Secondo FAO ed EFSA gli insetti sono buoni da mangiare e ecosostenibili, ma permangono molti dubbi per la loro sicurezza alimentare

La FAO stima che la produzione agricola mondiale deve aumentare del 70%, mettendo a dura prova l’ambiente e minacciando gli ecosistemi e la biodiversità: attualmente l’80% dei terreni agricoli mondiali è utilizzato per allevare e nutrire il bestiame anche se gli animali rappresentano solo il 18% del consumo calorico globale.

Queste cifre dovrebbero favorire un maggior impegno per l’utilizzo nell’alimentazione delle proteine di origine vegetale. Ma evidentemente queste non hanno lo stesso interesse economico e commerciale, a cui la FAO (che ha sempre promosso ad esempio l’uso di pesticidi) sembra prestare una notevole attenzione. Inoltre si ricorda l’enorme spreco alimentare nei paesi sviluppati che determina la perdita di oltre il 30 % del cibo prodotto[1].

Per affrontare la sfida di nutrire il pianeta nel 2030, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha, invece, approvato lo sviluppo su larga scala dell’allevamento di insetti. Negli ultimi anni, la Fao si sta impegnando in un programma chiamato “Edible Insects”[2] che ha l’obiettivo di promuovere l’uso degli insetti commestibili per l’alimentazione umana e la produzione di mangimi, con potenziali ricadute sulla salute e ambiente.

Secondo l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il consumo alimentare di insetti svolge un ruolo strategico per affrontare l’aumento del costo delle proteine animali, l’insicurezza alimentare, le pressioni ambientali, la crescita demografica e l’aumento della domanda di proteine presso le classi medie.

Gli insetti sono considerati una potenziale fonte per la produzione convenzionale (mini-bestiame) di proteine, per il consumo umano diretto, in alimenti ricomposti con proteine ​​estratte dagli insetti e come fonte proteica in miscele di materie prime. Gli insetti, ricchi di proteine e nutrienti, pullulano sul nostro pianeta, ma sono responsabili di meno dell’1% dell’impronta di carbonio totale connessa all’allevamento. Ciò farebbe di essi un’alternativa alla dieta tradizionale contribuendo ad un ambiente più sostenibile.

Dal punto di vista ecologico, base delle tesi FAO, gli insetti hanno certamente un alto tasso di conversione alimentare: i grilli hanno bisogno di sei volte meno mangime dei bovini, quattro volte meno delle pecore e due volte meno dei maiali e dei polli da carne per produrre la stessa quantità di proteine. Mentre i bovini richiedono circa otto chili di mangime per produrre un chilo di aumento di peso corporeo, secondo la FAO gli insetti possono convertire due chili di mangime in un chilo di massa. Inoltre, emettono meno gas serra e ammoniaca rispetto al bestiame convenzionale e possono essere coltivati ​​su rifiuti organici. La produzione di gas serra da parte della maggior parte degli insetti è fino a 100 volte inferiore (per chilo di peso) rispetto a quella del bestiame convenzionale. Gli insetti commestibili usati come fonte di cibo potrebbero quindi contribuire all’alimentazione dei Paesi in via di sviluppo ed essere un alimento/ingrediente complementare nella dieta dei Paesi occidentali senza determinare aggiuntivi costi ambientali[3].

Ci sono effettivamente diversi benefici ambientali associati all’allevamento di insetti rispetto a quello degli animali superiori[4], l’allevamento di vermi della farina richiede meno acqua rispetto all’allevamento convenzionale[5]. Gli insetti d’allevamento possono soddisfare il loro fabbisogno idrico dal mangime o dai substrati. Inoltre, alcune specie di insetti commestibili, come i vermi della farina, sono più resistenti all’aridità rispetto ai bovini[6]. La maggior parte del fabbisogno idrico per l’allevamento di insetti è legato a fasi di lavorazione come la pulizia.

La produzione di insetti commestibili ha un’elevata efficienza di utilizzo del suolo rispetto alle fonti proteiche tradizionali[7]: ci vogliono da due a dieci volte meno terreno agricolo per produrre un kg di proteine ​​di insetti commestibili rispetto a un kg di proteine ​​di suini o bovini[8]. La produzione di emissioni di gas serra (GHG) da parte degli insetti è molto inferiore a quella del bestiame convenzionale[9]. Per esempio, i maiali producono da 10 a 100 volte più gas serra per kg di peso rispetto a vermi della farina[10]. Questo aspetto contribuisce all’azione ONU per il clima nell’ambito della Obiettivo di sviluppo Sostenibile 13 “Adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze”[11].

Altri motivi per cui gli insetti sono considerati una fonte sostenibile di proteine includono il fatto che possono essere allevati tutto l’anno, per molti di essi la maggior parte dei loro corpi è commestibile, hanno un’elevata fecondità e tassi di crescita, e convertono efficacemente i loro substrati in massa corporea. È stato stimato che fino all’80% del corpo di un grillo sia commestibile rispetto al 55 percento di un pollo e un maiale e al 40 percento di una mucca[12].

Ci sarebbero quindi potenziali vantaggi ambientali ed economici nel sostituire parzialmente le fonti tradizionali di proteine animali con quelle che richiedono meno mangime, producono meno rifiuti e provocano meno emissioni di gas serra. L’abbassamento di costi e prezzi potrebbe migliorare la disponibilità di alimenti, mentre la nuova domanda creerà nuove opportunità economiche, che potrebbero però interferire con i settori esistenti[13].

La FAO ha stimato che l’entomofagia, cioè il consumo di insetti da parte dell’uomo, è una pratica alimentare seguita attualmente da circa 2 miliardi di persone nel mondo[14]. Dalla preistoria gli insetti sono sempre stati una fonte alimentare tradizionale in molti Paesi dell’Asia, dell’America Centrale e dell’Africa[15]. Secondo stime recenti, circa 2111 specie di insetti sono consumate attualmente in circa 140 paesi[16], con entomofagia documentata in particolare in Asia, Australia, Africa e Americhe[17]. Gli insetti vengono consumati a tutti i vari stadi di crescita (uova, larve, crisalidi e adulti) e la maggior parte di questi viene raccolta in natura.

Il 3 maggio 2021, seguendo gli input FAO, gli Stati membri dell’UE hanno approvato una proposta della Commissione Europea per autorizzare il commercio nell’Unione Europea di una tipologia di insetti commestibili[18]: le larve gialle delle tarme della farina (Tenebrio molitor, un coleottero) “allevate” e prodotte ad uso alimentare. L’approvazione UE è arrivata dopo un parere positivo dell’EFSA, l’Agenzia europea della sicurezza alimentare, e prevede che le larve siano sicure per l’alimentazione e presentabili come insetto essiccato intero, oppure come farina. Altre due specie di insetti hanno ottenuto l’approvazione negli ultimi mesi: la locusta migratrice (Locusta migratoria) nel dicembre 2021 e il grillo domestico (Acheta domesticus) nel marzo 2022.

Larve gialle delle tarme della farina

EFSA conclude che, considerata la composizione di questi prodotti e le condizioni d’uso proposte, il consumo non è svantaggioso dal punto di vista nutrizionale ed è sicuro in base ai livelli d’uso proposti. Non sono stati identificati altri problemi di sicurezza oltre all’allergenicità. Il gruppo di esperti scientifici osserva che le concentrazioni di contaminanti nei cibi a base di insetti dipendono dai livelli di presenza di queste sostanze nel mangime fornito agli insetti. Quindi è necessaria un’adeguata regolamentazione per garantire la qualità del mangime per la corretta gestione degli allevamenti e della qualità dei prodotti finiti.

La Commissione ha ricevuto diverse altre richieste di autorizzazione al consumo di altre varietà ai sensi del regolamento sui nuovi alimenti[19]. Fra queste figurano le larve di  l’Alphitobius diaperinus (tenebrione mugnaio minore), il Gryllodes sigillatus (grillo domestico tropicale), e la larva di Hermetia illucens (mosca soldato nero).

Ciclo produttivo della larva di mosca soldato nero

I nuovi alimenti dovrebbero ricevere l’autorizzazione EFSA solo se non presentano rischi per la salute umana. A seguito di una domanda presentata dalla società SAS EAP Group, il tenebrione mugnaio giallo è stato sottoposto a una procedura di valutazione scientifica da parte dell’EFSA, che ne ha decretato la sicurezza a livello alimentare[20].

Come tutti gli alimenti, gli insetti possono essere veicolo di pericoli per la salute umana. Questi devono essere controllati attraverso la definizione di standard specifici per ridurre i potenziali rischi del loro consumo.

Questi pericoli sono principalmente dovuti a:

  • sostanze chimiche (veleni, anti-nutrienti, farmaci veterinari utilizzati nell’allevamento degli insetti, pesticidi o inquinanti organici presenti nell’ambiente o nella dieta degli insetti, ecc.);
  • agenti fisici (parti dure degli insetti come il pungiglione, il rostro, ecc.);
  • allergeni comuni a tutti gli artropodi (acari, crostacei, molluschi, ecc.);
  • parassiti, virus, batteri e loro tossine o funghi;
  • condizioni di allevamento e di produzione, per le quali è necessario prevedere norme specifiche al fine di garantire il controllo dei rischi per la salute.

Molte allergie alimentari possono essere connesse alle proteine, per cui è necessario valutare se il consumo di insetti possa scatenare reazioni allergiche. Tali reazioni possono essere provocate dalla sensibilità individuale alle proteine di insetti, dalla reazione crociata con altri allergeni o da allergeni residuati da mangimi per insetti, ad esempio il glutine.

L’EFSA ha valutato la questione degli allergeni, spiegando che al momento non si escludono reazioni in chi soffre di allergia ai crostacei e agli acari della polvere (e anche, dato il nutriente delle tarme della farina, al glutine). Ad ogni modo, rassicurano gli esperti dell’EFSA, “i consumatori potranno scegliere con fiducia ciò che mangiano, ben sapendo che la relativa sicurezza è stata accuratamente verificata”. L’autorizzazione stabilisce requisiti di etichettatura specifici per quanto riguarda l’allergenicità[21].

Sono stati identificate gravi reazioni allergiche ai Vermi gialli della farina in pazienti allergici ai crostacei[22]. Queste persone potrebbero essere a rischio di allergia alimentare non solo per i vermi della farina (Tenebrio molitor, Alphitobius diaperinus e Zophobas morio) ma molto probabilmente anche per altri insetti[23].

Persone con allergie note agli acari della polvere (tramite inalazione) possono essere allergici ai prodotti a base di verme della farina gialla, grillo domestico e locusta del deserto (Schistocerca gregaria)[24]. Sono stati riportati shock anafilattici in seguito al consumo di verme giallo della farina da parte di individui con allergia inalatoria alle larve di coleottero[25].

Esemplare adulto di Locusta del deserto

Gli studi suggeriscono che la chitina, che si trova comunemente negli esoscheletri di invertebrati come crostacei, insetti e acari della polvere domestica, può indurre reazioni allergiche per inalazione[26]. Sarebbero necessarie ulteriori ricerche per determinare se c’è qualsiasi associazione tra questa modalità di potenziale allergenico della chitina e consumo di insetti. Ma evidentemente c’è una notevole e ingiustificata fretta di affrettare la loro commercializzazione a prescindere dall’esposizione a rischi per la salute almeno di determinate categorie di consumatori.

In conseguenza alla diffusione di questi prodotti in Europa ANSES (L’Agenzia francese per l’alimentazione, l’ambiente e la salute e sicurezza sul lavoro) ha condotto una revisione[27] delle attuali conoscenze scientifiche sui rischi del consumo di insetti. Nel suo parere fa il punto sui potenziali pericoli trasmessi dagli insetti e sulle esigenze di ricerca in relazione a questo problema.

L’Agenzia raccomanda di istituire elenchi a livello dell’UE di specie commestibili e regolamenti specifici per l’allevamento e la produzione di insetti e prodotti a base di insetti, al fine di garantire il controllo dei rischi per la salute in questo settore. Inoltre, poiché gli insetti e molti altri artropodi (acari, crostacei, molluschi, ecc.) contengono allergeni in comune, ANSES raccomanda prudenza ai consumatori predisposti alle allergie.

Gli insetti allevati sui rifiuti agricoli possono essere esposti a micotossine, prodotti chimici per la protezione delle colture come pesticidi e altri pericoli chimici come metalli tossici e diossine. L’uso di letame di bestiame e pollame può esporre il consumatore  ad antimicrobici e pesticidi. Il potenziale trasferimento e accumulo di questi contaminanti negli insetti, usati come cibo umano o mangime per animali dovrebbero essere attentamente considerati e affrontati da questo settore emergente.

Inoltre, e più in generale, come per tutti gli alimenti di origine animale o vegetale, gli insetti commestibili possono diventare inadatti al consumo umano se non vengono conservati correttamente. Diverse micotossine sono state rilevate negli alimenti a base di insetti[28]. Nelle larve di mosca secca (Musca domestica) ne segnalano la presenza di beauvericina, enniatina A ed enniatina A1[29].  Sono state documentate aflatossine anche in lotti commerciali di vermi mopane “pronti al consumo”, sottolineando l’importanza della manipolazione igienica, lavorazione e stoccaggio di insetti commestibili[30].

I pesticidi utilizzati sui prodotti agricoli possono accumularsi negli insetti che vengono allevati su materiali di origine agricola[31]. È stato ad esempio dimostrato che le Larve gialle della farina possono accumulare diversi fungicidi pericolosi per la salute umana come metalaxil, miclobutanil, diniconazolo, epossiconazolo e benalaxyl [32].  Il pericolosissimo insetticida clorpirifos è stato identificato, invece, in campioni di mosca domestica[33].

L’alimentazione accuratamente controllata negli allevamenti di insetti commestibili potrebbe aiutare a ridurre al minimo i rischi associati a residui di pesticidi. Ma per colmare le lacune di conoscenza è necessario (come per tutti i prodotti di origine animale) determinare anche i processi chimici coinvolti nel ladegradazione e biotrasformazione di pesticidi negli insetti commestibili. Argomento purtroppo ben poco trattato dall’EFSA.

L’accumulo di metalli tossici da insetti commestibili è risultato essere associato a una serie di fattori tra cui il tipo di metallo, specie di insetti, fase di crescita, substrati utilizzati e ambiente di contaminazione[34]. L’accumulo di cadmio è stato documentato nella Mosca soldato nera (Hermetia illucens) e nel grillo campestre (Gryllus assimilis), entrambi considerati di notevole interesse commerciale[35]. Cadmio è stato trovato anche in campioni di mosche domestiche a livelli superiori a quelli consentiti per i mangimi[36], ai sensi della direttiva 2002/32/CE[37].

In particolare le mosche soldato nere accumulano piombo[38]. Alti livelli di piombo sono stati trovati nelle chapulines (nome locale per cavallette secche) dello stato di Oaxaca, Messico. Questo è stato identificato come una delle fonti che hanno contribuito a livelli elevati di piombo nel sangue durante un focolaio di avvelenamento tra la popolazione migrante a Monterey in California[39].

Le larve del verme giallo della farina, hanno dimostrato di accumulare arsenico, sollevando problemi di sicurezza[40]. Inoltre la capacità di adsorbimento della chitina metalli pesanti rende fondamentale per la sicurezza alimentare considerare con estrema attenzione l’ambiente di allevamento degli insetti[41].

Accumulo di alti livelli di selenio è stato segnalato nelle larve gialle della farina[42]. Alte concentrazioni di manganese sono state trovate negli alimenti a base termiti alate del Benin, del Sud Africa e dello Zimbabwe, oltre che dei campioni acquistati online. Il manganese può essere tossico in quantità elevate, e i livelli riportati indicano che 100 g di insetti possono fornire circa 40 volte il limite massimo raccomandato per gli adulti[43].

È stato identificato bioaccumulo di etere di difenile polibromurato (PBDE) da schiume poliuretaniche, comunemente presenti nei beni di consumo, in grilli domestici (Acheta domesticus)[44], mentre il tributilfosfato è stato identificato in campioni di insetti commestibili provenienti dal Belgio[45].

Significative quantità di materiali di imballaggio potrebbero contaminare i cibi a base di rifiuti destinati ad essere somministrati e provocare la contaminazione chimica degli insetti prodotti. Sono stati segnalati frequentemente plastica, resina, fogli di alluminio e cartone[46].

Gli insetti possono produrre sostanze nocive o accumularle dal loro ambiente (EFSA, 2015). Alcune di queste sostanze possono influenzare la biodisponibilità dei nutrienti dagli insetti agendo come chelanti che si legano ai minerali e, quindi, interferiscono con il loro assorbimento. Esempi di note sostanze “anti-nutrizionali” presenti negli insetti sono tiaminasi, acido fitico, tannini, ossalati, saponine, chinoni, fenolici composti, glicosidi cianogenici e toluene[47]. La tiaminasi trovata in Anaphe spp. può causare problemi di carenza di tiamina (vitamina B1). Le persone carenti di vitamina B1 sono, quindi, particolarmente suscettibili. È stata segnalata atassia stagionale in Nigeria a causa del consumo di larve arrostite di Anaphe venata, una fonte proteica alternativa comunemente consumata nella parte occidentale del paese[48].

Il consumo di tali sostanze può essere particolarmente dannoso per le persone che soffrono di diete povere e consumano nutrienti insufficienti[49] (FAO, 2021).

La manipolazione industriale post-raccolta e l’aggiunta di vari ingredienti (aromi ed edulcoranti) svolgono un ulteriore ruolo nell’influenzare il carico chimico del prodotto alimentare finale a base di insetti[50].

Per la loro ricchezza in chitina non-edibile la maggior parte degli insetti richiedono, infatti, l’uso di metodi di lavorazione che rendano le proteine adatte alla formulazione di alimenti/mangimi, pur mantenendo la biosicurezza e la qualità nutrizionale e sensoriale del prodotto finale. I metodi comuni che possono essere utilizzati includono l’estrazione dei lipidi, la proteolisi enzimatica, il trattamento termico commerciale (ad es. scottatura, pastorizzazione e sterilizzazione commerciale), il trattamento a bassa temperatura (refrigerazione e congelamento), la disidratazione e la tecnologia di fermentazione.

La lavorazione degli insetti può anche dare origine a composti potenzialmente tossici come ammine aromatiche eterocicliche, idrocarburi poliaromatici (IPA), cloropropanoli, furani e acrilammide a causa di agenti chimici o termici reazioni tra insetti e altri ingredienti[51]. È quindi necessaria un’ulteriore valutazione sul bioaccumulo di contaminanti chimici derivanti dalla lavorazione quando si considera l’utilizzo insetti come cibo per il consumo umano[52].

È stata riportata in letteratura anche la presenza degli antibiotici netilmicina e streptovaricina G in falena favo (Galleria mellonella), locusta (Locusta migratoria), grillo domestico (Acheta domesticus) e verme minore della farina (Alphitobius diaperinus) disponibili in commercio in Belgio[53].

La lavorazione degli insetti può svolgere un ruolo anche nell’aumento o nella diminuzione dell’allergenicità. È stato dimostrato[54] ad esempio che l’allergenicità aumenta in seguito trattamento termico delle locuste di Bombay (Patanga succincta).

Molti prodotti a base di insetti, comprese le farine alimentari, sono spesso quindi equiparabili ai prodotti trasformati e i loro derivati possono porre le stesse problematiche di tutti i cibi fortemente industrializzati. Le formule a base di insetti possono essere ad elevato contenuto proteico, ma i livelli proteici utili possono risultare sovrastimati i quanto presente la chitina, che compone l’esoscheletro degli insetti.

Gli insetti disidratati consumati interi possono comportare rischi fisici a causa delle parti dure degli insetti, come ali, rostri e spine  che possono causare ostruzioni fisiche. I consumatori devono essere informati della presenza di queste parti di insetti nei prodotti alimentari.

Attualmente la farina di insetti non può essere utilizzata nella preparazione della Pasta, su cui si è pronunciata, nel 1980[55] e nel 1997[56] la Corte Costituzionale: l’utilizzo del termine è riservato a chi per produrla utilizza farina di semola di grano duro e acqua[57]. Questo secondo i dettami della legge 580 sulla pasta secondo la quale per la produzione di paste secche destinate a conservarsi per un certo periodo di tempo, venga utilizzato soltanto grano duro. Tuttavia sono disponibili in rete prodotti di importazione come “Cricket Pasta” (dalla Thailandia) che contengono il 20 % di farina di grilli[58]. È necessario pertanto che la normativa sia da integrare comprendendo i prodotti di importazione.

Per ora il business degli insetti sembra essere principalmente diretto alla mangimistica animale. Ma varie Nazioni europee hanno già sdoganato questi “novel food.” In Olanda e Belgio, prodotti a base di insetti sono in vendita nei supermercati già da diverso tempo. Negli Stati Uniti d’America si è avviata negli ultimi anni la produzione industrializzata di grilli domestici (Acheta domesticus) per l’uso in cibo per animali domestici e come esca per la pesca[59].

In Francia l’Azienda Ÿnsect[60], sta costruendo il più grande allevamento di insetti del mondo nel nord del paese, fuori Amiens, in un’area di circa 45.000 m². Si prevede che la fattoria produrrà più di 200.000 tonnellate di ingredienti a base di insetti all’anno, con insetti nutriti automaticamente da robot, per rispondere a quella che dovrebbe diventare una domanda significativa di insetti secchi e macinati. Saranno poi trasformati in hamburger, falafel e salsicce per i supermercati[61].

Nel 2017 il mercato degli insetti per uso alimentare valeva 55 milioni di dollari. Secondo le stime di Global Market Insights raggiungerà i 710 milioni di dollari nel 2024. In Europa, secondo l’IPIFF (International platform of insects for food and feed) ogni anno si producono 6mila tonnellate di proteine di insetti, che potrebbero diventare 3 milioni di tonnellate entro il 2030.

European Consumers conferma la particolare attenzione da porre alla lettura delle etichette e la necessità di indicare per le carni, oltre che gli animali siano eventualmente nutriti con mangimi OGM, anche se nella loro alimentazione sono presenti farine di insetti. Non si può infatti escludere, oltre alle allergie, fenomenologie come la “mucca pazza” in caso di alimentazione per gli animali lontana dalle loro caratteristiche genetiche. E il consumatore ha il diritto di scegliere se correre il rischio.

In questo contesto di incertezza e dati insufficienti, European Consumers APS raccomanda:

  • concentrare gli sforzi di ricerca sulle potenziali fonti di pericolo;
  • stabilire elenchi positivi e negativi a livello dell’UE per diverse specie di insetti e stadi di sviluppo che possono e non possono essere consumati;
  • esplorare la questione del benessere animale per queste categorie di invertebrati;
  • definire un quadro normativo specifico per le condizioni di allevamento e produzione di insetti e prodotti a base di insetti che garantisca il controllo dei rischi per la salute;
  • stabilire misure di prevenzione del rischio di allergia, sia per i consumatori che nell’ambiente lavorativo.
  • si sottolinea la necessità di ulteriori ricerche al fine di fornire una valutazione approfondita dei rischi per la salute del consumo di insetti.
  • inoltre, lo sviluppo dei settori di produzione degli insetti, dall’allevamento alla macellazione, dovrebbe portare a considerare il tema del benessere animale, finora poco esplorato per la maggior parte degli invertebrati.

In attesa dell’introduzione di  un adeguato quadro normativo, si raccomanda ai consumatori predisposti alle allergie di prestare attenzione in quanto gli insetti hanno allergeni in comune con numerosi altri artropodi (acari, crostacei, molluschi, ecc.).

Oltre alle questioni di valutazione specificamente legate al rischio per la salute e ai benefici nutrizionali del consumo di insetti, si sottolinea l’importanza di acquisire conoscenze sull’accettabilità sociale di questi nuovi tipi di alimenti e sulle sfide poste dalla loro sviluppo e impatto ambientale.

European Consumers, pur nel rispetto delle libere scelte individuali in maniera alimentare, si oppone inoltre in modo deciso alla distribuzione di cibi a base di insetti nelle mense scolastiche per le quali si devono imporre cibi tradizionali e biologici proprio ai fini di tutela della salute dei minori.

Note

[1] Pubblicato il rapporto di Giulio Vulcano sullo spreco alimentare. https://www.europeanconsumers.it/2018/07/28/pubblicato-il-rapporto-di-giulio-vulcano-sullo-spreco-alimentare/

[2] Insects for food and feed. https://www.fao.org/edible-insects/en/

[3] Caparros Megido R., Sablon L., Geuens M., Brostaux Y., Alabi T., Blecker C., Drugmand D., Haubruge É., Francis F., 2014, Edible insects acceptance by Belgian consumers: promising attitude for entomophagy development. Journal of Sensory Studies, Vol. 29 14-20; Mascaretti A., Calliera M., Capri E., Colombo M., Valvassori R., 2015. Il progetto Edible Insects: Nutrire Il Pianeta Con Nuove Fonti Sostenibili. Società Umanitaria, Milano; Sogari G, 2015. Entomophagy and Italian consumers: an exploratory analysis. Progress in Nutrition, 17(4):311-316.

[4] Dobermann, D., Swift, J.A. & Field, L.M. 2017. Opportunities and hurdles of edible insects for food and feed. Nutrition Bulletin, 42, pp. 293–308.

[5] Miglietta, P., De Leo, F., Ruberti, M. & Massari, S. 2015. Mealworms for food: A water footprint perspective. Water, 7:6190–6203.

[6] FAO. 2013. Edible insects. Future prospects for food and feed security. FAO Forestry Paper 171. Rome, FAO. pp. 201. http://www.fao.org/3/i3253e/i3253e.pdf; van Huis. A. 2003. Insects as food in sub-Saharan Africa. Insect Science and its Application, 23, pp. 163–185.

[7] Alexander P., Brown C., Arneth A., Dias C., Finnigan J., Moran D., Rounsevell M.D.A., 2017. Could consumption of insects, cultured meat or imitation meat reduce global agricultural land use? Global Food Security 15, pp. 22–32.

[8] Oonincx D.G.A.B., van Itterbeeck J., Heetkamp M.J.W., van Den Brand H., van Loon J.J.A., van Huis A., 2010. An exploration on greenhouse gas and ammonia production by insect species suitable for animal or human consumption. PLOS ONE, 5, e14445 [online]. [Cited 11 October 2020]. doi.org/10.1371/journal.pone.0014445.

[9] Oonincx D.G.A.B., van Itterbeeck J., Heetkamp M.J.W., van Den Brand H., van Loon J.J.A., van Huis A., 2010. An exploration on greenhouse gas and ammonia production by insect species suitable for animal or human consumption. PLOS ONE, 5, e14445 [online]. [Cited 11 October 2020]. doi.org/10.1371/journal.pone.0014445.

[10] FAO, 2013. Edible insects. Future prospects for food and feed security. FAO Forestry Paper 171. Rome, FAO. pp. 201. http://www.fao.org/3/i3253e/i3253e.pdf.

[11] Dicke M. 2018. Insects as feed and the Sustainable Development Goals. Journal of Insects as Food and Feed, 4, pp. 147–156.

[12] Nakagaki B.J. & Defoliart, G.R. 1991. Comparison of diets for mass-rearing Acheta domesticus (Orthoptera: Gryllidae) as a novelty food, and comparison of food conversion efficiency with values reported for livestock. Journal of Economic Entomology, 84, pp. 891–896.

[13] EFSA, 2021. Insetti commestibili e valutazione scientifica dei nuovi alimenti.    https://www.efsa.europa.eu/it/news/edible-insects-science-novel-food-evaluations

[14] AA.VV., 2013, Edible insects. Future prospects for food and feed security, (a cura) Arnold van Huis, Joost Van Itterbeeck, Harmke Klunder, Esther Mertens, Afton Halloran, Giulia Muir e Paul Vantomme, Food and Agriculture Organization of the United Nations, Roma

[15] Belluco S., Losasso C., Maggioletti M., Alonzi C.C., Ricci A. e Paoletti M.G. (2015), Edible insects: a food security solution or a food safety concern? Animal Frontiers. Vol. 5: 2: 25-30. doi:10.2527/af.2015-0016; Caparros Megido R., Sablon L., Geuens M., Brostaux Y., Alabi T., Blecker C., Drugmand D., Haubruge É., Francis F. (2014), Edible insects acceptance by Belgian consumers: promising attitude for entomophagy development. Journal of Sensory Studies, Vol. 29 14-20. Yen A.L. (2015), Why a Journal of Insects as Food and Feed?, Journal of Insects as Food and Feed, Vol. 1(1): 1-2

[16] Jongema, Y. 2017. List of Edible Insect Species of the World. Laboratory of Entomology, Wageningen University, The Netherlands. https://www.wur.nl/en/Research-Results/Chair-groups/Plant-Sciences/Laboratory-of-Entomology/Edible-insects/Worldwide-species-list.htm.

[17] van Huis A. 2003. Insects as food in sub-Saharan Africa. Insect Science and its Application, 23:163–185; Ramos-Elorduy J., 2009. Anthropo-entomophagy: cultures, evolution and sustainability. Entomological Research, 39:271–288; Yen A.L. 2009. Entomophagy and insect conservation: some thoughts for digestion. Journal of Insect Conservation, 13:667–670; Costa-Neto, E.M. 2016. Edible insects in Latin America: old challenges, new opportunities. Journal of Insects as Food and Feed, 2:1–2; Kim T.-K., Yong H.I., Kim Y.-B., Kim H.-W., Choi Y.-S. 2019. Edible insects as a protein source: A review of public perception, processing technology, and research trends. Food Science of Animal Resources, 39:521–540; Raheem D., Carrascosa C., Oluwole O.B., Nieuwland M., Saraiva A., Millán R., Raposo A., 2019. Traditional consumption of and rearing edible insects in Africa, Asia and Europe. Critical Reviews in Food Science and Nutrition, 59, pp. 2169–2188.

[18] Il via libera dell’ue alla commercializzazione delle tarme della farina. https://www.ilgiornaledelcibo.it/insetti-edibili-approvazione-ue/

[19] Regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativo ai nuovi alimenti e che modifica il Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il Regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1852/2001 della Commissione (Testo rilevante ai fini del SEE). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32015R2283&from=bg#:~:text=(21)%20I%20nuovi%20alimenti%20non,elenco%20dell’Unione»).

[20] Piccoli insetti – grande impatto! L’UE autorizza il consumo alimentare di insetti. https://ec.europa.eu/newsroom/sante/items/712990/it

[21] Ok Ue a primo insetto come alimento, è tarma della farina. https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2021/05/04/ok-ue-a-primo-insetto-come-alimento-e-tarma-della-farina_d68f8445-eca2-4d2f-8526-52a8ea2f215b.html

[22] Broekman H., Verhoeckx K.C., Den Hartog Jager C.F., Kruizinga A.G., Pronk-Kleinjan M., Remington B.C., Bruijnzeel-Koomen C.A., Houben G.F., Knulst A.C., 2016. Majority of shrimp-allergic patients are allergic to mealworm. Journal of Allergy and Clinical Immunology, 137, pp. 1261–1263.

[23] Broekman H.C.H.P., Knulst A.C., Den Hartog Jager C.F., van Bilsen J.H.M., Raymakers F.M.L., Kruizinga A.G., Gaspari M., Gabriele C., Bruijnzeel-Koomen C.A.F.M., Houben G.F., Verhoeckx K.C.M., 2017b. Primary respiratory and food allergy to mealworm. Journal of Allergy and Clinical Immunology, 140, pp. 600–603.e7.

[24] Verhoeckx K.C.M., van Broekhoven S., Den Hartog-Jager C.F., Gaspari M., De Jong G.A.H., Wichers H.J., van Hoffen E., Houben G.F., Knulst A.C., 2014. House dust mite (Der p 10) and crustacean allergic patients may react to food containing yellow mealworm proteins. Food and Chemical Toxicology, 65:364–373;

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[37] Direttiva 2002/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 maggio 2002, relativa alle sostanze indesiderabili nell’alimentazione degli animali – Dichiarazione del Consiglio. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32002L0032

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[40] van der Fels-Klerx H.J., Camenzuli L., van Der Lee M.K., Oonincx D.G.A.B. 2016. Uptake of cadmium, lead and arsenic by Tenebrio molitor and Hermetia illucens from contaminated substrates. PLOS ONE, 11:e0166186. doi.org/10.1371/journal.pone.0166186.

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[52] IARC (International Agency for Research on Cancer). 1993. Some naturally occurring substances: Food items and constituents, heterocyclic aromatic amines and mycotoxins. IARC Monographs on the Evaluation of the Carcinogenic Risk of Chemicals to Humans, Vol. 56. Lyon, IARC. pp. 599. https://publications.iarc.fr/74); van Huis A., 2016. Edible insects are the future? Proceedings of the Nutrition Society, 75:294–305.

[53] Poma G., Cuykx M., Amato E., Calaprice C., Focant J.F., Covaci A., 2017. Evaluation of hazardous chemicals in edible insects and insect-based food intended for human consumption. Food and Chemical Toxicology, 100, pp. 70–79.

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[55] Corte Costituzionale Sentenza N. 20 del 1980. https://juriswiki.it/decision/sentenza-corte-costituzionale-20-1980-it/

[56] Corte Cost. sent. 443/1997 Giurisprudenza Costituzionale, 1997, 3904. http://www.jus.unitn.it/download/gestione/marco.dani/20110915_1823sent.%20443_97.pdf

[57] Se la chiami pasta, non la puoi produrre con la farina di insetti. https://www.ilsole24ore.com/art/se-chiami-pasta-non-puoi-produrre-la-farina-insetti-AEideGEC?refresh_ce=1

[58] Cricket Pasta. https://www.bugsolutely.com/cricket-pasta-italian/

[59] Morales-Ramos J.A., Rojas M.G., Dossey A.T., Berhow M., 2020. Self-selection of food ingredients and agricultural by-products by the house cricket, Acheta domesticus (Orthoptera: Gryllidae): A holistic approach to develop optimized diets. PLOS ONE, 15, e0227400 [online]. doi.org/10.1371/journal.pone.0227400.

[60] L’umlaut “Ÿ” è stato aggiunto per rappresentare le antenne degli insetti.

[61] La rivoluzione degli insetti commestibili è arrivata in Europa. https://www.theparliamentmagazine.eu/news/article/edible-insects-european-union

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