“E’ tempo di martiri e di eroi” – Intervista al Prof. Luca Marini, Diritto Internazionale – università La Sapienza

Voto 25 settembre 2022 - Intervista Luca Marini Diritto Internazionale La Sapienza

Il 25 settembre ci vedrà impegnati con il voto dopo anni di commissariamento del Parlamento da parte della Troika e della finanza internazionale.

Nel paese del gattopardismo il rischio è che tutto cambi affinchè tutto rimanga come prima e che si cristallizzi il ruolo-fantoccio del Parlamento e dei componenti di Governo mentre si accentua il distacco dei cittadini dalla politica.

Ne parliamo in un confronto con il Prof. Luca Marini, docente di diritto Internazionale presso l’università La Sapienza di Roma e autore di ‘Biopandemismo‘ insieme al Prof. Francesco Benozzo per le edizioni La Vela..

 

  1. La recente crisi di governo aperta da Conte sta portando l’Italia al voto dopo il commissariamento tecnico della Troika che ha imposto Draghi alla guida dell’Italia a partire dal 3 febbraio 2021. In Italia Draghi sta realizzando gli accordi del Britannia[1]. Per farlo è rimasto totalmente incontrastato. Chi esprimeva una voce critica dai social ha, di fatto, evitato ogni contrasto in Parlamento nel nome dei mercati. Ora in campagna elettorale da destra a sinistra gli schieramenti parlamentari stanno chiarendo un punto: Draghi non si discute. Siamo al presidenzialismo totale all’italiana?

Direi che siamo all’ultimo atto di una rappresentazione teatrale in cui il potere finanziario, quello stesso che possiede e controlla a un tempo circuiti scientifici, accademici, tecnologici, produttivi, culturali, mediatici e politici, getta la maschera e appare per quello che è: un complotto, una minaccia, un attentato volto ad azzerare diritti e le libertà fondamentali.

 

  1. Il 14 luglio Draghi presenta le sue dimissioni al Presidente della Repubblica che le rigetta. Il 21 si ripete e questa volta Mattarella accoglie e fissa una data per nuove elezioni: il 25 settembre. Significa che gli schieramenti extraparlamentari hanno solo un mese di tempo per organizzarsi, raccogliere le firme per poter scendere in campo ufficialmente e farsi una campagna elettorale capace di superare lo sbarramento del 3%. Non suona molto equo. E’ un modo per ‘democratizzare’ il commissariamento? Mattei parla di colpo di stato.

Veramente, con ogni evidenza, il colpo di stato è stato posto in essere a più riprese ben prima dello scorso mese di luglio. Comunque, è altrettanto evidente che l’attuale crisi di governo altro non è che un teatrino messo in piedi dalle più alte cariche dello Stato per impedire ai partiti anti-sistema di organizzarsi per tempo e, soprattutto, alla società civile di esprimere il proprio dissenso rispetto alla deriva anti-democratica dischiusa dalla grande truffa del Covid.

 

  1. Professore, il Presidente del Consiglio Draghi in un discorso dello scorso 20 luglio – il giorno prima di presentare nuovamente le dimissioni – ha affermato: ‘Non chiedo pieni poteri. Siete voi che decidete’. Ad alcuni osservatori è parsa una ‘indicazione di voto’: chi è in Parlamento sa che per mantenere dei privilegi personali dovrà votare in quella direzione. E’ d’accordo con questo punto di vista? 

Forse alla maggior parte degli italiani, distratti dal caldo estivo e impegnati a godersi le ferie, sfugge che il Governo dell’Uomo della Provvidenza è ancora in carica e che ci resterà a lungo. E che corriamo il rischio di vederlo tornare alla carica indipendentemente dai risultati elettorali di settembre.

 

  1. Professore, la politica è anche l’arte dell’inganno. La realtà, per quanto ci venga semplificata è, spesso più complessa di quello che ci è dato vedere. Per Edgar Morin, antropologo e sociologo, non possiamo permetterci di avere una visione naïf e ingenua sulla realtà. Allora: assistiamo alla fuoriuscita stizzita e oltraggiata di personaggi appartenenti a vari schieramenti politici che pongono la ‘questione morale’ dell’anti-draghismo. Questi personaggi stanno, quindi, partecipando ad una campagna acquisti spostandosi verso ‘ammucchiate’ che solo qualche anno fa avremmo giudicato impossibili. Ha ancora senso parlare di destra e sinistra? A cosa stiamo assistendo?

Parlare di destra e di sinistra in un Paese che non ha conosciuto la rivoluzione industriale e che identifica la destra con il fascismo non ha mai avuto senso. E per quanto riguarda le “ammucchiate” che Lei ricorda, temo che la questione morale non c’entri granché.

 

  1. Anche fuori dal Parlamento c’è fermento. Alcuni movimenti spontanei in questi mesi hanno contestato con abnegazione le forme di totalitarismo e controllo sociale che le nostre ‘democrazie’ stanno sperimentando. Ora si stanno compattando e organizzando per la corsa elettorale. Anche qui si assiste al fenomeno del superamento delle classiche divisioni tra destra e sinistra. Qui, però, l’obiettivo sembra consistere nel riprendersi in mano il Paese, ormai campo aperto di sperimentazioni sociali e finanziarie spericolate. E’ d’accordo?

Ben venga il superamento del modo tipicamente italiano di fare politica a favore di un programma di governo che punti alla salvaguardia della sovranità nazionale, alla valorizzazione delle risorse tradizionali del Bel Paese, al ripristino della libertà e della democrazia, all’alfabetizzazione culturale dei cittadini, alla creazione di nuove basi etiche, all’opposizione nei confronti di tutte quelle derive culturali che originano dalla globalizzazione e dal transumanesimo. Mi rendo conto, però, che si tratta di un programma tremendamente ambizioso e forse un po’ naif, che in questo momento richiederebbe il contributo di martiri ed eroi, ossia di persone perfettamente estranee alla politica, almeno per come essa è tradizionalmente concepita in Italia.

 

  1. C’è chi invita all’astensionismo. Ma è lecito supporre che il messaggio sia rivolto a quanti voterebbero per i raggruppamenti extra – parlamentari. L’astensione – anche se indirettamente – finirebbe per favorire gli schieramenti parlamentari e quindi Draghi che sta aspettando il momento giusto per entrare in campo (non esclude il ‘ritorno’ con il PD). Rimarrebbe praticamente incontrastato e senza segnale alcuno da parte dell’elettorato. O dobbiamo credere che chi è già in Parlamento problematizzerebbe sulle cause dell’astensionismo?

Personalmente non voto dal 1992. Ma non ho mai creduto nella valenza “politica” di questo gesto: non ho votato semplicemente perché non mi sentivo rappresentato da alcuno. E infatti il mio astensionismo, come quello di milioni di altri italiani, non ha impedito ai soliti partiti di celebrare vittorie e accampare legittimazioni con il 10% dei voti espressi dal 20% degli aventi diritto. Temo, quindi, che oggi l’astensionismo non basti più, visto che non avrebbe altro effetto che favorire lo status quo.

 

  1. Da Bloomberg al Financial Times al Guardian la scorsa settimana titolavano sul rischio italiano di una deriva a destra verso Meloni. Negli States si inizia a simpatizzare per la sinistra? O è la sinistra ad aver sbandato a destra?

Si tratta del solito teatrino mediatico ordito dai centri di potere liberisti e globalisti che controllano la stampa internazionale. In realtà, quale stupefacente novità, o rottura col passato, potrebbe derivare dalla vittoria di una “destra”, come quella italiana, che sostiene la guerra in Ucraina e l’identità digitale?

 

  1. La crisi di governo si è consumata sui termovalorizzatori. Il tema dell’energia è sempre stato un nodo critico nel nostro paese ma irrisolto. Il M5S si è anche espresso contrariamente all’energia nucleare e al gas. Questa posizione è condivisibile in quanto non sostenibile dal punto di vista della salute e dell’ambiente. Tuttavia quando il M5S ha avuto l’opportunità di stare al governo, ha fatto plateale marcia indietro su molte delle promesse espresse nelle passate tornate elettorali. E’ credibile questa ‘vampa di luglio’?

La crisi energetico-climatico-ambientale è il nuovo banco di prova, dopo il Covid, per consolidare ed estendere la portata di strumenti premiali modellati sul Green Pass: se metti i termovalorizzatori, o i pannelli fotovoltaici o qualsiasi altro strumento il Governo riterrà di imporre, ti sarà dato il permesso di andare al supermercato o al lavoro o dal medico. E’ questo il nocciolo della questione, che mi sembra sfugga alla gran parte degli italiani.

 

  1. Mentre Conte si oppone al termovalorizzatore, da Calenda a Salvini a Tajani, Letta, sono tutti d’accordo nel puntare sul gas e a reinserire il nucleare in Italia[2]. Credono si tratti di fonti energetiche pulite e rinnovabili in linea con le indicazioni europee[3]. Eppure le alternative realmente pulite esistono. Come per il conflitto in Ucraina sembra ancora una volta che l’Europa e l’Italia siano interessate a favorire alcuni rapporti di forza stabiliti con alcuni elementi statunitensi. Bannon (insieme al genero di Trump) ha evidenti interessi nel settore nucleare e si è stabilito a Bruxelles con il dichiarato intento di orientare e finanziare le destre e controbilanciare il lavoro di Soros con i ‘progressisti’. Mentre la famiglia Biden ha fortissimi interessi nel GNL, si è visto con la lunga presenza del figlio Hunter presso la Burisma in Ucraina. Perfetto cerchiobottismo italiano?

Si tratta di business multimiliardari sostenuti da quell’organizzazione internazionale che, chissà perché, buona parte degli italiani considera la paladina della democrazia e del benessere e che, in realtà, è solo il tempio delle lobby tecnologiche e industriali che tutto hanno a cuore meno i diritti fondamentali dell’uomo: mi sto riferendo, è ovvio, all’Unione europea. E Lei si stupisce che in Italia, il Paese più europeista e allo stesso tempo più corrotto dell’occidente industrializzato, si realizzino convergenze politiche su questi business?

A cura di Chiara Madaro . 6 agosto 2022

 

[1] https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/01/22/britannia-la-vera-storia/5681308/

[2] Il Sole 24 Ore, ‘Centrali nucleari in Italia, l’asse Salvini-Calenda per il rilancio’, 29 giugno 2022, disponibile in: https://www.nucnet.org/news/commission-president-von-der-leyen-says-eu-needs-nuclear-power-10-2-2021

[3] David Dalton, Kamen Kraev, ‘Europe/ Commission President Von Der Leyen says EU needs nuclear power’, 26 ottobre 2021, disponibile in: https://www.nucnet.org/news/commission-president-von-der-leyen-says-eu-needs-nuclear-power-10-2-2021

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