Continuano le distruzioni di habitat protetti nei siti di importanza comunitaria: il caso dei Colli Asolani

 

È giunta una segnalazione ad European Consumers dell’ennesimo attacco alle aree protette italiane: un vigneto abusivo realizzato senza la prevista VINCA in un Habitat di interesse comunitario [6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)] dell’area di tutela ZSC IT3240002 Colli Asolani in Comune di Monfumo. Si tratta di un territorio destinato alla produzione del vino Prosecco, attività che nelle modalità realizzate in Veneto abbiamo già identificato e denunciato come ad alto impatto[1].

Alcuni residenti dopo equivoche risposte ricevute sia dall’Amministrazione Comunale di Monfumo che dagli Uffici Regionali competenti hanno segnalato l’abuso al Ministero dell’Ambiente il quale ha incaricato in data 14/12/2020 la Direzione Generale per il Risanamento Ambientale del Ministero, competenti in materia di gestione dei contenziosi in tema di danno ambientale anche allo scopo di acquisire un parare tecnico da parte dell’ISPRA per valutare gli eventuali atti da adottare.

Per l’Amministrazione Comunale di Monfumo simili interventi, anche se effettuati in area SIC, non necessitano della Valutazione di Incidenza Ambientale e sono riconducibili a normale attività agricola suscettibile di qualsiasi cambio colturale a prescindere dalla Normativa Europea e dalla conservazione degli Habitat, rischiando di innescare altre attività di distruzione di Habitat nella zona e rappresentando un pericoloso precedente anche a livello nazionale.

L’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE è il riferimento chiave per la conservazione degli habitat e delle specie ed il raggiungimento degli obiettivi previsti all’interno della rete Natura 2000.

In particolare, i paragrafi 3 e 4 relativi alla Valutazione di Incidenza (VIncA), dispongono misure preventive e procedure per valutare i possibili effetti negativi, “incidenze negative significative”, determinati da piani e progetti non direttamente connessi o necessari alla gestione di un Sito Natura 2000, definendo altresì gli obblighi degli Stati membri in materia di Valutazione di Incidenza e di Misure di Compensazione. Infatti, ai sensi dell’art.6, paragrafo 3, della Direttiva Habitat, la Valutazione di Incidenza rappresenta lo strumento Individuato per conciliare le esigenze di sviluppo locale e garantire il raggiungimento degli obiettivi di conservazione della rete Natura 2000.

La valutazione di Incidenza è pertanto il procedimento di carattere preventivo al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano, programma, progetto, intervento od attività (P/P/P/I/A) che possa avere incidenze significative su un sito o proposto sito della rete Natura 2000, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti e tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso.

Per quanto riguarda l’ambito geografico, le disposizioni dell’articolo 6, paragrafo 3 non si limitano ai piani e ai progetti che si verificano esclusivamente all’interno di un sito Natura 2000; essi hanno come obiettivo anche piani e progetti situati al di fuori del sito ma che potrebbero avere un effetto significativo su di esso, indipendentemente dalla loro distanza dal sito in questione (cause C-98/03, paragrafo 51, C-418/04, paragrafi 232, 233).

Conseguentemente, sulla base dell’illecita violazione delle normative, in un esposto presentato nel marzo 2020 alla direzione generale del Ministero dell’Ambiente da 5 cittadini del Comune di Monfumo, si espone la cronologia dei fatti in riferimento alla corrispondenza intrattenuta dagli esponenti con i vari enti interessati. A seguito dell’esposto il Ministero ha chiesto chiarimenti alla Regione Veneto e al Comune di Monfumo e ha incaricato la stazione carabinieri forestali di Asolo di verificare l’abuso.

In esito alla richiesta ministeriale la regione Veneto ha sospeso ogni parere relativo alla pratica in oggetto, confermando la mancanza della valutazione di incidenza ambientale e appellandosi al fatto che ogni decisione spetta al Ministero stesso.

Il Comune di Monfumo, che sotto il profilo giuridico ne avrebbe avuta la competenza, ha comunicato al Ministero che la realizzazione di un vigneto in ZSC non necessita di alcuna autorizzazione (nemmeno della VINCA) in quanto trattasi di normale attività agricola consentita dalle norme. I carabinieri forestali hanno confermato la totale compromissione dell’habitat.

A riguardo, si informa che con nota prot. n. 105149 del 16.12.2020, la Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente ha trasmesso ad Ispra la documentazione fornita dalla DG PNA ed ha chiesto di procedere ad un approfondimento tecnico per verificare e quantificare, il danno ambientale derivante dall’impianto del predetto vigneto all’interno della ZSC IT3240002 “Colli Asolani” nel Comune di Monfumo.

Sulla base di quanto sopra l’esponente ha chiesto alla direzione del Ministero dell’Ambiente di essere notiziato sullo stato della pratica. Richieste inevase dal Ministero, tanto da indurre a rivolgersi a uno studio legale esperto in diritto amministrativo e ambientale per accelerare la pratica.

European Consumers si augura che il Ministero, sulla scorta della consulenza tecnica dell’ISPRA, imponga il dovuto ripristino dell’area e applichi le sanzioni stabilite dalla Legge e continuerà a seguire questo ennesimo attacco alle normative a tutela della qualità degli habitat e delle specie che li abitano, riservandosi di esercitare le opportune pressioni anche legali e in sede comunitaria nei riguardi degli enti coinvolti.

Cronologia

  • In data 25/03/2017 sei cittadini del Comune di Monfumo, tutti residenti in prossimità delle aree citate, segnalano al Comune di Monfumo, al Comando Stazione Carabinieri Corpo Forestale di Asolo e del Monte Grappa, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso e alla Regione Veneto Area Tutela e Sviluppo del Territorio la presunta violazione delle norme di tutela delle zone SIC e delle norme a tutela del paesaggio, eccependo sulla legittimità del nulla osta rilasciato dal Comune alla ditta Rugolo Mirko per la realizzazione ed impianto di un nuovo vigneto sui mappali in questione. A fronte di quanto segnalato, il Comune risponde in modo evasivo e sostenendo che trattandosi di normale attività agricola l’intervento non necessitava di alcun titolo autorizzativo dal punto di vista della tutela paesaggistica e non esperiva nessuna attività di indagine relativamente alla distruzione dell’Habitat 6510 che nel frattempo si stava concretizzando.
  • In data 18/04/2017 a seguito della risposta del Comune, si presenta un ulteriore esposto integrando con indicazioni più precise e con documentazione fotografica l’entità dei lavori eseguiti sui terreni in questione puntualizzando le opere di pesante sbancamento eseguite in precedenza con modifica permanente dello stato dei luoghi e individuando a mezzo cartografia i poligoni di Habitat 6510 completamente distrutti e compromessi mediante la completa rimozione del cotico erboso.
  • In data 26/07/2017 il Comune risponde alla Regione Veneto Area Tutela e Sviluppo del Territorio Direzione Pianificazione Territoriale e per conoscenza alla Provincia di Treviso Unità Operativa Tutela del Paesaggio, alla Procura della Repubblica, al Comando Stazione dei Carabinieri Corpo Forestale di Asolo e del Grappa e alla Regione Veneto Direzione Commissioni Valutazioni ricostruendo l’intera vicenda  e sostenendo che “se gli interventi inerenti l’esercizio dell’attività agro-silvo-pastorale non comportano l’alterazione permanente dello stato dei luoghi con la realizzazione di costruzioni edilizie o con altre opere civili e se tali interventi non alterano l’assetto idrogeologico del territorio, non sono soggetti alla richiesta ed al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica prevista dall’Articolo 146 del Decreto Legislativo 22/01/2004 numero 42”. Relativamente alla distruzione dell’Habitat 6510 il responsabile dell’Ufficio Tecnico afferma che “ferme restando le competenze della Direzione Pianificazione Territoriale Regionale, la trasformazione in vigneto di detti terreni non è vietata”.

Nessuna menzione circa l’omessa valutazione di Incidenza Ambientale prevista dalle norme.

  • In data 14/06/2017 la Direzione Commissione Valutazioni chiede conto in merito all’assolvimento degli obblighi in materia di Valutazione di Incidenza Ambientale al Comune di Monfumo.
  • In data 19/06/2017 Il Comune chiede al Sig. Rugolo Mirko in qualità di procuratore generale della Signora Helen Selle la presentazione della Valutazione di Incidenza.
  • In data 30/06/2017 il Settore Ambiente e Pianificazione Territoriale della Provincia di Treviso conferma al Comune di Monfumo, alla Regione Veneto, alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri Forestali Veneto Stazione Asolo e Monte Grappa che non sussistono elementi per intervenire ai Sensi degli Articoli 27-31 del DPR 380/2001 circa la presunta attività illegittima. Nella risposta la Provincia cita la relazione del Responsabile Urbanistica del Comune di Monfumo, la documentazione fotografica allegata e l’esito di un sopralluogo effettuato in loco a lavori ultimati. È di tutta evidenza, a parere dello scrivente, che, né il Comune né tanto meno la Provincia si sono preoccupati di effettuare il benché minimo controllo dello stato dei luoghi prima dei lavori e si siano limitati a prendere atto della situazione finale. (La documentazione fotografica si riferisce ai lavori conclusi).
  • In data 18/08/2017 il Sig. Rugolo Mirko fa presente al Comune di Monfumo, alla Regione Veneto Struttura di Progetto Strategia regionale della Biodiversità e dei Parchi, alla Direzione Commissioni Valutazioni e ai Carabinieri Forestali Stazione di Asolo e del Monte Grappa che “la Procedura di Valutazione di Incidenza ha carattere endoprocedimentale rispetto al procedimento amministrativo di approvazione del piano, progetto o intervento cui inerisce. Poiché l’impianto delle barbatelle è già stato portato a termine la redazione della Valutazione di Incidenza assume un carattere anacronistico …”. Afferma inoltre che, contrariamente a quanto avvenuto, “nel caso specifico l’impianto del vigneto è stato eseguito senza arature o movimenti terra ma, semplicemente dissodando la larghezza necessaria per la messa a dimora delle barbatelle, per cui è stato conservato il cotico erboso originario nelle interfila”. Affermazione questa assolutamente non veritiera.

Il Comune in qualità di Organo Competente in materia di Vigilanza avrebbe dovuto adottare tutti gli atti e i provvedimenti previsti dalla normativa. Si evidenzia che un tempestivo intervento da parte del Comune avrebbe impedito la distruzione dell’Habitat.

  • In data 06/05/2019 constatato che il vigneto non viene rimosso e che sono anche iniziati i trattamenti con prodotti fitosanitari e pesticidi diffidiamo ancora una volta il Comune affinché siano adottati tutti i provvedimenti previsti dalla normativa in materia di vigilanza.

La risposta del Comune è come al solito evasiva, indicando la Regione Veneto quale Ente competente in materia.

  • In data 12/06/2019 il Dott. Forestale ed Ambientale Diego Sonda su incarico del Dott. Mirko Rugolo chiede di attivare iter procedurale per l’ottenimento di un’eventuale modifica cartografica dell’Habitat 6510 nel quale è stato posto a dimora il nuovo vigneto.
  • In data 12/06/2019 si segnala al Dott. Soccorso, Direttore della U.O. Commissioni VAS VINCA NUVV, la realizzazione dei lavori in assenza di VINCA.
  • In data 14/06/2019 il Dott. Soccorso risponde che ha trasferito gli atti alla U.O. Strategia Regionale della Biodiversità e dei Parchi per il seguito di competenza.
  • In data 11/07/2019 i cittadini scrivono al Dott. Viti, Direttore della U.O. Strategia Regionale della Biodiversità e dei Parchi per ribadire ancora una volta i fatti in oggetto e per segnalare i lavori eseguiti in assenza di VINCA. Inviamo sempre al Dott. Viti in allegato la relazione/parere eseguita per nostro conto dal Perito Agr. Sozza Dott. Fabio relativo all’illecito segnalato.
  • In data 02/08/2019 il Dott. Viti risponde che “la competenza del procedimento in argomento-autorizzazioni, VINCA, eventuali rispristini- è complessivamente in capo all’amministrazione comunale interessata”.

Da informazioni assunte presso gli uffici comunali e regionali sembra che la Giunta Regionale Veneta si appresti a modificare la cartografia dell’Habitat interessato con il supporto del Comune di Monfumo e delle Commissioni Regionali.

 Note

[1] Si veda ad es.: Paesaggio certificato, prosecco allargato e albergo diffuso: un devastante percorso veneto. https://www.europeanconsumers.it/2019/12/29/paesaggio-certificato-prosecco-allargato-e-albergo-diffuso-un-devastante-percorso-veneto/; Certificazione Colline del Prosecco – Omissioni ed errori nei documenti degli esperti. https://www.europeanconsumers.it/2019/06/22/certificazione-colline-del-prosecco-omissioni-ed-errori-nei-documenti-degli-esperti-10-6-2019/; Continua la lotta contro i veleni del prosecco: Quarta convocazione plenaria del Prefetto di Treviso per il 28.2.2019 su Prosecco e Sostenibilità. https://www.europeanconsumers.it/2019/03/01/continua-la-lotta-contro-i-veleni-del-prosecco-quarta-convocazione-plenaria-del-prefetto-di-treviso-per-il-28-2-2019-su-prosecco-e-sostenibilita/; Continua la guerra del prosecco: solidarietà di European Consumers a cittadini e associazioni. https://www.europeanconsumers.it/2019/01/12/continua-la-guerra-del-prosecco-solidarieta-di-european-consumers-a-cittadini-e-associazioni/; DOCG prosecco – Sprechi per sovrapproduzione fuori controllo e torrenti inquinati dalle cantine. https://www.europeanconsumers.it/2018/10/08/docg-prosecco-sprechi-per-sovrapproduzione-fuori-controllo-e-torrenti-inquinati-dalle-cantine/; Pubblicata la ricerca European Consumers-PAN Italia Analisi ecologica del protocollo DOCG prosecco 2018. https://www.europeanconsumers.it/2018/07/12/pubblicata-la-ricerca-european-consumers-pan-italia-analisi-ecologica-del-protocollo-docg-prosecco-2018/

 

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