Comunicato Stampa: esposto di European Consumers APS contro la realizzazione dell’impianto mini-idroelettrico “Villanova” sul Torrente Le Pescare, nel comune di Accumoli in provincia di Rieti

European Consumers ha ripetutamente denunciato come, nel nome della sicurezza idraulica e delle energie rinnovabili, si continui a trattare i corsi d’acqua italiani senza alcun rispetto per gli importanti habitat, spesso di importanza comunitaria, che li caratterizzano e nemmeno per la fauna di interesse economico ed ecologico che li popolano[1].

In questo caso si spaccia l’ennesimo stupro ambientale per un intervento basato sulla produzione di energia sostenibile. Ma, secondo la nostra Associazione, i fiumi italiani sono da considerare ambiti prioritari per la costituzione di robuste reti ecologiche e per la salvaguardia di innumerevoli specie anche in relazione alle normative attualmente vigenti, spesso ignorate o addirittura sconosciute agli amministratori locali.

Per cui vanno ridotti al minimo gli impatti antropici su di essi in particolare se in condizioni naturali o prossimo-naturali con particolare riguardo anche agli aspetti paesaggistici, spesso trascurati ancora di più oltre alle questioni strettamente inerenti la protezione ambientale e delle specie animali e vegetali.

Il presente comunicato stampa sarà inviato al Coordinatore Provinciale dei Carabinieri Forestali e ai mezzi di informazione per avviare azioni legali di contrasto all’ennesimo scempio ambientale di ambito fluviale.

 Oggetto: approvazione del danneggiamento di ambiente naturale sulla base di relazioni di impatto scarse e imprecise da parte della Regione Lazio.

Si espone quanto di seguito in relazione all’eventuale potenziale presenza di reato di danno ambientale ai sensi della violazione del Decreto 152/06 e dell’art. 452 bis c.p. che sanziona chiunque cagiona abusivamente una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili delle acque, dell’aria, di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo, di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.

La Regione Lazio ha recentemente dato il via libera al progetto di impianto mini- idroelettrico “Villanova” sul Torrente Le Pescare, nel comune di Accumuli, provincia di Rieti.

Come già accaduto per il Terminillo si denuncia l’approssimazione delle relazioni tecniche e ambientali da parte della regione Lazio apparentemente tese a favorire interessi privati a sfavore degli ambienti naturali.

L’intervento non ricade nei siti della Rete Natura2000 e dista circa da 3Km opere di presa a I ,2Km centrale elettrica dalla ZPS IT/I 10 1 28 “Parco Nazionale Gran Sasso- Monti della Laga”. L’opera in esame, pur se esterno ad aree protette, danneggia un ambiente naturale già sottoposto a pressione a causa della strada pre-esistente. Tale ambiente rappresenta, inoltre, un importante corridoio ecologico.

Nella relazione si accenna all’interferenza con zone classificate come “Boschi igrofili a pioppi e salice bianco e/o ad ontano nero e/o a frassino meridionale” e “castagneti dei substrati arenacei e marnosi” ma non se ne quantifica l’entità. Si ricorda che tali boschi rientrano comunque nelle categorie di habitat di interesse comunitario individuati dalla direttiva 92/43/CEE e l’impatto su di essi non può che essere considerato molto elevato anche al di fuori del sistema di aree protette “Natura 2000”, sia nel caso di sottrazione di superficie temporanea, in sede di cantiere, o permanente, in post-operam.

Nella “Relazione idraulica, idrologica e geologica” non è considerato il minimo deflusso vitale in funzione dell’impatto dell’opera sulla fauna ittica presente e sulla continuità ecologica del corso d’acqua.

Le portate misurate risalgono al 2014/2015, ormai quasi 10 anni fa, e visti i rapidi tempi del cambiamento climatico, anche un decennio fa molta differenza.

Lo studio si basa sui dati pluviometrici medi annui, che qui sono di circa 1000 mm. Ma negli ultimi anni, in particolare gli ultimi due, le precipitazioni risultano ridotte anche del 40%. Quest’anno, da gennaio a oggi, si sono avuti solo 180 mm di pioggia, meno della metà rispetto alla media.

Le misurazioni delle portate a cui si riferisce lo studio hanno avuto la durata di un solo anno, che non può essere rappresentativo dell’andamento idrologico di un corso d’acqua. Può darsi che in quell’anno ci siano state più precipitazioni (anche nevose) del solito, o un clima più fresco. Il corso del fiume è breve, e si tratta di una zona montana, per cui la portata dipende strettamente dalle precipitazioni, senza poter contare su affluenti o altri apporti idrici significativi.

Il torrente Le Pescare è lungo 3 km circa, ci cui vengono derivati 1.5 km, questo vuol dire che il 50% dell’ecosistema fluviale sarà pesantemente alterato. Nel torrente vi sono trote e gamberi, che si troverebbero in seria difficoltà e di conseguenza la relativa avifauna connessa (in particolare l’airone).

Nella “Relazione tecnica” si parla di scala ittiofauna per garantire la continuità fluviale e la movimentazione ittica senza riferimento alle specie presenti e all’efficacia di tali misure in relazione alle caratteristiche specifiche dell’ittiofauna presente.

Non è considerato il Deflusso Ecologico (DE)[2] che rappresenta un’evoluzione del Deflusso Minimo Vitale (DMV) con cui si passa dal garantire una portata istantanea minima al garantire un regime idrologico per il raggiungimento degli obiettivi ambientali indicati dalla Direttiva Comunitaria Quadro in materia di Acque n. 2000/60/CE.

Il “Deflusso Ecologico” (DE) è inteso come il regime idrologico che, in un tratto idraulicamente omogeneo di un corso d’acqua, appartenente ad un corpo idrico definito nel Piano di Gestione del distretto idrografico, è conforme con il raggiungimento degli obiettivi ambientali definiti ai sensi della Direttiva Comunitaria Quadro in materia di Acque 2000/60/CE[3]. L’attuazione del Deflusso Ecologico avviene principalmente attraverso l’applicazione di “fattori correttivi” al DMV, che costituiscono la “componente ambientale” del DE.

Nei prossimi anni, il trend pluviometrico nel territorio potrebbe peggiorare, per cui è probabile che tale progetto possa divenire inefficiente in tempi brevi. Già attualmente per l’impianto si prevede un’attività di soli soli 9 mesi l’anno. Nel tempo, potrebbe ritrovarsi ad essere fermo anche per una buona metà di anno e a prosciugare seriamente il torrente nei mesi di attività.

Dalla documentazione, carente dal punto di vista ecologico, è evidente che l’opera causa un’artificializzazione di un corso d’acqua in condizioni ancora naturali.

Si ritiene quindi violato l’articolo 9 della Costituzione italiana, recentemente modificato il quale afferma che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.

Si ritiene disapplicato l’articolo 3 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152[4] Norme in materia ambientale il quale afferma che:

  • la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente;
  • ogni attività umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future.
  • l’attività della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, per cui nell’ambito della scelta comparativa di interessi pubblici e privati connotata da discrezionalità gli interessi alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale devono essere oggetto di prioritaria considerazione.
  • la risoluzione delle questioni che involgono aspetti ambientali deve essere cercata e trovata nella prospettiva di garanzia dello sviluppo sostenibile, in modo da salvaguardare il corretto funzionamento e l’evoluzione degli ecosistemi naturali dalle modificazioni negative che possono essere prodotte dalle attività umane.

Si ritiene necessaria, in funzione della normativa vigente, l’applicazione, in qualsiasi azione di gestione o manutenzione idraulica riguardante laghi e fiumi naturali, di tutte le norme favorevoli al miglioramento ecologico e alla protezione della biodiversità per evitare che a livello locale si disattenda agli scopi generali delle Normative a tutela dell’ambiente e del territorio (Direttiva 2000/60 “Acque”, Decreto Legislativo del 3 aprile 2006, “Norme in materia ambientale”). Indifferibile è anche l’applicazione del Minimo Deflusso Ecologico come elemento fondamentale nella valutazione dell’impatto ambientale di qualsiasi opera pubblica riguardante i corsi d’acqua.

Si ricorda che tali opere di artificializzazione contrastano anche con la “Strategia europea sulla biodiversità 2030”[5] che prevede di liberare 25000 chilometri di fiumi europei dalle barriere artificiali. È ovvio che i primi corsi d’acqua da tutelare sono quelli ancora in condizione naturale.

Riferimenti

[1] Comunicato stampa: soldi per il fiume Velino: per salvarlo o per distruggerlo?. https://www.europeanconsumers.it/2019/07/06/comunicato-stampa-soldi-per-il-fiume-velino-per-salvarlo-o-per-distruggerlo/; European Consumers lancia l’allarme per un aumento del rischio di esondazione del velino a causa dell’artificializzazione delle sponde. https://www.europeanconsumers.it/2019/08/28/european-consumers-lancia-lallarme-per-un-aumento-del-rischio-di-esondazione-del-velino-a-causa-dellartificializzazione-delle-sponde/; Desertificazione del fiume Velino in piena area protetta. https://www.europeanconsumers.it/2022/03/07/desertificazione-del-fiume-velino-in-piena-area-protetta/

[2] Dal Deflusso Minimo Vitale al Deflusso Ecologico. https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/servizi-e-informazioni/enti-e-operatori/territorio/governo-delle-acque/deflusso-ecologico

[3] DQA 2000/60/CE. https://www.mite.gov.it/pagina/dqa-2000-60-ce; Direttiva 2000/60/CE Del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque. https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2006-04-14&atto.codiceRedazionale=006G0171

[4] Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale. (GU Serie Generale n.88 del 14-04-2006 – Suppl. Ordinario n. 96). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:02000L0060-20141120

[5] Strategia sulla biodiversità per il 2030. https://environment.ec.europa.eu/strategy/biodiversity-strategy-2030_it

1 commento

  1. Mario Troiani

    complimenti per il vostro impegno. Conosco il torrente in questione e considero un assurdità visto l’esigua portata in continua diminuzione, colgo l’occasione per rendervi edotti su cio che avviene sui monti della Laga . Negli anni 50 circa fu costruito il lago di Campotosto, per rifornirlo di acqua furono fatte delle canale di gronda sia versante ovest che est, che prelevano le acque dei vari torrenti al di sopra dei 1300 mt. un controllo delle portate vitali sarebbe opportuno visto che anno scorso una escursione ho visto la presa del sacro cuore sopra Capricchia che non lasciava acqua a sufficienza per la sopravvivenza del torrente . sarebbe da sollecitare gli addetti al controllo, probabilmente anche altre prese potrebbero essere nelle stesse condizioni

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