Jeffrey Sachs e le origini del male

Pochi giorni fa l’economista Jeffrey Sachs, tra i cento personaggi più influenti al mondo, è tornato sulle origini del virus del Covid-19.

Secondo il professore, il Covid-19 non ha origini naturali ed è stato creato in laboratorio da tecnologie statunitensi. Tuttavia – nota – nessuno è interessato davvero a cercare la verità.

Sachs è stato per due anni a capo di una commissione affiliata alla rivista scientifica The Lancet che stava studiando le origini del Sars-Cov-2. La commissione[1] è stata da lui sciolta improvvisamente nel settembre 2021 a causa di polemiche scaturite dai legami della commissione con EcoHealth Alliance[2], organismo no profit orientato ai temi della salute e dell’ambiente ed in stretta collaborazione con la Bill&Melinda Gates foundation[3].

La decisione si rende necessaria in seguito alle denunce avanzate da alcuni scienziati e da alcuni membri del Congresso americano che contestavano lo spreco di risorse pubbliche erogate a EcoHealth Alliance, impegnata in un programma di ricerca condotto proprio con il Wuhan Institute of Virology sui coronavirus dei pipistrelli. Inoltre fino al giugno 2021 la task force era stata guidata da Peter Daszak[4], presidente di EcoHealth Alliance[5] ma anche autore di un ricerca sino-americana collegata ad una ulteriore ricerca riguardante la intenzionale creazione di un virus chimerico polmonare (ne abbiamo parlato qui).

Teoria del complotto, secondo Daszak.

Se dopo due anni di ‘pandemia’ questo gruppo di esperti non è venuto a capo della questione, forse, non è un caso. Se sta ancora raccapezzandosi anche l’OMS, anche questo potrebbe non essere un caso dato che ha composto un Expert Group con un gruppo di scienziati tra cui compare oltre a Peter Daszak anche Ralph Baric e Shi Zengli (la Bat-Woman) – esperti nella gain of function research su patogeni chimerici – oltre che numerosi altri personaggi gravitanti intorno a GAVI e Bill&Melinda Gates Foundation[6].

Il pensiero che si stia fingendo di cercare, che la ricerca non sia, poi, così indipendente e super partes sfiora chiunque sia interessato a capire veramente.

Ad ogni modo Sachs ipotizza – non è ancora dato sapere perché – che la diffusione del virus abbia derivazione americana. A parte i noti tentativi di restyling della Cina presso l’Occidente da parte di Sachs[7] anche a costo di negare il genocidio degli uiguri nello Xinjiang[8], a parte il fatto che Cina e Stati Uniti collaborino da anni nel settore militare/farmaceutico/industriale, rimane il fatto che è veramente interessante capire la fonte del problema per smantellare il castello di informazioni fallaci, contraddittorie, fasulle che si sono affastellate in questi due anni creando confusione, paura e generando un vortice di dispositivi legali illegittimi, coercitivi e incostituzionali.

Già durante le prime battute della ‘pandemia’, dal Giappone – con una storia passata e presente di aperta conflittualità nei confronti della Cina – emergevano dubbi in merito all’ipotesi che la SARS-CoV-2 si fosse diffusa dal Celeste Impero.

La mappa mostra che solo negli Stati Uniti sono presenti tutti i ceppi. fonte: https://xeber24.org/archives/248869

La logica di base di questa mappa elaborata in Giappone e fonte di speculazioni già nella seconda metà del febbraio 2020 è che la posizione geografica con la più grande varietà di ceppi di virus debba essere la fonte originale perché un singolo ceppo non può emergere dal nulla.

Solo gli Stati Uniti hanno tutti e cinque i ceppi noti del virus, mentre Wuhan e la maggior parte della Cina ne hanno solo uno, così come Taiwan e Corea del Sud, Thailandia e Vietnam, Singapore e Inghilterra, Belgio e Germania.

La Corea e Taiwan avevano un aplotipo diverso del virus rispetto a quello della Cina, forse più infettivo ma molto meno mortale, il che spiegava in quel momento storico un tasso di mortalità solo di 1/3 di quello cinese.

Né l’Iran né l’Italia[9]  sono stati inclusi nei test di cui sopra, ma entrambe i paesi avevano dopo le prime settimane decifrato il genoma localmente prevalente e lo avevano dichiarato di varietà diverse da quelle presenti in Cina, il che significa che non erano originari della Cina ma sono stati necessariamente introdotti da un’altra fonte. Vale la pena notare che la varietà presente in Italia aveva approssimativamente lo stesso tasso di mortalità di quello cinese, tre volte maggiore di altre nazioni, mentre l’aplotipo in Iran sembrava essere il più mortale con un tasso di mortalità tra il 10% e il 25%.

Per gli esperti giapponesi dobbiamo, quindi, pensare che l’epidemia sia iniziata prima del previsto, probabilmente nel settembre 2019 e negli Stati Uniti, dove i sintomi venivano ufficialmente attribuiti ad altre malattie, e quindi non rilevata fin dall’inizio[10].

Le polemiche sull’origine non cinese del ceppo italiano seguite alle dichiarazioni, poi attenuate, da parte del presidente dell’Ordine dei Biologi Vincenzo D’Anna, non erano, quindi, di secondaria importanza.

D’altra parte lo schema è coerente con i numeri restituiti in un primo momento dall’European Centre for Disease Prevention and Control l’11 febbraio 2020 e riportati dalla BBC[11]: come si vede, mentre in Italia si registravano solo tre casi, nella vicina Francia (gruppo C-D) c’erano già 11 casi e in Germania (gruppo C) 14.

Se fosse provata questa teoria, la storia dei due turisti cinesi sarebbe un’invenzione utile proprio a dare il via alla pantomima.

Si ricorderà che l’ultimo volo partito da Wuhan appena prima che la città fosse completamente isolata, fosse diretto a Fiumicino, dove è arrivato alle 5 del mattino del 23 gennaio. In pratica la città di Wuhan è stata isolata mentre l’aereo era in volo e il mezzo è atterrato in Italia quando già si conosceva la gravità della situazione e dell’isolamento di Wuhan[12].
Tutto sotto controllo, secondo le cronache.

Ma poi la narrativa ha voluto che proprio da qui, dall’Italia, si registrassero più casi di Coronavirus o Covid-19. Conseguenza: militarizzazione di territori, misure di emergenza, medici richiamati dalla pensione, controlli per risalire ai movimenti di chi ha contratto il virus anche se ‘asintomatico’. Certo, non poteva sbarcare in un posto migliore, in Europa.
L’Italia, infatti, è stata scelta dal WHO come l’unico paese partner europeo insieme al Portogallo, a sperimentare un programma di azioni della Global Health Security Agenda (GHSA)[13], una partnership che raggruppa 50 entità tra Paesi, organizzazioni internazionali e non governative.

Ma allora perché la Cina fa outing? Certamente a livello di politica interna Xi Jinping è riuscito a fermare in un sol colpo la rivoluzione colorata degli ombrellini che stava assumendo caratteristiche sempre più violente e stava minando a livello internazionale l’immagine di leader indiscusso del presidente cinese.

Allargando il quadro su di un piano internazionale, invece, la retorica del ‘copiare i metodi di successo’ cinesi ha permesso che in occidente fossero, appunto, messe in pratica iniziative politiche senza precedenti nella storia e che hanno impedito la libera circolazione dei cittadini, il diritto al lavoro, ad essere curati, ad essere informati correttamente.

 

Chiara Madaro – 10 luglio 2022

[1] EcoHealth Allieance, ‘Members of The Lancet COVID Commission Task Force on the Origins of SARS-CoV-2 Named’, 23 novembre 2020, disponibile in: https://www.ecohealthalliance.org/2020/11/members-of-the-lancet-covid-commission-task-force-on-the-origins-of-sars-cov-2-named

[2] https://www.ecohealthalliance.org/about

[3] Bill&Melinda Gates foundation, ‘EcoHealth Alliance Inc’https://www.gatesfoundation.org/about/committed-grants/2020/08/inv002838

[4] https://www.ecohealthalliance.org/personnel/dr-peter-daszak

[5] Betsy McKay, The Wall Street Journal,‘Covid-19 Panel of scientists investigating origins of virus is disbanded’,    25 settembre 2021, disponibile in: https://www.wsj.com/articles/covid-19-panel-of-scientists-investigating-origins-of-virus-is-disbanded-11632571202

[6] WHO, ‘WHO R&D Blueprint. Novel Coronavirus, COVID.19 Viruses, Reagents and Immune Assays. WHO Working Group’, febbraio 2020, disponibile in: https://www.who.int/docs/default-source/blue-print/who-working-group-on-viruses-reagents-and-immune-assays.pdf

[7] Roberto dal Bosco, ‘L’amico di Soros Jeffrey Sachs spinge i cinesi verso Biden’, 17 settembre 2020, disponibile in:  https://www.renovatio21.com/lamico-di-soros-jeffrey-sachs-spinge-i-cinesi-verso-biden/

[8] Jefrey D. Sachs, William Schabas, ‘The Xinjiang genocide allegations are unjustified’, 20 aprile 2021, disponibile in: https://www.project-syndicate.org/commentary/biden-should-withdraw-unjustified-xinjiang-genocide-allegation-by-jeffrey-d-sachs-and-william-schabas-2021-04?utm_term=&utm_campaign=&utm_source=adwords&utm_medium=ppc&hsa_acc=1220154768&hsa_cam=12374283753&hsa_grp=117511853986&hsa_ad=499567080225&hsa_src=g&hsa_tgt=dsa-19959388920&hsa_kw=&hsa_mt=&hsa_net=adwords&hsa_ver=3&gclid=Cj0KCQjw8amWBhCYARIsADqZJoUvotsEWtqyDLDuMJLuq3lja4D_ON2Vuc-L6It1j7Cyf34adASLdZgaArbnEALw_wcB

[9] Global Times, ‘Japanese TV report sparks speculations in China that Covid-19 may have originated in US’, 23 febbraio 2020.  In: http://en.people.cn/n3/2020/0223/c90000-9661026.html

[2] Whitney Webb, ‘Bats, gene editing and bioweapons: recent Darpa experiments raise concerns amid Coronavirus outbreak’, 30 gennaio 2020. In: https://www.unz.com/wwebb/bats-gene-editing-and-bioweapons-recent-darpa-experiments-raise-concerns-amid-coronavirus-outbreak/

[10] Larry Romanoff, ‘China’s Coronavirus: a shocking update. Did the virus originate  in the US?’, 4 marzo 2020, in: https://www.globalresearch.ca/china-coronavirus-shocking-update/5705196

[11] BBC, ‘Coronavirus disease named Covid-19’, 11 febbraio 2020, https://www.bbc.com/news/world-asia-china-51466362

[12] https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_gennaio_23/roma-virus-cinese-ultimo-volo-wuhan-preoccupati-la-cina-92f04ac6-3da6-11ea-a1df-03cb566fb1c9.shtml

[13] https://www.ghsagenda.org/

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