E’ stato pubblicato l’ultimo Dossier dell’Associazione Brasiliana per la Salute Pubblica (Abrasco) dedicato ai ‘Danni degli agrotossici per la salute riproduttiva’.
Realizzato in collaborazione con la Scuola Nazionale di Salute Pubblica Sérgio Arouca (ENSP/Fiocruz), il documento riporta gli esiti di una ricerca che ha impegnato sette Gruppi di Lavoro Abrasco tra il 2023 e il 2024 in collaborazione con settori della società civile impegnati nella individuazione dei danni alla salute provocati dai pesticidi.
In particolare il dossier 2025 muove dal rapporto espresso dal ‘Progetto Salute Riproduttiva e Nocività degli Agrotossici’, pubblicato da Abrasco nel maggio del 2024 e si propone di divulgarne ulteriormente i risultati attraverso il contributo di 45 ricercatori provenienti da diverse università brasiliane, da istituti pubblici di ricerca e da movimenti sociali. Il Dossier si compone di 5 parti dedicate alle conseguenze dell’uso di pesticidi sulla salute riproduttiva in conseguenza di alterazioni ormonali e genetiche nelle cellule riproduttive e negli embrioni tali da aumentare l’infertilità, il rischio di parti prematuri, aborti spontanei, malformazioni congenite, neoplasie e disturbi endocrini. L’ultima parte reca, invece, riflessioni in tema di biopolitica e si concentra sulla ‘guerra cognitiva’ scatenata con l’obiettivo di convincere il pubblico e i decisori della politica sulla bontà dell’uso degli agrotossici.
Uno scenario che necessita di dimostrazioni inconfutabili sui danni alla salute degli esseri viventi.
Lo sforzo congiunto di Abrasco e ENSP/Fiocruz si propone di offrire un contributo autorevole al dibattito politico orientandolo verso la cura della vita contro gli interferenti endocrini contenuti in sostanze nocive usate in agricoltura.
Il tema è tradizionalmente sollevato dai cosiddetti ‘paesi megadiversi’, paesi, cioè, che dispongono di estensioni di terra tali per cui per primi hanno vissuto e subito i danni di colture intensive ed estensive all’economia e alla produzione interna ma anche alla salute pubblica. Ma i riflessi di quanto accade oltreoceano riguardano anche noi.
Il mercato agricolo mondiale è nelle mani di poche imprese transnazionali. A Syngenta, Bayer Crop Science, Basf, Dow agroScience, Monsanto e DuPont (tre americane, due tedesche e una svizzera), si è aggiunto il colosso cinese Chem China fuso in un merger con SinoChem da alcuni anni. Multinazionali private da cui dipende la produzione di cibo mondiale e che limitano gravemente la sovranità degli Stati.
Il Dossier Abrasco 2025 costituisce un’ulteriore e importante prova di come le sostanze usate massicciamente per la produzione agricola provochino malformazioni congenite, malattie neurodegenerative, linfomi, declino delle capacità cognitive e danni alla capacità riproduttiva degli esseri umani.
Vandana Shiva, biologa e attivista indiana si batte da tempo contro l’uso di pesticidi e organismi ingegnerizzati in agricoltura e si esprime senza mezzi termini in merito all’uso di armi di distruzione di massa riciclate in tempi di pace e distribuiti come fertilizzanti sintetici e pesticidi nel nome della ‘Rivoluzione verde’[1]. E le grandi imprese vengono lasciate fare dagli Stati, riflette Shiva, restringendo la capacità dei piccoli produttori e delle culture locali fino a sancirne l’illegalità[2].
In merito ancora il Brasile attraverso la Commissione Internazionale dei Giuristi (CiJ) denunciava in una pubblicazione del 2011 l’impossibilità di accesso diretto alla giustizia attraverso udienze pubbliche, da parte della società civile e individuava due ostacoli principali al raggiungimento di questo diritto: il potere economico delle imprese da un lato e le affinità di queste ultime con il Governo dall’altro. Un potere che si sostanzia – continua Cij – con la capacità di tali imprese di pubblicizzare e comprovare i vantaggi della propria ‘offerta’ rendendo arduo il riconoscimento dei danni causati dagli alimenti transgenici e, quindi, delle responsabilità delle imprese stesse rispetto a questi danni. Un quadro aggravato da un “allineamento tra governo e imprese”, quella che informalmente viene chiamata “privatizzazione della difesa del governo”, realtà giudiziaria che si configura quando nel corso di una causa giudiziaria le imprese si candidano a prendere parte nella disputa in qualità di assistenti tecnici dell’Unione Federale brasiliana, mentre la Comissão Técnica Nacional de Biossegurança – CTNBio, non godendo della condizione di persona giuridica, non può intervenire.[3]
Manca una etica della responsabilità a livello globale, non funziona così solo in Brasile. Steven Druker, avvocato, tra gli autori maggiormente significativi in tema di uso di veleni e biologia sintetica in agricoltura ma non solo parla di ‘globalizzazione dell’irregolarità regolatoria’[4].
In concentrazioni basse, di molto inferiori a quelle già liberalizzate, queste sostanze inducono gravi conseguenze, è noto[5]. La Dott.ssa Theo Colborn, scomparsa da alcuni anni, Prof. Emerito di Zoologia presso l’Università della Florida, ha dedicato la propria vita allo studio e alla divulgazione scientifica rispetto alle malattie Neurodegenerative provocate dall’esposizione agli interferenti endocrini e afferma: “(…)sono state accumulate prove schiaccianti indicanti che la presenza di quantità infinitesimali di alcune sostanze chimiche che si accumulano nell’organismo nel corso delle continue fasi di sviluppo che si alternano prima della nascita, possono alterare il fenotipo ereditato come, ad esempio, la capacità di apprendere, amare, di elaborare informazioni, riprodursi e anche mantenere un peso corporeo normale. Poiché queste sostanze chimiche interferiscono con lo sviluppo attraverso un’azione di disturbo del sistema endocrino, sono chiamati distruttori endocrini. L’equilibrio del sistema endocrino è così finemente bilanciato che l’ambiente del grembo materno dipende da cambiamenti delle concentrazioni di ormoni equivalenti ad un trilione di grammo. In termini temporali, questa quantità equivale ad un secondo in 3.169 secoli”[6].
I costi collaterali, non sempre riconosciuti o ascritti a queste sostanze, sono sempre più insostenibili. Uno studio europeo rilevava alcuni anni fa come fosse possibile risparmiare 31 miliardi di euro all’anno semplicemente riducendo l’esposizione ai Distruttori endocrini, responsabili della dilagante diffusione di malattie provenienti dall’alterazione del corretto funzionamento del sistema endocrino: malformazioni congenite, diabete, autismo, ADHD (deficit dell’attenzione e iperattività), cancro, infertilità, ecc…[7].
E invece anche in Europa stiamo cedendo alle pratiche agricole che i paesi megadiversi combattono strenuamente: la polverizzazione aerea, ad esempio, l’uso di aerei e droni anche in centri abitati o si consente l’uso in deroga di pesticidi messi al bando[8].
European Consumers ritiene fondamentale il dialogo tra ricercatori e attivisti e la divulgazione di questo studio costituisce un piccolo contributo. Abbiamo intervistato per l’occasione la Dott.ssa Lia Giraldo, Coordinatrice del gruppo di lavoro che ha realizzato il Dossier e il Prof. Leonardo Melgarejo, ingegnere agronomo e autore dell’editoriale di un recente numero del Brazilian Journal of Agroecology.
Chiara Madaro, settembre 2025
[1] Vandana Shiva, Il bene comune della terra, p.169, 2005, Giangiacomo feltrinello editore, Milano
[2] Vandana Shiva, ‘Il bene comune della terra’, 2005, Giangiacomo Feltrinelli, Milano
[3] Comissão Internacional de Juristas, “Acesso à Justiça: Violações de Direitos Humanos por Empresas”, Genebra, Suíça, 2011
[4] Steven M. Druker, “Altered genes, twisted truth. How the venture to genetically engineer our food has subverted science, corrupted government, and sistematically declive the public”, Clear River Press, Salt Lake City, 2015
[5] L.Paganelli, A.,Gnazzo, V.,Acosta, H., López, S.L.,Carrasco, A:E:, 2010. Glyphosate-based herbicides produce terato-genic effects on vertebrates by impairing retinoico acid signaling. Chem.Res.Toxicol., August9. http://doi/abs/10.1021/tx1001749
[6] http://www.endocrinedisruption.com
[7] HEAL, Health and Environment Alliance: “Health costs in the European Union. How much is related to EDCS?” June 2014, su www.env-health.org
[8] https://www.toscanachiantiambiente.it/interferenti-endocrini-pesticidi-salute-riproduttiva-cosa-bisogna-sapere/#:~:text=Dalla%20pubert%C3%A0%20precoce%20all’infertilit%C3%A0%2C%20pesticidi%20e%20sostanze,stampa%20(1)%20quanto%20osservato%20da%20una%20pediatra




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