ragazzi ricoverati nelle strutture dedicate, con un movimento di circa 1.000.000.000 e mezzo di euro all’anno, e che il CSM pur essendo informato, non si è mai speso per i cittadini in tal senso[5].

La normativa del CSM dovrebbe impedire che membri della commissione giudicante siano anche, in conflitto di interesse, responsabili della gestione di strutture d’accoglienza dove i minori sottratti alle famiglie sono internati. Di fatto, come denunciato per primi dalle Iene in una trasmissione del 21 maggio 2014[6] ci sono stati decine di casi di palese conflitto d’interesse in cui un giudice onorario, che decide l’allontanamento del bambino dai genitori, è anche gestore di case famiglia. L’intervistatore delle Iene ha consegnato il fascicolo dell’inchiesta al Segretario del Consiglio Superiore della Magistratura che, intervistato, ha dichiarato che sarebbe stato preso in considerazione e che entro un mese e mezzo le Iene avrebbe avuto risposte a proposito.

Nel marzo 2015 il settimanale Panorama ha rivelato che nei 291 Tribunali per i minorenni italiani, e nelle Corti d’appello minorili, su un migliaio di magistrati “onorari”, ben 156 giudici onorari nei Tribunali, più 55 nelle Corti d’appello, operavano in pieno conflitto d’interessi. 211 giudici, che ogni giorno decidono sull’affidamento di bambini a una casa-famiglia o a un centro per la protezione dei minori, dipendono da quelle stesse strutture, prestano loro consulenza; in altri casi hanno contribuito a fondarle, o ne sono soci, fanno parte dei loro consigli d’amministrazione[7][7].

Nell’ottobre 2015, dopo la campagna d’opinione condotta da Panorama, il Csm aveva emanato una circolare che stabiliva criteri d’incompatibilità: veniva deciso che non possa diventare giudice onorario minorile chi amministra o lavora a qualunque titolo in centri d’affido o in strutture dove l’autorità giudiziaria inserisce i minori, e per i funzionari dei servizi sociali comunali.

L’ombra di tali conflitti di interesse grava anche su orribili tragedie: a Veleno, nella Bassa Modenese, 16 minori furono sottratti alle famiglie nel ’97 per il sospetto che fossero utilizzati in riti satanici con omicidi rituali: la giustizia penale non se ne occupò mai. Non c’erano prove dell’esistenza di una setta, ma i bambini furono portati via e nessuno tornò dai suoi genitori. Sintomatico è che due degli assistenti sociali che gestirono il primo caso sono indagati per le vicende della Val D’Enza e della Onlus Hansel e Gretel che ne gestiva i servizi.

Tornando a Bibbiano ricordiamo che tra i principali arrestati ci sono Claudio Foti, psicoterapeuta, anche lui della onlus Hansel e Gretel e la moglie, Nadia Bolognini, psicoterapeuta, il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, accusato di abuso d’ufficio e falso. Indagati ci sono la dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val D’Enza, Federica Anghinolfi e l’assistente sociale Francesco Monopoli, agli arresti domiciliari, che avrebbero gestito il sistema di affido illecito dei bambini. Sono indagati gli ex sindaci di Montecchio Emilia e Cavriago, Paolo Colli e Paolo Burani, in carica all’epoca dei fatti. Domenica il Corriere della Sera ha scritto che i casi di affido su cui sono in corso verifiche sono diventati complessivamente settanta. Fino ad adesso non vi è stata nessuna assoluzione.

Per quanto riguarda Claudio Foti è accusato di aver manipolato la testimonianza di una ragazza durante le sedute di psicoterapia, e di abuso d’ufficio in concorso perché sarebbe stato consapevole che le sedute dovevano essere bandite con un concorso e non affidate direttamente: per lui gli arresti domiciliari sono stati successivamente revocati, ed è stato disposto l’obbligo di dimora a Pinerolo.

Il 9 dicembre 2019 i carabinieri del nucleo investigativo di Reggio hanno infatti dato esecuzione a Pinerolo (Torino) a un’ordinanza cautelare interdittiva nei suoi confronti, emessa il 6 dicembre scorso dal gip del tribunale di Reggio, che dispone per Foti il divieto per sei mesi di esercitare l’attività professionale di psicologo-psicoterapeuta nei confronti di soggetti (pazienti o clienti) minorenni. Il provvedimento è stato assunto in ordine al capo di imputazione secondo cui il terapista avrebbe sottoposto una minore a «sedute serrate, attraverso modalità suggestive e suggerenti, con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale» per ingenerare in tal modo in capo alla minore «il convincimento di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal socio»[8].

E, così facendo, «radicando nella minore un netto rifiuto nell’incontrare il padre», che è stato dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale. La nuova misura cautelare è stata decisa dopo una serie di indagini successive all’esecuzione dell’ordinanza cautelare del 27 giugno scorso, quando per Foti erano scattati gli arresti domiciliari, revocati il 18 luglio dal tribunale del Riesame di Bologna e commutati nell’obbligo di dimora nel comune di residenza (Pinerolo).

Il materiale video prodotto, analizzato da un consulente tecnico della procura reggiana, risulta, in maniera antitetica a quanto prospettato dalla difesa, un chiaro ed inequivocabile sostrato probatorio a sostegno delle ipotesi accusatorie.

Per quanto riguarda la psicologa Bolognini, sostiene la procura, che dal settembre del 2017 a dicembre del 2018 voleva convincere una bambina di aver subito atti sessuali da parte del padre e da un gruppo di amici di lui. Per farlo, aveva messo in piedi tecniche di persuasione vicine a riti di stregoneria, più che a regole terapeutiche riconosciute: “convinceva e ribadiva più volte e con convinzione alla bambina che all’interno del suo corpo, a seguito degli abusi e dei maltrattamenti assertivamente subiti, si era creata una doppia personalità malvagia che riusciva a prendere il sopravvento sulla “parte buona” inducendola a compiere atti aggressivi e ingiuriosi nei confronti dei coetanei; effettuava, inoltre, anche una sorta di atto esorcistico in cui tentava di interloquire con tale entità malvagia presente nella bambina, chiedendo che quest’ultima autorizzasse “fisicamente” la bambina a rispondere alle sue domande muovendo una parte del corpo”[9].

La procura trascrive alcuni incontri tra Nadia Bolognini e una minore. “Fomentava i racconti riportati alla terapeuta dall’affidataria, inerenti incredibili omicidi plurimi e riti sessuali di gruppo su bambini da parte di uomini mascherati, amici del padre, avvenuti la notte di Halloween (con il sangue dei bambini sarebbero stati poi truccati i bambini presenti ai fatti, i quali venivano poi accompagnati in giro presso altre abitazioni per il consueto rito “dolcetto scherzetto”). A queste storie la psicologa attribuiva la prova degli abusi subiti dalla bambina. Erano questi, secondo Bolognini, i momenti atroci che la piccina nascondeva nella propria memoria. La riprova “di ciò che di sadico e tremendo la bambina aveva vissuto in passato, ormai in parte dimenticato”.

Dopo aver raccontato le oscenità del gruppo di pedofili la psicologa “ribadiva sistematicamente alla bambina del pregiudizievole vissuto presso l’abitazione dei relativi genitori, sottolineando che la sua era una ‘famiglia di merda’”. Ora Nadia Bolognini dovrà rispondere a ventuno capi d’accusa, intesi come episodi nei quali la procura ha ravvisato dei reati, tra cui, la frode processuale (https://www.ilgiornale.it/news/cronache/bibbiano-quegli-esorcismi-praticati-su-minore-vincerla-falsi-1812706.html).

Andrea Carletti, ex sindaco di Bibbiano, quasi santificato dai mass-media, risulta ancora indagato per concorso in abuso di ufficio per aver «omesso di effettuare una procedura a evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di psicoterapia che aveva un importo superiore a 40mila euro», procurando intenzionalmente «un ingiusto vantaggio patrimoniale al centro studi Hansel e Gretel»e sottoposto a obbligo di dimora[10]. Carletti risponde di irregolarità sull’affidamento del servizio sociale. Secondo la Procura di Reggio Emilia contribuì a rendere possibile lo stabile insediamento di terapeuti della onlus Hansel e Gretel all’interno dei locali della struttura pubblica ‘La Cura’, pur consapevole dell’assenza di una procedura ad evidenza pubblica e dell’illiceità del sistema. Avrebbe inoltre sostenuto, “nella permanenza di tali illecite condizioni” la attività e l’ampliamento delle attribuzioni a favore del centro studi anche attraverso pubblici convegni organizzati a Bibbiano[11].

Federica Anghinolfi molto candidamente in un intervista a “Fuori dal Coro” ha affermato “«Io quello che facevo è quello che ho fatto … io non facevo il bene, io facevo quello che l’istituzione mi chiedeva di fare”[12]. È stata licenziata a gennaio dai servizi sociali dell’Unione val d’Enza insieme a Francesco Monopoli. Basandosi sugli accertamenti investigativi emersi dalle ordinanze del Procura emiliana e del Giudice per le indagini preliminari, l’organo competente ha stabilito che “I loro comportamenti messi in essere, anche in collaborazione tra i due soggetti, sono tesi a fare pressioni su colleghi e soggetti esterni per giungere a sentenze al tribunale dei minori di Bologna tese ad allontanare i minori dalle famiglie di origine per darli in affidamento”.

Cinzia Magnarelli, assistente sociale, tra gli indagati del caso Bibbiano, è stata subito sanzionata perché ha confessato di falsificare le relazioni per gli affidi e ha aiutato gli inquirenti a costruire i metodi utilizzati dal team[13]. Restano in piedi nei suoi confronti le accuse di falso ideologico, frode processuale, violenza privata e tentata estorsione. Dalla sua confessione al Gip Luca Ramponi, l’assistente sociale ha puntato il dito contro Federica Anghinolfi[14].

Francesco Monopoli è agli arresti domiciliari con l’accusa di aver praticato il “lavaggio del cervello” ai minori attraverso diverse metodologie (compreso il travestimento da “mostro” per rappresentare i loro genitori). In un caso in una relazione datata 7 giugno avrebbe inserito tra virgolette delle frasi mai pronunciate da una bambina: “Mia mamma non fa più da mangiare perché dice che papà non le dà i soldi per la spesa”, e nello stesso documento si riferiva che nell’abitazione era stato trovato “cibo avariato lasciato sui mobili da diversi giorni”, circostanza che un sopralluogo dei Carabinieri avrebbe smentito. Lo stato di abbandono “morale e materiale” della bambina veniva  attribuito al padre, omettendo di spiegare che, come riferito da una vicina di casa ascoltata dai militari, era a Parma e non sapeva che la figlia fosse a casa da sola[15].

Anghinolfi e Monopoli, arrestati subito dopo lo scandalo, sono rimasti agli arresti domiciliari fino al dicembre scorso quando il Gip ha revocato la misura cautelare nei loro confronti ma ha disposto il divieto di esercitare la professione per un anno. Entrambi restano indagati per false relazioni e depistaggio.

Gli ex sindaci di Montecchio Emilia e Cavriago, Paolo Colli e Paolo Burani sono ancora accusati del reato di «falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici».

Il 20 gennaio è stata dichiarata la fine delle indagini le forze dell’ordine hanno raccolto tutti gli elementi che ritengono necessari e si apprestano a chiedere il rinvio a giudizio per le persone che ritengono implicate nell’impianto accusatorio. L’avviso di fine indagini è stato notificato a 26 persone e tra loro c’è anche il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti. Sono uscite dall’inchiesta solo tre persone: il direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia Fausto Nicolini, la dirigente della Comunicazione dell’Azienda sanitaria Federica Gazzotti e l’ex sindaco di Cavriago Paolo Burani.

Il procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco Mescolini ha dichiarato:

“La massiccia attività istruttoria svolta successivamente all’esecuzione della misure cautelari, attraverso l’escussione di ulteriori persone informate sui fatti, le nuove consulenze tecniche svolte, gli interrogatori resi da alcuni degli indagati, appositamente corroborati da mirati riscontri e, non da ultimo, l’analisi del materiale informatico e documentale in sequestro anche a seguito di alcune udienze davanti al Gip e in contraddittorio tra le parti ha consentito non solo di confermare le ipotesi accusatorie già riconosciute dal Gip in fase cautelare, di integrare il quadro probatorio in relazione a talune non riconosciute dal Gip stesso in fase di emissione misura e anche di individuare nuove fattispecie”.

Quindi l’impalcatura accusatoria è del tutto solida, ma i giornali evidentemente non lo vogliono tenere presente.

Note

[1] http://www.europeanconsumers.it/2019/08/03/bibbiano-non-un-caso-isolato-ma-punta-di-un-iceberg/

[2]   Genesi e sviluppo del”sistema Bibbiano https://scenarieconomici.it/genesi-e-sviluppo-delsistema-bibbiano-di-valentina-morana/ 

[3] Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00328l.htm

[4]Genesi e sviluppo del”sistema Bibbiano  https://scenarieconomici.it/genesi-e-sviluppo-delsistema-bibbiano-di-valentina-morana/

[5] Proteggiamo nostri figli!!!! Bisogna cambiare la legge! https://www.facebook.com/watch/?ref=external&v=440847316495003

[6] Come funziona il business dei bambini

https://www.iene.mediaset.it/video/viviani-come-funziona-il-business-dei-bambini_67774.shtml

[7] Tribunali dei minori: fermate lo scandalo dei giudici onorari “incompatibili” http://www.affaritaliani.it/blog/zoom/tribunali-dei-minori-stop-allo-scandalo-dei-giudici-onorari-incompatibili-565750.html

[8] Angeli e Demoni, nuovi guai per Claudio Foti: per 6 mesi non potrà avere pazienti minori https://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2019/12/09/news/angeli-e-demoni-nuovi-guai-per-lo-psicoterapeuta-claudio-foti-sospeso-per-6-mesi-dalla-professione-1.38188941

[9] Bibbiano, quegli esorcismi sulla minore per convincerla di falsi abusi sessuali di gruppo https://www.ilgiornale.it/news/cronache/bibbiano-quegli-esorcismi-praticati-su-minore-vincerla-falsi-1812706.html

[10] Caso Bibbiano, lo scandalo che sta scuotendo l’Italia https://metropolitanmagazine.it/caso-bibbiano-politica/

[11] Bibbiano, Andrea Carletti tra i 26 avvisi di fine indagine per Angeli e Demoni https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/bibbiano-andrea-carletti-1.4979642

[12] Caso Bibbiano, Federica Anghinolfi. “Facevo ciò che mi veniva chiesto” https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/anghinolfi-bibbiano-1.4993819; https://www.reggionline.com/inchiesta-affidi-anghinolfi-quello-mi-chiedeva-listituzione-video/#/?playlistId=0&videoId=0

[13] Licenziati Federica Anghinolfi e Francesco Monopoli: assistenti sociali al centro del caso Bibbiano https://www.fanpage.it/attualita/licenziati-federica-anghinolfi-e-francesco-monopoli-assistenti-sociali-al-centro-del-caso-bibbiano/

[14] “Bambini, tremate! L’assistente sociale di Bibbiano è stata reintegrata al lavoro” https://www.bufale.net/bambini-tremate-lassistente-sociale-di-bibbiano-e-stata-reintegrata-al-lavoro/; 

Bibbiano, licenziata l’assistente sociale che ha confessato  https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/bibbiano-licenziata-assistente-sociale-confessato-131168/

[15] Francesco Monopoli, chi è: età e storia dell’assistente sociale arrestato. https://www.viagginews.com/2019/07/03/francesco-monopoli-chi-e-assistente-sociale-arrestato/

Una risposta

  1. Un altro bambino di “Bibbiano” (invero dello stesso Tribunale distrettuale quello dell’Emilia-Romagna in Bologna ma abitante altrove) è tornato a casa con Decreto definitivo 30 aprile 2020 dopo una lotta durata 3 anni che ha portato anche gli stessi Giudici e il Cancelliere del TribMin davanti al GIP di
    Ancona a gennaio 2020 che ha insabbiato sostenendo che la “presunzione di conoscenza” di un mai notificato decreto provvisorio di affido – contro ogni previsione di Legge come ribadito da Cassazione con Sentenza n. 6319 del 21 marzo 2011 – fosse sufficiente per far decadere il reato di omissione di atti d’ufficio. Purtroppo è un sistema diffuso ma su cui non si farà mai luce, salterebbero teste troppo grosse perché i servizi sociali dipendono da un assessore nominato da un sindaco che a sua volta è espresso da un partito politico.

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