European Consumers propone una diffida per chiedere la disinstallazione di smart-meter

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European Consumers propone una diffida per chiedere la disinstallazione di smart-meter

La maggioranza degli smart meter comunica i dati di misura tramite campi elettromagnetici irradiati oppure tramite onde convogliate sulla rete elettrica. Come abbiamo già posto in evidenza in un apposito rapporto prodotto con ISDE-Medici per l’ambiente [1], in una situazione in cui i campi magnetici artificiali non hanno ancora un’adeguata normativa basata sulle più recenti evidenze scientifiche, incrementarli ulteriormente potrebbe violare il Principio di Precauzione e determinare rischi per l’ambiente e la salute. Per altro molte frequenze utilizzate non ci risultano adeguatamente testate.

I contatori open meters, oltre a non garantire la sicurezza dei dati e delle installazioni stesse, funzionano a distanza con tecnologia wireless. La ricerca scientifica indipendente ha ormai comprovato sperimentalmente, e non più solo attraverso studi epidemiologici, la correlazione tra radiofrequenze e disturbi metabolici fino ai tumori cerebrali e cardiaci.

Vari movimenti popolari spontanei di protesta sono nati in paesi che hanno introdotto smart meter che usano radiofrequenza per la trasmissione dei dati. 54 esperti hanno firmato nel 2012 un Documento sui danni alla salute legati all’esposizione agli smart meter, sconsigliandone l’installazione[2]. In vari paesi l’introduzione degli smart meter e la conseguente esposizione cronica a radiazioni elettromagnetiche di natura impulsiva ha fatto registrare l’insorgere di notevoli problemi di salute nei residenti[3] e in molti casi si sono verificate proteste anche collettive, audizioni pubbliche con il coinvolgimento degli enti locali.

Questo argomento è stato attenzionato anche in Italia in seguito alla rapida sostituzione dei vecchi contatori per l’elettricità e per il gas con milioni di Smart Meter “intelligenti”.

Dalle informazioni raccolte tra i nostri iscritti e simpatizzanti risulta una totale insufficienza sia delle autorità pubbliche che delle ditte nelle informazioni fornite relativamente a potenze impiegate, distanza di sicurezza, sicurezza dei dati privati. Su queste basi abbiamo già proposto una diffida[4] per impedirne l’installazione in mancanza di sufficienti garanzie per la sicurezza non solo per la salute ma anche per i propri dati sensibili[5].

La legittimazione alla sostituzione proviene dall’AEEGSI, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ora ARERA, (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente). Si tratta un’autorità di regolazione e non un organo legislativo o esecutivo.

Vi è l’opinione che le delibere dell’AEEGSI non possano avere alcun rilievo normativo o impositivo non avendo alcun valore coattivo nei confronti del consumatore e non escludono il diritto del consumatore ad essere risarcito in caso di violazioni del diritto vigente (https://edoardobeltrame.com/tag/delibera-15508/).

(https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/energia/2017/11/15/news/nuovi_contatori_del_gas_siamo_obbligati_a_sostituirli_-180976074/).

Questo nonostante vi sia la necessità, per le imprese distributrici, di adottare sistemi di misurazione intelligenti che soddisfino i requisiti del D. Lgs. 102/2014, che ha recepito la Direttiva Europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Queste gravi mancanze a nostro parere permettono di imporre alle ditte la sostituzione anche degli smart meter installati in mancanza di adeguate informazioni sulla loro innocuità rispetto ai limiti per i campi elettromagnetici indicati dalla comunità scientifica.

European Consumers rende come al solito pubbliche le sue proposte di segnalazione e diffida che naturalmente possono essere perfezionate in relazione alle esperienze constatate e offre consulenza legale per gli iscritti.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione l’avvocato Alberto Branzanti.

Siete pregati di fornire i risultati delle vostre lecite richieste di informazioni di dettaglio scrivendo a marcotiberti@europeanconsumers.it e ufficiostampa@europeanconsumers.it. I vostri feedback ci aiuteranno a tutelare i vostri diritti al meglio.

Scarica la diffida da riempire con i dati contingenti

diffida post installazione smart meter

Note

[1] Rapporto ISDE – European Consumers sui campi elettromagnetici e i rischi connessi alle nuove tecnologie. https://www.isde.it/rapporto-isde-european-consumers-sui-campi-elettromagnetici-e-i-rischi-connessi-alle-nuove-tecnologie/

[2] Smart Meters: Correcting the Gross Misinformation https://maisonsaine.ca/actualites/smart-meters-correcting-the-gross-misinformation.html

[3] Lamech F., 2014. Self-reporting of symptom development from exposure to radiofrequency fields of wireless smart meters in victoria, australia: a case series. Altern Ther Health Med. Nov-Dec;20(6):28-39.

[4] European Consumers lancia la diffida per impedire l’installazione di Smart Meter emettitori di radiazioni elettromagnetiche pericolose https://www.europeanconsumers.it/2019/11/22/european-consumers-lancia-la-diffida-per-impedire-linstallazione-degli-smart-meter-emettitori-di-radiazioni-elettromagnetiche-pericolose/

[5] Gli Smart Meter fanno male e sono permeabili all’hackeraggio? Per ora nessuna risposta dagli Enti preposti !. https://www.europeanconsumers.it/2019/11/07/gli-smart-meter-fanno-male-e-sono-permeabili-allhackeraggio-per-ora-nessuna-risposta-dagli-enti-preposti/

10 Commenti

  1. Paolo

    Buongiorno,
    ho visto che e-distribuzione mette tra le certificazioni la dichiarazione di conformità relativa ai requisiti essenziali della Direttiva Europea 1999/5/CE – Direttiva R&TTE (Radio and Telecommunication Terminal Equipment Directive). Suppongo non sia sufficiente. Dico bene? Grazie

    Rispondi
    • tibertimax

      No. Devono fornire dati sui campi elettromagnetici emessi e la distanza di sicurezza.

      Rispondi
      • Emanuela

        Buongiorno, ho letto il vostro articolo, e devo dire che offre molti spunti interessanti.
        Tuttavia, mi rimangono alcuni dubbi.
        In particolare, vorrei sapere:
        – Di quando è questo articolo? Non riesco a trovare la data sulla pagina.
        – Come mai il link: https://www.consumerismo.it/cambiano-i-contatori-energia-attenzione-non-siete-obbligati-16155.html non si apre? La pagina dà errore, e non è quindi possibile quali sono i riferimenti normativi a cui appellarsi per sostenere la non obbligatorietà dell’installazione dei nuovi contatori open meter.
        – Nel vostro articolo sostenente che “La legittimazione alla sostituzione proviene dall’AEEGSI”. Purtroppo, invece, a me risulta che la sostituzione dei contatori attualmente in uso – con quelli di nuova generazione – derivi dalla necessità, per le imprese distributrici, di adottare sistemi di misurazione intelligenti che soddisfino i requisiti del D. Lgs. 102/2014, che ha recepito la Direttiva Europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica. Non si tratterebbe, quindi, di una semplice delibera di una Autorità Indipendente, in quanto tale non direttamente vincolante; bensì di una disposizione adottata con legge formale dal Parlamento.
        – Infine mi chiedevo: a voi risulta che ci sia qualcuno, in Italia, che è riuscito, tramite formale reclamo all’ARERA, ad ottenere – non un semplice risarcimento – ma addirittura la rimozione del nuovo contatore open meter installato con installazione di un contatore di vecchia generazione? Magari allegando problematiche di salute?
        Queste informazioni sono necessarie per capire se ha senso procedere con l’opposizione, anche di fronte ad una risposta negativa di e-distribuzione dopo il reclamo.
        So che è possibile effettuare una “conciliazione” con l’ente distributore. E’ corretto? E soprattutto: potrebbe rilevarsi utile?

        Grazie per la collaborazione

        Rispondi
        • PietroBianco

          Salve. L’articolo è del dicembre 2017. Non abbiamo la responsabilità della scomparsa dei link da parte di altri siti. Abbiamo provveduto a integrare alcuni punti dell’articolo in relazione alla sua richiesta di chiarezza e ai link non più disponibili. I reclami effettuati presso le ditte da parte di cittadini e iscritti hanno portato alla fornitura delle schede di sicurezza relativamente al rischio elettromagnetico. Mentre scarse sono state le informazioni rispetto alle caratteristiche di sicurezza del sistema. Sono molti comunque i cittadini che hanno mantenuto i vecchi contatori e che hanno continuato a fornire i dati da essi desumibili. European Consumers ha intenzione di approfondire ulteriormente la questione con un nuovo contributo anche in riferimento alle comunicazioni giunte in relazione a quanto accaduto, anche a livello normativo, negli ultimi 5 anni. La ringraziamo dell’attenzione.

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          • Emanuela

            La ringrazio per la gentile risposta, oltre che per la volontà di scrivere un ulteriore contributo che tenga conto dei recenti aggiornamenti normativi. Tuttavia, mi permetto di osservare come il riferimento normativo che ho menzionato (D. Lgs. 102/2014 che, nel recepire la Direttiva Europea 2012/27/UE, ha previsto la sostituzione dei contatori attualmente in uso, con quelli di nuova generazione) sia comunque precedente rispetto al vostro all’articolo, che è del 2017. Si sarebbe già dovuto dar conto, quindi, del fatto che tale sostituzione con contatori di nuova generazione è un vero e proprio obbligo di legge.
            In ogni caso, voi scrivete che “sono molti comunque i cittadini che hanno mantenuto i vecchi contatori”; e allora viene naturale chiedersi, come hanno fatto, se non violando la legge? E solo, comunque, per il fatto di avere i contatori dentro casa, con la possibilità quindi di non aprire mai la porta di ingresso agli operatori di e-distribuzione, impedendo la sostituzione in via di mero fatto, e non grazie ad una formale e giuridicamente fondata opposizione alla normativa di legge.

            Ci terrei molto a capire se sia utile attivare formale “conciliazione” con l’ente distributore, al fine di spiegare le proprie perplessità e di manifestare la propria volontà di opporsi all’installazione già avvenuta e, in caso di risposta affermativa, su quali precisi riferimenti normativi fondare la propria “difesa”. Gli opuscoli di e-distribuzione sono infatti molto chiari e lapidari nell’affermare che per il consumatore NON è possibile opporsi all’installazione. Di conseguenza, se ci si vuole opporre, bisogna farlo, ritengo, sulla base di solide e fondate argomentazioni di legge. Grazie

          • PietroBianco

            Il D. Lgs. 102/2014 che, nel recepire la Direttiva Europea 2012/27/UE, ha previsto la sostituzione dei contatori attualmente in uso, con quelli di nuova generazione non specifica le tipologie e, in riferimento ai regolamenti sulla sicurezza, non implica di certo l’utilizzo di dispositivi dannosi alla salute. Impone semplicemente agli stati membri di migliorare l’efficienza energetica attraverso l’uso di contatori in grado di rispettare la trasparenza anche nei confronti dei consumatori. Inoltre non esiste nessuna legge o impianto penale che attualmente impone l’accettazione di nuovi contatori in mancanza di adeguata informativa. Infatti nessuno di coloro che ha rifiutato l’impianto è stato sanzionato o ha subito il distacco.

  2. Maddalena Trotto

    Buongiorno,
    mio marito, affetto da Sensibilità Chimica Multipla e Elettrosensibilità, ha sintomi molto forti e non può più letteralmente stare in casa da quando hanno installato gli “open meter” (più di 30 e tutti sotto al pavimento del nostro appartamento). Vorremmo inviare la vostra denunicia/diffida, ma non ci è chiaro a chi va indirizzata: alla ditta installatrice (che dice di non essere responsabile in quanto esegue il lavoro per conto di e-distribuzione), o a e-distribuzione, o al Sindaco (Monza), o a tutti loro? E la denuncia/diffida a chi va spedita o consegnata? Ai destinatari stessi o alla Polizia o entrambi?
    Grazie!

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    • Marco Tiberti

      European Consumers APS consiglia di sempre di porre all’attenzione di più enti responsabili possibili tutte le questioni inerenti i rischi conseguenti a esposizione cronica a Campi Elettromagnetici Artificiali.

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    • Emanuela

      Faccio seguito alla risposta del Sig Pietro Bianco del 29/10/2022 (non compare la possibilità di rispondere sotto il commento).

      Di fatto, non c’è un riferimento normativo a cui appellarsi per opporsi validamente all’installazione dei nuovi contatori, e la Vs. ultima risposta lo conferma ulteriormente. Nessuno ha mai menzionato l’aspetto penale della faccenda, che infatti non rileva. Ribadisco che l’articolo diceva che il consumatore può opporsi all’installazione, mentre ora riconoscete che c’è una norma che impone tale sostituzione. Il problema, di fatto, rimane, e pare irrisolvibile, se non ricorrendo alle vie di fatto (non aprendo la porta di casa, per chi ci riesce). Utile sarebbe avere i riferimenti normativi su cui validamente basare la richiesta (rivolta a E-distribuzione) di rimozione del contatore o di rilascio della documentazione sulla innocuità dei nuovi contatori, una volta installati. Personalmente, a mio reclamo in merito all’installazione, è stato risposto che “la trasmissione dei dati Open Meter non avviene con emissione di onde elettromagnetiche”, e che i contatori “sono stati progettati secondo le disposizioni di legge nazionali vigenti ed in conformità ai più stringenti/elevati standard internazionali applicabili ai contatori di energia elettrica dotati di funzioni avanzate”. Occorrerebbe sapere a cosa appellarsi per contestare tali argomentazioni con rilievi scientifici di segno contrario. Scrivendo che tanti si sono opposti, senza indicare sulla base di cosa, e senza fornire documentazione utile, è impossibile opporsi validamente all’installazione.

      Rispondi
      • PietroBianco

        Laddove non si intenda accogliere la motivata richiesta di mantenere gli attuali contatori per motivi di salute ex art. 32 della Costituzione è necessario comunicare alla ditta “considerato che il sottoscritto sarebbe obbligato per l’evidente stato di necessità ad accettare i nuovi contatori, ogni conseguenza derivante dalla imposizione dei suddetti contatori e la lesiva esposizione alle suddette radiazioni, come già documentata, sarà imputabile alla società con la conseguente richiesta di risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali”. Richiedendo documentazione che dimostri l’assenza di rischi per la salute.

        Rispondi

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