Vaccini e abbattimenti di massa di animali sani. Il piano di attacco della Regione Sardegna per contrastare la Dermatite Nodulare Contagiosa o Lumpkin Skin Disease (LSD) presenta forti criticità e rischia di mettere in ginocchio l’economia della Regione.
Il Presidente di European Consumers APS Marco Tiberti, a tutela dei consumatori ha, quindi, scritto una prima PEC in data 1° agosto ’25 all’indirizzo dell’Istituto Zooprofilattico di Sassari.
La mail è stata seguita il 9 agosto da una seconda missiva a firma dell’Avv. Francesco Scifo, membro del Direttivo e Consulente scientifico di EC indirizzata al Direttore Sanitario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (Campania e Calabria), la Dr.ssa Ester De Carlo, la quale prende tempo e chiede un documento di delega da parte del Presidente dell’Associazione.
Il Presidente Marco Tiberti invia quanto richiesto in data 11 agosto via PEC e non avendo ottenuto risposta scrive anche al Ministero della Salute.
EC in particolare chiede informazioni sulla composizione e classificazione del vaccino LSD, i dati relativi ai residui nei tessuti commestibili e nei derivati degli animali, i tempi di sospensione applicati per garantire l’assenza di residui pericolosi al fine di garantire la salute dei consumatori, gli studi clinici e preclinici sulla efficacia del vaccino, le procedure di farmacovigilanza adottate al fine di prevenire ed evitare gli effetti avversi del vaccino e garantire la sicurezza delle carni e dei prodotti caseari.
Allo stesso scopo si chiede anche se siano state fornite adeguate informazioni ad allevatori e consumatori in merito alla campagna vaccinale obbligatoria.
Alle missive rispondono solo gli Istituti Zooprofilattici di Lazio e Toscana, Lombardia ed Emilia Romagna, Mantova.
L‘Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana in particolare rammenta come la competenza dei quesiti posti da EC sia attribuibile a soggetti terzi rispetto all’Istituto, suggerendo di rivolgersi al Ministero della Sanità e che, d’altra parte, “(…) i vaccini e qualsiasi prodotto farmaceutico possono essere impiegati solo a seguito di stretti controlli operati dall’EMA e/o dall’AIFA, che ne testa la validità, i rischi e ogni impatto che il farmaco (generalmente inteso) produce a seguito del suo impiego”.
Il medesimo suggerimento, di adire il Ministero della Salute, proviene dall’Istituto Zooprofilattico di Istituto Zooprofilattico di Lombardia ed Emilia Romagna. Nella risposta a firma del Direttore Sanitario, Dott. Loris Alborali, viene aggiunta una ulteriore informazione: il Ministero è a vertice di un coordinamento delle attività di ricerca e sperimentazione degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali in Italia e che è stata per questo istituita la figura di Chief Veterinary Officer (CVO) o Capo veterinario, il quale sarebbe a capo del Dipartimento di salute umana, della salute animale e dell’ecosistema (One Health) operando per l’Italia e presso le istituzioni europee e internazionali anche in quanto presidente del centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali e delle rispettive articolazioni in base al decreto n.136 del 2022.
Questa funzione è attualmente ricoperta dal Dott. Giovanni Leonardi[1] ma fa capo ad un progetto nato su impulso della Dott.ssa Ilaria Capua[2].
One Health, appunto, si propone di affrontare il tema della salute come un ‘ciclo totale’, un approccio interdisciplinare alla salute trattata in ogni suo aspetto. Un progetto che la Dott.ssa Capua aveva in mente da tempo ma che è riuscita a realizzare solo in Florida in un momento in cui era sottoposta ad un procedimento penale per traffico di virus (verrà prosciolta per non luogo a procedere)[3] e dove dal 2016 dirige un centro di ricerca presso l’Istituto di Scienze del Cibo e dell’Agricoltura oltre a collaborare con la sede di Bologna della John Hopkins University in qualità di Senior Fellow of Global Health e con OIE, Organizzazione mondiale per la salute degli animali.
Di certo, al momento, abbiamo che la scelta di ‘applicare la strategia di vaccinazione, come unica possibilità di gestione della malattia sul territorio della regione Sardegna’ di cui si legge nel Decreto dell’Assessore di igiene e sanità e dell’assistenza sociale della Regione Sardegna deriva dal resoconto dell’Unità Centrale di Crisi (UCC) i cui membri hanno svolto un sopralluogo in Sardegna il 27 e 29 giugno 2025 e hanno disposto l’obbligatorietà vaccinale anche in accordo con la posizione degli esperti europei (EUVET team).
La decisione appare, dunque, essere a monte anche del Ministero il quale, però, interviene con una nota (n. prot. DGSA 19827 del 04/07/2025, prot. RAS in entrata n. 2025 – 0018376) recante “Piano di vaccinazione per la Lumpy skin disease in Regione Sardegna”. Qui si specifica che la disposizione ha solo valenza regionale e “come stabilito durante le riunioni della UCC del 23, 25 e il 30 giugno 2025, spetta alla regione Sardegna adottare un autonomo e specifico provvedimento relativo al Piano di vaccinazione per LSD, che dovrà includere obblighi, tempi e modalità di esecuzione su tutto il territorio regionale, in accordo con il Regolamento delegato (UE) 2023/3612”.
Il Decreto dell’Assessorato impone, quindi, la vaccinazione obbligatoria dal 21 luglio 2025 sebbene, come affermato precedentemente dallo stesso Decreto, il Piano ufficiale di vaccinazione sia ancora in fase di predisposizione e sebbene la Commissione europea richieda detto Piano ‘non appena possibile e al più tardi entro due settimane dopo l’inizio della vaccinazione’.
Il Decreto, cioè, impone di avviare la vaccinazione mentre il Piano è ancora in elaborazione.
Nel Decreto si afferma anche che per l’emergenza e la campagna di vaccinazione ‘(…) è’ utilizzato un vaccino ad uso veterinario vivo attenuato denominato Lumpy skin disesase vaccine for cattle (vaccino OBP lumpy skin disease) regolarmente autorizzato nel Paese terzo di provenienza e per il quale il Ministero della Salute ha già emanato formale autorizzazione per l’impiego ai sensi dell’art.110, par. 2 del Regolamento delegato (UE) 2019/6’.
Cioè, siccome il medicinale è stato autorizzato da un Paese terzo, il paese da cui proviene il vaccino (che non viene qui specificato), allora può essere autorizzato anche in Italia. Tuttavia dall’esperienza Covid sappiamo che il concetto di ‘autorizzazione’ all’uso di un medicinale, non significa che la sostanza sia stata ‘approvata’ e vale solo finchè sussiste una emergenza ed è soggetta a revoca[4].
Ma alla fine di chi è la responsabilità delle misure imposte? Chi, effettivamente, può rispondere ai legittimi quesiti di EC in tempi utili? Perché il Ministero non risponde? Nel rimpallo di responsabilità si comprende che gli organi superiori obbligano la vaccinazione e alla Regione e alle ASL viene però imposto di definire modalità e tempi per il contenimento della malattia.
Così non si fa attendere un’Ordinanza della ASL sarda la quale impone l’abbattimento anche di capi di bestiame sani in presenza di uno infetto in un allevamento. Un allevatore ha prontamente impugnato l’ordinanza di abbattimento e, attraverso l’Avv. Raffaele Soddu ha ottenuto la sospensione dell’abbattimento dei capi del suo allevamento attraverso una sentenza del Consiglio di Stato. In particolare erano stati trovati 40 bovini malati e 80 sani. Secondo il Consiglio di Stato l’abbattimento dei bovini sani è in contrasto con il principio di precauzione e di proporzionalità di derivazione comunitaria e con l’Art. 9 della Costituzione italiana per il quale gli animali non sono considerati solo come meri componenti dell’ambiente dell’ecosistema e della fauna ma sono diretti destinatari di un obbligo di tutela da parte del legislatore tale da imporre una interpretazione delle fonti primarie e subprimarie orientata all’esigenza di non vanificarne il significato anche in considerazione di quanto stabilito dal Manuale operativo del Ministero della Salute in materia di LSD secondo cui – spiega l’Avv.Soddu ai microfoni di Francesco Capo – gli animali che sopravvivono al contagio sviluppano una risposta immunitaria che li protegge per tutta la vita da ulteriori reinfezioni a differenza del vaccino la quale richiede invece la dose di richiamo e quindi è illogico imporre l’abbattimento di bovini che si sono immunizzati a contatto con altri bovini malati.
Ma qualcosa non torna, spiega Francesco Capo: in Sardegna si stanno abbattendo anche gli animali già vaccinati. Perché?
Se si è a conoscenza del fatto che sia possibile guarire e ottenere una risposta immunitaria per sempre perché l’UCC ha valutato che l’unica via percorribile a risolvere l’emergenza sia l’uso di un medicinale autorizzato ma non approvato? Perché avviare vaccinazioni obbligatorie in assenza di un Piano ufficiale di vaccinazione che fornisca indicazioni precise ad allevatori e veterinari?
L’Avvocato Soddu specifica, comunque, che l’Ordinanza non è estensibile a tutti gli allevatori e che gli interessati, dovrebbero allo stesso modo del suo assistito impugnare le ordinanze riguardanti i propri allevamenti anche in merito al piano di vaccinazione considerando che il rifiuto di vaccinare costerebbe altrimenti dai 2 ai 20mila euro.
Le cronache di pochi giorni fa riportano la notizia della morte improvvisa di Lord Lisa[5], un cavallo da corsa morto nel giro di poche ore nella notte tra il 3 e il 4 agosto in seguito ad una vaccinazione. Dall’esame autoptico predisposto dalla ASL è emerso che Lord Lisa avesse una carica anomala di West Nile e che questa abbia provocato la morte del cavallo, asintomatico.
Dalla cronaca non è chiaro a quale tipo di vaccino sia stato sottoposto l’animale ma l’Istituto Superiore di Sanità informa che al momento non esiste un vaccino per il West Nile Disease e che, d’altra parte, i sintomi della malattia, qualora si manifestino, sono di lieve entità, sono di tipo influenzale e passano in pochi giorni.
La proprietaria di Lord Lisa dice con amarezza: “È verosimile che abbia pagato 200 euro per decretare la morte del mio cavallo” e invita a fare esami preliminari prima di somministrare un vaccino.
In genere, per il West Nile, per la LSD e altre malattie che non passano da un animale all’altro se non attraverso la puntura di insetti vettore, viene consigliato di tenere pulite le stalle e gli animali.
Dal foglietto illustrativo dell’unica sostanza usata allo scopo di immunizzare i bovini da LSD sappiamo che non sono note controindicazioni all’uso del principio attivo del vaccino ma anche che al momento “dati simili sono stati ottenuti in limitati studi sul campo con bovini gravidi, giovani bovini maschi e vitelli. Dati più dettagliati su questo argomento saranno disponibili attraverso studi di follow-up sul campo che saranno condotti con l’inizio dell’uso del vaccino in campo”.
La sostanza disponibile è, in pratica, ancora sperimentale.
Nel bugiardino si specifica, inoltre, che: ”La vaccinazione non deve essere somministrata ad animali con febbre o sintomi clinici. Nello studio sul campo condotto, non è stato riscontrato alcun danno nella sua somministrazione ad animali gravidi e in stato avanzato di gravidanza”.
Dunque: gli ‘stretti controlli’ di AIFA e EMA riguardanti la efficacia e sicurezza di questi vaccini cui fa menzione l’Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana nella risposta al Presidente di European Consumers APS Marco Tiberti non possono esserci, se il farmaco è ancora in fase sperimentale.
E’ ipotizzabile che la sperimentazione del farmaco stia avvenendo proprio in Sardegna, un’isola, fatto che garantirebbe maggiore controllo e limitazione dei danni delle sostanze sperimentate.
Ma a danno degli allevatori sardi e in particolare di una regione importantissima, tra le più floride in Europa per prodotti lattiero-caseari e carni.
European Consumers auspica che la battaglia degli allevatori sardi non sia trattata come un fatto regionale o locale. L’esperienza degli Ulivi in Puglia, la regione più importante in Europa e non solo nella produzione di olio d’oliva può danneggiare l’intero Paese e in questa storia le consonanze sono tante.
Di Chiara Madaro, 18 agosto 2025
[1] https://www.salute.gov.it/new/it/ministero/dipartimento-salute-umana-salute-animale-ecosistema-one-health-rapporti-internazionali/
[2] Ilaria Capua, ‘Io, trafficante di virus. Una storia di scienza e di amara giustizia’. Pg. 89 e 201-2, Ed- BUR, 2017
[3] Lirio Abbate, L’Espresso, ‘Traffico dei virus, Capua prosciolta. Ma le intercettazioni svelano il grande business’, 5 luglio 2016, in: https://lespresso.it/c/-/2016/7/5/traffico-dei-virus-capua-prosciolta-ma-le-intercettazioni-svelano-il-grande-business/9247
[4] https://www.europeanconsumers.it/2021/09/03/pfizer-non-approvato-ne-concesso-in-licenza-autorizzato-solo-finche-sussiste-unemergenza-anzi-no-e-frode/
[5] Alessandro Tosques, Foggiatoday, ‘Foggia, cavallo morto per il virus West Nile, la proprietaria: “Fare i test prima dei vaccini, i casi potrebbero essere di più”, 15 agosto 2025, in: https://www.foggiatoday.it/cronaca/foggia-cavallo-morto-virus-west-nile.html


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