European Consumers media partner della Conferenza sulle Bioeconomie del 12-13 dicembre 2022

Promossa dall’Osservatorio Interdisciplinare di Bioeconomia[1] e dalla rivista Economia e Ambiente[2] con il patrocinio di numerose società scientifiche e università[3] si svolgerà il 12 e 13 dicembre a Roma presso la Società Geografica Italiana la Conferenza Scientifica Interdisciplinare  “Dalla Strategia di Bioeconomia della Commissione europea alla Bioeconomia integrata e in armonia con la vita e le leggi della natura: analisi, pratiche, esperienze, attività”.

Con questa iniziativa i promotori si propongono di costruire un ponte fra il mondo scientifico e accademico e le comunità territoriali e la società civile, in coerenza con l’approccio ecosistemico su base scientifica dichiarato nel 2000 durante la Convenzione sulla diversità biologica[4] e inserito nella Strategia nazionale sulla biodiversità[5].

L’attuale Strategia di Bioeconomia, promossa come la nuova frontiera dell’economia “verde” e basata sulla sostituzione delle fonti fossili con la biomassa – presenta forti contraddizioni rispetto agli stessi obiettivi che si pone, ovvero la riduzione dell’uso di fonti non sostenibili e non rinnovabili e della dipendenza dalle importazioni.

La mera sostituzione delle fonti, che non prenda in considerazione la riduzione dei consumi di energia, materia e acqua è insufficiente e dannosa. La strategia attuale si basa sulla produzione di biomassa su larga scala, sulla necessità di suolo fertile, sottratto anche alle foreste, acqua e input chimici secondo il modello e le logiche dell’agro-industria che, come ampiamente dimostrato, ha un forte impatto su ambiente, biodiversità ed economia territoriale.

La Strategia, fondandosi sulla produzione energetica prevalentemente via combustione di sostanza biologica, compromette il recupero di questa per la compensazione dei suoli incidendo sul clima a causa dello sfavorevole bilancio di CO2.

Con riferimento all’Italia, è stata rilevata una stretta connessione fra la Strategia di Bioeconomia e il Testo Unico Forestale (TUF) del 2018, il cui impatto sul patrimonio forestale e la biodiversità appare negativo.

Inoltre con l’aggiornamento del 2018, la Strategia di bioeconomia si connette al processo di digitalizzazione (adeguamento alla Nuova Strategia di Politica Industriale 2017) aumentando il fabbisogno di minerali essenziali alla produzione di alta tecnologia, come le terre rare che, oltre a non essere rinnovabili, sono fortemente impattanti per l’ambiente e la salute (ad esempio, la produzione di una tonnellata di terre rare genera fra 1 e 1,4 tonnellate di rifiuti radioattivi) e rendono, inevitabilmente, l’UE dipendente dalle importazioni (considerato che oltre il 90% delle terre rare sono prodotte in Cina)[6].

A tale fine, è prevista una sessione della conferenza interamente dedicata a esperienze e pratiche coerenti con la bioeconomia e compatibili con le leggi della natura

European Consumers ha ricevuto l’invito a partecipare alle attività di divulgazione e come media partner di questa importantissima iniziativa e lancia quindi l’invito ai propri soci, simpatizzanti e consulenti di proporre i loro eventuali contributi di esperienze pratiche relative ai temi trattati scrivendo a marcotiberti@europeanconsumers.it.

Di seguito il primo Comunicato relativo all’iniziativa.

Premessa

Il 25 settembre 2020 si è tenuta la conferenza multidisciplinare “La Strategia europea di Bioeconomia: scenari e impatti territoriali, opportunità e rischi” – patrocinata da società scientifiche e università – che ha raccolto i contributi di storici, geografi, economisti, urbanisti, costituzionalisti, biologi, biologi forestali e medici le cui analisi hanno messo in evidenza una serie di criticità sulla base delle quali si può asserire che la Strategia di Bioeconomia della Commissione Europea[7] (del 2012 aggiornata nel 2018) e la conseguente Strategia Italiana per la Bioeconomia[8] siano piuttosto distanti dall’idea originaria di Bioeconomia teorizzata negli anni sessanta da Nicholas Georgescu-Roegen, ovvero una bioeconomia integrata e in armonia (embedded, direbbe Karl Polanyi) con la vita e con le leggi della natura.

Detta strategia, invece, riflette un’accezione relativamente recente della parola ‘bioeconomia’, che nasce dall’industria biotech, chimica, farmaceutica, agroindustriale e dai progressi della biologia, della genetica e della tecnologia molecolari, nonché dalla domanda di biomasse per usi non alimentari. Questa accezione, attualmente dominante, si fonda su una indimostrata equivalenza tra “rinnovabilità” e “sostenibilità”, e su una visione tecnocentrica che vede nell’high-tech e nelle tecnologie a controllo centralizzato le soluzioni a ogni problema ambientale e il superamento di ogni limite allo sviluppo. I lavori della conferenza hanno messo in luce che la Strategia di Bioeconomia – promossa come la nuova frontiera dell’economia “verde” e basata sulla sostituzione delle fonti fossili con la biomassa – presenta forti contraddizioni rispetto agli stessi obiettivi che si pone, in quanto dipendente da risorse non sostenibili, non rinnovabili e dalle catene internazionali del valore, arrivando alla conclusione che, per tali ragioni, essa stessa richiederebbe una rielaborazione che non può prescindere dal suo adeguamento alla Strategia europea sulla biodiversità, nonché al Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC).

I risultati della Conferenza sono confluiti in un Documento di Valutazione e Indirizzo, inviato alla Commissione europea, al Governo e ai parlamentari italiani e pubblicato sulla Rivista “Economia e Ambiente” (1/2021)[9].

Le tematiche della conferenza sono state oggetto di ulteriore approfondimento e aggiornamento, in parte svolti nel quadro del PRA 2020 dell’Università di Foggia ‘La Bioeconomia in Europa e in Italia: politiche e territori. Scenari socio-economici, ambientali e geopolitici’ e confluiti in un volume attualmente in corso di pubblicazione con la Società dei Territorialisti Edizioni e presto disponibile in open access. I promotori della conferenza, nella convinzione che la Strategia di bioeconomia non rappresenti solo un’opportunità da cogliere “a tutti i costi”, hanno ritenuto di costituire l’Osservatorio Interdisciplinare sulla Bioeconomia (OIB) – www.osservatoriobioeconomia.it – per il monitoraggio e lo studio delle iniziative e dei progetti ispirati alle diverse accezioni di Bioeconomia, al fine di contribuire alla comprensione dei processi in corso e dei possibili scenari. La seconda fase di quest’iniziativa sulla tematica in questione prevede l’organizzazione di una conferenza multidisciplinare fra ricerca e azione incentrata sulle pratiche di bioeconomia coerenti con la concezione originaria di Georgescu-Roegen.

L’iniziativa, organizzata nell’ambito del PRA 2020 dell’Università di Foggia, è promossa dall’Osservatorio Interdisciplinare sulla Bioeconomia e dalla Rivista scientifica “Economia e Ambiente” e patrocinata dalle seguenti organizzazioni: AIIG, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia; Associazione “Dislivelli”; ISDE, International Society of Doctors for the Environment; Fondazione “Allineare Sanità e Salute”, Fondazione di partecipazione delle Buone Pratiche, SdT, Società dei territorialisti e delle territorialiste; SGI, Società Geografica Italiana; SIRF, Società Italiana di Restauro Forestale; SIU, Società Italiana degli Urbanisti, SSG, Società di Studi Geografici; Corso di Laurea in Scienze della Montagna, Università della Tuscia; Dipartimento di Architettura, Università di Firenze; Dipartimento di Economia, Management e Territorio, Università di Foggia.

 Approccio scientifico alla conferenza e contenuti

Il periodo che stiamo vivendo è un periodo di crisi ecologica (con riferimento all’accezione etimologica del termine e, dunque, anche alla sua componente “sociale”), di stravolgimenti e apparenti cambiamenti sul piano politico, nonché di caos sistemico. Molte delle attuali attività e politiche economiche “verdi” – comprese quelle che si richiamano alla “bioeconomia” – sono basate sul paradigma riduzionista, meccanicista e utilitarista, sul dogma della crescita economica e della competizione, designate dalla stessa ideologia neoliberista che ha prodotto le problematiche e i guasti di cui ora le nuove politiche si propongono come “soluzione”. Insomma, tali iniziative “bio” ripropongono la stessa logica industrialista alla base dell’economia “fossile”. Pertanto, riteniamo urgente affiancare al necessario processo di interpretazione delle attuali politiche “verdi”, lo sviluppo di ricerche, studi e analisi di esperienze concrete, orientate a una bioeconomia che sia realmente integrata e in armonia con la vita e la natura, che possano costituire un punto di riferimento a livello sia teorico sia concreto per l’ormai non più procrastinabile salto di paradigma.

La bioeconomia, secondo la teoria di Nicholas Georgescu-Roegen, si fonda sul presupposto che i processi economici, investendo il mondo fisico, sono soggetti alle sue leggi, prima fra tutte l’entropia, ovvero la irreversibile dissipazione di energia e materia generata dai processi di trasformazione. I processi di produzione sono visti come un insieme di fondi (terra, capitale e lavoro) e flussi (risorse naturali, prodotti e scarti), in cui non vi è sostituibilità tra fondi e flussi: si può sostituire il lavoro con il capitale, ma certamente non le risorse con il capitale. D’altro canto, l’efficienza energetica, lungi dal potersi riferire solo al mero rapporto tra input e output di energia, deve considerare i processi dissipativi della materia coinvolti nella trasformazione dell’energia stessa. Un’economia sostenibile e circolare non richiede, dunque, soltanto flussi rinnovabili, ma anche una relazione fondi-flussi che rispetti e mantenga l’identità dei fondi, ovvero una compatibilità fondativa tra la velocità/densità dei flussi nella tecno-sfera e la capacità/velocità di rigenerazione dei fondi della biosfera.

Partendo dall’assunto che le civilizzazioni umane hanno prodotto nel tempo territori e paesaggi con sapienza e saggezza mantenendo una relazione fondi-flussi equilibrata, possiamo affermare che proprio la modalità e la capacità di tessere tale relazione in base a valori e interpretazioni diverse ma sempre armoniche con la natura ha portato alla grande differenziazione locale delle forme dei nostri contesti di vita. Oggi come un tempo sono proprio le pratiche sociali che consentono di entrare nella modalità complessa e integrata di economie capaci di interagire con i beni naturali e di riprodurre territori, paesaggi, risorse.

La conferenza si interroga su come attuare nella contemporaneità una bioeconomia integrata e in armonia con la vita e la natura. Sarà possibile presentare contributi basati su riflessioni, studi e pratiche che trattano di esperienze concrete coerenti con principi quali:

– la visione sistemica dell’ambiente;

– l’ambiente come fondamento del palinsesto territoriale e paesaggistico;

– l’assunzione del concetto di limite ecosistemico come regolatore delle attività economiche;

– l’adattamento del metabolismo industriale ai cicli naturali;

– il concetto di sostenibilità fondato sulla capacità di rigenerazione delle risorse naturali e sulla necessità di preservazione dell’equilibrio del ciclo biogeochimico;

– la governance politica e il progetto territoriale e paesaggistico basati sulla pianificazione ecologica partecipata e sulla salvaguardia delle matrici vitali partendo in primis dell’insediamento;

– l’uso delle risorse fondato sulla riduzione dei consumi di materia ed energia;

– la promozione dell’innovazione sociale, ovvero della valorizzazione delle conoscenze e dei saperi della natura, integrate ai contesti di vita;

– l’agroecologia e, più in generale, i modelli virtuosi di agricoltura in grado di rigenerare l’ambiente e il territorio;

– i modelli locali di produzione basati sulla diversità, sulla resilienza, sui beni relazionali e sulla partecipazione.

 

La conferenza si compone di tre sezioni: una sessione sui paradigmi scientifici alla base degli approcci bioeconomici nella quale saranno presentati i risultati del PRA 2020 dell’Università di Foggia insieme ad alcuni contributi dei fondatori dell’Osservatorio Interdisciplinare sulla Bioeconomia (OIB); e due sessioni aperte a contributi esterni suddivise nelle seguenti tipologie:

 

riflessioni teoriche o casi studio che raccoglierà i contributi di studiosi che si occupano di bioeconomia coerente con la teoria di Georgescu-Roegen, ovvero l’economia integrata e in armonia con la natura e la vita

– sulle pratiche nella quale saranno accolte esperienze e pratiche coerenti con i principi enunciati in precedenza con l’obiettivo, fra gli altri, di conferire rilevanza scientifica alle pratiche sociali per farle entrare nel dibattito scientifico ed accademico.

 

I temi che la conferenza intende indagare in maniera preminente fanno riferimento ai seguenti campi:

– agricoltura, allevamento, pesca

– acqua e foreste

– produzione manifatturiera

– energia

– servizi

– gestione delle risorse come beni comuni

– insediamenti

– paesaggio

– salute.

Modalità di presentazione dei contributi e tempi di consegna

L’approvazione del contributo prevede in via preliminare l’invio di una sintesi (abstract) contenente:

– titolo

– testo (massimo 2.000 caratteri spazi inclusi)

– 3 parole chiave.

A seguire:

– nome/i dell’autore/i

– ente di afferenza o organizzazione di appartenenza

– dichiarazione di possibili conflitti di interesse

– indicazione del campo tematico

– indicazione della modalità di presentazione del lavoro.

La sintesi (abstract) dovrà pervenire agli organizzatori entro il 30 giugno

L’approvazione avverrà entro il 30 settembre sulla base dei seguenti criteri:

– pertinenza al tema oggetto della conferenza,

– coerenza del caso di studio o della pratica con i principi enunciati di una bioeconomica integrata con la vita e e le leggi della natura. Non saranno ammesse le proposte di contributo che presenteranno casi di studio o esperienze riconducibili alla bio-industria, ovvero che fanno riferimento a una mera sostituzione delle risorse fossili con quelle organiche.

Il lavoro finale dovrà essere inviato entro il 31 gennaio 2023 ai fini della pubblicazione.

Modalità di presentazione dei lavori:

riflessione teorica e casi studio con indicazione della preferenza di: presentazione orale (15 minuti), comunicazione orale breve (7 minuti), poster;

pratiche con indicazione della preferenza di: presentazione orale (15 minuti), comunicazione orale breve (7 min.), poster (in formato pdf), video (mp4, durata massima 3 min.)

In base ai materiali presentati, gli organizzatori della conferenza potranno richiedere una modalità specifica di presentazione, che verrà comunicata al momento dell’accettazione della sintesi (abstract).

ATTENZIONE: ogni partecipante alla conferenza può presentare un solo contributo come primo autore, pur potendo partecipare come co-autore in altri contributi.

Per qualsiasi ulteriore informazione: conferenza.2022@osservatoriobioeconomia.it

Per approfondire: La strategia europea e italiana  di bioeconomia scenari e impatti territoriali, opportunità e rischi documento di valutazione e indirizzo. https://www.economiaeambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/REPORT_BIOECONOMIA-Economia_e_Ambiente_2021-1_E-version_.pdf

Riferimenti

[1] Osservatorio Interdisciplinare sulla Bioeconomia (OIB). www.osservatoriobioeconomia.it

[2] Economia & Ambiente. www.economiaeambiente.it

[3] AIIG, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia; Associazione “Dislivelli”; ISDE, International Society of Doctors for the Environment; Fondazione “Allineare Sanità e Salute”, Fondazione di partecipazione delle Buone Pratiche, SdT, Società dei territorialisti e delle territorialiste; SGI, Società Geografica Italiana; SIRF, Società Italiana di Restauro Forestale; SIU, Società Italiana degli Urbanisti, SSG, Società di Studi Geografici; Corso di Laurea in Scienze della Montagna, Università della Tuscia; Dipartimento di Architettura, Università di Firenze; Dipartimento di Economia, Management e Territorio, Università di Foggia.

[4] Convenzione sulla Biodiversità (Convention on Biological Diversity). https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/convenzioni-e-accordi-multilaterali/convenzione-sulla-biodiversita-convention-on-biological-diversity

[5] La Strategia Nazionale per la Biodiversità. https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/documenti/strategia-nazionale-per-la-biodiversita+&cd=3&hl=it&ct=clnk&gl=it; Strategia Nazionale per la Biodiversità 2020. https://www.mite.gov.it/pagina/strategia-nazionale-la-biodiversita-2020; Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030. https://www.mite.gov.it/pagina/strategia-nazionale-la-biodiversita-al-2030

[6] Pubblicato il documento di valutazione e indirizzo della Strategia europea e italiana di bioeconomia. https://www.isde.it/pubblicato-il-documento-di-valutazione-e-indirizzo-della-strategia-europea-e-italiana-di-bioeconomia/

[7] La bioeconomia secondo L’Unione Europea. https://ec.europa.eu/environment/ecoap/about-eco-innovation/policies-matters/la-bioeconomia-secondo-lunione-europea_it

[8] Strategia Italiana per la Bioeconomia. https://www.agenziacoesione.gov.it/strategia-italiana-per-la-bioeconomia/

[9] La strategia europea e italiana  di bioeconomia scenari e impatti territoriali, opportunità e rischi documento di valutazione e indirizzo. https://www.economiaeambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/REPORT_BIOECONOMIA-Economia_e_Ambiente_2021-1_E-version_.pdf

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