Sieri Covid, integrazione cellulare e modificazione del DNA

Sieri covid e integrazione cellulare

E’ possibile obbligare in via condizionata e straordinaria l’inoculazione di un medicamento genico spacciato per vaccino e capace di integrarsi nelle cellule umane modificandole in maniera permanente? In modo che la modificazione si trasmetta alla prole? Senza che se ne conoscano le conseguenze?

Preoccupazioni espresse anche dallo scienziato e membro del BMJ Peter Doshi il quale denuncia l’inganno di chiamare ‘vaccino’ una sostanza che è altro e si chiede se sarebbe stato possibile renderla obbligatoria svelando chiaramente di cosa si tratti, che non prevengono l’infezione e che non se ne conoscono gli effetti[1].

Uno studio svedese pubblicato nel febbraio del 2022 ha rilevato come l’mRNA sintetico contenuto nel siero Pfizer sia in grado di entrare nelle cellule epatiche umane ed essere trascritto in modo inverso nel DNA. Una eventualità strenuamente rigettata e negata da esperti televisivi e funzionari governativi in Italia, sebbene implicitamente confermata presso l’UE.

La questione sulla natura genica dei sieri è stata rinfocolata nel maggio 2021 in seguito ad una esplicita richiesta di delucidazioni da parte dell’Avv. Giulio Marini nei confronti della Commissione Europea, organismo competente ad autorizzare i vaccini (non EMA le cui attività sono meramente consultive)[2].

In quel caso la Commissione aveva risposto testualmente: “(…) si prega di notare che, come menzionato nella nostra lettera ARES (2021) 2342402 (del 06/04/2021), la Direttiva 2001/83/CE, Allegato 1, Parte IV (come modificata dalla Direttiva della Commissione 2009/120/CE), afferma chiaramente che i medicinali per terapia genica non devono includere vaccini contro malattie infettive. Pertanto indipendentemente dal fatto che un vaccino contenga acidi nucleici ricombinanti e regoli l’espressione dei geni umani, non rientra nella definizione di terapia genica ai sensi della legislazione dell’UE.

Vorrei sottolineare che la decisione che i vaccini non dovrebbero essere considerati terapia genica non è una decisione ad hoc presa dalla Commissione europea o dall’Agenzia europea per i medicinali per i vaccini Covid-19. Come spiegato sopra e nella nostra precedente corrispondenza, questo principio è stato stabilito in occasione della modifica della direttiva 2001/83/CE nel 2009”[3].

Una interpretazione piuttosto bizantina: dalle conoscenze attuali sappiamo che i cosiddetti ‘vaccini Covid’ sono a tutti gli effetti sostanze geniche, non è possibile affermare il contrario a meno di non mostrare ignoranza o dolo (in entrambe i casi non consentite da un funzionario pubblico tenuto a rispondere su questioni di vitale importanza). Dai microfoni di Byoblu l’Avv. Marini replica: “Sembra una contraddizione in termini dire ‘noi non possiamo dire che i vaccini siano terapie geniche semplicemente perché ce lo impedisce la legge’, non perché – sostanzialmente – non lo siano, ecco il punto che lascia qualche perplessità”.

 

La questione non è di secondaria importanza. Abbiamo già visto[4] come il principio basilare della inviolabilità del corpo umano abbia negli anni passati prodotto una direttiva da cui emerge che non è brevettabile una invenzione il cui sfruttamento sarebbe contrario all’ordine pubblico. I medicinali genici che oggi vengono resi obbligatori attraverso la perdita di lavoro e dello stipendio e il negato accesso a pubblici uffici costituiscono, di fatto, un golpe all’ordine pubblico in quanto è, ormai, largamente comprovato come queste terapie siano non solo inefficaci, quanto dannose. Lo si evince dalle numerose sentenze italiane (tra le più recenti quella di Padova) che, sostenute da basi scientifiche certe e indipendenti, si sono chiaramente espresse contrariamente all’obbligo vaccinale. Di recente abbiamo anche visto una importante posizione di giudici e magistrati tedeschi i quali accostano l’obbligo vaccinale al tentato omicidio da parte di chi agisce (il Governo o chi spinge all’obbligo)[5].

Una posizione autorevole le cui conclusioni vengono confortate da un recente studio (tra i tanti) che conferma un aumento del 25% degli arresti cardiaci legati al ‘vaccino’ Covid[6].

Lo studio svedese da cui siamo partiti, d’altra parte, afferma come sui vaccini in questione esistono solo studi a breve termine e già questi conducono a risultati di bassi profili di sicurezza ed efficacia. Ad esempio, affermano i ricercatori, tra gli effetti avversi si rilevano pericardite, aritmia, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, infarto del miocardio, emorragia intracranica e trombocitopenia. Per quanto riguarda il fegato si rileva un ingrossamento dell’organo, vacuolazione, aumento dei livelli di gamma glutamil transferasi (γGT) e aumento dei livelli di aspartato transaminasi (AST) e fosfatasi alcalina (ALP) oltre ad effetti epatici transitori e accumulo intracellulare di LNP negli epatociti è stato dimostrato in vivo.

Inoltre lo studio afferma: “Abbiamo rilevato livelli elevati di BNT162b2 nelle cellule Huh7 e cambiamenti nell’espressione genica dell’elemento nucleare 1 lungo intervallato (LINE-1), che è una trascrittasi inversa endogena. (…) – affermano i ricercatori – I nostri risultati indicano un rapido assorbimento di BNT162b2 nella linea cellulare del fegato umano Huh7, portando a cambiamenti nell’espressione e nella distribuzione della LINEA-1. Mostriamo anche che l’mRNA di BNT162b2 viene trascritto in via intracellulare nel DNA in appena 6 h dopo l’esposizione a BNT162b2”.

Secondo i ricercatori, poi, sarebbe il caso di proseguire nella ricerca e indagare se le cellule del fegato presentino anche la proteina spike SARS-CoV-2 derivata dal vaccino, la quale potrebbe potenzialmente rendere le cellule del fegato bersagli per cellule T citotossiche. La necessità di ulteriori indagini deriva dall’osservazione di casi di epatite autoimmune dopo la vaccinazione con BNT162b2 sebbene nel rapporto sulla tossicità del ‘vaccino’ non siano stati forniti studi di genotossicità o cancerogenicità della sostanza. Un punto importante: lo studio svedese solleva una preoccupazione ovvero se il DNA derivato da BNT162b2 possa essere integrato nel genoma dell’ospite e influenzare l’integrità del DNA genomico, che può potenzialmente mediare genotossicità ed effetti collaterali.

Tutto questo per una malattia facilmente ed economicamente curabile con il plasma convalescente, come strenuamente indicato dal compianto Dott. Giuseppe De Donno e recentemente confermato da un importante studio finanziato dal Dipartimento per la Difesa americano e dal National Institute of Health[7].

Appare, dunque, alquanto improprio proporre l’obbligo per sostanze di questo tipo, ignorare di netto le evidenze e indurre forme di autocensura in chi si occupa di Scienza, mai quanto oggi vilipesa.

 

Chiara Madaro – 7.6.2022

 

[1] 5LB Magazine, ‘Peter Doshi: questa non è scienza – doppiato italiano’, novembre 2021, disponibile in: https://www.youtube.com/watch?v=a2ioO2OzdD0

[2] Byoblu, ‘Vaccino covid rientra nella categoria terapia genica? Risponde la Commissione Europea – Giulio Marini’, 24 maggio 2021, disponibile in: https://www.byoblu.com/2021/05/24/vaccino-covid-rientra-nella-categoria-terapia-genica-risponde-la-commissione-europea-giulio-marini/

[3] Byoblu, ‘Vaccino covid rientra nella categoria terapia genica? Risponde la Commissione Europea – Giulio Marini’, 24 maggio 2021, disponibile in: https://www.byoblu.com/2021/05/24/vaccino-covid-rientra-nella-categoria-terapia-genica-risponde-la-commissione-europea-giulio-marini/

[4] Chiara Madaro, ‘Intervista al Prof. Luca Marini, diritto internazionale La Sapienza – Roma, CNB, CIEB. La Direttiva 98/44 CE e la ‘pandemia’, 30.4.2022, disponibile in:  https://www.europeanconsumers.it/2022/04/29/intervista-al-prof-luca-marini-diritto-internazionale-la-sapienza-roma-cnb-cieb/

[5] Chiara Madaro, ‘Obbligo vaccinale. Magistrati tedeschi: è tentato omicidio’, 1 maggio 2022, disponibile in: https://www.europeanconsumers.it/author/chiara-madaro/

[6] Y. Rabinovitz, ‘New study links Covid vaccines to 25% increase in cardiac arrest for both males and females’, 31 maggio 2022, disponibile in: https://www.israelnationalnews.com/news/328529

[7] David J. Sullivan, Kelly A. Gebo, Smuel Shoham, Evan Bloch et al. ‘Early treatment for Covid-19 with Convalescent Plasma’, 5 maggio 2022, N Engl J Med 2022; 386:1700-1711
DOI: 10.1056/NEJMoa2119657https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa2119657 diaponibile in: https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa2119657

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Utilizziamo solo i nostri cookie e quelli di terze parti per migliorare la qualità della navigazione, per offrire contenuti personalizzati, per elaborare statistiche, per fornirti pubblicità in linea con le tue preferenze e agevolare la tua esperienza sui social network. Cliccando su accetta, consenti l'utilizzo di questi cookie.

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.


Utilizzato per rilevare se il visitatore ha accettato la categoria di marketing nel banner dei cookie. Questo cookie è necessario per la conformità GDPR del sito web. Tipo: HTTP Cookie / Scadenza: 6014 giorni
  • YouTube

Utilizzato per verificare se il browser dell'utente supporta i cookie. Tipo: HTTP Cookie / Scadenza: 1 giorno
  • Google

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi