Oltre 250 i giornalisti uccisi a Gaza e molti altri ancora i feriti: è il bollettino di una guerra al giornalismo e all’informazione che – si spera – non vada oltre.
La 17esima edizione del Festival dei Giornalisti del Mediterraneo, ospite della città più ad Oriente d’Italia, Otranto, è stata dedicata in particolare ai temi dell’informazione e della democrazia, della pace e della convivenza, del dialogo e della conoscenza.
Il giornalismo come missione civile, dunque, un mestiere cui è necessario restituire la sua essenza più autentica. Tra i messaggi che ha voluto comunicare Tommaso Forte, ideatore del Festival, che organizza insieme a Nicola Fragassi, Maria Rosaria Bianco e Leda Cesari, sostenuti da un comitato scientifico composto dai giornalisti Paolo di Giannantonio, Stefano Polli, Alessio Lasta e Patrizio Nissirio.
Molti gli ospiti di livello che si sono alternati sul palco a parlare dei conflitti e dei delicati equilibri geopolitici che oggi infiammano il mondo ma anche di femminicidio e prevenzione del suicidio, di faide, vittime di mafia e di contrasto alla malavita organizzata, di giustizia climatica e diritti umani, di aree marine protette e di pesca al femminile, di agricoltura e cultura dell’alimentazione.
Centrale e molto partecipato dal pubblico che gremiva la piazza il tema del conflitto che ha ridotto Gaza ad un cumulo di macerie, con l’uccisione di oltre 65.000 persone, per lo più civili, tra cui 20.000 bambini, secondo numerose organizzazioni internazionali.
Una guerra che, ormai, è difficile poter raccontare a causa dell’attacco sistematico ai reporter, testimoni non graditi sui luoghi del conflitto.
Poco o nulla ha potuto la diplomazia internazionale che ha condannato il governo israeliano parlando di ‘genocidio’ e di uso della fame e della carestia come atto di guerra[1].
Un’accusa cui il governo Netanyahu risponde con dei tour organizzati[2]: 10 influencer americani e 10 israeliani per documentare in pochi, preordinati minuti che a Gaza non manca nulla.
Tutt’altro racconta chi in quelle terre continua con coraggio ad operare, come Padre Ibrahim Faltas, già Vicario della Custodia di Terra Santa, ospite del Festival dei Giornalisti del Mediterraneo o il medico psicologo dei Medici senza Frontiere, Davide Musardo, che si appresta a ripartire per una nuova missione.
Premio Caravella del Mediterraneo

foto famiglia XVII Festival dei Giornalisti del Mediterraneo – Otranto 2025
Come ogni anno è stato conferito il Premio Caravella del Mediterraneo alle personalità del mondo del giornalismo, della società civile, dell’impegno religioso, istituzionale e militare che quotidianamente scelgono di non voltare le spalle alle sfide imposte dai tempi che viviamo. L’edizione 2025 ha premiato Francesco Neri, vescovo di Otranto, Padre Ibrahim Faltas, già Vicario della Custodia di Terrasanta, Nello Scavo, giornalista di inchiesta per Avvenire, Mariangela Pira, SkyTG24, l’inviata di E’ ancora Carta Bianca Silvia De Santis, il comandante della Guardia di Finanza in Puglia, generale Guido Mario Geremia. Un premio – che si spera un giorno verrà a ritirare di persona – è stato anche assegnato al giovane fotoreporter Jamal Badah, vittima del doppio attacco israeliano all’ospedale Nasser di Gaza di fine agosto. Jamal, a cui è stata amputata una gamba, ha parlato in collegamento dalla branda da campo allestita dall’ospedale e dice di voler tornare a raccontare con le immagini quel che succede.
Testimoniare quel che accade per stabilire le responsabilità e tornare alla pace: è il messaggio finale di questa settimana dedicata al Giornalismo e al Mediterraneo e che richiede impegno e partecipazione da parte di tutti.
Ognuno è strumento di pace, come ricorda il francescano Vescovo Neri, e ognuno, oggi più che mai, ha il dovere di esercitare il sentimento del perdono e della pietà che non cede al rancore affinché il mondo torni ad essere un luogo più accogliente.
Ne parliamo con Patrizio Nissirio, già giornalista ANSA e tra i coordinatori dei lavori.
A cura di Chiara Madaro – settembre 2025
[1] https://www.ohchr.org/en/press-releases/2024/11/un-special-committee-finds-israels-warfare-methods-gaza-consistent-genocide
[2] https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/08/24/israele-porta-10-influencer-a-gaza-menzogne-sulla-fame_5a7e2304-581d-4cb9-9dc0-fc413efc92b8.html



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