Sperimentazione di gregge e piattaforme vaccinali Covid-19 a confronto. Autorizzate ma non Approvate: un funesto malinteso.

Il disease mongering è una delle tecniche ideate dai colossi farmaceutici per contrastare le perdite dovute alla concorrenza malgrado il marketing aggressivo. Letteralmente ha a che vedere con la ‘creazione di coscienza sulla malattia’: si identifica una situazione sensibile per il pubblico, si spinge sul sistema informativo, si crea il problema e la soluzione al problema[1]. Le logiche e le strategie di questi attori transnazionali in un mondo globalizzato nulla hanno a che vedere con gli interessi dei paesi in cui intervengono. Nell’epoca ‘post-internazionale’ gli Stati-Nazione si trovano anzi a dover competere con gruppi industriali che dispongono di maggiore rapidità decisionale, maggiore disponibilità al rischio e maggiori risorse[2]. La narrativa pandemica che si sta dipanando sotto ai nostri occhi offre in tal senso elementi di osservazione e criticità senza precedenti per l’Occidente inducendo a sottoporsi a sperimentazione genica migliaia di persone in maniera più o meno volontaria e più o meno inconsapevole sui possibili effetti avversi.

 

Approvazione vs Autorizzazione: un malinteso fondamentale

Secondo lo scienziato Peter Doshi (Bmj)[3] dovrebbe essere chiaro che centinaia di migliaia di cittadini di tutto il mondo si stanno vaccinando sulla base di un malinteso, pensando che le sostanze in uso siano state ‘approvate’ ma non è così. Questi farmaci sono solo stati, invece, ‘autorizzati’, che è diverso e tecnicamente l’uso rimane di tipo ‘investigativo’. Quindi di fatto non esiste alcun vaccino approvato dall’FDA contro il COVID-19[4]. Questa differenza che è sostanziale è stata mal interpretata dalla stampa e perfino dalle pubblicazioni scientifiche pur costituendo il punto focale delle discussioni in merito ai vaccini Covid-19 e soprattutto di importanti decisioni politiche ed economiche. Per Doshi la differenza tra autorizzazione e approvazione ha anche valenza legale e di illegittimità dal momento che è stato imposto da varie istituzioni e a varie categorie di lavoratori e cittadini di sottoporsi ad una sperimentazione di sieri NON APPROVATI e che si stanno dimostrando fallaci: nel campo della sicurezza è come mettere il carro davanti ai buoi.

Ad aggravare la posizione delle piattaforme Moderna, Pfizer e Janssen (Johnson & Johnson) in merito al tipo di sperimentazione condotta si aggiunga che in seguito ad una richiesta del Bmj in cui si tentava di ottenere dati sulle percentuali dei partecipanti con placebo e non, Pfizer non ha risposto mentre Moderna ha annunciato che “a partire dal 13 aprile, a tutti i partecipanti al placebo è stato offerto il vaccino Covid-19 di Moderna e il 98% di queste persone si è vaccinato. Ergo: il gruppo di controllo con placebo in doppio cieco non esiste più, non sarà più possibile effettuare un follow up controllato[5] e dunque non sarà più possibile condurre uno studio scientifico degno di questo nome.

Anche stando alle ‘Indicazioni ad interim sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in tema di varianti e vaccinazione anti-COVID-19’ pubblicato il 13 marzo 2021 congiuntamente da AIFA, Istituto Superiore Sanità, Ministero della Salute e INAIL: “La valutazione e il monitoraggio del titolo anticorpale dopo la vaccinazione anti-COVID-19 non è indicato nella pratica clinica se non nell’ambito di studi scientifici/epidemiologici”. Secondo questi 4 organismi che oggi poveramente argomentano l’ineluttabilità della vaccinazione di massa, che hanno mezzi e tempo per informarsi pluralmente, che dovrebbero vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e nella vita sociale di tutti i cittadini, affermano che a causa dei diversi tipi di vaccino somministrato, delle varianti in circolazione e dell’assenza di pratiche standardizzate “(…) non ci sono al momento indicazioni (…) che sia utile la valutazione e il monitoraggio del titolo degli anticorpi diretti contro la proteina spike (S) di SARS-CoV-2[6]. Cioè si trovano gli escamotage anticostituzionali basilari per imporre la somministrazione intramuscolo di sostanze geneticamente modificate ancora in fase sperimentale e non approvate ma non si ritiene opportuno il monitoraggio.

Sul tema del controllo epidemiologico dei dati appare interessante lo studio di Doshi[7]. Professore Associato in Ricerca sui Servizi Sanitari Farmaceutici segnala proprio un’anomalia rispetto a quella che si vorrebbe fosse almeno una sperimentazione seria ovvero l’assenza di un gruppo di controllo. Sarà utile ribadire ai ‘decisori’ della politica che normalmente quando si fa un esperimento farmacologico, un gruppo viene trattato con il medicamento da sperimentare e un ulteriore gruppo viene trattato con placebo in ‘doppio cieco’ cioè dove né il paziente né lo sperimentatore sono a conoscenza di chi venga trattato in un modo o in un altro. Questo serve a capire l’efficacia del farmaco al di là di ogni pregiudizio ma anche, appunto, la possibile insorgenza di effetti avversi. Nelle sue considerazioni sul Bmj[8] Doshi rammenta come nell’aprile 2021 Pfizer e Moderna abbiano annunciato l’efficacia dei risultati dopo sei mesi della fase 3 delle sperimentazioni. Secondo il CEO di Pfizer Bourla i dati a disposizione proverebbero la sicurezza del vaccino fatto che consentirebbe l’inserimento di questa sostanza nella Biologic License Application dell’FDA. Così il 7 maggio è iniziato il percorso di approvazione che, se avrà successo, sarà il primo vaccino approvato dall’FDA. Infatti, spiega Doshi, i vaccini attualmente in uso sono disponibili solo per uso emergenziale sia negli States che in Europa.

 

Sperimentazione di gregge

Eppure si continua a cavalcare il malinteso. In molti Paesi europei la campagna vaccinale è in pieno svolgimento ma a distanza di mesi rimangono ancora molti punti oscuri in merito alle patologie pregresse che favorirebbero eventi avversi in seguito all’inoculazione delle sostanze in oggetto. In pochi possono dire di aver compreso le differenze tra i vaccini in uso. In alcuni casi non viene offerta opportunità di scelta, c’è molta confusione su chi possa sottoporsi alla sperimentazione senza incappare in possibili esiti fatali (a distanza di mesi è stato appurato che gran parte degli eventi avversi immediati riguardino la formazione di trombi, emorragie agli organi più importanti, effetti neurologici in alcuni casi sistemici eppure sono proprio le persone ‘fragili’ ad essere raccomandate di fare un atto di generosità e sottoporsi alla sperimentazione). D’altra parte non è nemmeno chiaro che le sostanze somministrate siano ancora sperimentali, appunto e che, quindi, non vi possa essere certezza sull’innocuità in merito agli effetti a medio e lungo termine. Di fatto aderire alla campagna vaccinale corrisponde ad un atto fideistico puro e chiunque dubiti, prove alla mano, è messo all’indice e alla berlina.

Di fatto, con una rapidità senza precedenti e sotto la spinta dell’emergenza in atto è stata avviata anche su pazienti sani o già guariti dal Covid-19 l’inoculazione di medicinali sperimentali usati per gli ammalati che si sottopongono alle terapie geniche (con vettori in grado di integrarsi nel DNA) e contro il cancro.

Che si tratti di sperimentazione lo prova la stessa EMA[9] la quale nelle Informazioni rilasciate a gennaio 2021 apre con l’immagine di un triangolo nero rovesciato, un simbolo introdotto dall’autunno del 2013 per i farmaci immessi sul mercato ex novo o su cui vi è una limitazione di dati disponibili in merito alla sicurezza. Un farmaco contrassegnato da triangolo nero può rimanere in commercio per 5 anni sotto ‘monitoraggio supplementare’. E’ il periodo di tempo congruo, secondo le agenzie regolatorie, per raccogliere dati in merito alla sicurezza del prodotto[10]. Il concetto di ‘farmacovigilanza’ introdotto da EMA nel 2013 e recepito da AIFA offre l’immagine di farmaci inseriti sul mercato senza che siano stati sufficientemente testati per l’uso sugli esseri umani. Si tratta di nuovi principi attivi, medicinali biologici o medicinali autorizzati in circostanze eccezionali per cui espongono le persone che lo assumono ad un rischio più elevato come, ad esempio, effetti collaterali indesiderati e non ancora noti ma per i quali si considera che i benefici siano superiori ai rischi: una vera scommessa tra rischi e benefici. Per molti, un regalo alle case farmaceutiche le quali in questo modo saranno in grado di immettere sul mercato più farmaci saltando le ultime e più importanti fasi della sperimentazione raccogliendo dati su un vastissimo campione di inconsapevoli cavie: non solo una forma di risparmio rispetto al processo sperimentale ma addirittura di guadagno da vendita[11].

Figura 2 . COVID-19 Vaccine AstraZeneca Product Information as approved by the CHMP on 29 January 2021, pending endorsement by the European Commission https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/covid-19-vaccine-astrazeneca-product-information-approv

Figura 3 . https://www.globenewswire.com/news-release/2021/02/17/2176787/0/en/Pfizer-and-BioNTech-to-Supply-the-European-Union-with-200-Million-Additional-Doses-of-COMIRNATY.html

Come è possibile desumere dalle immagini, sia i vaccini AstraZeneca che Pfizer – le sostanze più comuni iniettate in Italia – sono dotati del simbolo EMA fin qui descritto. Appaiono, quindi, contraddittorie le osservazioni emanate dall’Obundsman Tina Nilsson, Capo dell’unità Gestione dei casi in data 10.02.2021. Il Mediatore europeo, infatti, rispondendo ad una denuncia (100/2021/EIS) dell’Avv. Francesco Scifo contro la Commissione Europea presentata in data 12 gennaio 2021 in merito al vaccino Pfizer BioNTech, pur rammaricandosi, non trova prove sufficienti a dimostrare quanto denunciato e non ravvisa motivi sufficienti ad accogliere le richieste formalizzate e avviare un’indagine. D’altra parte, secondo l’Obundsman, la Commissione aveva già spiegato che il vaccino in questione non è sperimentale. Al contrario il vaccino è stato approvato mediante procedura specificamente concepita per le emergenze sanitarie e, quindi, particolarmente adatte all’attuale crisi sanitaria e lamenta la mancanza di prove addotte riguardo l’autorizzazione del vaccino usando i due termini come se fossero sinonimi e quindi ignorandone le profonde differenze di significato. Afferma, inoltre, che alcuni dati (riguardanti la fertilità) sono stati raccolti sugli animali ma non sugli esseri umani. Ma, secondo la Commissione, i benefici supererebbero i rischi e dunque per il Mediatore la denuncia è inammissibile.

Figura 4 Risposta del Mediatore europeo sulla denuncia 100/2021/EIS contro la Commissione europea inviata in data 10/02/2021 da Strasburgo

Eppure la quantità di persone sane decedute in seguito all’inoculazione del vaccino sollevano legittimi dubbi sul rapporto rischio/beneficio.

 

Mancata correlazione. Alcuni casi

La ragione per cui la campagna vaccinale sperimentale di massa prosegue indisturbata risiede nel mancato riconoscimento di un nesso causale tra il vaccino e la quantità di eventi avversi verificatisi nell’immediatezza dell’inoculo o a distanza di giorni. Si è trattato in gran parte di trombosi, ictus, infarti, emorragie a vari organi e arti.

A titolo esemplificativo e in attesa che vengano pubblicati i dati di ricerche indipendenti si ritiene opportuno rammentare alcuni casi che più di altri hanno ottenuto la ribalta mediatica. Il 26 maggio 2021 l’inchiesta sulla morte di un militare italiano, Stefano Paternò, avvenuta il 9 marzo nelle 15ore successive alla somministrazione del vaccino Astra Zeneca, ha determinato un nesso causale tra l’inoculazione della sostanza appartenente al lotto ABV2856 e la morte dell’uomo. Secondo la Procura di Siracusa il militare era in perfetta salute prima dell’”arresto irreversibile delle funzioni vitali, consecutivo a sindrome da distress respiratorio acuto”. La Procura, inoltre, ha evidenziato come i laboratori olandesi coinvolti nelle indagini non abbiano ravvisato anomalie o difformità nella sostanza analizzata e appartenente al lotto in questione né siano state rilevate anomalie nella catena del freddo o responsabilità da parte del personale sanitario impegnato nelle operazioni[12]. A determinare l’evento avverso sarebbe stata una eccessiva risposta immunitaria facilmente prevenibile attraverso un test molecolare che avrebbe rivelato un precedente contagio di cui Paternò non si era accorto. D’altra parte queste accortezze non rientrano nelle linee guida del WHO poi recepite dal Ministero della Salute[13]. E così nelle 15 ore successive all’inoculazione del vaccino Paternò ha sviluppato una reazione anticorpale tale da far registrare valori tre volte superiori rispetto al normale provocando una reazione infiammatoria violenta e abnorme che ha provocato una sindrome da stress respiratorio acuto e l’interruzione delle funzioni vitali. Un fenomeno conosciuto come ADE o Antibody dependent enhancement e consistente, appunto in una amplificazione infiammatoria della risposta derivata dagli anticorpi già paventata dagli esperti prima che la campagna vaccinale di massa avesse inizio[14].

Un ulteriore caso che ha destato scalpore e preoccupazione riguarda, invece, una diciottenne[15]. Il medico che l’ha operata ha rilevato trombi in tutti i seni venosi cerebrali e una abnorme pressione interna. Non il primo caso tra i tanti di cui non è stato riconosciuto il nesso causale[16]  [17] tanto che il Comitato tecnico scientifico “(…) non rileva motivi ostativi a che vengano organizzate dalle differenti realtà regionali iniziative, quali i vaccination day, mirate a offrire, in seguito ad adesione/richiesta volontaria, i vaccini a vettore adenovirale a tutti i soggetti di età superiore ai 18 anni“[18]. Non è obiettivo di questo lavoro argomentare sulle forzature del concetto di ‘base volontaria’ della vaccinazione, sebbene sia un elemento importante nel dibattito sulla campagna vaccinale.

Si vuole, invece, ragionare sul tema della sperimentazione in atto sugli esseri umani e sulla relazione esistente tra le vaccinazioni ed alcuni eventi avversi infausti non immediatamente attribuibili al vaccino o al Covid.

Si riporta di seguito il contenuto di una pubblicazione del 16 aprile 2021 riguardante il primo studio post mortem di un paziente vaccinato contro la SARS-CoV-2 il 9 gennaio 2021[19].. L’uomo, 86enne, era precedentemente risultato asintomatico ed è deceduto 4 settimane dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino BNT162b2 mRNA COVID-19 con particelle lipidiche per insufficienza renale e respiratoria acuta. Prima del decesso è risultato positivo al SARS-CoV-2 anche se precedentemente non presentasse alcun sintomo specifico e sebbene anche le analisi del sangue non avessero mostrato la presenza di immunoglobuline IgM che sono normalmente osservate tra i 7 e i 14 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi. Sia l’insufficienza renale che la broncopolmonite acuta estesa di origine batterica sono state rilevate al momento dell’autopsia come causa della morte e sebbene non siano state riscontrate caratteristiche morfologiche tipiche del COVID-19, sono stati rilevati valori elevati di SARS-CoV-2 in tutti gli organi esaminati (orofaringe, mucosa olfattiva, trachea, polmoni, cuore, rene e cervello) ad eccezione del fegato e del bulbo olfattivo.

Il paziente è deceduto due giorni dopo che il tampone faringeo risultasse positivo al virus SARS-CoV-2 e gli autori dello studio suggeriscono che quell’unico trattamento vaccinale cui l’anziano era stato sottoposto pochi giorni prima avesse ‘suscitato una significativa immunogenicità come si evince dai valori sierici di IgG neutralizzanti a base di proteine spike’. I risultati di questo studio sono in linea con quelli rilevati nella sperimentazione animale dove l’immunizzazione contro SARS-CoV-2 mediata da vaccino è in grado di ridurre la gravità della patogenesi nelle malattie polmonari gravi mentre l’RNA virale persisteva nei tamponi nasali. Un risultato rilevato anche da uno studio sugli operatori sanitari che hanno usato il vaccino ad mRNA[20]. Significa che se è vero che una prima dose induca immunogenicità, questa però non serve a sviluppare immunità sterile e quindi si risulta positivi al tampone pur non avendo sintomi evidenti[21]. Ma questo articolo dice anche che il fenomeno dello shedding, cioè della diffusione del vaccino nell’organismo, in tutto l’organismo, è reale e andrebbe indagato ulteriormente proprio per stabilire l’effettiva relazione tra le vaccinazioni e alcuni sintomi non immediatamente ascrivibili al Covid.

D’altra parte a dichiarare la presenza di rischi evidenti e letali nelle vaccinazioni sono stati alcuni dei maggiori scienziati che lavorano per CEPI[22] tra cui spicca uno degli stessi creatori del virus chimerico SARS-CoV-2 rendendolo intenzionalmente capace di passare all’uomo senza specie intermedie[23] per poi cercare possibili antidoti[24].

 

Era già tutto previsto. ACE2 e Spike: cosa sono e come interagiscono

Il 12 e il 13 marzo 2020, all’indomani della dichiarazione di pandemia da parte dell’OMS[25] CEPI e la Brighton Collaboration Safety Platform for Emergency Vaccines (SPEAC) hanno convocato un tavolo scientifico[26] di esperti nel campo dell’immunologia vaccinale e dei coronavirus per discutere delle attuali conoscenze e valutare i rischi per l’aggravamento della malattia durante lo sviluppo del vaccino SARS-CoV-2. Al termine della due-giorni è stato redatto un verbale da cui emergono elementi di interesse.

Gli scienziati convenuti alla tavola rotonda hanno tutti riconosciuto i pericoli della sindrome da ‘miglioramento della malattia’ tale da provocare un forte aggravamento della malattia e morte. Un fenomeno denunciato da più parti anche da esperti italiani prima della partenza della campagna vaccinale. La preoccupazione deriva da precedenti esperienze negli animali in seguito alle infezioni da SARS e MERS ma gli esperti hanno individuato il fenomeno del potenziamento della malattia durante i primi studi sul vaccino RSV (virus respiratorio sinciziale) inattivato contro il morbillo negli anni 60. Già in quel caso era stato osservato come il vaccino determini un aumento della gravità della malattia se il soggetto viene nuovamente infettato dal virus naturale. Durante gli esperimenti fu appurato che il vaccino non aveva impedito l’infezione, che l’80% degli infetti ha richiesto un ricovero in ospedale e due bambini sono morti, che la patologia polmonare nei pazienti ha mostrato una risposta infiammatoria inaspettata. Si tratta di un fenomeno simile ma distinto rispetto all’ADE che pure viene temuto dagli scienziati. Nel corso della tavola rotonda è stato rammentato come i topi coinvolti nella sperimentazione abbiano sviluppato encefaliti virali letali dovute alla diffusione di virus attraverso il nervo olfattivo nonostante il recettore hACE2, rilevante per il SARS-CoV-2, fosse scarsamente espresso nel cervello e alterazioni infiammatorie polmonari. In alcuni esperimenti con i macachi rhesus infettati da SARS-CoV-2 per via intratracheale è stato notato in seguito ad autopsia che l’RNA virale era presente in più organi tra cui il sistema nervoso centrale, i muscoli e il cuore. I macachi sopravvissuti hanno mostrato lesioni polmonari da polmonite interstiziale acuta, diminuzione di globuli bianchi e linfociti.

Durante la tempestiva due-giorni in merito alla progettazione di vaccini Covid-19 sicuri, il Prof. Ralph Baric distingue tra i tipi di Coronavirus. In particolare quelli del gruppo 2C “(…) are MERS-like CoVs which are also poised for human emergence”, cioè sono Coronavirus simili a MERS ‘pronti per l’emergenza umana’. Un concetto interessante che viene ribadito più avanti nel verbale dove si specifica l’esistenza di un grande serbatoio di CoV simili a SARS e MERS ‘pronti per l’emergenza negli esseri umani’. Sarebbe importante capire dove si trovino questi serbatoi ma anche chiarire cosa effettivamente si intenda quando si parla di virus pronti per l’emergenza tra gli esseri umani. Anche perché, spiega Baric, un alto rischio da parte di questi CoV ha a che vedere con l’uso del recettore ACE2 (enzima dell’angiotensina2) per l’ingresso nelle cellule. Si rammenti che il recettore ACE2 è un enzima coinvolto nella regolazione della pressione sanguigna e si trova sull’epitelio polmonare, la difesa dei polmoni contro infiammazioni e infezioni. Il virus ha la capacità di entrare nella cellula legandosi all’enzima ACE2 e impedendogli di attivare le proprie funzioni protettive[27].  La proteina Spike invece si compone di due parti, la S1 caratterizzata da una regione che ha la funzione di legarsi alla cellula bersaglio aderendo al recettore ACE2 e la S2 che in una fase successiva consentirà l’ingresso del virus nella cellula[28]. Di fatto la proteina spike rappresenta una sorta di chiave che consente l’ingresso del virus nelle cellule attraverso l’angiotensina ACE2 che rappresenterebbe invece la serratura, una rappresentazione efficace che molti esperti del settore hanno usato al fine di rendere comprensibile il meccanismo regolante le relazioni di questi elementi. Quando il virus entra nella cellula lascia il proprio codice genetico virale (RNA) inducendo la produzione di proteine virali che creano nuovi coronavirus i quali si legheranno ad altre cellule portando avanti l’infezione[29]. E’ così che funziona il vaccino adenovirale (AstraZeneca, Sputnik, ChAdOx1).

 

AstraZeneca: un vettore per contaminare il sistema

E’ il motivo per cui si continua a dire che il vaccinato con tecnologia a vettore virale (AstraZeneca o ChAdOx1 ma anche Sputnik) è, di fatto, una fabbrica di virus, porta dentro di sé l’infezione ed è in grado di svilupparla e di trasmetterla ad altri. Diventa, inoltre, un organismo geneticamente modificato in quanto all’interno delle proprie cellule si sviluppa un RNA sintetico. La logica di questa tecnologia si avvicina a quella dei vaccini tradizionali: in vista di una futura possibile infezione il vaccinato avrà nel frattempo sviluppato gli anticorpi in grado di riconoscere il virus e bloccare, così, l’infezione. Ma affermare che questo tipo di tecnologia sia assimilabile ai tradizionali vaccini è mistificatorio[30]. Lo stesso Baric, ancora in occasione della tavola rotonda di cui si è già accennato, nel descrivere le possibili conseguenze dovute al CoV tra cui un alto tasso di ricombinazione dell’RNA tale da consentire scambio di interi geni o porzioni di proteine chiave tra i ceppi, afferma che anche la proteina spike che si lega al recettore ACE2 mostra fuga dalle terapie immunitarie, aggravamento della malattia e alta tollerabilità alle mutazioni pur mantenendo la sua funzione e crescita nelle cellule primarie delle vie aeree tali da causare ARDS o sindrome da distress respiratorio acuto, una patologia che abbiamo appreso dalle cronache di questi mesi. Caratterizzata da una insufficienza respiratoria polmonare determinata da un accumulo di liquido nei polmoni e da una eccessiva riduzione di ossigeno nel sangue, è spesso associata a disfunzioni in altri organi importanti come cuore e cervello[31].  E’ emerso nuovamente in ambito scientifico e divulgato ampiamente[32], d’altra parte, che la malattia da Covid-19 è solo apparentemente una malattia respiratoria: di fatto è una malattia vascolare. Le responsabilità degli effetti deleteri ai vasi sanguigni è attribuibile alla proteina spike che – come divulgato ampiamente anche in Italia prima della campagna di marketing vaccinale aggressivo –  non solo si lega alle cellule sane per diffondere l’infezione ma provoca danni direttamente alle cellule dell’endotelio che, come poc’anzi illustrato, è la membrana che protegge i tessuti dei vasi sanguigni – responsabili per la circolazione – dalle infezioni e dalle infiammazioni.

Allo scopo di dimostrare le responsabilità della proteina spike indipendentemente dal virus, i ricercatori hanno iniettato nella trachea di criceti da laboratorio degli pseudovirus, cioè dei virus ‘vuoti’ che però sono in grado di esprimere la proteina spike sulla superficie. Le conseguenze non si sono fatte attendere: le cavie hanno riportato danni ai polmoni e alle arterie a causa della frammentazione dei mitocondri (descritte come ‘centraline’ energetiche delle cellule. La dimostrazione di come, indipendentemente dal virus che si sta tentando di combattere, la malattia sia conseguenza della diffusione di spike è stata pubblicata sulla rivista Circulation Research ed è stato condotto dalla Università della California San Diego e dall’Università Xi’an Jiaotong[33].

Dunque chiarire come l’adenovirus non sia in grado di replicarsi e diffondersi nell’organismo rappresenta un auspicio più che una certezza inconfutabile. E negare la relazione tra la vaccinazione e i danni riportati da altri organi o ai sistemi che regolano il corretto funzionamento dell’organismo significa abiurare i precetti della professione medica – oltre che della logica – in favore di una palese eresia.

Il riconoscimento della forma della proteina spike è, poi, importante per chi sviluppa nuovi farmaci in quanto con le nuove tecnologie genetiche gli specialisti saranno in grado di ingegnerizzare una molecola dalle forme e dalle dimensioni tali da potersi legare ad essa bloccandone la funzione[34].

E questo è, appunto, il modo in cui funziona l’altra piattaforma vaccinale, quella ad mRNA o RNA messaggero di Moderna (Spikevax) o Pfizer. Probabilmente il motivo per cui ad alcuni è stato ‘concesso’ di farsi iniettare la seconda dose con vaccini diversi da AstraZeneca?

 

Sostanza ad mRNA:

Nel vaccino ad mRNA, le molecole di mRNA sono protette da un rivestimento lipidico che impedisce all’RNA di degradarsi velocemente e di essere distrutto dal sistema immunitario in quanto organismo estraneo. In questo modo l’RNA riuscirà ad entrare nelle cellule e da qui inizierà a sintetizzare le proteine spike le quali inizieranno a stimolare la produzione di anticorpi. In sostanza il vaccino non contiene il virus (come l’adenovirus) ma porta all’organismo le informazioni per costruire copie della proteina spike. Inoltre la tecnologia ad mRNA comporta l’attivazione delle cellule T che dovrebbero preparare il sistema immunitario ad ulteriori esposizioni al SARS-CoV-2[35].  I linfociti T citotossici fanno parte della risposta immunitaria dell’organismo insieme ai linfociti B (che producono anticorpi) e hanno la funzione di riconoscere le cellule infettate e di ucciderle impedendo al virus di replicarsi ulteriormente[36]. Riconoscono solo organismi intracellulari e possono entrare in azione con una forte risposta anche in pazienti che non abbiano sviluppato i linfociti B. Da un recente studio è emerso che questo comportamento implica una immunità pubblica molto maggiore rispetto a quanto si creda e che un referto di negatività al test anticorpale non comporta di non aver contratto il virus[37]. I cosiddetti asintomatici o coloro che hanno riportato sintomi influenzali lievi, possono, in sostanza aver contratto il virus e averlo combattuto tranquillamente risultando, di fatto, immuni.

Un ulteriore studio[38] rileva invece che i pazienti che si sono ripresi dalla SARS del 2002-2003 sono stati in grado di rispondere con un alto grado di reattività anche a SARS-CoV-2 proprio grazie ai linfociti T. Anche questo studio rimarca come i pazienti in cui è stata evidenziata l’esistenza di linfociti T siano di fatto indicati come non esposti al virus. Una scoperta importante, per gli scienziati. Comprendere il ruolo di protezione incrociata e di lunga durata dei linfociti T tra pazienti guariti da SARS, MERS e SARS-CoV-2 può aiutare a capire la gestione della attuale ‘pandemia’ che sta avendo gravi conseguenze sulla vita degli individui e sulle economie nazionali.

Una eventualità che ridimensiona di molto il problema e restituisce obiettività nei confronti dei cosiddetti asintomatici additati come ‘untori’. Studi ignorati nettamente da chi soffia sulla necessità delle vaccinazioni obbligatorie a tappeto.

Ma se torniamo alla tavola rotonda e alle criticità rilevate nel verbale stilato al termine della due-giorni, apprendiamo che gli specialisti riconoscevano gli svantaggi dei vaccini ad mRNA e DNA in quanto si tratta di tecnologie non autorizzate e quindi viene rilevata la mancanza di esperienza per la produzione di massa. Si riconosce, poi, proprio la necessità di comprendere il ruolo di alcuni anticorpi e le interazioni che nel lungo termine conducono ad un aumento della malattia. Si immagina che una volta iniziata la sperimentazione di massa sarà importante stabilire degli endpoint e dei sistemi di valutazione condivisi al fine di consentire il confronto tra i vaccini candidati ad affrontare la pandemia da Covid-19: un problema su cui all’epoca stava lavorando l’OMS. Si immagina che non tutti gli studi già iniziati o che stavano per essere avviati (si rammenta che il documento risale al giorno dopo della dichiarazione di pandemia da parte dell’OMS) sarebbero stati sottoposti a screening preliminare per determinare lo stato sierologico di preimmunizzazione delle persone sottoposte ad esperimento per cui si raccomandava di conservare campioni di sangue di coloro che si sarebberosottoposti a sperimentazione prima e dopo il vaccino in modo da valutare la risposta immunitaria e il rischio che la malattia si aggravi. Si raccomandava, poi, di prendere in considerazione l’uso di sieri post vaccinazione in modo da trasferire gli anticorpi negli animali per cercare malattie potenziate o protezione incrociata contro altri coronavirus.

Pur riconoscendo queste forti criticità al termine dei lavori il gruppo di esperti ritiene di dover comunque passare alle prime sperimentazioni[39].

E’ un documento importante, se visto a posteriori. Chi si è sottoposto a sperimentazione ne era consapevole? Era cosciente dei rischi? Fino a che punto si può essere certi che il proprio organismo non stia lavorando alla produzione proteine o altri elementi biologici non dichiarati e dannosi per sé e per gli altri? Sono stati scelti degli endpoint? Quali sono? Con quali criteri sono stati scelti? Quali sono i risultati nel tempo? Chi detiene questi dati? Se gli endpoint non sono stati realizzati, perché no?

Per il Prof. Jianqing Wu[40] i vaccini che fanno uso di tecnologia ad mRNA come Pfizer/BioNTech e Moderna sono rischiosi. Possono, ad esempio aumentare il rischio di contrarre il cancro attraverso effetti avversi al Sistema Nervoso Centrale e dunque danneggiare la salute della popolazione nel medio e lungo termine, possono, inoltre, alterare il normale processo selettivo dell’evoluzione virale e peggiorare le future misure pandemiche. E dunque è importante che le persone, prima di dare il proprio consenso, siano informate sui rischi cui vanno incontro.

Già in passato ricorda Wu, sono state prese decisioni affrettate in merito alla sicurezza di alcune sostanze che ancora oggi causano morti in tutto il mondo (asbesto, DDT, vernici al piombo, DES…) senza che si sia ancora compreso in che modo questi elementi causino il cancro. La complessità dei nostri sistemi di vita è tale che questi aspetti non possono essere rappresentati dai modelli matematici. La medicina occidentale trova giustificazione in modelli fallaci: distribuzione statistica, separazione mente/corpo, uso di modelli matematici, uso di scale binarie. I fallimenti di questi modelli si riflettono negli errori decisionali dell’FDA (e di EMA, si potrebbe aggiungere). La eccessiva semplificazione dei modelli matematici non rappresenta la realtà e implica, secondo le osservazioni del ricercatore, che i fallimenti passati non siano causati da errori accidentali ma da difetti sistematici che non tengono conto di un gran numero di fattori, delle loro interazioni, del trasporto di materia, dei processi di competizione biologica, della chimica ambientale, delle condizioni fisiche ecc..

Secondo Wu il primo rapporto riguardante l’uso di mRNA in un animale risale al 1990. Ma fino al 2020 le compagnie biotecnologiche hanno ottenuto scarsi risultati in merito agli effetti dell’mRNA sul sistema cardiovascolare, metabolico, sulle malattie renali, il cancro, le malattie rare. Questa tecnologia è stata usata contro la rabbia, il virus Zika, il citomegalovirus e l’influenza ma a causa dei gravi rischi questi vaccini non hanno ottenuto la licenza per l’uso e molte case farmaceutiche importanti hanno abbandonato questa tecnologia. I vaccini di Pfizer, Moderna e BioNTech contro il COVID 19 sono i primi sieri usati su vaste porzioni di popolazione in tempi rapidissimi: meno di un anno a fronte dei normali 7-10 anni. Come si è detto la tecnologia introduce mRNA nelle cellule per produrre proteine e i rischi severi che in passato sono stati riscontrati di contrare infezioni ben più gravi di quelle naturali hanno comportato l’abbandono di queste metodologie. Dunque accettare di sottoporsi a questi rischi non significa affatto – come si propaganda – accettare reazioni blande in cambio dell’immunità per future malattie. Dai report VAER del CDC aggiornati al 14 marzo 2021 il Prof Wu ha rilevato effetti avversi al Sistema Nervoso Centrale (morte cerebrale, danni cerebrali, ictus al cervelletto, arteriosclerosi cerebrale, embolie all’arteria cerebrale, occlusione dell’arteria cerebrale, stenosi dell’arteria cerebrale, trombosi dell’arteria cerebrale, atrofia cerebrale, ematoma cerebrale, infarto cerebrale, microemorragie cerebrali, malattia ischemica cerebrale dei piccoli vasi, trombosi cerebrale, trombosi cerebrale del seno venoso, ictus cerebrovascolare, encefalite, paralisi, convulsioni, paralisi facciale, paralisi di Bell, mal di testa, nausea, vomito, perdita di coscienza, depressione dello stato di coscienza, stato confusionale, disorientamento, disturbo dell’attenzione, delirio, comportamenti anomali, ansia, depressione, diplopia, letargia, disturbi mentali, disturbi del sonno, disturbi dell’organizzazione del linguaggio, disturbo della comunicazione, sensazione anormale agli occhi, visione offuscata, menomazione della capacità visiva, cecità, sordità, disturbo dell’equilibrio, disturbi dell’andatura, diminuzione della mobilità, spasmi muscolari, irrequietezza, tremore, vertigini, demenza, ridotta capacità lavorativa ecc….). Molte persone riportano più sintomi contemporaneamente sebbene il VAER consente di crociare solo 3 caselle tra tutti i disturbi appena elencati.

Nemmeno il tema dell’impatto sul Sistema Nervoso Centrale (CNS) da parte del vaccino e il collegamento con l’aumento di tumori non può essere taciuto. Negli ultimi 50 anni la ricerca medica ha generato montagne di prove riguardo alla capacità del CNS di colpire il sistema immunitario umano, compresa l’immunità ai tumori. Il CNS controlla i processi biologici del corpo umano e l’integrità dei tessuti. Questa nozione da sola dimostra come il vaccino, affliggendo il sistema nervoso centrale possa favorire l’insorgenza di cancro. E questo è vero al di là del fatto che i trials clinici riescano e rilevare il nesso.

Un ulteriore problema che viene sollevato riguarda l’interazione tra vaccini e infezioni sconosciute o altre malattie, spiega Wu. Queste interazioni si evidenziano quando una vaccinazione viene avviata mentre una pandemia è in corso e possono danneggiare il funzionamento di vari organi conducendo alla morte pazienti che diversamente non sarebbero arrivati a quel livello critico. I dati consultati per la realizzazione di questo articolo mostrerebbero chiaramente la positività al COVID-19 in pazienti che hanno da poco ricevuto la dose di vaccino. Questi eventi avversi non sarebbero però da attribuire al COVID-19 ma al vaccino che risulta essere la causa primaria e scatenante[41] (abbiamo già letto le medesime considerazioni a proposito del paziente 86enne).

 

Vaccinati: la fabbrica delle varianti senza controlli

Non è secondario nemmeno il tema delle varianti, al centro del dibattito di questa primavera-estate, e di chi le diffonda. “La vaccinazione della popolazione può alterare la selezione virale e i processi di diffusione – spiega Wu. Questo può creare una situazione in cui un gran numero di persone trasportano il virus che sta mutando allo scopo di generare differenti varianti. Molte tra le persone infette, e che credono di non aver contratto la malattia, possono avvicinarsi di più agli altri e così cross-infettarsi tra loro. Alcuni possono avere più varianti. Quando più varianti sono presenti nella stessa persona, questa diventa più virulenta. La vaccinazione ripetuta della popolazione può promuovere l’evoluzione virale. Un effetto molto simile all’uso degli antibiotici”.

Nel caso specifico del Covid19 o Sars-Cov-2, d’altra parte, è stato ribadito nel pubblico dibattito che durante un’epidemia in corso non ci si vaccina in quanto il virus reagirà, appunto, mutando e producendo varianti[42]. Lo afferma, tra gli altri, Geert Vanden Bossche, virologo con un passato nella Bill e Melinda Foundation, in una lettera aperta al WHO e a tutte le autorità[43]. Bossche dopo aver affermato di essere favorevole ai vaccini, spiega come questo tipo di farmaco sia completamente inappropriato ma addirittura altamente dannoso in occasione di campagne vaccinali di massa durante una pandemia virale e avverte i colleghi di attivare maggiori attenzioni rispetto agli effetti disastrosi sulla salute globale a medio e lungo termine e prima che le varianti in circolazione diventino un mostro selvatico incontrollabile  a causa delle strategie che il virus per sua natura metterà in campo per sopravvivere e non essere riconoscibile agli attacchi del sistema immunitario sia per una ridotta capacità dell’organismo di riconoscere in maniera naturale agenti patogeni e quindi produrre anticorpi specifici. Bossche denuncia inoltre evidenti conflitti di interesse tra élite scientifiche che rilasciano affermazioni senza alcuna logica scientifica contraddicendo le osservazioni più recenti riguardanti la selezione naturale basata sulla filogenetica. Burocrati, più che veri esperti, che stanno bombardando la gente comune di mantra e dogmi in assenza di un dibattito pubblico serio, democratico e plurale. “Finchè le parti interessate in queste campagne ed in particolare i consulenti esperti che le sostengono, si rifiutano di impegnarsi in un tale dibattito, le loro interpretazioni e battute semplicistiche dovrebbero essere trattate con estrema cautela” afferma in risposta a chi sostiene che le varianti siano il risultato dei non vaccinati in circolazione. E spiega: “Poiché più varianti infettive si legano al recettore cellulare Ace-2 con una maggiore forza di legame, il recettore Ace-2 supera più facilmente gli anticorpi S-specifici per il legame a queste varianti. Di conseguenza, queste varianti ottengono un vantaggio competitivo quando si replicano in individui che esercitano una forte pressione immunitaria S-diretta sul virus (cioè nei vaccinati!) (…) In linea di principio, gli individui non vaccinati che sono in buona salute fisica e mentale possono affrontare tutte le varianti, a condizione che la pressione virale infettiva non superi una certa soglia.(…) Tuttavia, l’allevamento di varianti più infettive e più resistenti agli anticorpi anti-S nei vaccinati aumenterà inevitabilmente la replicazione virale e la trasmissibilità nei vaccinati, aumentando così la pressione infettiva”. In sostanza dalla vaccinazione di massa risulta una maggiore capacità evolutiva del virus e le dinamiche evolutive dipenderanno dai vaccinati. “È anche importante notare che le persone non vaccinate non contribuiranno alla selezione naturale poiché elimineranno il virus (grazie ai loro anticorpi innati in sinergia con le cellule natural killer)”. Bossche bolla, quindi, come un ‘ridicolo mantra dell’OMS’ l’affermazione in base alla quale i non vaccinati generino varianti dal momento che non solo non esistono studi che abbiano comparato le varianti generate da vaccinati e dai non vaccinati quanto non è stato provato che i non vaccinati generino varianti, appunto[44].

La conferma ai dubbi di Bossche arriva a fine luglio 2021 dal CDC, il Centro statunitense per il controllo delle malattie. Mentre viene prevista la imminente diffusione della quarta ondata il CDC informa che i vaccinati risultano positivi, che non esiste differenza tra l’infettività dei vaccinati e quella dei non vaccinati e che sarà necessario continuare ad indossare la mascherina al chiuso, indipendentemente dallo stato della vaccinazione[45].

Informazioni e pareri contrastanti che hanno condotto alla pubblicazione di una legge (111/2021) che poggia su petizioni di principio, restrittiva della libertà personale, basata su evidenze non veritiere ed entrata in vigore dal 6 agosto 2021: il Green Pass imposto per vivere, per essere curati, per prestare le proprie cure e compagnia a parenti anziani e ammalati ospiti di strutture ospedaliere e assistenziali, per creare enclosures invisibili.

 

Questa ‘nuova scienza’ è preoccupante

Questa ‘nuova scienza’ è preoccupante, afferma la direttrice del CDC Rochelle Walensky in merito alla nuova variante D. E continua a raccomandare la vaccinazione in quanto pur potendosi ammalare ed infettare con la variante D, la probabilità di morire sarà inferiore[46].

Si, preoccupante ed eccentrica questa nuova scienza che fa previsioni con un alto grado di sicurezza in assenza di precedenti esperienze e contraddicendosi in poche ore.

Il tema della variante D e le sue voci contrastanti ha occupato anche i salotti italiani. Secondo taluni provocherebbe un leggero raffreddore ma è giusto fare terrorismo per convincere la gente a vaccinarsi[47] e al tempo stesso – affermano gli stessi – bisogna trattare chi non si vaccina da terrorista, come si faceva negli anni 70[48]. Certo si è assistito ad una imbarazzante e sconcertante campagna di odio[49].

Figura 5 https://www.news18.com/news/india/delta-plus-not-a-variant-of-concern-for-who-presently-says-chief-scientist-3915023.html

Ma anche a livello internazionale si è assistito alle stesse dinamiche. Se il 1 luglio 2021 la Chief Scientist del WHO Soumya Swaminathan  spiega che la variante D e la D plus si è formata  a causa di una mutazione nella proteina Spike di SARS-CoV-2  che aiuta il virus ad entrare ed infettare le cellule umane ma afferma che non costituisce motivo alcuno di preoccupazione, che per ogni variante che si presenti non è logico creare allarmismo[50], dopo appena due giorni il numero uno del WHO Tedros Adanhom Ghebreyesus soffia sul fuoco della vaccinazione di massa e contraddice decisamente Swaminathan[51]..

Figura 6 https://www.hindustantimes.com/world-news/world-in-very-dangerous-period-as-delta-variant-continues-to-mutate-warns-who-chief-101625304216229.html

 

Non è nuovo ad uscite singolari il n.1 dell’OMS che sta inesorabilmente perdendo autorevolezza e credibilità. A giugno, ad esempio, ha fatto notizia il suggerimento di non gettare le dosi avanzate dei sieri vaccinali in quanto anche i vaccini scaduti potrebbero ancora funzionare[52]. L’invito era rivolto ad alcuni paesi africani che si apprestavano a distruggere 70mila dosi di vaccino scadute a metà del mese di aprile e ricevute in dono da COVAX, una iniziativa globale sostenuta dalle Nazioni Unite e legata a CEPI. Gavi, OPS, Unicef, WHO e tesa alla solidarietà tra i paesi industrializzati e quelli in difficoltà ‘per non lasciare indietro nessuno’. Una ulteriore questione sulla conservazione dei vaccini ha riguardato anche la temperatura di conservazione. Se per il trasporto si parlava di -70/80°C, si è arrivati a rassicurare sul fatto che le fiale si potessero conservare anche a -2°C per 5 giorni e a impostare campagne di vaccinazione in spiaggia sotto il sole cocente di luglio. E’ evidente che qualcosa nella narrazione non torni. Non un fatto da poco. Soprattutto per i vaccini ad mRNA a causa della sua instabilità. Ogni problema di stabilità non è tollerato dal vaccino. Quando il vaccino è avviato alla produzione di massa, è difficile mantenere la qualità del prodotto. La degradazione del prodotto dovuta all’impossibilità di mantenere la temperatura richiesta può essere stata la causa di eventi fatali[53].

Più che una campagna medico-scientifica, questa cui assistiamo assomiglia ad una campagna di marketing, risponde a logiche che nulla hanno a che vedere con il giuramento ippocratico[54]. Se ne vedono gli effetti su grandi masse di popolazione. Ma la legge non ammette ignoranza: per godere dei propri diritti costituzionali è bene conoscere le leggi e i propri diritti. Questo è un principio che deve essere assunto da ogni cittadino, per quanto pochi tra noi possono dire di essere giuristi. Nell’Era dell’Accesso pochi hanno la scusante di non aver potuto informarsi, nemmeno e soprattutto chi occupa le più alte cariche dello Stato e sta prendendo decisioni che mortificano e mistificano il lavoro dei padri costituenti.

Sarà, dunque, il caso di riconoscere il nesso causale – ad oggi misconosciuto dagli enti regolatori e dalla stessa OMS – tra gli elementi presenti in queste sostanze e gli infarti, le emorragie cerebrali, i trombi che le cronache riportano al fine di valutare se davvero valga la pena rischiare. I ‘lotti difettosi’, in cosa difettavano se difettavano? Se non sono stati rilevati difetti, come è stato possibile che siano state inoculate migliaia di dosi malgrado gli evidenti effetti avversi e sapendo che si sarebbero verificate proprio quelle patologie? Possono provocare eventi avversi anche nel medio-lungo termine? E di che tipo? Se la proteina spike da sola è in grado di infettare in maniera potenziata l’organismo ricevente, quali sono i rischi per chi decide di non vaccinarsi? E perché pur sapendo quanto appena esposto si tenta di criminalizzare chi decide di non vaccinarsi? Sono quesiti che pretendono risposte certe per qualsiasi medicamento in sperimentazione affinchè la cura non risulti più dannosa della malattia che si pretende di debellare. Si tratta di misure così intuitive che appare imbarazzante doverle ricordare.

 

Chiara Madaro – agosto 2021

 

 

[1] Giancarlo Elia Valori, ‘Geopolitica della salute. Farmaci, sanità e popolazione nel mondo globalizzato’, pg.46, Ed. Marsilio, 2014

[2] Eduardo Missoni, Guglielmo Pacileo, ‘Elementi di salute globale. Globalizzazione, politiche sanitarie e salute umana’, pg 32, Ed Franco Angeli, 2016

[3] Peter Doshi, ‘Covid-19 vaccines: in the rush for regulatory approval, do we need more data?’, BMJ 2021; 373 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.n1244 (Published 18 May 2021)Cite this as: BMJ 2021;373:n1244 in: https://www.bmj.com/content/373/bmj.n1244/rapid-responses

[4] Moderna TX. Inc. Moderna covid-19 vaccine EUA fact sheet for recipients and caregivers. 2021. https://www.fda.gov/media/144638/download

[5] Peter Doshi, ‘Covid-19 vaccines: in the rush for regulatory approval, do we need more data?’, BMJ 2021; 373 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.n1244 (Published 18 May 2021)Cite this as: BMJ 2021;373:n1244 in: https://www.bmj.com/content/373/bmj.n1244/rapid-responses

[6] AIFA, ISS, Ministero della Salute, INAIL: “La valutazione e il monitoraggio del titolo anticorpale dopo la vaccinazione anti-COVID-19 non è indicato nella pratica clinica se non nell’ambito di studi scientifici/epidemiologici”, Rapporto ISS COVID-19, n. 4/2021, 13 marzo 2021, pg, 11

[7] https://www.pharmacy.umaryland.edu/research/faculty/

[8] Peter Doshi, ‘Covid-19 vaccines: in the rush for regulatory approval, do we need more data?’, BMJ 2021; 373 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.n1244 (Published 18 May 2021)Cite this as: BMJ 2021;373:n1244 in: https://www.bmj.com/content/373/bmj.n1244/rapid-responses

[9] COVID-19 Vaccine AstraZeneca Product Information as approved by the CHMP on 29 January 2021, pending endorsement by the European Commission https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/covid-19-vaccine-astrazeneca-product-information-approved-chmp-29-january-2021-pending-endorsement_en.pdf

[10] http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=14618

[11] https://quifinanza.it/soldi/arrivano-i-farmaci-col-triangolo-nero-elenco-rischi-significato/2155/

[12] Gaetano Scariolo, ‘Morte del militare, per i periti “c’è correlazione tra decesso ed il vaccino AstraZeneca”, 26.05.2021, in: https://www.blogsicilia.it/siracusa/morte-stefano-paterno-correlazione-decesso-vaccino-astrazeneca/603815/?refresh_ce

[13] Gaetano Scariolo, ‘Morte dopo il vaccino, ‘aveva Covid19 silente’, a stroncarlo un’eccessiva barriera immunitaria’, 26.05.2021, in: https://www.blogsicilia.it/siracusa/morte-militare-covid19-vaccino-astrazeneca-cause-periti-procura/603942/

[14] Penelope Corrado, ‘Il militare morto dopo il vaccino aveva avuto un covid silente. “C’è correlazione tra dose e decesso”, 27 maggio 2021, in: https://www.secoloditalia.it/2021/05/il-militare-morto-dopo-il-vaccino-aveva-avuto-un-covid-silente-ce-correlazione-tra-dose-e-decesso/

[15] QdS.it, ‘Diciottenne morta dopo AstraZeneca, “mai visto un cervello ridotto così male”, 14 giugno 2021, in: https://qds.it/18enne-morta-dopo-astrazeneca-camilla-cervello-chirurgo/?refresh_ce

[16] Sabina Rosset, ‘Camilla Canepa soffriva di una malattia autoimmune’, 12 giugno 2021, in: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2021/06/09/locatelli-vaccino-astrazeneca-gia-preferibilmente-raccomandato-over60_b744c799-2b8a-435b-bb08-3a279849a286.html

[17] Davide Barillari, Intervento del consigliere regionale del lazio Davide Barillari sugli effetti avversi dei vaccini, ‘La roulette russa sui vaccini, i dati sulle reazioni avverse nel Lazio’, 29 luglio 2021; in:  https://youtu.be/hljnWq7oEmI

[18] QdS, ‘Diciottenne morta dopo AstraZeneca, la lettera choc del CtS su facebook’, 11 giugno 2021, in: https://qds.it/diciottenne-morta-astrazeneca-camilla-canepa/

[19] Torsten Hansen,Ulf TitzeNidhi Su Ann Kulamadayil-HeidenreichSabine GlombitzaJohannes Josef Tebbe,Christoph RöckenBirte SchulzMichael WeiseLudwig Wilkens, “First case of postmortem study in a patient vaccinated against SARS-CoV-2.” International journal of infectious diseases : IJID : official publication of the International Society for Infectious Diseases vol. 107 (2021): 172-175. doi:10.1016/j.ijid.2021.04.053 in: https://www.ijidonline.com/article/S1201-9712(21)00364-7/pdf

 

[20] Amit S., Regev-Yochay G., Afek A., Kreiss Y., Leshem E. Riduzione precoce del tasso di infezione da SARS-CoV2 e COVID-19 nei destinatari del vaccino BNT162b2. Lancetta. 2021; 397 (10277): 875-877. doi: 10.1016/S0140-6736(21)00448-7.

[21] Torsten Hansen,Ulf TitzeNidhi Su Ann Kulamadayil-HeidenreichSabine GlombitzaJohannes Josef Tebbe,Christoph RöckenBirte SchulzMichael WeiseLudwig Wilkens, “First case of postmortem study in a patient vaccinated against SARS-CoV-2.” International journal of infectious diseases : IJID : official publication of the International Society for Infectious Diseases vol. 107 (2021): 172-175. doi:10.1016/j.ijid.2021.04.053 in: https://www.ijidonline.com/article/S1201-9712(21)00364-7/pdf

[22] Paul-Henri Lambert Donna M Ambrosino Svein R Andersen Ralph S BaricSteven B Black Robert T Chen Cornelia L DekkerArnaud M Didierlaurent Barney S GrahamSamantha D MartinDeborah C MolrineStanley PerlmanPhilip A Picard-FraserAndrew J PollardChuan QinKanta SubbaraoJakob P Cramer, ‘Consensus summary report for CEPI/BC March 12-13. 202 meeting: Assessment of risk of disease enhancement with COVID-19 vaccines’, 25 maggio 2020

doi: 10.1016/j.vaccine.2020.05.064. Epub 2020 25 maggio in: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7247514/

 

[23] Chiara Madaro, Osservatorio Globalizzazione, ‘Della Guerra e di Altri Demoni’, 2020, in: https://www.academia.edu/49077432/Coronavirus_della_guerra_e_di_altri_demoni

[24] Vineet D Menachery , 1 Boyd L Yount, Jr , Kari Debbink , Sudhakar Agnihothram , Lisa E Gralinski , Jessica A Plante , Rachel L Graham , Trevor Scobey , Xing-Yi Ge , Eric F. Donaldson , Scott H Randell , Antonio Lanzavecchia , Wayne A Marasco , Zhengli-Li Shi , Ralph S Baric , ‘A SARS-like cluster of circulating bat coronaviruses shows potential for human emergence’, Nat Med . 2015; 21 (12): 1508–1513; 9 novembre 2015 Doi:  10.1038 / nm.3985 in: https://www.nature.com/articles/nm.3985

[25] Ilja Richard Pavone, Biodiritto, ‘La dichiarazione di pandemia di COVID-19 dell’OMS: implicazioni di governance sanitaria globale’, in: https://www.biodiritto.org/content/download/3844/45493/version/1/file/58+Pavone.pdf

[26] https://brightoncollaboration.us/brighton-collaboration-cepi-covid-19-web-conference/

[27] https://www.humanitas.it/news/covid-19-come-funziona-il-vaccino-astrazeneca/

[28] https://www.unisr.it/news/2020/6/la-biologia-strutturale-per-sars-cov-2-la-proteina-spike

[29] https://www.humanitas.it/news/covid-19-come-funziona-il-vaccino-astrazeneca/

[30] Luc Montagnier, in:  https://www.byoblu.com/2021/08/13/il-premio-nobel-luc-montagnier-incontra-il-pubblico-italiano/ 13 agosto 2021

[31] Vineet D Menachery , 1 Boyd L Yount, Jr , Kari Debbink , Sudhakar Agnihothram , Lisa E Gralinski , Jessica A Plante , Rachel L Graham , Trevor Scobey , Xing-Yi Ge , Eric F. Donaldson , Scott H Randell , Antonio Lanzavecchia , Wayne A Marasco , Zhengli-Li Shi , Ralph S Baric , ‘A SARS-like cluster of circulating bat coronaviruses shows potential for human emergence’, Nat Med . 2015; 21 (12): 1508–1513; 9 novembre 2015 Doi:  10.1038 / nm.3985 in: https://www.nature.com/articles/nm.3985

[32] Ansa, ‘Covid: spike danneggia direttamente cellule di vasi sanguigni. Studio USA-Cina, è malattia principalmente vascolare’, 14 maggio 2021, in: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/salute_bambini/medicina/2021/05/11/covidspike-danneggia-direttamente-cellule-di-vasi-sanguigni_6ba56a18-2c1a-48c5-9ae5-51a7204054f9.html

[33] Yuyang Lei, Jiao Zhang, Cara R. Schiavon, Ming He, Lili Chen, Hui Shen, Yichi Zhang, Qian Yin, Yoshitake Cho, Leonardo Andrade, Gerald S. Shadel, Mark Hepokoski, Ting Lei, Hongliang Wang, Jin Zhang, Jason X.-J. Yuan, Atul Malhotra, Uri Manor, Shengpeng Wang, Zu-Yi Yuan, and John Y-J. Shyy, ‘SARS-CoV.” Spike Protein Impairs Endothelial Function via Downregulation of ACE2’, Volume 128, Issue 9, 30 April 2021; Pages 1323-1326

https://doi.org/10.1161/CIRCRESAHA.121.318902

in:  https://www.ahajournals.org/doi/epub/10.1161/CIRCRESAHA.121.318902

[34] https://www.unisr.it/news/2020/6/la-biologia-strutturale-per-sars-cov-2-la-proteina-spike

[35] https://www.humanitas.it/news/covid-19-come-agisce-il-vaccino-moderna-e-perche-e-sicuro/

[36] Osservatorio terapie Avanzate, ‘COVID-19. Cellule T: l’altra faccia dell’immunità’,  1 ottobre 2020, in: https://www.osservatorioterapieavanzate.it/news/covid-19-cellule-t-l-altra-faccia-dell-immunita

[37] Takuya SekineAndré Perez-PottiOlga Rivera-BallesterosKristoffer StrålinJean-Baptiste GorinAnnika OlssonSian Llewellyn-LaceyHabiba KamalGordana Bogdanovic, Sandra MuschiolDavid J WullimannTobias KammannJohanna Emgård, Tiphaine Parrot, , Elin FolkessonKarolinska COVID-19 Study GroupOlav RooyackersLars I Eriksson 6Jan-Inge HenterAnders SönnerborgTobias AllanderJan AlbertMorten NielsenJonas Klingström,  Sara Gredmark-RussNiklas K BjörkströmJohan K SandbergDavid A Price Hans-Gustaf LjunggrenSoo AlemanMarcus Buggert, Karolinska Instituet, Stoccolma, Robust Tcell Immunity in Convalescent Individuals with Asymptomatic or Mild COVID.19’, 14 agosto 2020, , 2020 Oct 1;183(1):158-168.e14. in: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32979941/

doi: 10.1016/j.cell.2020.08.017. Epub 2020 Aug 14., https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32979941/

[38] Nina Le Bert ,Anthony T. Tan ,Kamini Kunasegaran ,Christine YL Tham ,Morteza Hafezi ,Adeline Chia ,Melissa Hui Yen Chng ,Meiyin Lin ,Nicole Tan ,Martin Linster ,Wan Ni Chia ,Mark I-Cheng Chen ,Lin Fa Wang ,Eng Eong Ooi ,Shirin Kalimuddin , Paul Anantharajah Tambyah, Jenny Guek-Hong Basso, Yee-Joo Tan, Antonio Bertoletti, SARS-CoV-2-specific T cell immunity in cases of COVID-19 and SARS, and uninfected controls. Nature 584, 457–462 (2020). https://doi.org/10.1038/s41586-020-2550-z in: https://www.nature.com/articles/s41586-020-2550-z

[39] Vineet D Menachery , 1 Boyd L Yount, Jr , Kari Debbink , Sudhakar Agnihothram , Lisa E Gralinski , Jessica A Plante , Rachel L Graham , Trevor Scobey , Xing-Yi Ge , Eric F. Donaldson , Scott H Randell , Antonio Lanzavecchia , Wayne A Marasco , Zhengli-Li Shi , Ralph S Baric , ‘A SARS-like cluster of circulating bat coronaviruses shows potential for human emergence’, Nat Med . 2015; 21 (12): 1508–1513; 9 novembre 2015 Doi:  10.1038 / nm.3985 in: https://www.nature.com/articles/nm.3985

[40] Jianqing Wu, ‘Expression of Concern: potential Risks and Unknown Effects of mRNA Vaccines on Population Health’, marzo 2021 in: https://www.researchgate.net/publication/350124399_Expression_of_Concern_Potential_Risks_and_Unknown_Effects_of_mRNA_Vaccines_On_Population_Health

[41] Jianqing Wu, ‘Expression of Concern: potential Risks and Unknown Effects of mRNA Vaccines on Population Health’, marzo 2021 in: https://www.researchgate.net/publication/350124399_Expression_of_Concern_Potential_Risks_and_Unknown_Effects_of_mRNA_Vaccines_On_Population_Health

[42] ‘Coronavirus, Pietro Luigi Garavelli: “Mai vaccinare durante un’epidemia, il Covid reagirà mutando”, 20 marzo 2021, in: https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/26609939/coronavirus-pietro-luigi-garavelli-controcorrente-mai-vaccinare-epidemia-covid-reagira-mutando.html

[43] Geert Vanden Bossche, DMV, PhD, indipendent virologist and vaccine expert, formerly employed at GAVI and The Bill & Melinda Foundation, ‘To all authorities, scientists and experts around the world, to whom this concerns: the entire world population’, 6 marzo 2021, in: https://37b32f5a-6ed9-4d6d-b3e1-5ec648ad9ed9.filesusr.com/ugd/28d8fe_266039aeb27a4465988c37adec9cd1dc.pdf

[44] Geert Vander Bossche, ‘The chicken-and-egg problem (which came first?), 6 luglio 2021, in:  https://www.geertvandenbossche.org/post/the-chicken-and-egg-problem-which-came-first

[45] Denise Chow, ‘Expert back CDC change on masks as delta variant spreads’,  28 luglio 2021, in: https://www.nbcnews.com/science/science-news/experts-back-cdc-change-masks-delta-variant-spreads-rcna1526

[46] Aria Bendix, ‘CDC says fully vaccinated people spread the Delta variant and should wear masks: ‘This new science is worrisome’, 27 luglio 2021, in: https://www.businessinsider.com/cdc-fully-vaccinated-people-can-spread-delta-variant-2021-7?r=US&IR=T

[47] https://www.ilsussidiario.net/news/bassetti-chi-parla-di-lockdown-fa-terrorismo-variante-delta-ad-agosto-prevarra/2189141/

[48] https://www.affaritaliani.it/cronache/no-vax-trattarli-come-terroristi-ira-social-su-bassetti-di-la-tua-vota-732638.html

[49] Ha fatto scalpore il tweet del virologo di punta della propaganda vaccinale il quale afferma il 23 luglio 2021: ‘Propongo una colletta per pagare ai no vax gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci’[49].  Immediato il dietrofront: non avrebbe usato il termine ‘sorcio’. Nessuna argomentazione, invece, sul tema degli ‘arresti domiciliari’. Poco credibile il rammarico da parte di chi in passato ha dato del ’somaro’ a chi poneva dubbi con il sostegno di scienziati di maggiore fama internazionale.

[50] News24, ‘Delta Plus Not A ‘Variant of Concern’ for WHO Presently, Says Chief Scientist’, 1 luglio 2021, in: https://www.news18.com/news/india/delta-plus-not-a-variant-of-concern-for-who-presently-says-chief-scientist-3915023.html

[51] Kunal Gaurav, Hindustan Times, ‘World in ‘very dangerous period’ as Delta variant continues to mutate, warns WHO chief’, 3 luglio 2021, in: https://www.hindustantimes.com/world-news/world-in-very-dangerous-period-as-delta-variant-continues-to-mutate-warns-who-chief-101625304216229.html

[52] Laura Pellegrini, ‘Vaccini scaduti potrebbero funzionare, OMS: “Non buttate le dosi avanzate’”. 23. Giugno 2021, in: https://www.money.it/vaccini-scaduti-oms-non-distruggere-dosi-avanzate

[53] Jianqing Wu, ‘Expression of Concern: potential Risks and Unknown Effects of mRNA Vaccines on Population Health’, marzo 2021 in: https://www.researchgate.net/publication/350124399_Expression_of_Concern_Potential_Risks_and_Unknown_Effects_of_mRNA_Vaccines_On_Population_Health

[54] Luc Montagnier, in:  https://www.byoblu.com/2021/08/13/il-premio-nobel-luc-montagnier-incontra-il-pubblico-italiano/ 13 agosto 2021

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